La scorsa sera cercavo un film corto da guardare col Bolluomo e la scelta è caduta su una delle ultime produzioni Netflix, Little Evil, scritto e diretto dal regista Eli Craig.
Trama: dopo il matrimonio con la donna dei suoi sogni, Gary si ritrova a fare da patrigno al figlio di lei, un pargoletto che potrebbe essere proprio l'Anticristo.
Posso dire una cosa senza timore di offendere nessuno? Da quando mi sono abbonata a Netflix mi pare che il colosso americano stia tirando fuori una ciofeca dietro l'altra, a parte Okja. Ho dato una chance a Little Evil non solo perché cercavo qualcosa di corto e leggero (oltre che doppiato) da guardare con Mirco ma anche perché il regista e sceneggiatore era quello di Tucker and Dale vs Evil, uno dei film più divertenti visti negli ultimi anni. Lì per lì credevo di averci azzeccato, in quanto Little Evil inizia come una parodia di tutti i film a tema "figlio del demonio" (in particolare Il presagio) e mette alla berlina tutti i topoi del genere, rendendoli parte integrante della trama: abbiamo il bambino cupo che non spiccica parola ma molto spesso si esprime attraverso un inquietante pupazzo, adulti che muoiono in maniere assurde magari dopo averlo rimproverato, gravidanze a dir poco peculiari e orde di invasati pronti a compiacere il piccolo satanasso, tutti stereotipi finalizzati a creare le situazioni più improbabili e divertenti possibili, soprattutto se ad affrontarle è un uomo impreparato a fare il patrigno e costretto a fronteggiare non solo il figliastro ma anche una mammina cieca davanti a qualunque difetto di quest'ultimo. L'elemento horror/parodico si fonde quindi, almeno all'inizio, con un po' di sana satira che va a colpire proprio il modo in cui si tende a trattare coi guanti i cosiddetti "bambini traumatizzati" quando forse sarebbero invece i genitori quelli da mandare da uno psichiatra, ciechi come sono davanti al fatto che anche il bambino dalla situazione sociale più disastrata va comunque educato e non assecondato, compatito o perdonato qualunque cosa faccia o dica, pena la creazione di veri e propri mostri. E' simpatica quindi l'idea di inserire il protagonista in un gruppo di patrigni "disperati", perennemente in cerca di un modo per sopportare i figliastri o entrare nelle grazie di madri che non hanno occhi che per i loro "angeli", ma quando la commedia parodistica sfocia nella retorica d'accatto di un film sentimentale a base di padri e figli che copre l'intera seconda metà della pellicola il risultato diventa tragico, al punto che persino la sottotrama sovrannaturale si fa caotica e poco interessante.
Little Evil quindi funziona quasi esclusivamente quando Eli Craig mostra di conoscere alla perfezione l'horror e, come già accadeva in Tucker & Dale vs Evil, di saper trasformare anche i più semplici incidenti in testimonianze della presenza del maligno non solo attraverso la sceneggiatura ma anche grazie ad un sapiente mix di regia, colonna sonora e citazioni ad hoc; quando però non ci si concentra sulle malefatte del piccolo satanasso persino questi tre elementi si appiattiscono e Little Evil risulta, anche esteticamente, poco più di una banale commedia americana, con troppi momenti morti. E' un peccato perché gli attori sono tutti molto simpatici e in parte, a cominciare da quell'Adam Scott che spuntava già in Krampus (film a sua volta "ibrido" ma più feroce di Little Evil) per arrivare ad Evangeline Lilly, sempre bellissima, con l'aggiunta di un'accozzaglia di facce note molto apprezzate come quelle di Sally Field, Donald Faison, Tyler Labine e soprattutto Clancy Brown, ambiguo come sempre e in grado di mangiarsi con la sua sola presenza tutti coloro che lo circondano (magari se non lo avessero doppiato in modo così spoileroso...). Molto carino anche il bimbetto protagonista, impressionante soprattutto per il modo in cui passa dall'essere inquietante a tenerissimo nel giro di un paio di sequenze, mentre sinceramente non saprei come definire la presenza dell'attrice Bridget Everett. Il personaggio di AL, lesbica dagli atteggiamenti prettamente maschili, anzi, più uomo degli stessi uomini e altrettanto volgare e cretina, dovrebbe fungere da "consigliere" per il protagonista oltre che da elemento comico ma a tratti mi è sembrata talmente esagerata da farmi dubitare di essere stata creata dalla stessa mano delicata che ha dato vita all'originale storia d'amore vista in Tucker & Dale vs Evil... e inoltre fa davvero poco ridere. Mah. In soldoni, l'ennesimo film MEH della stagione, né troppo bello né troppo brutto, sicuramente dimenticabile. Speriamo che Eli Craig torni ai vecchi fasti, non posso credere si sia già bruciato dopo così pochi anni di attività.
Del regista e sceneggiatore Eli Craig ho già parlato QUI. Evangeline Lilly (Samantha), Adam Scott (Gary), Sally Field (Miss Shaylock), Clancy Brown (Reverendo Gospel), Tyler Labine (Carl C. Miller) e Donald Faison (Larry) li trovate invece ai rispettivi link.
Se Little Evil vi fosse piaciuto recuperate Benvenuti a Zombieland e Tucker & Dale vs Evil. ENJOY!
Visualizzazione post con etichetta donald faison. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta donald faison. Mostra tutti i post
domenica 5 novembre 2017
venerdì 23 agosto 2013
Kick-Ass 2 (2013)
E fu così che qualche sera fa sono riuscita ad andare a vedere il primo dei film che attendevo di più quest’anno: Kick-Ass 2, diretto dal regista Jeff Wadlow e tratto dal fumetto omonimo di Mark Millar e John Romita Jr. L’attesa è stata ripagata? Nì.
Trama: Dave Lizewski torna ad indossare il costume di Kick-Ass ma questa volta non è solo perché l’idea degli eroi “fai da te” ha portato alla nascita di un gruppo chiamato Justice Forever. E mentre Dave si diverte a combattere i criminali con i nuovi amici, la povera Hit Girl è costretta a dismettere il costume e ad affrontare la dura vita di un’adolescente. Nel frattempo, purtroppo per tutti, si profila all’orizzonte la minaccia di MotherFucker…
Poteva essere un capolavoro questo Kick-Ass 2 e invece sono uscita dal cinema un po’ tanto DIlusa, forse perché sono entrata in sala dopo aver letto e amato (anche se non tanto quanto il primo, son sincera) il secondo capitolo della serie di Millar. A dire la verità l’entusiasmo mi è un po’ sceso nel corso della seconda parte della pellicola perché la prima parte l’ho trovata invece frizzante, interessante e divertente quasi quanto il primo, geniale film. Mi è piaciuto infatti il modo graduale in cui gli spettatori vengono preparati a quello che avrebbe dovuto essere il momento clou della pellicola e introdotti alle nuove realtà di Dave, Mindy e Chris; se i due ragazzi non hanno imparato una benemerita mazza dagli eventi di Kick-Ass ma, anzi, vanno peggiorando nella loro ossessione, la ragazzina viene invece costretta da un tutore amorevole ma severo a diventare un’adolescente "normale" con tutto quello che ne consegue. Ci vengono presentati quindi gli improbabili membri della Justice Forever (tra i quali spicca un Jim Carrey che vale da solo il prezzo del biglietto), possiamo ridere della stupidità di un Motherfucker a dir poco tragicomico nel suo patetico tentativo di diventare supercriminale e, soprattutto, possiamo ammirare la bravura con la quale Chloë Grace Moretz affronta il mondo degli adolescenti di oggi, preso spietatamente in giro dal regista/sceneggiatore anche grazie ad un esilarante video che praticamente è la summa di tutte quelle cose che mandano in brodo di giuggiole le Beliebers e le Directioners di questo povero mondo. Tutto questo e l’incredibile, devastante presenza della culturista ucraina Olga Kurkulina, assolutamente perfetta per il ruolo di Mother Russia, uno dei personaggi più riusciti, riescono ad ficcare di forza Kick-Ass 2 nell’ambito della sufficienza e sicuramente a qualche spettatore è anche piaciuto quasi ai livelli del primo… ma io il pressapochismo non posso tollerarlo, abbiate pazienza.
Ora, capisco che gli adattamenti cinematografici non debbano essere pedissequi. Ne risentirebbe l'originalità dell'opera cartacea, soprattutto a danno di chi l'aveva già letta, inoltre si parla di due linguaggi e due tipi di pubblico spesso completamente differenti. QUI sta il difficile e, di conseguenza, è estremamente importante l'abilità di regista e sceneggiatore (in questo caso, tu guarda, la stessa persona) perché altrimenti, bello mio, non sceglievi questo mestiere e andavi a lavorare in un ufficio come me. Non è che, solo perché il tuo è un lavoro "artistico", ci devi mettere meno impegno rispetto all'impiegato delle poste, per dire. Il problema di Kick-Ass 2 è proprio questo: si è voluta ricercare la soluzione facilona o comica a tutti i costi, senza capire che ci sono modi (e non sta a me trovarli né diro, per la miseria, è perlappuntamente il lavoro dello sceneggiatore!!) per mantenere intatto il significato dell'opera originale e la natura dei personaggi rimanendo nei limiti del PG-17. Perdonatemi gli SPOILER che seguiranno ma a 'sto giro sono necessari.
Nel secondo volume di Kick-Ass Millar spinge l'accelleratore della farsa e del cattivo gusto per rendere ancora più straniante questa vicenda che, sostanzialmente, parla di un gruppo di alienati scontenti che perseguono l'insano sogno di diventare supereroi o supercriminali. La questione viene parzialmente centrata nel film con il personaggio di Hit Girl, impossibilitata a integrarsi con le compagnette stronze e condannata per colpa del padre ad avere una visione distorta di sé stessa e del mondo. Perché dico parzialmente? Perché visto l'escamotage usato per avere vendetta sulle stronze della scuola direi che il prossimo Kick-Ass 3, se mai ci sarà, lo faranno direttamente sceneggiare da John Waters o dai Vanzina, mentre per il finale (Gesù, quell'orrendo finale!!!!) chiameranno Moccia. Sembra infatti che Wadlow non riesca a staccarsi dalla folle idea di voler far ridere a tutti i costi anche quando c'è davvero poco per cui stare allegri o che l'eroe della storia debba essere per forza un finto-nerd in realtà palestrato e figo e il cattivo invece un demente da avanspettacolo. Per dire, che nel primo film Dave riuscisse alla fine ad uscire con Katie in barba al pessimismo Milleriano non mi era dispiaciuta come idea, ma c'è un limite a tutto, non lo si può trasformare in atletico stallone: Kick-Ass è e deve rimanere uno sfigato, un incapace che fa solo casini, costretto a ricorrere ad una ragazzina per cavarsi dagli impicci, un umanissimo ragazzo che, preda della disperazione e del desiderio di vendetta, spinge un coetaneo giù da un palazzo rendendolo paraplegico, altro che integerrimo eroe dal cuore d'oro! Alla fine del secondo ciclo di Kick-Ass Mindy viene giustamente arrestata perché colpevole di avere ucciso quasi un centinaio di persone, seppure a fin di bene, ma viene comunque osannata dalla folla perché capace di fare tutte quelle cose che un super dovrebbe poter fare, quindi anche l'unica in grado di far sognare la gente comune e tirarla fuori dalla grigia esistenza quotidiana. Il nocciolo di Kick-Ass, lo spunto di riflessione dell'intera serie, è tutto qui. Non vanno bene le pacchianate, non va bene dipingere Motherfucker come un povero bimbominchia (cit.): Chris D'Amico è Hit Girl senza la mano salda di Big Daddy, è un pericoloso e viziatissimo nerd convinto di voler essere un supercriminale ed è lo specchio di tutti quei freddi mocciosi che violentano, uccidono e picchiano riprendendosi coi cellulari e bullandosi con gli amici. Non esiste redenzione nel fumetto per Motherfucker, non dopo aver ucciso intoccabili come cani e bambini, non dopo aver ripetutamente violentato Katie (altro che la stupida scena in cui vorrebbe stuprare Night Bitch ma non riesce, altro che "non siamo mica barbari"). MotherFucker è il livello più estremo delle storie allucinanti che sentiamo un giorno sì e l'altro anche ai TG e fa paura proprio per il suo essere sfigato ed infantile tanto quanto Kick-Ass. Ma questo Wadlow non l'ha capito e, peggio ancora, non l'ha fatto capire al pubblico.
Ecco, lo sapevo. Mi sono arrabbiata e ho cominciato a sproloquiare, rendendomi così conto che Kick-Ass 2 mi è piaciuto meno di quanto io stessa avessi pensato. La sufficienza la merita comunque anche se, riflettendoci, nemmeno la colonna sonora e i combattimenti (tranne quelli di Mother Russia) mi hanno entusiasmata. Mi rimangono, oltre ai citati Carrey e Moretz, un Mintz-Plasse sempre da antologia... e beh, e poi la foto trash dell'anno. L'unica cosa che da sola vale a cancellare tutto il nervoso, tutta la voglia che avrei di picchiare forte Jeff Wadlow. E sapete cosa faccio? Siccome su Facebook si sono tanto prodigati per procurarmela ve la metto qui. Così potete decidere se andare a vedere Kick-Ass 2 nonostante i miei strali o accontentarvi di vedere la cosa più bella del film sul Bollalmanacco. Ah, nel caso decidiate comunque di accingervi alla visione, ricordatevi di rimanere fino alla fine dei titoli di coda, non fate come tutti quei pirla in sala che sono usciti di corsa come un branco di pecore lasciando praticamente solo me e i miei amici a spernacchiarli e irriderli.
Di Aaron Taylor – Johnson (Dave Lizewski/Kick-Ass), Chloë Grace Moretz (Mindy McReady/Hit Girl), Donald Faison (Dr. Gravity), Lyndsy Fonseca (Katie Deuxma), Christopher Mintz-Plasse (Chris D’Amico/Motherfucker), John Leguizamo (Javier), Jim Carrey (Colonnello Stars and Stripes) e Andy Nyman (The Tumor) li trovate ai rispettivi link.
Jeff Wadlow (vero nome Jeffrey Clark Wadlow) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto anche Nickname: Enigmista e probabilmente tra qualche anno si cimenterà nella realizzazione di X-Force. Anche produttore e attore, ha 37 anni.
Morris Chestnut interpreta il Detective Marcus Williams. Americano, ha partecipato a film come L’ultimo boyscout – Missione sopravvivere, Soldato Jane, Io sono tu, The Call e a serie come Freddy’s Nightmare, E.R. Medici in prima linea, Bones, V e American Horror Story, inoltre ha doppiato un episodio di American Dad!. Anche produttore, ha 44 anni e un film in uscita.
Probabilmente in pochi lo ricorderanno ma Evan Peters, ovvero il Tate e Kit di American Horror Story, nel primo Kick-Ass interpretava Todd ma per impegni con la terza stagione della mia adorata serie ha lasciato il posto al meno conosciuto Augustus Prew. Aspettando che il buon Evan si faccia vedere nei panni di Quicksilver in X-Men: Giorni di un futuro passato, nel caso Kick-Ass 2 vi fosse piaciuto recuperate assolutamente il fumetto da cui è tratto (in questi giorni tra l’altro per la Planet Comics esce lo spin-off Hit Girl) e buttatevi su Super, un film che devo ancora vedere ma di cui mi hanno parlato benissimo. ENJOY!!
Trama: Dave Lizewski torna ad indossare il costume di Kick-Ass ma questa volta non è solo perché l’idea degli eroi “fai da te” ha portato alla nascita di un gruppo chiamato Justice Forever. E mentre Dave si diverte a combattere i criminali con i nuovi amici, la povera Hit Girl è costretta a dismettere il costume e ad affrontare la dura vita di un’adolescente. Nel frattempo, purtroppo per tutti, si profila all’orizzonte la minaccia di MotherFucker…
Poteva essere un capolavoro questo Kick-Ass 2 e invece sono uscita dal cinema un po’ tanto DIlusa, forse perché sono entrata in sala dopo aver letto e amato (anche se non tanto quanto il primo, son sincera) il secondo capitolo della serie di Millar. A dire la verità l’entusiasmo mi è un po’ sceso nel corso della seconda parte della pellicola perché la prima parte l’ho trovata invece frizzante, interessante e divertente quasi quanto il primo, geniale film. Mi è piaciuto infatti il modo graduale in cui gli spettatori vengono preparati a quello che avrebbe dovuto essere il momento clou della pellicola e introdotti alle nuove realtà di Dave, Mindy e Chris; se i due ragazzi non hanno imparato una benemerita mazza dagli eventi di Kick-Ass ma, anzi, vanno peggiorando nella loro ossessione, la ragazzina viene invece costretta da un tutore amorevole ma severo a diventare un’adolescente "normale" con tutto quello che ne consegue. Ci vengono presentati quindi gli improbabili membri della Justice Forever (tra i quali spicca un Jim Carrey che vale da solo il prezzo del biglietto), possiamo ridere della stupidità di un Motherfucker a dir poco tragicomico nel suo patetico tentativo di diventare supercriminale e, soprattutto, possiamo ammirare la bravura con la quale Chloë Grace Moretz affronta il mondo degli adolescenti di oggi, preso spietatamente in giro dal regista/sceneggiatore anche grazie ad un esilarante video che praticamente è la summa di tutte quelle cose che mandano in brodo di giuggiole le Beliebers e le Directioners di questo povero mondo. Tutto questo e l’incredibile, devastante presenza della culturista ucraina Olga Kurkulina, assolutamente perfetta per il ruolo di Mother Russia, uno dei personaggi più riusciti, riescono ad ficcare di forza Kick-Ass 2 nell’ambito della sufficienza e sicuramente a qualche spettatore è anche piaciuto quasi ai livelli del primo… ma io il pressapochismo non posso tollerarlo, abbiate pazienza.
Ora, capisco che gli adattamenti cinematografici non debbano essere pedissequi. Ne risentirebbe l'originalità dell'opera cartacea, soprattutto a danno di chi l'aveva già letta, inoltre si parla di due linguaggi e due tipi di pubblico spesso completamente differenti. QUI sta il difficile e, di conseguenza, è estremamente importante l'abilità di regista e sceneggiatore (in questo caso, tu guarda, la stessa persona) perché altrimenti, bello mio, non sceglievi questo mestiere e andavi a lavorare in un ufficio come me. Non è che, solo perché il tuo è un lavoro "artistico", ci devi mettere meno impegno rispetto all'impiegato delle poste, per dire. Il problema di Kick-Ass 2 è proprio questo: si è voluta ricercare la soluzione facilona o comica a tutti i costi, senza capire che ci sono modi (e non sta a me trovarli né diro, per la miseria, è perlappuntamente il lavoro dello sceneggiatore!!) per mantenere intatto il significato dell'opera originale e la natura dei personaggi rimanendo nei limiti del PG-17. Perdonatemi gli SPOILER che seguiranno ma a 'sto giro sono necessari.
Nel secondo volume di Kick-Ass Millar spinge l'accelleratore della farsa e del cattivo gusto per rendere ancora più straniante questa vicenda che, sostanzialmente, parla di un gruppo di alienati scontenti che perseguono l'insano sogno di diventare supereroi o supercriminali. La questione viene parzialmente centrata nel film con il personaggio di Hit Girl, impossibilitata a integrarsi con le compagnette stronze e condannata per colpa del padre ad avere una visione distorta di sé stessa e del mondo. Perché dico parzialmente? Perché visto l'escamotage usato per avere vendetta sulle stronze della scuola direi che il prossimo Kick-Ass 3, se mai ci sarà, lo faranno direttamente sceneggiare da John Waters o dai Vanzina, mentre per il finale (Gesù, quell'orrendo finale!!!!) chiameranno Moccia. Sembra infatti che Wadlow non riesca a staccarsi dalla folle idea di voler far ridere a tutti i costi anche quando c'è davvero poco per cui stare allegri o che l'eroe della storia debba essere per forza un finto-nerd in realtà palestrato e figo e il cattivo invece un demente da avanspettacolo. Per dire, che nel primo film Dave riuscisse alla fine ad uscire con Katie in barba al pessimismo Milleriano non mi era dispiaciuta come idea, ma c'è un limite a tutto, non lo si può trasformare in atletico stallone: Kick-Ass è e deve rimanere uno sfigato, un incapace che fa solo casini, costretto a ricorrere ad una ragazzina per cavarsi dagli impicci, un umanissimo ragazzo che, preda della disperazione e del desiderio di vendetta, spinge un coetaneo giù da un palazzo rendendolo paraplegico, altro che integerrimo eroe dal cuore d'oro! Alla fine del secondo ciclo di Kick-Ass Mindy viene giustamente arrestata perché colpevole di avere ucciso quasi un centinaio di persone, seppure a fin di bene, ma viene comunque osannata dalla folla perché capace di fare tutte quelle cose che un super dovrebbe poter fare, quindi anche l'unica in grado di far sognare la gente comune e tirarla fuori dalla grigia esistenza quotidiana. Il nocciolo di Kick-Ass, lo spunto di riflessione dell'intera serie, è tutto qui. Non vanno bene le pacchianate, non va bene dipingere Motherfucker come un povero bimbominchia (cit.): Chris D'Amico è Hit Girl senza la mano salda di Big Daddy, è un pericoloso e viziatissimo nerd convinto di voler essere un supercriminale ed è lo specchio di tutti quei freddi mocciosi che violentano, uccidono e picchiano riprendendosi coi cellulari e bullandosi con gli amici. Non esiste redenzione nel fumetto per Motherfucker, non dopo aver ucciso intoccabili come cani e bambini, non dopo aver ripetutamente violentato Katie (altro che la stupida scena in cui vorrebbe stuprare Night Bitch ma non riesce, altro che "non siamo mica barbari"). MotherFucker è il livello più estremo delle storie allucinanti che sentiamo un giorno sì e l'altro anche ai TG e fa paura proprio per il suo essere sfigato ed infantile tanto quanto Kick-Ass. Ma questo Wadlow non l'ha capito e, peggio ancora, non l'ha fatto capire al pubblico.
Ecco, lo sapevo. Mi sono arrabbiata e ho cominciato a sproloquiare, rendendomi così conto che Kick-Ass 2 mi è piaciuto meno di quanto io stessa avessi pensato. La sufficienza la merita comunque anche se, riflettendoci, nemmeno la colonna sonora e i combattimenti (tranne quelli di Mother Russia) mi hanno entusiasmata. Mi rimangono, oltre ai citati Carrey e Moretz, un Mintz-Plasse sempre da antologia... e beh, e poi la foto trash dell'anno. L'unica cosa che da sola vale a cancellare tutto il nervoso, tutta la voglia che avrei di picchiare forte Jeff Wadlow. E sapete cosa faccio? Siccome su Facebook si sono tanto prodigati per procurarmela ve la metto qui. Così potete decidere se andare a vedere Kick-Ass 2 nonostante i miei strali o accontentarvi di vedere la cosa più bella del film sul Bollalmanacco. Ah, nel caso decidiate comunque di accingervi alla visione, ricordatevi di rimanere fino alla fine dei titoli di coda, non fate come tutti quei pirla in sala che sono usciti di corsa come un branco di pecore lasciando praticamente solo me e i miei amici a spernacchiarli e irriderli.
![]() |
| ... senza parole!! XDXDXD |
Jeff Wadlow (vero nome Jeffrey Clark Wadlow) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto anche Nickname: Enigmista e probabilmente tra qualche anno si cimenterà nella realizzazione di X-Force. Anche produttore e attore, ha 37 anni.
Morris Chestnut interpreta il Detective Marcus Williams. Americano, ha partecipato a film come L’ultimo boyscout – Missione sopravvivere, Soldato Jane, Io sono tu, The Call e a serie come Freddy’s Nightmare, E.R. Medici in prima linea, Bones, V e American Horror Story, inoltre ha doppiato un episodio di American Dad!. Anche produttore, ha 44 anni e un film in uscita.
Probabilmente in pochi lo ricorderanno ma Evan Peters, ovvero il Tate e Kit di American Horror Story, nel primo Kick-Ass interpretava Todd ma per impegni con la terza stagione della mia adorata serie ha lasciato il posto al meno conosciuto Augustus Prew. Aspettando che il buon Evan si faccia vedere nei panni di Quicksilver in X-Men: Giorni di un futuro passato, nel caso Kick-Ass 2 vi fosse piaciuto recuperate assolutamente il fumetto da cui è tratto (in questi giorni tra l’altro per la Planet Comics esce lo spin-off Hit Girl) e buttatevi su Super, un film che devo ancora vedere ma di cui mi hanno parlato benissimo. ENJOY!!
mercoledì 30 giugno 2010
Ragazze a Beverly Hills (1995)
Con questa recensione mi gioco ogni briciola di credibilità come cinefila, lo so e non mi importa. Perché esistono pochi film che, pur non essendo dei capolavori, mi richiamano piacevolmente un determinato periodo della mia vita, e uno di questi è la commedia Ragazze a Beverly Hills (Clueless), diretta nel 1995 dalla regista Amy Heckerling.
La trama: Cher è la reginetta “buona” del liceo, un’adolescente modaiola e dalla testa completamente vuota, eppure sempre pronta ad aiutare le amiche, se può trarne vantaggio. La sua vita scolastica trascorre tra feste, ricerche di ragazzi, escamotage per prendere voti migliori e shopping, almeno finché non si innamora davvero..

Ragazze a Beverly Hills è un film che all’apparenza può risultare molto stupido, ma non è stato creato per un pubblico stupido, anzi. Si può definire una celebrazione dell’età adolescenziale, con tutti i suoi pregi e i suoi innumerevoli difetti; una celebrazione ingenua, perché priva di qualsiasi pessimismo o approfondimento di problemi “reali”, ma ogni tanto ci vogliono anche film piacevoli e divertenti come questo, visto che pellicole che trattano l’argomento in maniera assolutamente demenziale o assolutamente maledetta ne sono state fatte a bizzeffe. Il film della Heckerling ci mostra lo stesso mondo che all’epoca ci era stato fatto conoscere da telefilm come Beverly Hills 90210 e Melrose Place, però non si concentra tanto sui drammoni tipici di quelle serie, quanto sui piccoli grandi problemi di un’adolescente che dovrebbe esserne virtualmente priva. Il punto di vista soggettivo di Cher, voce narrante dell’intera vicenda, ci introduce al mondo che la ragazza conosce, con tutte le imprecisioni, le esagerazioni e le assurdità del caso; è un punto di vista vivace, senza pensieri, spesso deliziosamente ignorante, che matura però con il proseguire della storia. All’inizio i personaggi sono molto caricaturali e stereotipati, poi a poco a poco cominciamo a capire che la maggior parte di loro ha anche una personalità e anche una sorta di profondità, con insospettabili qualità positive che scopriamo assieme ad una stupita Cher. Alla fine il messaggio del film è molto positivo, ma non melenso (sebbene il finale con matrimonio – non vi dico di chi – stoni un po’ con il resto della pellicola..), un invito a divertirsi il più possibile e a godersi la vita in modo anche un po’ stupido senza perdere però di vista quelli che sono i veri valori come amicizia e amore.

A sostegno dei temi trattati, ci sono una messa in scena e dei dialoghi grandiosi. Alicia Silverstone è la perfetta Barbie californiana, ingenuamente sexy e molto civetta ma mai volgare, neanche quando il suo intento è quello di sedurre un uomo; il suo entourage di amichette è conciato in dei modi che al giorno d’oggi farebbero rabbrividire sia per i colori che per le fantasie utilizzate, mentre per fortuna i ragazzetti che le circondano sono leggermente più sobri. Il modo di parlare delle Ragazze di Beverly Hills è una gioia per chiunque ami, come me, ascoltare ed imparare i diversi slang (ammetto che senza sottotitoli non si capirebbe molto, soprattutto non sono facili i riferimenti ad una cultura che nonostante la globalizzazione è in parte ancora un po’ troppo lontana da noi, per non parlare di cose che sono legate esclusivamente agli anni novanta…), e oltre a questo ci sono anche alcune simpatiche citazioni cinematografiche, a dimostrazione che Ragazze a Beverly Hills non è così scemino come appare; la più evidente è quella di 2001: Odissea nello spazio con il telefonino che non squilla al posto del monolite nero, ma un altro paio di citazioni, tra cui quella relativa a “A qualcuno piace caldo”, sono indicative dell’orientamento sessuale dell’ambiguo Christian e non sono così immediate. Contrariamente a quanto accade in presenza di film simili, anche gli attori sono bravi. Oltre alla già citata Silverstone segnalo Brittany Murphy per una volta nei panni della sfigatina, che riesce ad essere dolce ed irritante allo stesso tempo, e il mio idolo Breckin Meyers sempre a suo agio nei ruoli da fattone, mentre purtroppo i due ragazzi che attirano l’attenzione di Cher, Josh e Christian, sono un po’ bolsetti. In generale è un film che consiglio di guardare, almeno una volta nella vita.
Amy Heckerling è la regista e sceneggiatrice del film. Già responsabile della realizzazione di film a modo loro storici come Senti chi parla e Senti chi parla 2, nonché di alcuni episodi del telefilm Clueless, tratto appunto da Ragazze a Beverly Hills, la regista americana ha 56 anni e un film in uscita.

Alicia Silverstone interpreta la protagonista, Cher Horowitz. L’attrice americana ha avuto il suo momento di gloria negli anni ’90, con film come Babysitter… un thriller e Batman & Robin, mentre negli ultimi anni si è un po’ persa e la ritroviamo in Scooby – Doo 2 – Mostri scatenati. Americana, ha 34 anni e tre film in uscita.

Breckin Meyer interpreta lo scoppiatissimo Travis. Per quanto sconosciuto ai più, questo ragazzo è uno dei miei attori preferiti, chissà perché… sarà per i ruoli da demente che gli fanno sempre interpretare, come in Nightmare 6 – La fine e Giovani Streghe. Tra gli altri suoi film ricordo Fuga da Los Angeles, Giovani pazzi e svitati, il bellissimo Studio 54, Rat Race, Garfield – Il film e Herbie – Il supermaggiolino, mentre i telefilm a cui ha partecipato sono Avvocati a Los Angeles, Clueless, Party of Five – cinque in famiglia, Dr. House, Heroes; ha doppiato alcuni episodi di Kim Possibile, Robot Chicken e persino Benigni, nella versione inglese di Pinocchio. Americano, ha 36 anni e un telefilm in uscita.

Donald Faison interpreta Murrey, il fidanzatino di Dionne. Chi è questo attore, se non il geniale Turk di Scrubs? Ma prima di cementarsi nel cuore dei fan con il ruolo dell’assurdo chirurgo, il nostro ha partecipato a Giovani pazzi e svitati, ad altri telefilm come Sabrina, vita da strega, Clueless e The Bernie Mac Show e ha anche doppiato alcuni episodi di Kim Possible, Robot Chicken e American Dad. Ha 36 anni e due film in uscita.

Brittany Murphy interpreta la sfigatella Tai. Attrice americana segnata da alterne vicende e da prematura morte, non è mai stata tra le mie preferite, anzi, ma la ricordo in film come L’angelo del male, Ragazze interrotte, 8 Mile, il meraviglioso Sin City e, per la tv, in Blossom, Frasier, Party of Five – Cinque in famiglia e Clueless. Ha inoltre doppiato un episodio di Futurama. E morta l’anno scorso, all’età di 32 anni, per una crisi causata da un mix di polmonite, anemia e abuso di droghe. Una furbona, non c’è che dire. Nonostante ciò, stanno per uscire un paio di film postumi che la vedono come protagonista.

Jeremy Sisto interpreta il viscido Elton. L’attore americano ha partecipato a film come Scherzi del cuore, Wrong Turn, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa e soprattutto a film per la tv come Giulio Cesare e serie televisive quali Oltre i Limiti, Dawson’s Creek, Six Feet Under, Incubi e deliri, Numb3rs e Law and Order. Ha 36 anni e due film in uscita.

Paul Rudd interpreta il fratellastro “sensato” di Cher, Josh. L’attore americano, che nella mia mente si è fissato come marito di Phoebe in Friends, ha recitato in Halloween 6: la maledizione di Michael Meyers, Romeo & Giulietta, Le regole della casa del sidro, Anchorman: The Legend of Ron Burgundy e Una notte al museo; ha partecipato inoltre ai telefilm Clueless e Veronica Mars, doppiato uno dei personaggi di Mostri contro alieni e anche un episodio di Robot Chicken. Ha 41 anni e tre film in uscita.

Stacey Dash interpreta la migliore amica di Cher, Dionne. L’attrice americana ha partecipato al film Mezzo professore tra i marines e a serie come I Robinson, Willy il principe di Bel Air, Clueless e CSI. Ha doppiato inoltre un episodio di American Dad!. Ha 44 anni e quattro film in uscita.

Dal film è stato tratto uno spinoff televisivo, Clueless, che è durato ben tre stagioni, dal 1996 al 1999, e che contava più o meno gli stessi attori di Ragazze a Beverly Hills (a parte Alicia Silverstone, sostituita dall’attrice Rachel Blanchard, la tizia bionda che in Snakes on a Plane si imbarca con l’odioso chihuahua) più sporadiche apparizioni del mio adorato Jonathan di Buffy, Danny Strong. E a proposito di Buffy, doveva essere la bionda Sarah Michelle Gellar ad interpretare il ruolo di Cher, ma alla fine non se n’è fatto nulla, peccato. Non è neanche lontanamente paragonabile e a me ha fatto venire la nausea (in Australia me l’hanno fatto sorbire OTTO volte i ragazzini…), ma se vi piace il genere e rimpiangete Heath Ledger date un’occhiata a Dieci cose che odio di te. E ora vi lascio all'esilarante trailer originale di Ragazze a Beverly Hills... as if!! ENJOY!!
Ragazze a Beverly Hills è un film che all’apparenza può risultare molto stupido, ma non è stato creato per un pubblico stupido, anzi. Si può definire una celebrazione dell’età adolescenziale, con tutti i suoi pregi e i suoi innumerevoli difetti; una celebrazione ingenua, perché priva di qualsiasi pessimismo o approfondimento di problemi “reali”, ma ogni tanto ci vogliono anche film piacevoli e divertenti come questo, visto che pellicole che trattano l’argomento in maniera assolutamente demenziale o assolutamente maledetta ne sono state fatte a bizzeffe. Il film della Heckerling ci mostra lo stesso mondo che all’epoca ci era stato fatto conoscere da telefilm come Beverly Hills 90210 e Melrose Place, però non si concentra tanto sui drammoni tipici di quelle serie, quanto sui piccoli grandi problemi di un’adolescente che dovrebbe esserne virtualmente priva. Il punto di vista soggettivo di Cher, voce narrante dell’intera vicenda, ci introduce al mondo che la ragazza conosce, con tutte le imprecisioni, le esagerazioni e le assurdità del caso; è un punto di vista vivace, senza pensieri, spesso deliziosamente ignorante, che matura però con il proseguire della storia. All’inizio i personaggi sono molto caricaturali e stereotipati, poi a poco a poco cominciamo a capire che la maggior parte di loro ha anche una personalità e anche una sorta di profondità, con insospettabili qualità positive che scopriamo assieme ad una stupita Cher. Alla fine il messaggio del film è molto positivo, ma non melenso (sebbene il finale con matrimonio – non vi dico di chi – stoni un po’ con il resto della pellicola..), un invito a divertirsi il più possibile e a godersi la vita in modo anche un po’ stupido senza perdere però di vista quelli che sono i veri valori come amicizia e amore.
A sostegno dei temi trattati, ci sono una messa in scena e dei dialoghi grandiosi. Alicia Silverstone è la perfetta Barbie californiana, ingenuamente sexy e molto civetta ma mai volgare, neanche quando il suo intento è quello di sedurre un uomo; il suo entourage di amichette è conciato in dei modi che al giorno d’oggi farebbero rabbrividire sia per i colori che per le fantasie utilizzate, mentre per fortuna i ragazzetti che le circondano sono leggermente più sobri. Il modo di parlare delle Ragazze di Beverly Hills è una gioia per chiunque ami, come me, ascoltare ed imparare i diversi slang (ammetto che senza sottotitoli non si capirebbe molto, soprattutto non sono facili i riferimenti ad una cultura che nonostante la globalizzazione è in parte ancora un po’ troppo lontana da noi, per non parlare di cose che sono legate esclusivamente agli anni novanta…), e oltre a questo ci sono anche alcune simpatiche citazioni cinematografiche, a dimostrazione che Ragazze a Beverly Hills non è così scemino come appare; la più evidente è quella di 2001: Odissea nello spazio con il telefonino che non squilla al posto del monolite nero, ma un altro paio di citazioni, tra cui quella relativa a “A qualcuno piace caldo”, sono indicative dell’orientamento sessuale dell’ambiguo Christian e non sono così immediate. Contrariamente a quanto accade in presenza di film simili, anche gli attori sono bravi. Oltre alla già citata Silverstone segnalo Brittany Murphy per una volta nei panni della sfigatina, che riesce ad essere dolce ed irritante allo stesso tempo, e il mio idolo Breckin Meyers sempre a suo agio nei ruoli da fattone, mentre purtroppo i due ragazzi che attirano l’attenzione di Cher, Josh e Christian, sono un po’ bolsetti. In generale è un film che consiglio di guardare, almeno una volta nella vita.
Amy Heckerling è la regista e sceneggiatrice del film. Già responsabile della realizzazione di film a modo loro storici come Senti chi parla e Senti chi parla 2, nonché di alcuni episodi del telefilm Clueless, tratto appunto da Ragazze a Beverly Hills, la regista americana ha 56 anni e un film in uscita.
Alicia Silverstone interpreta la protagonista, Cher Horowitz. L’attrice americana ha avuto il suo momento di gloria negli anni ’90, con film come Babysitter… un thriller e Batman & Robin, mentre negli ultimi anni si è un po’ persa e la ritroviamo in Scooby – Doo 2 – Mostri scatenati. Americana, ha 34 anni e tre film in uscita.
Breckin Meyer interpreta lo scoppiatissimo Travis. Per quanto sconosciuto ai più, questo ragazzo è uno dei miei attori preferiti, chissà perché… sarà per i ruoli da demente che gli fanno sempre interpretare, come in Nightmare 6 – La fine e Giovani Streghe. Tra gli altri suoi film ricordo Fuga da Los Angeles, Giovani pazzi e svitati, il bellissimo Studio 54, Rat Race, Garfield – Il film e Herbie – Il supermaggiolino, mentre i telefilm a cui ha partecipato sono Avvocati a Los Angeles, Clueless, Party of Five – cinque in famiglia, Dr. House, Heroes; ha doppiato alcuni episodi di Kim Possibile, Robot Chicken e persino Benigni, nella versione inglese di Pinocchio. Americano, ha 36 anni e un telefilm in uscita.
Donald Faison interpreta Murrey, il fidanzatino di Dionne. Chi è questo attore, se non il geniale Turk di Scrubs? Ma prima di cementarsi nel cuore dei fan con il ruolo dell’assurdo chirurgo, il nostro ha partecipato a Giovani pazzi e svitati, ad altri telefilm come Sabrina, vita da strega, Clueless e The Bernie Mac Show e ha anche doppiato alcuni episodi di Kim Possible, Robot Chicken e American Dad. Ha 36 anni e due film in uscita.
Brittany Murphy interpreta la sfigatella Tai. Attrice americana segnata da alterne vicende e da prematura morte, non è mai stata tra le mie preferite, anzi, ma la ricordo in film come L’angelo del male, Ragazze interrotte, 8 Mile, il meraviglioso Sin City e, per la tv, in Blossom, Frasier, Party of Five – Cinque in famiglia e Clueless. Ha inoltre doppiato un episodio di Futurama. E morta l’anno scorso, all’età di 32 anni, per una crisi causata da un mix di polmonite, anemia e abuso di droghe. Una furbona, non c’è che dire. Nonostante ciò, stanno per uscire un paio di film postumi che la vedono come protagonista.
Jeremy Sisto interpreta il viscido Elton. L’attore americano ha partecipato a film come Scherzi del cuore, Wrong Turn, Ingannevole è il cuore più di ogni cosa e soprattutto a film per la tv come Giulio Cesare e serie televisive quali Oltre i Limiti, Dawson’s Creek, Six Feet Under, Incubi e deliri, Numb3rs e Law and Order. Ha 36 anni e due film in uscita.
Paul Rudd interpreta il fratellastro “sensato” di Cher, Josh. L’attore americano, che nella mia mente si è fissato come marito di Phoebe in Friends, ha recitato in Halloween 6: la maledizione di Michael Meyers, Romeo & Giulietta, Le regole della casa del sidro, Anchorman: The Legend of Ron Burgundy e Una notte al museo; ha partecipato inoltre ai telefilm Clueless e Veronica Mars, doppiato uno dei personaggi di Mostri contro alieni e anche un episodio di Robot Chicken. Ha 41 anni e tre film in uscita.
Stacey Dash interpreta la migliore amica di Cher, Dionne. L’attrice americana ha partecipato al film Mezzo professore tra i marines e a serie come I Robinson, Willy il principe di Bel Air, Clueless e CSI. Ha doppiato inoltre un episodio di American Dad!. Ha 44 anni e quattro film in uscita.
Dal film è stato tratto uno spinoff televisivo, Clueless, che è durato ben tre stagioni, dal 1996 al 1999, e che contava più o meno gli stessi attori di Ragazze a Beverly Hills (a parte Alicia Silverstone, sostituita dall’attrice Rachel Blanchard, la tizia bionda che in Snakes on a Plane si imbarca con l’odioso chihuahua) più sporadiche apparizioni del mio adorato Jonathan di Buffy, Danny Strong. E a proposito di Buffy, doveva essere la bionda Sarah Michelle Gellar ad interpretare il ruolo di Cher, ma alla fine non se n’è fatto nulla, peccato. Non è neanche lontanamente paragonabile e a me ha fatto venire la nausea (in Australia me l’hanno fatto sorbire OTTO volte i ragazzini…), ma se vi piace il genere e rimpiangete Heath Ledger date un’occhiata a Dieci cose che odio di te. E ora vi lascio all'esilarante trailer originale di Ragazze a Beverly Hills... as if!! ENJOY!!
Iscriviti a:
Post (Atom)












