mercoledì 22 ottobre 2014

Un milione di modi per morire nel West (2014)

E' uscito questa settimana nelle sale italiane, abbastanza in sordina a dir la verità, l'ultimo film diretto e co-sceneggiato dal creatore de I Griffin Seth MacFarlane, ovvero Un milione di modi per morire nel West (A Million Ways to Die in the West).


Trama: Albert Stark è un pastore codardo, assolutamente inadatto alla dura vita del west. La fidanzata Louise, stufa di avere a che fare con uno smidollato, decide di lasciarlo ed Albert cerca di riconquistarla con l'aiuto di Anna, una misteriosa pistolera nonché moglie di un terribile bandito...


Un milione di modi per morire nel West è, al pari di Ted, un puro divertissement, il capriccio di un attore e sceneggiatore abituato a stare dietro le quinte televisive che decide all'improvviso di mettersi in mostra assumendosi il ruolo di protagonista e regista. MacFarlane si era già ritrovato dietro la macchina da presa col già citato Ted, riuscito solo a metà, e con Un milione di modi per morire nel West realizza letteralmente uno one man show interamente al servizio della sua comicità, delle sue idiosincrasie e del suo senso del ridicolo. Ovviamente, MacFarlane non è Woody Allen e i suoi film risultano delle pallide copie de I Griffin: come già accadeva con Ted, infatti, anche la sua ultima fatica vive di parecchi momenti di stanca ravvivati da alcuni colpi di genio, perché le gag sono più meno le stesse della serie che ha fatto la fortuna di MacFarlane e funzionano nella mezz'ora di episodio, mentre  dilungate in due ore di film risultano fiaccherelle. La base di Un milione di modi di morire nel West, il concetto da cui è stato tratto il titolo, obiettivamente è simpatico e gioca su un escamotage molto amato dall'autore, ovvero quello di inserire un personaggio dalla mentalità MOLTO moderna, portatore di concetti ed idee tipici della nostra epoca, all'interno di un contesto "antico", in questo caso il West: abbiamo così il pastore che cerca di risolvere tutto con la parlantina piuttosto che con le pistole, che odia la Frontiera e che mette in guardia amici e conoscenti dal milione di modi assurdi in cui la gente rischiava di morire all'epoca, tra dottori, animali selvatici, incuria, ignoranza, violenza, sparatorie e quant'altro. Purtroppo la storia costruita attorno a quest'idea di base è la quintessenza della banalità, tanto che sappiamo già come si concluderà la vicenda di questo sfigato che cerca di riconquistare l'amata aiutato da un'altra donna, quindi quel che resta sono solo un paio di gag ben riuscite.


I punti di forza di Un milione di modi per morire nel West sono quindi lo humor nero e politicamente scorretto tipico di MacFarlane, il suo gusto per l'assurdo e la citazione (val la pena vedere il film solo per un paio di comparsate che non vi spoilero perché meritate di struggervi in lacrime di incredula commozione come ho fatto io!!), il talento per i numeri musicali e, ovviamente, la simpatia degli attori coinvolti. Purtroppo MacFarlane è belloccio e bravo ma se guardate il film chiudendo gli occhi di tanto in tanto, come ho fatto io, vi sembrerà spesso che a parlare sia il cane Brian alle prese con uno dei suoi logorroici monologhi e Liam Neeson è a dir poco sprecato, fuori parte al limite del ridicolo (Il fatto che Liam Neeson non mi sia piaciuto nel ruolo di Clinch rispecchia tra l'altro le parole di Peter Griffin nel sesto episodio della quinta stagione, "Drizza le orecchie", quando dice che senza la sua guida i figli sarebbero dei casi disperati, come se Liam Neeson interpretasse un cowboy americano), mentre se la cavano molto bene una Charlize Theron che sembra essersi divertita un sacco, il solito, adorabile Giovanni Ribisi e, ovviamente, un Neil Patrick Harris in formissima, che con la sua canzone dedicata ai baffi (per non parlare della fellatio al mustacchio!!) vince a man bassa surclassando tutti gli altri coinvolti, cattivissimo padre di Albert a parte. Vi dirò, purtroppo tutto questo e il fantasioso utilizzo di Tarzan Boy dei Baltimora potrebbero non bastare per farvi piacere Un milione di modi per morire nel West, soprattutto se visto al cinema, anche perché immagino l'inevitabile impoverimento del doppiaggio e dell'adattamento italiani; se siete fan sfegatati di MacFarlane e dei Griffin potreste anche trovarlo esilarante ma francamente io l'ho visto proprio come uno scherzone tirato troppo per le lunghe, piacevole ma niente più. I picchi di genialità raggiunti da un altro Seth in Facciamola finita sono ben lontani, ahimé.


Di Seth MacFarlane, regista, co-sceneggiatore e interprete di Albert, ho già parlato QUI. Charlize Theron (Anna), Amanda Seyfried (Louise), Liam Neeson (Clinch), Giovanni Ribisi (Edward), Neil Patrick Harris (Foy) e John Aylward (il pastore Wilson) ho già parlato ai rispettivi link.

Sarah Silverman interpreta Ruth. Americana, ha partecipato a film come Tutti pazzi per Mary, Heartbreakers - Vizio di famiglia, School of Rock, I Muppet e a serie come Greg the Bunny e Monk; inoltre, ha lavorato come doppiatrice per le serie Drawn Together, American Dad!, Robot Chicken, Futurama, I Simpson e per film come Ralph spaccatutto. Anche sceneggiatrice, produttrice e compositrice, ha 44 anni e due film in uscita.


A parte il paio di guest star veramente geniali che ho deciso di non spoilerare nel post, sappiate che tra le varie comparse figurano anche Ewan McGregor (in mezzo la folla che ride alle battute di Foy), Ryan Reynolds (che viene ucciso da Liam Neeson nel Saloon), Will Ferrel (è il dottore che fa nascere Albert), Patrick Stewart (presta la voce alle pecora dalle gambe lunghissime) e, nella versione Unrated, anche la bionda Penny Kaley Cuoco (che Albert cerca di rimorchiare in un negozio). Detto questo, se Un milione di modi per morire nel west vi fosse piaciuto recuperate anche Mezzogiorno e mezzo di fuoco. ENJOY!

martedì 21 ottobre 2014

Lupin e il tesoro di Anastasia (1992)

Vi mancavano le recensioni dei film di Lupin? Seh, come no! Io proseguo lo stesso imperterrita e oggi parlerò dello special TV Lupin e il tesoro di Anastasia (ルパン三世 ロシアより愛をこめて Rupan Sansei - Roshia yori ai o komete), diretto nel 1992 dal regista Osamu Dezaki.


Trama: Lupin e Jigen decidono di rubare un immenso tesoro in lingotti d'oro, un tempo appartenuto all'ultimo zar di Russia. Ad ostacolarli troveranno Zenigata, Fujiko e il monaco Rasputon...


Nonostante Lupin e il tesoro di Anastasia sia graficamente realizzato più o meno come gli ultimi due special televisivi che lo precedono (d'altronde il regista è lo stesso), quindi a vedersi non sia nulla di che, è sicuramente uno di quelli che preferisco e che ricordo con maggior piacere. Sarà perché le figure di Anastasia, erede dell'ultima dinastia di zar che la leggenda racconta essere sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia, e di Rasputin, ambiguo consigliere di corte in odore di stregoneria, mi hanno sempre affascinata o sarà perché per tutto lo special il tasso di weird è esponenzialmente alto, sta di fatto che di Lupin e il tesoro di Anastasia avevo consumato la videocassetta all'epoca e mi sono divertita a riguardarlo in previsione di un post. Le due figure storiche di cui sopra vengono giusto nominate e servono da ispirazione ad un paio di personaggi nuovi che affiancano il cast principale, la bionda Judy e il finto monaco Rasputon. Judy è la tipica "seconda fiamma" di Lupin che, per contratto, dev'essere presente accanto a Fujiko in ognuno dei film dedicati al ladro gentiluomo e, in quanto tale, è caratterizzata da schifo (ma nasconde un segretone che verrà scoperto nel finale) mentre Rasputon concorre parecchio ad alzare il tasso di weird di cui parlavo in quanto il malvagio, gigantesco e porco monaco adora infilare l'indice negli orifizi facciali della gente senza un motivo particolare oppure uccidere gli avversari con poderosi colpi di dita in grado di sfondare persino le casse toraciche. A questi due personaggi principali si aggiunge anche una coppia di killer particolarmente sfigati e pasticcioni, legati da un rapporto a dir poco ambiguo che mi porta a fare un paio di considerazioni sull'atmosfera generale dello special.


Lupin e il tesoro di Anastasia, a fronte della solita storia in cui Lupin e Jigen puntano un tesoro, Fujiko li aiuta progettando il tradimento, Zenigata vaga cercando di arrestare la sua nemesi senza successo e Goemon cerca solitario l'illuminazione mentre diversi "cattivi" fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al gruppetto, aggiunge anche una componente vagamente gaYa. Il rapporto tra Jigen e Lupin o tra i due killer al giorno d'oggi potrebbe innocentemente venir definito bromance ma siccome all'inizio dello special si vedono palesemente due uomini in procinto di limonare (uno travestito da donna, giusto per rappresentare l'idea di "degrado" newyorkese che i giapponesi dovevano avere negli anni '90) non ne sarei troppo sicura. Di sicuro, Jigen parrebbe MOLTO infastidito dalle attenzioni che Lupin rivolge a Judy (che peraltro il pistolero ha visto seminuda senza battere ciglio...) nonché abbastanza schifato all'idea di fare coppia con Fujiko mentre i due killer risultano ancora più ambigui tra doccette, bagnetti, asciugamani striminziti che coprono giusto le pudenda e la sconcertante disperazione di uno davanti alla morte dell'altro; se a questo aggiungiamo la passione di Rasputon per gli orifizi altrui mi viene da fare un po' di psicologia d'accatto e pensare che lo sceneggiatore avesse bisogno di uscire dall'armadio e confessare qualche inclinazione particolare. Chissà. Sicuramente è interessante guardare certe cose con occhi "adulti" e trovare interpretazioni che non sarebbero mai passate per la mente del giovane spettatore ma è anche vero i film di Lupin sono già stati talmente censurati in Italia (e Lupin e il tesoro di Anastasia non fa eccezione!) che se qualche zelante sentinella in piedi leggesse il mio post farebbe carte false per chiedere di renderli direttamente illegali!


Del regista Osamu Dezaki ho già parlato QUI.

In Italia il film è conosciuto anche come Lupin III - Il tesoro degli zar mentre il titolo originale significa "Dalla Russia con amore" ed ripreso direttamente da un famosissimo film della saga 007; se Lupin e il tesoro di Anastasia vi fosse piaciuto potreste recuperarlo, magari per curiosità, altrimenti potete seguire QUESTO LINK e vedere se c'è qualche altra pellicola "lupinesca" che vi ispira. ENJOY!

domenica 19 ottobre 2014

We Are the Best! (2013)

Mica si può vivere di solo horror! Con questo pensiero in mente ho deciso di guardare We Are the Best! (Vi är bäst!), diretto e sceneggiato dal regista Lukas Moodysson a partire dalla graphic novel Never Goodnight della moglie Coco Moodysson.


Trama: Nella Svezia degli anni '80 le tredicenni Bobo e Klara sognano di mettere in piedi un gruppo punk. Con l'inaspettato aiuto della religiosissima coetanea Hedvig, le ragazzine intraprenderanno la strada verso il successo!


We Are the Best! è un piccolo, delizioso gioiellino che sfrutta un'atmosfera punkettona per raccontare il difficile mondo dell'adolescenza e gli ancor più difficili rapporti di amicizia tra ragazzine in piena pubertà. Bobo e Klara sono due ribelli, due "maschiacci" disadattati che cercano nel punk un modo per distinguersi e per protestare contro le compagnette di classe fatte con lo stampino, i professori che rompono le scatole, i ragazzi grandi che non le considerano, le famiglie disastrate e ovviamente i problemi del mondo esterno, come per esempio il nucleare che tanto preoccupa Klara. Quando le due, per il semplice desiderio di rompere le palle alla rockband titolare del circolo ricreativo che frequentano, decidono di fondare un gruppo punk pur non avendo idea di come si tenga in mano una chitarra, si ritrovano "costrette" a chiedere aiuto all'angelo biondo Hedvig, una ragazzina altrettanto problematica, costretta a vivere isolata dagli altri per colpa di una madre eccessivamente religiosa, che la tiene sotto una campana di vetro. Sarà ovviamente l'inizio di una bellissima amicizia, raccontata con toni disincantati e a tratti esilaranti (le tre ne combinano di tutti i colori!), con le rispettive e ben definite personalità delle protagoniste che si amalgamano alla perfezione per rendere più scoppiettante ed interessante una trama che è alla fine molto semplice e per nulla romanzata. Bobo, Klara e Hedvig non sono affatto tre geni della musica in erba col successo in pugno, anzi: nel corso della pellicola litigheranno, si scoraggeranno e si troveranno davanti problemi insormontabili, eppure in qualche modo tireranno avanti e faranno delle esperienze che le porteranno necessariamente a cambiare e a diventare, appunto, le migliori... almeno dal loro punto di vista, ovviamente!


Immancabile all'interno di un film dedicato al punk una colonna sonora piena di pezzi a me sconosciuti, in gran parte svedesi, ma indubbiamente calzanti con l'argomento trattato. Le tre ragazzine cantano una roba cattivissima dal testo inequivocabilmente "incazzato" (Odio lo sport!!) e i due fringuelli punkettusi che si contenderanno Bobo e Klara cantano un pezzo ancora più parodico ed imbarazzante (Brezhnev & Reagan Fuck Off!) ma a catturare è la bellissima versione acustica di un brano realmente esistente, Sex Noll Två dei KSMB, cantata dalla giovane attrice che interpreta Hedvig e, non me ne vogliano i puristi, molto più bella della versione originale. Tra l'altro, le ragazzine scelte per interpretare le protagoniste sono meravigliose, ognuna a modo loro. Bobo è goffa e bruttina, sembra davvero un maschietto, e mi ha tanto ricordato la mia adolescenza disagiata e piena di complessi, Klara è una stronzetta di prima categoria ma è anche un vulcano di idee, l'amica ideale per imbarcarsi in imprese folli, quanto a Hedvig, così adulta e posata, è il perfetto compendio in grado di dare equilibrio alle altre due, che altrimenti rischierebbero di mettersi le mani al collo: sfido chiunque guardi We Are the Best! a non farsi venire un minimo di magone quando Klara ed Hedvig consolano in bagno la povera Bobo, con la mano tagliata e sanguinante, abbracciandola e proteggendola come fosse la loro sorellina! Ed effettivamente We Are the Best! non parla solo di amiche, ma di sorelle il cui momento di massima gloria viene cristallizzato in un attimo di irripetibile trionfo. Un dito medio rivolto verso il mondo e la società, un urlo di innocente ribellione che non può fare altro, per una volta, che rendere lo spettatore più ottimista e carico di energia. E allora tutti a guardare We Are the Best!!

Lukas Moodysson (vero nome Karl Frederik Lukas Moodysson) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Svedese, ha diretto film come Fucking Åmål - Il coraggio di amare. Anche produttore, costumista e compositore, ha 45 anni.


Ho provato a cercare su internet la graphic novel Never Goodnight di Coco Moodysson ma non sono riuscita a trovare nulla... se qualcuno di voi riuscisse ad indirizzarmi su qualche sito dove acquistarla/leggerla vi sarei molto grata! ENJOY!

venerdì 17 ottobre 2014

Bolla's Top 5: Mannaggia la pupazza!

Da quanto tempo non buttavo giù una top 5!! Ebbene, dopo la visione di Annabelle è giunto il momento di stilarne una relativa a ciò che mi terrorizza maggiormente in un film horror, ovvero bambole, pupazzi, manichini assassini o posseduti. Siccome la mia è una paura difficilmente sormontabile, non sono mai riuscita a vedere troppi film che sviscerassero palesemente l'argomento, quindi la classifica sarà necessariamente incompleta e viziata da questa fobia (avete notato che manca roba come Dolls - Bambole? Ecco, mai guarderei quella roba, neanche morta!) ma se volete sfidarmi e proporre qualche altro titolo... perché no? ENJOY!

5. Amityville Dollhouse
I puristi e i veri appassionati di horror diranno che è una belinata e non hanno torto, credo sia uno dei punti più bassi mai toccati dalla serie. Tuttavia all'epoca mi aveva messo addosso una discreta strizza anche perché, d'altronde, a me basta vedere bambole o simili per non capire più nulla!

Notare gli occhietti cattivi del pupazzetto...
4. Poltergeist - Demoniache presenze
Uno degli horror più belli mai girati, sicuramente il più bello di Tobe Hooper (anche se strilla Steven Spielberg!! in ogni fotogramma...). Già fa paura di per sé ma se a tutto il resto si aggiunge l'orrore di un terrificante clown su cui inevitabilmente si focalizza l'attenzione dello spettatore fin dall'inizio del film nell'attesa di un attacco, l'infarto diventa automatico. 


3. La casa 3 - GhostHouse
Qui vale la stessa cosa di Amityville. Gli esperti ve lo descriverebbero come un'incredibile caCCata ma io non guardo questo film dal 1993 (mi sembra di essere Bloch...) perché all'epoca mi aveva privata del sonno per parecchie notti, sia per il terribile pagliaccio che si portava appresso la malefica protagonista, sia per la nenia che accompagnava ogni sua apparizione. Il DVD è lì che mi guarda da anni e io gli sorrido, facendogli ogni sera il gesto dell'ombrello e rifiutando persino di toglierlo dal cellophane.


2. L'evocazione - The Conjuring /Annabelle
Per essere una novellina, la bambola Annabelle si è subito aggiudicata i primi posti della top 5. D'altronde, i momenti più terrificanti de L'evocazione sono quelli che la vedono protagonista, mentre Annabelle mi ha letteralmente annichilita per il terrore e sto cercando di dimenticarlo.


1. La bambola assassina
Il bambolotto Chucky è stato il mio primo, vero spauracchio, mi bastava guardare la copertina dei primi tre film per non dormire la notte! Col tempo ho imparato a volergli bene e ad apprezzarne la beffarda ironia ma non lasciatevi ingannare: se dovessi guardare La bambola assassina sola e al buio credo morirei, inoltre MAI mi avvicinerei a un pupazzo "Tipo Bello", neanche per sbaglio!



Altri mirabili esempi di pupazzi cinematografici malnati li trovate qui QUI mentre QUI trovate un bell'articolo di Hell che parla di VERE bambole maledette! ENJOY!

giovedì 16 ottobre 2014

WE, Bolla! del 16/10/2014

Buon giovedì a tutti!! Tanto per cambiare, questa settimana non è né bella né brutta, cinematograficamente parlando. Per i nostalgici, torna Capitan Harlock con L'arcadia della mia giovinezza mentre per i dementi come me il buon Seth MacFarlane racconta Un milione di modi per morire nel west ma purtroppo nessuna di queste due pellicole è approdata a Savona, quindi vediamo cosa offre il multisala. ENJOY!


Tutto può cambiare
Reazione a caldo: Hmmmm...
Bolla, rifletti!: Ma posso fidarmi di un film che vede Adam Levine dei Maroon 5 tra gli attori principali? Non lo so ma pare che questa storia di seconde possibilità musicali e sentimentali sia molto valida quindi potrei anche recuperarla...

Il giovane favoloso
Reazione a caldo: Mainaggioia!!!
Bolla, rifletti!: Ah, il povero Leopardi, emblema della NON gioia di vivere, gobbo, leppego, lui e le sue girelle... Il film a lui dedicato mi sa di mattonata incredibile o di trashata pazzesca, ancora non so decidere, ma sta di fatto che mi incuriosisce molto!! Peccato che NESSUNO mi accompagnerà a vederlo al cinema...

I due volti di gennaio
Reazione a caldo: Finalmente è uscito anche dalle mie parti!
Bolla, rifletti!: Saranno gli attori (adoro sia la Dunst che Mortensen), sarà per la trama un po' vintage e la messa in scena raffinata ma I due volti di gennaio è un film che mi ispira molto quindi potrebbe essere la scelta della settimana!!

Col cinema d'élite si vola in Francia!

La moglie del cuoco
Reazione a caldo: Mah.
Bolla, rifletti!: La commistione cibo/sentimenti mi ha un po' stufata, sono sincera. Vero è che l'insoddisfazione lavorativa con conseguente perdita di fiducia, stima e quant'altro è condivisibile e molto attuale, tuttavia preferisco dedicarmi ad altro!

mercoledì 15 ottobre 2014

Bollalmanacco on Demand: Last Night (2010)

L'appuntamento odierno del Bollalmanacco On Demand è sicuramente particolare, perché esula dal genere di film che solitamente apprezzo; infatti, è capitato che Silvia mi chiedesse su Facebook la recensione di Last Night, diretto e sceneggiato nel 2010 dalla regista Massy Tadjedin. Col prossimo On Demand, invece, tornerò su terreni a me più "consoni" grazie a Monster Dog. ENJOY!


Trama: Joanna litiga col marito Michael perché lo crede invaghito di una collega, proprio il giorno prima che lui parta per un viaggio d'affari con la donna. Mentre Michael cerca di resistere alle effettive e pesanti avances della collega, Joanna incontra per caso il suo vecchio amore...


Last Night è una sorta di "dramma" dall'impianto teatrale, interamente basato sui gesti e gli sguardi dei protagonisti più che sui dialoghi. La storia è assai semplice e viene perfettamente riassunta dalla trama che ho scritto sopra: Massy Tadjedin indaga sui meccanismi che regolano i rapporti tra uomini e donne impegnati in relazioni più o meno durature e ci presenta il tradimento attraverso due punti di vista, quello maschile e quello femminile. Joanna e Michael sono sposati, prima del matrimonio sono stati insieme parecchi anni e, a quanto pare, ormai hanno più poco da dirsi, passione e amore sono stati soffocati da una routine (emblematiche le sequenze che vedono Joanna prepararsi per uscire col marito prima e con Alex poi) che porta al desiderio di fare nuove esperienze o al rimpianto. Lei è una scrittrice che ha dovuto reinventarsi articolista e collega i vecchi momenti di felice autorealizzazione all'amore di Alex, a sua volta scrittore, conosciuto e amato durante una "pausa di riflessione" nel rapporto tra lei e il marito Michael; quest'ultimo, dal canto suo, ama ancora Joanna ma è fortemente attratto dalla collega Laura, sensuale e consapevole di sé. Il film, come da titolo, racconta quella che potrebbe essere l'ultima notte del loro matrimonio, una notte che i due passano separati, colmi di rancore a causa di un recente litigio e, ovviamente, anche colmi di dubbi rispetto alla reciproca fedeltà. Nel corso della fatidica notte i due verranno costantemente "tentati" e lo spettatore verrà posto davanti ad un'annosa questione: è più grave tradire fisicamente, per il gusto della conquista, considerato che il traditore potrebbe pentirsene amaramente un istante dopo, oppure è più grave tradire col cuore e con la mente, vivendo una lunghissima menzogna accanto ad una persona scelta fondamentalmente per senso di dovere? Massy Tadjedin non ci da né una risposta univoca né un finale risolutorio ma lascia tutto al nostro giudizio e alla nostra immaginazione, lasciando la possibilità di identificarci o provare empatia per l'uno o l'altro personaggio.


E' questo distacco della regista e sceneggiatrice che ho apprezzato molto in Last Night, anche perché in questo modo sono riuscita a detestare entrambi i protagonisti e, nonostante questo, ad apprezzare la pellicola e a provare interesse per il loro dramma, forse perché speravo che entrambi rimanessero soli come dei cani. Lei infatti è una pittima incredibile (o forse la colpa è della faccetta da razzo di Keira Knightley, che notoriamente non sopporto) che non fa altro che piangersi addosso nonostante tutti, marito, ex amante e amici di lui, la trattino come una dea scesa in terra, mentre lui è l'essere più noioso del pianeta e, come spesso accade, è solo "chiacchiere e distintivo", incapace di rispedire al mittente le avances di una collega che è il trionfo del cliché (formosa, schiacciata da un tragico passato amoroso, sfacciata per non dire pucchiacca ma anche tanto sensibile). L'unico che, effettivamente, mi ha commossa, è il povero Alex. Da sempre innamorato di Joanna, non riesce a portare avanti delle relazioni soddisfacenti ed è stato mandato al diavolo sia perché era troppo impegnato a scrivere un libro sia perché Michael "era arrivato prima"; per tutto il film, poverello, cerca di far capire a Joanna i propri sentimenti ma lei è inamovibile, si limita a prendere atto della cosa, a stuzzicarlo un po', a bearsi dell'amore di quest'uomo così affascinante e interessante e, dulcis in fundo, a piangere come una fontana quando ormai è troppo tardi per tornare indietro. Last Night, come vedete, ha una trama semplice e persino derivativa, tuttavia riesce ad emozionare lo spettatore e farlo riflettere davanti alle svariate situazioni che vengono proposte (credo che Last Night sarebbe molto interessante da vedere in coppia), anche perché è recitato davvero molto bene ed è assai curato, sia per quanto riguarda una regia attentissima ai dettagli che per una colonna sonora delicata e malinconica. Se cercate emozioni forti probabilmente non è il film che fa per voi, perché a tratti è davvero molto lento, ma se vi piacciono le pellicole "da degustazione" potreste anche dargli una chance.


 Di Keira Knightley (Joanna), Sam Worthington (Michael), Eva Mendes (Laura) e Griffin Dunne (Truman) ho già parlato ai rispettivi link.

Massy Tadjedin è la regista e sceneggiatrice della pellicola, la sua prima e finora unica prova dietro la macchina da presa. Anche produttrice, ha 38 anni.


Guillaume Canet interpreta Alex. Francese, ha partecipato a film come The Beach e Vidocq. Anche regista, sceneggiatore e produttore, ha 39 anni e un film in uscita.


Premetto di non averli mai visti ma se Last Night vi fosse piaciuto potreste trovare di vostro gradimento anche Closer o Unfaithful - L'amore infedele. ENJOY!



martedì 14 ottobre 2014

Facciamola finita (2013)

Ho lasciato passare un anno ma anch'io sono riuscita a guardare Facciamola finita (This is the End), diretto e sceneggiato nel 2013 da Seth Rogen ed Evan Goldberg!


Trama: mentre a casa di James Franco è in corso un megafestone zeppo di vip, Los Angeles viene praticamente rasa al suolo da terremoti, incendi e altri misteriosi e mortali avvenimenti. I pochi sopravvissuti, barricati a casa di Franco, dovranno cercare di capire come uscire vivi da quella che sembrerebbe proprio la fine del mondo...


Ultimamente trovo sempre più difficile trovare delle commedie che mi facciano ridere. Facciamola finita, per fortuna, mi ha lasciata a terra dalle risate in più di un'occasione perché è talmente assurdo e gli attori coinvolti sono così genuinamente e palesemente divertiti che è davvero difficile non farsi contagiare dall'amichevole atmosfera che si respira in ogni fotogramma e in ogni dialogo della pellicola. Seth Rogen, Jay Baruchel e compagnia mettono in scena esattamente quello che lo spettatore si aspetta quando immagina le feste vip: dei "personaggi" (non persone reali, assolutamente!) che si sbronzano, si devastano, copulano a destra e a manca e, in generale, si danno ad ogni stupido stravizio ed eccentricità solo "perché sì" e, a seconda dell'attore, assecondano i cliché dei vari film e gossip, come nel caso di James Franco, oppure costruiscono un personaggio diametralmente opposto, come nel caso di Jonah Hill, falso come Giuda e fintamente tenero e carino. Eliminata la marea di guest star iniziali, la sceneggiatura si concentra su un manipolo individui e, da quel momento, le poche apparizioni speciali sono mirate e funzionali alla trama, oltre che esilaranti, mentre la storia, nonostante non manchino diversivi per allungare un po' come per esempio il finto trailer di Pineapple Express 2, si mantiene interessante e coerente fino alla fine. Rogen e soci inanellano una gag dopo l'altra, danzando allegramente a braccetto col cattivo gusto senza mai farla fuori dal vaso, accontentano gli spettatori più esigenti piazzando qua e là un paio di citazioni esilaranti (una su tutte, quella de L'esorcista, che mi porta a consigliarvi ovviamente di guardare Facciamola finita in lingua originale perché lo scambio di battute tra Baruchel e Hill, per non parlare di quello volgarissimo tra Franco e McBride, mi ha annientata: "The power of Christ compels you!" "Oh does it? Does it compel me? Does it Jay? The power of Christ compelling me, is that what's happening?.. GUESS WHAT?....It's not that compelling!) e concludendo l'intera operazione con un finale talmente supercazzola che sono stata praticamente costretta a rivederlo almeno tre volte di fila, con annesso balletto finale ovviamente!


Tolto l'aspetto esilarante che, visti i coinvolti, già immaginavo sopraffino, quello che stupisce di Facciamola finita è tuttavia l'estrema professionalità della realizzazione. Gli effetti speciali impiegati non sono affatto dozzinali, anzi, le scene di morte e distruzione sono davvero catastrofiche, quella iniziale su tutte, e i demoni realizzati in CG non sembrano fasulli né risultano fastidiosi (al limite, l'unica cosa un po' bruttarella è il trucco del povero Jonah Hill sul finale). Altra cosa molto gradevole sono la regia ed il montaggio, soprattutto quello alternato che vede il gruppetto diviso ed impegnato ad affrontare due minacce differenti, inoltre ho trovato incredibilmente azzeccati anche gli inserti in stile confessionale del Grande Fratello, le sequenze "strafumate" accompagnate da una colonna sonora grandiosa e, ovviamente, i pochi ma efficaci momenti gore, mirabili esempi di nerissimo umorismo. Anche gli attori sono tutti grandiosi, tanto che non saprei dire chi ho preferito. Tra i protagonisti, James Franco potrebbe tranquillamente vincere la palma del migliore per il già citato scambio di battute con Danny McBride e, soprattutto, per il suo momento di "gloria" nel pre-finale, ma anche Jonah Hill con quel suo fare da criptogay e Danny McBride per la sua natura bastarda danno davvero il bianco e riescono persino ad eclissare il mio adoratissimo Seth Rogen; tra le guest star, spiccano invece un Michael Cera particolarmente laido, un indimenticabile e scioccante Channing Tatum, una Emma Watson armata di accetta spaccaculi come non mai e, soprattutto... LORO. Sì, loro. I responsabili di quel finale meravigliosamente trash e anni '90, così esilarante che non saprei dire se è meglio questo di Facciamola finita o The Age of Aquarius in 40 anni vergine. Intanto che io ci penso, voi recuperate assolutamente Facciamola finita e guardatelo sgranocchiando un ottimo, scioglievolissimo Milky Way, se ancora lo distribuiscono in Italia!


Del co-regista e co-sceneggiatore Seth Rogen (che interpreta sé stesso come tutti gli altri coinvolti nel film) ho già parlato qui. James Franco, Jonah Hill, Michael Cera, Emma Watson, David Krumholtz, Christopher Mintz-Plasse, Paul Rudd e Jason Segel li trovate invece ai rispettivi link.

Evan Goldberg è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, è al suo primo film come regista. Anche produttore e attore, ha 32 anni e un film in uscita, The Interview, sempre con Seth Rogen e James Franco.


Jay Baruchel (vero nome Jonathan Adam Saunders Baruchel) interpreta sé stesso. Canadese, ha partecipato a film come Quasi famosi, Le regole dell'attrazione, Million Dollar Baby, Tropic Thunder, Una notte al museo 2 - La fuga, RoboCop e a serie come Hai paura del buio? e Numb3rs, inoltre ha lavorato come doppiatore in Dragon Trainer e Dragon Trainer 2. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 32 anni e quattro film in uscita tra cui 10 O'Clock People, tratto dall'omonimo racconto di Stephen King, e Dragon Trainer 3, previsto per il 2017.


Danny McBride (vero nome Daniel Richard McBride) interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Suxbad: Tre menti sopra il pelo, Tropic Thunder, Parto col folle, Sua maestà e ha lavorato come doppiatore in Cattivissimo me e Kung Fu Panda 2. Anche sceneggiatore e produttore, ha anni e sette film in uscita.


Craig Robinson interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Zack & Miri - Amore a primo... sesso, Una notte al museo 2 - La fuga e a serie come The Bernie Mac Show e Friends, inoltre ha lavorato come doppiatore in Shrek - E vissero felici e contenti e nella serie The Cleveland Show. Anche sceneggiatore e produttore, ha 43 anni e tre film in uscita.


Channing Tatum interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come La guerra dei mondi, G.I. Joe - La nascita dei cobra, 21 Jump Street, Magic Mike, Don Jon, G.I.Joe- La vendetta, 22 Jump Street e a serie come CSI: Miami, inoltre ha lavorato come doppiatore nel film The Lego Movie e nella serie I Simpson. Anche sceneggiatore e produttore, ha 34 anni e sei film in uscita tra cui X-Men: Apocalypse e Gambit, dove interpreterà appunto il bel Remy LeBeau.


Tra le varie guest star segnalo anche Rihanna e lo stesso co-regista Evan Goldberg. Il ruolo di Emma Watson era in origine stato scritto per Mila Kunis ma l'attrice ha dovuto rinunciare per impegni pregressi come anche Cameron Diaz, Edward Norton ed Elizabeth Banks, mentre quel pusillanime di Daniel Radcliffe ha direttamente rifiutato di partecipare. Ovviamente, Rogen e Goldberg hanno avuto alcuni problemi anche con un paio di scene definite "di cattivo gusto" e che, di conseguenza, sono state tagliate in fase di montaggio, come quella in cui Franco e McBride fumano marijuana insieme a Hitler o quella in cui Tatum si da palesemente al cannibalismo; inoltre, sul finale è stata usata I Will Always Love You di Whitney Huston come omaggio alla cantante, morta da poco, al posto di Purple Rain di Prince, scelta iniziale dei due registi. Detto questo, aggiungo solo che Facciamola finita è l'estensione del corto Jay and Seth Versus the Apocalypse (che potete trovare QUI); se il film vi è piaciuto dateci un'occhiata e recuperate anche Shaun of the Dead e The World's End. ENJOY!





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