martedì 4 giugno 2019

Rocketman (2019)

Domenica sera sono andata assieme al Bolluomo a vedere Rocketman, diretto dal regista Dexter Fletcher.


Trama: vita di Elton John, dal successo agli eccessi, tra famiglie disastrate, amici sinceri, amanti fasulli e tante canzoni...


Come ho scritto su Facebook, l'unico problema che ho avuto con l'adorabile Rocketman è semplicemente la mia Crassa ignoranza. Se con Bohemian Rhapsody, pur non essendo fan scatenata dei Queen, mi ero ritrovata a conoscere comunque tutte le canzoni riuscendo ad impegnarmi in un sing along, in questo caso ho avuto parecchie difficoltà, perché le canzoni conosciute di Elton John le conto sulle dita delle mani. Inoltre, la struttura dei due film è (fortunatamente, aggiungerei) molto diversa. In Bohemian Rhapsody c'era una storia edulcorata che faceva da vetrina alle canzoni più iconiche dei Queen, ottima operazione commerciale che ha fruttato miliardi ai membri superstiti del gruppo, rilanciandone la carriera in maniera inaudita; Rocketman è invece un musical vero e proprio e la storia, assai poco lusinghiera nei confronti del protagonista, si sviluppa attraverso i testi delle canzoni di Elton John, con realtà e testi delle stesse a compenetrarsi. Inutile dire quindi che, da amante del genere, ho apprezzato molto di più la seconda pellicola, un'opera costantemente a braccetto col kitsch come del resto è, da sempre, il personaggio Elton John, al cui confronto Freddy Mercury era il trionfo della sobrietà. Rocketman si sviluppa come un florilegio di numeri musicali raccontati in prima persona da un Elton ormai al capolinea dopo vent'anni passati ad uccidersi di stravizi (droghe, sesso, alcool, cibo), solo col suo dolore e a un passo dal suicidio; un'infanzia priva di amore da parte dei genitori ma zeppa di soddisfazioni in ambito musicale lascia il passo a un'adolescenza e una giovinezza dove le porte del successo si sono spalancate quasi senza fatica, sotto l'occhio attento ma non troppo dell'amico di sempre Bernie Taupin (ignorant fact #1: credevo che i testi Elton se li scrivesse da solo, invece sono quasi tutta farina del sacco di costui), prima che il legame col manager John Reid trascinasse il giovane cantante in una spirale autodistruttiva (ignorant fact #2: Reid è stato anche manager dei Queen, in Bohemian Rhapsody lo interpretava Ditocorto) fatta di autocommiserazione, solitudine e passi falsi (ignorant fact #3 e poi smetto: Elton John si è sposato con una donna negli anni '80). Fa strano vedere, sul finale, il nome di Elton John come produttore di un film che, in definitiva, è il frutto di una mente allucinata dalle droghe, senza alcuna pretesa di realismo ma anche privo della volontà di santificare il cantante come successo invece a Freddy Mercury. E' vero, anche in questo caso, che il padre e la madre di Elton John sono personaggi molto connotati negativamente, così come John Reid, tuttavia viene spesso sottolineato, assieme al bisogno d'amore di Elton, anche la sua natura di testa di pazzo umorale e mollusco senza spina dorsale, quindi il cantante merita il plauso per aver accettato ed incoraggiato questo ritratto in bilico tra la lusinga e la "critica".


Libero dagli influssi nefasti di un Bryan Singer mai così anonimo, Dexter Fletcher può appropriarsi dell'intera operazione e sfogarsi affiancando all'ispirazione reale tutta una serie di fantasticherie da musical all'interno delle quali le mise stravaganti di Elton John sono la ciliegina sulla torta. Personaggi che ballano in mezzo alla strada, il protagonista che guarda direttamente in camera rompendo la quarta parete, protagonisti che, come in ogni musical che si rispetti, danno voce ai loro sentimenti più nascosti attraverso il potere del canto, numeri musicali che cicciano fuori inaspettatamente, anche nei momenti maggiormente tragici (il tentato suicidio di Elton che diventa, senza soluzione di continuità, l'anticamera dell'ennesimo concerto), sono tutti elementi che catturano lo spettatore e lo mettono nella disposizione d'animo d'ignorare qualsiasi data "sbagliata", qualsiasi libertà storica, godendo della "regina" Elton e del folle florilegio psichedelico della sua mente obnubilata. Taron Egerton, le cui doti canore si potevano apprezzare già nell'esilarante Sing, mette voce e mimica nella "sua" versione del famoso cantante, senza alcuna pretesa di realismo ma con passione da vendere, e il risultato a mio avviso è favoloso; il fanciullo riesce a creare un Elton John alternativamente sexy (mai avrei pensato di definire il baronetto sexy, ve lo giuro!), goffo, esaltante o semplicemente ridicolo; commuove fino alle lacrime durante l'interpretazione di Your Song (o forse sono io che, dopo Moulin Rouge, non riesco più ad ascoltarla senza piangere come un vitello) e fa letteralmente saltare sulla poltrona con le note di Crocodile Rock, solo per citare due dei numeri che più mi sono rimasti impressi. Di più, non ha vergogna di mostrarsi sfatto come un animale e, tra una smorfietta e l'altra, è riuscito persino a portarsi a casa la censura russa per scene omosessuali particolarmente appassionate, altro che i bacetti casti di Bohemian Rhapsody. L'unico difetto di Rocketman, se di difetto si può parlare, è che non avrà mai la medesima risonanza mediatico/commerciale del biopic su Freddy Mercury poiché è di fruizione assai più difficile, soprattutto per un pubblico italiano (le canzoni sono tutte sottotitolate in quanto spesso sostituiscono i dialoghi), e poi perché, diciamocelo, la musica di Elton John non è "popolare" come quella dei Queen (popolare in senso buono. Personalmente, per esempio, preferisco lo stile di questi ultimi) né altrettanto particolare. Se però amate i musical correte al cinema anche se non conoscete a menadito Elton John, non ve ne pentirete!


Di Taron Egerton (Elton John), Jamie Bell (Bernie Taupin), Bryce Dallas Howard (Sheila) e Stephen Graham (Dick James) ho già parlato ai rispettivi link.

Dexter Fletcher è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come Eddie the Eagle - Il coraggio della follia e Bohemian Rhapsody, subentrando a Bryan Singer quando quest'ultimo è stato licenziato. Anche attore, sceneggiatore e produttore, ha 53 anni.


Richard Madden interpreta John Reid. Inglese, ha partecipato a film come I segreti della mente, Cenerentola e a serie quali Il trono di spade e I Medici. Anche produttore, ha 33 anni e un film in uscita.


Tom Hardy avrebbe dovuto interpretare Elton John ma nel corso degli anni di "gestazione" della pellicola l'attore si è riempito di impegni e ha dovuto rinunciare; altri attori contemplati per la parte erano James McAvoy, Tom Cruise, Daniel Radcliffe e Justin Timberlake, quest'ultimo scelto dallo stesso cantante. Non è la prima volta che Taron Egerton ha a che fare con Elton John: i due avevano partecipato al film Kingsman: Il cerchio d'oro e in Sing l'attore cantava I'm Still Standing. Se Rocketman vi fosse piaciuto recuperate il pluricitato Bohemian Rhapsody e magari aggiungete anche Dietro i candelabri e Billy Elliot. ENJOY!


11 commenti:

  1. Da amante dei musical scoppiettanti, ma soprattutto dei film solidi e onesti, l'ho trovato veramente una boccata d'aria fresca. Lui strepitoso, vulnerabile e camaleontico il giusto: somigliante senza i trucchi di serie Z di Rami Malak, che sembrava sbucato da una puntata di Tale e quale. Peccato non avrà la stessa fortuna di Bohemian Rhapsody. Gli è superiore in tutto, che piaccia o meno la musica di John.

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  2. Ottima analisi! Anch'io non sapevo del rapporto controverso con Reid, mentre ero a conoscenza del forte sodalizio con Taupin ma non pensavo fossero ancora "artisticamente insieme" dopo tanti anni!
    Beh a parte questo, come ti dicevo nell'altro post, è piaciuto tanto anche a me e sono contento che anche tu lo abbia apprezzato!
    P.S. Non è una tua impressione: your song fa davvero commuovere, indipendentemente da moulin rouge (io non l'ho visto) 😉

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    1. Grazie!!
      Adesso però ti tocca recuperare Moulin Rouge :P

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  3. Non faccio il bastiancontrario di natura, ma non mi ha entusiasmato per niente. Non amo fare confronti, ma in questo caso è inevitabile: "Bohemian Rhapsody" è riuscito a farmi emozionare, cantare, commuovermi, mi è rimasto dentro con le sue canzoni... questo (per me) è un piattissimo biopic in puro stile hollywoodiano, che segue una trama scontata (ascesa, successo, caduta, rinascita) e non mi ha scaldato il cuore. Egerton è bravo e canta con la sua voce, con quelli occhialetti rossi sembra più Ivan Graziani che Elton John, ma il suo suo è tutto mestiere e nessun sentimento. Me lo scorderò prestissimo...

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    1. Parlo solo per me e per Mirco che era con me, ovviamente: tutte le emozioni che ha suscitato in te Bohemian Rhapsody (che pure mi ha fatta cantare e divertire molto) me le ha scatenate Rocketman e il mio fidanzato sono due settimane che continua ad ascoltare e cercare le canzoni di Elton John.
      Detto questo, Bohemian Rhapsody non seguiva forse lo stesso schema, semplificando tutto il semplificabile? Quanto ad Egerton, la sua è l'interpretazione di Elton John, non l'imitazione, come da richiesta dello stesso cantante.

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  4. Oh sì, sono d'accordo con te. Meglio questo di Bohemian Rhapsody per tutte le ragioni che citi. Ben scritto! Conosco un po' più di te la musica di Elton John e "il sing along" mi è venuto più volte spontaneo. Tuttavia l'ignorant fact #2 ha coinvolto anche me (buono a sapersi, ignoravo proprio). Mi è piaciuto Rocketman, sincera e coraggiosa produzione da parte di Sir Elton , ottima interpretazione di Egerton.
    Bella recensione, Erica!

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    1. Adesso io e il fidanzato continuiamo ad ascoltare in loop le canzoni di Elton, anche non del film, peccato averlo "scoperto" solo ora!
      Grazie delle belle parole :)

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  5. 😀❤🎼🎶🎵🎹 Non è mai troppo tardi per la buona musica.

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