Domenica sera sono andata assieme al Bolluomo a vedere
Rocketman, diretto dal regista
Dexter Fletcher.
Trama:
vita di Elton John, dal successo agli eccessi, tra famiglie disastrate, amici sinceri, amanti fasulli e tante canzoni...
Come ho scritto su
Facebook, l'unico problema che ho avuto con l'adorabile
Rocketman è semplicemente la mia Crassa ignoranza. Se con
Bohemian Rhapsody, pur non essendo fan scatenata dei
Queen, mi ero ritrovata a conoscere comunque tutte le canzoni riuscendo ad impegnarmi in un
sing along, in questo caso ho avuto parecchie difficoltà, perché le canzoni conosciute di
Elton John le conto sulle dita delle mani. Inoltre, la struttura dei due film è (fortunatamente, aggiungerei) molto diversa. In
Bohemian Rhapsody c'era una storia edulcorata che faceva da vetrina alle canzoni più iconiche dei
Queen, ottima operazione commerciale che ha fruttato miliardi ai membri superstiti del gruppo, rilanciandone la carriera in maniera inaudita;
Rocketman è invece un musical vero e proprio e la storia, assai poco lusinghiera nei confronti del protagonista, si sviluppa attraverso i testi delle canzoni di
Elton John, con realtà e testi delle stesse a compenetrarsi. Inutile dire quindi che, da amante del genere, ho apprezzato molto di più la seconda pellicola, un'opera costantemente a braccetto col kitsch come del resto è, da sempre, il personaggio
Elton John, al cui confronto
Freddy Mercury era il trionfo della sobrietà.
Rocketman si sviluppa come un florilegio di numeri musicali raccontati in prima persona da un Elton ormai al capolinea dopo vent'anni passati ad uccidersi di stravizi (droghe, sesso, alcool, cibo), solo col suo dolore e a un passo dal suicidio; un'infanzia priva di amore da parte dei genitori ma zeppa di soddisfazioni in ambito musicale lascia il passo a un'adolescenza e una giovinezza dove le porte del successo si sono spalancate quasi senza fatica, sotto l'occhio attento ma non troppo dell'amico di sempre
Bernie Taupin (
ignorant fact #1: credevo che i testi Elton se li scrivesse da solo, invece sono quasi tutta farina del sacco di costui), prima che il legame col manager
John Reid trascinasse il giovane cantante in una spirale autodistruttiva (i
gnorant fact #2:
Reid è stato anche manager dei
Queen, in
Bohemian Rhapsody lo interpretava
Ditocorto) fatta di autocommiserazione, solitudine e passi falsi (
ignorant fact #3 e poi smetto:
Elton John si è sposato con una donna negli anni '80). Fa strano vedere, sul finale, il nome di
Elton John come produttore di un film che, in definitiva, è il frutto di una mente allucinata dalle droghe, senza alcuna pretesa di realismo ma anche privo della volontà di santificare il cantante come successo invece a
Freddy Mercury. E' vero, anche in questo caso, che il padre e la madre di
Elton John sono personaggi molto connotati negativamente, così come
John Reid, tuttavia viene spesso sottolineato, assieme al bisogno d'amore di Elton, anche la sua natura di testa di pazzo umorale e mollusco senza spina dorsale, quindi il cantante merita il plauso per aver accettato ed incoraggiato questo ritratto in bilico tra la lusinga e la "critica".
Libero dagli influssi nefasti di un
Bryan Singer mai così anonimo,
Dexter Fletcher può appropriarsi dell'intera operazione e sfogarsi affiancando all'ispirazione reale tutta una serie di fantasticherie da musical all'interno delle quali le mise stravaganti di
Elton John sono la ciliegina sulla torta. Personaggi che ballano in mezzo alla strada, il protagonista che guarda direttamente in camera rompendo la quarta parete, protagonisti che, come in ogni musical che si rispetti, danno voce ai loro sentimenti più nascosti attraverso il potere del canto, numeri musicali che cicciano fuori inaspettatamente, anche nei momenti maggiormente tragici (il tentato suicidio di Elton che diventa, senza soluzione di continuità, l'anticamera dell'ennesimo concerto), sono tutti elementi che catturano lo spettatore e lo mettono nella disposizione d'animo d'ignorare qualsiasi data "sbagliata", qualsiasi libertà storica, godendo della "regina" Elton e del folle florilegio psichedelico della sua mente obnubilata.
Taron Egerton, le cui doti canore si potevano apprezzare già nell'esilarante
Sing, mette voce e mimica nella "sua" versione del famoso cantante, senza alcuna pretesa di realismo ma con passione da vendere, e il risultato a mio avviso è favoloso; il fanciullo riesce a creare un
Elton John alternativamente sexy (mai avrei pensato di definire il baronetto sexy, ve lo giuro!), goffo, esaltante o semplicemente ridicolo; commuove fino alle lacrime durante l'interpretazione di
Your Song (o forse sono io che, dopo
Moulin Rouge, non riesco più ad ascoltarla senza piangere come un vitello) e fa letteralmente saltare sulla poltrona con le note di
Crocodile Rock, solo per citare due dei numeri che più mi sono rimasti impressi. Di più, non ha vergogna di mostrarsi sfatto come un animale e, tra una smorfietta e l'altra, è riuscito persino a portarsi a casa la censura russa per scene omosessuali particolarmente appassionate, altro che i bacetti casti di
Bohemian Rhapsody. L'unico difetto di
Rocketman, se di difetto si può parlare, è che non avrà mai la medesima risonanza mediatico/commerciale del biopic su
Freddy Mercury poiché è di fruizione assai più difficile, soprattutto per un pubblico italiano (le canzoni sono tutte sottotitolate in quanto spesso sostituiscono i dialoghi), e poi perché, diciamocelo, la musica di
Elton John non è "popolare" come quella dei
Queen (popolare in senso buono. Personalmente, per esempio, preferisco lo stile di questi ultimi) né altrettanto particolare. Se però amate i musical correte al cinema anche se non conoscete a menadito
Elton John, non ve ne pentirete!
Di
Taron Egerton (Elton John),
Jamie Bell (Bernie Taupin),
Bryce Dallas Howard (Sheila) e
Stephen Graham (Dick James) ho già parlato ai rispettivi link.
Dexter Fletcher è il regista della pellicola. Inglese, ha diretto film come
Eddie the Eagle - Il coraggio della follia e
Bohemian Rhapsody, subentrando a
Bryan Singer quando quest'ultimo è stato licenziato. Anche attore, sceneggiatore e produttore, ha 53 anni.
Richard Madden interpreta John Reid. Inglese, ha partecipato a film come
I segreti della mente, Cenerentola e a serie quali Il trono di spade e I Medici. Anche produttore, ha 33 anni e un film in uscita.
Tom Hardy avrebbe dovuto interpretare
Elton John ma nel corso degli anni di "gestazione" della pellicola l'attore si è riempito di impegni e ha dovuto rinunciare; altri attori contemplati per la parte erano
James McAvoy, Tom Cruise, Daniel Radcliffe e
Justin Timberlake, quest'ultimo scelto dallo stesso cantante. Non è la prima volta che
Taron Egerton ha a che fare con
Elton John: i due avevano partecipato al film
Kingsman: Il cerchio d'oro e in
Sing l'attore cantava
I'm Still Standing. Se
Rocketman vi fosse piaciuto recuperate il pluricitato
Bohemian Rhapsody e magari aggiungete anche
Dietro i candelabri e
Billy Elliot. ENJOY!