lunedì 21 luglio 2014

Il Bollodromo: Angelize di Aislinn

Lo so cosa starete pensando. Che titolo idiota per questa rubrica. Che poi, rubrica. In verità è un po' che mi frulla per la testa l'idea di ritagliare, magari al lunedì (e non tutti, ché mica ho firmato un contratto), uno spazietto per parlare brevemente di cose che non siano il cinema. L'occasione per decidermi si è manifestata in questo libro scritto da Aislinn dal titolo Angelize, che ho comprato qualche mese fa durante la sua presentazione alla Feltrinelli di Savona. Per essere davvero sinceri, non credo di sapere recensire un libro quindi fidatevi, LEGGETELO. Se volete però che sia un po' più specifica, rimanete ancora con me. ENJOY!


Di cosa parla Angelize?
Come si evince dal titolo parla di Angeli o, meglio, di ibridi. Nel mondo di Aislinn, alcuni angeli puri hanno trovato il modo di reincarnarsi ed ottenere vita, sangue ed emozioni causando la morte degli esseri umani e costringendoli così a prendere il loro posto nelle schiere celesti. Solo che alcuni di questi umani "angelizzati", appunto, sono riusciti a riavere i propri corpi e tornare in vita (non vi dirò mai come) con tutte le conseguenze del caso.

Perché mi è piaciuto Angelize?
Perché è semplice ed avvincente. La storia scorre veloce ed incalzante pagina dopo pagina; finisce un capitolo e quello successivo inizia raccontando quello che è successo poco prima ad un altro personaggio, cosa che mi ha spinta letteralmente a divorare le parole scritte pensando continuamente "e adesso? e adesso che succede??" (stesse domande che mi sono posta alla fine, come ho detto all'autrice: per me Angelize avrebbe dovuto durare altre 300 pagine da tanto mi ha presa la storia!) Altro punto a favore, neanche a dirlo, sono i protagonisti. Dimenticate gli angeli iperfighi o gli aggettivi iperbolici alla Stephanie Meyers perché Rafael, Haniel ed Hesediel sono tre normalissime persone con pochi pregi e tanti difetti, non belli né maledetti, solo esseri umani che cercano di rifarsi una vita e approfittare della seconda occasione che è stata loro concessa. E non sarà facile per loro, ovviamente. Non tanto per tutte le implicazioni sovrannaturali della questione ma proprio perché abitudini, traumi, pregiudizi e naturali paure sono degli ostacoli enormi che spesso annullano il desiderio di cambiare anche quando le occasioni sono propizie. Proprio come nella vita vera, eh? Poi, certo, se ci mettono lo zampino degli odiosi Angeli e Lucifero, quel Lucifero che compare per pochissimo ma riesce a portarsi via un pezzo del cuore sanguinante del lettore, l'impresa si fa ancora più difficile.

E quindi?
E quindi Angelize è un libro da acquistare assolutamente e non solo perché Aislinn è italiana (il romanzo è ambientato a Milano), simpaticissima e l'amore per le sue creature traspare in ogni pagina ma anche perché nello sterminato universo della narrativa mondiale "di genere" è sempre più raro trovare un libro in grado di lasciare soddisfatti dall'inizio alla fine. E quest'autunno esce la seconda parte... vorrete mica arrivare impreparati all'appuntamento con gli Angeli?






domenica 20 luglio 2014

The Untouchables - Gli intoccabili (1987)

In questi giorni ho deciso di recuperare un classico, ovvero The Untouchables - Gli intoccabili (The Untouchables), diretto nel 1987 dal regista Brian De Palma, liberamente tratto dalla serie anni '50 Gli intoccabili, a sua volta basata sulla figura realmente esistita dell'agente Eliot Ness e della sua squadra del Dipartimento Proibizionismo di Chicago.


Trama: per contrastare lo strapotere di Al Capone e il contrabbando di alcoolici, l'agente Eliot Ness mette in piedi un quartetto di poliziotti al di sopra della legge, i cosiddetti "Intoccabili".



The Untouchables è uno di quei film che hanno passato in TV innumerevoli volte e che, ciò nonostante, non ero mai riuscita a guardare per intero, forse perché da ragazzina avevo idea che fosse troppo lungo e noioso. E' un vero peccato e me ne sono amaramente pentita visto che non mi capitava da tempo di vedere un film così ben fatto, dove la mano del regista risaltasse così tanto da eclissare qualsiasi altro elemento (persino due grandi nomi come Ennio Morricone Giorgio Armani), sceneggiatura e attori compresi. Eppure, è proprio così: la mano felice di De Palma riesce a trasformare un “semplice” gangster movie tratto da una serie televisiva di successo in un collage di sequenze emblematiche dove la tensione, fin dall'inizio, si taglia col coltello e rapisce lo spettatore lasciandolo col fiato sospeso a chiedersi cosa diamine accadrà dopo. Dalla prima, deflagrante scena che da il via alla lotta di Eliot Ness contro Al Capone, passando per l'inquietante soggettiva che segue Malone all'interno dell'appartamento, fino ad arrivare al tesissimo confronto finale in stazione (parodiato ovviamente in Una pallottola spuntata 33 1/3 - L'insulto finale), quando il tempo sembra non passare mai, tutti potrebbero essere i nemici e l'omaggio alla Corazzata Potemkin diventa un mirabile esempio di come bisognerebbe citare i grandi capolavori contestualizzandoli, tutte le sequenze sono un trionfo di tecnica registica e montaggio, all'interno delle quali ogni dialogo sarebbe inutile e ridondante. L'intera pellicola gravita attorno a questi momenti clou, a scene costruite senza lasciare nulla  al caso e, ovviamente, a momenti di incertezza assoluta ed improvvisa violenza che rendono The Untouchables ancora più avvincente.


Nonostante quello che ho detto all'inizio del post, comunque, sarebbe un delitto non citare quegli attori che incarnano dei protagonisti magari un po' stereotipati ma comunque impossibili da non amare. Kevin Costner, che non mi ha mai fatta impazzire senza una calzamaglia addosso, è un perfetto Eliot Ness, integerrimo poliziotto preso tra la sua salda intenzione di rispettare la legge e il suo bruciante desiderio di punire Al Capone per almeno uno dei suoi crimini; a fargli da degna spalla, rubandogli spesso la scena, c'è uno Sean Connery mattatore in un ruolo che sembra scritto apposta per lui e per il quale ha giustamente vinto l'Oscar come miglior attore non protagonista (anche se io quella “eSSCe” in lingua originale non la riesco a sentire, mi sembra di vedere un cartone animato di Svicolone!) e, soprattutto, Charles Martin Smith, che col suo personaggio di contabile trasformato in Untouchable riesce con pochissime battute ad entrare nelle simpatie dello spettatore. Robert De Niro col suo “sei solo chiacchiere e distintivo” e per il modo originale di giocare a baseball durante una cena è diventato a dir poco iconico ma, se devo essere sincera, il cattivo che mi ha veramente colpita è stato il terribile gangster con la faccia di Billy Drago, freddo, sanguinario e a dir poco inquietante, un babau che potrebbe comparirti alle spalle quando meno te l'aspetti! L'unica cosa che forse non ho molto apprezzato di The Untouchables, stranamente, sono le musiche di Ennio Morricone: a tratti le ho trovate inadatte all'atmosfera della pellicola, altre volte troppo “stereotipate” oppure inopportunamente allegre. Ciò è davvero strano perché adoro Morricone ma, sicuramente, si tratta solo di una percezione soggettiva che non mi impedisce di definire The Untouchables uno dei cult da vedere almeno una volta nella vita... anzi, anche più di una!


Del regista Brian De Palma ho già parlato qui. Sean Connery (Jim Malone), Andy Garcia (Agente George Stone/Giuseppe Petri), Robert De Niro (Al Capone) e Patricia Clarkson (Catherine Ness) li trovate invece ai rispettivi link.

Kevin Costner (vero nome Kevin Michael Costner) interpreta Eliot Ness. Sex symbol degli anni '80-'90, caduto in disgrazia fino a diventare testimonial del tonno Rio Mare, lo ricordo per film come Fandango, Silverado, L'uomo dei sogni, Balla coi lupi (che gli ha fatto vincere l'Oscar come regista e come miglior attore protagonista), JFK - Un caso ancora aperto, Robin Hood - Principe dei ladri, Guardia del corpo, Un mondo perfetto, Waterworld, L'uomo del giorno dopo e L'uomo d'acciaio. Anche produttore e regista, ha 59 anni e tre film in uscita.


Charles Martin Smith interpreta l'agente Oscar Wallace. Americano, ha partecipato a film come American Graffiti, American Graffiti 2, Herbie sbarca in Messico, Starman, Deep Impact e a serie come Ai confini della realtà, Oltre i limiti, X-Files, Ally McBeal e Kingdom Hospital. Anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 59 anni.


Billy Drago (vero nome Billy Eugene Burrows) interpreta Frank Nitti. Americano, ha partecipato a film come Tremors 4 - Agli inizi della leggenda, Le colline hanno gli occhi, Children of the Corn: Genesis e a serie come Moonlightning, Hunter, Walker Texas Ranger, Nash Bridges, X-Files, Streghe, Masters of Horror e Supernatural. Anche produttore e sceneggiatore, ha 69 anni e tre film in uscita.


In caso De Niro avesse rifiutato il ruolo di Al Capone, De Palma aveva già pronto Bob Hoskins come eventuale sostituto; la conferma di De Niro ha consentito a Hoskins di ricevere comunque, grazie ad una clausola del suo contratto, 200.000 dollari solo per il "disturbo". Mickey Rourke, Jack Nicholson ed Harrison Ford hanno invece direttamente rifiutato il ruolo di Eliott Ness (per il quale, tra l'altro, Giorgio Armani avrebbe voluto Don Johnson) mentre Andy Garcia era stato chiamato per quello di Frank Nitti. Per quanto riguarda le scene eliminate, il confronto finale tra Ness, Stone e gli scagnozzi di Capone nella stazione avrebbe dovuto svolgersi su un treno ma la Paramount riteneva che sarebbe diventata una scena troppo costosa; De Palma non si è perso d'animo e ha riciclato il progetto per la sequenza nel successivo Carlito's Way. E a proposito di progetti: da anni si vocifera che Brian De Palma abbia in progetto un prequel dal titolo The Untouchables: Capone Rising ma, al momento, non si hanno notizie in merito e forse è meglio così. Nel frattempo, se The Untouchables vi fosse piaciuto, vi consiglio di recuperare Era mio padre, Carlito's Way, Scarface, Quei bravi ragazzi, Donnie Brasco e Heat - La sfida. ENJOY!

venerdì 18 luglio 2014

Lupin e il mago dei computers (1989)

Svampamento di connessioni permettendo, oggi si comincia a parlare dei TV special di Lupin III, che escono in Giappone a cadenza annuale e sono iniziati con Lupin e il mago dei computers (ルパン三世 バイバイ・リバティー・危機一発! - Rupan Sansei Bye Bye Liberty - Kiki ippatsu!), diretto nel 1989 dal regista Osamu Dezaki.


Trama: Lupin medita di ritirarsi dalle scene perché la polizia di tutto il mondo ha i suoi dati informatizzati. Mentre Jigen, incurante, gli propone di rubare l'enorme diamante Super Egg, un bimbetto chiede al ladro gentiluomo di aiutarlo a ritrovare la mamma, creatrice di un super virus in grado di controllare i computer di tutto il mondo...



Lupin e il mago dei computers (ignorate la S alla fine del titolo italiano, please!) è sempre stato uno dei miei special TV preferiti, per tutta una serie di motivi. In primis, neanche a dirlo, per l'aria "sulfurea" che si respira nel corso di tutto l'anime, con possessioni pseudodemoniache, capri e sette che spadroneggiano in parecchie sequenze legate alla misteriosa Loggia dei Tre Massoni che tormenta Lupin e compagnia. Secondariamente, nell'anime si da parecchio spazio a Jigen e Goemon, finalmente degni protagonisti di alcune scene clou in grado di renderli molto più che semplici "spalle": di Jigen viene sfiorato il passato ricco di vecchi amici e compagni, si sottolineano il suo incredibile senso dell'onore e anche il suo lato più giocoso e "cazzaro" (si vedano le interazioni con il piccolo Michael e Zenigata) mentre Goemon assurge al ruolo di co-protagonista innamorandosi della misteriosa e bellissima Isabella, inanellando così una serie di scene a dir poco esilaranti. A proposito di Isabella, la signora è uno di quei pochi personaggi "nuovi" scritti bene e in grado di arricchire la trama, grazie ad una dose di ambiguità, spietatezza e sensualità tali da far scomparire la povera Fujiko che, effettivamente, ne Il mago dei computers resta un po' al palo; lo stesso non si può dire per il piccolo Michael che, sebbene sul finale riesca a far scendere la lacrimuccia, si piazza di diritto nella classifica dei pargoli più odiosi e petulanti della storia dell'animazione, forse anche grazie ad un doppiaggio italiano che lo rende particolarmente irritante.


Per tutti questi motivi, Lupin e il mago dei computers è più apprezzabile dal lato della sceneggiatura, avvincente e scorrevole nonostante qualche incredibile WTF, in primis il furto della Statua della Libertà, che dell'animazione. Il character design infatti non è proprio dei migliori, è spigoloso e a tratti mostruoso (il piccolo Michael è uno gnomo ributtante, non si può vedere), purtroppo assai vicino allo stile della terza serie dell'anime nonostante la giacca rossa di Lupin, tuttavia alcune sequenze sono gradevolissime e sconfinano nello psichedelico: l'attivazione del Virus Beta, per esempio, è accompagnata da immagini completamente slegate l'una dall'altra, tra il grandioso e l'inquietante, che ricordano i momenti più riusciti de La pietra della saggezza. Detto questo, c'è davvero poco altro da aggiungere e me ne scuso. Lupin e il mago dei computers è la "tipica" avventura di Lupin, ricca di tutti gli elementi che hanno fatto la fortuna della serie tra gag, belle donne, incredibili abilità, inseguimenti e favolosi tesori. Come primo special televisivo è forse uno dei più ingenui e freschi, tuttavia se cercate qualcosa di innovativo (come Verde contro Rosso) o una pietra miliare (come Il castello di Cagliostro) avete decisamente sbagliato anime... ma se non ricordo male quello che verrà dopo sarà molto ma molto peggio!

Osamu Dezaki è il regista della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Resa dei conti per Lupin, L'impero dei Lupin, Lupin e il tesoro di Anastasia, Chi trova Lupin trova un tesoro ed episodi delle serie Jenny la tennista, Remì e le sue avventure, Lady Oscar, Iridella e Caro fratello. Anche sceneggiatore e animatore, è morto nel 2011, all'età di 67 anni.


Il film, come al solito, ha preso diversi titoli italiani col passare degli anni: in VHS si può trovare come Lupin III - Il virus beta, in DVD invece come Lupin III - Bye Bye Liberty: Scoppia la crisi!, più fedele a quello originale. Se Lupin e il mago dei computers vi fosse piaciuto avete davvero l'imbarazzo della scelta visto che, come ho accennato all'inizio del post, questo è solo il primo degli special televisivi annuali dedicati al ladro gentiluomo!! ENJOY!

giovedì 17 luglio 2014

(Gio) WE, Bolla! del 17/7/2014

Buon giovedì a tutti! Anzi, buon giovedì solo ai fan dei Transformers, visto che da ieri è nelle sale il quarto capitolo della saga robottona, prima delle uniche TRE uscite italiane della settimana. Anzi, due, considerato che la terza sarebbe la versione restaurata de Il buono, il brutto e il cattivo. I cinefili possono letteralmente stare freschi e darsi ai recuperi... ENJOY!

Transformers 4: L'era dell'estinzione
Reazione a caldo: Buono solo per i fan
Bolla, rifletti!: E io, sinceramente, i robottoni trasformabili non li ho mai potuti soffrire. Quindi passo tranquillamente il quarto capitolo della saga, augurando buona visione a tutti quelli che non vedevano l'ora che arrivasse questo giorno.

Al cinema d'élite recuperano invece un film francese uscito ben un mese fa...

La gelosia
Reazione a caldo: più la scacci e più l'avrai...
Bolla, rifletti!: Il ritorno della nuova nouvelle vague francese che pare quasi uno stereotipo. Bianco e nero, teatro, gelosia, amore, suicidio... mancano solo un mimo e una baguette, poi siamo a posto. Non so voi, ma io eviterò e mi trincererò nella mia solita, crassa ignoranza!

mercoledì 16 luglio 2014

Saint (2010)

Pur essendo clamorosamente fuori stagione, qualche sera fa ho guardato Saint (Sint), diretto e sceneggiato nel 2010 da Dick Maas.


Trama: San Nicola è in realtà un mostruoso vescovo rinnegato che rapisce i bambini e uccide i loro genitori; ogni 5 dicembre, con la luna piena, il suo fantasma torna a perseguitare Amsterdam e i suoi cittadini...


Che lingua strana è l'olandese! Ascoltandolo, sembra di sentire parlare un tedesco che vuole fa' l'americano, indeciso su quale idioma utilizzare: conoscendo entrambe le lingue, un minimo di senso da un dialogo in olandese si riesce a trarre e questo è molto bello, soprattutto se volete andare ad Amsterdam. Magari potreste farlo proprio il 5 dicembre (il compleanno di mio papà!!) e vedere come gli autoctoni festeggiano San Nicola, la loro versione di Babbo Natale con mitra, cavallo e servitori neri al seguito; oppure potete venire ad Albisola Superiore, Savona, il cui patrono è proprio San Nicola. Una volta si festeggiava in grande, adesso ci sono solo poche, tristissime bancarelle per la maggior parte cinesi e giostre su cui non salirei nemmeno se mi pagassero. Peccato perché un tempo noi bambini aspettavamo San Nicolò con gioia, era l'anticamera del Natale, del torrone, dei regalini, del freddo che ti sferzava la faccia quando andavi sull'Explorer che ti faceva rimanere appeso a testa in giù finché non cominciavi a pregare il Santo di prenderti con sé visto che stavi per vomitare anche il panettone di 10 anni pri... scusate, i traumi infantili sono una brutta bestia. Comunque, vi chiederete perché sto parlando di lingue e festività quando dovrei invece parlare di Saint. La verità è che non so davvero cosa dire di questo divertissement horror senza infamia né lode che, se devo essere sincera, mi ha fatto anche un po' calare la palpebra. Vero è che il periodo non era dei migliori, ho avuto una settimana difficile in cui ho dormito poco e l'idea di guardare un film, per quanto horror, sdraiata nel letto forse non è stata un'idea genial... scusate, ci sono ricascata, continuo a divagare. Beh, alla lunghezza standard di un paragrafetto ci sono arrivata? Sì, saltiamo al secondo.


Bene, quello che dovete sapere di Saint è che c'è San Nicola zombie bruciacchiato che uccide la gente. O, meglio, infila in un sacco i bambini e uccide gli adulti. La cosa già di per sé si presta ad una resa da supercazzola, ed effettivamente Saint altro non è che un horror ironico buono giusto per farsi due risate con gli amici durante le festività. Uno spunto intelligente a dire il vero c'è, ovvero l'idea che le autorità conoscano benissimo la leggenda del Santo e che, da tempo immemorabile, facciano orecchie da mercante per il quieto vivere, creando alibi al maledetto vecchio, falsando notizie e pagando eventuali sopravvissuti perché non parlino. Tale spunto intelligente si perde in un finale che tanto furbo non è o, forse, mi sono addormentata una volta di troppo perché non ho mica capito il motivo che spinge i protagonisti a di bruciare la nave del Santo che sicuramente sarà stata zeppa di bambini rapiti.. dico, ma trovare un'alternativa no? Mah. Per il resto, Saint è ben fatto, ha dei begli effetti speciali parecchio sanguinolenti e anche il trucco di San Nicola rende parecchio. Dick Maas non è un novellino e si vede, soprattutto per un paio di scene casalinghe particolarmente tese e per l'esilarante sequenza in cui il Santo galoppa sui tetti di Amsterdam manco fosse la Stella della Senna, lasciando gli sbirri (e gli abitanti dei palazzi) con un palmo di naso. Non classificati invece gli attori, ma forse è perché non sono mai stata un'amante della recitazione di queste popolazioni "fredde", d'impostazione germanica. Oh toh, sono quasi arrivata alla fine di un secondo paragrafo quindi, come avrete capito, concluderò qui il post dicendo che Saint non mi ha entusiasmata quasi per nulla. Ma se vi piace il genere horror supercazzola potete anche dargli una chance... a dicembre però, che è meglio.

Dick Maas (vero nome Dick Herman Wilelm Maas) è il regista e sceneggiatore della pellicola. Olandese, ha diretto film come L'ascensore, Amsterdamned e un episodio della serie Il giovane Indiana Jones. Anche sceneggiatore, produttore e compositore, ha 62 anni.


Se il film vi fosse piaciuto guardate anche Gremlins, Natale di sangue e Trasporto eccezionale - Un racconto di Natale. ENJOY!!

martedì 15 luglio 2014

NOTTE HORROR 2014: The Mangler - La macchina infernale (1995)


Finalmente è arrivato il mio turno di partecipare alla Notte Horror - Blog Edition indetta dal solito gruppetto di folli blogger al quale mi pregio di appartenere! Non vedevo l'ora infatti di parlare di uno dei film che più mi aveva colpita in quelle folle notti de paura, ovvero The Mangler - La macchina infernale (The Mangler), diretto nel 1995 da Tobe Hooper e tratto dal racconto Il compressore di Stephen King, contenuto nella raccolta A volte ritornano.


Trama: alla lavanderia Blue Ribbon succedono orribili e sanguinosi incidenti ogni volta che i dipendenti si avvicinano troppo al mangano. Un detective si mette ad indagare e scopre un terribile segreto...


The Mangler all'epoca mi aveva sconvolta, non ci avevo dormito la notte. Era stato eletto subito (complici la presenza di Englund e il nome Stephen King) come uno dei miei horror preferiti e devo avere consumato la cassetta a furia di riguardarlo, tanto che posso tranquillamente citare dialogo per dialogo la prima ventina di minuti. Dopo i quali il film diventa fuffa, sia chiaro, ma da ragazzina non lo capivo mica. The Mangler parte infatti col botto, annichilisce lo spettatore con fiumi di sangue, vecchie ridotte a stracci (giuro!!), urla come se gli attori non avessero un domani e, su tutto, il terribile Robert Englund che incombe sui poveri dipendenti come un ave caroñero sbraitando improperi contro quella "stupida vacca" della Signora Frawley prima di concupire con occhio (uno) voglioso una delle giovani impiegate. E il film potrebbe finire lì. O, meglio, potrebbe andare avanti a pezzi, saltando direttamente agli altri due o tre momenti tremendamente gore ed evitando tutto il contorno fatto di pippe mentali del protagonista, il solito poliziotto abbattuto dal diludendo di un passato di morte e sfiga, incazzoso come un'ape, ignorante come una capra di Biella e stranamente non alcoolizzato (però è zoppo, gobbo e quando si stupisce un'occhio diventa più grande dell'altro, tipo Popeye). Eh sì, avrete capito che, tolto il povero Englund che gigioneggia come al solito, coperto da un trucco che lo rende più che orrendo e che sembra stato ripreso, in alcuni dettagli, dritto dal BELLISSSSSSSSIMO Le notti proibite del Marchese De Sade, il resto del cast va dal livello guitto a quello imbarazzante e questo vale sia per i protagonisti che per le comparse: evidentemente, anche prendere il Jame Gumb de Il silenzio degli innocenti e schiaffarlo a fare il protagonista non si è rivelata un'idea geniale, col senno di poi.


Ed è buffo che sia proprio Englund, assieme al gore, a salvare The Mangler dalla caterva di insulti che meriterebbe visto che, di fatto, tutto il plot del patto col Diavolo e la saggia massima "non fidarti della gente a cui manca un pezzo di corpo" sono stati aggiunti per rimpolpare un racconto che era interamente basato su sfigatissime coincidenze, dannosa incompetenza... e finiva in modo tale da provocare altro che UNA notte insonne. Almeno un mese. La sceneggiatura, scritta a tre mani dallo stesso Hooper, Stephen Brooks e Harry Alan Towers (sceneggiatore, tra l'altro, di Dieci piccoli indiani trinceratosi, chissà perché, dietro lo pseudonimo di Peter Welbek), è un tentativo noiosissimo e raffazzonato di allungare la broda, con dialoghi imbarazzanti, concetti ripetuti allo sfinimento e personaggi che non sanno, per dirla alla Guzzanti, né quando stanno andando né quando stanno facendo su questa Tèra. E la finisco qui altrimenti Zio Tibia mi da tante di quelle cartelle che mi leva dal mondo, facciamoci una bella iniezione di nostalgia e ricordiamoci perché The Mangler merita comunque un posticino nel mio cuore. Perché pare che Tobe Hooper abbia abbandonato il film quasi completato lasciandolo in mano a tale Avant Singh, non accreditato. Perché il doppiatore di Englund è un porcone ringhiante. Perché fa più paura il vecchio fotografo impiccione del mangano. Perché i due protagonisti si sfondano di cibo come se non avessero un domani (ed effettivamente...). Perché una signora si ritrova una ghiacciaia in un giardino, non sua, e la lascia lì, senza chiedersi perché né trovarle un posto più consono. Perché una ghiacciaia, sempre lei, la esorcizzi a martellate ma un mangano col razzo. Perché, per liberarsi dalla stretta di una stiratrice, è molto più semplice prendere a revolverate l'orlo dell'impermeabile invece di toglierselo di dosso. Perché Robert Englund riesce a diventare uno dei migliori Robot Transformer di sempre. Perché l'attrice che interpreta Shelly, sul finale, passa dall'essere scialba al semplicemente imbarazzante. Vedere per credere. Ciao, zombetti!!!


Del regista e co-sceneggiatore Tobe Hooper ho già parlato qui. Robert Englund, che interpreta William "Bill" Gartley, lo trovate invece qua.

Ted Levine (vero nome Frank Theodore Levine) interpreta John Hunton. Americano, indimenticabile Jame Gumb de Il silenzio degli innocenti, ha partecipato a film come Heat - La sfida, Flubber - Un professore tra le nuvole, Wild Wild West, Evolution, Fast and Furious, Memorie di una geisha, Le colline hanno gli occhi, Shutter Island e a serie come Monk. Ha 57 anni e cinque film in uscita.


Riguardandolo per l'occasione ho capito che su Notte Horror andava in onda la normale versione R-Rated ma ne esiste anche un'altra, la Director's Cut con qualche dettaglietto gore in più, soprattutto quando il mangano ci da dentro a stirare gente. Esistono anche, ahimé, due seguiti della pellicola, The Mangler 2 del 2002 (Lance Henrikssen compare come guest star ma come il film possa essere definito seguito non si sa visto che il demone diventa un virus del computer...) e The Mangler Reborn del 2005 (la guest star stavolta è Reggie Bannister e il film ha di nuovo il mangano come protagonista), entrambi usciti direttamente sul mercato dell'home video: mi si dice che il Reborn sia meglio del 2 ma, per amore dell'originale, non ho alcuna voglia di recuperarli! Meglio invece guardare Christine - La macchina infernale... o tutti gli altri film di cui abbiamo parlato e parleremo nella nostra Notte Horror, dei quali segue l'elenco. ENJOY!

GIA' PUBBLICATI:
Dovevi essere morta su Il giorno degli zombi
Mimic su Non c'è paragone
Brivido su Solaris
Vamp su Montecristo

IL PROGRAMMA COMPLETO!



sabato 12 luglio 2014

Tortona Cinema Horror 2014

Chi segue il mio blog da un po' di tempo sa che non mi è mai capitato di pubblicizzare eventi ma stavolta faccio uno strappo alla regola, sia perché si parla di Carpenter e al Maestro mi è difficile resistere, sia perché gli appassionati che hanno la fortuna di vivere vicino a Tortona dovrebbero davvero andare (già che io abito lontana!!!) alle due serate del Tortona Cinema Horror 2014, arrivato alla sua seconda edizione. Volete qualche dettaglio? Eccolo!


Mercoledì 16 luglio - dalle ore 21.00 
TortonaCorto Horror, in collaborazione con il Centro Nazionale Cortometraggio (CNC)
Cinque corti italiani, per un totale di circa 80 minuti, che vogliono mostrare che l’Horror in Italia non è morto, ma cova in un sottobosco fertile di idee coraggiose e voglia di sperimentare.
Ospiti della serata saranno i registi Federico Alotto, Daniele Lince e lo sceneggiatore Roberto Tomeo.
I film in programma:
I See Monsters – Io vedo i mostri, regia di Federico Alotto.
The Mourners – Il metodo Marcy, regia di Daniele Lince.
Ehi Muso Giallo – Hey Chink, regia di Pierluca Di Pasquale.
Closed Box – A scatola chiusa, regia: Riccardo Salvetti e Gianfranco Boattini.
Anger of the Dead, regia di Francesco Picone.

Quanto è bella questa locandina? L'artista è Matteo Spirito
Sabato 19 luglio - dalle ore 18.00
Le Apocalissi di John Carpenter
Maratona cinematografica dedicata alla Trilogia dell'Apocalisse del regista statunitense, con la partecipazione e la "guida" dello scrittore alessandrino Danilo Arona.
I film in programma:
La Cosa (1982)
Il Signore del Male (1987)
Il seme della follia (1994)

Tutte e due le serate si svolgeranno al Megaplex Stardust di Tortona (Via Emilia n. 486), la prima costerà 3.50 euro mentre la seconda 10. Per maggiori informazioni e dettagli potete andare a leggervi gli articoli di presentazione sul blog di Tortona360!

Ragazzuoli, fossi in voi andrei ad entrambe le serate, ma... chevvelodicoaffare? ENJOY!!






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