Il post odierno è presto fatto.
Qualche folle di cui non faccio il nome ha nominato il Bollalmanacco per candidarlo al concorso indetto dal blog Ho voglia di cinema... e ora tocca votare, appunto, il blog di cinema più bello della rete.
Ovviamente al vincitore andrà eterna gloria, quindi cari lettori andate al link qui sotto e votatemi, altrimenti preparatevi a ritrovare teste di peluche mozzate nel vostro letto!
http://hovogliadicinema.blogspot.it/2012/12/miglior-blog-di-cinema-votate.html
A chi voterà prometterò piloni di pilu, la testa del Maya che scrisse la profezia, un antico tomo sumero che spiega come eliminare per sempre la minaccia di Berlusconi e l'autocombustione dei cinepanettoni. ENJOY!!
mercoledì 19 dicembre 2012
lunedì 17 dicembre 2012
Bolla's Top 5 - Oh che gelida manina!
Finalmente è arrivato il tanto sospirato freddo!! Per riscaldarci un po', visto che negli USA non sono usciti film degni di nota a parte Lo Hobbit (e anche perché questa rubrica è stata praticamente abbandonata a se stessa da un anno a questa parte) ecco la mia personalissima Top 5 delle morti al freddo, che coniuga due dei colori più poetici e filmabili che esistano al mondo: il bianco della neve e il rosso del sangue, che poi sono anche i colori dell'amabile ciccione con la barba bianca. OH-OH-OOOH! quindi e.... ENJOY!!
Ah, il post contiene ovvi SPOILER, uomo avvisato....
5. Lasciami entrare (Låt den rätte komma in, 2008)
La delicata storia d'amore tra il giovane Oskar e la vampiretta Eli, un racconto di amore e morte così disperato e struggente che Stephanie Meyers e il suo Twilight dovrebbero andarsi a nascondere in fondo a un crepaccio. Le fredde, ovattate strade innevate di un paesino della Svezia sono una componente imprescindibile del film, così come i piedi nudi di Eli che affondano nella neve e il bianco che, d'improvviso, si tinge del rosso del dolore, del sangue e della morte. Da recuperare anche il remake americano, Blood Story, con una splendida Chloe Moretz.
4. L'insaziabile (Ravenous, 1999)
Una particolarissima perla horror graziata dalle musiche di Damon Albarn e Michael Nyman, dove la neve si tinge del sangue dei soldati in guerra e dei superstiti vittime dell'affascinante, spietato e terribile cannibale interpretato da Robert Carlyle. Un gioiello di humor nero e horror, da recuperare assolutamente.
3. Fargo (Fargo, 1996)
La banalità del male, immersa in una delle cittadine più provinciali d'America, dove tutti si conoscono e tutti sono amici. Una grottesca commedia nera che, nel giro di mezz'ora, vira in una delle macellate più folli mai viste in campo non horror, con i fratelli Coen che usano il sangue come vernice e il bianco immaccolato delle nevi di Fargo come una tavolozza. Grandissimi interpreti, a partire da un'incinta Frances McDormand per finire con l'imbambolato e sfigatissimo William H. Macy. Un altro, imperdibile capolavoro.
2. La cosa (The Thing, 1982)
L'apoteosi della paranoia da isolamento, l'impossibilità di fuggire da un alieno mutaforma e di cercare aiuti esterni in quello che, letteralmente, è un inferno bianco. John Carpenter firma uno dei suoi capolavori, remake di un vecchio film di fantascienza anni '50, infilando i protagonisti in una delle situazioni più brutte mai concepite da mente umana. Un classico imprescindibile.
1. Shining (The Shining, 1980)
Cosa c'è di peggio che rimanere bloccati in un hotel con un padre e marito completamente folle, a rischio di beccarsi anche qualche fantasma poco amichevole? Eh beh, rimanere bloccati d'inverno, con la neve che arriva a toccare quasi le finestre, i gatti delle nevi manomessi, un freddo incredibile che gela fin dentro le ossa e la bufera che impedisce le comunicazioni esterne. Il capolavoro di Stanley Kubrick, da un romanzo del re King, tutto l'orrore di un inseguimento in un labirinto di neve e ghiaccio e uno dei finali più ansiogeni della storia del cinema.
Come fuori classifica, anche perché non era propriamente inverno, vorrei anche ricordare il meraviglioso duello tra La Sposa e O-Ren Ishii sul finale di Kill Bill Vol. 1, una sanguinosa, elegantissima e cruenta battaglia a filo di spada sulle note della fighissima Don't Let Me Be Misunderstood. Un cult imprescindibile!!
Ah, il post contiene ovvi SPOILER, uomo avvisato....
5. Lasciami entrare (Låt den rätte komma in, 2008)
La delicata storia d'amore tra il giovane Oskar e la vampiretta Eli, un racconto di amore e morte così disperato e struggente che Stephanie Meyers e il suo Twilight dovrebbero andarsi a nascondere in fondo a un crepaccio. Le fredde, ovattate strade innevate di un paesino della Svezia sono una componente imprescindibile del film, così come i piedi nudi di Eli che affondano nella neve e il bianco che, d'improvviso, si tinge del rosso del dolore, del sangue e della morte. Da recuperare anche il remake americano, Blood Story, con una splendida Chloe Moretz.
4. L'insaziabile (Ravenous, 1999)
Una particolarissima perla horror graziata dalle musiche di Damon Albarn e Michael Nyman, dove la neve si tinge del sangue dei soldati in guerra e dei superstiti vittime dell'affascinante, spietato e terribile cannibale interpretato da Robert Carlyle. Un gioiello di humor nero e horror, da recuperare assolutamente.
3. Fargo (Fargo, 1996)
La banalità del male, immersa in una delle cittadine più provinciali d'America, dove tutti si conoscono e tutti sono amici. Una grottesca commedia nera che, nel giro di mezz'ora, vira in una delle macellate più folli mai viste in campo non horror, con i fratelli Coen che usano il sangue come vernice e il bianco immaccolato delle nevi di Fargo come una tavolozza. Grandissimi interpreti, a partire da un'incinta Frances McDormand per finire con l'imbambolato e sfigatissimo William H. Macy. Un altro, imperdibile capolavoro.
2. La cosa (The Thing, 1982)
L'apoteosi della paranoia da isolamento, l'impossibilità di fuggire da un alieno mutaforma e di cercare aiuti esterni in quello che, letteralmente, è un inferno bianco. John Carpenter firma uno dei suoi capolavori, remake di un vecchio film di fantascienza anni '50, infilando i protagonisti in una delle situazioni più brutte mai concepite da mente umana. Un classico imprescindibile.
1. Shining (The Shining, 1980)
Cosa c'è di peggio che rimanere bloccati in un hotel con un padre e marito completamente folle, a rischio di beccarsi anche qualche fantasma poco amichevole? Eh beh, rimanere bloccati d'inverno, con la neve che arriva a toccare quasi le finestre, i gatti delle nevi manomessi, un freddo incredibile che gela fin dentro le ossa e la bufera che impedisce le comunicazioni esterne. Il capolavoro di Stanley Kubrick, da un romanzo del re King, tutto l'orrore di un inseguimento in un labirinto di neve e ghiaccio e uno dei finali più ansiogeni della storia del cinema.
Come fuori classifica, anche perché non era propriamente inverno, vorrei anche ricordare il meraviglioso duello tra La Sposa e O-Ren Ishii sul finale di Kill Bill Vol. 1, una sanguinosa, elegantissima e cruenta battaglia a filo di spada sulle note della fighissima Don't Let Me Be Misunderstood. Un cult imprescindibile!!
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domenica 16 dicembre 2012
Hatchet II (2010)
A qualche giorno di distanza dal primo, a grandissima richiesta, arriva anche la recensione di Hatchet II, diretto nel 2010 sempre da Adam Green.
Trama: Marybeth riesce a scampare alle grinfie del deforme Victor Crowley e a tornare in città. Lì si allea col Reverendo Zombie e assieme a lui, allo zio e ad un gruppo di cacciatori, decide di andare nuovamente nelle paludi per mettere fine una volta per tutte all'esistenza del killer...
Diciamolo subito: Hatchet II non è bello come il primo capitolo della serie. Innanzitutto, perché manca dell'ironia assolutamente stupida che era la caratteristica principale del primo film, secondariamente perché Crowley è diventato già troppo icona horror per poter spaventare davvero, infine perché gli effetti splatter sembrano ancora più "finti" ed esagerati. Parliamo comunque di un film che si lascia guardare, che scorre piacevole e che regala un'ora e mezza di sano intrattenimento horror condito da un'abbondante dose di citazionismo. L'aspetto più divertente di Hatchet II, infatti, è l'autoreferenzialità di Adam Green: se nel primo Hatchet, infatti, il regista era ricorso all'espediente delle comparsate eccellenti, qui arriva direttamente a citare sé stesso riprendendo aspetti e situazioni del primo film (tornano con un ruolo maggiore dei personaggi che all'inizio della saga erano comparsi solo per pochi minuti, come Cracker e il Reverendo Zombie, in un video viene mostrato il girato di Shapiro, viene svelato il background di altri personaggi già conosciuti, etc.) oppure infilando rimandi ad altre sue "opere" o camei di amici e conoscenti. Tecnicamente invece il fanciullo non migliora né peggiora, perché le soluzioni di montaggio e regia sono praticamente delle fotocopie della sua prima pellicola.
Passando agli attori, se nel primo capitolo della saga l'attenzione era puntata su giovani decerebrati e sgualdrinelle dalle tette al vento, qui i riflettori si spostano sulla comunità di cacciatori bifolchi di cui avevamo già avuto un assaggio grazie a Robert Englund e "figlio", con tutte le esagerazioni e gli stereotipi del caso. La Marybeth di Danielle Harris è assai più carismatica di quella interpretata da Tamara Feldman (sostituita per volere dello stesso regista) e Tony Todd infonde tutta la sua bravura e le sue qualità di caratterista d'eccezione in ogni gesto (senza contare che il signore ha una voce talmente sexy che... vabbé...); interessante, inoltre, la sequenza che racconta della nascita di Crowley, con la moglie del padre Thomas che ricorda tantissimo la terribile Zelda di Pet Sematary e lo spessissimo Kane Hodder per una volta struccato ed impegnato in un ruolo triste e drammatico. Per concludere, dunque, anche questo Hatchet II è un film che, nonostante sia davvero poco innovativo, si lascia assolutamente guardare e che potrebbe accontentare i fan dell'horror. A patto, però, che cerchiate la versione UNRATED, perché i tagli effettuati alla versione "ripulita" del film sono innanzitutto fatti letteralmente con l'accetta, a rischio di inficiare la scorrevolezza della pellicola... e poi perché non capita tutti i giorni di vedere DUE uomini tagliati contemporaneamente con la stessa, lunghissima motosega e altre scene che superano il già alto tasso di splatter presente nel primo film.
Del regista Adam Green (che compare nei credits iniziali come il tizio che vomita proprio nel momento in cui appare sullo schermo il suo nome) ho già parlato qui, mentre di Danielle Harris (Marybeth), Tony Todd (Reverendo Zombie), Kane Hodder (Victor e Thomas Crowley) e Tom Holland (lo zio Bob) ho già parlato ai rispettivi link.
L’asiatico Parry Shen torna col ruolo di Justin, fratello di quello Shawn defunto nel primo capitolo. Tornano anche, in alcune “immagini” di repertorio, Shapiro e le due stupidissime divette del porno mentre, tra le altre guest star, segnalo Shawn Ashmore (già comparso in Frozen e qui nel ruolo di pescatore), Emma Bell (con un piccolo omaggio al già citato Frozen), il regista della Troma Lloyd Kaufmann (nei panni di un cacciatore) e persino il regista di Abominable, Ryan Schifrin, sempre nei panni di uno dei cacciatori. Detto questo, se Hatchet II vi fosse piaciuto vi consiglio di guardare ovviamente il primo capitolo della saga (a cui sta per aggiungersi una terza pellicola, Hatchet III, che dovrebbe uscire l’anno prossimo) e il simpatico Severance – Tagli al personale. ENJOY!!
Trama: Marybeth riesce a scampare alle grinfie del deforme Victor Crowley e a tornare in città. Lì si allea col Reverendo Zombie e assieme a lui, allo zio e ad un gruppo di cacciatori, decide di andare nuovamente nelle paludi per mettere fine una volta per tutte all'esistenza del killer...
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| Achittammuoooort'...!!!! |
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| Sexy voice per eccellenza! |
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| A volte le dimensioni contano...! |
L’asiatico Parry Shen torna col ruolo di Justin, fratello di quello Shawn defunto nel primo capitolo. Tornano anche, in alcune “immagini” di repertorio, Shapiro e le due stupidissime divette del porno mentre, tra le altre guest star, segnalo Shawn Ashmore (già comparso in Frozen e qui nel ruolo di pescatore), Emma Bell (con un piccolo omaggio al già citato Frozen), il regista della Troma Lloyd Kaufmann (nei panni di un cacciatore) e persino il regista di Abominable, Ryan Schifrin, sempre nei panni di uno dei cacciatori. Detto questo, se Hatchet II vi fosse piaciuto vi consiglio di guardare ovviamente il primo capitolo della saga (a cui sta per aggiungersi una terza pellicola, Hatchet III, che dovrebbe uscire l’anno prossimo) e il simpatico Severance – Tagli al personale. ENJOY!!
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venerdì 14 dicembre 2012
Cosa fare a Denver quando sei morto (1995)
Con il tempo che scarseggia per scrivere recensioni e queste ultime che si cancellano dagli hard disk (sì, vi perderete La spada nella roccia e soprattuttamente After Death di Fragasso, ché non ho voglia di riscriverle, sorry...) non so sinceramente come verrà fuori quella dedicata ad uno dei miei film preferiti, Cosa fare a Denver quando sei morto (Things To Do in Denver When You're Dead, diretto nel 1995 da Gary Fleder), visto che è una settimana che macera nel mio cervello. Siate indulgenti e via che si va...
Trama: Jimmy "il santo" è un ex gangster impegnato in un'attività particolare, quella di registrare videomessaggi che le persone in punto di morte lasceranno ai loro cari rimasti in vita. Quando il suo ex capo deciderà di affidargli un'ultima missione, il rischio che sia lo stesso Jimmy a finire dietro una telecamera sarà molto concreto...
Negli anni '90 gli emuli di Pulp Fiction e, in generale, del cinema "di maniera" tarantiniano si sprecavano. Cosa fare a Denver quando sei morto è uno degli esempi più mirabili del genere perché è uno dei pochi che non cerca di fare il verso al mio adorato QT, bensì cerca di crearsi una propria personalità all'interno di questo sfruttatissimo filone. Niente arditi giochi di macchina, dialoghi interminabili e campati in aria (in questo caso, l'unico vezzo è quello del vecchietto che racconta la storia dei protagonisti agli avventori del bar o il fatto che uno dei due tirapiedi di Christopher Walken usi un linguaggio molto forbito) o citazionismo dispensato come se non ci fosse un domani: Cosa fare a Denver quando sei morto ha un taglio e una regia molto classici, quasi un po' retrò, il difficile slang che utilizzano i personaggi sembrerebbe un mix di modi di dire da galera, gergo del Vietnam e dialetto di strada e, per quanto riguarda la trama, ha davvero poco di scanzonato e "trendy", per così dire.
Come si evince dal titolo, infatti, il film porta avanti una malinconica e particolare riflessione sulla vita e la morte. All'inizio vediamo il protagonista, Jimmy il Santo, come un uomo apparentemente pacato, sicuro di sé, perfettamente in grado di controllare la sua vita dopo essersi lasciato il passato di criminale alle spalle. L'attività che conduce è infinitamente triste e poco remunerativa, ma ancor più tristi sono le vite del suo ex capo, di quelli che un tempo erano i suoi compagni di "sventura", della prostituta Lucinda e del figlio ormai folle del cosiddetto Man with a plan. Davanti a questi personaggi patetici Jimmy, con i suoi modi garbati, i capelli e gli abiti impeccabili, sembrerebbe svettare come chi guarda alle vite altrui con distacco e una blanda commiserazione, ma tutto cambia drasticamente quando nella sua esistenza entra il vero amore... proprio quando il fallimento dell'ultima missione, accettata banalmente per bisogno di soldi, decreta la sua condanna a morte. Il film racconta gli ultimi giorni di un uomo che ha finalmente trovato una cosa per cui vivere e cerca disperatamente di recuperare il tempo perduto lasciando un ricordo di sé e, parallelamente, racconta il modo in cui le persone decidono di affrontare la morte: chi non ha rimpianto alcuno e si prepara ad affrontare il momento fatidico con dignità, chi pensa soprattutto alla moglie e ai figli, chi si prepara a dare una folle battaglia, chi non rispetta la vita neppure quando è ormai ad un passo dal concluderla.
Per rendere più incisiva questa riflessione, il film si avvale di attori a dir poco superbi. I migliori sono senza dubbio Christopher Lloyd che, per una volta, interpreta un personaggio stranamente pacato e dignitoso, diverso da quelli folli e nevrastenici a cui siamo abituati, il pazzo e detestabile (per quanto è deficente il suo Critical Bill) Treat Williams, l'inquietantissimo Christopher Walken in sedia a rotelle e, soprattutto, Steve Buscemi e il suo Mr. Shh: l'incarnazione stessa della morte, freddo, silenzioso, sparuto e insignificante nella sua faccetta di uomo qualunque.. perché d'altronde anche una morte violenta non deve essere necessariamente spettacolare o strana. Insomma, se non lo avete mai visto e avete perso i radi passaggi televisivi di Cosa fare a Denver quando sei morto, cercate di recuperarlo perché ne vale veramente la pena.
Di Christopher Lloyd (Pieces), William Forsythe (Franchise), Treat Williams (Critical Bill), Steve Buscemi (Mister Shhh), Christopher Walken (The man with the plan), Bill Cobbs (Malt), Don Cheadle (Rooster) e Jenny McCarthy (l'infermiera bionda) ho già parlato nei rispettivi link.
Gary Fleder è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Il collezionista ed episodi di serie come Racconti di mezzanotte. Anche produttore, ha 47 anni e due film in uscita.
Andy Garcia (vero nome Andrés Arturo García Menéndez) interpreta Jimmy il santo. Cubano, lo ricordo per film come The Untouchables - Gli intoccabili, Black Rain - Pioggia sporca, Il padrino - Parte III, Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco, Ocean's Twelve, Ocean's Thirteen e La Pantera Rosa 2, inoltre ha partecipato alle serie La signora in giallo, Alfred Hitchcock presenta, Will & Grace e doppiato un episodio de I Simpson. Anche produttore, regista, compositore e sceneggiatore, ha 56 anni e sei film in uscita.
Bill Nunn (vero nome William G. Nunn) interpreta Easy Wind. Americano, ha partecipato a film come Cadillac man, A proposito di Henry, Sister Act - Una svitata in abito da suora, Palle in canna, L'inferno nello specchio (Candyman 2), Extreme Measures - Soluzioni estreme, Il collezionista, La leggenda del pianista sull'oceano, Spider - Man, Spider - Man 2, Spider - Man 3 e alla serie Millenium. Anche produttore, ha 59 anni.
Jack Warden (vero nome John H. Lebzelter) interpreta Joe Heff. Americano, ha partecipato a film come Tutti gli uomini del presidente, Assassinio sul Nilo, Giallo in casa Muppet, Piccola peste, Piccola peste torna a far danni, Toys - Giocattoli, Piccola peste s'innamora e alle serie Ai confini della realtà e Vita da strega. E' morto nel 2006, all'età di 85 anni.
Fairuza Balk (vero nome Fairuza Alejandra Feldthouse) interpreta Lucinda. Benché poco "sfruttata", quest'attrice americana è una delle mie preferite e la ricordo per film come Nel fantastico mondo di Oz, Giovani streghe,Valmont, L'isola perduta, American History X e Quasi famosi, inoltre ha partecipato alle serie I Soprano, Masters of Horror e doppiato alcuni episodi de I Griffin. Ha 38 anni e due film in uscita.
Gabrielle Anwar interpreta Dagney. Inglese, ha partecipato a film come Scent of a Woman - Profumo di donna, Ultracorpi - L'invasione continua, I tre moschettieri e alle serie Beverly Hills 90210, I Tudors e Burn Notice. Anche produttrice, ha 42 anni.
Marshall Bell (vero nome Archibald Marshall Bell) interpreta Atwater. Americano, ha partecipato a film come Nightmare 2: la rivincita, Stand by Me - Ricordo di un'estate, Manhunter - Frammenti di un omicidio, I gemelli, Atto di forza, Dick Tracy, Oscar - Un fidanzato per due figlie, Amore all'ultimo morso, il geniale e meraviglioso Il silenzio dei prosciutti, Airheads - Una banda da lanciare, Natural Born Killers, Starship Troopers - Fanteria dello spazio, Identità, Capote e alle serie X - Files, Millenium, Jarod il camaleonte, CSI e Dr. House. Ha 70 anni e due film in uscita.
Se Cosa fare a Denver quando sei morto vi fosse piaciuto, consiglio un paio di film forse poco conosciuti ma molto carini, Insoliti criminali e Compagnie pericolose. ENJOY!!
Trama: Jimmy "il santo" è un ex gangster impegnato in un'attività particolare, quella di registrare videomessaggi che le persone in punto di morte lasceranno ai loro cari rimasti in vita. Quando il suo ex capo deciderà di affidargli un'ultima missione, il rischio che sia lo stesso Jimmy a finire dietro una telecamera sarà molto concreto...
Negli anni '90 gli emuli di Pulp Fiction e, in generale, del cinema "di maniera" tarantiniano si sprecavano. Cosa fare a Denver quando sei morto è uno degli esempi più mirabili del genere perché è uno dei pochi che non cerca di fare il verso al mio adorato QT, bensì cerca di crearsi una propria personalità all'interno di questo sfruttatissimo filone. Niente arditi giochi di macchina, dialoghi interminabili e campati in aria (in questo caso, l'unico vezzo è quello del vecchietto che racconta la storia dei protagonisti agli avventori del bar o il fatto che uno dei due tirapiedi di Christopher Walken usi un linguaggio molto forbito) o citazionismo dispensato come se non ci fosse un domani: Cosa fare a Denver quando sei morto ha un taglio e una regia molto classici, quasi un po' retrò, il difficile slang che utilizzano i personaggi sembrerebbe un mix di modi di dire da galera, gergo del Vietnam e dialetto di strada e, per quanto riguarda la trama, ha davvero poco di scanzonato e "trendy", per così dire.
Come si evince dal titolo, infatti, il film porta avanti una malinconica e particolare riflessione sulla vita e la morte. All'inizio vediamo il protagonista, Jimmy il Santo, come un uomo apparentemente pacato, sicuro di sé, perfettamente in grado di controllare la sua vita dopo essersi lasciato il passato di criminale alle spalle. L'attività che conduce è infinitamente triste e poco remunerativa, ma ancor più tristi sono le vite del suo ex capo, di quelli che un tempo erano i suoi compagni di "sventura", della prostituta Lucinda e del figlio ormai folle del cosiddetto Man with a plan. Davanti a questi personaggi patetici Jimmy, con i suoi modi garbati, i capelli e gli abiti impeccabili, sembrerebbe svettare come chi guarda alle vite altrui con distacco e una blanda commiserazione, ma tutto cambia drasticamente quando nella sua esistenza entra il vero amore... proprio quando il fallimento dell'ultima missione, accettata banalmente per bisogno di soldi, decreta la sua condanna a morte. Il film racconta gli ultimi giorni di un uomo che ha finalmente trovato una cosa per cui vivere e cerca disperatamente di recuperare il tempo perduto lasciando un ricordo di sé e, parallelamente, racconta il modo in cui le persone decidono di affrontare la morte: chi non ha rimpianto alcuno e si prepara ad affrontare il momento fatidico con dignità, chi pensa soprattutto alla moglie e ai figli, chi si prepara a dare una folle battaglia, chi non rispetta la vita neppure quando è ormai ad un passo dal concluderla.
Per rendere più incisiva questa riflessione, il film si avvale di attori a dir poco superbi. I migliori sono senza dubbio Christopher Lloyd che, per una volta, interpreta un personaggio stranamente pacato e dignitoso, diverso da quelli folli e nevrastenici a cui siamo abituati, il pazzo e detestabile (per quanto è deficente il suo Critical Bill) Treat Williams, l'inquietantissimo Christopher Walken in sedia a rotelle e, soprattutto, Steve Buscemi e il suo Mr. Shh: l'incarnazione stessa della morte, freddo, silenzioso, sparuto e insignificante nella sua faccetta di uomo qualunque.. perché d'altronde anche una morte violenta non deve essere necessariamente spettacolare o strana. Insomma, se non lo avete mai visto e avete perso i radi passaggi televisivi di Cosa fare a Denver quando sei morto, cercate di recuperarlo perché ne vale veramente la pena.
Di Christopher Lloyd (Pieces), William Forsythe (Franchise), Treat Williams (Critical Bill), Steve Buscemi (Mister Shhh), Christopher Walken (The man with the plan), Bill Cobbs (Malt), Don Cheadle (Rooster) e Jenny McCarthy (l'infermiera bionda) ho già parlato nei rispettivi link.
Gary Fleder è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Il collezionista ed episodi di serie come Racconti di mezzanotte. Anche produttore, ha 47 anni e due film in uscita.
Andy Garcia (vero nome Andrés Arturo García Menéndez) interpreta Jimmy il santo. Cubano, lo ricordo per film come The Untouchables - Gli intoccabili, Black Rain - Pioggia sporca, Il padrino - Parte III, Ocean's Eleven - Fate il vostro gioco, Ocean's Twelve, Ocean's Thirteen e La Pantera Rosa 2, inoltre ha partecipato alle serie La signora in giallo, Alfred Hitchcock presenta, Will & Grace e doppiato un episodio de I Simpson. Anche produttore, regista, compositore e sceneggiatore, ha 56 anni e sei film in uscita.
Bill Nunn (vero nome William G. Nunn) interpreta Easy Wind. Americano, ha partecipato a film come Cadillac man, A proposito di Henry, Sister Act - Una svitata in abito da suora, Palle in canna, L'inferno nello specchio (Candyman 2), Extreme Measures - Soluzioni estreme, Il collezionista, La leggenda del pianista sull'oceano, Spider - Man, Spider - Man 2, Spider - Man 3 e alla serie Millenium. Anche produttore, ha 59 anni.
Jack Warden (vero nome John H. Lebzelter) interpreta Joe Heff. Americano, ha partecipato a film come Tutti gli uomini del presidente, Assassinio sul Nilo, Giallo in casa Muppet, Piccola peste, Piccola peste torna a far danni, Toys - Giocattoli, Piccola peste s'innamora e alle serie Ai confini della realtà e Vita da strega. E' morto nel 2006, all'età di 85 anni.
Fairuza Balk (vero nome Fairuza Alejandra Feldthouse) interpreta Lucinda. Benché poco "sfruttata", quest'attrice americana è una delle mie preferite e la ricordo per film come Nel fantastico mondo di Oz, Giovani streghe,Valmont, L'isola perduta, American History X e Quasi famosi, inoltre ha partecipato alle serie I Soprano, Masters of Horror e doppiato alcuni episodi de I Griffin. Ha 38 anni e due film in uscita.
Gabrielle Anwar interpreta Dagney. Inglese, ha partecipato a film come Scent of a Woman - Profumo di donna, Ultracorpi - L'invasione continua, I tre moschettieri e alle serie Beverly Hills 90210, I Tudors e Burn Notice. Anche produttrice, ha 42 anni.
Marshall Bell (vero nome Archibald Marshall Bell) interpreta Atwater. Americano, ha partecipato a film come Nightmare 2: la rivincita, Stand by Me - Ricordo di un'estate, Manhunter - Frammenti di un omicidio, I gemelli, Atto di forza, Dick Tracy, Oscar - Un fidanzato per due figlie, Amore all'ultimo morso, il geniale e meraviglioso Il silenzio dei prosciutti, Airheads - Una banda da lanciare, Natural Born Killers, Starship Troopers - Fanteria dello spazio, Identità, Capote e alle serie X - Files, Millenium, Jarod il camaleonte, CSI e Dr. House. Ha 70 anni e due film in uscita.
Se Cosa fare a Denver quando sei morto vi fosse piaciuto, consiglio un paio di film forse poco conosciuti ma molto carini, Insoliti criminali e Compagnie pericolose. ENJOY!!
giovedì 13 dicembre 2012
(GIO)WE, Bolla! del 13/12/2012
Sul mare luccicaaaaa l'astro d'argentooooo placida è l'ondaaaaa prospero il ventooooo... etc. etc., insomma buona Santa Lucia e andiamo un po' a vedere se le uscite odierne porteranno lo spettatore italiano a far come la Santa e portar gli occhi in mano. ENJOY!!!
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato
Reazione a caldo: waaaaaaaah *_____*
Bolla, rifletti!: se c’era un film che aspettavo da quando ne avevo avuto sentore era proprio questo. Impossibile sedare il fanciullesco desiderio di tornare nella Terra di Mezzo, condotti per mano dal suo moderno anfitrione Peter Jackson. E pazienza se da un romanzo scritto per un pubblico di bambini e con un numero di pagine pari a un decimo di quelle de Il signore degli Anelli il furbastro è riuscito a tirare fuori ben tre film. All’ex ciccione neozelandese perdono tutto. Ah no, il 3D non glielo perdono, mannaggia a lui!!
Tutto tutto niente niente
Reazione a caldo: cazzu cazzu iu iu
Bolla, rifletti!: ammettiamolo. Qualunquemente lo avevo atteso con spasmodica frenesia ma non mi aveva convinta più di tanto (a parte per il figlio Mèlo. Ah, il figlio Mèlo, che genio!!). Con questo Tutto tutto niente niente Albanese affianca a Cetto un altro dei suoi personaggi più riusciti, Frengo, e la novità dello pseudo-padano Rodolfo Favaretto, ma questo non significa che mi abbia invogliata a dargli una seconda chance. Lo recupererò probabilmente in DVD.
Sammy 2 – La grande fuga
Reazione a caldo: ma anche no..
Bolla, rifletti!: seguito di un film d’animazione belga del 2010 che forse non avevo neppure sentito nominare, parrebbe dal trailer che la storia di questa tartarughina sia la risposta europea al disneyano Alla ricerca di Nemo. Lasciamo pure questo cartone alle nebbie dell’oblio ignorante e passiamo oltre, vah!
Colpi di fulmine
Reazione a caldo: non è che a fasciare un panettone con la carta di San Valentino il gusto (stantio) cambi, eh…
Bolla, rifletti!: De Sica, Lillo e Greg, le mimò di Avanti un altro si riuniscono per il solito film a episodi a base di equivoci, amorazzi e cafoneria assortita. Mi dispiace per gli ultimi tre coinvolti, che mi stanno anche simpatici in condizioni normali, ma il primo lo prenderei a colpi di mazza chiodata (altro che di fulmine…) dalla sera alla mattina. Inoltre c'è anche quella sciammannata di Arisa, roba da non credersi. Vogliamo però scommettere che il film diventerà campione d’incassi per Natale?
Al cinema d’élite continua la programmazione di Grandi speranze, quindi nulla di nuovo all’orizzonte. Alla prossima settimana!!
Lo Hobbit – Un viaggio inaspettato
Reazione a caldo: waaaaaaaah *_____*
Bolla, rifletti!: se c’era un film che aspettavo da quando ne avevo avuto sentore era proprio questo. Impossibile sedare il fanciullesco desiderio di tornare nella Terra di Mezzo, condotti per mano dal suo moderno anfitrione Peter Jackson. E pazienza se da un romanzo scritto per un pubblico di bambini e con un numero di pagine pari a un decimo di quelle de Il signore degli Anelli il furbastro è riuscito a tirare fuori ben tre film. All’ex ciccione neozelandese perdono tutto. Ah no, il 3D non glielo perdono, mannaggia a lui!!
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| 'ntu culo a De Sica! |
Reazione a caldo: cazzu cazzu iu iu
Bolla, rifletti!: ammettiamolo. Qualunquemente lo avevo atteso con spasmodica frenesia ma non mi aveva convinta più di tanto (a parte per il figlio Mèlo. Ah, il figlio Mèlo, che genio!!). Con questo Tutto tutto niente niente Albanese affianca a Cetto un altro dei suoi personaggi più riusciti, Frengo, e la novità dello pseudo-padano Rodolfo Favaretto, ma questo non significa che mi abbia invogliata a dargli una seconda chance. Lo recupererò probabilmente in DVD.
Sammy 2 – La grande fuga
Reazione a caldo: ma anche no..
Bolla, rifletti!: seguito di un film d’animazione belga del 2010 che forse non avevo neppure sentito nominare, parrebbe dal trailer che la storia di questa tartarughina sia la risposta europea al disneyano Alla ricerca di Nemo. Lasciamo pure questo cartone alle nebbie dell’oblio ignorante e passiamo oltre, vah!
Colpi di fulmine
Reazione a caldo: non è che a fasciare un panettone con la carta di San Valentino il gusto (stantio) cambi, eh…
Bolla, rifletti!: De Sica, Lillo e Greg, le mimò di Avanti un altro si riuniscono per il solito film a episodi a base di equivoci, amorazzi e cafoneria assortita. Mi dispiace per gli ultimi tre coinvolti, che mi stanno anche simpatici in condizioni normali, ma il primo lo prenderei a colpi di mazza chiodata (altro che di fulmine…) dalla sera alla mattina. Inoltre c'è anche quella sciammannata di Arisa, roba da non credersi. Vogliamo però scommettere che il film diventerà campione d’incassi per Natale?
Al cinema d’élite continua la programmazione di Grandi speranze, quindi nulla di nuovo all’orizzonte. Alla prossima settimana!!
mercoledì 12 dicembre 2012
L.A. Confidential (1997)
Oggi ho deciso di parlare di un film che ogni tanto riguardo per il puro piacere di vedere interagire un sacco di attori tra i miei preferiti, ovvero L.A. Confidential, diretto nel 1997 dal regista Curtis Hanson e tratto dall’omonimo romanzo di James Ellroy.
Trama: anni ’50, Los Angeles. All’interno della “città degli angeli” si intrecciano le vite di tre poliziotti, uno corrotto, uno integerrimo ma violento e uno interessato solo a fare carriera; loro malgrado, questo improbabile terzetto dovrà allearsi per risolvere un misterioso caso che coinvolge un’enorme partita di eroina, molti omicidi e anche un’affascinante squillo…
Come sempre quando si parla di film tratti da romanzi è doverosa una premessa, ovvero non ho mai letto il libro di James Ellroy (anche se ce l’ho lì che attende da anni su una mensola ormai polverosa), quindi non potrò fare un confronto diretto tra le due versioni. Posso però dire che, per quanto riguarda la sceneggiatura, L.A. Confidential è una solidissima “crime story” dalle atmosfere noir, in grado di catturare lo spettatore e confonderlo fino alla fine perché mostra solo ciò di cui vengono a poco a poco a conoscenza, grazie alle loro indagini, i tre protagonisti principali, Vincennes, Bud ed Exley; per sua stessa natura, infatti, non possiamo fidarci del direttore del tabloid scandalistico Hush – Hush, che ci introduce la storia con una voce fuori campo all’inizio e si intromette di tanto in tanto, da bravo paparazzo, facendoci saltare all’occhio i particolari piccanti dell’intera vicenda e cercando così di sviarci. Il film ci mostra una Los Angeles “confidential”, appunto, governata da indicibili segreti, dove la corruzione serpeggia anche all’interno di istituzioni che dovrebbero esserne prive e dove non è chi ha i soldi a fare successo, bensì chi possiede informazioni e conoscenza e può così ricattare chi detiene il potere in città.
Questo per sapere, in breve, cosa aspettarvi dalla trama ma, fidatevi, l’aspetto migliore del film non è il perfetto meccanismo che regola i rapporti tra i personaggi e l’ambiente che li circonda, bensì la cura e la perizia con cui L.A. Confidential è stato realizzato. Il cast stellare, per una volta, mantiene quello che promette e regala performance a dir poco indimenticabili: lasciando un attimo da parte mostri sacri come Kevin Spacey, sicuramente il migliore nella sua interpretazione del “poliziotto delle star” Jack Vincennes, Danny De Vito e James Cromwell, vorrei sottolineare invece come i due personaggi più complessi siano stati affidati a due attori che allora erano praticamente esordienti e che, nonostante questo, sono riusciti a tenere tranquillamente testa a tutti i loro importanti colleghi. Russell Crowe in particolare (che di solito non mi fa impazzire come attore) si ritrova nei panni del poliziotto violento e “ignorante”, giustiziere delle donne oppresse dagli uomini, un personaggio che avrebbe potuto diventare una banalissima macchietta e che, invece, l’attore australiano interpreta con una sensibilità davvero fuori dal comune; la mia scena preferita è sicuramente quella in cui Bud, al culmine della disperazione, picchia Lynn per poi pentirsene un istante dopo, palesemente disgustato di sé stesso per essere ricorso agli stessi metodi violenti di suo padre. Anche Guy Pearce, da parte sua, riesce a gestire al meglio un personaggio quantomeno ambiguo, molto sfaccettato ma sicuramente non destinato ad accattivarsi le simpatie del pubblico.
A rendere ancora più ricche queste validissime interpretazioni concorrono una fotografia e una regia a dir poco superbe (e pensare che, anche lì, Curtis Hanson non mi ha mai convinta più di tanto…), che fanno il paio con la perfezione di costumi e scenografie. Inoltre, e questo è molto interessante per chi è appassionato di “storia americana”, le vicende fittizie di L.A. Confidential si intrecciano ad eventi realmente accaduti nella Los Angeles di quegli anni glamour, come il sanguinoso pestaggio nella stazione di polizia la notte di Natale, il fatto che i poliziotti, dopo l’arresto del gangster Mickey Cohen, intimassero a chi voleva prenderne il posto di alzare i tacchi e sparire dalla città e, infine, la love story tra la diva Lana Turner e il criminale Johnny Stompanato (esilarante la scena in cui Exley scambia l’attrice per una delle prostitute della Fleur De Lys) che per la cronaca, anche se il film non lo dice, sarebbe poi finita in tragedia perché la figlia della Turner ha accoltellato Stompanato dopo averlo visto picchiare la madre. Ma noi facciamo finta di non sapere… come direbbe il personaggio di De Vito, “off the record, on the QT and very hush – hush”: molto “confidenzialmente”, zitti zitti, facciamoci trascinare nei mille piccoli intrighi e segretucci di questo meraviglioso film, non ce ne pentiremo!!
Di Kevin Spacey (l’affascinante Jack Vincennes), Guy Pearce (Edmund J. Exley), James Cromwell (Dudley Smith), Danny De Vito (Sid Hudgens), Matt McCoy (Brett Chase) ho già parlato ai rispettivi link.
Curtis Hanson è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come La mano sulla culla, 8 Mile e un episodio della serie Greg the Bunny. Anche sceneggiatore (ha vinto un Oscar per aver co-sceneggiato proprio questo L.A.Confidential) produttore e attore, ha 67 anni e un film in uscita.
Russell Crowe interpreta Wendell “Bud” White. Neozelandese, lo ricordo per film come Pronti a morire, Insider – Dietro la verità, Il Gladiatore (che gli è valso l’Oscar come miglior attore protagonista), A Beautiful Mind, Un’ottima annata e Robin Hood, inoltre ha partecipato alla soap australiana Neighbours. Anche produttore e regista, ha 48 anni e sei film in uscita, tra cui l’attesissimo (da me, ovvio!) The Man with the Iron Fists, Les Misérables (interpreterà Javert!), L’uomo d’acciaio e Noah.
Kim Basinger (vero nome Kimila Ann Basinger) interpreta Lynn Bracken, ruolo che le ha fatto vincere l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Americana, sicuramente una delle attrici sex symbol degli anni ’80, la ricordo per film come Mai dire mai, 9 settimane e ½, Appuntamento al buio, Ho sposato un’aliena, Batman, Bella, bionda.. e dice sempre sì, Fuga dal mondo dei sogni (ve lo ricordate “mondo furbo”? Pietà…), Fusi di testa 2 – Waynestock, La mossa del diavolo e 8 Mile, inoltre ha partecipato ad un episodio della serie Charlie’s Angels. Anche produttrice, ha 59 anni e quattro film in uscita.
David Strathairn interpreta Pierce Patchett. Americano, ha partecipato a film come Ragazze vincenti, Il socio, L’ultima eclissi, Sogno di una notte di mezza estate, Good Night, and Good Luck e alle serie Miami Vice, I Soprano, Monk e Dr. House. Anche produttore, ha 63 anni e due film in uscita, tra cui Lincoln di Steven Spielberg.
Ron Rifkin (vero nome Saul M. Rifkin) interpreta il procuratore distrettuale Ellis Loew. Indimenticabile nei panni del maledetto Arvin Sloane della serie Alias, ha partecipato anche a film come JFK – Un caso ancora aperto, Wolf – La belva è fuori, Il negoziatore e ad altre serie come Colombo, E.R. – Medici in prima linea e Oltre i limiti. Ha 73 anni.
Da qualche tempo si vocifera la realizzazione di un altro film tratto da un romanzo di James Ellroy, White Jazz, che potrebbe essere visto come una sorta di seguito di L.A. Confidential, perché sarebbe il quarto volume del cosiddetto “L.A. Quartet”, che comprende anche Dalia nera (già portato su schermo) e Il grande nulla. L.A. Confidential, invece, avrebbe dovuto diventare, prima ancora che un film, una serie TV con Kiefer Sutherland nei panni di Jack Vincennes, Pruitt Taylor Vince in quelli di Sid Hudgens, Melissa George in quelli di Lynn Bracken ed Eric Roberts in quelli di Pierce Patchett, ma il progetto si è fermato al pilot. Comunque, se il film vi fosse piaciuto, consiglierei innanzitutto la lettura del libro (molto più tetro, violento e “scabroso”, devo decidermi a leggerlo!!) e poi il recupero di pellicole come il bellissimo Chinatown e l’interessante Scomodi omicidi. ENJOY!!
Trama: anni ’50, Los Angeles. All’interno della “città degli angeli” si intrecciano le vite di tre poliziotti, uno corrotto, uno integerrimo ma violento e uno interessato solo a fare carriera; loro malgrado, questo improbabile terzetto dovrà allearsi per risolvere un misterioso caso che coinvolge un’enorme partita di eroina, molti omicidi e anche un’affascinante squillo…
Come sempre quando si parla di film tratti da romanzi è doverosa una premessa, ovvero non ho mai letto il libro di James Ellroy (anche se ce l’ho lì che attende da anni su una mensola ormai polverosa), quindi non potrò fare un confronto diretto tra le due versioni. Posso però dire che, per quanto riguarda la sceneggiatura, L.A. Confidential è una solidissima “crime story” dalle atmosfere noir, in grado di catturare lo spettatore e confonderlo fino alla fine perché mostra solo ciò di cui vengono a poco a poco a conoscenza, grazie alle loro indagini, i tre protagonisti principali, Vincennes, Bud ed Exley; per sua stessa natura, infatti, non possiamo fidarci del direttore del tabloid scandalistico Hush – Hush, che ci introduce la storia con una voce fuori campo all’inizio e si intromette di tanto in tanto, da bravo paparazzo, facendoci saltare all’occhio i particolari piccanti dell’intera vicenda e cercando così di sviarci. Il film ci mostra una Los Angeles “confidential”, appunto, governata da indicibili segreti, dove la corruzione serpeggia anche all’interno di istituzioni che dovrebbero esserne prive e dove non è chi ha i soldi a fare successo, bensì chi possiede informazioni e conoscenza e può così ricattare chi detiene il potere in città.
Questo per sapere, in breve, cosa aspettarvi dalla trama ma, fidatevi, l’aspetto migliore del film non è il perfetto meccanismo che regola i rapporti tra i personaggi e l’ambiente che li circonda, bensì la cura e la perizia con cui L.A. Confidential è stato realizzato. Il cast stellare, per una volta, mantiene quello che promette e regala performance a dir poco indimenticabili: lasciando un attimo da parte mostri sacri come Kevin Spacey, sicuramente il migliore nella sua interpretazione del “poliziotto delle star” Jack Vincennes, Danny De Vito e James Cromwell, vorrei sottolineare invece come i due personaggi più complessi siano stati affidati a due attori che allora erano praticamente esordienti e che, nonostante questo, sono riusciti a tenere tranquillamente testa a tutti i loro importanti colleghi. Russell Crowe in particolare (che di solito non mi fa impazzire come attore) si ritrova nei panni del poliziotto violento e “ignorante”, giustiziere delle donne oppresse dagli uomini, un personaggio che avrebbe potuto diventare una banalissima macchietta e che, invece, l’attore australiano interpreta con una sensibilità davvero fuori dal comune; la mia scena preferita è sicuramente quella in cui Bud, al culmine della disperazione, picchia Lynn per poi pentirsene un istante dopo, palesemente disgustato di sé stesso per essere ricorso agli stessi metodi violenti di suo padre. Anche Guy Pearce, da parte sua, riesce a gestire al meglio un personaggio quantomeno ambiguo, molto sfaccettato ma sicuramente non destinato ad accattivarsi le simpatie del pubblico.
A rendere ancora più ricche queste validissime interpretazioni concorrono una fotografia e una regia a dir poco superbe (e pensare che, anche lì, Curtis Hanson non mi ha mai convinta più di tanto…), che fanno il paio con la perfezione di costumi e scenografie. Inoltre, e questo è molto interessante per chi è appassionato di “storia americana”, le vicende fittizie di L.A. Confidential si intrecciano ad eventi realmente accaduti nella Los Angeles di quegli anni glamour, come il sanguinoso pestaggio nella stazione di polizia la notte di Natale, il fatto che i poliziotti, dopo l’arresto del gangster Mickey Cohen, intimassero a chi voleva prenderne il posto di alzare i tacchi e sparire dalla città e, infine, la love story tra la diva Lana Turner e il criminale Johnny Stompanato (esilarante la scena in cui Exley scambia l’attrice per una delle prostitute della Fleur De Lys) che per la cronaca, anche se il film non lo dice, sarebbe poi finita in tragedia perché la figlia della Turner ha accoltellato Stompanato dopo averlo visto picchiare la madre. Ma noi facciamo finta di non sapere… come direbbe il personaggio di De Vito, “off the record, on the QT and very hush – hush”: molto “confidenzialmente”, zitti zitti, facciamoci trascinare nei mille piccoli intrighi e segretucci di questo meraviglioso film, non ce ne pentiremo!!
Di Kevin Spacey (l’affascinante Jack Vincennes), Guy Pearce (Edmund J. Exley), James Cromwell (Dudley Smith), Danny De Vito (Sid Hudgens), Matt McCoy (Brett Chase) ho già parlato ai rispettivi link.
Curtis Hanson è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come La mano sulla culla, 8 Mile e un episodio della serie Greg the Bunny. Anche sceneggiatore (ha vinto un Oscar per aver co-sceneggiato proprio questo L.A.Confidential) produttore e attore, ha 67 anni e un film in uscita.
Russell Crowe interpreta Wendell “Bud” White. Neozelandese, lo ricordo per film come Pronti a morire, Insider – Dietro la verità, Il Gladiatore (che gli è valso l’Oscar come miglior attore protagonista), A Beautiful Mind, Un’ottima annata e Robin Hood, inoltre ha partecipato alla soap australiana Neighbours. Anche produttore e regista, ha 48 anni e sei film in uscita, tra cui l’attesissimo (da me, ovvio!) The Man with the Iron Fists, Les Misérables (interpreterà Javert!), L’uomo d’acciaio e Noah.
Kim Basinger (vero nome Kimila Ann Basinger) interpreta Lynn Bracken, ruolo che le ha fatto vincere l’Oscar come miglior attrice non protagonista. Americana, sicuramente una delle attrici sex symbol degli anni ’80, la ricordo per film come Mai dire mai, 9 settimane e ½, Appuntamento al buio, Ho sposato un’aliena, Batman, Bella, bionda.. e dice sempre sì, Fuga dal mondo dei sogni (ve lo ricordate “mondo furbo”? Pietà…), Fusi di testa 2 – Waynestock, La mossa del diavolo e 8 Mile, inoltre ha partecipato ad un episodio della serie Charlie’s Angels. Anche produttrice, ha 59 anni e quattro film in uscita.
David Strathairn interpreta Pierce Patchett. Americano, ha partecipato a film come Ragazze vincenti, Il socio, L’ultima eclissi, Sogno di una notte di mezza estate, Good Night, and Good Luck e alle serie Miami Vice, I Soprano, Monk e Dr. House. Anche produttore, ha 63 anni e due film in uscita, tra cui Lincoln di Steven Spielberg.
Ron Rifkin (vero nome Saul M. Rifkin) interpreta il procuratore distrettuale Ellis Loew. Indimenticabile nei panni del maledetto Arvin Sloane della serie Alias, ha partecipato anche a film come JFK – Un caso ancora aperto, Wolf – La belva è fuori, Il negoziatore e ad altre serie come Colombo, E.R. – Medici in prima linea e Oltre i limiti. Ha 73 anni.
Da qualche tempo si vocifera la realizzazione di un altro film tratto da un romanzo di James Ellroy, White Jazz, che potrebbe essere visto come una sorta di seguito di L.A. Confidential, perché sarebbe il quarto volume del cosiddetto “L.A. Quartet”, che comprende anche Dalia nera (già portato su schermo) e Il grande nulla. L.A. Confidential, invece, avrebbe dovuto diventare, prima ancora che un film, una serie TV con Kiefer Sutherland nei panni di Jack Vincennes, Pruitt Taylor Vince in quelli di Sid Hudgens, Melissa George in quelli di Lynn Bracken ed Eric Roberts in quelli di Pierce Patchett, ma il progetto si è fermato al pilot. Comunque, se il film vi fosse piaciuto, consiglierei innanzitutto la lettura del libro (molto più tetro, violento e “scabroso”, devo decidermi a leggerlo!!) e poi il recupero di pellicole come il bellissimo Chinatown e l’interessante Scomodi omicidi. ENJOY!!
lunedì 10 dicembre 2012
Get Babol! #45
Lunedì freddo freddo in cui partirà la mia personale corsa ai regali naSalizi e a tutti gli altri orpelli che rendono questa gioiosa festa una camurrìa annuale (altro che spirito natalizio!!). Tra l'altro oggi sono rimasta orfana sia di 666 Park Avenue, che chissà quando e se riprenderà e, ovviamente, di The Walking Dead... per fortuna però il mio umore bigio si risolleverà giovedì, quando uscirà Lo Hobbit nei cinema italiani. E in quelli USA che succede? Vediamo un po' cosa consiglia il sito GetGlue... ENJOY!!
Hyde Park on Hudson
Di Roger Michell
Con Bill Murray, Laura Linney e Olivia Williams
Trama (da Imdb): La storia della relazione tra Roosevelt e una sua lontana cugina, Margaret Stuckley, ambientata in un fine settimana del 1939, quando il re e la regina d'Inghilterra si erano recati in visita a New York.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Il discorso del Re e J. Edgar. Siccome ho un debole per Bill Murray e per la storia americana in generale, sulla carta questo film dovrebbe essere un capolavoro per cui sbavare in attesa che esca in Italia (il 10 Gennaio, per la cronaca). Ed effettivamente il trailer mostra una pellicola ironica, lieve e splendidamente recitata, un film che assolutamente cercherò di guardare in lingua originale per godere dei diversi accenti dei vari personaggi.
Deadfall
Di Stefan Ruzowitzky
Con Eric Bana, Olivia Wilde e Charlie Hunnam
Trama (da Imdb): Un thriller incentrato su due fratelli che decidono di separarsi dopo un fallito colpo al casinò e sulla loro improbabile riunione in casa di un'altra famiglia, il giorno del Ringraziamento.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Shutter Island e The Game - Nessuna regola. Dalla trama il film sembrerebbe l'ennesimo thriller buono giusto per una serata casalinga, senza contare poi che gli attori coinvolti non mi fanno impazzire (e mi girano le scatole per lo spreco di Sissy Spacek). Il trailer riconferma la prima impressione, nulla di nuovo sotto il sole: il personaggio di Eric Bana è lo psicopatico, quello di Olivia Wilde la sorella che cerca di redimersi per amore di un tizio conosciuto da due giorni. Segue ovvia carneficina dei poveri sfigati che arriveranno a trovarsi sulla strada del primo e altrettanto ovvio scontro fratricida finale. Credo proprio che aspetterò l'uscita di qualche thriller più innovativo.
In Our Nature
Di Brian Savelson
Con Zach Gilford, Jena Malone e John Slattery
Trama (da Imdb): Per errore, padre e figlio si ritrovano a condividere la casa delle vacanze con le rispettive fidanzate.
Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Tempesta di ghiaccio. Incredibile drammone psicologico con interpreti loffissimi, un padre che non è mai stato vicino al figlio e il figlio che di conseguenza odia il padre, con le rispettive fidanzate in mezzo a fare da pacieri oppure ulteriori cause di discordia. Niente di più banale e già visto in mille altre pellicole migliori. Anche no, grazie. Ci risentiamo la prossima settimana!!!
Hyde Park on Hudson
Di Roger Michell
Con Bill Murray, Laura Linney e Olivia Williams
Trama (da Imdb): La storia della relazione tra Roosevelt e una sua lontana cugina, Margaret Stuckley, ambientata in un fine settimana del 1939, quando il re e la regina d'Inghilterra si erano recati in visita a New York.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Il discorso del Re e J. Edgar. Siccome ho un debole per Bill Murray e per la storia americana in generale, sulla carta questo film dovrebbe essere un capolavoro per cui sbavare in attesa che esca in Italia (il 10 Gennaio, per la cronaca). Ed effettivamente il trailer mostra una pellicola ironica, lieve e splendidamente recitata, un film che assolutamente cercherò di guardare in lingua originale per godere dei diversi accenti dei vari personaggi.
Deadfall
Di Stefan Ruzowitzky
Con Eric Bana, Olivia Wilde e Charlie Hunnam
Trama (da Imdb): Un thriller incentrato su due fratelli che decidono di separarsi dopo un fallito colpo al casinò e sulla loro improbabile riunione in casa di un'altra famiglia, il giorno del Ringraziamento.
Il sito me lo consiglia perché mi sono piaciuti Shutter Island e The Game - Nessuna regola. Dalla trama il film sembrerebbe l'ennesimo thriller buono giusto per una serata casalinga, senza contare poi che gli attori coinvolti non mi fanno impazzire (e mi girano le scatole per lo spreco di Sissy Spacek). Il trailer riconferma la prima impressione, nulla di nuovo sotto il sole: il personaggio di Eric Bana è lo psicopatico, quello di Olivia Wilde la sorella che cerca di redimersi per amore di un tizio conosciuto da due giorni. Segue ovvia carneficina dei poveri sfigati che arriveranno a trovarsi sulla strada del primo e altrettanto ovvio scontro fratricida finale. Credo proprio che aspetterò l'uscita di qualche thriller più innovativo.
In Our Nature
Di Brian Savelson
Con Zach Gilford, Jena Malone e John Slattery
Trama (da Imdb): Per errore, padre e figlio si ritrovano a condividere la casa delle vacanze con le rispettive fidanzate.
Il sito me lo consiglia perché mi è piaciuto Tempesta di ghiaccio. Incredibile drammone psicologico con interpreti loffissimi, un padre che non è mai stato vicino al figlio e il figlio che di conseguenza odia il padre, con le rispettive fidanzate in mezzo a fare da pacieri oppure ulteriori cause di discordia. Niente di più banale e già visto in mille altre pellicole migliori. Anche no, grazie. Ci risentiamo la prossima settimana!!!
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