mercoledì 21 luglio 2021

Censor (2021)

Bazzicando su Letterboxd si scoprono un sacco di film interessanti. Quando poi questi ultimi ottengono il bollino di qualità di Lucia so già che devo mettere da parte ogni cosa e recuperarli immantinente, come nel caso di Censor, diretto e co-sceneggiato dalla regista Prano Bailey - Bond.


Trama: Enid lavora nella commissione inglese per la censura e il suo compito è quello di visionare i film per decidere cosa tagliare e quale visto censura dare. Quando però una delle opere da lei vagliata diventa ispirazione per un terribile omicidio, qualcosa nella mente di Enid si spezza...


Immagino che la maggior parte di voi sappia cosa siano i cosiddetti Video Nasty ma, a beneficio di chi non ha idea di cosa sto parlando, dico brevemente che all'inizio degli anni '80 in Inghilterra c'è stata una spietata guerra contro la violenza nei film, in particolare negli horror di serie B che arrivavano direttamente in videocassetta senza passare così dalla British Board of Film Classification a causa di un "buco" nella legislatura, il che ha portato alla nascita del Video Recordings Act del 1984 e di un indice dei film proibiti (i Video Nasty, appunto) tra i quali figuravano anche glorie nostrane come Antropophagus, Cannibal Ferox o Reazione a catena. All'epoca chi veniva trovato in possesso di questi film incappava in pene severissime e alcune pellicole in Inghilterra sono censurate ancora oggi oppure non sono mai state distribuite. Fatto un minimo di excursus sui Video Nasty, passiamo a parlare di Censor, film ambientato negli anni '80 e avente per protagonista una donna, Enid, il cui lavoro è proprio quello di visionare horror e tagliare tutte le scene che potrebbero risultare dannose per il pubblico oppure causare violente emulazioni. Enid è estremamente precisa e scrupolosa in quello che fa, tanto da spiccare persino tra i suoi colleghi come un censore particolarmente severo, eppure accade che un giorno uno dei film da lei visionati venga nominato come fonte di ispirazione da un uomo che, dopo aver sterminato la famiglia, ha dichiarato di non ricordare nulla, guadagnandosi il soprannome di Amnesiac Killer. L'improvviso livore mediatico nei confronti di Enid, accusata pubblicamente di lassismo e superficialità, contribuisce a minare una sanità mentale già compromessa da un trauma subito nell'infanzia e tenuto a bada da un distacco totale dalla realtà, dalla famiglia, dagli affetti, dai colleghi di lavoro e dalla consacrazione a un lavoro atto a riportare ordine e regole nel caos; le accuse anche violente nei confronti di Enid diventano l'eco di un senso di colpa mai sopito, inculcatole fin da piccola, e l'incapacità di cui viene tacciata rompono in qualche modo gli argini che fino a quel momento tenevano a bada il potere "maligno" e sovversivo degli horror visti ogni giorno, col risultato che realtà e finzione, passato e presente, cominciano mescolarsi nella testa di Enid, con tutto ciò che ne consegue.


Prano Bailey - Bond
è adamantina nel sottolineare come gli horror e i film violenti non sono le fonti di tutti i mali della società, ma che l'orrore risiede innanzitutto nella mente delle persone lasciate sole con i propri demoni, incapaci di affrontarli, e dipinge un'Inghilterra triste e squallida, pervasa da un disagio sociale che non ha nulla a che vedere con lo splatter fittizio dei tanto odiati Video Nasty. I toni del seppia e del marrone, il formato "moderno" dello schermo, il sonoro nitido, sono preponderanti nelle sequenze iniziali, quelle in cui Enid è ancorata alla realtà, ma lasciano a poco a poco spazio ad uno stile che riprende quello delle videocassette straconsumate dell'epoca; il punto di vista della protagonista, al quale lo spettatore è legato dall'inizio alla fine, diventa sempre più allucinato, l'aspect ratio dello schermo si riduce, i colori preponderanti diventano il blu elettrico, il rosso vivido e il bianco abbacinante e al tempo stesso malato degli slasher più truci, mentre la storia si sfilaccia (pur rimanendo estremamente comprensibile) aumentando l'ansia di chi è costretto ad assistere impotente al progressivo distacco dalla realtà di chi non riuscirà mai a fare luce su un evento terribile che ha condizionato tutta la sua esistenza. Censor, vi avviso, non dà risposte definitive né è uno di quei film che rassicura lo spettatore con spiegoni o simili, anzi; contaminato da echi lynciani e fulciani, la sensazione che dà è proprio quella di qualcosa che manca, che non torna, che necessiterebbe di un po' di chiarezza in più, ed è lì che risiede l'indubbio fascino capace di renderlo uno dei film più interessanti e ben diretti dell'anno.


Di Michael Smiley (Doug Smart) ho già parlato QUI

Prano Bailey-Bond è la regista e co-sceneggiatrice della pellicola. Inglese, è al suo primo lungometraggio. Anche montatrice e attrice, ha 39 anni.


Il film "nasce" da un corto della stessa regista, Nasty, che potreste anche recuperare, aggiungendo magari qualche Video Nasty, giusto per entrare nel mood: tra quelli di cui ho parlato segnalo il già citato Antropophagus, Apocalypse domani, L'ultima casa a sinistra, Korang - La terrificante bestia umana (tra quelli che facevano incappare il possessore in pene pesanti), ... E tu vivrai nel terrore - L'aldilà, Quel motel vicino alla palude e Possession. ENJOY! 


2 commenti:

  1. Grazie per la lezione storica su generi video che ignoravo e soprattutto grazie per la segnalazione di un film sconosciuto ma che sembra molto, molto interessante.
    Temo gli echi lynchani che non sono mai facili da gestire, ma potrebbe avere una possibilità.

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    Risposte
    1. I video nasties sono delle delizie mica da poco. Col tempo, ovviamente, molte censure e alcuni titoli inseriti nella lista sono diventati obsoleti, quel tipo di violenza non fa più effetto a nessuno, ma effettivamente altri film rivoltano lo stomaco ancora oggi.
      Quanto a Censor, per me è bellissimo, merita di venire recuperato!

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