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martedì 30 agosto 2022

Bullet Train (2022)

Conquistata da un trailer che prometteva Giappone e tamarrate come se piovessero, domenica sono corsa a vedere Bullet Train, diretto dal regista David Leitch e tratto dal romanzo I sette killer dello Shinkansen di Kotaro Isaka.


Trama: al ladro/killer Ladybug viene commissionato il furto di una valigetta all'interno di uno Shinkansen diretto a Kyoto. Il lavoro, all'apparenza semplicissimo, si complicherà all'inverosimile...



Giappone e tamarreide mi aspettavo e tanto ho avuto. Bullet Train è un rinfrescante mix di vari generi, perfetto come blockbuster estivo, che segna una sorta di ritorno al passato popolato dai vari Tarantino, Guy Ritchie e, soprattutto, dei mille emuli che tentavano senza successo di eguagliarli, in quanto propone allo spettatore un film a base di killer ciarlieri, citazioni pop e splatterate irriverenti messe nelle mani di assassini stilosissimi e sopra le righe. Non ho letto il romanzo di Kotaro Isaka (direi mai tradotto in italiano e disponibile in lingua inglese a prezzi ancora troppo alti per un e-book - lo so, sono ligure, abbiate pazienza) e, considerato che Bullet Train in origine doveva essere un thriller serissimo diretto da Antoine Fuqua (rimasto in veste di produttore), dubito che il film di Leitch gli sia granché fedele a livello di atmosfere, ma di sicuro la trama è abbastanza machiavellica da essere stata concepita da un giapponese. Tutto parte dal lavoro "facile" di Ladybug, a cui viene chiesto di rubare una valigetta di proprietà di altri due killer, Tangerine e Lemon, il cui lavoro consiste invece nel consegnare detta valigetta e un ragazzo al padre di quest'ultimo, un terribile boss della mala; purtroppo, all'interno dello spazio claustrofobico costituito dal treno veloce che da il titolo al film, paiono essersi radunati altri killer, ognuno con i loro obiettivi, il loro passato e le loro colpe, e i destini di tutti questi particolari passeggeri arriveranno ad intrecciarsi in un clamoroso e tesissimo gioco dove non necessariamente servono forza, furbizia e cattiveria per vincere, quanto piuttosto fortuna. Fortuna (o l'atavica mancanza della stessa) e destino sono il fil rouge che lega tutti i personaggi e sono le forze che muovono una trama capace di regalare non poche sorprese allo spettatore, a cui si chiede di prestare molta attenzione e non farsi distrarre dalla messinscena accattivante, in quanto tra dialoghi fiume, flashback e soggettive particolari, perdersi è un attimo. 


Dal canto suo, infatti, David Leitch parrebbe perseverare nel suo progressivo allontanamento da prodotti tamarri ma "seri" come John Wick e Atomica Bionda per continuare sulla scia del sovraccarico cazzaro di Deadpool (non a caso in Bullet Train ci sono tantissimi attori che hanno avuto a che fare, chi più e chi meno, con Deadpool 2). Tra coloratissime scritte bilingue in sovraimpressione che introducono i vari killer, morbidi pupazzoni, dialoghi con gabinetti automatici, utilizzo di armi improprie, flashback rapidissimi ed esilaranti, citazioni pop e linguaggio "colorito", non è difficile immaginarsi Wade Wilson aggirarsi nei corridoi dello shinkansen, pronto a sgozzare i nemici tra una battuta e l'altra, e si vede che il regista è perennemente in cerca di quel miracoloso equilibrio tra stunt fenomenale e slapstick comedy. Su grande schermo e con l'occhio "vergine" di una prima visione, il film non presenta sequenze sciatte o mal realizzate, soprattutto per quanto riguarda i momenti di confronto corpo a corpo, e il finale in particolare, salvo quale esagerazione a livello di CGI, per quanto necessaria, lascia letteralmente a bocca aperta per la sfacciataggine con cui ignora qualsiasi legge della fisica. Personalmente, in quanto cultrice di killer "weird", ho apprezzato soprattutto il bestiario di assassini presenti nel film e la caratterizzazione dei vari attori. Dopo anni di assenza in ruoli da protagonista (parliamone, nell'ultimo Kingsman spuntava giusto 5 minuti), Aaron Taylor-Johnson torna a bucare lo schermo con un personaggio affascinante e carismatico anche nella sua puntuale dabbenaggine, e l'unica cosa che mi dispiace è che ciò lo ha portato a venire nuovamente inghiottito in quel carrozzone Marvel/Sony che era riuscito ad abbandonare, stavolta come Kraven il cacciatore, nemesi di Spider-Man; il suo Tangerine è diventato in tempo zero il mio personaggio preferito all'interno di un cast in parte e carichissimo, dove assieme a un Brad Pitt mattatore e alcune ghiotte guest star spiccano, in personalissimo ordine di gradimento, Hiroyuki Sanada, Brian Tyree Henry e Michael Shannon. Onestamente, posso dire di essermi divertita tantissimo con questo Bullet Train e, se dovessi proprio trovargli un difetto, è l'assenza di un crossover con John Wick. Ma invece di spendere soldi in MCU e DC Cinematic Universe, perché non create un JohnWickVerse? Pensateci!! 


Del regista David Leitch, che interpreta anche Jeff Zufelt, ho già parlato QUI. Brad Pitt (Ladybug), Joey King (Prince), Aaron Taylor-Johnson (Tangerine), Brian Tyree Henry (Lemon), Hiroyuki Sanada (il vecchio), Michael Shannon (Morte Bianca), Sandra Bullock (Maria), Logan Lerman (il figlio) e Zazie Beetz (Hornet) li trovate invece ai rispettivi link.


Un paio di curiosità: Ryan Reynolds compare, non accreditato, nel ruolo di Carver, Channing Tatum nei panni del passeggero fissato col sesso mentre la bionda "hostess" del treno non è altri che Karen Fukuhara, l'adorabile Kimiko della serie The Boys, e il controllore Masi Oka, ovvero Hiro della serie Heroes. Sandra Bullock ha rimpiazzato Lady Gaga nel ruolo di Maria. Se Bullet Train vi fosse piaciuto recuperate tutti i film della saga John Wick, Atomica Bionda, Free Fire e Pulp Fiction. ENJOY!  

domenica 18 agosto 2019

Fast & Furious - Hobbs & Shaw (2019)

Spinta da un trailer tamarro e dalla presenza di attori molto graditi, prima di partire per le ferie sono corsa a vedere Fast & Furious - Hobbs & Shaw (Fast & Furious Presents: Hobbs & Shaw), diretto dal regista David Leitch.


Trama: la presenza di un virus mortale, voluto a tutti i costi da un'organizzazione in grado di creare superuomini, costringe l'enorme Hobbs e l'elegante Shaw a una difficile collaborazione.


Disclaimer: non ho mai sopportato Fast & Furious, così, a pelle, quindi non ho mai visto un singolo episodio della saga. Ciò mi ha portato a spoilerare spiacevolmente UN aspetto del film su Facebook, cosa che cercherò di non ripetere qui (quindi saltate l'elenco degli interpreti, grazie) benché, di fatto, non abbia idea di cosa sia presente sia in Fast & Furious che in Hobbs & Shaw, spin-off della saga. Generalmente parlando, posso dire che Hobbs & Shaw è una simpaticissima tamarrata tirata anche troppo per le lunghe, il cui pregio principale è la contrapposizione tra i due personaggi, il gigantesco, palestrato (ma con un cervello che è un brillante!) Hobbs e il ladro ex spia ex killer ex tutto Shaw, contrapposizione sottolineata da un odio atavico capace di generare le migliori battute e spiritosissimi botta e risposta oltre che di far procedere la trama su più livelli, almeno un paio paralleli; entrambi i protagonisti hanno problemi di famiglia, entrambi hanno un passato di cui vergognarsi, entrambi sono ai limiti della legalità, quindi diciamo che hanno più cose in comune di quanto non vogliano ammettere, il che li rende una squadra perfetta. Per le mani, neanche a dirlo, la più classica delle minacce globali, un virus capace di annientare l'umanità in una settimana, creato in laboratorio da un'organizzazione talmente segreta che al confronto la MAD del Boss Artiglio era una baracconata. L'organizzazione in questione, molto darwinianamente, punta a eliminare i deboli con qualunque mezzo, consentendo ai forti di prosperare e dando loro anche una discreta mano in termini di impianti cibernetici. Ecco dunque, come dal trailer, la pericolosa presenza di un Idris Elba in versione "Superman nero", pronto a spaccare culi, muri, macchine, porte, maniglie, cani, mondi senza apparentemente subire i colpi proibiti di Hobbs & Shaw, i quali potrebbero tranquillamente sputare in un occhio a John Wick e all'Atomica Bionda, due nomi fatti non a caso visto che David Leitch è il regista di entrambi i film e si vede. Le scene action sono delle sboronate mai viste, sia per quanto riguarda il corpo a corpo che per quanto riguarda, neanche a dirlo, gli inseguimenti in macchina, le esplosioni, i disastri aerei e qualunque altra cosa tamarrissima possa venirvi in mente, e ovviamente è tutto girato, montato e fotografato alla perfezione, così che lo spettatore non possa perdersi nemmeno una scintilla o una goccia di sangue (poco, a onor del vero).


Il GROSSO problema di Hobbs & Shaw, invero più grande della stazza di The Rock, è che è tutto talmente telefonato da far pietà (e fin qui, non mi aspettavo nulla di più da un film del genere, lo ammetto) e dotato di una morale così dolciotta da far sputare sì i denti ma non per i pugni, bensì per la carie mista a diabete. L'elogio finale della Famiglia a braccetto con " le macchine sono belle ma gli esseri umani sono meglio, gli amici sono meglio, la famiglia è meglio, quindi vinceremo sempre noi, to', sucamillo!", preceduto dagli sproloqui monotoni e ripetitivi di un Idris Elba che riusciva ad essere più profondo come Heimdall e persino come Roland Deschain (oddio...!) e che a tratti risulta più petulante del Dr. Male è qualcosa di talmente fuori contesto da far cadere i marroni. Privare della grinta due potenziali antieroi e trasformarli in due orsottoni del cuore che sull'isola di Tulla scoprono di volersi proprio tanto tanto bene è probabilmente il più grande autogol del film e priva di pathos zamarro una delle sequenze potenzialmente più sborone del film, alla quale sono arrivatà, ahimé, con gli occhi semichiusi dopo un primo tempo esaltante. Operazione non completamente riuscita quindi, peccato, anche se Dwayne Johnson è sempre una gioia per gli occhi, la bionda Vanessa Kirby è tosta quanto basta e ci sono un paio di guest star che da sole valgono il prezzo del biglietto. Unico appunto, Jason Statham. Sempre a suo agio in questi ruoli di duro che non deve chiedere mai, eh, peccato che sia nato col sembiante di Bruce Willis già vecchio e che manchi completamente del fascino giovanile del buon Bruno. Ah, ci fosse stato Bruccino a limonarsi il pucchiaccone ispano-russo e a fracassare bottiglie di champagne in testa ai cattivi, il mio cuore sarebbe rimasto sul pavimento della sala. Oh, e non alzatevi prima della fine dei titoli di coda, a meno che non abbiate ancora finito di vedere l'ultima serie de Il trono di spade; in tal caso, fuggite perché uno dei personaggi vi spoilererà pesantemente l'episodio finale.


Di David Leitch, che interpreta anche uno dei piloti della ETEON, ho già parlato QUI. Dwayne Johnson (Hobbs), Jason Statham (Shaw), Idris Elba (Brixton), Helen Mirren (Queenie), Eddie Marsan (Professor Andreiko), Cliff Curtis (Jonas), Ryan Reynolds (Locke) e Kevin Hart (Air Marshall Dinkley) li trovate invece ai rispettivi link.

Vanessa Kirby interpreta Hattie. Inglese, ha partecipato a film come Questione di tempo e a serie quali Grandi speranze e The Crown. Anche produttrice, ha 31 anni e un film in uscita.


Eiza Gonzales interpreta Madame M. Messicana, ha partecipato a film come Jem e le Holograms, Baby Driver - Il genio della fuga, Alita - Angelo della battaglia e a serie quali Dal tramonto all'alba - La serie. Ha 29 anni e tre film in uscita.


Pare che Dwayne Johnson abbia provato ad avere Jason Momoa nel ruolo di uno dei fratelli di Hobbs ma l'attore era troppo impegnato per partecipare; in compenso, nella famiglia di Hobbs spunta il wrestler Joe "Roman Reigns" Anoa'i, nella realtà cugino di Dwayne Johnson. Nulla di fatto anche per Keanu Reeves, che ha rinunciato a dare la voce al boss senza volto della ETEON, doppiato in originale da Ryan Reynolds sotto pseudonimo. Detto questo, se Hobbs & Shaw vi fosse piaciuto recuperate per intero la saga di Fast & Furious e aggiungete quella di John Wick, Atomica Bionda e anche i due Deadpool. ENJOY!

martedì 22 maggio 2018

Deadpool 2 (2018)

Siete pronti a tornare tra le braccia amorevoli del mercenario chiacchierone? Io domenica sono corsa a vedere Deadpool 2, diretto da David Leitch, e sono arrivata a capire una cosa: AMO Ryan Reynolds! NO SPOILER, tranquilli!


Trama: a causa di una serie di sfortunati, inspoilerabili eventi, Deadpool si ritrova a dover combattere contro Cable, soldato proveniente dal futuro e deciso a impedire che esso si compia.



Eh sì, mi tocca davvero fare outing, manco fossi 'Pool davanti a Colosso: mi sono innamorata di Ryan Reynolds. Lo considero sempre mostruoso con o senza trucco, nonché un pessimo attore, ma ca**o come crede lui nel personaggio cinematografico di Deadpool, come sia RIUSCITO a diventarlo dentro e fuori dal set, arrivando persino a prendersi spietatamente per il c*lo, davvero, nessuno mai. Fondamentalmente, Deadpool 2 è la riproposizione pedissequa (Weasel: "Ehm. No, davvero, io non so cosa voglia dire pedissequa") del primo film, con supereroi sboccati che fanno le peggio cose accompagnati da umorismo di grana grossissima, metacinema come se non ci fosse un domani, citazioni come se piovessero, una colonna sonora che fa ridere tanto quanto la sceneggiatura, contentini per i nerd più accaniti. Che a me, ovviamente, va benissimo: ho riso come una demente dall'inizio alla fine e sebbene dovessi dire che da Leitch come regista mi sarei aspettata di più nei corpo a corpo (eh, temo che Atomica Bionda sia stato l'apice della sua carriera...) e per quel che riguarda il tasso di gore, le sequenze catastrofiche non sono comunque mancate e i comprimari di Deadpool stavolta sfiorano il sublime... ma capisco perché in sala a ridere eravamo giusto in tre/quattro e il Bolluomo spesso si girava a guardarmi con la faccia di chi cerca aiuto e trova solo biasimo. Non avendo riguardato il primo Deadpool non saprei dire se succedesse anche lì (ormai la mia memoria fa cilecca) ma Deadpool 2 presuppone una conoscenza enciclopedica non solo dell'universo Marvel (cinematografico e cartaceo) ma anche di film e serie TV come nemmeno Ready Player One e siccome al 90% sono tutte citazioni "vocali" prima ancora che visive, inserite tra una parolaccia e l'altra di cinque/sei personaggi logorroici da morire, lo sforzo di attenzione richiesto allo spettatore è altissimo e si rischia davvero di chiedersi perché la gente stia ridendo. Detto questo, Deadpool 2 sarebbe un film da rivedere almeno altre tre/quattro volte in lingua originale (il brano di Yentl ne è un esempio lampante, visto che la strofa incriminata "Do You Wanna Build a Snowman?" in italiano è "Sei già sveglia oppure dormi?", come sa chiunque ha stravisto Frozen) e con un bel telecomando in mano, così da mettere qualche fermo immagine di tanto in tanto e cogliere gli omaggi a Stan Lee e Alpha Flight, per esempio.


Ma parliamo un po' di storia, attori e "villani", partendo da questi ultimi. Josh Brolin rimarrà nella memoria dei Marvel fan come Thanos ma il suo Cable oscuro tanto da sembrare un eroe DC, per quanto molto divertente nel suo porsi come buddy di Deadpool sul finale, non ha il carisma della sua controparte cartacea e lo stesso vale per il Fenomeno, poco più di un divertissement perfetto per sfoderare il brano più esilarante della colonna sonora (potete ascoltarlo senza disturbi alla fine dei titoli di coda oppure QUI); il "vero" cattivo della pellicola è invece una sorpresa adattissima alle atmosfere irriverenti del film ma non riesco a capire se Reynolds e soci abbiano volutamente scelto di scrivere una sceneggiatura così "sentimentale" e retorica onde prendere in giro la maggior parte dei film di genere oppure fossero seri nell'intento di dotare il mercenario chiacchierone di un cuore e un'etica morale, per quanto contorta. Probabilmente avranno voluto mostrare il dito medio al successo di Logan - The Wolverine (sono una persona malvagia, rido ancora adesso per quel carillon!!) ma quasi sicuramente non lo sapremo mai, così come non sapremo mai perché un nome "importante" come quello di Essex sia stato sprecato così proprio in un film che contempla la presenza di Cable. Ma questi sono sproloqui da nerd e per farmi perdonare vi rimando al nutrito e spoileroso infoporn finale. Voto dieci invece a Zazie Beets, una Domino molto meno misteriosa di quella dei fumetti ma comunque simpatica e sexy, protagonista di alcune delle sequenze più spettacolari grazie proprio al suo potere della "fortuna", mentre stavolta la contrapposizione Colosso/Deadpool mi ha divertita meno del film precedente (anzi, diciamo che a un certo punto quel terrificante accento russo m'è venuto persino a noia) e anche Testata Mutante Negasonica non ha brillato di luce propria quanto avrei sperato, non dopo aver visto quello di cui è capace Brianna Hildebrand. Le spalle comiche per fortuna sono favolose come sempre: ai già collaudati Weasel, Dopinder e Blind Al si aggiungono i vari membri di X-Force, tra i quali ovviamente spicca l'adorabile Peter, anche perché gli altri... vabbé, lasciamo perdere e godetevi uno dei gruppi più amati della carta stampata, benché in una versione particolare. E godetevi (perpietàdiDeadpoolnonfateico**ioni!) le scene mid-credits perché stavolta valgono da sole, letteralmente, tutto il film. Anche se mi chiedo... come faranno ora a girare Deadpool 3? Oh beh, come direbbe Ryan Reynolds, "tanto basta scrivere due min**iate sulla sceneggiatura, chi sta a guardarla?". Io, neanche a dirlo, aspetto comunque trepidante il terzo capitolo, magari ballando su un tamarrissimo pezzo di musica dubstep!!


Del regista David Leitch ho già parlato QUI. Ryan Reynolds (Wade Wilson/Deadpool, anche sceneggiatore della pellicola e motion capture per il Fenomeno, oltre che voce originale), Josh Brolin (Nathan Summers/Cable), Morena Baccarin (Vanessa), Brianna Hildebrand (Testata Mutante Negasonica), Brad Pitt (Svanitore), Bill Skarsgård (Zeitgeist), Matt Damon (Redneck numero 2), T.J. Miller (Weasel), Terry Crews (Bedlam), Alan Tudyk (Redneck numero 2), Eddie Marsan (Direttore), Nicholas Hoult (Bestia, non accreditato), James McAvoy (Charles Xavier, non accreditato), Evan Peters (Quicksilver, non accreditato), Tye Sheridan (Ciclope, non accreditato) e Hugh Jackman (Wolverine, in filmati d'archivio modificati in post produzione) li trovate invece ai rispettivi link.

Karan Soni interpreta Dopinder. Americano, ha partecipato a film come Safety not Guaranteed, Piccoli brividi, Deadpool, Ghostbusters e Creep 2. Ha 29 anni e un film in uscita.


Come tutti i sequel che si rispettino anche Deadpool 2 ha avuto una storia travagliata. Tim Miller, regista del primo capitolo, si è chiamato fuori dal progetto per divergenze creative con Ryan Reynolds e si è portato dietro Gina Carano e Junkie XL, compositore della colonna sonora di Deadpool. Brad Pitt, che "compare" come Svanitore, aveva partecipato all'audizione per il ruolo di Cable ma aveva dovuto rinunciare per l'impossibilità di far combaciare i vari impegni; altri candidati per il ruolo erano Russell Crowe, "benedetto" nientemeno che da Rob Liefeld, e Michael Shannon, che si è tirato indietro per impegni pregressi. Zazie Beets, che interpreta Domino e che ha strappato la parte ad attrici come MacKenzie Davis e Sofia Boutella, dovrebbe tornare nell'annunciato X-Force assieme a Ryan Reynolds e Josh Brolin. Nell'attesa che esca, chissà quando, se Deadpool 2 vi fosse piaciuto recuperate Deadpool e magari X-Men - Origins: Wolverine, Wolverine - L'immortale e Logan - The Wolverine visto che sono ampiamente citati! ENJOY!


E ritorna, per la gioia di tutti i bambini...
L'angolo del Nerd (o del gnégnégné, fate voi) rigorosamente scritto a memoria e senza l'aiuto di Wikipedia
HIC SUNT SPOILER!:

Cable: uno dei personaggi creati negli anni '90 dal nemico giurato dell'anatomia, Rob Liefeld, introdotto inizialmente come "terrorista" traviatore della generazione giovane degli X-Men, i Nuovi mutanti, da lui trasformati nella formazione paramilitare X-Force nonché paladino del "sacchettismo" preso in giro anche nel film. Col tempo si è scoperto che il vecchiaccio veniva dal futuro e che era nientemeno che il figlio di Ciclope e di un clone di Jean Grey, spedito nel futuro per salvarlo dal cosiddetto "virus tecnorganico", ovvero quella rumenta che lo ha reso un mezzo cyborg. In realtà Cable, il cui vero nome è Nathan Christopher Summers, ha enormi poteri telepatici e telecinetici e virtualmente sarebbe il mutante più potente della terra, se non fosse per quel virus. La sua nascita è stata infatti pianificata da Sinistro, il cui cognome è Essex (vi dice nulla? Leggete QUI...) ma ci si è messo di mezzo Apocalisse a rovinargli i piani. Non sto a tediarvi con ulteriori ragguagli, vi dico solo che in tempi recenti (dieci anni fa?) Cable ha salvato, adottato e cresciuto tale Hope (nominata nel film), salvatrice di mutanti imbevuta del potere di Fenice nonché ultima speranza dell'umanità "casualmente" identica a Jean Grey. Due co**oni, via. E mi chiedete perché ho abbandonato i fumetti degli X-Men?

Russell Collins: Alto e biondo, insomma col casting di D2 non ci azzecca una cippa, Russell "Rusty" Collins ha fatto parte della prima formazione di X-Force prima di venire rapito da Stryfe (clone di Cable proveniente anch'egli dal futuro) che gli ha fatto il lavaggio del cervello rendendolo malvagio. I poteri sono quelli mostrati nel film, gli manca solo la compagna di sempre accanto, Sally "Skids" Blevins. Ah, ora credo che nei fumetti sia morto.

Domino: Albina con un occhio nero, Neena "Domino" Thurman faceva parte del Six Pack, la prima squadra di mercenari in cui ha militato Cable, poi è stata rapita dalla mutaforma Vanessa (all'epoca malvagia, come Deadpool) che si è sostituita a lei per un po' di tempo, anche nelle fila di X-Force. Tornata nei ranghi, s'è tirata un paio di storie con Cable e, più recentemente, con Wolverine (alla coppia è dedicato il bellissimo Wolverine: Sex and Violence) e persino con Colosso. Il potere che ha è quello della fortuna ma diciamo che nei fumetti non è così smaccato come nel film!

Shatterstar: Come viene detto nel film, Shatterstar è un alieno proveniente dal Mojoverso, pianeta "televisivo" governato dal berlusconiano Mojo, dove le persone vengono gettate nelle arene e uccise per il piacere del pubblico. Shatterstar ha fatto parte per anni della seconda squadra di X-Force, distinguendosi come uno dei membri più sanguinari, mentre recentemente aveva cominciato a militare in X-Factor, dove ha finalmente palesato di essere gay e di provare sentimenti per il compagno di squadra Rictor. Per anni si è favoleggiato che Shatterstar fosse il figlio dei mutanti Longshot e Dazzler ma se non rammento male alla fine si è scoperto che Longshot era nato in provetta da materiale genetico di Shatterstar, il che ne fa... il nonno di sé stesso? Gesù... Ah, come poteri abbiamo agilità sovrumana e la capacità di emettere scariche bioelettriche attraverso le spade.

Black Tom Cassidy: Fratello di Banshee (per chi segue solo i film, ne avete visto una versione giovane QUA), amico di vecchissima e lunghissima data del Fenomeno, Black Tom Cassidy è irlandese ed è sempre stato un nemico degli X-Men. Più che essere un gangsta figo è un signore di mezza età vestito come un peerla, zoppo e costantemente appoggiato a un shillelag. Per quel che riguarda i poteri se non mi sbaglio riusciva a emettere scariche di energia attraverso il legno e a manipolare le piante.

Svanitore, Bedlam, Zeitgeist e Yukio: personaggi che ricordo pochissimo o affatto. Bedlam e Zeitgeist hanno fatto parte di un paio di formazioni di X-Force quando non ne leggevo le storie e sono credo durati il tempo di un arco narrativo, massimo due, il tempo di cambiare gli scrittori; lo Svanitore è un nemico dei vari X-Gruppi ma non è un uomo invisibile, bensì si teletrasporta, di fatto scomparendo. Yukio è invece un mix tra l'assassina già comparsa in Wolverine - L'immortale e la giovane mutante di nome Surge, dalla quale riprende i poteri energetici.

Fenomeno: ne ho parlato QUI


martedì 22 agosto 2017

Atomica bionda (2017)

Scrolliamo dal blog la ruggine da ferie con l’esplosivo film Atomica Bionda (Atomic Blonde), diretto dal regista David Leitch e tratto dalla graphic novel La città più fredda di Antony Johnston e Sam Hart. Pronti a spararvi in cuffia la migliore musica di fine anni ’80?


Trama: l’agente del MI6 Lorraine Broughton viene mandata a Berlino per recuperare una lista zeppa di segreti bramata da inglesi, americani, russi e francesi… proprio mentre i giorni del muro sono agli sgoccioli!


Alla mia veneranda età, dopo aver visto un buon numero di film, fatico ormai a ricordare nomi di registi e attori "secondari". Alla fine di Atomica Bionda mi è capitato di sussurrare al Bolluomo, col sorrisone sulle labbra, una cosa tipo "Ah ma questo è il modo in cui avrebbero dovuto girare quella mer*a di John Wick 2!" per poi scoprire, in effetti, che David Leitch era il co-regista non accreditato del primo, bellissimo John Wick, il cui secondo capitolo è stato diretto solo da Chad Stahelski. Da qui ho avuto modo di capire che, a son di guardare film, ho imparato qualcosa relativamente non solo a cosa viene raccontato bensì anche al "come", ma soprattutto di riflettere un po' sul Cinema di Menare (non me ne vogliano i fan de I 400 calci se utilizzo un loro termine), genere che, per quanto bistrattato dalla cVitica, ha un suo modo di essere e una sua dignità se realizzato bene, al punto che persino chi si intende di regia, montaggio e stunt tanto quanto un fermacarte (tipo la sottoscritta) riesce a capire facilmente la differenza tra un John Wick 2 e una meraviglia come Atomica Bionda: qui ci sono cuore, tecnica e gusto estetico, là c'è solo la pigrizia con la quale si prende per il naso lo spettatore. Perché a me (come ad altri spettatori, spero) frega poco di vedere Keanu Reeves ammazzare gente se le coreografie che lo vedono impegnato sono sempre le stesse e se il montaggio o la regia non mi esaltano, altrimenti non si parlerebbe, appunto, di coreografie, regia e montaggio e rimarremmo fermi a Van Damme o Steven Seagal al nadir delle loro carriere. In Atomica Bionda ci si mena ma lo si fa con un senso estetico superiore, col desiderio di costruire una scena, coccolando l'occhio dello spettatore con una bellezza che non è solo quella di una Charlize Theron che sarebbe gnocca persino avvolta in un sacco di juta e sfigurata dai lividi ma è anche e soprattutto quella di scontri all'arma bianca/pugni/calci/quello che volete così ben fatti da sembrare dei balletti, altro che La La Land. Questi sono film realizzati da gente che conosce benissimo il genere, lo ama e lo rispetta, da artigiani e stuntman che scelgono di renderlo appetibile anche per un pubblico di gente meno di nicchia, coinvolgendo grandi nomi e puntando tantissimo su scenografie, musiche, costumi e qualsiasi altro elemento possa risultare gradevole anche a chi non mastica pane e tamarreide dal mattino alla sera. A inizio 2000 c'erano i wu-xia occidentalizzati, oggi ci sono questi... come chiamarli? Action fortemente estetici? Non saprei ma, a prescindere da come vogliamo chiamarli, non ci si può lamentare della loro presenza sul mercato.


Sorvolando un attimino su una trama che a tratti si perde in un tourbillon di nomi in codice e passaggi di testimone, Atomica bionda ha tutto quello che serve per rendere la Bolla una bimba felice. Innanzitutto, ha una protagonista carismatica (e sapete quanto io ADORI le donne forti nel Cinema) interpretata da un'attrice che, ora come ora, è una delle migliori in circolazione. Non mi sento di scrivere altre righe sulla bellezza di Charlize Theron, quella donna è gnocca e bravissima, ma è innanzitutto una macchina da guerra credibile e stilosa da matti: le mise che la Theron indossa nel corso del film, non tanto quelle per me inarrivabili sfoggiate nei club berlinesi ma proprio quelle "da tutti i giorni", le sognerò nei mesi a venire, spulciando i siti di shopping on line per scovare qualche capo autunnale da mettere a mia volta. Magari con risultati diversi, ma l'importante è provare. Seconda cosa, Atomica bionda ha una serie di personaggi "di contorno" da paura. Ormai James McAvoy ha superato il noiosino Fassbender nella mia personalissima classifica di figaggine e quando lo sfruttano per ruoli da alcoolizzato/pazzo mi si scioglie il cuoricino; per gli ometti (o per le fanciulle amanti dello stesso sesso) c'è una Sofia Boutella sempre più affascinante, impegnata in una paio di scene capaci di lasciare letteralmente a bocca aperta il Bolluomo. Non potevo nemmeno prenderlo a schiaffi, visto che la Boutella e la Theron sono talmente sensuali assieme da far vacillare la mia eterosessualità come non erano riuscite nemmeno Natalie Portman e Mila Kunis ne Il cigno nero. Il parterre di attori ovviamente non finisce lì: vedere John Goodman, Toby Jones, Eddie Marsan e il futuro Pennywise Bill Skarsgård condividere lo schermo con la protagonista è sempre una gioia, così come è splendido vederli camminare per le due Berlino un attimo prima del crollo del maledetto muro. L'ambientazione è il terzo elemento vincente di Atomica Bionda, con le due anime di Berlino, la est più "straccionata" ma viva in un modo che la ovest può solo sognare, riportate perfettamente su pellicola e la storia reale che si insinua prepotentemente all'interno della finzione, segnando la sconfitta (non definitiva) di tutti i giochi di spie, traditori ed assassini che coi loro segreti hanno scritto una delle pagine più nere della storia mondiale. Immancabile infine, per mantenere il mood berlinese di fine anni '80, una colonna sonora stupenda che spazia da David Bowie a Blue Monday, passando per immancabili hit tedesche come 99 Luftballons e la sempre adorabile Der Commissar per poi finire con London Calling e Under Pressure, sempre per non dimenticare il divino Starman e l'altro divino Freddie Mercury. Volete altri motivi per andare a vedere Atomica bionda? Io sinceramente non perderei tempo e correrei al cinema prima che lo tolgano!


Del regista David Leitch ho già parlato QUI. Charlize Theron (Lorraine Broughton), James McAvoy (David Percival), Eddie Marsan (Spyglass), John Goodman (Emmett Kurzfeld), Toby Jones (Eric Gray) e Sofia Boutella (Delphine Lasalle) li trovate invece ai rispettivi link.

Bill Skarsgård interpreta Merkel. Svedese, figlio di Stellan e fratello di Alexander, lo ricordo per il film Anna Karenina, inoltre ha partecipato a serie quali Hemlock Grove. Ha 27 anni e tre film in uscita tra cui, ovviamente, IT, dove ricoprirà il ruolo di Pennywise!


I più accaniti fan di Tarantino avranno riconosciuto nei panni dell'orologiaio l'attore Til Schweiger, ovvero l'Hugo Stiglitz di Bastardi senza gloria. Detto questo, se Atomica bionda vi fosse piaciuto vi consiglio di recuperare Nikita e il primo John Wick. ENJOY!

martedì 27 gennaio 2015

John Wick (2014)

Sì, lo sappiamo ormai tutti che gennaio è il periodo in cui si fanno i compiti pre-Oscar. Ma vorremmo dimenticarci della tamarreide? Giammai! In soccorso ai miei occhi ormai sopraffatti da seriosi biopic ecco arrivare John Wick, diretto nel 2014 dai registi Chad Stahelski e David Leitch.


Trama: John Wick è un superkiller ritiratosi per amore della moglie. Quando la donna muore per una malattia il poveraccio si vede recapitare il suo ultimo regalo, un cagnolino, accompagnato da un biglietto in cui gli viene chiesto di non dimenticare come si ama. John si profonde in cure per l'animaletto ma il figlio di un boss un giorno decide di rubargli la macchina e ammazzargli il cane, scatenando così il killer sopito...


Scendi il cane che lo sparo. Così potrebbe venir sintetizzato John Wick, adrenalinico sparatutto/picchiaduro dove un Keanu Reeves praticamente invincibile ed inarrestabile fa fuori mezzo sottobosco criminale per vendicare un cagnolino, "l'unico essere ad avergli dato la speranza che non avrebbe più vissuto in solitudine. E invece voi me l'avete ammazzato" (cit. a braccio). Il film di Stahelski e Leitch (due stuntman, non a caso) è un sereno, invidiabile ritorno all'ignorantissimo ed esagerato action anni '80 dove non importano tanto le motivazioni che spingono i protagonisti all'azione, quanto piuttosto il body count e i modi più o meno fantasiosi con cui vengono puniti i malvagi, possibilmente stranieri e cattivissimi. John Wick combatte, solitario o quasi, uno stuolo di anonimi sgherri russi per arrivare al figlio del boss Viggo (il non carpatico, ahimé), strisciando silenzioso e sanguinolento nel sottobosco criminale di una New York da videogioco dove, diciamolo, sono molto più interessanti i luoghi nascosti, i riti segreti degli assassini e le loro facce che la storia del protagonista in sé; John è conosciuto da tutti, paga in sesterzi d'oro per avere servizi di lavanderia o medicali a cinque stelle, entra in alberghi dove vigono terribili regole non scritte e viene seguito da angeli dall'aspetto demoniaco e dalla mira infallibile che meriterebbero molto più del poco tempo che viene loro concesso. L'uomo nero, o Baba Yaga se preferite, non batte ciglio e non spreca nemmeno una battutina ironica ma continua, implacabile, il suo regolarissimo cammino di vendetta, scrollandosi di dosso pallottole e tentativi di omicidio come farebbe un'anatra con l'acqua, lasciando lo spettatore preda dell'applauso compulsivo, ad omaggiare cotanto sanguinoso aplomb (e anche a chiedersi perché mai il buon Viggo a inizio film venga rappresentato come un criminale ragionevole mentre alla fine diventa una povera macchietta. Ma non stiamo a sottilizzare.)


Keanu Reeves a cinquant'anni è ancora un figo, c'è poco da fare, e ha trovato la sua dimensione, quella di silenziosa macchina per uccidere che, a differenza dei massicci e ormai artritici Stallone e Schwarzenegger (con tutto il rispetto e l'amore di questo mondo, eh. Vi voglio bene come a due nonni!) può ancora permettersi il lusso di profondersi in fulminee mosse di judo per accompagnare le inevitabili sparatorie ed esplosioni. Il cast di supporto è altrettanto valido, soprattutto i caratteristi che, come accennavo sopra, sono quasi più interessanti del personaggio titolare: Willem Dafoe è ambiguo come giustamente gli si confà e Ian McShane è un elegantissimo e luciferino gentiluomo, entrambi si muovono come se fossero nati per quei ruoli. Nyqvist per un po' sta al gioco e apporta anche una certa dignità al banale personaggio di boss russo in cui è costretto ma poi sbraga e gigioneggia in quel modo esagerato che può venir concesso solo a Christoph Waltz quando è in buona, mentre Leguizamo, poverino, ormai non si può nemmeno più definire comparsa di lusso, visto che compare e scompare quasi senza che lo spettatore se ne accorga. A completare l'operazione tamarreide (nobilitata, va detto, da ironici tocchi di classe quasi britannica che vengono racchiusi quasi interamente all'interno dell'Hotel Continental) ci pensa una colonna sonora "cattivissima" in cui spicca il redivivo Reverendo Manson e che esplode nelle cafonissime sequenze ambientate "in da club", dove i reparti luci, stuntman, armi e montaggio danno decisamente il bianco, annichilendo lo spettatore e lasciandolo basito sulla poltrona, felice come un bambino che fa saltare in aria dei soldatini. Quindi, che diamine aspettate ad andare a vedere questo goduriosissimo John Wick? Che tornino gli anni '80 a tirarvi dei coppini sulla nuca?


Di Keanu Reeves (John Wick), Michael Nyqvist (Viggo Tarasov), Willem Dafoe (Marcus), John Leguizamo (Aureilo) e Ian McShane (Winston) ho già parlato ai rispettivi link.

Chad Stahelski (vero nome Charles F. Stahelski) è il regista della pellicola (aiutato da un David Leitch non accreditato per motivi sindacali e riportato come produttore). Americano, soprattutto stuntman, assistente alla regia, attore e produttore, ha 47 anni ed è al suo primo e finora unico film.

Stessa espressione mia alla fine di John Wick! :D
Alfie Allen, che interpreta Iosef Tarasov, ha partecipato coi capelli castani alla serie Il trono di spade nei panni di Theon Greyjoy mentre Lance Reddick, ovvero il receptionist dell'hotel, è stato un favoloso Papa Legba nella terza serie di American Horror Story. Non accreditato, da qualche parte, dovrebbe esserci anche quel figone di Jason Isaacs, riportato su parecchi siti come "David" ma a me non è parso di averlo visto quindi temo che il suo personaggio sia stato in qualche modo tagliato in fase di montaggio. Detto questo, se John Wick vi fosse piaciuto recuperate Payback - La rivincita di Porter, The Equalizer e, salendo di qualità allontanandoci dalla tamarreide, Kill Bill, Oldboy e I Saw the Devil. ENJOY!

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