martedì 10 gennaio 2023
Rumore bianco (2022)
venerdì 3 maggio 2019
Avengers: Endgame (2019)
Trama: prostrati dalla morte di metà della popolazione mondiale per mano di Thanos e delle Gemme dell'Infinito, gli Avengers devono cercare di andare avanti e salvare il salvabile.
Questo sarà un post atipico e molto breve, per moltissimi motivi. Innanzitutto, e so di essere prosaica e anche una brutta persona, non scrivo sul blog da quasi due settimane (santa programmazione!!) quindi sono più che arrugginita e ricominciare con un film così importante mi uccide; poi, ne hanno già parlato tutti e con più competenza, quindi non penso di avere null'altro da aggiungere a quanto scritto; infine, c'è sempre il rischio spoiler involontari in agguato e siccome ho passato una settimana fuori da ogni social riuscendo a godermi ogni istante di questo canto del cigno della fase tre del MCU, vorrei che anche ai miei lettori venisse concesso di godere dello stesso privilegio. Personalmente, posso dire di essere rimasta molto soddisfatta da questo Avengers: Endgame. Tirare le fila di undici anni di film Marvel cercando non solo di far quadrare gli eventi dei vari film principali e spin-off ma anche di mantenere con coerenza quel minimo di approfondimento psicologico e di sviluppo caratteriale di cui hanno goduto alcuni personaggi fortunati (e no, Thor, porco diavolo, non sto parlando di te) non era sicuramente facile ma per quel poco che mi è sembrato di capire, considerando che ho guardato ogni film del MCU solo UNA volta, all'uscita cinematografica e stop, direi che tutti i coinvolti ci sono riusciti. Non entro nel merito delle innumerevoli citazioni fumettistiche, sapete che i Vendicatori cartacei non li conosco, ma a livello di trama, in tre ore che scorrono lisce come fossero due, gli sceneggiatori sono riusciti ad imbroccare in'idea di prologo a dir poco perfetta (mai visto un inizio così cupo in un film di supereroi, così realisticamente devastante, che non si limitasse a prendere atto di quanto successo nella pellicola precedente ma si prendesse persino il tempo di ragionarci sopra in un timespan più ampio), almeno quattro momenti davvero commoventi e un paio di gag riuscite, inseriti all'interno di una storia perfetta per chi ama i What If...? e un certo genere di cinema di fantascienza; qui e là si respira della vera ed esaltante epicità, ci si emoziona come se davvero non si sapesse come andrà a finire e ci si incazza persino. Talvolta per motivi seri, soprattutto in alcuni momenti di alta tensione, spesso per motivi faceti, ché una gag reiterata ed incentrata sul biondo asgardiano a una certa fa anche un po' cadere le braccia.
A livello visivo, sono purtroppo stata costretta a vedere il film in 3D e, sebbene non l'abbia trovato scuro o fastidioso come altre volte, continuo a rimanere dell'opinione che il 3D sia la cosa più inutile mai inventata per il cinema. Detto questo, i Fratelli Russo ormai ci hanno preso la mano e le loro scene d'azione sono sempre assai ben fatte, chiare e non troppo penalizzate dal PG-13, sostenute da effetti speciali decisamente all'altezza, capaci di far rimanere a bocca aperta; in tutta sincerità, la battaglia conclusiva non mi è tuttavia sembrata molto diversa dalla pubblicità di un videogame e alcune "pose" dei personaggi le ho vissute come mero fanservice che toglieva naturalezza al tutto ma ciò non toglie che gestire così tanta carne al fuoco merita un'alzata di cappello, come minimo. Gli attori sono ormai tutti in parte e se da un lato ci si scalda il cuore nel vedere personaggi amati come Cap, Iron Man, Occhio di Falco o Ant-Man riprendere a vivere sul grande schermo come se il tempo non passasse mai, dall'altra dispiace vedere altri ridotti a mere, costosissime comparse, magari con una battuta scarsa a testa, come se gli sceneggiatori avessero una lunga lista di nomi da spuntare uno per uno. Mi rendo conto che la cosa è inevitabile, alla fine si trattava di far convergere mezza dozzina di gruppi e stili differenti in un'unica pellicola globale, ma rimane comunque un po' di amaro in bocca. A prescindere dalla mia natura di noiosa incontentabile, devo ammettere che Kevin Feige e compagnia cantante, pur rappresentando in parte il male senz'anima che porterà alla morte del Cinema, va bene, blablabla, sono riusciti a dare una degna conclusione a qualcosa che, nel bene o nel male, accompagna appassionati e non da almeno un decennio. Si chiude un cerchio, si chiude omaggiando il passato e guardando al futuro e ai soldoni ancora da incassare, si chiude con un sorrisone sul volto di chi ha scommesso sui cosiddetti cinecomic e ha vinto a man bassa, si chiude con la lacrima nell'occhio di chi "sì, 'sti film sono tutti uguali e ce li dimentichiamo dopo una settimana però sono come la coperta di Linus e porco Giuda *inserire nome di supereroe/attore a caso, per esempio Robert Downey Jr.* quanto ti voglio bene?". A tal proposito, mi viene da pensare che con la fine della cosiddetta "fase 3" sarà difficile ricostruire qualcosa di altrettanto coeso, coinvolgente e, perché no, persino glamour come ciò che ci siamo appena lasciati alle spalle... ma chi vivrà, vedrà. Probabilmente sarà una storia che riusciranno a seguire solo i true believers e chissà se rientrerò nel novero. Mi permetto di dubitarne ma intanto mi godo le sensazioni lasciate da questo Avengers: Endgame e ad urlare, sì, persino io che sono X-Fan, "Vendicatori uniti!!"
Dei registi Anthony e Joe Russo (che compare come uno dei "pazienti" di Cap) ho già parlato QUI. Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk), Chris Evans (Steve Rogers/Captain America), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff/Vedova nera), Jeremy Renner (Clint Burton/Hawkeye), Don Cheadle (James Rhodes/War Machine), Paul Rudd (Scott Lang/Ant-Man), Benedict Cumberbatch (Doctor Strange), Tom Holland (Peter Parker/Spider-Man), Chadwick Boseman (T'Challa/Pantera nera), Brie Larson (Carol Danvers/Captain Marvel), Zoe Saldana (Gamora), Karen Gillan (Nebula), Evangeline Lilly (Hope Van Dyne/The Wasp), Tessa Thompson (Valchiria), Rene Russo (Frigga), Tom Hiddleston (Loki), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff/Scarlet Witch), Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon), Sebastian Stan (Bucky Barnes/Soldato d'inverno), Danai Gurira (Okoye), Benedict Wong (Wong), Dave Bautista (Drax), John Slattery (Howard Stark), Tilda Swinton (L'Antico), Jon Favreau (Happy Hogan), Hayley Atwell (Peggy Carter), Natalie Portman (Jane Foster, in filmati riutilizzati), Marisa Tomei (Zia May), Taika Waititi (voce di Korg), Angela Bassett (Ramonda), Michael Douglas (Hank Pym), Michelle Pfeiffer (Janet Van Dyne), William Hurt (Segretario di stato Thaddeus Ross), Winston Duke (M'Baku), Linda Cardellini (Laura Barton), Frank Grillo (Brock Rumlow), James D'Arcy (Jarvis), Vin Diesel (voce di Groot), Bradley Cooper (voce di Rocket Raccoon), Gwyneth Paltrow (Pepper Potts), Robert Redford (Alexander Pierce), Josh Brolin (Thanos), Chris Pratt (Peter Quill/Star-Lord), Sean Gunn ("corpo" di Rocket), Samuel L. Jackson (Nick Fury), Cobie Smulders (Maria Hill), Kerry Condon (Voce originale di Friday), Ken Jeong (Guardia di sicurezza) e Carrie Coon (Proxima Midnight, voce originale non accreditata), li trovate invece ai rispettivi link.
L'immancabile Stan Lee compare ringiovanito negli anni '70 mentre Joy McAvoy, sorella minore del ben più famoso James, è una delle dame asgardiane. Siccome Avengers: Endgame chiude un cerchio, vediamo di recuperare il recuperabile: Captain America: Il primo vendicatore, Iron Man, Iron Man 2, L'incredibile Hulk, Thor , The Avengers, Iron Man 3, Thor: The Dark World, Captain America: The Winter Soldier, Guardiani della Galassia, Guardiani della Galassia vol. 2, Avengers: Age of Ultron, Ant - Man, Doctor Strange, Captain America: Civil War, Spider-Man: Homecoming , Thor: Ragnarok, Black Panther, Avengers: Infinity War, Ant-Man and the Wasp e Captain Marvel. Aspettando, ovviamente, che escano Spider-Man: Far From Home, l'unico al momento sicuro, e poi Black Widow, Doctor Strange 2, Guardiani della Galassia 3 e le serie dedicate ad Hawkeye, Wanda e la Visione (WandaVision), Loki e Falcon & Winter Soldier, probabilmente in uscita sul nuovo Disney +. ENJOY!
martedì 10 maggio 2016
Captain America: Civil War (2016)
Trama: a seguito della morte di parecchi civili, le Nazioni Unite stilano un protocollo che prevede, di fatto, la "statalizzazione" degli Avengers. Se Iron Man, roso dai sensi di colpa, è pronto a firmare, Capitan America è ben deciso a rimanere libero...
Nonostante Civil War mi sia piaciuto moltissimo voglio che il post sia necessariamente spoiler free quindi sarò particolarmente sintetica, anche perché non avevo letto ai tempi la versione cartacea di questo mega crossover Marvel e non sarei in grado di fare confronti o impelagarmi nel comodo gioco "è meglio il film o il libro?". Innanzitutto, è necessario dire che Civil War rappresenta l'evoluzione dell'Universo Cinematografico Marvel, un passo avanti verso l'equilibrio tra le pellicole zeppe di quell'ironia spesso fuori luogo tipiche della Casa delle Idee (non che qui l'ironia non ci sia, si veda lo sguardo d'intesa maschile che si scambiano Rogers, Falcon e Bucky ma è molto ben dosata) e le processioni con tanto di cilicio incarnate dai film della DC (ogni riferimento alle meravigliose recensioni di Leo Ortolani è assolutamente casuale, ovviamente!), inoltre credo sia uno dei pochi film di supereroi ad ampliare la prospettiva e focalizzare l'attenzione non solo sulla cerchia ristretta dei protagonisti ma anche sulle miriadi di persone senza volto che sono costrette a condividere il loro universo; la Guerra Civile del titolo parte, di fatto, da una serie di "effetti collaterali" al salvataggio del mondo, tra i quali la morte di un numero enorme di civili innocenti, colpevoli solo di trovarsi nel posto sbagliato al momento sbagliato. Questo scatena una serie di domande scomode, ovviamente: qual è la differenza tra eroi e vigilantes? E' giusto che persone potentissime siano libere di girare per il mondo e utilizzare i loro poteri per scopi insondabili ai comuni mortali? Dove si trova il confine tra lavorare per il governo e ritrovarsi ad essere delle pedine utilizzate per oscuri fini politici? Fin dove è giusto spingersi per proteggere chi ci è caro? Questi sono solo alcuni dei quesiti posti nel corso del film e fortunatamente Civil War non si prefigge di dare delle risposte univoche. Al di là dei facili hashtag che imperversano nella rete, dare ragione al #TeamCap o al #TeamStark non è affatto facile poiché tutti i membri delle due fazioni hanno i loro buoni motivi per perseguire le proprie convinzioni, così come tutti i membri hanno le loro colpe e i loro peccati da scontare a renderli ciechi di fronte al disastro che potrebbe causare una guerra intestina. La Civil War è il fulcro di un passaggio che condizionerà per forza di cose tutti i prossimi film Marvel e la presenza nel titolo di Captain America non impedisce alla pellicola di diventare un Avengers 3 (roba che se non avete visto Avengers: Age of Ultron o Ant Man siete fregati, mi spiace!), all'interno del quale viene dato il giusto spazio a tutti i membri della squadra, tanto che a un certo punto le macchinazioni del villain di turno finiscono quasi in secondo piano prima di tornare prepotenti nel toccante pre-finale.
Al divertimento di parteggiare per l'una o per l'altra fazione si aggiunge infatti la GODURIA di vedere i personaggi interagire tra loro con una naturalezza che farebbe invidia a qualsiasi capitolo degli X-Men cinematografici, tra battibecchi, profferte di amicizia, qualche timido accenno ad eventuali storie d'amore ed antipatie difficili da sopire, magari coltivate nel corso degli anni. L'assenza di Thor e Bruce Banner non si fa sentire (sono sempre nei nostri cuori e "ci guardano da lassù", inoltre vengono utilizzati durante un dialogo come termine di paragone calzantissimo), anche perché tutti gli eroi e i villain coinvolti nella Civil War sono sfaccettati e ben lontani dall'essere dei pupazzotti monodimensionali; ormai ad Iron Man, Cap, Occhio di Falco e Vedova Nera siamo abituati, non c'è dubbio che la parte del leone spetti a loro, tanto che pare quasi di ritrovare dei vecchi amici, ma il modo in cui gli sceneggiatori sono riusciti a rendere vivi anche i nuovi arrivi ha un che di miracoloso. Senza scendere troppo nei particolari, Pantera Nera, Scarlett, la Visione, Ant Man, il Soldato d'inverno, l'Uomo Ragno e persino War Machine e Falcon, due personaggi che non mi hanno mai convinta granché, sono adorabili, umanissimi e complessi, oltre che una figata da vedere in azione. Nascondersi dietro a un dito sarebbe da ipocriti: le scene "di menare", all'interno delle quali si possono apprezzare i poteri e le abilità dei membri delle due fazioni mentre si pestano come se non avessero un domani, erano sicuramente le più attese ed effettivamente non deludono. I fratelli Russo giocano talvolta con inquadrature azzardate e il montaggio è talmente dinamico che due sequenze in particolare, quella iniziale e quella anticipata dai trailer che vede gli eroi scontrarsi, diventano una gioia per gli occhi di ogni appassionato: vedere un personaggio iconico come Pantera Nera (dal costume meraviglioso oltre che uno dei pochi eroi di finzione capace di evolvere e diventare tridimensionale nel giro di un film!) sfoggiare tutte le sue abilità e rimanere ipnotizzati dalle magie di una Scarlet stilosa e bellissima scaldano veramente il cuore e, finalmente, abbiamo un Uomo Ragno degno di questo nome, alla faccia di quei molluschi di Tobey Maguire o Andrew Garfield! Peter Parker uno di noi e senza dubbio il giovanissimo Tom Holland, assieme alla zia gnocca Marisa Tomei, non è solo una delle rivelazioni di Civil War ma anche l'unico che mi riporterà al cinema a vedere le gesta dell'ennesimo Uomo Ragno. Detto ciò, non alzatevi durante i titoli di coda (ci sono DUE scene, mid e post credits), aspettate con gioia il 2017 e nel frattempo fiondatevi a vedere il film Marvel più bello dopo The Avengers!
Dei registi Anthony e Joe Russo (che interpreta lo psicologo sostituito da Zemo) ho già parlato QUI. Chris Evans (Steve Rogers/Capitan America), Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff/Vedova nera), Sebastian Stan (Bucky Barnes/Soldato d'inverno), Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon), Don Cheadle (James Rhodes/War Machine), Jeremy Renner (Clint Barton/Occhio di falco), Paul Bettany (Visione), Elizabeth Olsen (Wanda Maximoff/Scarlet), Paul Rudd (Scott Lang/Ant-Man), Daniel Brühl (Zemo), Frank Grillo (Brock Rumlow/Crossbones), Martin Freeman (Everett K.Ross), Marisa Tomei (May Parker), John Slattery (Howard Stark), Hope Davis (Maria Stark) e Alfre Woodard (Miriam) li trovate invece ai rispettivi link.
Chadwick Boseman interpreta T'Challa/Pantera Nera. Americano, ha partecipato a film come Gods of Egypt e a serie come CSI: NY, ER Medici in prima linea e Cold Case. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 40 anni e tre film in uscita tra cui Pantera Nera.
Emily VanCamp interpreta Sharon Carter. Canadese, ha partecipato a film come The Ring 2, Carriers e Captain America: The Winter Soldier. Ha 30 anni e un film in uscita.
William Hurt interpreta il segretario di Stato Thaddeus Ross. Americano, lo ricordo per film come Stati di allucinazione, Brivido caldo, Il grande freddo, Gorky Park, Il bacio della donna ragno (che gli è valso l'Oscar come miglior attore protagonista), Figli di un Dio minore, Dentro la notizia, Ti amerò... fino ad ammazzarti, Michael, Dark City, Lost in Space, A.I. Intelligenza artificiale, The Village, A History of Violence, Syriana e L'incredibile Hulk, inoltre ha partecipato a serie come Il tenente Kojak e Incubi e deliri. Anche, ha 66 anni e due film in uscita.
Tom Holland, che interpreta il giovanissimo Uomo Ragno, dovrebbe tornare (assieme a Robert Downey Jr. e Marisa Tomei i quali, peraltro, all'inizio degli anni '90 avevano avuto una relazione quindi altro che "zia gnocca"!) con lo stesso ruolo l'anno prossimo, in un film intitolato Spider-Man: Homecoming, la prima pellicola del Marvel Cinematographic Universe dedicata al tessiragnatele; l'immancabile cameo di Stan Lee invece stavolta vede comparire l'arzillo vecchietto nei panni di un improbabile corriere della FedEx. Passando a chi non ce l'ha fatta, Devil era parte integrante della Civil War cartacea e il povero Charlie Cox, favoloso "uomo senza paura" della serie Netflix, è rimasto molto male per il fatto di non essere stato incluso: lo stesso vale per Samuel L. Jackson, giustamente snobbato in quanto Nick Fury non sarebbe servito a nulla all'interno del film, per Evangeline Lilly, che dovrebbe comunque tornare nel ruolo di Hope Van Dyne/Wasp nel seguito di Ant-Man, Ant-Man and the Wasp, previsto per il 2018, e per Mark Ruffalo, che invece tornerà nei panni di Hulk in Thor: Ragnarok. E ora un po' di cronologia: Captain America: Civil War segue Iron Man, Iron Man 2, Thor, Captain America - Il primo vendicatore, The Avengers, Iron Man 3, Thor: The Dark World, Captain America: The Winter Soldier, Avengers: Age of Ultron e Ant-Man: se il film vi fosse piaciuto recuperateli e tenetevi pronti per l'arrivo di Thor: Ragnarok, Avengers: Infinity War - Part I, Ant-Man and the Wasp e Avengers: Infinity War - Part 2. ENJOY!
martedì 28 aprile 2015
Avengers: Age of Ultron (2015)
Trama: desideroso di proteggere la Terra, Tony Stark da inavvertitamente vita ad un programma senziente chiamato Ultron che, contrariamente alle aspettative del suo creatore, diventerà una pericolosissima minaccia per gli Avengers...
Nel 2012 The Avengers era stato il colpaccio definitivo della Marvel che, dopo una serie di film poco esaltanti dedicati ai singoli personaggi (a parte quelli di Iron Man), era riuscita ad imbroccare il giusto mix di azione, divertimento ed introspezione creando una pellicola a dir poco epica nel suo genere (e sottolineo nel suo genere, non stiamo a raccontarci di aver davanti un capolavoro della cinematografia mondiale). Logico pensare che le aspettative per questo Age of Ultron fossero alle stelle ma sarei una bugiarda se dicessi di averlo apprezzato quanto il suo blasonatissimo fratello maggiore. Il problema, neanche a dirlo, è una sorta di naturale ripetitività delle situazioni e il fatto che i personaggi, bene o male, fanno quello che ci si aspetta da loro, con conseguente perdita di quella sensazione di freschissima novità che mi aveva colpita come il pugno di Hulk durante la visione di The Avengers. Nonostante quest'inevitabile e soggettiva "perdita di meraviglia" mi sono però goduta alla grandissima Age of Ultron proprio per il fatto che avesse dentro tutto quello che volevo e che mi sarei aspettata da Joss Whedon, ovvero fantasmagoriche scene d'azione condite da abbondante morte e distruzione soprattutto durante le grandiose sequenze finali ambientate nell'immaginaria città di Sokovia (ma anche l'Hulk scatenato in Wakanda non scherza affatto, anzi!!), mirabolanti effetti speciali sempre più impressionanti e perfetti, ironia dosata in tempi e modi capaci di dare vita a piccole sequenze cult (al di là delle battute di Tony Stark, davanti alle quali bisogna sempre levarsi il cappello, quanto è mortale la gag del martello?), riferimenti nerd piazzati al punto giusto e senza esagerare e, soprattutto, un'innata capacità di dare a tutti i personaggi lo spazio necessario per esprimersi al meglio. Sotto i riflettori ci sono sì i "soliti" pezzi grossi Iron Man, Capitan America, Thor e Hulk che, come sempre, fanno faville, ma il bello di Age of Ultron è che questa volta c'è spazio anche per approfondire la personalità di personaggi "minori" ma non per questo meno affascinanti.
Joss Whedon ha giustamente sentito il bisogno di dare identità e coesione a questi Vendicatori che, ricordiamolo, non sono gli X-Men uniti da una causa comune ma un gruppo di egocentrici o solitari che perseguono ognuno i propri scopi; l'aspetto più intelligente di Age of Ultron nonché quello che lo diversifica a The Avengers è dunque la scelta di spingere questi eroi a scavare dentro sé stessi e mettersi in discussione rispetto al gruppo, mostrando lati inediti e sorprendenti di personaggi misteriosi come Vedova nera o Occhio di falco, dotati di abilità meno "eclatanti" rispetto a quelle dei loro compagni ma non per questo meno indispensabili alla squadra. Molto introspettivo è anche lo stesso Ultron, un Pinocchio 2.0 che appena nato è già colmo di risentimento e dolore nei confronti del suo un creatore e di una specie che vorrebbe sì salvare, ma a suo modo, portandola prima all'estinzione totale. Nonostante gli intenti grandiosi, questo nuovo villain a dire la verità è privo di quella caratteristica di "minaccia definitiva", di quell"aura potentissima" in grado di angosciare protagonisti e spettatori che lo avrebbe reso indimenticabile, però mi è piaciuto tantissimo per l'incredibile umanità che si riusciva a scorgere appena sotto la superficie metallica (d'altronde parliamo di James Spader, mica pizza e fichi). Sicuramente mi è piaciuto più del pur interessante ed ambiguo "fratello buono" Visione, che secondo me mostrerà tutto il suo potenziale nei prossimi film dedicati ai Vendicatori, e delle new entry Wanda e Pietro Maximoff; la Scarlet Witch ha dei poteri anche troppo somiglianti a quelli della Jean Grey degli X-Men (d'altronde, è anche vero che rendere visivamente qualcosa di potenzialmente invincibile e complicato come l'"alterazione delle probabilità" sarebbe stato un casino) ma la sua commovente ed esaltante evoluzione "Willowesca" verso il finale mi fa ben sperare per il futuro, mentre il povero sfighé Quicksilver perde pesantemente la sfida col suo omonimo di X-Men: Giorni di un futuro passato, nonostante sia sicuramente più vicino al Pietro cartaceo. Diffettucci a parte, posso quindi affermare tranquillamente che Whedon ce l'ha fatta anche stavolta e che continuerò a volergli bene ancora a lungo... oltre, ovviamente, ad aspettare con gioiosa e nerdissima trepidazione la prossima avventura degli Avengers!
Del regista e co-sceneggiatore Joss Whedon ho già parlato QUI. Robert Downey Jr. (Tony Stark/Iron Man), Chris Hemsworth (Thor), Mark Ruffalo (Bruce Banner/Hulk ma ovviamente la voce di Hulk trasformato è quella di Lou Ferrigno), Chris Evans (Steve Rogers/Capitan America), Scarlett Johansson (Natasha Romanoff/Vedova nera), Jeremy Renner (Clint Barton/Occhio di falco), James Spader (voce originale di Ultron), Samuel L. Jackson (Nick Fury), Don Cheadle (James Rhodes/War Machine), Aaron Taylor Johnson (Pietro Maximoff/Quicksilver), Paul Bettany (Jarvis/Visione), Cobie Smulders (Maria Hill), Anthony Mackie (Sam Wilson/Falcon), Hayley Atwell (Peggy Carter), Idris Elba (Heimdall), Stellan Skarsgard (Erik Selvig), Thomas Kretschmann (Strucker), Andy Serkis (Ulysses Klaue) e Josh Brolin (Thanos) li trovate invece ai rispettivi link.
Elizabeth Olsen (vero nome Elizabeth Chase Olsen) interpreta Wanda Maximoff/Scarlet. Sorella minore delle vajassissime gemelle Olsen, ha partecipato a film come Red Lights, Oldboy, Godzilla e Captain America: The Winter Soldier. Americana, ha 26 anni e film in uscita tra cui Captain America: Civil War, che dovrebbe uscire l'anno prossimo.
Julie Delpy interpreta Madame B. Francese, la ricordo per film come Killing Zoe, I tre moschettieri, Prima dell'alba, Un lupo mannaro americano a Parigi, Prima del tramonto, Broken Flowers e Before Midnight, inoltre ha partecipato a serie come E.R. Medici in prima linea. Anche sceneggiatrice, regista, produttrice e musicista, ha 46 anni e due film in uscita.
Linda Cardellini (vero nome Linda Edna Cardellini) interpreta Laura. Americana, la ricordo per film come Scooby - Doo, Scooby-Doo 2: Mostri scatenati e I segreti di Brokeback Mountain, inoltre ha partecipato a serie come Una famiglia del terzo tipo, Clueless, Una bionda per papà, E.R. Medici in prima linea e doppiato episodi di Robot Chicken. Ha 40 anni e due film in uscita.
Thanos avrebbe dovuto essere il villain della situazione al posto di Ultron ma giustamente Joss Whedon si è opposto e riusciremo a vederlo scatenarsi solo nel 2018 e 2019, quando usciranno i due film in cui sarà diviso Avengers: Infinity War che, tra l'altro, dovrebbero essere gli ultimi in cui comparirà Robert Downey Jr. nei panni di Iron Man; tagliato fuori da Age of Ultron anche Abominio, visto ne L'incredibile Hulk e interpretato da Tim Roth, che sarebbe dovuto tornare o come villain principale oppure come alleato del robottone. Dai personaggi che non ce l 'hanno fatta passiamo ora agli attori, con Saoirse Ronan che era stata brevemente presa in considerazione per il ruolo di Wanda Maximoff e Lindsay Lohan che non ha giustamente nemmeno passato l'audizione (bella Scarlet drogata!). Detto questo, pronti per il consueto riassuntone della continuity? Daje! Avengers: Age of Ultron segue Iron Man, L'incredibile Hulk, Iron Man 2, Thor, Captain America - Il primo vendicatore, The Avengers, Iron Man 3, Thor: The Dark World, Captain America: The Winter Soldier, Guardiani della Galassia e la serie Agents of S.H.I.E.L.D: se il film vi fosse piaciuto recuperateli e tenetevi pronti per l'arrivo di Ant-Man, Captain America: Civil War, Dottor Strange, Guardiani della Galassia 2, Thor: Ragnarok, Avengers: Infinity War - Part I, Avengers: Infinity War - Part 2 e probabilmente anche Pantera Nera. ENJOY!
mercoledì 19 febbraio 2014
Philip Seymour Hoffman Day: Boogie Nights - L'altra Hollywood (1997)
Il 2 febbraio di quest'anno è stato un giorno funesto per tutti i cinefili perché se n'è andato uno dei più grandi attori dei nostri tempi, Philip Seymour Hoffman. Per celebrare come si conviene il giovane attore (nonostante le apparenze aveva solo 46 anni), il solito gruppetto di Blogger di cui faccio parte ha deciso di dedicare una giornata a chi, in così breve tempo, è riuscito ad entrare nei cuori di gran parte degli amanti del Cinema. Il film che ho scelto per l'occasione è Boogie Nights - L'altra Hollywood (Boogie Nights), diretto nel 1997 da Paul Thomas Anderson.
Trama: Eddie Adams è un giovane cameriere di night club che, un giorno, viene notato dal regista di film porno Jack Horner. Eddie prende così il nome d'arte di Dirk Diggler e diventa una star, ma il tempo passa e comincia l'inevitabile declino...
Ammetto di avere scelto un film in cui il povero Philip Seymour Hoffman si vede davvero poco ma è stato anche il primo ad avermi fatto notare questo meraviglioso attore che, giusto un paio di anni dopo e sempre con Anderson, avrebbe dato prova di essere molto più di un semplice caratterista ciccione sullo sfondo. A 30 anni Hoffman incarnava comunque il lato "innocente" e "puro" dell'industria del porno e racchiudeva in sé buona parte dell'aria familiare che il regista aveva cercato di ricreare in Boogie Nights. Scottie J., il personaggio interpretato dall'attore, è il gay un po' ritardato che la troupe del regista Horner si porta dietro a mo' di mascotte e che, rimanendo sempre in ombra ma costantemente presente, arriva ad innamorarsi del protagonista e a stargli disperatamente accanto, pur senza riuscire ad aiutarlo, anche nei momenti peggiori della sua esistenza. Outsider tra gli outsider (probabilmente anche nell'industria del porno essere palesemente gay era tabù a fine anni '70), è una figura a suo modo tragica che rimane impressa non solo per il terribile modo di vestire, ma sopratutto per la debolezza tutta umana con cui tiene nascosti i suoi sentimenti fino a farli esplodere nel peggiore dei modi; mentre tutti si divertono a Capodanno, il poveraccio gioca le sue carte, o almeno ci prova, e finisce per rimanere da solo a piangere in una delle scene più tristi e meno grottesche dell'intera pellicola.
Il film in sé invece è un trionfo di ironica e graffiante sceneggiatura impreziosito da una colonna sonora della Madonna, popolato da personaggi indimenticabili, assurdi ed emblematici di un'epoca molto più ingenua, dove le perversioni e i vizi venivano vissuti in maniera anche troppo giocosa, nel pieno rispetto dello spirito americano (secondo cui CHIUNQUE nasce con qualcosa che lo rende speciale, come successo a Dirk Diggler), e dove la squallida realtà veniva nascosta sotto tonnellate di glamour, soldi e droga. Il regista Jack Horner viene rappresentato come un benevolo papà che salva i ragazzi dalla strada e li rende non solo pornostar ma anche parte di una grande famiglia composta da madri, sorelle e fratelli che all'occasione diventano anche amanti; da buon patriarca, Horner incoraggia i suoi "bambini" e cerca di preservarli dalle brutture della vita reale instillando nelle loro menti dei valori distorti ma in qualche modo positivi, purtroppo però talvolta i due mondi vengono in contatto creando deflagranti cortocircuiti (emblematica la sequenza che vede coinvolto un grandissimo William H. Macy). Il passaggio dai gloriosi '70 agli anni '80 dello yuppismo e del profitto a tutti i costi divide il film in due parti ben distinte, una più allegra e movimentata e una seconda più cupa e drammatica, dove i protagonisti vedono crollare miseramente il loro modo di vivere ormai anacronistico. Gli interpreti sono semplicemente perfetti e, tra tutti, spiccano un'indimenticabile Heather Graham perennemente sui pattini e un Burt Reynolds incredibile nei panni del vecchio e scafatissimo regista porno, mentre il finale con Mark Whalberg dotato di "protuberanza" è ancora oggi scioccante.
Dopo tanti anni dalla prima visione, però, ho trovato Boogie Nights sempre geniale ma un po' discontinuo, troppo lungo e sfilacciato. Il declino di Dirk Diggler e il contemporaneo degrado dell'industria del porno, asservita al mercato dei video amatoriali e sempre più squallida ed impersonale col passare degli anni, è coerente ed interessante nella prima parte della pellicola ma si perde sul finale; se da un lato la sequenza che segna la definitiva caduta di Horner e Rollergirl con lo squallido reality on the road è densa di significato ed importante, quella che vede coinvolti Dirk e soci in casa del ricco spacciatore sembra messa quasi lì per caso, giusto per fornire al protagonista un valido motivo (non fossero bastate le percosse e la mancanza di soldi) per tornare all'ovile e rimettersi in carreggiata. A parte questo, sono comunque stata contentissima di rivedere Boogie Nights e di reimmergermi nel folle mondo omaggiato da Paul Thomas Anderson, fosse anche solo per godere degli incredibili costumi vintage che arricchiscono ogni istante della pellicola... e per rivedere sullo schermo l'indimenticabile Philip Seymour Hoffman, la cui perdita è ancora troppo viva e fresca per non fare ancora male. Se non avete mai avuto modo di guardare Boogie Nights, questo è il periodo migliore per farlo! Intanto recuperate anche questi due film recensiti sul Bollalmanacco:
I Love Radio Rock (2009), l'indimenticabile Conte.
The Master (2012), il carismatico ed ambiguo Lancaster Dodd.
e non dimenticate gli omaggi degli altri Blogger:
In Central Perk
White Russian
Viaggiando Meno
Non c'è Paragone
Cinquecento Film Insieme
Pensieri Cannibali
Montecristo
Director's Cult
50/50
Scrivenny 2.0
Combinazione Casuale
venerdì 10 maggio 2013
Iron Man 3 (2013)
Trama: dopo aver sgominato dei ed invasioni aliene il povero Tony Stark è comprensibilmente scosso, ma le cose peggioreranno ancora con l'arrivo del Mandarino e di un pericoloso personaggio legato al passato del genio miliardario...
Che bello. Andare in sala e guardare gli Iron Man con Robert Downey Jr. è come ritrovare un vecchio amico. Un vecchio amico figo ed incredibilmente carismatico. Credo che potrebbero mettere delle scimmie a girare la pellicola e dei paguri a sceneggiarla, tanto basterebbe l'attore a reggere e a rendere credibile da solo l'intero film. Non a caso, stavolta il grassissimo Jon Favreau si è ritirato e ha lasciato il timone a Shane Black ma, siamo sinceri, a parte per gli interessantissimi e visionari video del Mandarino si nota la differenza? Sì, forse Iron Man 3 è un po' meno scanzonato rispetto ai precedenti film, ma per il resto è lo stesso tanta roba e, cosa molto importante, riesce a mantenere una sorta di equilibrio tra effetti speciali ed elemento "umano": abbiamo un fottìo di armature per far fremere nerd e fan, ci sono i soldati indistruttibili che prendono fuoco e si rigenerano, ma ci sono anche moltissime sequenze che ci mostrano come Iron Man sia innanzitutto un uomo di nome Tony Stark che deve capire come essere forte e superare le sue paure anche senza nascondersi dentro ad un guscio ipertecnologico.
In Iron Man 3 si gioca molto sul concetto di "maschera" e immagine. Non preoccupatevi, non c'è nulla di troppo cervellotico o psicologico, ma il ragionamento alla base del film è molto interessante e, oltre a riaffermare il tema della tecnologia come valido aiuto e contemporaneamente possibile strumento negativo, da il la ad un maggiore approfondimento del personaggio di Tony Stark (collegando direttamente le vicende del film a quelle di The Avengers e rafforzando così l'idea di una continuity cinematografica Marvel) e ad un paio di twist assai interessanti che colgono lo spettatore di sorpresa soprattutto per quanto riguarda i villain. Non sto ovviamente a fare spoiler ma, credetemi, conoscendo vagamente la storia fumettistica dei personaggi al momento delle rivelazioni concernenti il Mandarino ho dovuto raccogliere da terra la mascella e fare un plauso agli sceneggiatori... che peraltro hanno trovato il modo di mostrare il più possibile Robert Downey Jr. senza armatura e conciato con delle mise un po' streppone ma sicuramente adattissime all'attore, che non mi pento di definire uno gnocco della Madonna e... sì, scusate, sto divagando.
Dicevamo, gli attori. Finalmente la Pepper Potts di Gwyneth Paltrow ottiene lo spazio che avrebbe sempre meritato e ci regala delle sequenze finali da favola, Ben Kingsley nei panni del Mandarino è semplicemente favoloso e imprevedibile, infine Guy Pearce è un villain convincente e un trasformista da paura (il make up è sicuramente fatto bene ma lui ci mette del suo). La palma d'oro per i due migliori gatti di marmo la vincono invece Don Cheadle, incapace di reggere i duetti con Robertino adorato e meno espressivo persino di War Machine, e la povera Rebecca Hall, costretta in un personaggio la cui utilità è pari a quella dell'ubiquo Stan Lee, che compare ormai incartapecorito nel solito cammeo più o meno a metà film. Di Robert Downey Jr. potrei invece tessere le lodi per almeno 1000 post, quest'uomo passa dall'essere un esilarante cialtrone a un eroe sofferente in tempo zero e sempre in modo convincente e che non vi venga in mente di andarvene prima della fine dei lunghissimi titoli di coda perché rischiereste di perdervi una chicca che ve lo renderà ancora più simpatico. Insomma, non sto a farla più lunga del necessario, Iron Man 3 è tutto quello che ci si può aspettare: azione, ironia, suspance, Eiffel 65 (non sto scherzando, l'inizio truzzo è una delle cose più trash e meravigliose del film!) e, soprattutto, Robert. Robert, Robert, Robert. Sia lodato il giorno in cui hai accettato il ruolo di Tony Stark, bello mio.
Di Robert Downey Jr. (Tony “Iron Man” Stark), Gwyneth Paltrow (Pepper Potts), Don Cheadle (Colonnello James Rhodes), Guy Pearce (Aldrich Killian), Rebecca Hall (Maya Hansen, ruolo che avrebbe dovuto andare a Jessica Chastain che però ha dovuto rinunciare per impegni pregressi), Jon Favreau (Happy Hogan), Ben Kingsley (il Mandarino), Paul Bettany (la voce di Jarvis) e William Sadler (il presidente) ho già parlato ai rispettivi link.
Shane Black è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Prima di Iron Man 3 ha diretto solo un altro film, Kiss Kiss Bang Bang e pare che stia per cimentarsi nel remake USA di Death Note. Americano, anche attore e produttore, ha 52 anni.
James Badge Dale (vero nome James Badgett Dale) interpreta Savin. Americano, ha partecipato a film come Il signore delle mosche, The Departed – Il bene e il male, Shame, Flight e alle serie 24, CSI – Scena del crimine, CSI: Miami e CSI: NY. Ha 35 anni e tre film in uscita, tra cui gli imminenti World War Z e The Lone Ranger.
Miguel Ferrer interpreta il vice presidente. Caratterista americano dalla faccia conosciutissima, lo ricordo innanzitutto per Twin Peaks e poi per film come RoboCop, L’albero del male, Fuoco cammina con me, Hot Shots! 2, L’ombra dello scorpione, Stephen King’s Shining, The Night Flier, Mr. Magoo e Traffic. Ha inoltre partecipato alle serie Magnum P.I., Chips, Miami Vice, E.R. Medici in prima linea, Will e Grace, Una famiglia del terzo tipo, CSI – Scena del crimine, Lie to Me, Desperate Housewives e, come doppiatore, ha lavorato in Mulan e nelle serie Hercules, Robot Chicken e American Dad!. Anche regista, ha 58 anni.
Jon Favreau, regista dei primi due Iron Man, ha rinunciato all’offerta di dirigere il terzo capitolo per dedicarsi a Magic Kingdom e Jersey Boys, due film che ancora non hanno né un cast né una data d’uscita. Aspettando che Tony Stark ritorni, come annunciato alla fine dei credits, se Iron Man 3 vi fosse piaciuto consiglio intanto il recupero dei primi due capitoli della saga e di The Avengers. ENJOY!!
martedì 4 maggio 2010
Iron Man 2 (2010)
Capita a volte, ma solo a volte, che il secondo capitolo di un film sia meglio del primo. Ora, verrò tacciata di eresia ma questo per me vale innanzitutto per quel capolavoro che è Indiana Jones e il tempio maledetto, una spanna sopra I predatori dell’arca perduta, almeno nel mio cuoricino di nerd. E vale anche, vuoi perché l’ho visto al cinema mentre il primo me lo sono guardato in DVD, per Iron Man 2.
La trama: sei mesi dopo aver “confessato” al mondo di essere Iron Man, Tony Stark si ritrova un bel po’ di problemi tra capo e collo. Innanzitutto sta per morire avvelenato dallo stesso elemento che gli consente di sopravvivere ed essere Iron Man, il che non è poco. Il governo USA vuole a tutti i costi la sua armatura. Un paio di dubbi personaggi vogliono fargli perdere ogni residuo di credibilità e, se possibile, farlo fuori. Come sovrappiù, anche lo S.H.I.E.L.D. lo perseguita.
Molto probabilmente Jon Favreau ha avuto carta bianca visto il successo del primo film, perché altrimenti non si spiegherebbe come mai questo Iron Man 2 sia un ponderoso fumettone di ben due ore e passa, dove Robert Downey Jr. gigioneggia a più non posso e c’è spazio per abbondanti dosi di ironia più che di effetti speciali. Il regista riesce ad infilarci dentro tanti di quegli spunti e di idee che al fumetto servirebbero come minimo ventisette albi diversi più un numero imprecisato di speciali per sviscerarle tutte. E lo fa anche troppo bene, considerata tutta la carne che mette sul fuoco. Se il film precedente mostrava un Tony Stark che imparava ad essere più “responsabile” e meno egocentrico, il secondo capitolo ci mette davanti un uomo che sa di stare per morire e che è sopraffatto dalla fretta di portare a termine tutto quello che ha lasciato in sospeso, facendosi prendere dallo sconforto ed abbruttendosi nelle peggiori maniere possibili (la scena in cui, completamente ubriaco, fa pipì nell’armatura è semplicemente geniale..). Dalle stelle alle stalle si potrebbe dire; e infatti lo scopo del nuovo villain, il russo Ivan Vanko, è quello di screditare agli occhi della gente comune un uomo che in fin dei conti è un egocentrico con manie di grandezza. Il dilemma etico sul fatto se sia più giusto lasciare un’arma devastante nelle mani di un privato o metterla a disposizione di uno stato potente come gli USA viene gettato come il proverbiale sasso, ma poi Favreau ritira la mano, lasciando le riflessioni dello spettatore a perdersi in un casino di intrecci spionistici e battaglie tra armature e droni, ma pensandoci bene tutto si conclude a tarallucci e vino: entrambe le opzioni sono sbagliate, pubblico e privato devono unire le forze con l’unico intento di fare del bene agli altri, non a sé stessi. Utopistico, non c’è che dire.
Tornando ad aspetti più “terra terra”, le novità introdotte nel film sono parecchie, e tutte per i fan. James “Rhodey” Rhodes ottiene un ruolo più importante rispetto al primo film, vestendo anche i panni della seconda armatura Marvel, ovvero War Machine, con tutte le conseguenze del caso: più combattimenti, più armi, una villa completamente devastata, una città praticamente esplosa, ed il costante dilemma amicizia vs dovere. Per i maschietti ecco arrivare la rossa Natasha Romanoff, alias Vedova Nera (anche se il suo nome in codice non viene mai citato), che porta nella relazione tra Stark e miss Pepper lo squilibrio del terzo incomodo e consente allo S.H.I.E.L.D. di assumere un ruolo un po’ più importante, per la gioia di chi, come me, non ne ha mai abbastanza di vedere sullo schermo Samuel L. Jackson nei panni di Nick Fury. Non me ne voglia Jeff Bridges, che nel primo film interpretava Obadiah Stane, ma i villain del secondo episodio sono molto migliori. Innanzitutto sono ironici da morire, soprattutto il magnate Justin Hammer, interpretato da un Sam Rockwell che non è mai stato così peppia e rompipalle, un ragazzino incompetente e viziato che assieme al taciturno e strepponissimo Ivan Vanko di Mickey Rourke crea una coppia assolutamente perfetta, che vive di un costante contrasto culturale e caratteriale (stupenda la scena del pranzo nell’hangar, con il petulante Hammer che parla per mezz’ora mentre Vanko lo guarda con un’espressione disgustata che vale mille parole, prima di rispondergli in russo e farsi prendere per scemo; una gag che verrà ripresa verso la fine, quando i piani di Vanko vengono rivelati nella loro interezza).
Dopo tutte le cose positive che ho detto, può però mancare la troiata (al di là dell’inverosimiglianza con la quale miss Pepper riesce sistematicamente a resistere alle avances di quel fico di Tony…) che rovina in parte il film? Ovviamente no. Peccato che sia una delle cose risolutive, ovvero il modo in cui Iron Man riesce a trovare una cura per la sua condizione. Non vi anticipo né come arriva a trovarla né come la realizza, ma sappiate che quest’enorme scemenza viene salvata solo dall’utilizzo improprio ed irrispettoso che Tony Stark fa di un cimelio Marvel che definire storico è poco: lo scudo di Capitan America. E a proposito di cimeli storici, NON andate via prima della fine dei titoli di coda, perché per tutti i fan c’è una sorpresa… divina. ‘nuff said. Insomma, questo Iron Man 2 non sarà sicuramente un film memorabile o perfetto, ma nonostante la lunghezza regala un paio d’ore di divertimento “serio” e momenti di grasse risate, soprattutto grazie agli attori in formissima e ad una bella sceneggiatura, due elementi che non vengono soffocati, come spesso accade, dagli effetti speciali, che in questo film sono curatissimi e molto funzionali alla trama. Consigliato, decisamente.
Di Jon Favreau, Robert Downey Jr., Gwyneth Paltrow e Samuel L. Jackson ho già parlato qui, Scarlett Johansson la trovate qua, e per finire Sam Rockwell compare in questo post. Segnalo il solito cameo di Stan Lee, che questa volta è uno dei fan che stringe la mano ad Iron Man nelle prime scene del film.
Mickey Rourke interpreta Ivan Vanko. Questo meraviglioso attore Americano ha vissuto momenti di pura gloria negli anni ’80, durante i quali era considerato uno degli attori sex symbol per eccellenza, grazie a pruriginose minchiatelle come 9 settimane e mezzo e Orchidea selvaggia, che all’epoca destarono grande scalpore. Si è poi autodistrutto con filmacci mediocri e una carriera di boxeur che lo ha costretto praticamente a rifarsi la faccia. E’ “risorto” l’anno scorso con il film The Wrestler, e speriamo che continui così. Oltre ai film già citati ricordo 1941: Allarme a Hollywood, I cancelli del cielo, Brivido caldo, Rusty il selvaggio, Angel Heart – Ascensore per l’inferno, Harley Davidson & Marlboro Man, Animal Factory, C’era una volta in Messico, lo splendido Sin City. Ha 58 anni e sette film in uscita, tra cui, forse, il quinto capitolo della serie Rambo.
Don Cheadle sostituisce l’attore Terrence Howard nei panni di James “Rhodey” Rhodes. L’attore americano, famoso per essere uno dei protagonisti di ogni film seguito a Ocean’s Eleven, ha recitato nel bellissimo e ahimé poco conosciuto (e prima o poi recensito) Cosa fare a Denver quando sei morto, in Vulcano – Los Angeles 1997, Boogie Nights – l’altra Hollywood, Out of Sight, Traffic. In Tv è comparso nei telefilm Saranno famosi, Avvocati a Los Angeles, Willy il principe di Bel Air, The Bernie Mac Show, ER ed ha inoltre prestato la voce per un episodio de I Simpson. Ha 46 anni e un film in uscita.
Un paio di curiosità: leggenda narra che Sam Rockwell dovesse recitare col ruolo di Iron Man già nel primo film, ma gli è giustamente stato preferito Robert Downey Jr. Quanto a Samuel L. Jackson e al suo Nick Fury, preparatevi perché il nostro ha firmato un contratto che lo porterà ad interpretare il direttore dello S.H.I.E.L.D. per almeno nove film; tra l’altro, e questo è interessante, mi pare che la Marvel stia cercando di creare una sorta di continuity anche nel suo universo cinematografico, visto che nel 2012 dovrebbe uscire il film dei Vendicatori e Thor è già ai nastri di partenza, come dimostrano parecchi indizi in Iron Man 2. In realtà Edward Norton stesso avrebbe dovuto partecipare al film con un breve cameo nei panni di Bruce Banner / Hulk, anche se poi non se n’è fatto nulla. Chi vivrà vedrà, ma nel frattempo se vi è piaciuto il film non avete che l’imbarazzo della scelta: il primo Fantastici 4 (decisamente inferiore ma altrettanto ironico), la trilogia di Spider Man e quella degli X – Men dovrebbero placare per un po’ la vostra sete di supereroi Marvel. E ora vi lascio con il trailer originale del film... ENJOY!!






































