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martedì 30 dicembre 2025

Bolla's Top 5 - Best of 2025

Dopo le brutture di ieri, arrivano i film bellissimi! O, almeno, i miei preferiti tra quelli visti, ché sapete come, tra distribuzione farlocca e tempo limitato, molte cose sfuggono ai miei radar. Questa è stata un'ottima annata in campo horror, mentre ammetto di avere avuto qualche difficoltà a trovare cinque film non "di genere" che mi facessero battere il cuore. Ed è questo il principio che ha regolato le diverse posizioni, non criteri razionalmente confutabili, quanto piuttosto l'emozione che mi hanno lasciato questi film durante e dopo la visione, a prescindere dalle qualità tecniche delle singole opere. Mi raccomando, leggete fino in fondo per la Top 5 horror e buon 2026!!


5. The Last Showgirl

Inaspettatamente, rientra in classifica questo film piccolino, che ha rilanciato la carriera di un'attrice che a me non ha mai detto nulla, Pamela Anderson. Dotato di una fotografia particolare, di colori e costumi splendidi, The Last Showgirl racconta una storia potenzialmente patetica senza mai sconfinare nel melodramma ridicolo, e consegna allo spettatore un'umanità triste, forse zeppa di pericolose illusioni, ma dignitosa e fiera. Non si può non volergli bene.

4. Bugonia

La follia di Lanthimos, insoddisfacente per molti ma divertentissima per me. Un umorismo nero che si confà perfettamente al mio, attori in stato di grazia, immagini bellissime e una colonna sonora strepitosa. Per quanto mi riguarda, molto meglio di Povere Creature!.

3. Life of Chuck

In un anno in cui gli adattamenti Kinghiani sono stati uno più bello dell'altro, Life of Chuck spicca per la sua malinconica dolcezza, ma anche per cupezza, e non potrebbe essere altrimenti visto che dietro c'è lo zampino di Flanagan. Lunga vita a questo fantastico sodalizio!


2. Una battaglia dopo l'altra

Tecnicamente parlando, il film più bello dell'anno, senza se e senza ma. E' cresciuto nella mia mente ripensandoci, ricordando tutti i personaggi assurdi di cui è popolato e la cinica spietatezza con le quali mette alla berlina tutte le brutture della nostra attuale società. E poi, quello di Benicio del Toro è il personaggio migliore del 2025.


1. La città proibita

"Ma come!!! La città proibita prima di Una battaglia dopo l'altra!!!"Sì, e non me ne vergogno. Ci sono una ragazza che picchia come un fabbro ferraio, delle scene di lotta coreografate alla perfezione, un Giallini in stato di grazia, un regista e sceneggiatore che non ne sbaglia una e continua a mettere il cuore in tutti questi suoi omaggi ai generi cinematografici che più ama. Come si fa a non volergli bene e a non emozionarsi davanti alle sue opere?


Difficile, difficile, aiutatemi a dire quanto è difficile stilare una top 5 horror quest'anno. Per le prime due posizioni, è come chiedere a chi voglio più bene, se a mamma o a papà, ed è uscita tanta di quella roba bellissima, quasi tutta finita in canali di distribuzioni importanti, che lasciare dei film fuori mi uccide. Quindi, via con le menzioni speciali: ovviamente il Nosferatu di Eggers, rimasto fuori per un soffio, l'esilarante The Monkey, un altro splendido adattamento Kinghiano che da noi uscirà l'anno prossimo e che entrerà quindi in classifica nel 2026, ovvero The Long Walk (a proposito di splendidi adattamenti Knghiani, non mancate di recuperare It- Welcome to Derry, per me la serie più bella dell'anno), 28 anni dopo e quel meraviglioso Deathstalker visto al ToHorror, senza dimenticare due sequel ai quali non avrei dato una lira, ovvero Final Destination Bloodlines e So cosa hai fatto. Il primo horror del 2026 sarà 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, e non vedo che esca, ma ci aspettano anche il ritorno di Sam Raimi, Mads Mikkelsen contro il babau, scimmie assassine, un nuovo Silent Hill e un sacco di altra roba che potrebbe o meno arrivare in Italia. Come sempre, non ci resta che attendere.  

5. La valle dei sorrisi 

Non potevo non chiedere perdono a Paolo Strippoli, dopo le brutte parole spese per Piove, e non inserire in classifica il bellissimo La valle dei sorrisi. Un gotico italiano con qualche difetto, ma dotato di un protagonista magnetico e di fortissime, efficaci vibes da folk horror. Cercate di non dimenticarlo in favore di titoli più famosi, perché sarebbe un vero peccato.


4. Weapons

La favola nera di Zach Cregger ci ha regalato la villain migliore del 2025 e un puzzle a incastro impossibile da decifrare fino alle ultime sequenze, un vero e proprio viaggio sulle montagne russe. Anzi, ancora oggi ci sono moltissimi dettagli che mi risultano oscuri, quindi chapeau!


3. Bring Her Back

Non che la seconda opera dei fratelli Philippou manchi di protagonisti malvagi, ma il loro film finisce in classifica soprattutto perché mi ha distrutta emotivamente e mi ha costretta a smettere di guardare lo schermo per almeno un paio di minuti. Cosa inutile, tra l'altro, perché avrei dovuto anche essere sorda per sopravvivere alla proiezione.


2. The Ugly Stepsister

E a proposito di schifo e orrore, The Ugly Stepsister è il cugino indie di The Substance e sfrutta il linguaggio del body horror per raccontarci quanto è dura sopravvivere in un mondo in cui contano bellezza, raffinatezza innata e mettere le mani su un buon partito. Un'altra favola nerissima, che inorridisce ma stringe anche il cuore, nonché una perfetta opera prima.


1. Sinners - I peccatori

E parlando di perfezione, eccolo, il film che dovrebbe fare man bassa di ogni Oscar quest'anno e che, come al solito, verrà snobbato. E' vero che, con me, si vince facile parlando di vampiri, ma Sinners è soprattutto un viaggio musicale all'interno di un'epoca zeppa di contraddizioni, una ricostruzione storica originalissima, un perfetto mix di immagini prosaiche e sequenze talmente belle da far girare la testa, impossibili da dimenticare anche a distanza di mesi. Il mio cuore va alla tostissima Annie e al fantastico Remmick, degno di entrare nel novero di vampiri cinematografici più carismatici di sempre. 








venerdì 19 settembre 2025

La valle dei sorrisi (2025)

Miracolosamente, La valle dei sorrisi, diretto e co-sceneggiato dal regista Paolo Strippoli, è uscito anche qui, così mercoledì scorso sono andata a vederlo. C'è qualche piccolo SPOILER qui e là, occhio.


Trama: Sergio, ex campione di judo traumatizzato dalla morte del figlio, viene chiamato per una supplenza a Remis, "il paese dei sorrisi". Lì scopre che gli abitanti sono tutti felici, e che la loro condizione è legata a Matteo, un ragazzo misterioso...


Partivo molto prevenuta con questo La valle dei sorrisi, perché Piove, nonostante qualche intuizione carina, mi aveva annoiata profondamente. Partivo anche stanchissima, vittima di una settimana abbastanza mortale, quindi temevo di addormentarmi nel bel mezzo del cinema. Stavolta, invece, Strippoli mi ha catturata fin dalle prime scene, coinvolgendomi nel mistero della città di Remis, dove tutti gli abitanti sorridono o, comunque, vivono sereni. Così non è per Sergio, che si trasferisce lì da Taranto per una supplenza di tre mesi. Sergio è un uomo distrutto da una tragedia familiare, che odia se stesso e il mondo intero, e cerca di procurarsi l'oblio da ricordi e sensi di colpa affogandoli nell'alcol. Una sera, stufa delle sue intemperanze, la barista Michela decide di aiutarlo e conduce Sergio da uno dei suoi studenti, Matteo, il quale è dotato di un potere miracoloso: basta abbracciarlo e ogni dolore scompare come se non fosse mai esistito. Dopo l'abbraccio, Sergio ricomincia a vivere, e ad interessarsi a Matteo come professore ed essere umano, a differenza dei cittadini che vedono il ragazzo solo come un santo da proteggere e riverire, in modo da garantirsi la possibilità di godere dell'indispensabile "miracolo". Il legame che si viene a creare tra i due porta Matteo a prendere coscienza di se stesso e delle sue reali capacità; da quel momento, il film diventa un inquietante coming of age con atmosfere che richiamano molto horror recenti come The Innocents o Thelma. Mi piacerebbe scrivere molte altre cose relativamente alla trama, ma non vorrei entrare ulteriormente nei dettagli, o rischierei di rovinare la visione a chi dovesse ancora vedere il film, per una volta graziato da un trailer ambiguo. Aggiungo solo che La valle dei sorrisi offre una riflessione non banale sul dolore e il senso di colpa, che ci rendono schiavi della nostra autocommiserazione, impedendoci di aprire gli occhi sugli altri; il film mette anche in guardia dalle soluzioni facili (la "devozione" degli abitanti di Remis è simile alla dipendenza dalla droga, soprattutto quando i benefici dell'abbraccio di Matteo, lentamente, scemano) e su quanto sia semplice lasciarsi manipolare da chi fa leva sulla disperazione, la fede e l'ignoranza per fini personali (il personaggio più deprecabile del mucchio è, non a caso, un prete).


Strippoli
, fin da subito, crea un'atmosfera straniante, sfruttando grandangoli e fish-eye, come se Remis si trovasse all'interno di una bolla separata dalla realtà, dove ogni tipo di percezione è distorta, confusa. Ciò contribuisce anche a connotare Sergio come un outsider, come se non bastasse l'ambiente montano del nord ad accogliere un uomo originario di Taranto, e a sottolineare la sua volontà di rinchiudersi in un mondo dove esistono solo dolore e colpa, con orribili visioni ad infestarlo. In seguito, questi stessi accorgimenti tecnici, accompagnati anche da suoni disturbanti (tra i quali spiccano un inquietante campanello e un altro rumore tristemente anticipatorio) e un alternarsi di punti di vista soggettivi, servono come espressione visiva del potere sempre più grande di Matteo. La valle dei sorrisi è inoltre un film che dà molta importanza alla composizione geometrica delle immagini e alle coreografie corali, soprattutto verso il finale, caratterizzato da un paio di sequenze di enorme impatto, tra le migliori e più originali viste quest'anno in campo horror (un genere nel quale l'ultima opera di Strippoli, benché presentata come thriller/drammatico, rientra in toto). Anche il casting, altra cosa che non mi aveva granché convinta in Piove, qui è praticamente perfetto, soprattutto per quanto riguarda i personaggi secondari, tra i quali spiccano le interpretazioni di Roberto Citran e Paolo Pierobon. Il sedicenne Giulio Feltri offre una prova attoriale di prim'ordine, perché Matteo non è un personaggio facile (tra l'altro, il nonno di Giulio è proprio Vittorio, non oso immaginare i commenti, se mai vedrà il film, sulla natura queer del personaggio); se la weirdness superficiale è ottenuta con un tocco di bianco tra i capelli e nelle ciglia, ci vuole dell'abilità per suscitare, nello spettatore, quel mix di emozioni contrastanti che impediscono di odiare o amare Matteo, e anche per dare al protagonista tutta una serie di sfumature contrastanti. Molto bravo anche Michele Riondino. E' rarissimo vedere uomini piangere nei film, e lui si abbandona a un pianto talmente angosciante e disperato, soprattutto nella prima sequenza in macchina, che mi è venuto un magone enorme. Spero che l'attore non abbia attinto a tragedie personali, ma nel caso spero anche che ci sia qualcuno che lo abbracci anche nella vita reale! Sproloqui a parte, non mi aspettavo nulla da La valle dei sorrisi, invece è un film splendido, un barlume di speranza per il cinema di genere italiano. Correte a vederlo e passate parola!


Del regista e co-sceneggiatore Paolo Strippoli ho già parlato QUI.

Michele Riondino interpreta Sergio Rossetti. Nato a Taranto, ha partecipato a film come Fortàpasc, Il giovane favoloso, Palazzina Laf e serie quali Distretto di polizia, Il giovane Montalbano, I Leoni di Sicilia e Il conte di Montecristo. Anche regista e sceneggiatore, ha 46 anni e un film in uscita. 


Roberto Citran
interpreta Don Attilio. Nato a Padova, ha partecipato a film come Il mandolino del capitano Corellli, Paz!, A cavallo della tigre, El Alamein, Il papa buono, Hotel Rwanda, Diabolik, Conclave e serie quali Distretto di polizia, Don Matteo e Il commissario Rex. Ha 70 anni. 


Paolo Pierobon
interpreta Mauro Corbin. Nato a Castelfranco Veneto, ha partecipato a film come Rapito, Palazzina Laf e serie quali Carabinieri, Camera Café, Distretto di polizia, I delitti del BarLume, 1993, 1994, Esterno notte e M- Il figlio del secolo. Ha 58 anni. 


Per la serie "dove l'ho già visto?": Romana Maggiora Vergano, che interpreta Michela, era la figlia della Cortellesi in C'è ancora domani. ENJOY!

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