Il tema della challenge horror settimanale era "Classic Hammer Horror" e, siccome era incluso nell'abbonamento Prime Video, ho optato per La furia dei Baskerville (The Hound of the Baskervilles), diretto dal regista Terence Fisher nel 1959.
Trama: Sherlock Holmes viene incaricato di proteggere Sir Henry Baskerville, ultimo erede di una famiglia vittima di una maledizione che ne vuole i membri cacciati e uccisi da un mastino infernale...
Dovete sapere che, per scegliere i film della challenge, incrocio i suggerimenti di chi l'ha creata con i film presenti nella mia watchlist, ed è per questo che, invece di opere più "calzanti" come Le spose di Dracula o La maschera di Frankenstein, giusto per fare due esempi, è uscito questo La furia dei Baskerville. Il film di Terence Fisher doveva essere il primo di una serie di film dedicati a Sherlock Holmes prodotti dalla Hammer, ma il pubblico non ha apprezzato granché una produzione priva di mostri e ha condannato l'esperimento al fallimento. Pur non essendo un horror tout court, Il mastino dei Baskerville contiene però tutta una serie di elementi che lo avvicinano parecchio al genere gotico e, fino alla fine, sia i protagonisti che gli spettatori sono comunque portati a credere all'esistenza di una maledizione e di un mastino infernale. D'altronde, i motivi per esserne convinti ci sono tutti. I Baskerville muoiono misteriosamente di notte, nella brughiera solitaria, e vengono talvolta ritrovati mutilati da quello che parrebbe essere un grosso animale; ci sono prove di una sorta di culto, in primis il ritrovamento di quello che parrebbe un pugnale rituale, sporco di sangue; c'è una magione con stanze misteriose e illuminate fiocamente da una candela, da dove provengono lamenti assimilabili a quelli di un'anima in pena; ci sono quadri che scompaiono misteriosamente, come se la magione fosse abitata dai fantasmi; nella brughiera si aggira un evaso condannato per violenti omicidi, una sorta di Jack lo squartatore. All'interno di questo ambiente così fecondo per la nascita di storie di demoni e maledizioni, si muove il razionale Sherlock Holmes, il quale a poco a poco, com'è ovvio, smonterà ogni spiegazione sovrannaturale, ma questa è una consapevolezza che arriva solo alla fine del film, la cui storia viene appunto raccontata come un horror gotico CON detective annesso. La trama e la regia, infatti, lavorano in sinergia per mantenere un'atmosfera di inquietante incertezza fino alla rivelazione finale, dando allo spettatore l'illusione che Holmes, Watson e il povero Sir Henry siano minacciati da qualche entità malevola che sfugge alle loro percezioni terrene.
Terence Fisher, che all'epoca aveva già realizzato due grandi successi della Hammer, La maledizione di Frankenstein e Dracula, gioca con le sinistre atmosfere delle brughiere inglesi, fatte di boschi infidi, nebbia persistente e paludi capaci di trascinare le persone sul fondo, e con tutti gli elementi tipici delle abitazioni gotiche, che danno vita ad un interessante mix di eleganza e orrore, grazie anche a quegli splendidi colori che rendono inconfondibili le produzioni Hammer dell'epoca. Dai grandi horror del periodo, inoltre, deriva anche il cast all star. Peter Cushing è un Holmes acuto e dai modi spicci, con uno sguardo che sembra voler penetrare nell'animo degli interlocutori; non conosco granché il personaggio, perché ho bazzicato poco i libri e i vari adattamenti delle opere di Arthur Conan Doyle, ma mi è parso che Cushing ne abbia colto appieno la natura. Il Watson di André Morell, per contro, è diverso dalla tipica figura dell'ingenuo e bonario dottore zittito dall'acume di Holmes, anzi, la prima parte del film è interamente concentrata sulle sue ricerche e deduzioni, che lo portano a mettere la sua stessa vita in pericolo. La cosa che mi ha sconcertata di più, però, è stata vedere Christopher Lee in un ruolo stranamente "positivo". Non è che Sir Henry sia proprio la simpatia fatta a persona, ma è comunque la vittima designata della maledizione dei Baskerville, e nonostante il suo indubbio carisma è costretto a farsi da parte e lasciare i riflettori a Cushing e Morell. Questo trittico di attori magnifici viene completato da un parterre di caratteristi di tutto rispetto, con una menzione speciale al vescovo ubriacone di Miles Malleson, ottimo comic relief funzionale alla risoluzione dell'intera vicenda. Al momento della pubblicazione del post potete trovare La furia dei Baskerville su Prime Video, miracolosamente anche in lingua originale coi sottotitoli, quindi se vi ho incuriosito recuperatelo, perché è davvero un film piacevole!
Del regista Terence Fisher ho già parlato QUI. Peter Cushing (Sherlock Holmes), André Morell (Dottor Watson) e Christopher Lee (Sir Henry) li trovate invece ai rispettivi link.






































