venerdì 24 ottobre 2014

Zombie Ass: The Toilet of the Dead (2011)

Alla fine non ce l'ho fatta a stargli lontano. In preda a un'inspiegabile follia ho deciso di guardare Zombie Ass: The Toilet of the Dead (ゾンビアス - Zonbi Asu), diretto e co-sceneggiato nel 2011 dal regista Noboru Iguchi. E ringraziatemi che ho messo nel post le immagini meno disgustose...!


Trama: un gruppo di ragazzi va in gita in un bosco, alla ricerca di una miracolosa tenia in grado di fare dimagrire. Si ritroveranno a dover affrontare degli zombie e, ancor peggio, i peculiari effetti collaterali causati dall'ingerimento della suddetta tenia...


Non chiedetemi di fare un post serio su Zombie Ass perché non ce la posso fare. Non chiedetemi di farmi piacere una roba simile, venendo incontro alla sua natura di commedia horror perché il film di Iguchi travalica non solo ogni limite del buon gusto ma anche ogni limite della demenza cinematografica. Non chiedetemi di apprezzare il nonsense nipponico perché qui credo che anche gli spettatori giapponesi avranno gettato la spugna. Zombie Ass, come si evince dal titolo, è CACCA. Questa parola verrà ripetuta più volte nel post e mi dispiace ma alla fine parliamo di zombie che stanno nella CACCA, di gente che cerca di fare la CACCA spetezzando a destra e a manca, di scolarette che si suicidano perché colte nell'atto di scorreggiare e di sorelle che cercano di vendicarle facendo la stessa identica cosa (scorreggiare dico, non suicidarsi). Se non vi fosse chiaro il concetto espresso da Iguchi (già accennato nel corto girato per The ABCS of Death) di come una scorreggia potrebbe salvare il mondo attraverso un atto di deliberato rifiuto della purezza insita in ogni donnina perbene (giuro), ribadito con l'ausilio di mirabolanti riprese di chiuli seduti su un cesso o di zombie che uccidono col chiulo (ri-giuro), il regista fin dall'inizio vi aiuterà a comprendere e fissarvi in testa il concetto grazie al balletto di una modella che spara flash dal chiulo. Non vi bastassero CACCA, scoregge, chiuli e affini sappiate che c'è anche gente che vomita a spruzzo, persone che limonano in un turbinio di lingue e bava, perette, gente che ingoia parassiti giganti, scoregge che si trasformano in demoni e non mancano i momenti "jappopippa" sconfinanti nella pedofilia, dove due efebiche signorine ignude si abbracciano lamentose e piangenti oppure mostrano mutandine o pezzi di seno (scusate, capezzoli. Il seno devono ancora svilupparlo o non lo svilupperanno mai, mi sa. E ovviamente l'unica tettona è una stronza di prim'ordine).


Voi direte ora: belin Bolla ma fa ridere! Ma sì, Zombie Ass scatena la risata isterica perché è girato da cani e recitato peggio, gli attori (che mi chiedo quale cachet possano avere preteso per stroncarsi la carriera in questo modo!) sono uno più inguardabile dell'altro, soprattutto i due "affascinantissimi" uomini del gruppo, i dialoghi recuperati dai sottotitoli italiani regalano perle come "Uomini merda!! Percepisco un'alta concentrazione di merda" (percepisci?? Sei Junior??), inoltre bisogna apprezzare la cattiveria di uno che trasforma gli uomini in zombie e poi, non pago, li getta nelle latrine ricoprendoli di CACCA... ma il problema di fondo, lo avrete capito, è che Zombie Ass fa più schifo che ridere, tanto che mi ha rivoltato lo stomaco quasi ai livelli dello Human Centipede. Sì, lo so che il gore è da cartone animato e palesemente realizzato con una pessima CG, infatti questo aspetto della pellicola non mi ha fatto né caldo né freddo; no, quello che mi ha letteralmente saturata sono le lunghissime sequenze in cui 'sti maledetti vermi si infilano negli orifizi altrui, vedere gente che caga di lungo o che mangia roba disgustosa e assistere all'interminabile trasformazione di una vajassa in un mostro che avrebbe indotto al suicidio le più brutte creature mai realizzate per i Power Rangers. Ho cercato di ovviare alla crescente voglia di vomitare distraendomi con la ferale domanda "E se Noboru Iguchi avesse preso le redini della serie The Walking Dead?", cercando di figurarmi Daryl con la balestra caricata a supposte e Michonne che va al cesso armata di Katana mentre Rick, come sempre, minaccia a vanvera le tenie zannute e sono arrivata alla conclusione che The Walking Fart non sarebbe durato neanche una stagione. E che forse neanche il David Cronenberg degli esordi avrebbe concepito una nuova carne fatta di CACCA. Non so neanche se Zombie Ass potrebbe finire nel silos di Elio. Da par mio, spero solo di non rivederlo mai più nella vita!!!!

Noboru Iguchi è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Giapponese, ha diretto film come The Machine Girl, Robo-Geisha, Mutant Girls Squad, Dead Sushi e un segmento di The ABCs of Death. Anche attore e produttore, ha 45 anni.


Arisa Nakamura, che interpreta Megumi, ha partecipato anche all'episodio F is for Fart di The ABCs of Death, sempre diretto da Iguchi, nonché a Last Quarter, tratto dal manga Ultimi raggi di luna di Ai Yazawa. Detto questo, se Zombie Ass vi fosse piaciuto... no, niente, non esistono film simili. Al limite, se siete curiosi, recuperate gli altri titoli di Iguchi e auguri!! ENJOY!

giovedì 23 ottobre 2014

(Gio)WE, Bolla! del 23/10/2014

Buon giovedì a tutti!! Come immaginavo, questa settimana dominano i Guardiani della Galassia e Robert Downey Jr., col risultato che Boyhood dalle mie parti non s'è visto neanche per sbaglio. Oltre al danno dell'anteprima romana a cui non sono (per ovvi motivi!) potuta andare si aggiunge anche la beffa di non vederlo distribuito qui. Lancio quindi un bel BaBBanGulo assieme al solito... ENJOY!

I guardiani della galassia
Reazione a caldo: Uga-chacka, uga uga uga-chacka!
Bolla, rifletti!: A parte che l'uscita italiana è stata rimandata talmente tanto che l'hype è sceso a livelli ormai minimi, vorrete mica che mi lasci scappare un film Marvel diretto da James Gunn con Bautista e un procione parlante per protagonisti? Ovviamente no, spero di riuscire ad andare a vederlo già in settimana!!

Soap Opera
Reazione a caldo: Ma anche no!
Bolla, rifletti!: Dal regista di La peggior settimana della mia vita e Il peggior Natale della mia vita arriva Il peggior film della settimana. Non aggiungo altro, su.

The Judge
Reazione a caldo: Sbav!!
Bolla, rifletti!: Neanche a dirlo, lo "sbav!" è interamente dedicato a Robert Downey Jr. perché purtroppo il film in sé mi sembra il trionfo del cliché, buono giusto per un recupero casalingo basato sull'adorazione di Robertino bello. 

Anche il cinema d'élite (ORRORE!!) snobba Boyhood, preferendo lasciare spazio all'Italia...

Buoni a nulla
Reazione a caldo: Mah...
Bolla, rifletti!: Storia di un uomo che deve imparare a farsi valere, schiacciato dalla sua eccessiva mitezza, Buoni a nulla potrebbe anche essere un film piacevole, poi a me Marco Marzocca fa sempre tanta simpatia. Magari lo recupererò in futuro!

mercoledì 22 ottobre 2014

Un milione di modi per morire nel West (2014)

E' uscito questa settimana nelle sale italiane, abbastanza in sordina a dir la verità, l'ultimo film diretto e co-sceneggiato dal creatore de I Griffin Seth MacFarlane, ovvero Un milione di modi per morire nel West (A Million Ways to Die in the West).


Trama: Albert Stark è un pastore codardo, assolutamente inadatto alla dura vita del west. La fidanzata Louise, stufa di avere a che fare con uno smidollato, decide di lasciarlo ed Albert cerca di riconquistarla con l'aiuto di Anna, una misteriosa pistolera nonché moglie di un terribile bandito...


Un milione di modi per morire nel West è, al pari di Ted, un puro divertissement, il capriccio di un attore e sceneggiatore abituato a stare dietro le quinte televisive che decide all'improvviso di mettersi in mostra assumendosi il ruolo di protagonista e regista. MacFarlane si era già ritrovato dietro la macchina da presa col già citato Ted, riuscito solo a metà, e con Un milione di modi per morire nel West realizza letteralmente uno one man show interamente al servizio della sua comicità, delle sue idiosincrasie e del suo senso del ridicolo. Ovviamente, MacFarlane non è Woody Allen e i suoi film risultano delle pallide copie de I Griffin: come già accadeva con Ted, infatti, anche la sua ultima fatica vive di parecchi momenti di stanca ravvivati da alcuni colpi di genio, perché le gag sono più meno le stesse della serie che ha fatto la fortuna di MacFarlane e funzionano nella mezz'ora di episodio, mentre  dilungate in due ore di film risultano fiaccherelle. La base di Un milione di modi di morire nel West, il concetto da cui è stato tratto il titolo, obiettivamente è simpatico e gioca su un escamotage molto amato dall'autore, ovvero quello di inserire un personaggio dalla mentalità MOLTO moderna, portatore di concetti ed idee tipici della nostra epoca, all'interno di un contesto "antico", in questo caso il West: abbiamo così il pastore che cerca di risolvere tutto con la parlantina piuttosto che con le pistole, che odia la Frontiera e che mette in guardia amici e conoscenti dal milione di modi assurdi in cui la gente rischiava di morire all'epoca, tra dottori, animali selvatici, incuria, ignoranza, violenza, sparatorie e quant'altro. Purtroppo la storia costruita attorno a quest'idea di base è la quintessenza della banalità, tanto che sappiamo già come si concluderà la vicenda di questo sfigato che cerca di riconquistare l'amata aiutato da un'altra donna, quindi quel che resta sono solo un paio di gag ben riuscite.


I punti di forza di Un milione di modi per morire nel West sono quindi lo humor nero e politicamente scorretto tipico di MacFarlane, il suo gusto per l'assurdo e la citazione (val la pena vedere il film solo per un paio di comparsate che non vi spoilero perché meritate di struggervi in lacrime di incredula commozione come ho fatto io!!), il talento per i numeri musicali e, ovviamente, la simpatia degli attori coinvolti. Purtroppo MacFarlane è belloccio e bravo ma se guardate il film chiudendo gli occhi di tanto in tanto, come ho fatto io, vi sembrerà spesso che a parlare sia il cane Brian alle prese con uno dei suoi logorroici monologhi e Liam Neeson è a dir poco sprecato, fuori parte al limite del ridicolo (Il fatto che Liam Neeson non mi sia piaciuto nel ruolo di Clinch rispecchia tra l'altro le parole di Peter Griffin nel sesto episodio della quinta stagione, "Drizza le orecchie", quando dice che senza la sua guida i figli sarebbero dei casi disperati, come se Liam Neeson interpretasse un cowboy americano), mentre se la cavano molto bene una Charlize Theron che sembra essersi divertita un sacco, il solito, adorabile Giovanni Ribisi e, ovviamente, un Neil Patrick Harris in formissima, che con la sua canzone dedicata ai baffi (per non parlare della fellatio al mustacchio!!) vince a man bassa surclassando tutti gli altri coinvolti, cattivissimo padre di Albert a parte. Vi dirò, purtroppo tutto questo e il fantasioso utilizzo di Tarzan Boy dei Baltimora potrebbero non bastare per farvi piacere Un milione di modi per morire nel West, soprattutto se visto al cinema, anche perché immagino l'inevitabile impoverimento del doppiaggio e dell'adattamento italiani; se siete fan sfegatati di MacFarlane e dei Griffin potreste anche trovarlo esilarante ma francamente io l'ho visto proprio come uno scherzone tirato troppo per le lunghe, piacevole ma niente più. I picchi di genialità raggiunti da un altro Seth in Facciamola finita sono ben lontani, ahimé.


Di Seth MacFarlane, regista, co-sceneggiatore e interprete di Albert, ho già parlato QUI. Charlize Theron (Anna), Amanda Seyfried (Louise), Liam Neeson (Clinch), Giovanni Ribisi (Edward), Neil Patrick Harris (Foy) e John Aylward (il pastore Wilson) ho già parlato ai rispettivi link.

Sarah Silverman interpreta Ruth. Americana, ha partecipato a film come Tutti pazzi per Mary, Heartbreakers - Vizio di famiglia, School of Rock, I Muppet e a serie come Greg the Bunny e Monk; inoltre, ha lavorato come doppiatrice per le serie Drawn Together, American Dad!, Robot Chicken, Futurama, I Simpson e per film come Ralph spaccatutto. Anche sceneggiatrice, produttrice e compositrice, ha 44 anni e due film in uscita.


A parte il paio di guest star veramente geniali che ho deciso di non spoilerare nel post, sappiate che tra le varie comparse figurano anche Ewan McGregor (in mezzo la folla che ride alle battute di Foy), Ryan Reynolds (che viene ucciso da Liam Neeson nel Saloon), Will Ferrel (è il dottore che fa nascere Albert), Patrick Stewart (presta la voce alle pecora dalle gambe lunghissime) e, nella versione Unrated, anche la bionda Penny Kaley Cuoco (che Albert cerca di rimorchiare in un negozio). Detto questo, se Un milione di modi per morire nel west vi fosse piaciuto recuperate anche Mezzogiorno e mezzo di fuoco. ENJOY!

martedì 21 ottobre 2014

Lupin e il tesoro di Anastasia (1992)

Vi mancavano le recensioni dei film di Lupin? Seh, come no! Io proseguo lo stesso imperterrita e oggi parlerò dello special TV Lupin e il tesoro di Anastasia (ルパン三世 ロシアより愛をこめて Rupan Sansei - Roshia yori ai o komete), diretto nel 1992 dal regista Osamu Dezaki.


Trama: Lupin e Jigen decidono di rubare un immenso tesoro in lingotti d'oro, un tempo appartenuto all'ultimo zar di Russia. Ad ostacolarli troveranno Zenigata, Fujiko e il monaco Rasputon...


Nonostante Lupin e il tesoro di Anastasia sia graficamente realizzato più o meno come gli ultimi due special televisivi che lo precedono (d'altronde il regista è lo stesso), quindi a vedersi non sia nulla di che, è sicuramente uno di quelli che preferisco e che ricordo con maggior piacere. Sarà perché le figure di Anastasia, erede dell'ultima dinastia di zar che la leggenda racconta essere sopravvissuta allo sterminio della sua famiglia, e di Rasputin, ambiguo consigliere di corte in odore di stregoneria, mi hanno sempre affascinata o sarà perché per tutto lo special il tasso di weird è esponenzialmente alto, sta di fatto che di Lupin e il tesoro di Anastasia avevo consumato la videocassetta all'epoca e mi sono divertita a riguardarlo in previsione di un post. Le due figure storiche di cui sopra vengono giusto nominate e servono da ispirazione ad un paio di personaggi nuovi che affiancano il cast principale, la bionda Judy e il finto monaco Rasputon. Judy è la tipica "seconda fiamma" di Lupin che, per contratto, dev'essere presente accanto a Fujiko in ognuno dei film dedicati al ladro gentiluomo e, in quanto tale, è caratterizzata da schifo (ma nasconde un segretone che verrà scoperto nel finale) mentre Rasputon concorre parecchio ad alzare il tasso di weird di cui parlavo in quanto il malvagio, gigantesco e porco monaco adora infilare l'indice negli orifizi facciali della gente senza un motivo particolare oppure uccidere gli avversari con poderosi colpi di dita in grado di sfondare persino le casse toraciche. A questi due personaggi principali si aggiunge anche una coppia di killer particolarmente sfigati e pasticcioni, legati da un rapporto a dir poco ambiguo che mi porta a fare un paio di considerazioni sull'atmosfera generale dello special.


Lupin e il tesoro di Anastasia, a fronte della solita storia in cui Lupin e Jigen puntano un tesoro, Fujiko li aiuta progettando il tradimento, Zenigata vaga cercando di arrestare la sua nemesi senza successo e Goemon cerca solitario l'illuminazione mentre diversi "cattivi" fanno di tutto per mettere i bastoni tra le ruote al gruppetto, aggiunge anche una componente vagamente gaYa. Il rapporto tra Jigen e Lupin o tra i due killer al giorno d'oggi potrebbe innocentemente venir definito bromance ma siccome all'inizio dello special si vedono palesemente due uomini in procinto di limonare (uno travestito da donna, giusto per rappresentare l'idea di "degrado" newyorkese che i giapponesi dovevano avere negli anni '90) non ne sarei troppo sicura. Di sicuro, Jigen parrebbe MOLTO infastidito dalle attenzioni che Lupin rivolge a Judy (che peraltro il pistolero ha visto seminuda senza battere ciglio...) nonché abbastanza schifato all'idea di fare coppia con Fujiko mentre i due killer risultano ancora più ambigui tra doccette, bagnetti, asciugamani striminziti che coprono giusto le pudenda e la sconcertante disperazione di uno davanti alla morte dell'altro; se a questo aggiungiamo la passione di Rasputon per gli orifizi altrui mi viene da fare un po' di psicologia d'accatto e pensare che lo sceneggiatore avesse bisogno di uscire dall'armadio e confessare qualche inclinazione particolare. Chissà. Sicuramente è interessante guardare certe cose con occhi "adulti" e trovare interpretazioni che non sarebbero mai passate per la mente del giovane spettatore ma è anche vero i film di Lupin sono già stati talmente censurati in Italia (e Lupin e il tesoro di Anastasia non fa eccezione!) che se qualche zelante sentinella in piedi leggesse il mio post farebbe carte false per chiedere di renderli direttamente illegali!


Del regista Osamu Dezaki ho già parlato QUI.

In Italia il film è conosciuto anche come Lupin III - Il tesoro degli zar mentre il titolo originale significa "Dalla Russia con amore" ed ripreso direttamente da un famosissimo film della saga 007; se Lupin e il tesoro di Anastasia vi fosse piaciuto potreste recuperarlo, magari per curiosità, altrimenti potete seguire QUESTO LINK e vedere se c'è qualche altra pellicola "lupinesca" che vi ispira. ENJOY!

domenica 19 ottobre 2014

We Are the Best! (2013)

Mica si può vivere di solo horror! Con questo pensiero in mente ho deciso di guardare We Are the Best! (Vi är bäst!), diretto e sceneggiato dal regista Lukas Moodysson a partire dalla graphic novel Never Goodnight della moglie Coco Moodysson.


Trama: Nella Svezia degli anni '80 le tredicenni Bobo e Klara sognano di mettere in piedi un gruppo punk. Con l'inaspettato aiuto della religiosissima coetanea Hedvig, le ragazzine intraprenderanno la strada verso il successo!


We Are the Best! è un piccolo, delizioso gioiellino che sfrutta un'atmosfera punkettona per raccontare il difficile mondo dell'adolescenza e gli ancor più difficili rapporti di amicizia tra ragazzine in piena pubertà. Bobo e Klara sono due ribelli, due "maschiacci" disadattati che cercano nel punk un modo per distinguersi e per protestare contro le compagnette di classe fatte con lo stampino, i professori che rompono le scatole, i ragazzi grandi che non le considerano, le famiglie disastrate e ovviamente i problemi del mondo esterno, come per esempio il nucleare che tanto preoccupa Klara. Quando le due, per il semplice desiderio di rompere le palle alla rockband titolare del circolo ricreativo che frequentano, decidono di fondare un gruppo punk pur non avendo idea di come si tenga in mano una chitarra, si ritrovano "costrette" a chiedere aiuto all'angelo biondo Hedvig, una ragazzina altrettanto problematica, costretta a vivere isolata dagli altri per colpa di una madre eccessivamente religiosa, che la tiene sotto una campana di vetro. Sarà ovviamente l'inizio di una bellissima amicizia, raccontata con toni disincantati e a tratti esilaranti (le tre ne combinano di tutti i colori!), con le rispettive e ben definite personalità delle protagoniste che si amalgamano alla perfezione per rendere più scoppiettante ed interessante una trama che è alla fine molto semplice e per nulla romanzata. Bobo, Klara e Hedvig non sono affatto tre geni della musica in erba col successo in pugno, anzi: nel corso della pellicola litigheranno, si scoraggeranno e si troveranno davanti problemi insormontabili, eppure in qualche modo tireranno avanti e faranno delle esperienze che le porteranno necessariamente a cambiare e a diventare, appunto, le migliori... almeno dal loro punto di vista, ovviamente!


Immancabile all'interno di un film dedicato al punk una colonna sonora piena di pezzi a me sconosciuti, in gran parte svedesi, ma indubbiamente calzanti con l'argomento trattato. Le tre ragazzine cantano una roba cattivissima dal testo inequivocabilmente "incazzato" (Odio lo sport!!) e i due fringuelli punkettusi che si contenderanno Bobo e Klara cantano un pezzo ancora più parodico ed imbarazzante (Brezhnev & Reagan Fuck Off!) ma a catturare è la bellissima versione acustica di un brano realmente esistente, Sex Noll Två dei KSMB, cantata dalla giovane attrice che interpreta Hedvig e, non me ne vogliano i puristi, molto più bella della versione originale. Tra l'altro, le ragazzine scelte per interpretare le protagoniste sono meravigliose, ognuna a modo loro. Bobo è goffa e bruttina, sembra davvero un maschietto, e mi ha tanto ricordato la mia adolescenza disagiata e piena di complessi, Klara è una stronzetta di prima categoria ma è anche un vulcano di idee, l'amica ideale per imbarcarsi in imprese folli, quanto a Hedvig, così adulta e posata, è il perfetto compendio in grado di dare equilibrio alle altre due, che altrimenti rischierebbero di mettersi le mani al collo: sfido chiunque guardi We Are the Best! a non farsi venire un minimo di magone quando Klara ed Hedvig consolano in bagno la povera Bobo, con la mano tagliata e sanguinante, abbracciandola e proteggendola come fosse la loro sorellina! Ed effettivamente We Are the Best! non parla solo di amiche, ma di sorelle il cui momento di massima gloria viene cristallizzato in un attimo di irripetibile trionfo. Un dito medio rivolto verso il mondo e la società, un urlo di innocente ribellione che non può fare altro, per una volta, che rendere lo spettatore più ottimista e carico di energia. E allora tutti a guardare We Are the Best!!

Lukas Moodysson (vero nome Karl Frederik Lukas Moodysson) è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Svedese, ha diretto film come Fucking Åmål - Il coraggio di amare. Anche produttore, costumista e compositore, ha 45 anni.


Ho provato a cercare su internet la graphic novel Never Goodnight di Coco Moodysson ma non sono riuscita a trovare nulla... se qualcuno di voi riuscisse ad indirizzarmi su qualche sito dove acquistarla/leggerla vi sarei molto grata! ENJOY!

venerdì 17 ottobre 2014

Bolla's Top 5: Mannaggia la pupazza!

Da quanto tempo non buttavo giù una top 5!! Ebbene, dopo la visione di Annabelle è giunto il momento di stilarne una relativa a ciò che mi terrorizza maggiormente in un film horror, ovvero bambole, pupazzi, manichini assassini o posseduti. Siccome la mia è una paura difficilmente sormontabile, non sono mai riuscita a vedere troppi film che sviscerassero palesemente l'argomento, quindi la classifica sarà necessariamente incompleta e viziata da questa fobia (avete notato che manca roba come Dolls - Bambole? Ecco, mai guarderei quella roba, neanche morta!) ma se volete sfidarmi e proporre qualche altro titolo... perché no? ENJOY!

5. Amityville Dollhouse
I puristi e i veri appassionati di horror diranno che è una belinata e non hanno torto, credo sia uno dei punti più bassi mai toccati dalla serie. Tuttavia all'epoca mi aveva messo addosso una discreta strizza anche perché, d'altronde, a me basta vedere bambole o simili per non capire più nulla!

Notare gli occhietti cattivi del pupazzetto...
4. Poltergeist - Demoniache presenze
Uno degli horror più belli mai girati, sicuramente il più bello di Tobe Hooper (anche se strilla Steven Spielberg!! in ogni fotogramma...). Già fa paura di per sé ma se a tutto il resto si aggiunge l'orrore di un terrificante clown su cui inevitabilmente si focalizza l'attenzione dello spettatore fin dall'inizio del film nell'attesa di un attacco, l'infarto diventa automatico. 


3. La casa 3 - GhostHouse
Qui vale la stessa cosa di Amityville. Gli esperti ve lo descriverebbero come un'incredibile caCCata ma io non guardo questo film dal 1993 (mi sembra di essere Bloch...) perché all'epoca mi aveva privata del sonno per parecchie notti, sia per il terribile pagliaccio che si portava appresso la malefica protagonista, sia per la nenia che accompagnava ogni sua apparizione. Il DVD è lì che mi guarda da anni e io gli sorrido, facendogli ogni sera il gesto dell'ombrello e rifiutando persino di toglierlo dal cellophane.


2. L'evocazione - The Conjuring /Annabelle
Per essere una novellina, la bambola Annabelle si è subito aggiudicata i primi posti della top 5. D'altronde, i momenti più terrificanti de L'evocazione sono quelli che la vedono protagonista, mentre Annabelle mi ha letteralmente annichilita per il terrore e sto cercando di dimenticarlo.


1. La bambola assassina
Il bambolotto Chucky è stato il mio primo, vero spauracchio, mi bastava guardare la copertina dei primi tre film per non dormire la notte! Col tempo ho imparato a volergli bene e ad apprezzarne la beffarda ironia ma non lasciatevi ingannare: se dovessi guardare La bambola assassina sola e al buio credo morirei, inoltre MAI mi avvicinerei a un pupazzo "Tipo Bello", neanche per sbaglio!



Altri mirabili esempi di pupazzi cinematografici malnati li trovate qui QUI mentre QUI trovate un bell'articolo di Hell che parla di VERE bambole maledette! ENJOY!

giovedì 16 ottobre 2014

WE, Bolla! del 16/10/2014

Buon giovedì a tutti!! Tanto per cambiare, questa settimana non è né bella né brutta, cinematograficamente parlando. Per i nostalgici, torna Capitan Harlock con L'arcadia della mia giovinezza mentre per i dementi come me il buon Seth MacFarlane racconta Un milione di modi per morire nel west ma purtroppo nessuna di queste due pellicole è approdata a Savona, quindi vediamo cosa offre il multisala. ENJOY!


Tutto può cambiare
Reazione a caldo: Hmmmm...
Bolla, rifletti!: Ma posso fidarmi di un film che vede Adam Levine dei Maroon 5 tra gli attori principali? Non lo so ma pare che questa storia di seconde possibilità musicali e sentimentali sia molto valida quindi potrei anche recuperarla...

Il giovane favoloso
Reazione a caldo: Mainaggioia!!!
Bolla, rifletti!: Ah, il povero Leopardi, emblema della NON gioia di vivere, gobbo, leppego, lui e le sue girelle... Il film a lui dedicato mi sa di mattonata incredibile o di trashata pazzesca, ancora non so decidere, ma sta di fatto che mi incuriosisce molto!! Peccato che NESSUNO mi accompagnerà a vederlo al cinema...

I due volti di gennaio
Reazione a caldo: Finalmente è uscito anche dalle mie parti!
Bolla, rifletti!: Saranno gli attori (adoro sia la Dunst che Mortensen), sarà per la trama un po' vintage e la messa in scena raffinata ma I due volti di gennaio è un film che mi ispira molto quindi potrebbe essere la scelta della settimana!!

Col cinema d'élite si vola in Francia!

La moglie del cuoco
Reazione a caldo: Mah.
Bolla, rifletti!: La commistione cibo/sentimenti mi ha un po' stufata, sono sincera. Vero è che l'insoddisfazione lavorativa con conseguente perdita di fiducia, stima e quant'altro è condivisibile e molto attuale, tuttavia preferisco dedicarmi ad altro!
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