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lunedì 29 dicembre 2025

Bolla's Top 5 - Worst of 2025

Se avete digerito panettoni, pandori, torroni e quant'altro, siete pronti ad affrontare l'immancabile appuntamento con i film brutti dell'anno che sta per finire. Sarà che ormai, dopo decenni di visioni, ho imparato ad annusare le sòle, quindi la roba davvero brutta passata sul mio schermo è stata poca, ma comunque qualcosina c'è ed è mio dovere mettervi in guardia, andando dal "migliore" alla palma d'oro della rumenta. A domani, invece, con le molte cose buone che ci ha lasciato il 2025! ENJOY!

5. Hell House LLC: Lineage

Più che un film brutto, un'enorme delusione, ma Cognetti si merita di finire nella hall of shame, almeno in virtù degli attori cani che ama utilizzare. E poi, dopo mesi di attesa e la speranza di conoscere, finalmente, i segreti dell'Abaddon Hotel, non si può vedere un film che ciurla nel manico per due ore e finisce nel momento in cui diventa interessante. Vergogna. 

4. Le rose di Versailles - Lady Oscar

Altro film che non posso definire proprio "brutto", almeno per quanto riguarda le animazioni e i dettagli, però porca miseria, come riassunto di uno degli anime più belli della storia, forse IL più bello, è una robetta gnegna, imprecisa, colma di buchi e priva di pathos. Povera Versailles.


3. The Toxic Avenger

Altro film atteso neanche per mesi, direttamente per anni, rivelatosi un cartone animato zeppo di effettacci brutti che nulla ha a che vedere con l'originale della Troma. Non mi era mai capitato di addormentarmi davanti a una commedia horror.


2. Follemente

L'Inside Out dei soliti personaggi della commedia all'italiana moderna. Lui, divorziato insicuro da calcioruotare al primo appuntamento, al limite dopo esserselo portato a letto in virtù del bel musetto di Edoardo Leo; lei, una pazza scriteriata con fisime da 15enne. Un appuntamento che diventa, neanche a dirlo, l'ultima occasione di essere felici, pena una morte solitaria, manco 'sti due avessero settant'anni. A complicare il tutto ci si mettono le voci nella testa, ma i dialoghi sembrano scritti da ChatGPT, e un film di un'ora e mezza sembra durarne otto. Orrore. 


1. Biancaneve

Lo so, è sparare sulla croce rossa, visto che ne hanno detto peste e corna prima ancora che uscisse. Ma, anche spogliando Biancaneve da tutte le stupide, inutili polemiche che lo hanno preceduto, rimane un film brutto, mal scritto e mal realizzato, un insulto innanzitutto per il pubblico infantile.

martedì 11 novembre 2025

The Toxic Avenger (2023)


Nei cinema, ad Halloween, è stato distribuito The Toxic Avenger, diretto e co-sceneggiato nel 2023 dal regista Macon Blair.

Trama

Winston vive solo col figliastro e sbarca il lunario come uomo delle pulizie di una losca ditta farmaceutica. Quando scopre di avere un tumore incurabile, Winston cerca di derubare la ditta, ma finisce in una pozza di liquami tossici e diventa un mostro...

Recensione

Io mi chiedo in che mondo viviamo. The Toxic Avenger, remake di uno dei film più iconici e remunerativi della indipendente Troma, è stato presentato in un paio di festival nel 2023, dopodiché è finito in un limbo distributivo in quanto ritenuto troppo violento, praticamente impresentabile al pubblico odierno. Due anni dopo, The Toxic Avenger è arrivato in tutto il mondo, persino da noi, nella sua versione "unrated", e io mi chiedo se ormai sono diventata insensibile o se i produttori si sono rincoglioniti del tutto (propendo più per la seconda ipotesi, ma non metto limiti ai miei problemi). Se un film come The Toxic Avenger è impresentabile a un pubblico "generalista" (ma poi, a parte gli appassionati di horror, chi è che va a vedere gli horror al cinema, scusatemi?), Bring Her Back non avrebbe dovuto nemmeno uscire, perché guardando il lavoro di Macon Blair sembra di avere davanti un cartone animato. Questo non è un complimento, ovviamente. Non sono mai stata fan del Toxic Avenger della Troma, visto troppo tardi per elevarlo a cult e, comunque, troppo distante dai miei gusti, ma ne riconosco la carica sovversiva, l'ironia infantile ma comunque caustica, la patina grezza che lo rende disgustoso a più livelli, e che conferisce "spessore" al personaggio di Toxie proprio per la contrapposizione tra la sua natura buona e lo schifo che lo ha generato. Il film di  Michael Herz e Lloyd Kaufman dissacrava la figura del supereroe dotandolo di tutti i simboli del successo (potenza fisica, una fidanzata procace, l'ammirazione delle persone, persino una base segreta) ma declinati in chiave "trash", nel senso più letterale del termine, spingendo lo spettatore a tifare per lui pur provando un inevitabile disagio. Stessa cosa valeva per la origin story di Toxie, un povero verginello disagiato trasformato in un mostro per lo scherzo di un gruppo di bulli psicopatici che uccideva gente a caso; la casualità del tutto, e la crudeltà inaudita di ogni malvivente sul suolo di Tromaville, erano essenziali alla deriva violentissima intrapresa da un vendicatore non proprio brillante in partenza, preda di un odio sviscerato ed irrazionale verso il male. 

Nel film di Macon Blair, invece, tutto è normalizzato. Quella di Winston, uomo delle pulizie all'interno di una ditta farmaceutica, è una vita come tante. Il protagonista del nuovo Toxic Avenger è un uomo assolutamente normale, pur avendo la sua dose di problemi, e la sua origin story è legata a gravissimi problemi di salute e al disperato tentativo di risolverli o, perlomeno, di non lasciare privo di sostentamento il figlio dell'ex fidanzata, già traumatizzato dalla morte di quest'ultima e, per giunta, autistico. La vendetta di Winston/Toxie è comprensibile e lineare, in quanto va alla fonte di tutte le disgrazie che affliggono lui e la città di St. Roma, ovvero Bob Garbinger e la sua ditta farmaceutica, che fingono di curare le stesse malattie di cui sono la causa, per via di un inquinamento scellerato. Anzi, mi spingo persino a dire che il pattern per cui il villain decide di diventare un mostro ancora peggiore per battere Toxie è una strada battuta mille volte, stravista quanto il ripensamento di uno degli scagnozzi, le beghe familiari, la tizia ribelle che cerca di instillare un po' di coscienza sociale nel protagonista. Insomma, nel nuovo The Toxic Avenger non c'è un minimo di originalità, e non solo perché il film è un remake, ma soprattutto perché, quando si distanzia dall'originale, ricicla topoi vecchi quanto me. Inoltre, Macon Blair, che pur si professa amante indefesso della Troma, non riesce a fare a meno di dare un'immagine ripulita e patinata anche delle discariche a cielo aperto, degli scopettoni, di qualsiasi cosa dovrebbe destare istintivo disgusto.  

Questa tendenza a "ripulire" riverbera anche nelle sequenze che i trailer vendono come esagerate e scabrose, accomunando The Toxic Avenger alla saga di Terrifier. Allora, non scherziamo. Io non sono una "bimba di Leone", per carità, e lungi da me elevare i film dedicati ad Art il clown a capolavori dell'horror, ma se non altro Leone non teme di scatenare il vomito nello spettatore e si appoggia quasi in toto ad ottimi effetti speciali artigianali. The Toxic Avenger, di artigianale, ha solo il trucco di Toxie (sul quale poi torno...) e quel meraviglioso uccello mutante, il resto è schifezza digitale, splatter finto come i soldi del monopoli, macellate da sbadiglio compulsivo, che unite ad un umorismo tutto sommato ben poco corrosivo, contribuiscono alla palpebra calante nonostante qualche buona idea, un paio di citazioni azzeccate, e lo schermo smarmellato di colori acidi. In tutta sincerità, a me sono sembrati svogliati anche gli attori, nonostante il cast facesse ben sperare. In effetti, gli unici che meritano sono Kevin Bacon, ormai abbonato ai ruoli di villain fascinoso che non disdegna però l'essere preso a pesci in faccia come merita, e un Elijah Wood sempre più weird e perfettamente a suo agio nei panni del Pinguino/Gollum. Peter Dinklage, con tutto il rispetto, è una barzelletta, nel senso che recita solo al naturale, mentre sotto il pesante trucco di Toxie c'è una donna, e l'attore si limita a dargli la voce. La cosa risulta abbastanza ridicola perché non solo, effettivamente, Toxie somiglia ben poco a Dinklage (e ci sta, anche i due attori che interpretavano l'originale erano diversi), ma anche perché la voce a volte risulta falsata rispetto ai movimenti labiali dell'attrice e, soprattutto, il trucco di Toxie nelle sequenze in ospedale è completamente diverso da quello che definisce il personaggio in tutto il resto del film. Su Jacob Tremblay, povero amore, stendo un velo pietoso. A 15/16 anni, calcolando a spanne l'epoca delle riprese, il creaturo era in quell'età in cui i ragazzini non sono né carne né pesce, e qualunque cosa facciano sembrano molli come un'oloturia, il che probabilmente ha avuto ripercussioni sulla sua interpretazione. Purtroppo, la pubertà non è stata tenera con chi era un bimbo splendido e puccioso, quindi c'è solo da sperare che Mike Flanagan o altri trovino un modo per valorizzare gli altri suoi talenti. Purtroppo, Macon Blair non ne ha avuto la capacità, così come non è riuscito a rendere omaggio alla Troma, nonostante le buone intenzioni. Vi consiglio dunque di stare ben lontani da questa monnezza ripulita, e di dedicarvi ad altri horror più interessanti.

Cast

Del regista e co-sceneggiatore Macon Blair, che interpreta anche Dennis, ho già parlato QUI. Peter Dinklage (Winston/Toxie), Jacob Tremblay (Wade), Lloyd Kaufman (Lloyd), Kevin Bacon (Bob Garbinger), Elijah Wood (Fritz Garbinger) li trovate invece ai rispettivi link.

Curiosità

Non c'è Peter Dinklage sotto il make up di Toxie, bensì un'attrice inglese di nome Luisa Guerreiro. Il film è il remake di The Toxic Avenger - Il vendicatore tossico, che vi consiglio di guardare a prescindere. ENJOY!

martedì 19 novembre 2024

The Toxic Avenger - Il vendicatore tossico (1984)

Sono testarda e, nonostante il sicuro fallimento, continuo con la challenge di Letterboxd! Il tema di oggi è "Happy Anniversary! Watch a Horror released in 1984", così ho scelto The Toxic Avenger - Il vendicatore tossico (The Toxic Avenger), diretto e sceneggiato dai registi Michael Herz e Lloyd Kaufman nel 1984.


Trama: Melvin, tuttofare sfigato della palestra di Tromaville, finisce dentro dei rifiuti tossici e si trasforma in un giustiziere dall'aspetto mostruoso...


Credo corresse la fine del vecchio millennio quando ho sentito per la prima volta il nome Troma, citato all'interno della spassosissima rubrica di Ciak dedicata ai film weird e, più volte, all'interno dell'elenco delle 100 pellicole più brutte della storia del cinema. Ho poi recuperato, qualche anno dopo, quel Tromeo e Giulietta di cui non ricordo nulla, inizio e fine della mia storia con la casa di produzione fondata da Michael Herz e Lloyd Kaufman. Com'è stato, dunque, guardare The Toxic Avenger, caposaldo della Troma, praticamente "vergine", a 40 anni dalla sua uscita? Molto divertente e stranamente piacevole. Mi aspettavo una boiata della peggio specie, per di più noiosissima, pompata da orde di nostalgici o amanti del trash, ma la verità è che The Toxic Avenger ha un cuore, per quanto marcio. Ciò che lo rende vivo e simpaticissimo è la volontà di divertire in primis chi lo ha realizzato, anche se la trama è solo una scusa per mostrare le peggio nefandezze, pompando su un disgusto che non nasce solo dalle scene splatter. Il teatro della vicenda, infatti, è la cittadina fittizia di Tromaville, dove vengono stipati tutti i rifiuti tossici d'America grazie alla connivenza del laido sindaco. In una città che fa dell'immondizia tossica la sua ragion d'essere, esiste una palestra che raccoglie la peggio gioventù (e non solo), fatta di bulli, zoccolotte, drogati, assassini seriali e pervertiti di ogni genere e lì lavora il povero Melvin, al confronto del quale Steve Urkel era un modello di figaggine. A seguito dell'ennesimo scherzo ai suoi danni, Melvin finisce all'interno di un barile di liquame tossico e si trasforma in un mostro ma, attenzione, perché a Tromaville il bello è brutto e viceversa: l'incidente non risveglia la malvagità di Melvin, bensì un profondo senso di giustizia e la volontà di eradicare tutto il male presente nella tristissima cittadina. Dopo anni di supereroi cinematografici puliti e a modino, ammetto di essere rimasta piacevolmente colpita dalla semplicità d'intenti e della purezza di questo "avenger", deciso a soffocare nel sangue tutti i malviventi e a punirli senza temere di essere troppo eccessivo. A differenza di film come Terrifier, che fanno venire voglia di vomitare il panettone dell'84 perché, pur essendo giocosi, a modo loro, fanno dannatamente sul serio nelle scene splatter, The Toxic Avenger carica di umorismo slapstick anche le mattanze, e non risulta mai fastidioso nell'eccesso, nemmeno quando vengono messi in mezzo bambini e cani.


Intendiamoci, The Toxic Avenger, come ho accennato sopra, è comunque disgustoso, ma perché è volutamente rozzo. Il 90% dei personaggi maschili fa davvero schifo ai cani (se andiamo a vedere, il meno orripilante è proprio il vendicatore tossico, nonostante viva nella rumenta e sia deforme) e, in generale, tutta la città di Tromaville è connotata da un profondo squallore; inoltre, l'umorismo anni '80 zeppo di ragazze zoccole, macchiette gay, fat shaming, tette, culi e quant'altro ha cominciato a pesarmi non poco, anche se questo è probabilmente solo un mio problema, che si può superare contestualizzando, appunto, l'epoca e il pubblico a cui un film come The Toxic Avenger era destinato. Gli attori sono mediamente cani, questo è vero, per la maggior parte destinati a brillare solo con questo titolo oppure a razzolare esclusivamente nel pollaio della Troma, ma nel complesso la loro incapacità attoriale non è fastidiosa e rispecchia in pieno la natura genuina del prodotto finito. Me lo aspettavo, d'altra parte, mentre invece quello che mi ha stupito sono una regia discreta (assimilabile ai migliori Scuola di polizia, giusto per dare un'idea) e degli effetti speciali artigianali ma dignitosissimi, se si pensa al basso budget. Ho apprezzato anche gli scontri tra il vendicatore tossico e tutta una serie di criminali urbani, perché alcuni sono coreografati in maniera vivace e non scontata, e mi sono ritrovata a ridere per parecchie trovate atte a parodiare i generi più svariati, la rom com in primis (ma ce n'è davvero per tutti i gusti. Potete persino trovare citato il Dottor Stranamore, tanto di cappello a Kaufman e Herz!). La cosa più importante di tutte però, vista la mia vecchiaia, è che non mi sono addormentata neppure una volta guardando The Toxic Avenger, il che depone molto a favore del mio voto positivo odierno. Il film "manifesto" della Troma, infatti, non è per tutti e io stessa (pur essendo contenta di averlo visto) non credo lo riguarderò mai più, ma se volete approcciarvi alle opere di questa particolarissima e famigerata casa di produzione potrebbe essere un ottimo punto d'inizio.  

Michael Herz è il co- regista della pellicola. Americano, co-fondatore della Troma, ha diretto film come The Toxic Avenger Part II, The Toxic Avenger Part III: The Last Temptation of Toxie e Sgt. Kabukiman N.Y.P.D. Anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 75 anni.


Lloyd Kaufman
(accreditato come Samuel Weil) è il co- regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, co-fondatore della Troma, ha diretto film come Class of Nuke 'Em High, The Toxic Avenger Part II, The Toxic Avenger Part III: The Last Temptation of Toxie, Sgt. Kabukiman N.Y.P.D. , Tromeo and Juliet, Citizen Toxie: The Toxic Avenger IV e Poultrygeist: Night of the Chicken Dead. Anche attore e produttore, ha 79 anni. 


Vincent D'Onofrio
avrebbe dovuto interpretare Bozo ma è stato licenziato per aver chiesto un aumento di salario e sostituito da Gary Schneider. Il film ha generato tre seguiti: The Toxic Avenger Part II, The Toxic Avenger Part III: The Last Temptation of Toxie e Citizen Toxie: The Toxic Avenger IV. Esisterebbero anche due remake, The Toxic Avenger: The Musical e quel The Toxic Avenger con Peter Dinklage che, ad oggi, non ha ancora trovato distribuzione. Nell'attesa che il miracolo si compia, cose da recuperare ne avete! ENJOY!

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