Venerdì sera, trascinata dal Bolluomo e con uno scazzo epico davanti alla coda di adolescenti in visibilio, sono andata a vedere
Venom, diretto dal regista
Ruben Fleischer.
Trama:
durante un'indagine, il giornalista Eddie Brock viene in contatto col simbionte alieno Venom e la sua vita cambia per sempre...
Come sanno gli amici di
Facebook, la mia avventura con
Venom non è cominciata proprio benissimo. Dopo la coda estenuante, siamo finiti in QUARTA FILA, ovviamente mica al centro, eh no. In più, almeno un esponente dell'accozzaglia di
millenials presenti in sala puzzava come un cataletto, ma roba che probabilmente 'sta creatura non ha mai visto la doccia. Io sono schizzinosa solo quando si tratta di cimici ma stavolta ho dovuto gettare la spugna e guardare l'intero film col naso tappato, respirando con la bocca. Con lo scazzo a mille, molto probabilmente ho SUBITO
Venom invece di guardarlo, però il risultato a mio avviso cambia poco, ché il film di
Fleischer è qualcosa che trasuda brutti anni '90 fin dalle prime sequenze, un ibrido creato da un folle tra il vecchio
Spawn e
The Mask, pellicola quest'ultima di cui
Venom ricalca pedissequamente più di una sequenza, al punto che a un bel momento mi sarei aspettata di vedere Eddie Brock "uccidere" i nemici sulle note di
Cuban Pete. Razionalmente, potrei dire che
Venom è un film "normale", quasi banale, né meglio né peggio dei puntuali compitini
Marvel che arrivano come riempitivo tra un
Avengers e l'altro (salvo
Guardiani della Galassia); come dicevano in
The Rocky Horror Picture Show, "I expected nothing and I had that... in abundance!", anche perché a me lo Spiderverse e Venom in particolare non sono mai interessati dunque non potrei nemmeno urlare al vilipendio del personaggio, che del villain ho giusto qualche vecchio ricordo non mutuato da
Spider-Man 3 (mai visto). A tal proposito, sinceramente mi sarei aspettata una creatura ben più malvagia, non un simbionte tanto buonino che arriva al punto di dare saggi consigli d'amore al suo ospite o a battibeccare con lui come nemmeno nelle peggiori sequenze di
Thor: Ragnarok, toccando l'apice del disagio confessando di essere lo "sfigato" della razza di appartenenza. E allora, ospite e simbionte fanno davvero una bella coppia visto che Eddie Brock è stato caratterizzato come poco più astuto di uno Stanley Ipkiss qualsiasi, il tipico giornalista sensazionalista alla
Striscia la notizia che, una volta privato del suo status dal riccone di turno, vaga
clueless per le strade della città a rimediare figure di tolla finché l'altrettanto sfigato Venom non comincia ad utilizzarlo come EdgarAbito, maledicendolo con una blandissima necrosi quasi totale degli organi interni in cambio della possibilità di fare una vita che wow!, levàti! Brutto citare nuovamente
The Mask ma giuro che la trama è identica dall'inizio alla fine (c'è persino il cane simbionte), con la piccola differenza che Ipkiss sul finale capiva di non aver bisogno della maschera per essere figo mentre Brock rimane ancorato alla sua fondamentale inutilità e niente, serve materiale per un secondo
Venom e per giustificare l'imbarazzante scena
post credit che vede sprecato uno dei più grandi attori di sempre in virtù probabilmente della sua amicizia con
Fleischer.
Ma ciò che più mi ha infastidito, ciò che davvero mi faceva alzare ogni volta gli occhi al soffitto maledicendo di non essere io stessa simbionte per falcidiare tutti i presenti in sala, è il potenziale sprecato. L'inizio di
Venom è una sorta di
Alien meets
L'alieno, col simbionte che passa da un corpo all'altro sfruttando parecchi topos del body horror "psicologico", quello che non porta lo spettatore a vomitare le sue stesse interiora ma che comunque lo inquieta lo stesso. Ovviamente, tutto ciò viene mandato in vacca in tempo zero, con una sceneggiatura disonesta combinata col terribile spauracchio del PG-13. Davvero, non potevano i realizzatori giocare tutto sul sottilmente inquietante, sulla possessione, sull'incapacità di avere il controllo del proprio corpo invece di sottolineare la fame perenne di Venom, il suo desiderio di staccare teste... reso sullo schermo senza nemmeno UNA goccia di sangue? No, ragazzi, allora. Qui non abbiamo Thanos che schiocca le dita e puff!, la gente sparisce, abbiamo MOSTRI con le zanne che divorano teste e impalano persone con propaggini organiche, non puoi renderlo nella maniera più asettica possibile, come se stessimo parlando di noccioline. Non puoi privare lo spettatore, anche il più giovane, dell'ORRORE della cosa, perché Mombi in
Nel fantastico mondo di Oz collezionava teste senza mostrarci una singola goccina di sangue ma Cristo se anche il più stupido dei bambini capiva le implicazioni della questione e non ci dormiva la notte, invece qui il risultato è "Venom mangia le teste? Ah, beh, sticazzi", che è il punto di non ritorno di una desensibilizzazione spaventosa. A ciò va aggiunta la voce di Venom. Ho controllato su
Wikipedia perché ad un certo punto ho creduto che il doppiatore italiano del killer in
Scary Movie fosse lo stesso di Venom, invece abbiamo da una parte
Pino Insegno in un film comico e dall'altra
Adriano Giannini in un... beh, in un film comico? Non si spiegherebbe altrimenti perché Venom è garrulo e perculante, una sorta di maggiordomo innamorato della sua voce che a un certo punto si profonde persino in un entusiastico "benone!" che mi ha causato più di un conato di vomito, la parodia di un malvagio come la si sentirebbe in una puntata dei
Simpson. Ma perché? E soprattutto: perché
Michelle Williams a un certo punto vaga per il film vestita da collegiale? Ma anche: perché
Tom Hardy recita col pilota automatico? E infine: perché qualcuno dovrebbe scegliere di andare a vedere questo
Venom?
Del regista
Ruben Fleischer ho già parlato
QUI.
Tom Hardy (Eddie Brock/Venom),
Michelle Williams (Anne Weying),
Riz Ahmed (Carlton Drake/Riot) e
Woody Harrelson (Cletus Kasady) li trovate invece ai rispettivi link.
Stan Lee compare in un cameo piuttosto lungo all'interno del film, che è provvisto di due scene mid e post-credit: la prima è direttamente collegata alla trama della pellicola o comunque apre la via ad un sequel, la seconda invece è una sorta di trailer per
Spider-Man: Un nuovo universo, di cui il Dottor Manhattan ha parlato
QUA. Ovviamente, il film in questione non è legato a
Venom così come, per ora, non lo sono
Spiderman: Homecoming né tanto meno
Spider-Man, Spider-Man 2 e
Spider-Man 3, all'interno del quale compare Venom per la prima volta. Se
Venom vi fosse piaciuto potreste considerare il recupero di
Life: Non oltrepassare il limite, il quale per qualche tempo è stato creduto (erroneamente) un prequel di
Venom. ENJOY!