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mercoledì 12 dicembre 2018

Strade perdute (1997)

Ogni tanto è sempre bene incrociare la via con David Lynch, regista e co-sceneggiatore di questo Strade perdute (Lost Highway), da lui diretto nel 1997.


Trama: il sassofonista Fred comincia a ricevere strani video che hanno per oggetto lui e la moglie Renee. Travolto da un escalation di terrore e violenza, Fred finisce in carcere ma, dopo una notte, nella sua cella si risveglia misteriosamente il giovane Pete, meccanico dai mille segreti.



Strade perdute è un incubo, per i protagonisti del film e per lo spettatore. Inutile cavare un senso da quanto passa sullo schermo, benché un senso forse ci sia e si chiami "fuga psicogena", una malattia mentale che prevede il distacco dal sé con conseguente, importante amnesia relativamente all'identità di chi ne è affetto. Detta così, avrebbe quasi senso e spiegherebbe alcune delle cose che vengono mostrate in Strade perdute ma sarebbe solo la punta dell'iceberg. Il film di Lynch è infatti un noir che segue due storie differenti ma con elementi comuni le quali, sul finale, in qualche modo arrivano a ricongiungersi; protagonista è un sassofonista che un giorno, dopo aver compiuto apparentemente un omicidio, si risveglia nella cella della prigione nei panni di un'altra persona, un ragazzo di nome Pete Dayton. Fuga psicogena, dunque, concretizzata nell'effettivo mutare dell'aspetto di una persona, ma non solo, perché Fred/Pete, in qualche modo, pare avere anche la facoltà di viaggiare nel tempo o, perlomeno, di subirne i capricci, riversati nella sua testa dolorante come flashback o fast forward di qualcosa accaduto all'uno o all'altro. E in mezzo, come in ogni noir che si rispetti, c'è la femme fatale che per l'occasione si sdoppia e il malvagio che perseguita, prima come un nome e poi fisicamente, entrambi i protagonisti. C'è anche la carta jolly di un inquietante uomo misterioso, forse lui stesso veicolo di follia e squilibrio, un alieno capace di saltare nel tempo e di sfruttare Fred/Pete per scopi imperscrutabili o semplicemente il frutto della malattia mentale del protagonista, che vede incarnato in questo essere misterioso il suo stesso senso di colpa, la propria pazzia, il terrore per i crimini commessi fatto in forma di uomo. E mentre Fred, sassofonista sposato ad una moglie che forse lo tradisce e impegnato in lavoretti sporchi, è una figura "arrivata" ed affascinante, Pete è bello ma sfigato, vorrebbe la vita di Fred e la ricerca seguendo la chimera di una bionda fatale impegnata nel campo del porno, in un afflato di autodistruzione che forse il sassofonista eviterebbe se non ci fosse costretto.


Ma chissà se quanto ho scritto sopra è vero, ché al momento questo Strade perdute mi è parso il film più complesso di Lynch (di Mulholland Drive ho vaghi ricordi, Inland Empire non l'ho proprio visto, abbiate pazienza) e anche, mi perdonino i fan, quello meno affascinante nonostante il senso di inquietudine palpabile dato da sequenze ed inquadrature ormai iconiche e zeppe di colori "forti" che bucano l'oscurità, come il giallo della riga frammentata di mezzaria oppure il rosso delle porte, per non parlare del blu di uno schermo enorme che riversa sul protagonista l'incubo del tradimento e dell'orrore oppure del bianco di un volto spettrale ed inumano. Sarà che il noir è un genere che a me dice poco o sarà che due protagonisti come Bill Pullman e Balthazar Getty mi hanno entusiasmata ben poco, surclassati dalla bellezza imbarazzante della doppia Patricia Arquette, splendida come mora e assolutamente divina come bionda (e quanto mi ha ricordato la dicotomia Laura/Madeleine Palmer), una donna che visse due volte ed entrambe costantemente sull'orlo del peccato e della perdizione, ma del film ho apprezzato la colonna sonora più di tutto il resto. Nello score di un Badalamenti a mio avviso meno ispirato del solito compaiono infatti pezzi degli Smashing Pumpkins, dei Rammstein, di Marilyn Manson, perfetti per le scene che accompagnano e in grado di fomentare lo spettatore nonostante il delirio effettivo che è questo Strade perdute. Il quale, ribadisco, è sicuramente un gran film e l'ennesimo esempio della bravura, della genialità di David Lynch, ma non è stato in grado di toccare le mie corde come altre sue opere. Chissà che guardando Mulholland Drive ed Inland Empire , "cugini" ideali di questa pellicola, non mi si apra un mondo, visto che l'idea di rivederlo per capirci qualcosa in più di sicuro c'è!


Del regista e co-sceneggiatore David Lynch ho già parlato QUI. Bill Pullman (Fred Madison), Patricia Arquette (Renee Madison / Alice Wakefield), Gary Busey (Bill Dayton), Giovanni Ribisi (Steve "V") e Robert Loggia (Mr. Eddy / Dick Laurent) li trovate invece ai rispettivi link.

Balthazar Getty interpreta Pete Dayton. Americano, ha partecipato a film come Il signore delle mosche, Natural Born Killers, Dredd - La legge sono io e a serie quali Streghe, Ghost Whisperer, Alias, Medium e Twin Peaks: Il ritorno. Anche produttore, ha 43 anni e un film in uscita.


Richard Pryor interpreta Arnie. Americano, lo ricordo per film come Giocattolo a ore, Superman III, Non guardarmi: non ti sento e Non dirmelo... non ci credo. Anche sceneggiatore, produttore e regista, è morto nel 2005, all'età di 65 anni.


Michael Massee, che interpreta Andy, era il Funboy de Il corvo nonché l'attore che ha, materialmente, ucciso Brandon Lee nello sciagurato stunt finito male; immancabile, all'interno di un film di Lynch, l'adorabile Jack Nance, che qui interpreta Phil, ma a un certo punto spunta anche Marilyn Manson, in guisa di attore porno. Detto questo, se Strade perdute vi fosse piaciuto recuperate Mulholland Drive, Inland Empire, Velluto blu e Cuore selvaggio. ENJOY!



venerdì 31 agosto 2018

The Last Sharknado: It's About Time! (2018)

E' finita. Non so come ma è finita, grazie a tutti gli dei. O, almeno, spero. Il regista Anthony C. Ferrante ha sfornato anche quest'anno l'ennesimo capitolo della sua più fortunata creatura, The Last Sharknado: It's About Time! e stavolta pare non ci saranno altri sequel.  Ma perché ora sono così amareggiata quando l'anno scorso non vedevo l'ora di guardare il sesto episodio di Sharknado?


Trama: Fin e soci sono costretti a viaggiare nel tempo per combattere gli sharknado e impedire al terribile fenomeno atmosferico di distruggere il mondo.


L'anno scorso, alla fine del noiosissimo e discutibile quinto episodio, ero rimasta basita innanzi alla visione di Dolph Lundgren che, in guisa di figlio di Fin, invitava il padre ad imbarcarsi in un viaggio nel passato onde distruggere lo sharknado fonte di tutti i mali. Galvanizzata da tanta sfacciata ambizione tamarra, ho atteso col fiato sospeso The Last Sharknado: It's About Time!, confidando in un tripudio di trash e spacconate assortite ma dopo cinque minuti avevo già capito che Lundgren aveva mostrato a tutti il dito medio e abbandonato il progetto, lasciando il ruolo di Gil a comparse e signori nessuno e Ferrante e soci in preda alla deboscia più nera. A prescindere dalla sua infima qualità tecnica, che ormai è persino incapace di fare ridere, The Last Sharknado: It's About Time! è proprio noioso, ripetitivo, permeato da un autocompiacimento nostalgico che annulla persino le poche trovate buone e ammoscia quello che avrebbe dovuto essere l'obiettivo principale dell'ultimo episodio: sfogarsi, buttare tutto in ancor più caciara, rimanere negli annali come il trionfo dell'ignoranza, una roba da parlarne per anni. E invece. E invece abbiamo sempre lo stesso pattern di sceneggiatura: Fin e soci (i quali cambiano di volta in volta, per venire incontro a quei pochi attori che ancora credevano nel progetto o avevano bisogno di soldi contanti) saltano in un warp spaziotemporale, combattono lo sharknado di turno, cercano un mezzo abbastanza veloce da ricreare un altro passaggio per saltare nell'epoca successiva, ricominciano tutto da capo. Alla terza volta, il pattern diventa una palla cosmica. E voi direte, è come gli altri anni, cosa cambia? Sì, è vero, ma per l'ultimo capitolo speravo almeno in un colpo di coda, invece mi sono rimasti solo gli imbarazzanti siparietti di gente costretta a citare film della madonna (The Rocky Horror Show, Ritorno al futuro, La storia fantastica, di nuovo Guerre Stellari per la miseria...) o a darsi di gomito ammiccando (un'orripilante Tori Spelling che, vedendo Ian Ziering, gli chiede "Ma noi non andavamo al liceo assieme?") mentre passa dalla preistoria al medioevo inglese, dalla guerra d'indipendenza americana al Far West, dagli anni '60 ad un lontanissimo futuro, talmente apocalittico che penso nessuna distopia potrebbe reggere il confronto (SPOILER cloni di Tara Reid ovunque, che orrore!!!).


A parte la trama, se di trama si può parlare ché a un certo punto coi paradossi temporali gli sceneggiatori fanno un casino che scànsati, quello che mi offende è che, al SESTO episodio, non si sia riusciti a tirare su un minimo di effetto speciale decente. Secondo me qui non si può più parlare di budget scarso ma di incompetenza e di mancanza di rispetto per lo spettatore, della serie "tanto se li sono visti tutti così, cazzucene".  E non parlo solo dei dinosauri appiccicati sullo schermo in modo da non combaciare con gli attori costretti a interagire con loro, nemmeno degli squali che in sei anni non sono riusciti a rimanere di dimensione standard manco una volta, quanto proprio della poraccitudine dell'insieme, dei "props", chiamiamoli così: basterebbero anche solo l'enorme mazza da baseball brandita da Judah Friedlander, la corona posticcia posata in testa a Tara Reid e, in generale, tutti i "costumi" per far urlare allo scandalo, ché in una recita parrocchiale persino questi dettagli sarebbero più curati di quanto viene mostrato in The Last Sharknado. E vi dirò anche che, salvo alcuni attori che se la godono da morire come la favolosa drag queen Alaska Thunderfuck, vera punta di diamante del film con una Morgana esilarante, risulta palese come Ziering e soci si siano stufati e recitino col pilota automatico oppure caricando all'inverosimile la loro interpretazione, come il belinone che interpreta Billy the Kid, un guitto pescato nei peggiori bar di Caracas, probabilmente. Ovvio, Ziering e soprattutto la Reid non sono MAI stati due attori, per carità di ogni divinità, ma il vecchio Fin è ormai scoglionato, si vede, l'imbarazzo con cui i suoi comprimari si palleggiano battute da avanspettacolo è evidente e sono quasi certa che l'unica a crederci ancora fortissimamente sia solo Tara Reid, impegnata nel doppio ruolo di testa e moglie ma anche di Biancaneve, Jeeg Robot d'Acciaio, Regina Cersei, gatto di marmo, ecc. ecc. Insomma, il diludendo e non sto nemmeno a sprecare parole sulle guest star a meno di non sottolineare lo shock di vedere le due colonne portanti degli Offspring ridotte a umarell bolsi oppure quello di ritrovarmi davanti Tori Spelling ricoperta di cerone e col fisico sfondato. Prego Dio di non farmi invecchiare a 'sto modo o mi impicco. E credetemi, mi spiace vomitare tanto astio su una cretinata come The Last Sharknado, col quale speravo di congedarmi in goliardica amicizia ma quando è troppo è troppo. Speriamo sia davvero la Fin, stavolta!


Del regista Anthony C. Ferrante, che compare anche come membro della band che suona sulla spiaggia, ho già parlato QUI. Ian Ziering (Fin), Tara Reid (April), Vivica A. Fox (Skye), James Hong (Confucio), Bo Derek (Mary), Gary Busey (Wilford Wexler) e John Heard (George, in un filmato d'archivio) li trovate invece ai rispettivi link.

Judah Friedlander interpreta Bryan, ruolo ripreso da Sharknado 2: A volte ripiovono. Americano, ha partecipato a film come Ti presento i miei, Zoolander, ... E alla fine arriva Polly, Starsky & Hutch, Cabin Fever 2 - Il contagio, Star Wars - Il risveglio della forza e a serie come 30 Rock; come doppiatore, ha lavorato in American Dad!. Anche sceneggiatore, regista e produttore, ha 49 anni e un film in uscita.


Leslie Jordan interpreta Benjamin Franklin. Americano, ha partecipato a film come Jason va all'inferno, The Help, Fear, Inc. e a serie come Jarod il camaleonte, Dharma e Greg, Ellen, Più forte ragazzi, Sabrina vita da strega, Nash Bridges, Ally McBeal, Monk, Desperate Housewives, Supernatural, American Horror Story e Will & Grace; come doppiatore, ha lavorato in Mucche alla riscossa e American Dad!. Anche sceneggiatore, ha 63 anni e due film in uscita.


Tori Spelling interpreta Raye. Americana, la ricordo per film come Scream 2 e Scary Movie 2 , inoltre ha partecipato a serie quali Love Boat, Bayside School, Melrose Place, Beverly Hills 90210, Perfetti... ma non troppo, Smallville e 90210; come doppiatrice, ha lavorato in Biker Mice da Marte, American Dad!, I Griffin - La storia segreta di Stewie Griffin e I Griffin. Anche produttrice, sceneggiatrice e regista, ha 45 anni.


Tra le guest star presenti nel film segnalo la già citata drag queen Alaska Thunderfuck nei panni di Morgana, l'astrofisico Neil deGrasse Tyson in quelli di Merlino, la Troi di Star Trek, Marina Sirtis, come Winter, gli invecchiatissimi (gesù, che shock!) Dexter Holland e Noodles degli Offspring nei panni di due membri della marina britannica, il comico Darrell Hammond (George Washington), il cantante dei Twisted Sisters Dee Snider (lo sceriffo), Chris Owen (lo Sherman di American Pie, qui nei panni di Gil trentenne), Christopher Knight (nonno Clarke), Bernie Kopell (in quanto ex-membro del cast di Love Boat gli tocca la parte del capitano del battello), LaToya Jackson (Cleopatra), Kato Kaelin (era l'amichetto di O.J. Simpson, qui interpreta il Re vichingo) e l'immancabile Al Roker nei panni di se stesso; dai vecchi Sharknado tornano inoltre Charles Hitting, ovvero Matt il figlio maggiore di Fin, Ryan Newman (la figlia Claudia), i due malviventi che aprivano il primo Sharknado, Mark McGrath (Martin) e Masiela Lusha (Gemini). Troppa gente, porca miseria! Per finire, se volete conoscere tutti i passaggi della saga che ha rovinato l'estate ai cinefili e rallegrato, almeno per un po', quella dei trashofili, recuperate Sharknado, Sharknado 2: A volte ripiovono, Sharknado 3: Attacco alla casa bianca, Sharknado 4 e Sharknado 5: Global Swarming. ENJOY!

domenica 3 dicembre 2017

Predator 2 (1990)

Essendomi riguardata Predator ho pensato "Ho fatto trenta, facciamo anche trentuno"ed ecco perché oggi vi parlerò di Predator 2, diretto nel 1990 dal regista Stephen Hopkins.


Trama: nel bel mezzo di una guerra metropolitana tra bande piomba un Predator assetato di sangue che elegge il Tenente Mike Harrigan a nemico e preda maggiormente ambita...



Sull'onda del successo cinematografico del primo Predator, la Dark Comics si è accaparrata un paio di anni dopo i diritti per lo sfruttamento del personaggio e ha immesso sul mercato una miniserie a fumetti di quattro numeri. Dal successo di questa mini dipendeva il ritorno di Predator sullo schermo ed evidentemente la scommessa è stata vinta in quanto nel novembre del 1990 (pochi mesi dopo la conclusione della serie a fumetti) usciva negli USA Predator 2, ambientato 10 anni dopo gli eventi accorsi nel primo film e ispirato dalle atmosfere metropolitane del fumetto. Accantonata la lussureggiante giungla colombiana e l'idea di un gruppo di tostissimi mercenari persi in una terra ostile, Predator 2 offre allo spettatore uno scorcio di futuro talmente squallido e violento che probabilmente avrebbe ridotto in lacrime persino il Top Dollar de Il Corvo, con una Los Angeles messa a ferro e fuoco da bande rivali di spacciatori di droga armati di pistole grandi quanto cannoni e talvolta persino dediti a pratiche voodoo. La task force comandata dal tenente Harrigan ha già il suo bel da fare a tenere a bada questo nutrito gruppo di strepponi ma le cose si complicano ulteriormente quando un Predator invisibile comincia ad eliminare i delinquenti in modi sempre più sanguinosi, lanciando una chiara sfida agli sbirri che iniziano a loro volta a cadere come mosche. A questo ameno quadro bisogna aggiungere anche un'organizzazione governativa che, come nei migliori episodi di X-Files, sa ma non dice e cerca di tenere nascosta la vera natura del "giustiziere misterioso" scontrandosi con la cocciutaggine di un tenente disposto a tutto pur di scoprire la verità e vendicare i compagni ingiustamente uccisi. In soldoni, Predator 2 è tutto questo, un mix (magari non riuscito come il capostipite ma comunque gradevole) di fantascienza, horror e cop movie ultraviolento, con i grattacieli e le sozze strade di Los Angeles utilizzate come claustrofobico terreno di caccia al posto della giungla e il palese desiderio di  aprire la strada non solo ad altri sequel ma anche e soprattutto a un universo multimediale: sul finale compare una pistola il cui background viene esplorato in uno dei fumetti dedicati a Predator e che avrebbe dovuto in teoria aprire la strada ad un prequel mai girato, inoltre c'è quel simpatico teschio di Xenomorfo che fa ciao dall'interno dell'astronave.


Considerazioni nerd a parte (non mi addentro troppo nell'argomento, non essendo fan sfegatata o #massimaesperta di nessuna delle due saghe e non avendo mai visto Alien vs Predator), tutti nominano giustamente Predator ma c'è del bello e del buono anche nel suo sequel, cupo, pessimista ed esagerato forse più del capostipite. Predator 2 possiede un gusto tutto anni '90 per il cattivone kitsch, per il pistolone gigante, per i complotti e gli aggeggi tecnologici dall'aspetto strano, gusto che innanzitutto consente al Predator di avere un arsenale un po' più ampio e permette poi allo spettatore di farsi grasse risate con villain giustamente terminati nel modo più sanguinolento possibile ma non prima di averli visti gigioneggiare in tutta la loro tamarreide. Alcune sequenze restano impresse a lungo, come per esempio lo scontro in metropolitana, decisamente al cardiopalma, il sacrificio voodoo interrotto dall'arrivo del Predator e non ultimo lo scontro finale tra alieno e protagonista, che si conclude con un twist niente male. Ciò che manca a Predator 2, fondamentalmente, è un po' di testosterone da body builder zamarro, che gente come Schwarznegger e Jesse Ventura distribuivano invece a manciate. Non è che Danny Glover sia un protagonista poco valido, però diciamo che l'attore si limita a sudare come un'anguilla e ad urlare scazzato, matto come un cavallo, e per quanto sia badass non riesce a raggiungere le vette di uno Schwarzy che lascia il coltello conficcato nel petto del nemico con tanto di battutina perculante. Fortunatamente i personaggi di contorno sono sufficientemente simpatici, a partire da un Bill Paxton particolarmente logorroico e piacione per arrivare ad un ancor bello Gary Busey, impegnato in un ruolo che da molte gioie soprattutto sul finale, senza dimenticare la quota "rosa" di Maria Conchita Alonso, nonostante sembri più uomale di tutti i suoi colleghi maschi. Non sono sicura che Predator 2 meriti lo status di cult come Predator, tuttavia non è un film al quale si possa voler male ed è sicuramente due spanne sopra l'orrido Predators. Come ho letto da qualche parte su internet "Sono 27 fo**uti anni che non girano un film decente su Predator", speriamo che il ritorno alle origini di Shane Black, previsto per l'anno prossimo, possa metterci una pezza!


Del regista Stephen Hopkins ho già parlato QUI. Gary Busey (Peter Keyes), Rubén Blades (Danny Archuleta), Maria Conchita Alonso (Leona Cantrell), Bill Paxton (Jerry Lambert) e Robert Davi (Capitano Phil Heinemann) li trovate invece ai rispettivi link.

Danny Glover interpreta il tenente Mike Harrigan. Americano, lo ricordo per film come Fuga da Alcatraz, Witness - Il testimone, Il colore viola, Arma letale, Arma letale 2, Arma letale 3, L'uomo della pioggia, Arma letale 4, I Tenenbaum, Saw - L'enigmista e Be Kind Rewind, inoltre ha partecipato a serie quali Ralph Supermaxieroe, ER - Medici in prima linea, My Name is Earl e Criminal Minds; come doppiatore ha lavorato per  serie come Capitan Planet, American Dad!, e film quali Z la formica e Il principe d'Egitto. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 71 anni e ben dieci film in uscita.


Adam Baldwin interpreta Garber. Americano, NON imparentato coi gli altri famosi Baldwin, ha partecipato a film come Full Metal Jacket, Wyatt Earp, Independence Day, Il patriota e a serie quali Oltre i limiti, X-Files, CSI: Miami, Angel, Bones e CSI: NY. Ha 55 anni.


Il ruolo di Gary Busey, a sua volta scelto dal produttore Joel Silver quando invece Stephen Hopkins avrebbe voluto John Lithgow (i produttori avrebbero voluto anche Steven Seagal come protagonista, per inciso), era stato proposto ad Arnold Schwarzenegger, che sarebbe dovuto ritornare come Dutch, ma Schwarzy ha rifiutato, ritenendo stupida l'idea di un Predator a spasso per la città, mentre dopo Trappola di cristallo il compenso richiesto da John McTiernan sarebbe stato troppo alto e i produttori volevano mantenere i costi a livello della pellicola precedente (che è poi lo stesso motivo per cui il film è stato ambientato a Los Angeles invece che a New York). Altro forfait lo ha dato Patrick Swayze, che ha dovuto rinunciare a partecipare al film a causa delle ferite riportate durante le riprese de Il duro del Road House. Ricompare invece, anche se è difficile notarla, relegata com'è a pochissime sequenze mostrate da un monitor, la Anna di Elpidia Carrillo, ovvero la sopravvissuta del primo film. Predator 2 segue direttamente Predator e, ovviamente, precede Predators e l'imminente The Predator oltre a dare ufficialmente il via allo spin-off Alien vs Predator in virtù della testa di alieno vista tra i trofei all'interno dell'astronave sul finale.

venerdì 5 agosto 2016

Sharknado 4: The 4th Awakens (2016)

Errare è umano, perseverare diabolico. Talvolta però può essere anche la giusta strada da intraprendere e lo dimostra lo sfacciatissimo Sharknado 4: The 4th Awakens, sempre diretto dall'intrepido regista Anthony C. Ferrante e mandato in onda dall'iconico canale SyFy.


Trama: grazie alla ditta Astro-X, ormai da cinque anni l'America è libera dagli sharknado. Proprio quando Fin decide di prendersi una vacanza e andare a Las Vegas, però, gli sharknado ricominciano a manifestarsi in forme inaspettate...

Colpi di cippa sullo squalo
Quest'anno ho preso appunti, ve lo giuro. Fin dal titolo mortale, prodromo di un'introduzione con testo scorrevole identica a quella storica di Guerre Stellari, che racconta brevemente come sia possibile che dal terzo film siano passati cinque anni, per di più senza sharknado, il quarto capitolo di questa ormai irrinunciabile saga estiva è un profluvio di citazioni cinematografiche messe ad minchiam. Talmente ad minchiam, in effetti, che se gli altri anni la "sceneggiatura" di Sharknado mi era parsa sottomettersi all'esigenza di inserire più guest star possibile (non che stavolta manchino, per carità), stavolta è diventata un puzzle capace di accorpare il già citato Guerre Stellari, Iron Man,The Avengers, Terminator, Pinocchio, Christine - La macchina infernale, Non aprite quella porta e persino Il mago di Oz; se riuscite a trovare un minimo comun denominatore tra le trame di questi film avete già le carte in mano per candidarvi a sceneggiatori di Sharknado 5 ma se bastasse così poco potrei riuscirci anche io. Il fatto è che i realizzatori di Sharknado devono avere letto i miei vecchi post, quelli in cui lamentavo una generale mancanza di coraggio nell'osare l'inosabile (eh no, a me l'idea di uno sharknado non è mai bastata) e hanno capito che per soddisfarmi appieno non avrebbero dovuto limitarsi a mostrare gente che combatte gli squali con pugni e sciabole finte, ma avrebbero dovuto proprio SBRAGARE. Mandare al diavolo ogni limite, ogni briciola di senso del pudore. E quest'anno l'hanno fatto, santo cielo, al punto da costringermi a fissare lo schermo incredula per un'ora e mezza costellata di risate a non finire. Sapete, quelle risate da manicomio, che indicano il cedimento dei nervi o dei neuroni. Ovviamente non voglio fare spoiler perché so che tra i lettori ci sono almeno un paio di fan scatenati della saga ma qui parliamo di cliffhanger risolti nel modo più imbecille possibile, supereroi, bambini convinti di essere figli di una squalA, automobili utilizzate come tavole da surf, matrioske di squali, pernacchie alle più elementari leggi della fisica, epica ignoranza davanti agli effetti di oggetti radioattivi, tecniche di rianimazione che al confronto il Dr. House di Marcello Cesena era un luminare, Boozy David come se piovesse e, soprattuttamente, ogni variazione possibile ed immaginabile del termine Sharknado. Insomma, una merdaviglia.


Una simile esagerazione pretendeva il coinvolgimento della WETA, che però ha fatto una leva ai produttori per non ritardare gli effetti speciali di film più seri. Ma pensate che Ferrante abbia deciso di rinunciare? GIAMMAI! Se la fotografia è un pelino migliorata rispetto agli altri anni, gli effetti speciali di questo quarto episodio fanno schifo a livelli inenarrabili: non c'è UNO squalo che rispetti le proporzioni di quelli che lo affiancano e neppure degli attori che dovrebbero interagire con lui, ça va sans dire, e non so se è peggiore il distacco tra i protagonisti e il green screen sul quale sono costretti a recitare oppure la resa grafica dei vari X-nado. In compenso gli attori danno moltissima soddisfazione, nel senso che ormai fanno davvero il cavolo che vogliono e nessuno pretende nulla da loro. A dire il vero, Ian Ziering, quest'anno anche produttore, l'ho trovato un po' sottotono, forse perché perso nell'infinita quantità di comprimari che gli hanno appioppato onde creare una sorta di clan Shepardiano di cacciatori di squali, con Hasselhoff e la Reid in testa, sui quali sarebbe bene spendere due parole. Boozy David si permette di interpretare un Colonnello che pare appena uscito da un centro di riabilitazione per alcolisti (ops!) e persino di canticchiare a fior di labbra la Cavalcata delle Valchirie, Tara Reid è invece così cagna maledetta e rifatta che non si sono neppure sbattuti ad insegnarle come si tirano dei pugni ad un sacco, hanno preferito velocizzare l'intera sequenza a mo' di comiche, roba da causare la morte istantanea di Sylvester Stallone. E tra un tizio che si ritrova la moglie morta e se la dimentica dopo due secondi senza versare neppure una lacrima, Gary Busey che sembra lo scienziato pazzo di Avanti un altro, bambini che strillano palesemente scoglionati in quanto lo storyboard li prevede aggrappati ad una trave per un tempo praticamente infinito, orripilanti e fintissimi baci tra moglie e marito e marchette all'imminente (evviva!) 2 Lava 2 Lantula, il Cinema e financo il cinema ma pure il cinema si sono fatti probabilmente esplodere in un tripudio di miccette formando in cielo la scritta Zio Cantante dinnanzi a cotanto sfoggio di bulla ignoranza. Io posso solo flagellarmi urlando WES ANDERSON! espiando così la vergogna di esser costretta a mettere nero su bianco queste parole: Best. Sharknado. Ever. All'anno prossimo, squaletti!


Del regista Anthony C. Ferrante ho già parlato QUI. Ian Ziering (Fin Shepard), Tara Reid (April Shepard), David Hasselhoff (Colonnello Gilbert Shepard), Gary Busey (Wilford), Steve Guttenberg (Colton), Stacey Dash (il sindaco di Chicago) e Caroline Williams (Stretch) li trovate invece ai rispettivi link.


La saga di Sharknado quest'anno è diventata un affare di famiglia visto che tra le varie comparse ci sono Steffanie Busey (moglie di Gary) e Hayley e Taylor-Ann Hasselhoff (le figlie di Boozy David), mentre Gena Lee Nolin e Alexandra Paul, membri del cast di Baywatch, si riuniscono per qualche minuto a David Hasselhoff in un simpatico e nostalgico siparietto. Tra gli altri personaggi famosi (o meglio, tra quelli che ho riconosciuto io perché Sharknado conta almeno 40 guest star tirate fuori da sit-com, reality, persino YouTube), spuntano anche il creatore della Troma Lloyd Kaufman nei panni di un ingegnere spaziale e anche l'attore dietro la maschera di Leatherface in Non aprite quella porta 3D (Dan Yeager, che interpreta Gunnar, da Gunnar Hansen, ovvero il Leatherface originale). Detto questo, siamo sempre lì: se Sharknado: The 4th Awakens vi fosse piaciuto recuperate i precedenti Sharknado, Sharknado 2: The Second One, Sharknado 3: Oh Hell No! e ovviamente il tamarrissimo Lavalantula, nell'attesa di un probabile Sharknado 5 di cui, stranamente, non è ancora stato dato annuncio. Volete che muoro? ENJOY!

domenica 11 novembre 2012

Piranha 3DD (2012)

Chi segue il mio blog da qualche tempo, sa bene come la mia passione per il trash sia praticamente sconfinata e sa bene, di conseguenza, quanto avessi amato quel trionfo di idiozia e cattivo gusto che è stato Piranha 3D. Ieri sera, per tirarmi su dopo una pessima giornata, ho deciso di dare una chance al seguito, Piranha 3DD, diretto da John Gulager e mai approdato negli italici lidi. Normalmente avrei inveito contro i distributori nostrani, stavolta mi sento invece di ringraziarli col cuore in mano. Segue recensione leggermente SPOILEROSA, beware!


Trama: un anno dopo la strage al Lake Victoria, i piranha riescono a trovare un modo per infiltrarsi in un parco acquatico e fare scempio degli ignari bagnanti...

Patata numero 350
Come posso definire Piranha 3DD senza ricorrere alle storiche parole di Fantozzi davanti alla Corazzata Potemkin? Parlare di "cagata pazzesca" sarebbe comunque riduttivo e non renderebbe l'idea, inoltre priverebbe di dignità le vere cagate pazzesche che riescono comunque ad entrare nel cuore dello spettatore. Potrei dunque concentrarmi su quello che viene realmente mostrato su schermo, non già film horror, gore o splatter se non per qualche sequenza girata comunque con degli effetti speciali che, al confronto, la roba della Troma è un capolavoro di tecnica. No, Piranha 3DD non è altro che il trionfo della patata, del silicone e dell'umorismo scatologico. Io sono donna e, ovviamente, non posso pretendere di pensare come un uomo, ma davvero un essere di sesso maschile, più o meno pensante, trova eccitante la visione continua e priva di motivo di una patonza pelata o di una tetta formato famiglia? Lo chiedo, perché il 70% del film consta di queste immagini messe assolutamente ad mentula canis. E a proposito di falli. Vogliamo parlare dell'evirazione mostrata a metà pellicola, quando la zoccolotta bionda e vergine (questa poi è la cosa meno credibile di tutto il film...) rovina il suo primo rapporto sessuale perché un pescetto le si è infilato nella baginga e decide di uscire e mordere proprio mentre il fanciullo cerca di penetrarla? Ma non ti sei accorta finora, o regina delle oche del Campidoglio, che tra una vomitata e l'altra qualcosa ti si muoveva in pancia???  No, tu ti limiti a prendere atto della cosa con la battuta principe dell'intero film: "Josh cut off his penis because something came out of my vagina". 'nuff said. E sorvolo sul piranha che si infila nel chiulo del ciccione che passa il suo tempo a scoparsi il tubo da cui esce l'acqua o sulla triste citazione di un capolavoro come Nightmare - Dal profondo della notte. Non chiedete.


Come ho già detto sopra, ad aggiungere il carico a coppe c'è il fatto che il film tecnicamente fa schifo. I piranha del titolo sono palesemente finti, una roba che nemmeno i cinesi nelle bancarelle del mercato, le poche morti che ci sono (della serie, Piranha 3DD è tanto sangue ma poca sostanza, sono buoni tutti a mostrare dell'acqua rossa e la gente che urla!) risultano a dir poco imbarazzanti perché l'uso massiccio della CGI colpisce in faccia lo spettatore come un randello chiodato, le riprese subacquee sono nebulose, poco definite ed eccessive, infine gli attori sono all'ultimo livello della scala evolutiva, monoespressivi o eccessivamente gigioni, e fa male al cuore vedere il ritorno macchiettistico di pezzi da novanta come Christopher Lloyd e Ving Rhames, entrambi reduci dal primo episodio e costretti ad una comparsata pietosa. E che orrore, direte voi... non c'è davvero nulla da salvare in questo orribile, aberrante Piranha 3DD? Figuriamoci se non c'è, signore e signori. EGLI è giunto per salvare tutti. Sì, anche tu che stai leggendo questo post.

Stavate parlando di me...?
Sto ovviamente parlando di "Boozy" David Hasselhoff, the Hoff per eccellenza. Il bagniiiinoooo che corre al ralenti. Sarà che sono una pazza deviata, ma dopo che compare lui Piranha 3DD passa dalla noia costellata da patata all'esilarante trash che tanto amo. Vederlo con la sua espressione monocorde, bolso ed inchiattito, prendersi in giro perché NESSUNO se lo ricorda tranne le vecchie babbione, vederlo nuovamente correre in costume da bagno con la panza traballante per poi fermarsi a riprendere fiato nel bel mezzo della sigla di Baywatch, sentirlo cantare canzoni idiote (scritte dallo stesso regista, with compliments!) per conquistare due bagascioni nel letto, ascoltarlo fare la saggia morale per tre volte al'incauto moccioso coi capelli rossi, vederlo lavarsi le mani come Ponzio Pilato davanti alla gente urlante che chiede il suo aiuto in quanto ex-Mitch, testimoniare sbigottita la crassa idiozia della serie fittizia Fish Hunter mi ha commossa e messa di buonumore a tal punto che ho persino riso del colpo di scena finale e della stupida, trita gag del ragazzo preso erroneamente per gay. Anche i titoli di coda sono esilaranti, accompagnati da un lunghissimo gag reel dove Boozy David la fa decisamente da padrone. Però, davvero, non mi sento di consigliarvi st'immondizia per un paio di pregi assolutamente insignificanti e concentrati negli ultimi 20 minuti di un film che dura un'ora e mezza. Evitate Piranha 3DD come la peste, se potete, e pregate che un simile scempio non varchi MAI i confini anche troppo permeabili della nostra penisola.

Patata numero... no, vabbé, ho perso il conto...
Di Danielle Panabaker (Maddy), David Koechner (Chet), Christopher Lloyd (Mr. Goodman) e Ving Rhames (l'agente Fallon) ho già parlato nei rispettivi link. 

John Gulager è il regista della pellicola. Americano, ha diretto Feast e i suoi due seguiti, Sloppy Seconds e The Happy Finish, trilogia horror assai famosa che però devo ancora vedere. Anche attore, ha 55 anni. 

Ma che il Signore abbia pietà di te..
Matt Bush interpreta Barry. Americano, ha partecipato a film come Halloween II, Margaret e a serie come Veronica Mars e Scrubs. Ha 26 anni.


David Hasselhoff interpreta se stesso. Attore americano diventato famosissimo per le serie Supercar e il pluricitato Baywatch, lo ricordo anche per pellicole come La casa 4, Dodgeball, Cambia la tua vita con un click e Spongebob il film; inoltre, ha partecipato ad altre serie come Love Boat, Una famiglia del terzo tipo, Robot Chicken e Sons of Anarchy. Anche produttore, sceneggiatore, regista e stuntman, ha 60 anni e un film in uscita.


Gary Busey interpreta Clayton. Americano, ha partecipato a film come Un mercoledì da leoni, Unico indizio la luna piena, Arma letale, Predator 2, Il socio, Strade perdute, Paura e delirio a Las Vegas e a serie come Walker Texas Ranger, Oltre i limiti, Scrubs e Two and a Half Men, oltre ad aver doppiato un episodio de I Simpson. Anche produttore e compositore, ha 67 anni e quattro film in uscita.


Jean - Luc Bilodeau, che nel film interpreta lo sfigato che viene evirato, aveva già partecipato a Trick'r Treat nei panni di Schrader, uno dei ragazzini che fanno lo scherzo alla piccola Rhonda. A parte quest'ultima curiosità, se il film vi fosse piaciuto (e perché avrebbe dovuto??) vi consiglio la visione dell'originale Piranha 3D e dell'originalissimo Piranha di Joe Dante. ENJOY!


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