martedì 2 settembre 2014

NOTTE HORROR 2014: Il cavaliere del male (1995)


Buon martedì zombetti! Siete pronti per le ultime battute della Notte Horror Blog Edition? Stasera tocca a me ed Arwen intrattenervi, lei lo farà con Lo squartatore di New York mentre io ho ripescato dal sottosuolo nientemeno che Il cavaliere del male (Tales From the Crypt: Demon Knight), diretto nel 1995 dal regista Ernest R. Dickerson.


Trama: un uomo fugge da un demone deciso a recuperare un'antichissima chiave colma del sangue di Cristo, l'ultimo tassello per fare piombare la Terra nelle tenebre. L'uomo si rifugia in un motel pieno di persone e la fuga diventa una terribile lotta per la sopravvivenza...


Il cavaliere del male è uno di quegli horror che ho guardato fino alla nausea, arrivando a consumare la videocassetta e versando una lacrima per l'impossibilità di reperirlo in DVD ad un prezzo umano. Razionalmente, mi rendo conto che stiamo parlando di un film supercazzola come pochi, affossato da un adattamento italiano zeppo di battute da avanspettacolo persino peggiori di quelle originali, ma come posso non amarlo quando Billy Zane, qui nei panni di un demone, da letteralmente il bianco ed offre la sua interpretazione più gigionesca ed esilarante? Quest'uomo per tutto il film balla, fa il piacione, sputa spugne dalla bocca, ammicca a vecchi ubriaconi circondato da donnine semi-svestite neanche fosse Rocco Siffredi, scatena la "spada de foco" di Verdoniana memoria e seduce ingenue fanciulle bisognose d'affetto, il tutto senza fare (quasi) una piega mentre attorno a lui si consumano carneficine della peggior specie. Il cavaliere del male, infatti, nonostante i costanti richiami ad un tipo di umorismo fumettistico, ribadito anche in una sequenza in cui si alternano scene filmate e vignette, non lesina i momenti splatter e grotteschi, con corpi che vengono letteralmente dilaniati da demoni deformi e brutti come il peccato; ovviamente la colpa di tanta violenza (nonché dell'abbondanza di tette che spuntano generose nel corso di tutto il film) non è di Dickerson, bensì del del vero regista della pellicola, quel graziosissimo e simpatico Crypt Keeper che spadroneggia nelle scene d'apertura e di chiusura e che presenta Il cavaliere del male come accadeva con gli episodi della serie I racconti della cripta.


Il cavaliere del male è un film adorabile anche perché riunisce attori già comparsi nella serie I racconti della cripta, come William Sadler, e vecchie glorie dell'horror e del fantastico come l'inconfondibile Dick Miller, sempre a suo agio nei panni del vecchio ubriacone, il "nuovo" Herman Munster John Schuck nel ruolo dello sceriffo o l'ex psichiatra del primo Nightmare Charlesh Fleisher, recuperato per interpretare il postino svitato ed innamorato; in una girandola di omaggi e citazioni (tra le più evidenti ci sono Psyco, Aliens - Scontro finale e Jason va all'inferno), momenti tesissimi, spacconate assortite e deliziosi attimi gore, Il cavaliere del male prosegue senza una sola battuta d'arresto nonostante la sceneggiatura improbabile (basterebbe solo il modo in cui viene perpetuato il potere della chiave per far mettere le mani nei capelli a più di uno spettatore!) e la sostanziale monodimensionalità della maggior parte dei personaggi, confermandosi comunque un horror disimpegnato che, a modo suo, è riuscito a fare storia. A mio avviso, non poteva essere altrimenti visti i nomi eccellenti di produttori come Walter Hill e Robert Zemeckis o di un compositore come Danny Elfman, che ha creato l'orecchiabile e a suo modo tetro motivetto che accompagna lo spettatore sia nei titoli di coda che nel prefinale. Insomma, riconosco la natura belinesca dell'opera in oggetto ma nonostante questo la difenderò sempre a spada (de foco) tratta e non posso fare altro che consigliarla neanche fosse un caposaldo del cinema di genere. Guardatelo e mi ringrazierete!


Di Billy Zane (il demone), William Sadler (Brayker), Jada Pinkett Smith (Jeryline), CCH Pounder (Irene) e Dick Miller (Zio Willy) ho già parlato ai rispettivi link.

Ernest R. Dickerson (vero nome Ernest Roscoe Dickerson) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto episodi delle serie Criminal Minds, CSI: Miami, Heroes, Masters of Horror, E.R. Medici in prima linea, The 4400, Weeds, Medium, Dexter, The Walking Dead, Once Upon a Time e Under the Dome. Anche sceneggiatore e attore, ha 63 anni.


John Cassir, doppiatore originale del Crypt Keeper, ha prestato la voce al personaggio in tutte le sue incarnazioni, anche nella serie Racconti di mezzanotte e nel cartone animato Brividi e polvere con Pelleossa (in originale, Tales from the Cryptkeeper). Il cavaliere del male avrebbe dovuto essere il primo di una trilogia di Racconti della cripta, ma il flop al botteghino nel 1996 de Il piacere del sangue (la cui uscita viene annunciata dal Crypt Keeper alla fine dei titoli di coda de Il cavaliere del male) ha ovviamente interrotto l'operazione fino al 2002, anno in cui è stato distribuito per il solo mercato dell'home video RitualIl piacere del sangue lo ricordo pochissimo e Ritual non l'ho mai visto quindi non ve li posso consigliare, ma se Il cavaliere del male vi fosse piaciuto recuperate assolutamente Sospesi nel tempo, I delitti del gatto nero e La notte dei morti viventi. ENJOY!

E se ve li foste persi ecco tutti i post passati e futuri dell'orrorifica rassegna!!


lunedì 1 settembre 2014

007 - James Bond Collection

Buon lunedì a tutti!
Approfitto del solito giorno di pausa di inizio settimana per segnalarvi un'interessante iniziativa che vede collaborare La gazzetta dello sport e Il Corriere della sera e che ha per protagonista l'agente più affascinante e longevo della storia del Cinema, ovvero James Bond. Il personaggio è comparso per la prima volta nel 1953, sulle pagine del libro Casino Royale di Ian Fleming; il romanziere inglese è morto nel 1964 e quest'anno si celebra quindi il cinquantennale della sua scomparsa, un'occasione in cui potrebbe essere bello riscoprire non solo il James Bond cartaceo ma anche quello cinematografico.


A questo proposito, da mercoledì 27 agosto in allegato alla Gazzetta dello Sport o al Corriere della sera potete trovare il primo numero della collana di DVD James Bond Collection (al prezzo lancio di 9,99€ + il prezzo del quotidiano) con Skyfall, il ventitreesimo film della serie nel quale Daniel Craig torna, per la terza volta, a vestire i panni dell' agente segreto inglese. La seconda uscita, in edicola il 3 settembre, sarà Missione Goldfinger, terzo film della saga ma primo a vincere un Oscar per i migliori effetti sonori nel 1965. In questo caso, a interpretare 007 è ovviamente il mitico Sean Connery!


La James Bond Collection sarà composta da 24 DVD (tra i quali anche Mai dire mai, uno dei tre film "fuori serie", non prodotti dall'inglese EON Production), ognuno corredato da un booklet ricco di approfondimenti sugli attori, sul film, sui personaggi principali, i villain, le Bond Girl e chi più ne ha più ne metta!
Cosa aspettate dunque a correre in edicola e ad esclamare "Il mio nome è Bond... James Bond!"?



domenica 31 agosto 2014

Liberaci dal male (2014)

Martedì ho onorato la riapertura del multisala savonese andando a vedere l'horror Liberaci dal male (Deliver Us From Evil), diretto e co-sceneggiato dal regista Scott Derrickson e tratto dal libro Beware the Night di Ralph Sarchie e Lisa Collier Cool.


Trama: Nel Bronx si scatena un'inspiegabile epidemia di omicidi, suicidi, violenze e fenomeni paranormali. Il Detective Sarchie si ritrova in mezzo a questa serie di eventi e, per venirne a capo, è costretto a collaborare con il peculiare Padre Mendoza...


Liberaci dal male comincia benissimo e, per un attimo, mi aveva quasi convinto. Lontano dall'essere uno dei soliti horror di ultima generazione a base di case infestate, nonostante si accenni ad esse in più di un'occasione, il film di Scott Derrickson si presenta infatti come un interessante e peculiare mix di horror paranormale e thriller poliziesco dove gli sbirri sono duri e puri, amanti della giustizia inculcata a cazzotti o peggio. All'interno di una realtà normale, per quanto violenta, questi sbirri abituati a trovarsi davanti un male "razionale" (anche nella follia) da sconfiggere a colpi di manette e pugni vengono costretti a fronteggiare IL Male, quello con la M maiuscola e con poteri in grado di possedere le persone e portarle a compiere gesti inenarrabili; chiunque può essere il bersaglio e il veicolo di questo Male che viene da lontano e le indagini per risalire alla sua fonte, comprenderne l'origine e punire i colpevoli sono ovviamente complicate dall'imprevedibilità di quest'apparente epidemia di pazzia e dall'impossibilità di arrestare o uccidere un'entità priva di un suo corpo fisico, tanto che i protagonisti si ritrovano ad essere sempre più impotenti e paranoici, come già accadeva al povero Denzel Washington ne Il tocco del male. Purtroppo, questi intriganti elementi della trama servono a reggere giusto la prima parte del film perché poi Liberaci dal male prende la solita deriva "esorcistica" con un'aggravante che riesce a renderlo particolarmente fastidioso: il didascalismo. Ad un certo punto i tormenti interiori del detective Sarchie e di Padre Mendoza vengono sviscerati con dovizia di parole, ragionamenti ed elucubrazioni (e questo posso anche accettarlo sebbene l'apologia del perdono che la Chiesa ha offerto al prete drogato e libertino mi abbia ricordato anche troppo il frequente insabbiamento di peccati quali la pedofilia, che è tutto meno che apprezzabile) ma l'apice dell'assurdità viene toccato dall'esorcismo finale spiegato passo per passo neanche ci trovassimo di fronte ad un bignami del perfetto purificatore di Demoni. Mezz'ora di "io ti esorcizzo", un po' in italiano e un po' in spagnolo, alternata a sparate come "Questa è la fase uno: la lotta. Questa è la fase due: la stasi. Ecc..". Insopportabile, interminabile e noiosissima nonostante il gran dispendio di ottimi effetti speciali.


Effettivamente, non si può dire che Liberaci dal male non sia girato bene, per carità. La "punta di diamante", se così si può dire, della pellicola sono le inquietantissime sequenze ambientate nella camera della figlia di Sarchie, con quel dannato gufo occhiuto che in un istante mi ha fatto passare ogni amore per queste povere bestiole, la visita dei due poliziotti nella casa infestata e, come ho detto, se non fosse mortalmente noiosa anche la lunghissima scena dell'esorcismo sarebbe stata molto bella da vedere, soprattutto grazie all'intensa interpretazione dell'inglese Sean Harris. Questo attore, vuoi anche per il make up particolarmente convincente, è a dir poco magnetico e riesce a trasformare uno sguardo apparentemente inespressivo nella rappresentazione stessa dell'abisso del Maligno, roba che a trovarsi davanti uno così per strada ci sarebbe da stramazzare di paura senza che lui compia nemmeno un gesto. Il resto del cast è abbastanza anonimo e nella norma, con attori che starebbero meglio in un action/poliziesco piuttosto che in un horror, mentre il prete di Édgar Ramírez, col suo look da fighetto, a lungo andare più che suscitare interesse fa un po' ridere, quasi quanto le mise indossate dalla moglie di Sarchie per andare in chiesa o il fatto che il suo collega vada in giro armato solo di coltelli senza portare con sé nemmeno una pistola (pattugli il Bronx solo con due coltellini? Davvero??? Contento te...). In definitiva, Liberaci dal male è una di quelle pellicole che portano a dire "carino, ma si poteva fare molto di più"; purtroppo il film non riesce a staccarsi dalle storie demoniache che quest'anno hanno invaso i grandi schermi e, incapace di mantenere a lungo la sua peculiare natura ibrida, si adagia a poco a poco su sentieri già battuti e assai poco entusiasmanti. Un vero peccato, soprattutto perché di Scott Derrickson avevo sentito parlare un gran bene ai tempi di quel Sinister che devo ancora vedere e che, spero, riuscirà ad inquietarmi ed entusiasmarmi ben più di quanto abbia fatto Liberaci dal male.

Scott Derrickson è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Hellraiser 5: Inferno sulla terra, The Exorcism Emily Rose, Ultimatum alla Terra e Sinister. Anche produttore, ha 37 anni e due film in uscita, tra i quali dovrebbe esserci anche il Marvelliano Dottor Strange, previsto per il 2016.


Eric Bana (vero nome Eric Banadinovich) interpreta il detective Sarchie. Australiano, ha partecipato a film come Hulk, Troy, Munich e Star Trek, inoltre ha lavorato come doppiatore in Alla ricerca di Nemo. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 46 anni e un film in uscita.


Édgar Ramírez, che interpreta Padre Mendoza, aveva già indossato l'abito talare in The Counselor - Il procuratore. Sempre a proposito di attori, il ruolo di Sarchie era stato offerto a Mark Wahlberg, che però ha rifiutato. Detto questo, se Liberaci dal male vi fosse piaciuto recuperate anche Il rito o Il tocco del male. ENJOY!

sabato 30 agosto 2014

Fabbrica dei Sogni Day

In verità il DAY era giovedì ma avevo già un paio di post in programma e non sono riuscita degnamente ad onorare i 6 anni del blog di Arwen, La fabbrica dei sogni.
Purtroppo di recensire un film in così breve tempo non se ne parla e la classifica personale dei migliori film usciti tra il 2008 (anno di nascita del blog) e il 2013 era già stata pubblicata parzialmente QUI... quindi ho deciso di fare gli auguri a La fabbrica dei sogni sfruttando un'altra delle passioni di Arwen e tirando fuori dal cappello una canzone che all'età di 8 anni mi aveva fatta letteralmente impazzire (mentre il meraviglioso film da cui è tratta, ovvero il primo Batman di Tim Burton, l'avrei conosciuto ovviamente qualche anno dopo, al momento del passaggio televisivo).

Auguroni dunque ad Arwen e alla Fabbrica dei sogni! Auguri e... get the funk up!!!

venerdì 29 agosto 2014

Transformers 4 e la sua estinzione... forse!

Dando un’occhiata ai programmi stasera in tv, la mia attenzione è caduta sull’inutile “Hong Kong - Colpo su colpo”, film d’azione del 1998 con Jean-Claude Van Damme. E a proposito di “inutile”, mi è così venuto in mente che di recente nelle sale è uscito il 4° capitolo della saga Transformers dal titolo temerario Transformers 4 – L’era dell’estinzione. Ma estinzione di cosa esattamente? Della saga o di che altro?
La mia è ovviamente una provocazione, una domanda che vuole giocare sul fatto che in molti lo ritengono ormai un film privo di ogni significato realizzato solo per accontentare i fanatici degli effetti speciali e delle tuonanti esplosioni che rimbombano per tutto il film. Su una durata della pellicola di 164 minuti (esatto, ben 164 minuti!), credo che almeno 100 siano contornati da incessanti “boom” ed esplosioni di ogni genere.
A tal proposito mi viene in mente proprio una delle scene finali dove per circa 10/15 minuti si assiste alla distruzione di un’intera città dovuto ad un grosso magnete attaccato ad una navicella spaziale enorme in mano al nemico che sovrasta la città. Certo, devo dire che proprio quel magnete genera un suono davvero particolare che grazie al sofisticato impianto sonoro di un cinema ha il suo perché ed anche un certo fascino. Ma sentire questo rumore insieme a quello dei mille vetri che vanno in frantumi o a quello di accartocciamento delle macchine che si ritrovano sospese in aria a causa della potente forza magnetica, alla lunga stanca. E quei 15 minuti diventano così nauseabondi.


Per tutto questo e soprattutto per il fatto che il cast umano del film è totalmente cambiato segnandone così quasi un reboot e facendo sparire del tutto Shia LaBeouf senza alcuna spiegazione logica da dare al pubblico, Transformers 4 risulta senza dubbio uno di quei film privo di significato se non semplicemente quello di intrattenere il pubblico. Certamente questo non sarà uno scopo nobile tipico dei più bei film d’autore che tentano in qualche modo di lasciare un messaggio di vita a chi lo guarda, ma non lo fa neanche rientrare tra i peggiori film della storia dell’umanità.
Di fatto Transformers 4 vuole solo essere una macchina d’intrattenimento ed in questo Michael Bay, regista del film, ci riesce molto bene. Con oltre 2 ore di sceneggiatura su cui ricamare macchine che sfrecciano tra campi di grano ed autostrade, razzi che vengono schivati da enormi giganti di metallo, robot che si prendono a calci e pugni, navicelle spaziali con interni simili a quelli di Alien, allo spettatore viene impressa la giusta energia e il giusto input per non annoiarsi e proseguire il film fino alla fine.
Il regista eccede probabilmente in scene di combattimento proponendone fin troppe, ma si sa bene che Bay ama questo tipo di cose e non a caso è proprio lui lo stesso regista che si è occupato di alcuni titoli come Bad Boys, Armageddon, Pearl Harbor, Pain & Gain e The Island. Film utili solo per passare qualche ora in totale spensieratezza. Nulla di più.


Ma oltre ad essere una macchina d’intrattenimento vuole anche (e soprattutto) essere una macchina per fare soldi. Il film ha infatti incassato talmente tanto nel mondo da farlo rientrare nella classifica dei film con il maggiore incasso nella storia del cinema posizionandosi al momento al 12° posto. Ed è proprio questo che dimostra che Transformers non è una saga giunta al termine ma che anzi è un prodotto molto amato dalla maggior parte delle persone tanto da spenderci qualche soldo per andarlo a vedere al cinema.

giovedì 28 agosto 2014

(Gio)WE, Bolla! del 28/8/2014

Buon giovedì a tutti! Mentre in tutta Italia escono pellicole come Mud, Under the Skin e Il fuoco della vendetta, a Savona dobbiamo come al solito accontentarci degli scarti. Pronti per un diludendo quasi peggiore di quello delle scorse settimane? ENJOY!

Into the Storm
Reazione a caldo: Mah!
Bolla, rifletti!: Al di là dei terremoti, se c'è una cosa che mi ha SEMPRE terrorizzata fin da piccina è l'idea del tornado. Per fortuna, se c'è una cosa che non mi è mai piaciuta sono i film "catastrofici" come questo che, oltre agli effetti speciali e quel gran figone di Richard Armitage, di solito offrono proprio poco. Quindi salterò tranquillamente, preservando la mia fragile psiche.

Quel momento imbarazzante
Reazione a caldo: Sarebbe sicuramente quello in cui qualcuno mi proponesse questo film...
Bolla, rifletti!: La commedia romantica che vuole sovvertire le regole della commedia romantica e che quindi, paradossalmente, finirà per essere sicuramente la più romantica delle commedie romantiche. Basta, ho già il diabete, lo eviterò come la peste!

Planes 2 - Missione antincendio
Reazione a caldo: Bleah!
Bolla, rifletti!: So di essere una brutta persona perché a me Cars non è piaciuto. Planes era, a detta di chi l'ha visto (e non stento a crederlo) il cugino maffo di Cars ma con gli aeroplanini al posto delle macchine. Di un sequel credo davvero non se ne sentisse il bisogno.

mercoledì 27 agosto 2014

Il Bollospite: La notte del demonio (1957)

Tornano le recensioni in tandem con Arwen de La fabbrica dei sogni! Stavolta è toccato a me scegliere e, complice la visione di Drag Me to Hell e un paio di scambi di messaggi con il buon Roberto E. D'Onofrio, ho deciso di parlare di La notte del demonio (Night of the Demon), diretto nel 1957 dal regista Jacques Tourneur e tratto dal racconto L'incantesimo delle rune di M.R. James. Ovviamente, la recensione potete leggerla anche QUI.


Trama: Lo scettico Dr. Holden si ritrova invischiato nelle indagini riguardanti un culto satanico capeggiato dall'ambiguo Dr. Karswell e viene colpito da una terribile maledizione che rischia di lasciargli solo tre giorni di vita...


Il punto di vista di Arwen...

Ragazzi che film!!! Innanzitutto ringrazio la mitica Bolla per avermelo fatto conoscere, il film l'ho visto ieri e sono rimasta molto colpita dalla capacità di Jaques Tourneur, di creare tensione e inquietudine ad ogni inquadratura.
E' difficile fare un buon film horror, ma dobbiamo tenere in considerazione che il film è degli anni 50, e seppur girato con i mezzi a disposizione di allora - non c'era ovviamente la tecnologia di oggi, che in parte ha snaturato di molto il genere - c'è molta capacità di creare la giusta tensione in un horror che si rispetti.
Il film viaggia a metà strada su scienza e magia, e presenta due personaggi all'opposto che si scontrano su degli avvenimenti che non possono essere presi con razionalità.
Il personaggio del mago ovvero Karswell è quello che mi ha colpito maggiormente, incarna la figura della persona pericolosa che si scontra con lo scettico scienziato, Dr Holden che lo crede un ciarlatano.
Sarà un gioco da caccia al gatto con il topo, mentre il mago riesce con astuzia a mettere in luce le sue facoltà e a prendere per il naso Holden, quest'ultimo deve far luce sugli strani avvenimenti che hanno causato la morte dello zio di una giovane, che anche lei vuole vederci chiaro.
Sin dall'inizio il regista ci mostra che i fatti messi in luce hanno qualcosa di sovrannaturale, è lo scienziato che non crede in esso, e nel suo scetticismo, non si accorge che è già dentro un gioco più grande di lui.
Gli avvenimenti inspiegabili narrati nel film svolgono un azione sorprendente e repentina, Karswell, è imprevedibile, non è possibile giocare d'astuzia con lui, Holden si renderà conto che non basta la razionalità per far luce sul mistero della morte del collega, nonchè zio di una giovane ragazza che gli ha chiesto esplicitamente di cercare di scoprire cosa è accaduto.
Nel film c'è un lavoro di regia magistrale e attento, Jaques Tourneur lo conoscevo perchè anni fa vidi un altro bellissimo film, Il Bacio della pantera, che spero di recensire presto.
Tourneur è molto bravo a sottolineare questo mix tra razionalità e irrazionalità, tra ciò che si può spiegare, e ciò che non si può spiegare, e si cela in eventi incomprensibili che hanno qualcosa di occulto.
Nel finale però, si capisce un altra cosa, ben più incredibile perchè non se lo aspetta nessuno, perchè Holden smette di essere razionale, e comincia a vedere le cose in un altro modo, e qui il destino gioca a suo favore, ma non vi dico altro per non rovinarvi la sorpresa, dico soltanto che questo è un grandissimo film, che ahimè non sapevo nemmeno della sua esistenza.
Un capolavoro punto.
Ringrazio ancora l'amica Bolla sia per avermi proposto di recensire insieme questo film, sia per avermelo fatto conoscere, perchè ho di fatto aggiunto un altro cult alla lista dei miei film horror preferiti, e il che non è poco.

In conclusione, il film è tutto giocato sull'intelligenza e l'imprevedibilità,  in maniera ambigua in cui lo spettatore cerca in un modo o nell'altro di indovinare cosa succede dopo, rendendolo partecipe al film, e questo signori miei succede raramente, molto raramente.


... E quello della Bolla!

Girato negli anni '50, La notte del demonio è un perfetto esempio di come non siano il sangue o gli effetti speciali a fare un buon horror, ma l'atmosfera e il sapiente uso di una regia in grado di giocare con i dettagli, le luci e le ombre in modo da coinvolgere e confondere lo spettatore. La notte del demonio non offre infatti facili risposte ed è volutamente ambiguo sia per quel che riguarda la sua realizzazione sia per la storia raccontata, un thriller sovrannaturale dove la magia e la demonologia si mescolano alla scienza e alla psicologia, mettendo in scena uno scontro vecchio di decenni. La sequenza iniziale non lascerebbe spazio a dubbi riguardo alla natura "magica" degli eventi che accadono nel corso del film, tuttavia lo spettatore può tranquillamente scegliere se schierarsi dalla parte del Dr. Holden e ritenere il tutto frutto di una suggestione in grado di evocare orribili visioni oppure dalla parte del Dr. Karswell, dal sembiante pacioso e demoniaco al tempo stesso, abile stregone o forse ancor più abile ciarlatano: d'altronde, com'è noto e come viene ripetuto più volte nel corso della pellicola, la magia  (e questo vale anche per quella cinematografica) funziona solo se la gente crede in essa e tutto, in La notte del demonio, congiura per cancellare ogni parvenza di scetticismo e per lasciare quindi i protagonisti alla mercé di un'incomprensibile (ir)realtà. Mentre le "coincidenze" mortali si affastellano l'una sull'altra il Dr. Holden viene schiacciato da una cappa di progressiva diffidenza che gli impedisce di discernere gli alleati dai nemici e che lo costringe ad allargare i suoi limitati (per quanto vasti) orizzonti cognitivi onde lasciare uno spiraglio da cui possano entrare anche quei concetti che superano la scienza, tuttavia la particolarità di La notte del demonio è che, fino all'ultimo, il protagonista non dichiarerà di credere perché, tante volte, "è meglio non sapere", come viene ribadito in uno dei finali più moderni e mozzafiato della storia del Cinema.
Dopo quasi 60 anni La notte del demonio riesce a mettere ansia anche grazie alle immagini, ovviamente. Non tanto per quelle che mostrano l'inquietante Bestia che perseguita le vittime della maledizione (immagini volute dal produttore Hal E. Chester, non da Tourneur, e aggiunte pare all'insaputa del regista), quanto per le riprese di dettagli apparentemente insignificanti, per l'oscurità che sembra sempre sostare a pochi centimetri dagli attori, pronta a ghermirli (come la mano di Karswell che, in una sequenza particolarmente riuscita, insegue Holden senza che lui se ne accorga), per la roboante musica carica di tensione che si alterna ad un fischiettio quasi innocente, per quelle spaventevoli nuvole che sembrano squarciare il cielo e anche la pellicola, lo schermo, come se il Demonio stesse venendo a prendere proprio noi. Sfortunatamente, non ho potuto guardare La notte del Demonio in lingua originale ma ho apprezzato ovviamente la prova di tutti gli attori coinvolti. Dana Andrews non si scompone mai e ha sempre quei capelli perfettamente pettinati di chi si mantiene granitico anche davanti al terrore dell'inspiegabile e Peggy Cummins non è la solita damsel in distress ma si propone come un valido modello di donna forte, sicura e in grado di mettere una pezza laddove la sicumera dell'uomo (per di più "scienziato") farebbe solo casini ma il migliore di tutti è senza dubbio Niall McGinnis, che interpreta il Dr. Karswell. Il caratterista irlandese riesce a dar vita ad un personaggio complesso e pieno di sfumature, terrificante in una scena e apparentemente innocuo in quella dopo, talmente imprevedibile che spesso mi sono ritrovata a temere per la vita della vecchia madre impicciona, un elemento bizzarro in grado di stemperare con un pizzico d'ironia una vicenda altrimenti fosca e assai paurosa. Detto questo, cospargo il capo di cenere per aver aspettato così tanti anni a guardare un capolavoro come La notte del demonio e lo consiglio spassionatamente a tutti gli amanti dell'horror e del buon cinema!

Jacques Tourneur è il regista della pellicola. Francese, ha diretto film come Il bacio della pantera, Ho camminato con uno zombi, Il clan del terrore ed episodi delle serie Bonanza e Ai confini della realtà. Anche attore, è morto nel 1977 all'età di 73 anni.


La notte del demonio (che negli USA è conosciuto come Curse of the Demon e non Night of the Demon) è talmente seminale da essere stato citato anche in Science Fiction/Double Feature, canzone di apertura del Rocky Horror Picture Show, dove viene detto che "Dana Andrews said prunes gave him the runes, but passing them used lots of skills". Sempre a proposito di Dana Andrews, l'attore sarebbe poi tornato a collaborare con Tourneur ne La piovra nera. Se La notte del demonio vi fosse piaciuto, guardatevi il già citato omaggio di Sam Raimi, Drag me to Hell, e ovviamente capisaldi come Rosemary's Baby, The Wicker Man e Il bacio della pantera. ENJOY!


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