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lunedì 16 marzo 2026

Oscar 2026


Buon lunedì a tutti! Stanotte a un certo punto mi sono svegliata e sono riuscita a guardare l'ultima ora della cerimonia degli Oscar, che mi è sembrata abbastanza sobria ed "educata", visti i tempi che corrono (unica pennellata di colore, un Bardem che probabilmente non lavorerà mai più ad Hollywood). Lo stesso si può dire dei premi, tutti abbastanza prevedibili, all'insegna del "sì, sono contenta, però...". Ma vediamo più nel dettaglio. ENJOY!

Vince giustamente il premio per il Miglior Film Una battaglia dopo l'altra, e mi sarei meravigliata del contrario. Alla sua terza nomination, un emozionatissimo Paul Thomas Anderson ha finalmente portato a casa l'ambita statuetta di Miglior Regista, altro premio doveroso quest'anno. Il film aveva ben 13 candidature e ha rispettato quasi tutti i pronostici, vincendo anche i premi per Miglior Casting, Miglior Sceneggiatura Non Originale, Miglior Montaggio e Miglior Attore Non Protagonista. A tal proposito, non me ne voglia Sean Penn ma gli avrei preferito Benicio del Toro, per il quale tifavo, con una lacrima spesa, ovviamente, per l'adorato Stellan Skarsgård. E questo è il primo dei mille "sì, sono contenta, però...".

Nella categoria rientra anche il premio come Miglior Film Straniero. Ho amato tantissimo Sentimental Value, ma premiarlo preferendogli opere importanti come Un semplice incidente o La voce di Hind Rajab (che molti non definiscono cinema, mi rendo conto) è la conferma di come Hollywood "protesti" col culo degli altri, possibilmente seduto in una calda poltrona di design, struggendosi più per drammi altoborghesi che per situazioni realmente scomode.

Un'emozione simile ma diversa mi ha colta di fronte al Miglior Attore Protagonista. Ora, io e la mia sistaH Alessandra ci siamo scritte per celebrare alle 3.30 con un sentitissimo "Chalamet SOOCAH" e, per quanto mi riguarda, ogni premio dato a Sinners in particolare e all'horror in generale (poi ci torniamo) è fonte di gioia. Però, a Michael B. Jordan, benché bravissimo, avrei preferito Leonardo di Caprio. Ma forse è giunto il momento di riguardare Sinners in lingua originale, per apprezzare meglio la scelta. La felicità è comunque tantissima! Sinners vince molti meno premi del previsto, ma che premi! Miglior fotografia, Miglior Colonna Sonora Originale e, soprattutto, Miglior Sceneggiatura Originale!

Jessie Buckley vince l'Oscar come Miglior Attrice Protagonista e che le vuoi dire, salvo che il suo abito era abbastanza bruttino? La sua interpretazione in Hamnet era tra le più belle ed intense dell'anno, e "mi dispiace per le altre", che non avevano neppure una chance di vittoria.

La statuetta come Miglior Attrice Non Protagonista è andata invece ad Amy Madigan per la sua terrificante Zia Gladys, una delle cose migliori del bellissimo Weapons. Come ho scritto prima, ogni Oscar per un horror è ben dato, ma allora avrei preferito la magnetica, elegante Wunmi Mosaku, che in Sinners risplende. Il mio cuore però era tutto per Inga Ibsdotter Lilleaas, lo sapete. Una cosa che mi da gioia, comunque, è il pensiero che il premio ad Amy Madigan possa accelerare le produzione di un prequel di Weapons, tutto incentrato sul suo personaggio sopra le righe. 

Abbastanza prevedibilmente, visto il successo planetario, K-Pop Demon Hunters è stato proclamato Miglior Lungometraggio Animato e ha vinto anche l'Oscar per la miglior canzone, Golden. Se l'ultimo premio mi trova concorde, avrei preferito che il primo lo vincesse La piccola Amélie, superiore come opera animata sotto moltissimi aspetti.

Per concludere, riassumo i premi "tecnici" andati ad altri film. Frankenstein ha fatto man bassa di questi premi, vincendo gli Oscar per la Migliore Scenografia, Migliori Costumi e Miglior Make-Up; F1 porta a casa un Miglior Sonoro che avrei preferito fosse andato a Sirat; Avatar: Fuoco e cenere, che devo ancora guardare, vince il premio per i Migliori Effetti Speciali.  Aggiungo, come ogni anno, quelle categorie di cui non ho assolutamente conoscenza: Mr. Nobody Against Putin vince come Miglior documentario, The Girl Who Cried Pearls come Miglior corto animato, The Singers come miglior corto live action e All the Empty Rooms come Miglior corto documentario. E anche questi Oscar se li semo levati dalle... : vi saluto con l'ennesimo "Chalamet SOOCAH!" e vi rimando ai prossimi giorni, in cui pubblicherò i post ancora inediti sulle opere viste durante la Oscar Death Race. ENJOY!

lunedì 12 gennaio 2026

Golden Globes 2026

Ieri sono stati assegnati i Golden Globe, quindi oggi comincia, almeno per me, la tanto odiata/amata Award Season, con conseguente mega-recupero di opere in vista delle nomination agli Oscar del 22 gennaio. Sopportate la mia consueta ignoranza con questo mini-riassunto dei premiati ai Golden Globe 2026! ENJOY!


Miglior film drammatico
Hamnet (UK/USA, 2025)

Pur non avendo mai visto un trailer, questo film mi ha ispirata fin dalla locandina. Considerato che si parla di Shakespeare, Amleto e arte che nasce dal dolore, e che la regia e sceneggiatura sono affidate alle mani di Chloé Zhao, mi aspetto un'opera bellissima. Mi spiace, però, per Frankenstein e I peccatori, i quali ovviamente non avevano speranza alcuna di vincere, non in questa categoria. Hamnet - Nel nome del figlio, uscirà in Italia il 5 febbraio, comodo comodo per gli Oscar.


Miglior regista
Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l'altra

E che gli vuoi dire a Paul Thomas Anderson? La regia del suo ultimo film è un trionfo e gli auguro la strada spianata verso il suo primo Oscar. Sarebbe anche l'ora. 


Miglior film - Musical o commedia
Una battaglia dopo l'altra 
(USA, 2025)

A me l'inserimento nella categoria "commedia" di film come Una battaglia dopo l'altra, Bugonia o No Other Choice fa sempre un po' ridere, ma temo che questa classificazione valga per tutti i film difficili da etichettare. Forse avrei preferito la vittoria di No Other Choice, ma sono ugualmente contenta.


Miglior attore protagonista in un film drammatico
Wagner Moura in L'agente segreto

Il film uscirà in Italia a fine mese, non so assolutamente di cosa parli, non ho mai visto un trailer e non conosco Wagner Moura perché non ho mai guardato Narcos. Insomma, brancolo nel buio più totale per questa vittoria, ma d'altronde lo stesso vale per l'intera categoria; le uniche due interpretazioni che conoscevo, quelle di Oscar Isaac e Michael B. Jordan, per quanto intensissime, non mi sembravano materiale da Golden Globe. 


Miglior attore non protagonista
Stellan Skarsgård in Sentimental Value

Per quanto ami Skarsgård e per quanto sia sicurissima che la sua interpretazione sia favolosa, il mio cuore quest'anno andava al sensei di Benicio del Toro. Il 22 gennaio, comunque, correrò a vedere Sentimental Value a prescindere, visto che adoro Joachim Trier. 


Miglior attrice protagonista in un film drammatico
Jessie Buckley in Hamnet

Quest'anno non ho visto nemmeno una delle performance candidate, quindi una vale l'altra, almeno per me. La Buckley mi era piaciuta molto in La figlia oscura e Women Talking, per cui ho grande fiducia.


Miglior attore protagonista in un film musicale o commedia
Timothée Chalamet in Marty Supreme

Ommamma. Non so se reggerò la combo Chalamet/Safdie, temo mi verrà una pellagra che solo la presenza di Fran Drescher potrà mitigare, ma lo saprò soltanto il 22 gennaio, quando Marty Supreme uscirà in Italia. Nell'attesa, mi dispiaccio per Di Caprio, Lee Byung-Hun e Jesse Plemons, attori che apprezzo infinitamente più di quel twink ormai cresciuto. 


Miglior attrice protagonista in un film musicale o commedia
Rose Byrne in If I Had Legs I'd Kick You

If I Had Legs I'd Kick You non ha ancora una data di uscita italiana e, ovviamente, di questo film non sapevo nulla. Dovrebbe essere una tragicommedia di stampo psicologico, quindi qualcosa che potrebbe piacermi, mentre Rose Byrne, finora, mi era rimasta vagamente impressa solo per i franchise di Insidious e X-Men, quindi sono curiosa di capire come possa avere asfaltato Chase Infiniti ed Emma Stone.


Miglior attrice non protagonista
Teyana Taylor in Una battaglia dopo l'altra

Mi dispiace enormemente per Amy Madigan e la sua zia Gladys, ma in effetti la Taylor è un mostro vero, la cui interpretazione eclissa persino quella di due signori attori come Sean Penn e Leonardo di Caprio. 


Miglior sceneggiatura
Paul Thomas Anderson per Una battaglia dopo l'altra

Anche in questo caso, non posso fare altro che essere felice, sebbene mi dispiaccia per I peccatori, che a mio avviso meritava qualcosina in più. 


Miglior canzone originale
"Golden" di Joong Gyu-kwak, 
24, Nam Hee-dong, Lee Yu-han, Teddy Park, EJAE e Mark Sonnenblick per KPop Demon Hunters

Ringrazio ogni divinità per la mancata vittoria delle due menate di balle firmate Wicked: For Good e aspetto di vedere KPop Demon Hunters per giudicare la canzone in questione.


Miglior colonna sonora originale
I peccatori di Ludwig Göransson

E vorrei ben vedere. Cito il mio stesso post: "il mix di jazz, blues, canzoni originali, ballate folk, ritmi forsennati di basso e chitarre elettriche che sembrano volere squarciare il velo della realtà, è perfetto per l'atmosfera de I peccatori ed è una delle poche colonne sonore che ho avuto voglia di riascoltare appena uscita dal cinema". Vittoria meritatissima!!


Miglior cartone animato
KPop Demon Hunters 
(USA/Canada, 2025)

Mi dispiace per La piccola Amélie, perché per me è un capolavoro, ma siccome finora ho snobbato KPop Demon Hunters, sospendo il giudizio e lo recupererò a breve. 


Miglior film straniero
L'agente segreto
 (Brasile/Francia/Paesi Bassi/Germania, 2025)

Sono contenta che non abbia vinto Un semplice incidente (non per chissà quale motivo, semplicemente perché non sono riuscita ad andarlo a vedere causa influenze ed impegni nonostante lo abbiano tenuto un paio di settimane a Savona!) ma mi spiace per No Other Choice e La voce di Hind Rajab, visti ed apprezzati. Il valore de L'agente segreto sale sempre di più, speriamo lo programmino presto al cinema d'essai! 


Cinematic and Box Office Achievement
I peccatori 
(USA, 2025)

Mi sembra un po' una cafonata questo contentino a un'opera splendida come I peccatori, ma tant'è. Noi amanti dell'horror dobbiamo fare buon viso a cattivo gioco ed essere felici per il fatto che molti film di genere, quest'anno, rientrassero nel novero di nomination importanti.


Come al solito, le serie TV sono per me motivo di vergogna. Miracolosamente, quest'anno ho guardato una delle miniserie più premiate, Adolescence, che si è giustamente portata a casa i Golden Globe per la miglior miniserie o film per la televisione, per la miglior attrice non protagonista, per il migliore attore protagonista di miniserie o film per la televisione e per il miglior attore non protagonista. La vittoria del mio amato Seth Rogen come miglior attore in una commedia mi spinge invece a recuperare una serie che ho nei radar da parecchio, The Studio, per il resto mi trincero nella mia solita ignoranza e vi do appuntamento agli Oscar, il 16 marzo!


martedì 30 dicembre 2025

Bolla's Top 5 - Best of 2025

Dopo le brutture di ieri, arrivano i film bellissimi! O, almeno, i miei preferiti tra quelli visti, ché sapete come, tra distribuzione farlocca e tempo limitato, molte cose sfuggono ai miei radar. Questa è stata un'ottima annata in campo horror, mentre ammetto di avere avuto qualche difficoltà a trovare cinque film non "di genere" che mi facessero battere il cuore. Ed è questo il principio che ha regolato le diverse posizioni, non criteri razionalmente confutabili, quanto piuttosto l'emozione che mi hanno lasciato questi film durante e dopo la visione, a prescindere dalle qualità tecniche delle singole opere. Mi raccomando, leggete fino in fondo per la Top 5 horror e buon 2026!!


5. The Last Showgirl

Inaspettatamente, rientra in classifica questo film piccolino, che ha rilanciato la carriera di un'attrice che a me non ha mai detto nulla, Pamela Anderson. Dotato di una fotografia particolare, di colori e costumi splendidi, The Last Showgirl racconta una storia potenzialmente patetica senza mai sconfinare nel melodramma ridicolo, e consegna allo spettatore un'umanità triste, forse zeppa di pericolose illusioni, ma dignitosa e fiera. Non si può non volergli bene.


4. Bugonia

La follia di Lanthimos, insoddisfacente per molti ma divertentissima per me. Un umorismo nero che si confà perfettamente al mio, attori in stato di grazia, immagini bellissime e una colonna sonora strepitosa. Per quanto mi riguarda, molto meglio di Povere Creature!.


3. Life of Chuck

In un anno in cui gli adattamenti Kinghiani sono stati uno più bello dell'altro, Life of Chuck spicca per la sua malinconica dolcezza, ma anche per cupezza, e non potrebbe essere altrimenti visto che dietro c'è lo zampino di Flanagan. Lunga vita a questo fantastico sodalizio!



2. Una battaglia dopo l'altra

Tecnicamente parlando, il film più bello dell'anno, senza se e senza ma. E' cresciuto nella mia mente ripensandoci, ricordando tutti i personaggi assurdi di cui è popolato e la cinica spietatezza con le quali mette alla berlina tutte le brutture della nostra attuale società. E poi, quello di Benicio del Toro è il personaggio migliore del 2025.



1. La città proibita

"Ma come!!! La città proibita prima di Una battaglia dopo l'altra!!!"Sì, e non me ne vergogno. Ci sono una ragazza che picchia come un fabbro ferraio, delle scene di lotta coreografate alla perfezione, un Giallini in stato di grazia, un regista e sceneggiatore che non ne sbaglia una e continua a mettere il cuore in tutti questi suoi omaggi ai generi cinematografici che più ama. Come si fa a non volergli bene e a non emozionarsi davanti alle sue opere?



Difficile, difficile, aiutatemi a dire quanto è difficile stilare una top 5 horror quest'anno. Per le prime due posizioni, è come chiedere a chi voglio più bene, se a mamma o a papà, ed è uscita tanta di quella roba bellissima, quasi tutta finita in canali di distribuzioni importanti, che lasciare dei film fuori mi uccide. Quindi, via con le menzioni speciali: ovviamente il Nosferatu di Eggers, rimasto fuori per un soffio, l'esilarante The Monkey, un altro splendido adattamento Kinghiano che da noi uscirà l'anno prossimo e che entrerà quindi in classifica nel 2026, ovvero The Long Walk (a proposito di splendidi adattamenti Knghiani, non mancate di recuperare It- Welcome to Derry, per me la serie più bella dell'anno), 28 anni dopo e quel meraviglioso Deathstalker visto al ToHorror, senza dimenticare due sequel ai quali non avrei dato una lira, ovvero Final Destination Bloodlines e So cosa hai fatto. Il primo horror del 2026 sarà 28 Anni Dopo: Il Tempio delle Ossa, e non vedo che esca, ma ci aspettano anche il ritorno di Sam Raimi, Mads Mikkelsen contro il babau, scimmie assassine, un nuovo Silent Hill e un sacco di altra roba che potrebbe o meno arrivare in Italia. Come sempre, non ci resta che attendere.  

5. La valle dei sorrisi 

Non potevo non chiedere perdono a Paolo Strippoli, dopo le brutte parole spese per Piove, e non inserire in classifica il bellissimo La valle dei sorrisi. Un gotico italiano con qualche difetto, ma dotato di un protagonista magnetico e di fortissime, efficaci vibes da folk horror. Cercate di non dimenticarlo in favore di titoli più famosi, perché sarebbe un vero peccato.


4. Weapons

La favola nera di Zach Cregger ci ha regalato la villain migliore del 2025 e un puzzle a incastro impossibile da decifrare fino alle ultime sequenze, un vero e proprio viaggio sulle montagne russe. Anzi, ancora oggi ci sono moltissimi dettagli che mi risultano oscuri, quindi chapeau!



3. Bring Her Back

Non che la seconda opera dei fratelli Philippou manchi di protagonisti malvagi, ma il loro film finisce in classifica soprattutto perché mi ha distrutta emotivamente e mi ha costretta a smettere di guardare lo schermo per almeno un paio di minuti. Cosa inutile, tra l'altro, perché avrei dovuto anche essere sorda per sopravvivere alla proiezione.



2. The Ugly Stepsister

E a proposito di schifo e orrore, The Ugly Stepsister è il cugino indie di The Substance e sfrutta il linguaggio del body horror per raccontarci quanto è dura sopravvivere in un mondo in cui contano bellezza, raffinatezza innata e mettere le mani su un buon partito. Un'altra favola nerissima, che inorridisce ma stringe anche il cuore, nonché una perfetta opera prima.



1. Sinners - I peccatori

E parlando di perfezione, eccolo, il film che dovrebbe fare man bassa di ogni Oscar quest'anno e che, come al solito, verrà snobbato. E' vero che, con me, si vince facile parlando di vampiri, ma Sinners è soprattutto un viaggio musicale all'interno di un'epoca zeppa di contraddizioni, una ricostruzione storica originalissima, un perfetto mix di immagini prosaiche e sequenze talmente belle da far girare la testa, impossibili da dimenticare anche a distanza di mesi. Il mio cuore va alla tostissima Annie e al fantastico Remmick, degno di entrare nel novero di vampiri cinematografici più carismatici di sempre. 


lunedì 28 aprile 2025

Sinners - I peccatori (2025)

Martedì scorso, io e i miei amici abbiamo dovuto scegliere tra due film horror/thriller, nella speranza che ne avrebbero tenuto ancora uno questa settimana. Siccome, visto che il nostro multisala è MOLTO illuminato, per non sbagliare li hanno tolti entrambi, ci è andata molto di culo avere scelto Sinners - I peccatori (Sinners), diretto e sceneggiato dal regista Ryan Coogler, invece di Drop.


Trama: nel Mississippi degli anni '30, i gemelli Smoke e Stack tornano a casa dopo un periodo passato a Boston, per aprire un juke joint. Per l'inaugurazione, i due uomini chiamano in aiuto amici, parenti e amanti, ma non hanno fatto i conti con l'orrore pronto a bussare alla porta e a mandare in frantumi tutti i loro sogni...


Non pretendo di essere fine conoscitrice del cinema di Ryan Coogler, di cui ho visto e apprezzato giusto Creed, prima che cadesse nell'immondezzaio del MCU con uno dei franchise più paraculi e sopravvalutati dell'intera baracca. Di sicuro, però, non mi aspettavo che, da questo immondezzaio, si sarebbe risollevato affrontando uno dei generi più difficili, l'horror, e uscendo a testa altissima dall'impresa. Ora come ora, infatti, I peccatori è, per quanto mi riguarda, l'horror più bello dell'anno, più bello ancora di Nosferatu, e dubito verrà superato da qualsiasi altra opera di genere distribuita da una major grossa come la Warner. Ripongo ancora fiducia in qualche lavoro indipendente, ma intanto il mio consiglio è quello di recuperare I peccatori sullo schermo più grosso che potete, possibilmente in lingua originale (io, purtroppo, non ho avuto questo onore); questo perché I peccatori è un musical, ed è molto fastidioso lo stacco tra le splendide canzoni presenti nel film e i dialoghi interpretati con una voce completamente diversa. C'è anche tutta la questione degli accenti e di quel "negro" che, sentito in italiano, mi fa cadere le palle, ma probabilmente sono cose che infastidiscono solo i malati "linguisti" come me. Comunque, prima che fuggiate inorriditi dalla parola "musical", lasciatemi spiegare un attimo. Non è che nel film di Coogler troverete gente che, come in Joker - Folie à Deux, comincia ad esprimere i suoi sentimenti cantando, ma la musica è una componente fondamentale del substrato culturale alla base de I peccatori, tra jazz, blues e ballate folk. Talmente fondamentale, in effetti, che bisognerebbe essere molto ferrati in materia per apprezzare al meglio rimandi e omaggi disseminati all'interno del film; ma, nel caso foste ignoranti come la sottoscritta, I peccatori riesce a parlare di argomenti non banali come il desiderio di appartenenza a una comunità che fa a pugni con quello di libertà, di culture depredate, di falsa sicurezza, di speranze infrante e di profonda solitudine. E' un film, I peccatori, in cui anche i demoni hanno qualcosa da dire, e sono mossi da qualcosa di ben diverso dal semplice desiderio di uccidere o nutrirsi. Si potrebbe affermare che li spinge un'utopia nata da presupposti distorti, ma lo stesso piena di attrattive, soprattutto in una società dove il colore della pelle è un pericolosissimo stigma e dove le tradizioni, la memoria comune, sono l'unico modo di non soccombere, perdendosi.


Ne I peccatori, i personaggi fuggono "da" qualcosa oppure "verso" qualcosa, ben pochi riescono a trovare un equilibrio nella stasi e a scendere a patti col dolore del passato e del presente. A prescindere da quale sia il loro pensiero, comunque, sono tutti molto approfonditi e, se non fosse per le splendide immagini che graziano la parte "notturna" e horror de I peccatori, verrebbe quasi da dire che è molto più interessante il lavoro d'introduzione diurno del film, che fa entrare i protagonisti nel cuore dello spettatore, rendendo assai più straziante la separazione seguente. E' una struttura presa direttamente dall'adorato Dal tramonto all'alba, così come la contaminazione di generi e la natura ambigua dei personaggi, il cui animo è sfumato in varie gradazioni di grigio; i gemelli Smoke e Stack sono due gangster violenti, ma è impossibile non amarli, Slim è un adorabile ubriacone senza speranza, il giovanissimo Preacher Boy sogna la libertà dai dogmi del padre e scopre il sesso e l'amore nel giorno più brutto della sua breve vita, Annie e Mary sono vittime di un dolore inenarrabile, e verrebbe voglia di conoscere le storie di ognuno di loro, da tanto I peccatori è ricco di potenziale epico e narrativo. Agli echi di Dal tramonto all'alba, si aggiungono quelli di un Mississippi Burning e, soprattutto, di un La baia di Eva. Accanto alla triste realtà sociale di una terra ancora governata dal Klan, accanto all'orrore, c'è infatti la magia. Ignorata, temuta ma presente, la magia che annulla i confini tra passato e presente, veicolata da chitarre d'argento, o protegge le persone attraverso feticci voodoo, permea ogni fotogramma de I peccatori e si traduce nei molteplici riti di iniziazione che fanno crescere Preacher Boy; dalla splendida, magistrale sequenza in cui viene meno il concetto stesso di tempo, al faccia a faccia con la morte e il Demonio (che coincide con un "battesimo" profano e molto violento), passando per una delle scene di sesso più vere e coinvolgenti viste al cinema di recente, la magia tocca e trasforma Preacher Boy e, attraverso di lui, le sue dita e la sua voce, sconvolge la realtà riaffermando il regno del Caos alla faccia di qualsiasi pretesa di controllo e autorità umana.


E la magia più grande, neanche a dirlo, è quella del Cinema, con la C maiuscola. Coogler e la direttrice della fotografia Autumn Durald hanno scelto di girare il film su pellicola, usando due diversi formati, e il risultato sono inquadrature diurne di ampissimo respiro, quasi simili a quelle di un western, dai colori e dalle ombre caricatissimi, seguite da scene notturne nitide e calde, dove la macchina da presa sembra quasi danzare tra i corpi sudati dei clienti del juke joint. Il montaggio, invece, non solo scandisce il ritmo delle scene più violente del film, ma agisce in perfetta sinergia con la splendida colonna sonora di Ludwig Göransson e, soprattutto sul finale, alimenta un crescendo di tensione tale che quasi non riuscivo a stare ferma sulla sedia. A proposito della colonna sonora, avrei voluto che Mirco, provetto bassista, fosse accanto a me al cinema, perché avrebbe potuto aiutarmi a dire qualcosa di sensato e ficcante; da ignorante, posso solo dire che il mix di jazz, blues, canzoni originali, ballate folk, ritmi forsennati di basso e chitarre elettriche che sembrano volere squarciare il velo della realtà, è perfetto per l'atmosfera de I peccatori ed è una delle poche colonne sonore che ho avuto voglia di riascoltare appena uscita dal cinema. Un plauso, infine, va al cast. Michael B. Jordan si sdoppia, letteralmente, ed è talmente bravo nel dare vita a due gemelli dal carattere molto diverso, che ho avuto dubbi fino all'inizio dei titoli di coda sul fatto che fosse veramente un solo attore ad interpretarli. Ciò detto, il resto del cast arriva talvolta ad eclissarlo. L'esordiente Miles Caton buca lo schermo, Delroy Lindo è un mattatore coi fiocchi, Jack O' Connel entra con grazia nel novero dei vampiri cinematografici più carismatici di sempre, e la splendida Wunmi Mosaku scalda il cuore con la sua sola presenza e la sua Annie è, senza dubbio, il mio personaggio preferito di tutto il film. Concludo dicendo che, appena uscita dalla sala, sarei corsa dentro per riguardare il film da capo, e non vedo l'ora di riguardarlo in v.o. appena possibile, per godermelo ancora di più. Correte al cinema, non perdetevi questa meraviglia!


Del regista e sceneggiatore Ryan Coogler ho già parlato QUI. Michael B. Jordan (Smoke/Stack), Wunmi Mosaku (Annie) e  Hailee Steinfeld (Mary) li trovate invece ai rispettivi link.

Jack O'Connell interpreta Remmick. Inglese, ha partecipato a film come Eden Lake e Harry Brown. Anche produttore e regista, ha 35 anni e un film in uscita, 28 anni dopo. 


Delroy Lindo interpreta Delta Slim. Americano, ha partecipato a film come Malcom X, Get Shorty, L'avvocato del diavolo, Una vita esagerata, Le regole della casa del sidro, Il castello; come doppiatore ha lavorato in I Simpson e Robot Chicken. Anche produttore, ha 74 anni.


Se I peccatori vi fosse piaciuto recuperate i già citati Dal tramonto all'alba e La baia di Eva e aggiungete Il buio si avvicina. ENJOY!

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