giovedì 30 ottobre 2014

Il Bollalmanacco a Lucca Comics 2014!

Belin!!! Ti hanno invitata? Hai uno stand?
....
NO.


Però da oggi e fino all'1 Novembre sarò a far la spola tra Pisa e il Lucca Comics, ad immergermi nei fumetti e in altre nerdose amenità.
Domani è Halloween e sul Bollalmanacco troverete un bello special a tema fantasmi, realizzato in collaborazione con gli amici Blogger, mentre oggi salta ovviamente l'appuntamento con le uscite cinematografiche perché non so cosa uscirà a Savona ma tanto chissene: Dracula Untold non andrei a vederlo neanche se mi pagassero e mi dicono che il nuovo film con Jennifer Lawrence e Bradley Cooper, Una folle passione, non sia tutto 'sto capolavoro. Cosa rimane d'altro? Una melensaggine con Lily Collins (#scrivimiancora) e la solita commedia italiana con Bisio (Confusi e felici); l'unica speranza sarebbe La spia - A Most Wanted Man, l'ultimo film con Philip Seymour Hoffman ma dubito uscirà dalle mie parti.

Se vedete una vecchia imbecille molestatrice col cappello da Totoro sono io!
Detto questo, buon tutto, ci si risente "in diretta" domenica sera!! ENJOY!

mercoledì 29 ottobre 2014

Guardiani della Galassia (2014)

In Italia abbiamo dovuto aspettarlo per mesi, io ho dovuto attendere un paio di giorni in più ma finalmente posso dire la mia sull'ultimo film Marvel, Guardiani della galassia (Guardians of the Galaxy), diretto e co-sceneggiato dal regista James Gunn.


Trama: il mercenario e ladro Peter Quill, detto Starlord, ruba un potentissimo artefatto senza conoscerne il vero valore e senza sapere che il malvagio alieno Ronan progetta di utilizzarlo per distruggere un intero pianeta. Sulle tracce di Starlord si mettono quindi Gamora, ex alleata di Ronan, i due mercenari Rocket e Groot e il taurino Drax, che vuole vendicarsi di Ronan...


Guardiani della Galassia è stato davvero una bella sorpresa. Chi s'immaginava che, con un cast di personaggi praticamente sconosciuti sia al grande pubblico che a molti lettori di comics (me compresa) la Marvel riuscisse a tirare fuori un film in grado di coniugare divertimento, un pizzico di epicità, grandi effetti speciali e persino qualche lacrima? Sicuramente non io, che sono andata a vederlo giusto per il trailer che utilizzava le note di Hooked on a Feeling e schiaffava in bella vista il musetto incazzoso di un procione armato di fucile ma sotto sotto sposavo lo scetticismo Ortolaniano e temevo una gigantesca e pacchiana belinata. E invece, nonostante Guardiani della Galassia non sia l'erede di Star Wars come molti critici tendono a spacciarlo, mi sono divertita un sacco e mi sono anche affezionata ad un paio di personaggi, nella fattispecie il procione Rocket e soprattutto il dolcissimo alberone Groot, un essere talmente magico ed espressivo che gli Ent di Peter Jackson sono stati costretti a chinare il capo e ammettere la sconfitta. Non è tutto oro quello che luccica, ci mancherebbe, soprattutto a livello di trama: il film è un po' troppo lungo e la durata si sente, soprattutto perché manca un villain degno di questo nome, in grado impedire allo spettatore una visione tranquilla (Ronan sarà anche pazzo ma, diciamocelo, ha il carisma di una patata, meglio Thanos che si vede poco ma ti fulmina con uno sguardo), poi molte cose vengono date per scontate, tanto che il mio compagno di visione dopo dieci minuti mi ha sussurrato un costernato "Non ci sto capendo niente!", ma piano piano la matassa si dipana. Anche se sicuramente Gunn poteva osare di più a livello di trash ed umorismo corrosivo, il film prosegue abbastanza scorrevole tra un'esplosione, una mossa di wrestling e una fuga mirabolante, in mezzo alle quali la Disney riesce persino ad infilarci un positivo elogio dell'amicizia e della famiglia e, soprattutto, le risate e le gioie cinefil-nerd (Footloose è una continua fonte d'ispirazione!) si sprecano.


Non ho visto Guardiani della Galassia in 3D ma per quel che mi riguarda gli effetti speciali in generale e in particolare la computer graphic che anima i personaggi sono di prim'ordine; la barriera delle navicelle di Nova Prime è impressionante mentre Rocket (tutto pelosino e giustamente incazzoso!) e Groot (a cui basta uno sguardo per esprimere molte più emozioni degli attori in carne ed ossa) sembrano veri, tanto da surclassare buona parte del cast. Se Bautista, infatti, è perfetto quanto Michael Rooker per il ruolo, rispettivamente, di gigante buono e carogna intergalattica, i due protagonisti Pratt e Saldana non brillano né per carisma né per espressività mentre la marea di guest star eccellenti (Glenn Close e Benicio Del Toro su tutti) risultano abbastanza sacrificate. Tutto questo renderebbe Guardiani della Galassia un film carino, divertente e nulla più ma per fortuna ci sono la colonna sonora e un sacco di citazioni anni '80 ad alzarne il livello qualitativo; per buona parte della pellicola, infatti, si canticchia e si balla sulla poltrona grazie all'inseparabile Awesome Mix Vol.1 di Quill, mentre una lacrima nostalgica scende furtiva ad annebbiare la vista, soprattutto quando un certo personaggio si scatena sulle note di I Want You Back dei Jackson Five. A proposito di personaggi, OVVIAMENTE, non lasciate la sala prima della fine dei titoli di coda e preparatevi ad un'ovazione di livello "Chuck Norris che compare ne I Mercenari", magari incrociando le dita perché QUELL'altro personaggio possa venire recuperato nel prossimo, delirante film Marvel. Per concludere, Guardiani della Galassia è un ottimo antipasto per quello che sarà il filmone dell'anno prossimo, The Avengers: Age of Ultron, e se la Marvel sarà abbastanza furba da lasciare le redini di un eventuale sequel a giovani autori del calibro di James Gunn (magari con un po' più di libertà creativa, meno vincolati alle direttive della Casa del Topo)  potrebbe anche uscire un capolavoro. Io, di sicuro, se ci saranno di nuovo Groot e Rocket mi fionderò a vederlo!


Del regista e co-sceneggiatore James Gunn, che compare nei panni di un Sakaaran, ho già parlato QUI. Chris Pratt (Peter Quill), Zoe Saldana (Gamora), Bradley Cooper (doppiatore originale di Rocket), Michael Rooker (Yondu Udonta), John C. Reilly (Dey), Glenn Close (Nova Prime), Benicio Del Toro (il Collezionista), Gregg Henry (il nonno di Quill), Josh Brolin (non compare nei credits ma è lui Thanos), Rob Zombie (anche lui non accreditato, doppia in originale il navigatore dei Ravager), Seth Green (sempre non accreditato, è la voce originale di QUEL personaggio che compare dopo i titoli di coda) e Nathan Fillion (l'alieno che Groot prende per il naso) li trovate ai rispettivi link.

Dave Bautista (vero nome David Michael Bautista Jr.) interpreta Drax. Americano, famoso principalmente come wrestler, ha partecipato a film come Il re scorpione 3 - La battaglia finale, L'uomo con i pugni di ferro e Riddick. Ha 45 anni e tre film in uscita.


Vin Diesel (vero nome Mark Sinclair Vincent) è il doppiatore originale di Groot. Americano, lo ricordo per film come Salvate il soldato Ryan, Pitch Black, Fast and Furious, Compagnie pericolose, xXx, The Chronicles of Riddick, Fast & Furious - Solo parti originali, Fast & Furious 5, Fast & Furious 6 e Riddick, inoltre aveva già lavorato come doppiatore per Il gigante di ferro. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 47 anni e tre film in uscita.


Lee Pace interpreta Ronan. Americano, ha partecipato a film come Lincoln, Lo Hobbit - Un viaggio inaspettato e Lo Hobbit - La maledizione di Smaug. Ha 35 anni e tre film in uscita tra cui l'imminente Lo Hobbit - La battaglia delle cinque armate, in cui interpreta Thranduil.


Karen Gillan interpreta Nebula. Scozzese, ha partecipato a film come Oculus - Il riflesso del male e a serie come Doctor Who. Ha 27 anni e tre film in uscita.


Djimon Hounsou interpreta Korath. Originario del Benin, ha partecipato a film come Stargate, Il gladiatore, In America, Blueberry, Constantine, Blood Diamonds e a serie come Beverly Hills 90210, E.R. Medici in prima linea e Alias. Anche produttore, ha 50 anni e sette film in uscita tra cui l'ennesima versione di Tarzan.


L'elenco di guest star presenti in Guardiani della Galassia è praticamente infinito: Laura Haddock, che interpreta la madre di Starlord, era comparsa brevemente anche in Capitan America - Il primo Vendicatore, l'onnipresente Stan Lee è il vecchiaccio laido che Rocket spia in compagnia di una donzella aliena, Peter Serafinowicz, ovvero l'odioso Pete di Shaun of the Dead, interpreta Saal, Sean Gunn, fratello del regista James, veste i panni di Kraglin e, soprattutto, è stato il modello per la motion capture con cui è stato realizzato Rocket, Alexis Denisof torna dopo The Avengers come servo di Thanos mentre il fondatore della Troma Lloyd Kaufman lo potete vedere tra i carcerati all'interno della prigione. Anche Robert Downey Jr. avrebbe dovuto comparire brevemente nei panni di Iron Man se nel frattempo non avesse annunciato che non avrebbe mai più ripreso il ruolo; fortunatamente, Robertino ci ha ripensato e nei prossimi anni lo vedremo ancora come Tony Stark! Tra i cambiamenti all'interno del cast invece c'è da dire che Djimon Hounsou si era offerto per il ruolo di Drax e Lee Pace per quello di Quill ma entrambi sono poi finiti ad ingrossare le fila dei cattivi. Per finire, se Guardiani della Galassia vi fosse piaciuto preparatevi perché nel 2017 dovrebbe uscire il seguito, nel frattempo però recuperate tutti i film Marvel usciti finora: Iron Man, L'incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor, Captain America - Il primo vendicatore, The Avengers, Iron Man 3, Thor: The Dark World, Captain America: The Winter Soldier! ENJOY!


martedì 28 ottobre 2014

Il Bollalmanacco On Demand: Monster Dog - Il signore dei cani (1984)

Ormai ne sono certa, Obsidian mi odia. Perché altrimenti mi avrebbe chiesto la recensione di Monster Dog - Il signore dei cani (Leviatán), diretto e sceneggiato nel 1984 da Claudio Fragasso, per la rubrica On Demand? La prossima volta toccherà a The Cloth, quindi sarà dalla padella alla brace...



Trama: il cantante Vincent Raven torna al paese natale assieme alla band per girare un nuovo video. Lì si troverà alle prese con un'antica maledizione e cani mostruosi...



Monster Dog - Il signore dei cani è talmente noioso che non ci potrete credere. Uno spera di cogliere l'essenza del trash quando partono le immagini di un video dove Alice Cooper, preda di una terribile Identity Crisis, afferma di essere "sometimes James Bond, sometimes Billy the Kid, sometimes Sherlock Holmes", invece tutto finisce lì e lo spettatore voglioso di trashate rimane a bocca asciutta. Vero è che il vecchio Alice per quasi tutto il film rimane un po' incerto sulla sua vera identità dal momento che se ne va in giro per la campagna inglese (spagnola? Italiana?) con degli abiti da paninaro anni '80 assieme a un paio di sfitinzie e il resto della compagnia dei galli, per poi "ravvedersi" ed indarkettonirsi nel corso di un altro trashissimo video mortalmente vintaggio, ma per il resto si ha davvero tutto il tempo di addormentarsi davanti allo schermo. Moster Dog parte come "film con animali malvagi" per poi diventare bruscamente una noiosissima e pretestuosa pellicola sulla licantropia, un cambio di direzione causato dall'irreparabile guasto dell'animatronic canino presente sul set durante i primi giorni di riprese (addio quindi al Monster Dog del titolo, all'anima della sfiga!!) che ha portato Fragasso a riaggiustare la trama in fieri con salti mortali degni del circo Barnum. In assenza dell'animatronic e per non lasciare che gli attori si girassero i pollici sono quindi stati introdotti un vecchio maniaco menagramo, una cucciolata di teneri cagnussi e, soprattutto, un branco di villici cacciatori di lupi mannari che, già che ci sono, decidono di fare trentuno e picchiare/uccidere anche gli amici del presunto mannaro invece di dedicarsi solo a lui, col risultato che per metà film Cooper e compagnia si chiedono chi sia il licantropo mentre l'altra metà è un blando home invasion dove la gente muore e risorge un po' in base a come le fa comodo. Vi chiedete perché mai la gente del paese accetti tranquillamente la presenza di cani assassini oppure perché mai una delle sfitinzie a un certo punto esca dalla casa per farsi un giretto nella brughiera nonostante ci siano orde di creature fameliche pronte a masticarla? Nah, non lo fate.


Come avrete capito tutte le mie speranze erano racchiuse in Alice Cooper, e invece: sciatto, spaesato, perennemente triste e scoglionato, occupato a leggere libri o ad accarezzare cagnolini, il povero Alice si abbassa al livello del resto del cast, un'accozzaglia di tristi figuri e tristissime figure (di tolla) uno più brutto dell'altro. Come già succedeva in Paganini Horror l'infima regia e l'ancor più infima fotografia portano lo spettatore a pensare che la vicenda si svolga SEMPRE di notte, in realtà è buio solo nella magione di Vincent mentre fuori, nonostante la nebbia, è pieno giorno, quindi evidentemente la villa è protetta da un'enorme cupola in stile The Dome, non vedo altra spiegazione. Il bassissimo budget, oltre alla costruzione di un animatronic che, come si dice dalle mie parti, è durato da Natale a S. Stefano, ha portato anche alla meravigliosa trasformazione licantropica sul finale (non vi dico ovviamente chi sia il lupo mannaro per non "rovinarvi la sorpresa" ma sappiate solo che Joe Dante e John Landis hanno riso proprio tanto quando hanno visto quella sorta di Michael Jackson vomitante trasformarsi in quel modo...) e all'utilizzo di pupazzetti di gommapiuma che gli attori si scuotono violentemente davanti alla faccia per simulare l'attacco di cani rabbiosi. Sul finale, poi, Fragasso e compagnia non avranno più saputo come allungare la broda visto che viene riproposto lo stesso video musicale dell'inizio con l'aggiunta di alcune scene tratte dal film, come una sorta di crudele riassunto di tutta la camurrìa a cui lo spettatore ha dovuto assistere fino a quel momento. Se non è cattiveria questa io non so come chiamarla: ciò vale per Fragasso e anche per Obsidian, ovviamente, che ringrazio tanto ma proprio tanto, 'sta schifezza mi mancava ed è giusto averla recuperata ('tacci tua!)!!!

Claudio Fragasso firma regia e sceneggiatura con lo pseudonimo di Clyde Anderson. Originario di Roma, ha diretto film come Zombie 3, After Death (Oltre la morte), La casa 5, Non aprite quella porta 3, Troll 2 e Palermo Milano solo andata. Anche attore, ha 63 anni.


Alice Cooper (vero nome Vincent Damon Furnier) interpreta Vincent Raven. Ovviamente più famoso come cantante che come attore, ha comunque partecipato a film come Il signore del male, Nightmare 6 - La fine, Horror in the Attic e Dark Shadows. Ha 66 anni.


Pare che la versione giapponese di questo capolavoro sia un po' più lunga, con qualche secondo di gore in più durante l'attacco dei pupazz... ehm, dei cani; tutti in Giappone dunque a cercarla, ma se non avete i soldi per il viaggio e avete amato Monster Dog recuperate tranquillamente Rats - Notte di terrore o qualche altra fragassata a piacere! ENJOY!

domenica 26 ottobre 2014

Big Driver (2014)

Questo è il mese di Notte buia, niente stelle. Dopo A Good Marriage, in questi giorni è uscito per l'emittente Lifetime il film TV Big Driver, diretto dal regista Mikael Salomon e tratto dal racconto Maxicamionista di Stephen King, contenuto proprio nella raccolta nominata sopra.


Trama: dopo una piccola conferenza in un paesino sperduto, la scrittrice di gialli Tess fora una gomma mentre torna a casa. Si ferma ad aiutarla un enorme camionista che presto palesa la sua natura di maniaco e la violenta, per poi, credendola morta, abbandonarla in un condotto di scarico. Tess però è viva, riesce a tornare a casa e giura vendetta...




Dopo quella mezza ciofeca di A Good Marriage l'idea di vedere un altro film TV che massacrasse le opere di King non mi sorrideva molto ma, cosa volete farci, per amore di completezza mi sono buttata. Non me ne sono pentita come temevo ma sicuramente si poteva fare di meglio, come al solito. Il problema dei film tratti dai racconti contenuti in Notte buia, niente stelle è che il materiale di partenza è già deboluccio di per sé e, nonostante il figlio di Richard Matheson si sia fortunatamente occupato della sceneggiatura di Big Driver togliendola dalle mani di King, sta di fatto che il racconto era già di suo un rape and revenge facilone e privo di reali colpi di scena quindi il poveraccio non poteva fare miracoli. Rispetto a A Good Marriage, guardando Big Driver si riesce però ad empatizzare maggiormente coi personaggi e la storia risulta leggermente più credibile nonché più ricca di suspance (per quanto limitata). Richard Matheson Jr. introduce la protagonista Tess rendendocela subito simpatica, senza presentazioni interminabili e rimanendo molto fedele al racconto, che purtroppo però tocca il suo picco ansiogeno al momento della violenza, per poi consumarsi in soluzioni degne di un thriller televisivo; la vendetta di Tess viene sbrigata in quattro e quattr'otto, grazie ad un paio di ricerche su internet e qualche personaggio messo nel posto giusto al momento giusto e lo spettatore non ha mai neppure un istante di incertezza riguardo al successo del percorso vendicativo della protagonista (sarebbe degna erede di Hattori Hanzo, in effetti, per la linearità con cui arriva al suo obiettivo). L'unico guizzo simpatico è l'idea di dare a Tess degli interlocutori per rendere meno solitaria la sua vendetta (e per tradurre quel flusso di pensieri tipico dei romanzi di King), nella fattispecie il Tom Tom, che già "interagiva" con la protagonista nel romanzo, e l'anziana detective dei romanzi di Tess, praticamente la voce della sua coscienza. Tutte queste cosucce si amalgamano in un prodotto di routine senza infamia né lode, con qualche caratteristica positiva.


Per fortuna, quello che eleva Big Driver rispetto a A Good Marriage sono l'ottimo cast e una messa in scena non esaltante ma nemmeno piatta e televisiva. Maria Bello interpreta Tess ed è molto, molto brava, anche perché è costretta a reggere da sola l'intero film. Solitamente, inoltre, le eroine del rape and revenge sono delle macchine da guerra poco credibili, mentre Maria Bello riesce a mantenere per l'intera pellicola quell'aria di "normalità" quasi dimessa di una donna di mezza età senza particolari inclinazioni fisiche ma dotata di un acume leggermente superiore alla norma. Nelle terribili sequenze della violenza e in quelle subito successive l'interpretazione della Bello fa stare male davvero, mentre la regia di Mikael Salomon riesce a trasformare in angoscianti immagini l'orrore al limite della follia provato dalla protagonista; la sequenza meglio girata, tanto che quasi non sembra di avere davanti una produzione televisiva, è quella in cui Tess si "sdoppia", guardandosi da uno specchio mentre viene stuprata. Sempre elegante anche l'anziana Olympia Dukakis, che interpreta la detective fittizia Doreen e aggiunge un po' di ironia quasi british ad una vicenda che risulterebbe altrimenti pesantissima per un pubblico prettamente televisivo e femminile come quello dell'emittente Lifetime. A parte questo, il resto non è particolarmente entusiasmante e man mano che Big Driver va avanti subentra la noia, soprattutto per chi ha letto il racconto, una noia che sfocia in incredulità davanti ad un finale degno di una pubblicità del Mulino Bianco; diciamo che ho visto di peggio, ma se non siete (pignoli) fan all'ultimo stadio di Stephen King come me potete anche fare a meno di guardare l'ennesima, debole trasposizione che fa ben poco onore al Re.


Di Maria Bello, che interpreta Tess, ho già parlato QUI.

Mikael Salomon è il regista della pellicola. Svedese, ha ricevuto due nomination agli Oscar, una per la fotografia di The Abyss e una per gli effetti speciali di Fuoco assassino e, da regista, ha diretto film come Pioggia infernale, Aftershock - Terremoto a New York ed episodi delle serie Alias, Band of Brothers e Incubi e deliri. Anche produttore, ha 59 anni e un film in uscita.


Olympia Dukakis interpreta Doreen. Americana, ha partecipato a film come Stregata dalla luna (per il quale ha vinto l'Oscar come migliore attrice non protagonista), Una donna in carriera, Senti chi parla, Fiori d'acciaio, Dad - Papà, Senti chi parla 2, Senti chi parla adesso e Una pallottola spuntata 33 1/3 - L'insulto finale, inoltre ha doppiato un episodio de I Simpson. Anche produttrice, ha 83 anni e tre film in uscita.


Nei panni della cameriera Betsy troviamo la cantante Joan Jett, famosa per una delle prime cover di I Love Rock'N Roll e per la canzone Bad Reputation, ripresa anche da Avril Lavigne per il film Kick-Ass. Stranamente, il racconto Big Driver è stato trasposto, più o meno nello stesso periodo, anche in un omonimo corto diretto e sceneggiato da tale Kyle Burnett, che lo ha realizzato attraverso il crowfunding. Se Big Driver vi fosse piaciuto potete cercarlo, altrimenti buttatevi su altri rape and revenge movies come per esempio I Spit on your Grave. ENJOY!

venerdì 24 ottobre 2014

Zombie Ass: The Toilet of the Dead (2011)

Alla fine non ce l'ho fatta a stargli lontano. In preda a un'inspiegabile follia ho deciso di guardare Zombie Ass: The Toilet of the Dead (ゾンビアス - Zonbi Asu), diretto e co-sceneggiato nel 2011 dal regista Noboru Iguchi. E ringraziatemi che ho messo nel post le immagini meno disgustose...!


Trama: un gruppo di ragazzi va in gita in un bosco, alla ricerca di una miracolosa tenia in grado di fare dimagrire. Si ritroveranno a dover affrontare degli zombie e, ancor peggio, i peculiari effetti collaterali causati dall'ingerimento della suddetta tenia...


Non chiedetemi di fare un post serio su Zombie Ass perché non ce la posso fare. Non chiedetemi di farmi piacere una roba simile, venendo incontro alla sua natura di commedia horror perché il film di Iguchi travalica non solo ogni limite del buon gusto ma anche ogni limite della demenza cinematografica. Non chiedetemi di apprezzare il nonsense nipponico perché qui credo che anche gli spettatori giapponesi avranno gettato la spugna. Zombie Ass, come si evince dal titolo, è CACCA. Questa parola verrà ripetuta più volte nel post e mi dispiace ma alla fine parliamo di zombie che stanno nella CACCA, di gente che cerca di fare la CACCA spetezzando a destra e a manca, di scolarette che si suicidano perché colte nell'atto di scorreggiare e di sorelle che cercano di vendicarle facendo la stessa identica cosa (scorreggiare dico, non suicidarsi). Se non vi fosse chiaro il concetto espresso da Iguchi (già accennato nel corto girato per The ABCS of Death) di come una scorreggia potrebbe salvare il mondo attraverso un atto di deliberato rifiuto della purezza insita in ogni donnina perbene (giuro), ribadito con l'ausilio di mirabolanti riprese di chiuli seduti su un cesso o di zombie che uccidono col chiulo (ri-giuro), il regista fin dall'inizio vi aiuterà a comprendere e fissarvi in testa il concetto grazie al balletto di una modella che spara flash dal chiulo. Non vi bastassero CACCA, scoregge, chiuli e affini sappiate che c'è anche gente che vomita a spruzzo, persone che limonano in un turbinio di lingue e bava, perette, gente che ingoia parassiti giganti, scoregge che si trasformano in demoni e non mancano i momenti "jappopippa" sconfinanti nella pedofilia, dove due efebiche signorine ignude si abbracciano lamentose e piangenti oppure mostrano mutandine o pezzi di seno (scusate, capezzoli. Il seno devono ancora svilupparlo o non lo svilupperanno mai, mi sa. E ovviamente l'unica tettona è una stronza di prim'ordine).


Voi direte ora: belin Bolla ma fa ridere! Ma sì, Zombie Ass scatena la risata isterica perché è girato da cani e recitato peggio, gli attori (che mi chiedo quale cachet possano avere preteso per stroncarsi la carriera in questo modo!) sono uno più inguardabile dell'altro, soprattutto i due "affascinantissimi" uomini del gruppo, i dialoghi recuperati dai sottotitoli italiani regalano perle come "Uomini merda!! Percepisco un'alta concentrazione di merda" (percepisci?? Sei Junior??), inoltre bisogna apprezzare la cattiveria di uno che trasforma gli uomini in zombie e poi, non pago, li getta nelle latrine ricoprendoli di CACCA... ma il problema di fondo, lo avrete capito, è che Zombie Ass fa più schifo che ridere, tanto che mi ha rivoltato lo stomaco quasi ai livelli dello Human Centipede. Sì, lo so che il gore è da cartone animato e palesemente realizzato con una pessima CG, infatti questo aspetto della pellicola non mi ha fatto né caldo né freddo; no, quello che mi ha letteralmente saturata sono le lunghissime sequenze in cui 'sti maledetti vermi si infilano negli orifizi altrui, vedere gente che caga di lungo o che mangia roba disgustosa e assistere all'interminabile trasformazione di una vajassa in un mostro che avrebbe indotto al suicidio le più brutte creature mai realizzate per i Power Rangers. Ho cercato di ovviare alla crescente voglia di vomitare distraendomi con la ferale domanda "E se Noboru Iguchi avesse preso le redini della serie The Walking Dead?", cercando di figurarmi Daryl con la balestra caricata a supposte e Michonne che va al cesso armata di Katana mentre Rick, come sempre, minaccia a vanvera le tenie zannute e sono arrivata alla conclusione che The Walking Fart non sarebbe durato neanche una stagione. E che forse neanche il David Cronenberg degli esordi avrebbe concepito una nuova carne fatta di CACCA. Non so neanche se Zombie Ass potrebbe finire nel silos di Elio. Da par mio, spero solo di non rivederlo mai più nella vita!!!!

Noboru Iguchi è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Giapponese, ha diretto film come The Machine Girl, Robo-Geisha, Mutant Girls Squad, Dead Sushi e un segmento di The ABCs of Death. Anche attore e produttore, ha 45 anni.


Arisa Nakamura, che interpreta Megumi, ha partecipato anche all'episodio F is for Fart di The ABCs of Death, sempre diretto da Iguchi, nonché a Last Quarter, tratto dal manga Ultimi raggi di luna di Ai Yazawa. Detto questo, se Zombie Ass vi fosse piaciuto... no, niente, non esistono film simili. Al limite, se siete curiosi, recuperate gli altri titoli di Iguchi e auguri!! ENJOY!

giovedì 23 ottobre 2014

(Gio)WE, Bolla! del 23/10/2014

Buon giovedì a tutti!! Come immaginavo, questa settimana dominano i Guardiani della Galassia e Robert Downey Jr., col risultato che Boyhood dalle mie parti non s'è visto neanche per sbaglio. Oltre al danno dell'anteprima romana a cui non sono (per ovvi motivi!) potuta andare si aggiunge anche la beffa di non vederlo distribuito qui. Lancio quindi un bel BaBBanGulo assieme al solito... ENJOY!

I guardiani della galassia
Reazione a caldo: Uga-chacka, uga uga uga-chacka!
Bolla, rifletti!: A parte che l'uscita italiana è stata rimandata talmente tanto che l'hype è sceso a livelli ormai minimi, vorrete mica che mi lasci scappare un film Marvel diretto da James Gunn con Bautista e un procione parlante per protagonisti? Ovviamente no, spero di riuscire ad andare a vederlo già in settimana!!

Soap Opera
Reazione a caldo: Ma anche no!
Bolla, rifletti!: Dal regista di La peggior settimana della mia vita e Il peggior Natale della mia vita arriva Il peggior film della settimana. Non aggiungo altro, su.

The Judge
Reazione a caldo: Sbav!!
Bolla, rifletti!: Neanche a dirlo, lo "sbav!" è interamente dedicato a Robert Downey Jr. perché purtroppo il film in sé mi sembra il trionfo del cliché, buono giusto per un recupero casalingo basato sull'adorazione di Robertino bello. 

Anche il cinema d'élite (ORRORE!!) snobba Boyhood, preferendo lasciare spazio all'Italia...

Buoni a nulla
Reazione a caldo: Mah...
Bolla, rifletti!: Storia di un uomo che deve imparare a farsi valere, schiacciato dalla sua eccessiva mitezza, Buoni a nulla potrebbe anche essere un film piacevole, poi a me Marco Marzocca fa sempre tanta simpatia. Magari lo recupererò in futuro!

mercoledì 22 ottobre 2014

Un milione di modi per morire nel West (2014)

E' uscito questa settimana nelle sale italiane, abbastanza in sordina a dir la verità, l'ultimo film diretto e co-sceneggiato dal creatore de I Griffin Seth MacFarlane, ovvero Un milione di modi per morire nel West (A Million Ways to Die in the West).


Trama: Albert Stark è un pastore codardo, assolutamente inadatto alla dura vita del west. La fidanzata Louise, stufa di avere a che fare con uno smidollato, decide di lasciarlo ed Albert cerca di riconquistarla con l'aiuto di Anna, una misteriosa pistolera nonché moglie di un terribile bandito...


Un milione di modi per morire nel West è, al pari di Ted, un puro divertissement, il capriccio di un attore e sceneggiatore abituato a stare dietro le quinte televisive che decide all'improvviso di mettersi in mostra assumendosi il ruolo di protagonista e regista. MacFarlane si era già ritrovato dietro la macchina da presa col già citato Ted, riuscito solo a metà, e con Un milione di modi per morire nel West realizza letteralmente uno one man show interamente al servizio della sua comicità, delle sue idiosincrasie e del suo senso del ridicolo. Ovviamente, MacFarlane non è Woody Allen e i suoi film risultano delle pallide copie de I Griffin: come già accadeva con Ted, infatti, anche la sua ultima fatica vive di parecchi momenti di stanca ravvivati da alcuni colpi di genio, perché le gag sono più meno le stesse della serie che ha fatto la fortuna di MacFarlane e funzionano nella mezz'ora di episodio, mentre  dilungate in due ore di film risultano fiaccherelle. La base di Un milione di modi di morire nel West, il concetto da cui è stato tratto il titolo, obiettivamente è simpatico e gioca su un escamotage molto amato dall'autore, ovvero quello di inserire un personaggio dalla mentalità MOLTO moderna, portatore di concetti ed idee tipici della nostra epoca, all'interno di un contesto "antico", in questo caso il West: abbiamo così il pastore che cerca di risolvere tutto con la parlantina piuttosto che con le pistole, che odia la Frontiera e che mette in guardia amici e conoscenti dal milione di modi assurdi in cui la gente rischiava di morire all'epoca, tra dottori, animali selvatici, incuria, ignoranza, violenza, sparatorie e quant'altro. Purtroppo la storia costruita attorno a quest'idea di base è la quintessenza della banalità, tanto che sappiamo già come si concluderà la vicenda di questo sfigato che cerca di riconquistare l'amata aiutato da un'altra donna, quindi quel che resta sono solo un paio di gag ben riuscite.


I punti di forza di Un milione di modi per morire nel West sono quindi lo humor nero e politicamente scorretto tipico di MacFarlane, il suo gusto per l'assurdo e la citazione (val la pena vedere il film solo per un paio di comparsate che non vi spoilero perché meritate di struggervi in lacrime di incredula commozione come ho fatto io!!), il talento per i numeri musicali e, ovviamente, la simpatia degli attori coinvolti. Purtroppo MacFarlane è belloccio e bravo ma se guardate il film chiudendo gli occhi di tanto in tanto, come ho fatto io, vi sembrerà spesso che a parlare sia il cane Brian alle prese con uno dei suoi logorroici monologhi e Liam Neeson è a dir poco sprecato, fuori parte al limite del ridicolo (Il fatto che Liam Neeson non mi sia piaciuto nel ruolo di Clinch rispecchia tra l'altro le parole di Peter Griffin nel sesto episodio della quinta stagione, "Drizza le orecchie", quando dice che senza la sua guida i figli sarebbero dei casi disperati, come se Liam Neeson interpretasse un cowboy americano), mentre se la cavano molto bene una Charlize Theron che sembra essersi divertita un sacco, il solito, adorabile Giovanni Ribisi e, ovviamente, un Neil Patrick Harris in formissima, che con la sua canzone dedicata ai baffi (per non parlare della fellatio al mustacchio!!) vince a man bassa surclassando tutti gli altri coinvolti, cattivissimo padre di Albert a parte. Vi dirò, purtroppo tutto questo e il fantasioso utilizzo di Tarzan Boy dei Baltimora potrebbero non bastare per farvi piacere Un milione di modi per morire nel West, soprattutto se visto al cinema, anche perché immagino l'inevitabile impoverimento del doppiaggio e dell'adattamento italiani; se siete fan sfegatati di MacFarlane e dei Griffin potreste anche trovarlo esilarante ma francamente io l'ho visto proprio come uno scherzone tirato troppo per le lunghe, piacevole ma niente più. I picchi di genialità raggiunti da un altro Seth in Facciamola finita sono ben lontani, ahimé.


Di Seth MacFarlane, regista, co-sceneggiatore e interprete di Albert, ho già parlato QUI. Charlize Theron (Anna), Amanda Seyfried (Louise), Liam Neeson (Clinch), Giovanni Ribisi (Edward), Neil Patrick Harris (Foy) e John Aylward (il pastore Wilson) ho già parlato ai rispettivi link.

Sarah Silverman interpreta Ruth. Americana, ha partecipato a film come Tutti pazzi per Mary, Heartbreakers - Vizio di famiglia, School of Rock, I Muppet e a serie come Greg the Bunny e Monk; inoltre, ha lavorato come doppiatrice per le serie Drawn Together, American Dad!, Robot Chicken, Futurama, I Simpson e per film come Ralph spaccatutto. Anche sceneggiatrice, produttrice e compositrice, ha 44 anni e due film in uscita.


A parte il paio di guest star veramente geniali che ho deciso di non spoilerare nel post, sappiate che tra le varie comparse figurano anche Ewan McGregor (in mezzo la folla che ride alle battute di Foy), Ryan Reynolds (che viene ucciso da Liam Neeson nel Saloon), Will Ferrel (è il dottore che fa nascere Albert), Patrick Stewart (presta la voce alle pecora dalle gambe lunghissime) e, nella versione Unrated, anche la bionda Penny Kaley Cuoco (che Albert cerca di rimorchiare in un negozio). Detto questo, se Un milione di modi per morire nel west vi fosse piaciuto recuperate anche Mezzogiorno e mezzo di fuoco. ENJOY!
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