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venerdì 2 ottobre 2026

Nuovi Incubi Halloween Challenge Day 2: Sting (2024)


Il tema del secondo giorno della Nuovi Incubi Halloween Challenge era "Insettini", così ho scelto Sting, diretto e sceneggiato nel 2024 dal regista Kiah Roache-Turner.

Trama

Durante una delle sue esplorazioni, la piccola Charlotte trova un ragnetto e decide di allevarlo. Purtroppo per l'intero condominio in cui vive la bambina, Sting non è un ragno normale...

Recensione

Sting era uno dei film che avevo da qualche tempo nella watchlist di Letterboxd, non ricordo nemmeno per quale motivo. Siccome mi sembrava perfetto per il tema e si trova gratis su Tubi, ho deciso di guardarlo senza troppe aspettative, invece si è rivelato un horror delizioso, benché segua un percorso già ampiamente battuto, quello del ragnetto apparentemente innocuo che, con sommo scorno di chi ha deciso allevarlo, cresce per diventare un gigantesco mostro omicida. Considerato che non ricordo quasi nulla dell'unico film di Kiah Roache-Turner che ho visto, Wyrmwood, mi sorprende che, durante la visione di Sting, mi sia ritrovata a provare sincero sgomento all'idea che Charlotte e i suoi familiari, nonnina in primis, venissero uccisi dal ragno titolare, perché i personaggi sono scritti particolarmente bene, o comunque fanno in modo di accattivarsi le simpatie dello spettatore. L'idea di un patrigno fumettista/illustratore in difficoltà familiari e soprattutto artistiche mi porta, ovviamente, ad essere più indulgente col poveraccio, mentre Charlotte fa parte di quel ristretto novero di ragazzine cinematografiche "weird" e saputelle che non vorresti prendere a calci da qui all'eternità; il piccolo nucleo familiare disfunzionale, ai cui vertici ci sono proprio questi due personaggi, unito al pittoresco bestiario a due e quattro zampe (ma anche un paio d'ali) dei comprimari, tra abitanti dell'edificio e uno sboccato sterminatore di insetti, funziona al punto che ogni attacco del ragno smuove svariati tipi di emozione, che non si riducono al semplice disgusto o alla fredda spunta di potenziali vittime da un'ideale checklist. Anzi, sul finale sono persino riuscita a commuovermi (non che sia difficile con me, ma davanti a un horror dichiaratamente "scemo" e con ampio spazio per la commedia come Sting è molto raro che succeda).

Sting è anche molto ben fatto. Kiah Roache-Turner riesce a sfruttare al meglio lo spazio ristretto di un unico condominio, rivelandoci molto dei suoi abitanti grazie alle particolari esplorazioni di Charlotte, la quale utilizza i condotti dell'aria per intrufolarsi nei vari appartamenti senza essere vista; gli stessi appartamenti sono arredati con estrema cura, proprio per darci un'idea della personalità di chi ci vive senza dover sprecare troppi dialoghi, togliendo tempo all'azione. L'interessante sinergia tra regia e scenografia si palesa anche nei titoli di testa, in cui il ragno appena giunto sul pianeta Terra si muove sinuoso all'interno della casa delle bambole di Gunter, prefigurando in scala ciò che avverrà più avanti nel film. Altra cosa apprezzabile, è il fatto che Sting sia stato realizzato utilizzando principalmente animatronic e pupazzi sviluppati dalla WETA, e che gli effetti digitali siano pochi, riservati quasi esclusivamente alla resa del ragno in piccolo. Come sempre, è ben diverso percepire la "fisicità" della minaccia, più coinvolgente rispetto alla vista su schermo di un mostronetto in CGI, magari anche brutto e finto da morire, quindi voto 10 a Kiah Roache-Turner per essere rimasto fedele allo spirito originale dei creature feature. L'unica cosa che potrebbe risultare fastidiosa per qualcuno, è che Sting non si tira indietro in quanto a violenza sugli animali. Fortunatamente, non si vede mai l'atto omicida in sé (a differenza di quanto accade agli esseri umani, con sequenze in cui si mescolano momenti splatter a dettagli disgustosi di fluidi, veleni, punture e ponfi. Ho già detto che i film coi ragni sono quelli che fatico di più a guardare, vero?), ma i risultati finali sono molto espliciti e le povere bestie fanno una gran brutta fine. Siccome so che questo è un TW per molti, mi sembra giusto avvertire. Tolto questo, Sting è un film ottimo anche per introdurre i ragazzini all'horror (i bambini magari no!) e potrebbe essere un titolo papabile se cercate qualcosa di adatto per la sera di Halloween.

Cast

Del regista e sceneggiatore Kiah Roache-Turner ho già parlato QUI.

Curiosità

Alyla Browne, che interpreta Charlotte, era la Furiosa bambina del film Furiosa: A Mad Max Saga; Robyn Nevin, che qui interpreta la terribile Gunter, era l'anziana protagonista di Relic; Ryan Corr, qui nei panni di Ethan, era quello che in Wolf Creek 2 "ammaliava" Mick Taylor con la canzone Tie Me Kangaroo Down, Sport. Se Sting vi fosse piaciuto recuperate Aracnofobia, Arac Attack e Vermin. ENJOY!

mercoledì 22 marzo 2017

Wyrmwood - Road of the Dead (2014)

Secondo titolo horror distribuito a fine febbraio dalla Midnight Factory che, per l'occasione, balza nella terra dei canguri e tira fuori questo Wyrmwood - Road of the Dead (Wyrmwood), diretto e co-sceneggiato nel 2014 dal regista Kiah Roache-Turner.


Trama: uno sciame di meteore trasforma gli esseri umani in zombi famelici. Barry, tra i pochi rimasti normali, dopo essere stato costretto ad uccidere la moglie e la figlia si allea con altri "sani" per liberare la sorella, presa in ostaggio dall'esercito...



Dopo aver letto l'interessante recensione de I 400 calci ero già pronta a non aspettarmi nulla da Wyrmwood, tranne forse un abominio incommensurabile. Ma, si sa, io i film li guardo senza essere troppo ferrata in materia di montaggio, fotografia e altre finezze simili, basta solo che l'incapacità registica non si traduca, per citare il post di Quantum Tarantino, in "un found footage in cui non succede un cazzo per un’ora e mezza salvo sporadici quanto evitabili spaventerelli e una rivelazione finale che generalmente fa cascare le braccia" (qualcuno ha detto The Gallows: L'esecuzione?). Oltretutto, a me l'approccio Aussie alle cose fa sempre tanta simpatia, anche quando si tratta di un approccio con un cuore più di canna che di panna, quindi non ho potuto non voler bene a Wyrmwood, pur con tutti i difetti che devo riconoscergli. La trama probabilmente è stata scritta per l'appunto su cartine che poi i coinvolti avranno riempito di fumo e consumato nel corso dei quattro anni serviti per completare il film: uno sciame di meteore trasforma gli esseri umani in zombi (almeno si immagina sia quella la causa, ché ovviamente non viene spiegato il motivo della zombanza) e gli unici a rimanere immuni da quello che probabilmente è un virus trasmesso non solo tramite i classici morsi ma anche per via aerea, sono coloro dotati di gruppo sanguigno A positivo. A questo canovaccio gli sceneggiatori hanno aggiunto tamarreide a palate, ibridando l'horror col road movie come i protagonisti fanno con le loro vetture corazzate alimentate ad alito di zombie (il perché le meteore privino di potere combustibile la benzina non ha senso così come ne è priva l'improvvisa trasformazione, in un giorno solo badate bene, dell'esercito australiano in un'accozzaglia di psicopatici decerebrati) e infilandoci anche scienziati pazzi, telepatia, tragici momenti di dolore familiare e, fortunatamente, anche umorismo, alcool e cannoni a palati, ché un film simile non lo si può prendere sul serio, dai.


Quindi Wyrmwood non aggiunge nulla di nuovo al mito dello zombie, se non la speranza che un giorno i nostri cari estinti possano convertirsi in una nuova forma di energia "pulita", tuttavia la pellicola risulta lo stesso molto divertente e inaspettatamente gradevole. Tra un attacco zombie, un barbecue e una scazzottata il ritmo non cala neppure per un secondo, nemmeno quando la faccenda si trasferisce sul piano "psichico", e tutto viene condito da abbondanza di sangue spalmato a palate nemmeno si trattasse di disgustosa gravy sauce sulle schnitzel, con aggiunta di miasmi verdastri che escono dalle bocche spalancate dei poveri morti viventi. Sarà che ormai The Walking Dead ha raggiunto livelli di bassezza inenarrabili e la noia nella blasonata serie regna sovrana ma mi sono ritrovata più volte a pensare "che figata, Rick e i suoi poracci a questi gli spicciano casa!": i dialoghi saranno banali quanto volete ma sono la quintessenza della rilassatezza e badassitudine Aussie ed è un piacere vedere i protagonisti accanirsi contro gli zombi e scambiare momenti di maschia strafottenza. Nota di merito al make up, a mio avviso molto ben fatto, e anche all'attrice Bianca Bradey la quale, in quanto unica eroina femmina nel film, se la crede davvero tantissimo, sia come arrampicatrice di travi prima che come incantatrice/regina degli zombi poi, anche se quegli occhietti bianchicci non si posso guardare, figlia mia. Insomma, probabilmente Wyrmwood farà inorridire chi apprezza i morti viventi di Romero e chi cerca un minimo di "sentimento" o profondità nel genere (credo anche chi pretende coerenza e verosimiglianza a tutti i costi, ahimé) ma in quanto prodotto realizzato con due dollari australiani e tanta amicizia è perfetto per passare una serata in lieta ignoranza. Fatecelo un pensierino!

Kiah Roache - Turner è il regista e co-sceneggiatore della pellicola, al suo primo e finora unico lungometraggio. Australiano, anche produttore e tecnico degli effetti speciali, ha 38 anni.


L'edizione DVD della Midnight Factory è composta da due dischi, uno col film e un altro con un buon numero di contenuti speciali (trailer, backstage, scene tagliate, interviste, produzione e post-produzione e il documentario I diari di Wyrmwood); non ho avuto modo di guardare la pellicola in italiano ma dai sottotitoli mi sembra che stavolta almeno l'adattamento sia valido anche se è sempre un problema riproporre un accento e un lessico particolare come quello australiano. Tornando a Wyrmwood, siccome le riprese avvenivano a tempo perso nei weekend, il film ci ha messo quattro anni per venire completato al punto che Yure Covich, l'attore che interpreta lo sfattone che incontra Barry all'inizio, ha dovuto abbandonare il set a causa di altri impegni e il suo personaggio (che avrebbe dovuto essere la spalla comica del protagonista) è stato eliminato dopo poche scene. Non temete: lo sfattone dovrebbe tornare, assieme ai personaggi di Barry e Brooke, e agli attori che li interpretano, nella serie Wyrmwood TV, spin-off televisivo del film, ancora in fase di scrittura quindi campa cavallo. O forse no, vista la velocità con la quale ne vengono sfornate decine al mese. Nell'attesa, se Wyrmwood vi fosse piaciuto recuperate Dead Snow, Dead Snow 2 e magari anche Shaun of the Dead. ENJOY!

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