Visualizzazione post con etichetta jason segel. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta jason segel. Mostra tutti i post

martedì 11 agosto 2026

Sul tuo cadavere (2026)


Qualche tempo fa ho guardato su Prime Video il film Sul tuo cadavere (Over Your Dead Body), diretto dal regista Jorma Taccone, nonché remake diretto del film The Trip. E siccome dall'uno all'altro cambia davvero poco, per l'occasione ho deciso di scrivere il remake del mio post dedicato al film di Wirkola, quindi non lamentatevi se vi sembra di averlo già letto.

TRAMA

Marito e moglie vanno in una baita isolata per un weekend, ognuno intenzionato a fare la pelle all'altro. Destino vuole, nella baita si nascondono due evasi e la guardia che li ha aiutati a fuggire di prigione, i quali scombineranno non poco i loro piani omicidi...

RECENSIONE

Un uomo e una donna si dichiarano amore eterno di fronte a un fondale posticcio, per poi tirare fuori un telefonino e ricordarsi a vicenda una qualche promozione. Non c’entra una fava col resto del film, a differenza del fine gioco metacinematografico imbastito da Wirkola nell’introduzione di The Trip; è solo per ribadire che Dan, protagonista di Sul tuo cadavere, è il René Ferretti della situazione, un regista fallito sia come artista sia come uomo che, dopo un unico film di successo, è finito a dirigere pubblicità pop-up per internet. Dan, in maniera assai goffa, con chiunque abbia la compiacenza di starlo ad ascoltare si prepara un alibi per l'imminente omicidio della moglie Lisa. L'idea è quella di andare nella baita dell'anziano padre e, con la scusa di una gita in montagna finita male, far fuori la donna, non fosse che, Shyamalan twist... anche Lisa ha accettato la proposta di un weekend in baita solo per fare fuori Dan! Insomma, i due si odiano e non c'è da stupirsi: quella che era nata come una storia d'amore tra artisti (Lisa è un'attrice fallita quanto Dan) è diventata una palude di risentimento, resa ancora più infida e profonda da debiti, tradimenti, bugie, e chi più ne ha più ne metta. Jorma Taccone e gli sceneggiatori Nick Kocher e Brian McElhaney (questi ultimi usciti dritti dalla commedia stile Saturday Night Live) rimettono in scena la rovina di un matrimonio tra due persone estremamente infantili, lui un’ameba che non si occuperebbe nemmeno delle parti più cruente di un eventuale omicidio, lasciandole ad altri perché disgustato dalla vista del sangue, e lei un grosso punto interrogativo, nel senso che l’unica cosa che la caratterizza è un pesantissimo accento aussie che Dan trova assai fastidioso. La situazione di "stallo" si risolve nel momento esatto in cui Dan e Lisa scoprono che la baita è diventata il rifugio di due evasi e una guardia carceraria corrotta e lì, ovviamente, le dinamiche si complicano.

A differenza di The Trip, che veniva definita dai più "commedia horror", Sul tuo cadavere rientra nella definizione di dark comedy. Questo perché l’elemento horror, presente nel film originale dal momento in cui le primissime interazioni con i tre evasi avevano un po’ il sapore del torture porn psicologico e lo stesso veleno che corrode Lars e Lisa offriva il gancio a momenti angoscianti, in Sul tuo cadavere è completamente assente. L’amore tra Dan e Lisa si rinfocola dopo pochissimo tempo, attraverso dialoghi “motivazionali” e strappalacrime, e i tre malviventi sono ancora più caricaturali rispetto ai loro corrispettivi norvegesi. L’aggiunta poi di un elemento femminile nel trio, nel tentativo di costruire un parallelismo tra la tossicità delle due storie “d’amore” presenti nel film, cade abbastanza nel vuoto, forse perché, là dove Timothy Oliphant sembra divertirsi un sacco, Juliette Lewis è ormai la sguaiata  caricatura di sé stessa. Manca, inoltre, l’elemento eversivo ed estremamente godurioso di una furia femminile scagliata contro lo schifo nazista, una rinascita del personaggio maschile che non passi attraverso il completo annullamento della damsel in distress (io amo Samara Weaving ma qui è troppo sottoutilizzata e, da un certo punto in poi, la sua Lisa fa poco o nulla mentre fortunatamente l’ormai irriconoscibile Jason Segel, che parte spaesato e fuori parte, si riprende verso il finale) e la conseguenza di tutto ciò è che anche l’elemento splatter che abbonda nella seconda parte del film risulta una fredda imitazione dell’originale, padre di Dan incluso. Sul tuo cadavere è dunque un film che consiglio a chi non ha mai visto The Trip, che trovate su Netflix, e a chi ama semplificarsi la vita con storie rimasticate per un pubblico americano, prive di qualsiasi ambiguità o elemento scomodo. Se il genere supercazzola sanguinolenta vi piace, vi aspettano due ore di divertimento che non rimpiangerete assolutamente!

CAST

Di Jason Segel (Dan), Samara Weaving (Lisa), Timothy Olyphant (Pete), Juliette Lewis (Allegra), Kumail Nanjiani (Hollywood Dan) ho già parlato ai rispettivi link.

  • Jorma Taccone è il regista del film. Americano, ha diretto film come Vite da popstar. Anche sceneggiatore, produttore, attore e compositore, ha 49 anni.

CURIOSITÀ

André Eriksen, che nel film originale interpretava Roy, compare nel finale di Sul tuo cadavere come la versione cinematografica di Todd. Se il film vi fosse piaciuto vi invito ovviamente a recuperare The Trip. ENJOY!

martedì 24 luglio 2018

Bad Teacher - Una cattiva maestra (2011)

Dopo una giornata non bellissima, uno vuole solo distendersi con una supercazzola e l'onore è toccato a Bad Teacher - Una cattiva maestra (Bad Teacher), diretto nel 2011 dal regista Jake Kasdan.


Trama: abbandonata sull'altare dal fidanzato, Elizabeth è costretta a tornare a insegnare benché sia solo interessata a fare soldi per pagarsi la plastica al seno e trovare così un ottimo partito. L'arrivo nel corpo docente del bel Scott scatenerà una guerra senza esclusione di colpi bassi tra lei e una collega...



Dopo tutti questi anni ho capito di non essere affatto brava a scrivere post sulle commedie. Non so mai cosa dire, nemmeno quando mi sono piaciute, come questo Bad Teacher. A mio avviso, per dirsi completamente riuscita, una commedia deve fare ridere ma anche riflettere, oppure ridere e basta, buttando il tutto in caciara; da quest'ultimo punto di vista, Bad Teacher è perfetto perché la protagonista rimane "malvagia" fino alla fine senza snaturarsi nemmeno per un secondo, al limite trovando un modo per incanalare la sua mancanza di peli sulla lingua e la sua esperienza di bellissima e grebanissima cercatrice di dote per migliorare (seppure di poco) la vita altrui. Per il resto, il film funziona perché immerge l'improbabile docente Elizabeth in un ambiente scolastico tutto zucchero, amore per gli studenti e insegnanti (d)ef(f)icienti, ché se l'avessero ambientato in una qualsiasi scuola italiana i metodi poco ortodossi della protagonista sarebbero sembrati quasi normali, e decolla dal momento in cui la costante ricerca di soldi di Elizabeth si combina al desiderio di portarsi a letto il nuovo collega, concupito dall'inquietante maestrina Squirrell; la lotta tra le due, resa ancora più aspra dall'atteggiamento "santo" ma parziale di Scott, porta Elizabeth a raggiungere picchi di bassezza esilaranti e cattivissimi, per la gioia del pubblico e la disperazione della Squirrell, costretta a poco a poco a gettare la maschera di perfezione per rivelare quella follia intuibile fin dai primi minuti di film. Ovvio, un po' di bontà dev'esserci per forza, perlomeno una "redenzione" parziale o una maturazione della protagonista, ed effettivamente quest'ultima arriva, assieme alla consapevolezza che l'anima gemella si può trovare nei posti più impensabili, in fogge decisamente impreviste benché pesantemente "shippate" dal pubblico, perlomeno dalla sottoscritta.


Forse sto parlando troppo bene di questo film ma temo di non fare testo visto che ADORO Cameron Diaz fin dai tempi del suo esordio in The Mask, nonostante i gossip che la vogliono succida e grezza come il suo personaggio in Bad Teacher e nonostante le voci che la confermano in pensione (in effetti non esce un suo film dal 2014): per me, con quel sorriso assurdo e l'autoironia che l'accompagna da sempre, la vecchia Camerona può fare davvero quello che vuole e guarderò ogni suo film con un'indulgenza che non tributerei ad altre attrici, proprio no. La fisicità prorompente della Diaz e la facilità con la quale passa da supergnocca a creatura robosissima sono il fulcro del film ma lascerebbero il tempo che trovano se non fosse per l'ottimo cast di supporto chiamato ad affiancare l'attrice. Judy Punch la sto apprezzando come mmeravigliosa Esmé Squalor de Una serie di sfortunati eventi ma anche qui è perfetta nel ruolo di maestrina santarella ed isterica, per non parlare di un inedito Justin Timberlake "bello" e soprattutto sfigato, tra l'altro all'epoca già ex della Diaz, ma in generale ognuno dei membri del corpo docente meriterebbe menzione, a partire dall'adorato Jason Segel e il suo cinismo porcelloso. Intendiamoci, Bad Teacher non vincerà MAI il premio di cult del millennio, però ultimamente sono talmente stanca che mi addormento davanti a ogni tipo di film, sia che cominci a vederlo alle 19 che alle 21/22, invece stavolta sono rimasta ben sveglia fino alla fine e questo per me è già un enorme punto a favore che mi spinge a consigliarlo!!


Del regista Jake Kasdan ho già parlato QUI. Cameron Diaz (Elizabeth Halsey), Jason Segel (Russell Gettis), Justin Timberlake (Scott Delacorte), Paul Feig (Papà all'autolavaggio) e Molly Shannon (Melody, la mamma di Garrett) li trovate invece ai rispettivi link.

Judy Punch interpreta Amy Squirrel. Inglese, ha partecipato a film come Hot Fuzz, Grindhouse, Uomini di parola, Into the Woods e a serie quali Una serie di sfortunati eventi; come doppiatrice, ha lavorato in Robot Chicken. Ha 41 anni.


Kathryn Newton interpreta Chase Rubin-Rossi. Americana, ha partecipato a film come Paranormal Activity 4, Lady Bird, Tre manifesti a Ebbing, Missouri e a serie quali Piccole donne e Supernatural. Ha 21 anni e due film in uscita, tra cui l'imminente Detective Pikachu.


L'attrice Phyllis Smith, che interpreta Lynn Davies, era la voce originale di Tristezza in Inside Out. Dal film è stata tratta una serie omonima durata solo una stagione e per qualche anno si è parlato di un sequel ma pare che i rumors in tal senso siano rientrati. Chi vivrà vedrà, non si sa mai. Nel frattempo, se Bad Teacher vi fosse piaciuto recuperate School of Rock. ENJOY!


giovedì 21 ottobre 2010

Cattivissimo me (2010)

E’ bello vedere che i cartoni animati, da che mondo è mondo, non ti ingannano mai. Se un trailer ispira fiducia, al 99% anche il cartone animato sarà bello, mentre se il trailer è un’idiozia si sa già che la pellicola potrà essere evitata a pié pari, cosa che purtroppo non è sempre possibile fare con i film. Nel caso di Cattivissimo me (Despicable me), dei registi Pierre Coffin e Chris Renaud, il film mantiene quel che il trailer promette: momenti esilaranti, personaggi geniali e una storia molto bella.

Despicable-Me-Movie-Poster2

Trama: Gru è un supercattivo che si ritrova in una fase di empasse, con le nuove generazioni di criminali che riescono ad eseguire furti molto più spettacolari dei suoi. Per recuperare un’arma indispensabile al suo nuovo piano decide di adottare tre adorabili bimbette, con l’intenzione di sbarazzarsene una volta raggiunto lo scopo, ma col tempo anche il cattivissimo Gru scopre di avere ancora un cuore…

282815-despicable-me

Il primo esponente dell’”invasione dei supercattivi animati” (sotto Natale uscirà Megamind) merita davvero anche più di una visione. Dopo Monsters & co. e il più recente Mostri contro Alieni, che raccontavano il punto di vista di mostri comunque buoni, ora finalmente gli animatori hanno fatto il salto di qualità e hanno deciso di raccontare la storia dal punto di vista di un cattivo vero e proprio, creando una storia godibile a più livelli, allo stesso tempo più adulta ma anche più infantile rispetto a quelle dei suoi due “predecessori”. Gru è davvero despicable, ovvero spregevole più che cattivissimo: scoppia palloncini ai bambini, ghiaccia le persone in coda davanti a lui, spacca le macchine parcheggiate, inquina l’aria, minaccia i vicini, ruba e chi più ne ha più ne metta, senza contare che non si vergogna assolutamente del suo modo di essere. Però c’è qualcosa, oltre alla “mostruosità”, che lo lega ai protagonisti degli altri due film che ho citato: oltre che uno stile di vita quello di essere malvagio per lui è anche un lavoro. E qui la sceneggiatura apre la via a una feroce ed acutissima satira legata all’attuale crisi globale e USA, presentandoci un’inquietantissima Banca del male (ex Lehman Brothers, ovviamente!), uno stuolo di collaboratori stipendiati dallo stesso Gru per aiutarlo nelle sue imprese criminali (i meravigliosi Minions, presenza preponderante del film, il cui nome è proprio quello con cui si indicano comunemente i tirapiedi in inglese) e l’incubo della disoccupazione e del licenziamento per mancanza di fondi. Questa satira, ovviamente, viene addolcita dalla parte più infantile e formativa del film, quella in cui Gru, grazie all’arrivo delle tre meravigliose pesti che è costretto ad adottare per seguire uno dei suoi piani, si riscopre umano e molto più abile come papà che come cattivo, insegnando così ai piccoli spettatori che il calore di una famiglia, per quanto strana, è la cosa più importante nella vita. Credo sia la prima volta che mi capita di vedere il passato del protagonista di un cartone animato, segnato dalla presenza di una madre insensibile e distante, utilizzato come giustificazione del suo carattere: Gru si commuove nel leggere la storia dei tre micini e della loro dolce mamma e si rifiuta fino all’ultimo di dare il bacio della buonanotte alle bimbe, memore di un’infanzia priva di affetto. L’ovvia catarsi finale porta anche la mamma di Gru a ravvedersi, ma non troppo in fin dei conti.

despicable_me_movie_image_05

Al di là dei significati più seri, però, parliamo di quello che alla fine mi attira inevitabilmente al cinema a vedere questo tipo di cartoni: lo sterminato numero di gag. Cattivissimo me è popolato da personaggi secondari uno più esilarante e meglio caratterizzato dell’altro, che sono un degno complemento dello splendido protagonista e che, spesso, gli rubano la scena. Le tre bimbette sono deliziose e ognuna di loro racchiude in sé un aspetto di Gru: la più grande è caustica ed intelligente, quella di mezzo è “malvagia” quanto lui e la piccoletta, pucciosetta da morire, incarna tutta l’infantile innocenza che il Cattivissimo nasconde nel cuore. L’interazione della strana famigliola crea delle situazioni divertentissime (la scena in cui Gru, dopo aver abbandonato le piccole, si trova una testa di bambola nel letto, come succede ad uno dei protagonisti del Padrino, ha rischiato di uccidermi dalle risate), ma mai divertenti come quelle a cui danno vita lo sterminato numero di Minions. Questi esserini giallini, dal vocabolario ridottissimo e dall’intelligenza ancora più ridotta, entrano nel cuore, tanto che questo è l’unico cartone animato che merita i soldi del 3D solo per come consente di vedere il siparietto di queste creature che cercano, durante i titoli di coda, di raggiungere il pubblico in sala inventandosi mille modi per uscire dallo schermo. I miei momenti preferiti comunque sono quelli in cui i Minions al supermercato si mettono a cantare Copacabana versione karaoke, quando si mettono in fila per ricevere il bacino di Gru e tutte le volte che si picchiano o si fanno i dispetti. Dovrebbero emanare una legge che obblighi la presenza nelle case di almeno dieci o venti di queste bestiette, sul serio.

minions-messing-with-water-dispenser-despicable-me-13770739-616-315

Vorrei spendere due parole anche per lo sfigatissimo villain Vector, con le sue armi lancia – piranha e seppie, la panza che esce dalla tutina attillata e il mega impianto per la Wii sopra una gigantesca vasca per gli squali, per il geniale Dottor Nefarius, che con la sua sordità crea invenzioni impagabili come i disco – robot e lo sparapuzzette, per l’infamissima direttrice dell’orfanotrofio che infila le bambine nella scatola della vergogna e si emoziona quando Gru la chiama “burro” in spagnolo, dandole dell’asino, e infine per le cariatidi che reggono le colonne del corridoio della banca del male, sempre più gobbe mano a mano che Gru lo percorre, finché l’ultima è definitivamente spiaccicata sotto il loro peso. Spettacolare poi l’inizio, un’impietosa satira del turista americano medio e una stilettata cattivissima agli australiani, il cui monumento nazionale parrebbe essere un’enorme lattina di birra. Non è tutto oro quello che luccica, ovviamente. Per esempio, per quanto non disdegni mai un tocco di sano trash, le citazioni musicali anni ’70 ormai hanno fatto il loro tempo, e il balletto finale dei personaggi sulle note di You Should Be Dancing dei Bee Gees è un po’ troppo tirato per i capelli e risulta decisamente banale, quasi un riempitivo per allungare il cartone. E cacca a piene mani sulla versione italiana di Cattivissimo me: dopo un bellissimo doppiaggio e un’accettabile canzone di Giorgia mi ci mettete un’orrida patacca del Mercatone Uno a coprire l’insegna del supermercato dove vanno a comprare i Minions??? Ma è come se al posto dell’insegna del Kwick – e – mart di Apu ci mettessero quella del Dìperdì! Vorrei davvero sapere chi è l’imbecille che ha tirato fuori una simile idea solo per raccattare due soldi di sponsor, visto che l’immagine che ne risulta è decisamente imbarazzante… Ma, a parte questo, Cattivissimo me è un altro film che mi sento di consigliare vivamente.

despicableme4

Di Julie Andrews, che in originale doppia la stronzissima madre di Gru, ho già parlato qui, mentre Will Arnett, che presta la voce al cupo Mr. Perkins, lo trovate qua.

Pierre Coffin è uno dei due registi del film, al suo secondo lavoro. Francese, ha 43 anni.

3499

Chris Renaud è l’altro regista del film, anche lui al secondo lavoro dopo aver già diretto un corto che ha per protagonista lo Scrat de L’era glaciale. Americano, ha 44 anni.

chrisrenaud_photo

Steve Carell doppia Gru nella versione originale. Ammetto di non amare troppo quello che è uno dei più “nuovi” comici americani, anche se la sua interpretazione in Little Miss Sunshine è fenomenale, però qualche film dove compare l’ho visto, come Una settimana da Dio e Anchorman: The Legend of Ron Burgundy. Ha 48 anni e due film in uscita. 

stevecarell47812_400

Jason Segel presta la voce a Vector nella versione originale. Questo attore rimarrà sempre nel mio cuore per il ruolo del tontolone Marshall nella serie How I Met Your Mother (no, il titolo italiano non me lo farete mai dire, mi fa schifo!), ma ha anche altri titoli all’attivo come Giovani pazzi e svitati e Ore 11:14 – Destino fatale. Ha partecipato alle serie Alias e CSI, oltre ad aver doppiato un episodio de I griffin. Americano, ha 30 anni e quattro film in uscita, tra cui un probabile film dei Muppet.

Jason Segel

Del film è già in cantiere un seguito, i cui dettagli sono ancora top secret, che dovrebbe uscire nel 2013, e sicuramente un paio di corti che avranno per protagonisti i meravigliosi Minion. E ora, vi lascio con il trailer originale del film, così potrete sentire come Gru, nella versione USA, abbia un meraviglioso accento à la Bela Lugosi che, purtroppo, nell’interpretazione italiana del pur bravo Max Giusti si perde. ENJOY!




Se vuoi condividere l'articolo