Mercoledì, già consapevole del fatto che mi sarei coperta gli occhi per più di metà film, sono andata a vedere The Bay, diretto nel 2012 da Barry Levinson.
Trama: durante i festeggiamenti per il 4 luglio gli abitanti di una cittadina cominciano a morire a causa di ferite e mutilazioni inspiegabili. Una reporter in erba ricorstruisce l'accaduto grazie a filmati e testimonianze...
Il mockumentary è sicuramente il genere più inflazionato degli ultimi anni e, come direbbe Elio, "è bello e tutto quanto (oddio, non sempre...) ma alla lunga rompe i coglioni". Quindi Barry Levinson, prima di girare un film mockumentarioso si è per fortuna ricordato di fare una cosa, o meglio, di ESSERE una cosa: un regista. Anche uno sceneggiatore, quindi facciamo due cose. E ha tirato fuori uno degli horror recenti migliori, uno dei pochi mocku in grado di tenere veramente fede alla sua definizione. D'altronde, quale documentario vero si limita a mostrare riprese fatte a mano e basta? Il found footage ha senso ma fino a un certo punto, i documentari mescolano riprese dal vero a testimonianze, documenti, interviste eccetera eccetera. Senza contare che gli horror dove le persone vengono sventrate ma non mollano la telecamera finché non gliela strappano di mano (con l'arto attaccato, ovvio...) sono talmente oltre la comprensione umana che persino la suspension of disbelief viene spesso costretta a rintanarsi in un angolino a piangere. In questo The Bay l'unica cosa che perplime è che tutto il casino succeda proprio il 4 luglio, giorno dell'Independence Day, con le larve degli orridi isopodi che decidono di crescere tutte assieme per festeggiare l'indipendenza americana e sterminare una cittadina in tempo zero, ma per il resto tanta roba.
Levinson, alla veneranda età di 71 anni, piscia letteralmente in testa al quarantatreenne Oren Peli, produttore di The Bay e creatore della franchise Paranormal Activity, e lo fa usando al meglio le stesse armi del regista israeliano: mescolando abilmente le registrazioni di una reporter (che, giustamente, si interrompono nel momento stesso in cui la ragazza e il suo cameramen diventano troppo spaventati per continuare a girare), un paio di telecamere fisse, un paio di find footage, estratti di blog, registrazioni, videochiamate, messaggi telefonici e qualsiasi altro mezzo di comunicazione ragionevolmente utilizzabile da chi dovesse trovarsi in una situazione simile, il regista crea una macchina d'orrore praticamente perfetta che, contemporaneamente, funge anche da critica non banale nei confronti della "piccola" speculazione economica che porta ad una grande distruzione della natura e degli ecosistemi. Non mancano, ovviamente, le sequenze splatter, rese ancora più verosimili da effetti speciali validissimi, ma quello che fa davvero paura è il modo in cui viene costruita la tensione con poche inquadrature efficaci ed emblematiche, che lasciano intuire cosa potrebbe accadere di lì a poco senza per questo essere esplicite o gratuite (le scene per me più terribili sono state quelle della famigliola sulla barchetta, la ricostruzione del dialogo tra i due sbirri o l'inquadratura del sindaco che si scola un bicchier d'acqua come se nulla fosse, maledetto stupido...). Ad impreziosire maggiormente The Bay, infine, c'è l'ausilio di una colonna sonora minimal ma tesissima (il finale col titolo del documentario mi ha ricordato quelli dei film di Deodato). Mi sento dunque di consigliare il film a tutti gli appassionati di horror, con una piccola avvertenza: se vi fanno schifo le bestie con più di quattro zampe, come la sottoscritta, evitate di farvi prendere dall'insana curiosità di capire se gli isopodi esistono davvero (per i più coraggiosi: uìchipidia, voce Gigantismo abissale) o non farete più il bagno in nessun tipo di acqua. Personalmente, quest'estate farò solo delle gran docce con bottiglie di acqua Vera.
Di Kristen Connolly, che interpreta Stephanie, ho già parlato qui.
Barry Levinson è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Piramide di paura, Good Morning Vietnam, Rain Man – L’uomo della pioggia (con il quale ha vinto l’Oscar come miglior regista), Bugsy, Toys – Giocattoli, Rivelazioni, Sleepers, Sesso & Potere, Sfera e Bandits. Anche produttore e attore, ha 71 anni e due film in uscita.
Se The Bay vi fosse piaciuto consiglio la visione di Contagion, Virus letale e 28 giorni dopo. ENJOY!!
Il Bollalmanacco di Cinema
Tutto quello che NON volevate sapere sul Cinema... e che la Bolla vi propina comunque!!
martedì 18 giugno 2013
The Bay (2012)
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lunedì 17 giugno 2013
Get Babol! #68
Buon lunedì a tutti!! Se la distribuzione italiana in estate rallenta fin quasi a fermarsi, per i cinefili d'oltreoceano comincia la cuccagna... e lo dimostra l'uscita di tre pezzi da 90 prontamente consigliati dal sito GetGlue. ENJOY!!
World War Z
Di Marc Forster
Con Brad Pitt, Mireille Enos, James Badge Dale
Trama (da Imdb): Gerry Lane, che lavora per le Nazioni Unite, viaggia per il mondo in una corsa contro il tempo per fermare la pandemia Zombie che sta mettendo in ginocchio eserciti e governi e minaccia di distruggere l'umanità stessa.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti La casa, Zombi e Benvenuti a Zombieland. Questo film potrà essere o una poottanata cosmica o un gran bell'horror. Propendo per la prima ipotesi perché più che di horror si può parlare di megablockbuster, due definizioni che mal si coniugano tra loro... temo quindi che effetti speciali e nomi di richiamo possano privare la pellicola di ciò che più conta in questi casi, la suspance. Vedremo. Il film uscirà in Italia il 27 giugno e ovviamente, a prescindere dai dubbi, mi fionderò a vederlo.
Monsters University
Di Dan Scanlon
Con le voci di Billy Crystal, John Goodman, Steve Buscemi
Trama (da Imdb): Uno sguardo sul rapporto tra Mike e Sulley ai tempi della Monsters University -- quando non erano proprio migliori amici.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Shrek e vissero felici e contenti, Toy Story 3 e Mostri contro alieni. Ovviamente, all'epoca, avevo adorato anche Monsters & Co. sebbene non lo veda da anni. Ero rimasta conquistata dalla morbidezza di Sulley, dalla comicità di Mike e dalla dolcezza incredibile della piccola Boo (che, essendo questo un prequel, temo proprio non tornerà) e ammetto che questo Monsters University mi sa tanto di presa in giro commerciale fuori tempo massimo. Il trailer sembra comunque simpatico e, soprattutto, fruibile dal sempre più "diluso" pubblico di pargoli. In Italia dovremo aspettare fino al 21 agosto per vedere le nuove avventure di Mike e Sulley... ma siccome tra i doppiatori figureranno I soliti idioti sarà meglio cercarlo in lingua originale!!
The Bling Ring
Di Sofia Coppola
Con Katie Chang, Israel Broussard, Emma Watson
Trama (da Imdb): Ispirato a fatti realmente accaduti: un gruppo di teenager ossessionati dalla fama usano internet per scoprire dove si trovano le star così da derubarne le case.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Piccoli omicidi tra amici, Amiche cattive e Killing Zoe. Adoro la Coppola, adoro la Watson e in The Bling Ring c'è pure quell'adorabile stronzetta di Thaissa Farmiga. Motivi per andarlo a vedere ce ne sono già almeno tre quindi, senza contare che potrebbe essere uno di quei film controversi,con un bel finale "tragico" (non conosco la storia su cui è basato e non amo documentarmi prima di vedere le pellicole perché non voglio rovinarmi la sorpresa!)... e conoscendo Sofia con una colonna sonora della Madonna. In Italia, sempre se Sua Maestà la distribuzione di merda lo vorrà, dovrebbe uscire il 19 settembre, senza l'articolo davanti.
World War Z
Di Marc Forster
Con Brad Pitt, Mireille Enos, James Badge Dale
Trama (da Imdb): Gerry Lane, che lavora per le Nazioni Unite, viaggia per il mondo in una corsa contro il tempo per fermare la pandemia Zombie che sta mettendo in ginocchio eserciti e governi e minaccia di distruggere l'umanità stessa.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti La casa, Zombi e Benvenuti a Zombieland. Questo film potrà essere o una poottanata cosmica o un gran bell'horror. Propendo per la prima ipotesi perché più che di horror si può parlare di megablockbuster, due definizioni che mal si coniugano tra loro... temo quindi che effetti speciali e nomi di richiamo possano privare la pellicola di ciò che più conta in questi casi, la suspance. Vedremo. Il film uscirà in Italia il 27 giugno e ovviamente, a prescindere dai dubbi, mi fionderò a vederlo.
Monsters University
Di Dan Scanlon
Con le voci di Billy Crystal, John Goodman, Steve Buscemi
Trama (da Imdb): Uno sguardo sul rapporto tra Mike e Sulley ai tempi della Monsters University -- quando non erano proprio migliori amici.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Shrek e vissero felici e contenti, Toy Story 3 e Mostri contro alieni. Ovviamente, all'epoca, avevo adorato anche Monsters & Co. sebbene non lo veda da anni. Ero rimasta conquistata dalla morbidezza di Sulley, dalla comicità di Mike e dalla dolcezza incredibile della piccola Boo (che, essendo questo un prequel, temo proprio non tornerà) e ammetto che questo Monsters University mi sa tanto di presa in giro commerciale fuori tempo massimo. Il trailer sembra comunque simpatico e, soprattutto, fruibile dal sempre più "diluso" pubblico di pargoli. In Italia dovremo aspettare fino al 21 agosto per vedere le nuove avventure di Mike e Sulley... ma siccome tra i doppiatori figureranno I soliti idioti sarà meglio cercarlo in lingua originale!!
The Bling Ring
Di Sofia Coppola
Con Katie Chang, Israel Broussard, Emma Watson
Trama (da Imdb): Ispirato a fatti realmente accaduti: un gruppo di teenager ossessionati dalla fama usano internet per scoprire dove si trovano le star così da derubarne le case.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Piccoli omicidi tra amici, Amiche cattive e Killing Zoe. Adoro la Coppola, adoro la Watson e in The Bling Ring c'è pure quell'adorabile stronzetta di Thaissa Farmiga. Motivi per andarlo a vedere ce ne sono già almeno tre quindi, senza contare che potrebbe essere uno di quei film controversi,con un bel finale "tragico" (non conosco la storia su cui è basato e non amo documentarmi prima di vedere le pellicole perché non voglio rovinarmi la sorpresa!)... e conoscendo Sofia con una colonna sonora della Madonna. In Italia, sempre se Sua Maestà la distribuzione di merda lo vorrà, dovrebbe uscire il 19 settembre, senza l'articolo davanti.
domenica 16 giugno 2013
Ritorno al futuro - Parte III (1990)
Si concludono oggi le recensioni di una delle trilogie più amate di tutti i tempi, quella di Ritorno al futuro. Nel 1990 Robert Zemeckis dirigeva infatti Ritorno al futuro - Parte III (Back to the Future - Part III), praticamente subito dopo aver girato il secondo capitolo.
Trama: bloccato nel passato, Marty riesce, grazie alla lettera di Doc, a ritrovare la DeLorean per tornare nella propria epoca... ma un'iscrizione su una lapide lo spinge a viaggiare fino ai tempi del Far West, dove il buon dottore sta vivendo una vita felice e serena.
Esaurito tutto quello che c'era da dire su McFly e la sua sciagurata e problematica famiglia, Zemeckis e compagnia decidono, con questo terzo episodio, di concentrarsi sulla figura di Doc che, per quanto carismatico, era sempre rimasto un po' in secondo piano. In Ritorno al futuro - Parte III, infatti, Emmet è protagonista quasi assoluto, molto meno svitato di come ce lo avevano presentato e, soprattutto, in grado di superare i suoi "limiti" di scienziato (vedi Ritorno al futuro, dove il ballo veniva definito "cerimoniale ritmico") e usare la sua saggezza e conoscenza per vivere nel modo migliore, arrivando persino ad innamorarsi, ricambiato, di una donna eccezionale. Gli sceneggiatori tirano le fila del discorso con un'eleganza e un'abilità senza pari, chiudono tutti i punti lasciati in sospeso nella pellicola precedente e, nonostante sul finale ci si commuova parecchio per la consapevolezza che le avventure dei nostri amici Marty e Doc sono arrivate purtroppo alla fine, rimane comunque un messaggio assai positivo: il futuro non è scritto ed immutabile, ma ce lo costruiamo noi, con le nostre scelte, giorno dopo giorno. Questa "morale" finale viene compresa anche da Marty e Jennifer che, in qualche modo, sono cresciuti con lo spettatore e hanno tratto profitto dalle loro esperienze, sebbene la fanciulla abbia dormito per tre film di seguito.
Tristezza e saggi precetti a parte, l'idea di ambientare Ritorno al futuro - Parte III nel Far West infonde nuova freschezza alla saga, che rischiava di diventare ripetitiva dopo aver mostrato da diverse angolazioni gli anni '80 e gli anni '50, consente agli sceneggiatori di giocare con i topoi del genere Western o con icone come Clint Eastwood e a Zemeckis di omaggiare Sergio Leone o film come Il texano dagli occhi di ghiaccio, senza ovviamente dimenticare i marchi di fabbrica della saga (soprattutto per quanto riguarda le frasi e le azioni di Buford Tannen). Il risultato è un simpatico ed avventurosissimo mix di fantascienza e western, dove il bello sta nel capire come i nostri eroi riusciranno a sopperire a cose come benzina e 88 miglia orarie senza cambiare irrimediabilmente la storia... e dove anche le donzelle, per una volta, potranno sognare ad occhi aperti davanti alla rappresentazione del più classico dei colpi di fulmine, con una dolcissima ma cazzuta Mary Steenburgen che sembra nata per il ruolo di Clara. Purtroppo, dunque, le avventure dei nostri eroi finiscono col botto ma con un lapidario The End... per fortuna esistono i DVD e la consapevolezza che noi figli degli anni '80 continueremo a celebrare e diffondere l'intera saga di Ritorno al futuro rendendola un capolavoro senza tempo!
Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Thomas F. Wilson (Buford “Mad Dog” Tannen/Biff Tannen), Lea Thompson (Maggie McFly/Lorraine McFly), Elisabeth Shue (Jennifer Parker) e Marc McLure (Dave McFly) li trovate invece ai rispettivi link.
Mary Steenburgen interpreta Clara. Americana, ha partecipato a film come Una volta ho incontrato un milionario (per il quale ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista), Buon compleanno Mr. Grape, Philadelphia, Gli intrighi del potere – Nixon, Mi chiamo Sam, Elf, The Help e a serie come 30 Rock, inoltre ha lavorato come doppiatrice per le serie Back to the Future e Robot Chicken. Anche produttrice, ha 60 anni e quattro film in uscita.
Ronald Reagan in persona, grande fan del primo film, era stato contattato per il ruolo di sindaco ma ha dovuto rinunciare suo malgrado. Verso la metà degli anni ’90, invece, si parlava di un possibile Ritorno al Futuro – Parte IV, incentrato sulla famiglia di Doc e ambientato a Roswell, nel 1947, con un piccolo cammeo di Michael J. Fox, ma ad oggi non se n’è fatto nulla, per fortuna. Tuttavia, le avventure della famiglia Brown sono continuate nella serie animata Ritorno al futuro, uscita proprio nel 1991. Cercatela se vi è piaciuto Ritorno al futuro – Parte III e guardatevi anche i primi due episodi della saga, ovviamente! ENJOY!!
Trama: bloccato nel passato, Marty riesce, grazie alla lettera di Doc, a ritrovare la DeLorean per tornare nella propria epoca... ma un'iscrizione su una lapide lo spinge a viaggiare fino ai tempi del Far West, dove il buon dottore sta vivendo una vita felice e serena.
Esaurito tutto quello che c'era da dire su McFly e la sua sciagurata e problematica famiglia, Zemeckis e compagnia decidono, con questo terzo episodio, di concentrarsi sulla figura di Doc che, per quanto carismatico, era sempre rimasto un po' in secondo piano. In Ritorno al futuro - Parte III, infatti, Emmet è protagonista quasi assoluto, molto meno svitato di come ce lo avevano presentato e, soprattutto, in grado di superare i suoi "limiti" di scienziato (vedi Ritorno al futuro, dove il ballo veniva definito "cerimoniale ritmico") e usare la sua saggezza e conoscenza per vivere nel modo migliore, arrivando persino ad innamorarsi, ricambiato, di una donna eccezionale. Gli sceneggiatori tirano le fila del discorso con un'eleganza e un'abilità senza pari, chiudono tutti i punti lasciati in sospeso nella pellicola precedente e, nonostante sul finale ci si commuova parecchio per la consapevolezza che le avventure dei nostri amici Marty e Doc sono arrivate purtroppo alla fine, rimane comunque un messaggio assai positivo: il futuro non è scritto ed immutabile, ma ce lo costruiamo noi, con le nostre scelte, giorno dopo giorno. Questa "morale" finale viene compresa anche da Marty e Jennifer che, in qualche modo, sono cresciuti con lo spettatore e hanno tratto profitto dalle loro esperienze, sebbene la fanciulla abbia dormito per tre film di seguito.
Tristezza e saggi precetti a parte, l'idea di ambientare Ritorno al futuro - Parte III nel Far West infonde nuova freschezza alla saga, che rischiava di diventare ripetitiva dopo aver mostrato da diverse angolazioni gli anni '80 e gli anni '50, consente agli sceneggiatori di giocare con i topoi del genere Western o con icone come Clint Eastwood e a Zemeckis di omaggiare Sergio Leone o film come Il texano dagli occhi di ghiaccio, senza ovviamente dimenticare i marchi di fabbrica della saga (soprattutto per quanto riguarda le frasi e le azioni di Buford Tannen). Il risultato è un simpatico ed avventurosissimo mix di fantascienza e western, dove il bello sta nel capire come i nostri eroi riusciranno a sopperire a cose come benzina e 88 miglia orarie senza cambiare irrimediabilmente la storia... e dove anche le donzelle, per una volta, potranno sognare ad occhi aperti davanti alla rappresentazione del più classico dei colpi di fulmine, con una dolcissima ma cazzuta Mary Steenburgen che sembra nata per il ruolo di Clara. Purtroppo, dunque, le avventure dei nostri eroi finiscono col botto ma con un lapidario The End... per fortuna esistono i DVD e la consapevolezza che noi figli degli anni '80 continueremo a celebrare e diffondere l'intera saga di Ritorno al futuro rendendola un capolavoro senza tempo!
Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Thomas F. Wilson (Buford “Mad Dog” Tannen/Biff Tannen), Lea Thompson (Maggie McFly/Lorraine McFly), Elisabeth Shue (Jennifer Parker) e Marc McLure (Dave McFly) li trovate invece ai rispettivi link.
Mary Steenburgen interpreta Clara. Americana, ha partecipato a film come Una volta ho incontrato un milionario (per il quale ha vinto l’Oscar come miglior attrice non protagonista), Buon compleanno Mr. Grape, Philadelphia, Gli intrighi del potere – Nixon, Mi chiamo Sam, Elf, The Help e a serie come 30 Rock, inoltre ha lavorato come doppiatrice per le serie Back to the Future e Robot Chicken. Anche produttrice, ha 60 anni e quattro film in uscita.
Ronald Reagan in persona, grande fan del primo film, era stato contattato per il ruolo di sindaco ma ha dovuto rinunciare suo malgrado. Verso la metà degli anni ’90, invece, si parlava di un possibile Ritorno al Futuro – Parte IV, incentrato sulla famiglia di Doc e ambientato a Roswell, nel 1947, con un piccolo cammeo di Michael J. Fox, ma ad oggi non se n’è fatto nulla, per fortuna. Tuttavia, le avventure della famiglia Brown sono continuate nella serie animata Ritorno al futuro, uscita proprio nel 1991. Cercatela se vi è piaciuto Ritorno al futuro – Parte III e guardatevi anche i primi due episodi della saga, ovviamente! ENJOY!!
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venerdì 14 giugno 2013
Ritorno al futuro - Parte II (1989)
So che avrei dovuto aspettare una riedizione magari l'anno prossimo, ma in questi giorni mi è venuta voglia di rivedere Ritorno al futuro - Parte II (Back to the Future Part II), diretto nel 1989 dal regista Robert Zemeckis.
Trama: Doc torna nel 1985 e convince Marty ad andare nel futuro per impedire un avvenimento che distruggerebbe la famiglia del ragazzo. E' solo l'inizio di una serie di disavventure che porterà di nuovo i nostri eroi a spasso per le epoche...
Ritorno al futuro rimane un film storico e il capitolo della saga a cui sono più affezionata, ma la Parte II è un grandissimo esempio di come, se diretti e sceneggiati con accortezza, anche i sequel possono essere dei capolavori. Nonostante il difficile argomento trattato e gli innumerevoli salti temporali che caratterizzano la pellicola, Ritorno al futuro - Parte II è perfettamente collegato al film precedente (da cui riprende un paio di sequenze chiave e persino un paio di dettagli che sicuramente ad una prima visione sono impossibili da cogliere) e riesce ad approfondire alcuni aspetti dei personaggi che abbiamo imparato ad amare, anche in maniera non del tutto positiva: per esempio, abituati come eravamo a considerare Marty un ragazzo forte e dinamico, ce lo ritroviamo nel futuro quasi più sfigato del padre, prostrato dalla sua tendenza a cadere nei tranelli di chiunque gli dia del codardo e con una famiglia a dir poco disastrata. Inoltre, scorazzando tra le epoche, gli sceneggiatori giocano ironicamente sia con quello che conoscevamo dei protagonisti del primo film, sia con i simboli dell'epoca in cui è stato girato che, nel futuro prossimo, diventano dei pezzi da museo come il pupazzetto di Roger Rabbit o l'ennesimo episodio de Lo Squalo.
Come trama, quindi, la Parte II si distacca poco da Ritorno al futuro e il meccanismo rimane sempre lo stesso, sia per quanto riguarda i viaggi temporali sia per i villain (anzi, IL villain) che si ripropongono più o meno sempre identici nel corso delle epoche. Se il tono della pellicola precedente era però più ingenuo e scanzonato, questa fa il verso agli apocalittici film di fantascienza che imperversavano in quegli anni e a tratti diventa più cupa ed intricata del capostipite, con i paradossi temporali che rischiano di diventare assai pericolosi, addirittura mortali. Incredibile il lavoro tecnico alle spalle del film, visto che parecchie scene vengono ricreate identiche a quelle di Ritorno al futuro (pensate anche solo ai costumi: nella scena del ballo pare fosse stata solo Lea Thompson a conservare l'abito, gli altri sono stati ricreati per l'occasione...) e visto che, spesso e volentieri, gli attori devono condividere la scena con i loro doppi, cosa possibile solo con degli effetti speciali più che validi che, tra l'altro, non risentono del passare del tempo. Gli attori offrono, come già nel primo capitolo, un'interpretazione convincentissima ed è impossibile non voler bene ai personaggi di Marty e Doc... in effetti, l'unico difetto che trovo al film è la mancanza di scene e battute destinate a diventare cult, ma la cosa viene ampiamente compensata dal geniale colpo di scena finale: il film si conclude infatti con un cliffhanger non da poco seguito dal trailer del terzo capitolo, che prometteva agli spettatori dell'epoca l'imminente conclusione della saga. Non oso immaginare come si saranno sentiti emozionati i fan seduti sulle poltroncine davanti ad una simile anticipazione.. io, sicuramente, quando avevo visto la videocassetta, mi ero fiondata ad affittare il terzo episodio, di cui troverete la recensione domenica.
Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Lea Thompson (Lorraine), Thomas F. Wilson (Biff Tannen/Griff), Elisabeth Shue (che interpreta Jennifer al posto della Claudia Wells del primo episodio, costretta a interrompere la carriera di attrice per stare vicina alla madre malata di cancro), Billy Zane (Match), Elijah Wood (irriconoscibile, interpreta uno dei bimbetti alle prese con il videogioco del bar anni ’80) e George “Buck” Flowers (il barbone) li trovate invece ai rispettivi link.
In questo sequel alcuni personaggi del primo film vengono interpretati da altri attori, è il caso della già citata Elisabeth Shue e anche di Jeffrey Weissman, che ha preso il ruolo di George McFly al posto di Crispin Glover (che peraltro, dopo essere stato sostituito a causa dell’esoso compenso richiesto per comparire nel sequel ha anche fatto causa ai realizzatori della pellicola per aver utilizzato alcune delle sue vecchie scene senza permesso). Inaspettatamente, inoltre, compare tra gli attori anche il bassista dei Red Hot Chili Peppers Flea, nei panni del viscido Needles. Un seguito di Ritorno al futuro non era affatto nei progetti di Zemeckis & co., tanto che se avessero immaginato le intenzioni degli studios non avrebbero mai concluso il primo film facendo salire in macchina con Doc e Marty anche Jennifer (non a caso, la poveraccia viene messa ko all’inizio di Ritorno al futuro – Parte II e non si vede per più di metà film); stantibus rebus hanno ovviamente deciso di essere parte integrante della cosa, tanto che Ritorno al futuro – Parte III, come si evince dal teaser integrato nel finale, è stato girato contemporaneamente al secondo capitolo della saga. Inutile aggiungere quindi che, se Ritorno al futuro – Parte II vi fosse piaciuto, converrebbe recuperare l’intera, bellissima trilogia. ENJOY!
Trama: Doc torna nel 1985 e convince Marty ad andare nel futuro per impedire un avvenimento che distruggerebbe la famiglia del ragazzo. E' solo l'inizio di una serie di disavventure che porterà di nuovo i nostri eroi a spasso per le epoche...
Ritorno al futuro rimane un film storico e il capitolo della saga a cui sono più affezionata, ma la Parte II è un grandissimo esempio di come, se diretti e sceneggiati con accortezza, anche i sequel possono essere dei capolavori. Nonostante il difficile argomento trattato e gli innumerevoli salti temporali che caratterizzano la pellicola, Ritorno al futuro - Parte II è perfettamente collegato al film precedente (da cui riprende un paio di sequenze chiave e persino un paio di dettagli che sicuramente ad una prima visione sono impossibili da cogliere) e riesce ad approfondire alcuni aspetti dei personaggi che abbiamo imparato ad amare, anche in maniera non del tutto positiva: per esempio, abituati come eravamo a considerare Marty un ragazzo forte e dinamico, ce lo ritroviamo nel futuro quasi più sfigato del padre, prostrato dalla sua tendenza a cadere nei tranelli di chiunque gli dia del codardo e con una famiglia a dir poco disastrata. Inoltre, scorazzando tra le epoche, gli sceneggiatori giocano ironicamente sia con quello che conoscevamo dei protagonisti del primo film, sia con i simboli dell'epoca in cui è stato girato che, nel futuro prossimo, diventano dei pezzi da museo come il pupazzetto di Roger Rabbit o l'ennesimo episodio de Lo Squalo.
Come trama, quindi, la Parte II si distacca poco da Ritorno al futuro e il meccanismo rimane sempre lo stesso, sia per quanto riguarda i viaggi temporali sia per i villain (anzi, IL villain) che si ripropongono più o meno sempre identici nel corso delle epoche. Se il tono della pellicola precedente era però più ingenuo e scanzonato, questa fa il verso agli apocalittici film di fantascienza che imperversavano in quegli anni e a tratti diventa più cupa ed intricata del capostipite, con i paradossi temporali che rischiano di diventare assai pericolosi, addirittura mortali. Incredibile il lavoro tecnico alle spalle del film, visto che parecchie scene vengono ricreate identiche a quelle di Ritorno al futuro (pensate anche solo ai costumi: nella scena del ballo pare fosse stata solo Lea Thompson a conservare l'abito, gli altri sono stati ricreati per l'occasione...) e visto che, spesso e volentieri, gli attori devono condividere la scena con i loro doppi, cosa possibile solo con degli effetti speciali più che validi che, tra l'altro, non risentono del passare del tempo. Gli attori offrono, come già nel primo capitolo, un'interpretazione convincentissima ed è impossibile non voler bene ai personaggi di Marty e Doc... in effetti, l'unico difetto che trovo al film è la mancanza di scene e battute destinate a diventare cult, ma la cosa viene ampiamente compensata dal geniale colpo di scena finale: il film si conclude infatti con un cliffhanger non da poco seguito dal trailer del terzo capitolo, che prometteva agli spettatori dell'epoca l'imminente conclusione della saga. Non oso immaginare come si saranno sentiti emozionati i fan seduti sulle poltroncine davanti ad una simile anticipazione.. io, sicuramente, quando avevo visto la videocassetta, mi ero fiondata ad affittare il terzo episodio, di cui troverete la recensione domenica.
Del regista Robert Zemeckis ho già parlato qui. Michael J. Fox (Marty), Christopher Lloyd (Doc Brown), Lea Thompson (Lorraine), Thomas F. Wilson (Biff Tannen/Griff), Elisabeth Shue (che interpreta Jennifer al posto della Claudia Wells del primo episodio, costretta a interrompere la carriera di attrice per stare vicina alla madre malata di cancro), Billy Zane (Match), Elijah Wood (irriconoscibile, interpreta uno dei bimbetti alle prese con il videogioco del bar anni ’80) e George “Buck” Flowers (il barbone) li trovate invece ai rispettivi link.
In questo sequel alcuni personaggi del primo film vengono interpretati da altri attori, è il caso della già citata Elisabeth Shue e anche di Jeffrey Weissman, che ha preso il ruolo di George McFly al posto di Crispin Glover (che peraltro, dopo essere stato sostituito a causa dell’esoso compenso richiesto per comparire nel sequel ha anche fatto causa ai realizzatori della pellicola per aver utilizzato alcune delle sue vecchie scene senza permesso). Inaspettatamente, inoltre, compare tra gli attori anche il bassista dei Red Hot Chili Peppers Flea, nei panni del viscido Needles. Un seguito di Ritorno al futuro non era affatto nei progetti di Zemeckis & co., tanto che se avessero immaginato le intenzioni degli studios non avrebbero mai concluso il primo film facendo salire in macchina con Doc e Marty anche Jennifer (non a caso, la poveraccia viene messa ko all’inizio di Ritorno al futuro – Parte II e non si vede per più di metà film); stantibus rebus hanno ovviamente deciso di essere parte integrante della cosa, tanto che Ritorno al futuro – Parte III, come si evince dal teaser integrato nel finale, è stato girato contemporaneamente al secondo capitolo della saga. Inutile aggiungere quindi che, se Ritorno al futuro – Parte II vi fosse piaciuto, converrebbe recuperare l’intera, bellissima trilogia. ENJOY!
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giovedì 13 giugno 2013
WE, Bolla! del 13/06/2013
Buon giovedì a tutti! Settimana cinematografica moscia, almeno dalle mie parti, con i prodromi della morìa estiva che già stanno affacciandosi pericolosamente. Vediamo quindi cosa ci riservano le poche uscite... ENJOY!!
Star Trek – Into Darkness
Reazione a caldo: a-ha…
Bolla, rifletti!: come ho detto qui, non ho mai guardato nulla relativo a Star Trek, non comincerò sicuramente con questo film. Però spero davvero possa soddisfare tutti i fan della serie! (P.S. Muze mi da una percentuale di compatibilità pari al 90%, quindi tanto male non dovrebbe essere... almeno secondo i miei gusti!)
Il fondamentalista riluttante
Reazione a caldo: hmmm…
Bolla, rifletti!: anche di questa pellicola ho già avuto modo di parlare. Liev Schreiber e Kiefer Sutherland in un unico film, che potrebbe non essere così mattone come parrebbe di primo acchito. Se trovo qualche folle disposto ad accompagnarmi mi ci butto!
Il cinema d’élite, invece, ripropone in replica Quando meno te lo aspetti, Zero Dark Thirty e Il lato positivo. Due film, gli ultimi, che devo ancora recuperare quindi potrebbe essere la settimana buona!
Star Trek – Into Darkness
Reazione a caldo: a-ha…
Bolla, rifletti!: come ho detto qui, non ho mai guardato nulla relativo a Star Trek, non comincerò sicuramente con questo film. Però spero davvero possa soddisfare tutti i fan della serie! (P.S. Muze mi da una percentuale di compatibilità pari al 90%, quindi tanto male non dovrebbe essere... almeno secondo i miei gusti!)
Il fondamentalista riluttante
Reazione a caldo: hmmm…
Bolla, rifletti!: anche di questa pellicola ho già avuto modo di parlare. Liev Schreiber e Kiefer Sutherland in un unico film, che potrebbe non essere così mattone come parrebbe di primo acchito. Se trovo qualche folle disposto ad accompagnarmi mi ci butto!
Il cinema d’élite, invece, ripropone in replica Quando meno te lo aspetti, Zero Dark Thirty e Il lato positivo. Due film, gli ultimi, che devo ancora recuperare quindi potrebbe essere la settimana buona!
martedì 11 giugno 2013
Behind the Candelabra (2013)
Quest’anno ho seguito sporadicamente il Festival di Cannes ma qualcosa ha comunque attirato la mia attenzione, come la notizia che Michael Douglas, uscito vittorioso dalla battaglia contro la malattia, ha rischiato di portarsi a casa la Palma d’oro come miglior attore per il film TV Behind the Candelabra, diretto da Steven Soderbergh e tratto dall’autobiografia Behind the Candelabra: My Life With Liberace di Scott Thorson. Incuriosita, ho deciso di dare un’occhiata…
Trama: il giovane Scott Thorson conosce il famosissimo pianista Liberace che, nonostante la differenza di età, si invaghisce di lui e lo prende in casa come amante e tuttofare. La turbolenta relazione va avanti per anni, tra plastiche facciali, droga e capricci…
Behind the Candelabra è un film scandaloso. Nel senso che è uno scandalo averlo relegato al circuito televisivo e avergli rifiutato la distribuzione cinematografica perché “troppo gay”, come ha dichiarato uno stupito Soderbergh. A maggior ragione, è scandaloso per un pubblico italiano: quando ci va bene, le nostre produzioni televisive contemplano la presenza di Beppe Fiorello e un uso banalmente professionale della cinepresa, mentre in America si beccano una tripletta di pezzi grossi mica da ridere e una pellicola che non sfigurerebbe tra i premiati alla prossima notte degli Oscar, un gioiellino che a tratti mi ha ricordato il meraviglioso Angels in America. Certo, ammetto di aver fatto fatica a sopportare i primi 20 minuti di Behind the Candelabra ma non tanto per l’argomento trattato, quanto per il personaggio di Liberace, un viscido, megalomane e leppegoso incrocio tra Elton John e Malgioglio. Se considerate che la sottoscritta, da bambina, era innamorata persa del Michael Douglas versione All’inseguimento della pietra verde, potete tranquillamente immaginare lo shock che ho subito vedendolo conciato come la Regina, circondato da orridi barboncini, con una capigliatura improponibile persino per Baudo e la voce da peppia isterica, aggravata dalla “R” moscia alla Elmer Fudd. Un annullamento totale in un personaggio scomodo, un'interpretazione che conferma la grandezza di un attore che, all'alba dei 70 anni, ha ancora voglia di mettersi in gioco e stupire alla faccia del cancro che ha minacciato la sua vita (per quanto spari comunque parecchie meenchiate: il cancro lo avrebbe provocato il sesso orale? Da quando la patata è radioattiva? La prossima vita fuma meno sigarette, vah...).
Behind the Candelabra, dunque, andrebbe visto anche solo per Michael Douglas, ma la verità è che il biopic in sé prende da morire. Soderbergh, infatti, ha deciso di trattare questa vicenda fatta di bassezza morale e artisti megalomani con il tono ironico che meritava, senza lesinare sequenze al limite del trash che tuttavia non stonano affatto, anzi, rendono perfettamente il clima d'ipocrisia che regnava nello show business di fine anni '70: Liberace è palesemente gay ma è circondato da uno stuolo di cupi avvocati e collaboratori dall'aspetto quasi mafioso (tra i quali spicca un Dan Aykroyd in formissima) che, distribuendo soldi e "consigli" a destra e manca, riescono a mettere a tacere tutti i pettegolezzi e a soddisfare ogni vizio del capriccioso artista. Tra lustrini, paillettes, gioielli, la casa di Zsa Zsa Gabor sontuosamente trasformata nel santuario di Liberace, ragazzetti dalle chiappe sode che non vedono l'ora di venire "scoperti" dal vecchio marpione, numeri musicali in perfetto Las Vegas style, tutto appare nuovo, ricco e bello se filtrato dall'occhio innocente del campagnolo Scott, interpretato da un Matt Damon imparrucchinato ma perfetto. Mano a mano che la storia prosegue, però, ci viene mostrato quello che si nasconde "dietro il candelabro" e cambia anche il punto di vista del ragazzo, che viene letteralmente plasmato (e rovinato) nella carne e nello spirito da Liberace, così che tutto il torbido dell'ambiente viene a galla, ricollegandosi agli assai meno innocenti anni '80, travolti dal nero spettro dell'AIDS. Depravazione a bizzeffe, dunque, ma anche amore e idealizzazione di una figura che, probabilmente, a noi italiani non dirà nulla ma che ha sicuramente segnato un'epoca negli USA: la sequenza finale, pacchianissima ma assolutamente geniale, palesa tutti i sentimenti del protagonista verso colui che ne è diventato amante, amico, fratello e padre, una figura talmente fuori dagli schemi e megalomane da trascendere la sua natura di essere umano e trasformarsi in icona anche agli occhi di chi si è illuso di averlo conosciuto davvero.
Se Michael Douglas è incredibile e Soderbergh si da indubbiamente da fare con la macchina da presa, realizzando persino un'onirica sequenza in bianco e nero, la bellezza di Behind the Candelabra risiede però anche nell'incredibile attenzione dedicata alle scenografie e, soprattutto, ai costumi e al make up: nel corso della pellicola Matt Damon cambia gradualmente da ragazzotto belloccio quasi sovrappeso ad azzimato figurino devastato dalla chirurgia plastica, mentre un trashissimo e meraviglioso Rob Lowe sperimenta sulla sua pelle la "cura Joan Crawford" che lo rende un inespressivo e tiratissimo dottorino impossibilitato persino a chiudere le palpebre. I costumi riprendono fedelmente le fantasmagoriche mise indossate dal vero Liberace, tra cui una pelliccia di volpe con lo strascico lungo quasi 5 metri e tempestata di cristalli, ma l'accessorio che ho preferito in assoluto è l'imbarazzante, vergognosissimo SPEEDO col pacco incrostato di strass indossato da Matt Damon in una delle scene cult, che potete vedere nella foto che segue. Nulla da dire sul six pack, tanta roba. Deliri a parte, se cercate un prodotto veramente ben diretto, ben recitato e ben realizzato e non vi scandalizzano scene pesantemente omoerotiche al limite della pedofilia, Behind the Candelabra è il film che fa per voi!
Del regista Steven Soderbergh ho già parlato qui. Matt Damon (Scott Thorson), Dan Aykroyd (Seymour Heller) e David Koechner (l’avvocato) li trovate invece ai rispettivi link.
Michael Douglas interpreta Liberace. Grandissimo attore americano, lo ricordo per film come i meravigliosi All’inseguimento della pietra verde e Il gioiello del Nilo, Attrazione fatale, Black Rain – Pioggia sporca, Wall Street (con il quale ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista), La guerra dei Roses, Basic Instinct, Un giorno di ordinaria follia, Spiriti nelle tenebre, The Game – Nessuna regola, Delitto perfetto, Traffic, Tu io e Dupree e Wall Street – Il denaro non dorme mai; inoltre, ha partecipato alla serie Will & Grace e doppiato un episodio di Phineas & Ferb. Anche produttore e regista, ha 69 anni e quattro film in uscita.
Scott Bakula interpreta Bob Black. Americano, ha partecipato a film come Signore delle illusioni, American Beauty, Source Code e alle serie Matlock, Desperate Housewives e Two and a Half Men. Anche produttore e regista, ha 59 anni e due film in uscita.
Rob Lowe (vero nome Robert Hepler Lowe) interpreta il Dottor Jack Startz. Americano, ha partecipato a film come I ragazzi della 56ma strada, Hotel New Hampshire, Sant’Elmo’s Fire, Fusi di testa, L’ombra dello scorpione, Austin Powers, Austin Powers – La spia che ci provava, Austin Powers in Goldmember e ha doppiato un episodio de I Griffin. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 49 anni e un film in uscita.
Nonostante io sia rimasta scioccata alla vista di un Michael Douglas che si atteggiava come l’ultima delle culandre pazze, poteva andare peggio perché per il ruolo di Liberace era stato interpellato anche Robin Williams. Non so se sarei riuscita a sopportare la distruzione di un mio mito dell’infanzia, giuro. A parte questo, se Behind the Candelabra vi dovesse piacere, cercate anche J.Edgar e The Aviator. ENJOY!!
Trama: il giovane Scott Thorson conosce il famosissimo pianista Liberace che, nonostante la differenza di età, si invaghisce di lui e lo prende in casa come amante e tuttofare. La turbolenta relazione va avanti per anni, tra plastiche facciali, droga e capricci…
Behind the Candelabra è un film scandaloso. Nel senso che è uno scandalo averlo relegato al circuito televisivo e avergli rifiutato la distribuzione cinematografica perché “troppo gay”, come ha dichiarato uno stupito Soderbergh. A maggior ragione, è scandaloso per un pubblico italiano: quando ci va bene, le nostre produzioni televisive contemplano la presenza di Beppe Fiorello e un uso banalmente professionale della cinepresa, mentre in America si beccano una tripletta di pezzi grossi mica da ridere e una pellicola che non sfigurerebbe tra i premiati alla prossima notte degli Oscar, un gioiellino che a tratti mi ha ricordato il meraviglioso Angels in America. Certo, ammetto di aver fatto fatica a sopportare i primi 20 minuti di Behind the Candelabra ma non tanto per l’argomento trattato, quanto per il personaggio di Liberace, un viscido, megalomane e leppegoso incrocio tra Elton John e Malgioglio. Se considerate che la sottoscritta, da bambina, era innamorata persa del Michael Douglas versione All’inseguimento della pietra verde, potete tranquillamente immaginare lo shock che ho subito vedendolo conciato come la Regina, circondato da orridi barboncini, con una capigliatura improponibile persino per Baudo e la voce da peppia isterica, aggravata dalla “R” moscia alla Elmer Fudd. Un annullamento totale in un personaggio scomodo, un'interpretazione che conferma la grandezza di un attore che, all'alba dei 70 anni, ha ancora voglia di mettersi in gioco e stupire alla faccia del cancro che ha minacciato la sua vita (per quanto spari comunque parecchie meenchiate: il cancro lo avrebbe provocato il sesso orale? Da quando la patata è radioattiva? La prossima vita fuma meno sigarette, vah...).
Behind the Candelabra, dunque, andrebbe visto anche solo per Michael Douglas, ma la verità è che il biopic in sé prende da morire. Soderbergh, infatti, ha deciso di trattare questa vicenda fatta di bassezza morale e artisti megalomani con il tono ironico che meritava, senza lesinare sequenze al limite del trash che tuttavia non stonano affatto, anzi, rendono perfettamente il clima d'ipocrisia che regnava nello show business di fine anni '70: Liberace è palesemente gay ma è circondato da uno stuolo di cupi avvocati e collaboratori dall'aspetto quasi mafioso (tra i quali spicca un Dan Aykroyd in formissima) che, distribuendo soldi e "consigli" a destra e manca, riescono a mettere a tacere tutti i pettegolezzi e a soddisfare ogni vizio del capriccioso artista. Tra lustrini, paillettes, gioielli, la casa di Zsa Zsa Gabor sontuosamente trasformata nel santuario di Liberace, ragazzetti dalle chiappe sode che non vedono l'ora di venire "scoperti" dal vecchio marpione, numeri musicali in perfetto Las Vegas style, tutto appare nuovo, ricco e bello se filtrato dall'occhio innocente del campagnolo Scott, interpretato da un Matt Damon imparrucchinato ma perfetto. Mano a mano che la storia prosegue, però, ci viene mostrato quello che si nasconde "dietro il candelabro" e cambia anche il punto di vista del ragazzo, che viene letteralmente plasmato (e rovinato) nella carne e nello spirito da Liberace, così che tutto il torbido dell'ambiente viene a galla, ricollegandosi agli assai meno innocenti anni '80, travolti dal nero spettro dell'AIDS. Depravazione a bizzeffe, dunque, ma anche amore e idealizzazione di una figura che, probabilmente, a noi italiani non dirà nulla ma che ha sicuramente segnato un'epoca negli USA: la sequenza finale, pacchianissima ma assolutamente geniale, palesa tutti i sentimenti del protagonista verso colui che ne è diventato amante, amico, fratello e padre, una figura talmente fuori dagli schemi e megalomane da trascendere la sua natura di essere umano e trasformarsi in icona anche agli occhi di chi si è illuso di averlo conosciuto davvero.
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| Un irriconoscibile Rob Lowe si prepara alla vista della sconvolgente foto-Speedo.. |
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| Buon Dio...! |
Michael Douglas interpreta Liberace. Grandissimo attore americano, lo ricordo per film come i meravigliosi All’inseguimento della pietra verde e Il gioiello del Nilo, Attrazione fatale, Black Rain – Pioggia sporca, Wall Street (con il quale ha vinto l’Oscar come miglior attore protagonista), La guerra dei Roses, Basic Instinct, Un giorno di ordinaria follia, Spiriti nelle tenebre, The Game – Nessuna regola, Delitto perfetto, Traffic, Tu io e Dupree e Wall Street – Il denaro non dorme mai; inoltre, ha partecipato alla serie Will & Grace e doppiato un episodio di Phineas & Ferb. Anche produttore e regista, ha 69 anni e quattro film in uscita.
Scott Bakula interpreta Bob Black. Americano, ha partecipato a film come Signore delle illusioni, American Beauty, Source Code e alle serie Matlock, Desperate Housewives e Two and a Half Men. Anche produttore e regista, ha 59 anni e due film in uscita.
Rob Lowe (vero nome Robert Hepler Lowe) interpreta il Dottor Jack Startz. Americano, ha partecipato a film come I ragazzi della 56ma strada, Hotel New Hampshire, Sant’Elmo’s Fire, Fusi di testa, L’ombra dello scorpione, Austin Powers, Austin Powers – La spia che ci provava, Austin Powers in Goldmember e ha doppiato un episodio de I Griffin. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 49 anni e un film in uscita.
Nonostante io sia rimasta scioccata alla vista di un Michael Douglas che si atteggiava come l’ultima delle culandre pazze, poteva andare peggio perché per il ruolo di Liberace era stato interpellato anche Robin Williams. Non so se sarei riuscita a sopportare la distruzione di un mio mito dell’infanzia, giuro. A parte questo, se Behind the Candelabra vi dovesse piacere, cercate anche J.Edgar e The Aviator. ENJOY!!
lunedì 10 giugno 2013
Get Babol! #67
Buon lunedì a tutti!! Dopo i dovuti festeggiamenti per i 50 anni di Johnny Depp, è giunto il momento di vedere cosa uscirà in America questa settimana... e questa volta non mi è servito il sito GetGlue per i consiglii, perché queste due pellicole non le perderei per niente al mondo!! ENJOY!!
Man of Steel
Di Zack Snyder
Con Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon
Trama (da Imdb): Un giovane giornalista è costretto ad affrontare la sua segreta origine extraterrestre quando la Terra viene invasa dai membri della sua specie.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti X-Men Origins: Wolverine, Superman e Iron Man 3. Come ben ricorda il sito, sono molto affezionata ai Superman con il compianto Christopher Reeve, perché sono quelli che mi hanno cresciuta. Ho tranquillamente snobbato i remake recenti, eppure guardando il trailer di L'uomo d'acciaio (titolo con cui verrà distribuita la pellicola in Italia a partire dal 20 giugno), soprattutto il primo, con quella musica epica e stupenda, mi è venuta una voglia matta di andarlo a vedere. Sperando che Zack Snyder mi regali il nuovo Watchmen e non una ciofeca come Sucker Punch. E sperando che quel minkiafritta di David S. Goyer non scodelli una sceneggiatura alla Il mai nato.
This is the End
Di Evan Goldberg e Seth Rogen
Con James Franco, Seth Rogen, Jay Baruchel
Trama (da Imdb): Durante una festa a casa di James Franco, Seth Rogen, Jay Baruchel e altre celebrità devono affrontare l'apocalisse.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Benvenuti a Zombieland, Una notte da leoni e Tropic Thunder. Se anche non me l'avesse consigliato, questo era impossibile da perdere. Innanzitutto perché c'è Seth Rogen, che adoro, poi perché compaiono Emma Watson e Christopher Mintz-Plasse; inoltre, il trailer è esilarante e se schiatta Rihanna tanto meglio! In due parole, so già che sarà una belinata, ma è una di quelle belinate che mi attirano... e per una volta verrà anche distribuito in Italia (anche se... vedere un film simile doppiato è perfettamente inutile)! Con l'indegno titolo Facciamola finita, il 18 luglio. Incrocio le dita sperando che James Franco, Emma Watson e Rihanna siano nomi di richiamo commerciale anche dalle nostre parti, ché chi non s'ammazza di film non ha nemmeno idea di chi siano Seth Rogen e Jay Baruchel.
Man of Steel
Di Zack Snyder
Con Henry Cavill, Amy Adams, Michael Shannon
Trama (da Imdb): Un giovane giornalista è costretto ad affrontare la sua segreta origine extraterrestre quando la Terra viene invasa dai membri della sua specie.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti X-Men Origins: Wolverine, Superman e Iron Man 3. Come ben ricorda il sito, sono molto affezionata ai Superman con il compianto Christopher Reeve, perché sono quelli che mi hanno cresciuta. Ho tranquillamente snobbato i remake recenti, eppure guardando il trailer di L'uomo d'acciaio (titolo con cui verrà distribuita la pellicola in Italia a partire dal 20 giugno), soprattutto il primo, con quella musica epica e stupenda, mi è venuta una voglia matta di andarlo a vedere. Sperando che Zack Snyder mi regali il nuovo Watchmen e non una ciofeca come Sucker Punch. E sperando che quel minkiafritta di David S. Goyer non scodelli una sceneggiatura alla Il mai nato.
This is the End
Di Evan Goldberg e Seth Rogen
Con James Franco, Seth Rogen, Jay Baruchel
Trama (da Imdb): Durante una festa a casa di James Franco, Seth Rogen, Jay Baruchel e altre celebrità devono affrontare l'apocalisse.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Benvenuti a Zombieland, Una notte da leoni e Tropic Thunder. Se anche non me l'avesse consigliato, questo era impossibile da perdere. Innanzitutto perché c'è Seth Rogen, che adoro, poi perché compaiono Emma Watson e Christopher Mintz-Plasse; inoltre, il trailer è esilarante e se schiatta Rihanna tanto meglio! In due parole, so già che sarà una belinata, ma è una di quelle belinate che mi attirano... e per una volta verrà anche distribuito in Italia (anche se... vedere un film simile doppiato è perfettamente inutile)! Con l'indegno titolo Facciamola finita, il 18 luglio. Incrocio le dita sperando che James Franco, Emma Watson e Rihanna siano nomi di richiamo commerciale anche dalle nostre parti, ché chi non s'ammazza di film non ha nemmeno idea di chi siano Seth Rogen e Jay Baruchel.
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