Sempre in previsione dell'uscita del
Carrie di
Flanagan, ho riguardato dopo decenni anche
Carrie 2: La furia (
The Rage: Carrie 2), diretto nel 1999 dalla regista
Katt Shea.
Trama
Rachel, liceale dotata di poteri telecinetici, si ritrova coinvolta in uno squallido gioco portato avanti dai membri della squadra di football, che ha causato il suicidio della sua migliore amica...
Recensione
Sono ragionevolmente sicura di avere guardato
Carrie 2: La furia il giorno esatto della sua prima TV italiana, ché all'epoca non mi perdevo un horror in televisione neanche a morire. Sono anche abbastanza sicura che non lo avessi apprezzato, reduce da una visione abbastanza recente del film di
De Palma, che, comprensibilmente, a 18-19 anni mi portava a considerare merda tutto il resto. Ricordo anche che il mio giudizio era stato inficiato da un paio di cose all'epoca molto importanti, ma che oggi non mi fanno né caldo né freddo. In primis, non capivo come
Mena Suvari, assurta al livello di dea dopo la performance in
American Beauty, potesse essere stata relegata al ruolo di personaggio usa e getta; seconda cosa, ero una spettatrice abbastanza affezionata di
Quell'uragano di papà, e vedere
Zachery Ty Bryan, uno dei figli televisivi di
Tim Allen, nei panni di deprecabile
jock mi aveva abbastanza sconcertata (col senno di poi, visto quanti arresti per violenza domestica ha portato a casa l'attore, il direttore del casting ci aveva visto giusto). In realtà, il vero difetto di
Carrie 2: La furia è proprio il modo in cui tenta di ricollegarsi al film tratto dall'opera di
Stephen King, con tutta una serie di supercazzole a base di parentele improbabili unite al desiderio di ricalcare pedissequamente la struttura portante della trama originale, tutti aspetti aggiunti una volta che i realizzatori si sono accorti di quanto l'idea iniziale del film fosse simile a quella di
King. Preso come horror nato in un universo privo di
Carrie, il film è un dignitoso horror di fine millennio con tutti i pregi e i difetti dell'epoca, reso più interessante dal suo precorrere un argomento molto attuale, ovvero il bullismo a sfondo sessuale. Gli eventi di
Carrie 2: La furia si scatenano nel momento in cui Lisa, la migliore amica della protagonista, si suicida dopo avere confessato a Rachel la gioia di avere perso finalmente la verginità con un ragazzo apparentemente carinissimo. In realtà, Lisa è finita vittima dello squallido e crudele gioco della squadra di football della scuola, i cui membri si sfidano a portarsi a letto le ragazze (a loro dire, ovvio) più cesse della scuola, segnando poi i rispettivi punti su un quaderno. La morte di Lisa scoperchia una cloaca che rischia di rovinare il futuro di questi poveri pulcini il cui unico pregio è saper maneggiare una palla ovale, e l'aspetto più angosciante del film non è tanto l'ovvia esplosione dei poteri telecinetici di Rachel sul finale, quanto piuttosto la cattiveria impressionante dei ragazzi (e delle
queen bee che li spalleggiano ai danni delle loro coetanee), la loro indifferenza davanti alla morte e al dolore, la compiacenza di genitori al cui confronto il padre di Chris era un santo e un signore.
La vendetta di Rachel diventa dunque doppiamente doverosa, in quanto i comportamenti criminali di Mark e dei suoi allegri compagni sono reiterati e privi di rispetto per chi ha già perso la vita per colpa loro. E' una vendetta anche più controllata e razionale rispetto a quella di Carrie, perché la festa di Mark è un ritrovo di persone consapevoli, appartenenti alla cerchia interna dei ragazzi "cool", i quali hanno volutamente circuito l'outsider svergognandola con un mezzo assai simile a quello dei video intimi condivisi nelle chat private a mo' di sex revenge. La differenza tra Carrie e Rachel è che la prima, intrisa di fobie religiose inculcatele dalla madre, ha sempre tenuto un piede fuori dalla "normalità" e il suo invito al ballo risulta un espediente forzato, una potenziale fonte di stress anche prima dell'intervento di Chris; la strage al ballo della scuola sembra più frutto di un raptus causato dalla rottura di un animo già diviso in partenza. Rachel è invece la tipica ragazza alternativa dell'epoca, connotata per essere una gnocca siderale benché tutti la considerino strana ed inchiavabile (Emily Bergl ha la stessa aura che avevano all'epoca Thora Birch, Fairuza Balk e Katharine Isabelle, quindi potete immaginare!). L'avere una madre pazza e dei poteri misteriosi non le ha impedito di avere una vita sociale e di essere in grado di avere un ragazzo, volendo, anche senza attirare l'attenzione del popolare Jesse, quindi la sua è proprio la vendetta razionale di chi si è rotta le scatole di avere a che fare con persone schifose il cui unico scopo è mostrarsi migliori calpestando gli altri. Sul finale, la rivincita di Rachel ha degli echi che rimandano alle protagoniste di Giovani Streghe, con un tatuaggio che si anima fino a ricoprirle tutto il corpo di rovi, una tamarrata fuori scala ma comunque coerente con l'idea di figaggine gotica dell'epoca, e fa della protagonista una sorta di antieroina, un novello Corvo al femminile, là dove Carrie sembrava davvero un demone sterminatore uscito dritto dall'inferno. Carrie 2: La furia è anche più esplicito e meno raffinato del film di De Palma, il che gli consente di far salire i toni della mattanza aggiungendo gente impalata, evirata, decapitata, accecata e quant'altro di sanguinolento possa venirvi in mente, con sommo scorno della povera Sue Snell, la quale forse avrebbe fatto meglio a farsi i fatti suoi, invece di tornare nel sequel. Credevo avrei concluso la visione riconfermando l'ignominia che gli avevo attribuito per quasi 30 anni, invece Carrie 2: La furia è molto meno peggio di quanto ricordassi. Recuperatelo, se potete!
- Katt Shea è la regista del film. Americana, ha diretto altri film come La mia peggiore amica. Anche sceneggiatrice e attrice, ha 66 anni.
- Emily Bergl interpreta Rachel Lang. Inglese, ha partecipato a film come Blue Jasmine e serie quali E.R. Medici in prima linea, Taken, Una mamma per amica, CSI: Miami, Medium, Grey's Anatomy e Desperate Housewives. Anche produttrice, ha 49 anni.
Curiosità
Zachery Ty Bryan, che interpreta Eric, era uno dei figli di
Tim Allen nel telefilm
Quell'uragano di papà mentre
Charlotte Ayanna, che interpreta Tracy, era la Liz Purr di
Amiche cattive.
Sissy Spacek ha preferito non partecipare al film ma ha dato alla regista (che ha sostituito dopo poche settimane di riprese
Robert Mandel, che ha abbandonato il progetto per divergenze creative) il permesso di utilizzare alcune delle scene di
Carrie, lo sguardo di Satana in cui era protagonista, per i flashback. Ovviamente, prima di guardare
Carrie 2: La furia recuperate
Carrie, lo sguardo di Satana e magari anche
Giovani streghe e
Ginger Snaps. ENJOY!