La passione per il cinema mi ha portata a conoscere proprio delle brave persone. Prendete per esempio
Lucia, Silvia, Germano e
Andrea. Sono talmente dolci che mi hanno permesso di guardare per prima
Yoga Hosers, il nuovo film di
Kevin Smith. "No, ma noi non riusciremmo mai a parlarne come faresti tu" "Ti vogliamo bene, Bolla" "Meriteresti di lavorare per
Fangoria!!" "Bolla, sei anche molto ma molto ma molto gnocca... gnocca MILLE VOLTE!!". Che brave persone, dicevo. Mortacci loro, eh. Col cuore.
Trama:
Colleen e Colleen sono due sedicenni canadesi, commesse in un supermercato e aspiranti cantanti, perennemente connesse ai cellulari. La loro vita apparentemente perfetta prende una strana piega quando le persone attorno a loro cominciano a morire per mano di un branco di bratzis (wurstel nazisti) nascosti proprio nel supermercato...
C'era una volta
Kevin Smith, più precisamente c'era nel 1994. A 24 anni
Kevin Smith girava
Clerks, uno di quei film che si amano o si odiano, e veniva consacrato a genio cinematografico indipendente, massima espressione della cultura grunge, sboccata e "vuota" tipica dell'america di quei tempi. Pur non avendo mai utilizzato la parola "genio" in relazione a
Kevin Smith, posso dire di avere adorato sia
Clerks sia i meno riusciti
Generazione X e
In cerca di Amy proprio per la natura prolissa e "lazy" di quelle opere, specchio di un'umanità che si lascia vivere parlando di nulla, senza prospettive reali per il futuro, i cui più alti esponenti sono ovviamente i fancazzisti drogati Jay e Silent Bob, diventati giustamente personaggi di culto. Pur non essendo una "studiosa" di
Smith credo che buona parte della riuscita di quei film risiedesse nel fatto che il regista stesse di fatto VIVENDO le situazioni riportate nei suoi film e condividesse con i suoi personaggi problemi, vezzi, stupidera ed età anagrafica e lo stesso vale per
Clerks II, girato dieci anni dopo il capostipite e virato leggermente più sul demenziale ma comunque popolato da figure "realistiche", alle prese con altri aspetti della vita tipici dei trentenni.
Dogma era un'altra cosa, un horror nerd irriverente ma fino a un certo punto, finito sulla bocca di tutti per la solita, ignorantissima scomunica di alcuni esponenti della Chiesa cattolica che, probabilmente, non lo hanno neppure guardato e mi si dice che anche
Red State fosse un horror molto bello. Poi, a un certo punto è successo che
Kevin Smith si è dato ai podcast, alla droga abbondante e alle cazzate, si è fissato col Canada e si è fatto venire in mente di creare una "trilogia canadese". Il primo film inseribile in questa trilogia ideale è
Tusk, un ibrido tra horror e commedia che si prende troppo sul serio per non risultare ridicolo, il secondo è questo
Yoga Hosers, dichiaratamente creato per un pubblico di adolescenti (al punto che lo stesso
Smith si è battuto per fargli avere un visto censura PG-13). Che rispetto a
Tusk è tanta roba ma presenta un piccolissimo problema:
Kevin Smith ormai ha 46 anni e non è in grado di rappresentare in modo credibile l'universo della figlia
Harley Quinn, né di mettere in bocca a lei e all'amichetta
Lily-Rose dialoghi divertenti, non banali e soprattutto non stupidi.
La trama di
Yoga Hosers prende infatti il via solo dal momento
in cui le protagoniste si ritrovano a dover affrontare i cosiddetti bratzis (cloni mal riusciti di un kapò nazista fatti per l'appunto di carni suine, è tutto vero purtroppo),
mentre prima
Smith si da alla commedia generazionale senza capirci un
belino, al punto che sembra di vedere uno di quei comici di
Colorado che parodiano i "giovani d'oggi", risultando soltanto ridicoli. La critica verso la mancanza di valori degli adolescenti moderni, se critica vuol essere e non semplicemente un tentativo di far
divertire la figlia e l'amichetta, cade nel vuoto e si perde in un
trionfo di volgarità gratuite, stupidere assortite, chat on line, urletti, canzoncine, esibizioni gratuite d'ignoranza e banalità della
peggior specie: come cantano gli
Ex Otago, "i giovani d'oggi non
valgono un cazzo" ma in realtà siamo noi che non li capiamo perché
le loro non-conoscenze sono fondamentali. Quindi, le Colleens
diventano indispensabili per salvare il mondo dai bratwurst nazisti,
perché sono sempre attaccate al cellulare, leggono riviste di gossip
al limite del ridicolo e possiedono la capacità di andare su
internet e, ancora meglio, fare foto con lo smartphone. L'unica parte
divertente della trama, ché i bratzis, il capoccia nazista che imita
le voci di figure iconiche del cinema e della tv americani e il
ritorno inopportuno del detective Guy LaPointe, uniti alla presa in
giro dei modi di essere canadesi, mi hanno intristita oltremodo, è
il flashback durante il quale viene raccontato l'affermarsi di un
partito nazista canadese formato da dieci elementi e di un piano per
cacciare gli ebrei dal Canada che avrebbe figurato degnamente ne
La guerra lampo dei Fratelli Marx, il resto è una roba abbastanza
demenziale che deve necessariamente sperare nella buona disposizione
d'animo dello spettatore. In generale, vi ricordo che assistere alle
lezioni di uno scoppiato chiamato Yogi Bayer oppure vedere due
ragazzine che sconfiggono a colpi di posizioni yoga un branco di
mostriciattoli è sempre e comunque meglio di un racconto tra il
serio e il faceto in cui un tizio decide di trasformarne un altro in
tricheco, eh.
 |
| Da tricheco a maestro di yoga è un attimo. |
Quindi, appurato che la trama è un
mero pretesto per far sì che
Kevin Smith possa continuare a girare
film senza metterci troppo impegno cerebrale e soprattutto senza smettere di mungere
l'incredibilmente grassa vacca dei suoi podcast e dei fan che non ne
hanno mai abbastanza di ascoltarlo sproloquiare, c'è qualcosa di
visivamente bello e/o meritevole di menzione in
Yoga Hosers? Beh,
come ho detto, è palese che la figlia del regista e quella di
Johnny
Depp si siano divertite a recitare e cantare nel film,
l'affiatamento tra le due c'è ed è innegabile. Il problema è che,
come diceva
Alessandra, la bella
Lily-Rose compare già nelle grandi
città europee effigiata in giganteschi poster che pubblicizzano
profumi, mentre
Harley Quinn Smith, oltre ad essere condannata da un
nome imbecille (è come se io chiamassi mia figlia Lady Oscar. Lady
Oscar Bolla. Pensateci), ha preso il nasone della madre e la stazza
del padre, oltre alla finezza di uno scaricatore di porto, quindi
diciamo che se non ci penserà
Kevin Smith ad infilarla in qualche
film creato ad hoc le converrà inventarsi un'altra carriera. Lo
stesso vale per
Haley Joel Osment, ex bambino prodigio che
probabilmente
Smith avrà pagato promettendogli i wurstel avanzati al
reparto effetti speciali, mentre
Johnny Depp, nonostante continui a
sputtanarsi con un personaggio che non farebbe ridere neppure chi
venera i film dei
Vanzina e
Zalone, continuerà sempre ad essere
considerato un figo nonché uno degli attori migliori in circolazione
quindi avrà la carriera assicurata almeno finché non si ucciderà
in un parossismo di autodistruzione. Attori a parte, ciò che invece
non manca a
Smith è un ottimo reparto tecnico: come già accaduto
con
Tusk, dove il risultato finale dell'uomo tricheco era
genuinamente impressionante, anche in
Yoga Hosers il giocatore di
hockey composto da parti di cadavere è davvero ben fatto e se il regista avesse scelto di girare qualcosa di
più splatter e serio, invece di concentrarsi sull'attacco di wurstel
dall'accento tedesco (orridi, amatoriali anche per quanto riguarda la
realizzazione, e pensare che il supervisore degli FX è
Robert Kurtzman...), probabilmente avremmo avuto un horror di cui parlare
negli anni a venire. Oddio, se ne può parlare anche adesso, ma solo
per ricoprirlo di insulti... nell'attesa che esca
Moose Jaws, “come
Lo squalo ma con gli alci”. E l'attesissimo ritorno delle Colleens,
non dimentichiamocelo. Tanto sapete che io sarò qui a recensirlo per
voi.
Del regista e sceneggiatore
Kevin Smith, che presta anche volto e voce ai bratzis, ho già parlato
QUI.
Harley Quinn Smith (Colleen McKenzie),
Adam Brody (Ichabod),
Ashley Greene (mamma 'Peg),
Jennifer Schwalbach Smith (Miss McKenzie),
Justin Long (Yogi Bayer),
Natasha Lyonne (Tabitha),
Genesis Rodriguez (Ms. Wicklund),
Haley Joel Osment (Adrien Arcand),
Johnny Depp (Guy LaPointe) e
Jason Mewes (un poliziotto) li trovate invece ai rispettivi link.
Lily-Rose Depp interpreta Colleen Collette. Francese, figlia di
Johnny Depp e
Vanessa Paradis, ha partecipato a film come
Tusk e, sempre col ruolo di Colleen, dovrebbe tornare nell'imminente
Moose Jaws. Ha 16 anni.
Tra gli attori già comparsi in
Tusk e precettati per
Moose Jaws c'è
Harley Morenstein (creatore del canale
Youtube Epic Meal Time, vi invito a leggere
QUI per capire la porcata totale, nel film interpreta il cosiddetto "Toilet Paper Man") mentre l'altro figlio di
Johnny Depp e
Vanessa Paradis (che compare nel film nei panni di Miss Maurice),
"Jack" John Christopher Depp III, è il mocciosetto che mostra il dito alle due commesse dopo aver imitato la mucca di mare. Per la cronaca, in segno di amicizia nei confronti di
Kevin Smith compare anche un catanannissimo
Stan Lee al call center della polizia. Il regista si è invece ritrovato a vestire i panni di tutti i mostri presenti nel film perché
Jason Mewes è claustrofobico e non è riuscito neppure a superare i primi test di make up mentre (occhio, qui si ride!) il manager di
Haley Joel Osment ha preferito che il suo pupillo non fosse costretto a partecipare al film in un ruolo così poco riconoscibile e svilente come quello del mostro; è andata meglio a
Michael Parks il quale, essendo malato, non è finito a recitare nei panni di Andronicus Arcaine, lasciando così la patata bollente a
Ralph Garman. Come ho detto nel post,
Yoga Hosers fa parte della cosiddetta trilogia canadese quindi, se vi fosse piaciuto, nell'attesa che esca
Moose Jaws nel 2017 recuperate
Tusk e aggiungete
Clerks e
Clerks II. ENJOY!