Siccome domani dovrebbe uscire (a rigor di logica, ma non mi sorprenderei se a Savona non arrivasse)
Glass, ho deciso di riguardare dopo anni
Unbreakable - Il predestinato (
Unbreakable), diretto e sceneggiato nel 2000 dal regista
M. Night Shyamalan. Inevitabile la presenza di
SPOILER.
Trama:
David Dunn è l'unico superstite di un disastro ferroviario e questo attira l'attenzione di Elijah Price, convinto di avere finalmente trovato l'equivalente di un supereroe.
Per quanto negli ultimi anni sia arrivata a ricoprire spesso
Shyamalan di insulti (rivalutandolo dopo
The Visit e
Split), non si può negare che i quattro film girati a partire da
Il sesto senso siano delle piccole bombe capaci di sorprendere lo spettatore non solo per la regia sopraffina ma anche e soprattutto per la diversità dei temi trattati. Nell'anno del Signore 2019, dopo almeno una trentina di cinecomic e una mezza dozzina di film a tema, nessuno si stupirebbe più davanti ad una trama che parte dalla realtà dei fumetti e decostruisce il mito del supereroe rendendolo sorprendentemente umano ma qui parliamo del 2000. Nello stesso anno usciva
X-Men, il primo di una fortunata serie di adattamenti
Marvel quando ancora l'
MCU non esisteva e non c'è dubbio che
Shyamalan avesse cavalcato l'onda di questa novità per darne la sua versione ma sicuramente ci sarà voluto del coraggio visto il destino dei film di supereroi fino a quel momento. E così, anche se oggi siamo abituati a cose come
Kick-Ass, Super, Chronicle e quant'altro, quasi venti anni fa non era così banale inserire una cosa smaccatamente "infantile", vituperata o di nicchia come i supereroi all'interno di un contesto "realistico" come quello di
Unbreakable. Che, sì, parla di persone con superpoteri ma lo fa con un occhio spalancato sulla naturale incredulità che causerebbe l'esistenza di esseri simili, partendo proprio dallo stupore di chi questi poteri li ha, come David Dunn. David ha la percezione di essere diverso ma la sua è una diversità talmente difficile da isolare e capire che ha passato l'intera esistenza quasi senza rendersene conto e ciò ha pesato non solo sulla sua vita privata, condizionata da qualcosa di impalpabile, ma anche e soprattutto sulla sua psiche; consapevole di avere qualcosa in più, di essere nato per adempiere in qualche modo ad uno scopo, David vive nella frustrazione, nella tristezza e nell'incertezza, tenendosi a distanza da moglie e figlio senza un apparente motivo preciso. Lo spettatore si ritrova così sballottato tra il punto di vista di David, supereroe incredulo e impreparato, e quello di Elijah Price, fermo sostenitore di questa strampalata teoria del "super". Reietto fin da piccolo, circondato da fumetti, prigioniero di un mondo di fantasia, Elijah ha del bello e del buono a convincere David e lo spettatore della veridicità delle sue intuizioni, che sembrano frutto di una mente irrazionale, eppure a poco a poco lui e
Shyamalan riescono a strappare la cortina della logica incontrovertibile per renderci possibilisti, aprire la nostra mente all'idea che sì, David è un supereroe. Privo dell'usuale consapevolezza ed autorevolezza dei super, privo di una tuta o di segni distintivi ma comunque un eroe dotato di poteri. E da quel momento, letteralmente, succede di tutto. Sempre, ed è bene sottolinearlo, senza il sensazionalismo tipico di un cinecomic, ché qui siamo più nell'atmosfera di un dramma psicologico o di un thriller.
Eppure, anche se forse ad una prima visione non ce ne rendiamo conto,
Unbreakable E' indubbiamente un cinecomic o perlomeno un fumetto trasposto in film, ne ha tutte le caratteristiche stilistiche, per quanto ben nascoste. Tanto per cominciare la macchina da presa di
Shyamalan "legge" con noi una storia e lo si capisce dai movimenti che fa, a partire dalla scena introduttiva sul treno, bellissima; le inquadrature, poi, rispecchiano tantissimo le vignette di un fumetto, tra cornici, splash page e intensi primi piani. C'è anche tutto un gioco di prospettive e punti di vista ribaltati, con un'enorme attenzione a riprendere
Bruce Willis spesso un po' distante dagli altri personaggi in scena, a testimonianza del suo isolamento, e "l'uomo di vetro"
Samuel L. Jackson riflesso o circondato da specchi e altre superfici riflettenti, ma non solo. Perdonatemi se prendo in prestito parte del vocabolario de
L'antro atomico ma, fin dall'inizio, la natura di Elijah viene palesata al pubblico dalla sua passione per il
Viola Villanzone, colore supereroistico malvagio per eccellenza, mentre David viene connotato dal verde, tinta positiva che ben accompagna la sua "divisa" da supereroe, che lo rende riconoscibile e lo protegge dalla sua naturale kriptonite. L'abilità di
Shyamalan è dunque quella di dare in pasto allo spettatore un film sui fumetti e per gli amanti dei fumetti travestendolo da rispettabile pellicola che, apparentemente, prende le distanze con ironia dal mondo nerd, come testimonia l'elenco di numeri e percentuali riportato all'inizio di
Unbreakable, a mo' di introduzione al fenomeno "comics". L'illusione regge anche grazie alla scelta di interpreti meravigliosi, con un
Bruce Willis mai così dolorosamente fragile nella sua natura di "working class hero" sconfitto dalla vita e un
Samuel L. Jackson che, nonostante la sua apparenza di debole
freak, ha sempre e comunque tutto il carisma tipico dell'uomo che potrebbe prenderti a calci in culo senza battere ciglio e seppellirti a parole; menzione d'onore anche per il piccolo
Spencer Treat Clark, magari meno incisivo di
Haley Joel Osment ma comunque protagonista di un paio di scene intensissime e commoventi, quella della pistola su tutti. Se non avete mai visto
Unbreakable - Il predestinato direi che con l'uscita di
Glass avete una buona scusa per rimediare alla mancanza, altrimenti riscopritelo e tornate ad amarlo come la prima volta, incrociando le dita perché l'ultimo film di
Shyamalan sia una degna conclusione di una bella trilogia.
Del regista e sceneggiatore
M. Night Shyamalan, che interpreta anche lo spacciatore allo stadio, ho già parlato QUI.
Bruce Willis (David Dunn),
Samuel L. Jackson (Elijah Price) e
Robin Wright (Audrey Dunn) li trovate invece ai rispettivi link.
Spencer Treat Clark interpreta Joseph Dunn. Americano, ha partecipato a film come
Arlington Road - L'inganno, Il gladiatore, Mystic River, L'ultima casa a sinistra, The Last Exorcism - Liberaci dal male e a serie quali
Agents of S.H.I.EL.D. e
Criminal Minds. Anche produttore, ha 32 anni e tornerà come Joseph in
Glass.
La parte di Audrey Dunn era stata offerta a
Julianne Moore, che l'ha rifiutata per partecipare invece a
Hannibal. Ovviamente, benché
Unbreakable sia un film perfetto già di per sé, come sappiamo tutti è legato in qualche modo a
Split, quindi se vi fosse piaciuto recuperatelo nell'attesa che esca
Glass, il terzo capitolo di questa strana trilogia Shyamalana. ENJOY!