venerdì 14 luglio 2023
Bolla loves Bruno: L'ultimo boy scout - Missione: sopravvivere (1991)
mercoledì 12 luglio 2023
Il morso del coniglio (2023)
martedì 11 luglio 2023
Indiana Jones e il quadrante del destino (2023)
venerdì 7 luglio 2023
Insidious: L'ultima chiave (2018)
Ce l'ho fatta! Grazie a una serie di miracolosi squarci di tempo libero ho concluso il recupero degli Insidious con Insidious: L'ultima chiave (Insidious: The Last Key), diretto nel 2018 dal regista Adam Robitel.
Trama: Elise riceve una telefonata che la costringe a tornare nella casa dov'è cresciuta e a rivangare terribili ricordi d'infanzia...
Con Insidious: L'ultima chiave si conclude, almeno fino all'uscita al cinema di Insidious: La porta rossa, la mia avventura con la saga creata da Wan e Whannell nel 2010. Giusto in tempo per evitare la noia, anche se questo quarto capitolo è stato il più fiacco, almeno per me. La prima parte, in realtà, è una delle più interessanti: la sceneggiatura fa un ulteriore passo indietro e ci mostra come viveva Elise da bambina, già fiaccata dal suo "dono" di sensitiva al punto da trovarsi in un costante stato di terrore, alimentato non solo dalla vicinanza con una prigione dotata di braccio della morte ma anche dalla presenza di un padre padrone deciso a liberare Elise dalle sue doti a son di vergate e violenze. La protagonista, assieme agli ormai inseparabili Specs e Tucker, viene richiamata dall'attuale proprietario nella casa da cui era fuggita da bambina, tuttora teatro di terrificanti fenomeni paranormali, e da lì la vicenda si dipana intrecciando presente e passato, famiglie naturali e nuclei costruiti nel tempo, vecchi e nuovi nemici. Dopo un inizio scoppiettante (e nonostante un paio di plot twist abbastanza sconvolgenti ma gettati in pasto al pubblico come se fossero delle note a margine) il film si ammoscia su sentieri già ampiamente battuti, tentando di ampliare ulteriormente la mitologia di Insidious attraverso uno stillicidio di rimandi che prova disperatamente a mantenere desta l'attenzione dello spettatore, il quale però ha già ottenuto tutte le informazioni necessarie nei primi due capitoli. Lo stesso tentativo di approfondire maggiormente il passato di Elise si rivela un'arma difficile da gestire, in quanto i suoi familiari, soprattutto nel presente, sono abbozzati in maniera talmente superficiale che anche la sua eventuale erede rimane davvero poco impressa.
Poca gioia anche dal reparto mostri. Il cosiddetto "Facciadichiave", incarnato dal solito Javier Botet, è affascinante sulla carta ma ben poco interessante non solo a livello visivo ma anche concettuale: questo mostro possiede dieci chiavi (una per ogni dito) e ne usa solo un paio, mentre invece sarebbe stata una mossa furba renderlo il fulcro di tutta la saga, soprattutto vista la volontà di sfruttare il potere di Elise per "aprire tutte le porte", ma, di fatto, si limita a collezionare vittime e farsi sconfiggere nel modo più moscio possibile. Soprattutto, quello che ho pensato guardando Insidious: L'ultima chiave è che i vari aspetti che solitamente compongono un film qui non si siano amalgamati bene. La recitazione di Lin Shaye, per esempio, è validissima e lei è carismatica come sempre, ma Specs e Tucker sono un comic relief al limite del cringe (la love story inserita a un certo punto, poi, sembra tirata via di peso da un altro film); la regia di Robitel non è male ma la fotografia è abbastanza squallida e il montaggio è poco dinamico, il che concorre a rendere il film soporifero; c'è un solo jump scare davvero inaspettato e furbo, nel momento in cui Elise entra nel tunnel, il resto dei momenti spaventosi funziona male e mi ha portata a rimpiangere la paraculaggine di Whannell, che invece infilava una scorrettezza ogni cinque secondi. In definitiva, il cerchio si è chiuso, imitando alla perfezione l'andamento della saga: ho cominciato annoiandomi col primo capitolo, ho finito annoiandomi con quello che, fino al 2018, doveva essere l'ultimo, così come tutto inizia e finisce in casa Lambert. Adesso esce il quinto, chissà cosa avrà tirato fuori dal cilindro Whannell e, soprattutto, come se la caverà Patrick Wilson dietro la macchina da presa!
Del regista Adam Robitel ho già parlato QUI. Lin Shaye (Elise Rainier), Leigh Whannell (anche sceneggiatore, interpreta Specs), Angus Sampson (Tucker), Spencer Locke (Melissa Rainier), Josh Stewart (Gerald Rainier), Bruce Davison ( Christian Rainier), Javier Botet (Keyface), Ty Simpkins (Dalton Lambert), Rose Byrne (Renai Lambert), Patrick Wilson (Josh Lambert), Stefanie Scott (Quinn Brenner) e Barbara Hershey (Lorraine Lambert) li trovate ai rispettivi link.
Credo che Insidious: L'ultima chiave possa essere visto come film a se stante ma ovviamente, per completezza, il mio consiglio è quello di recuperare Insidious, Oltre i confini del male - Insidious 2 e Insidious 3 - L'inizio (sono tutti su Netflix tranne il primo, che si trova a noleggio su qualsiasi piattaforma). ENJOY!
giovedì 6 luglio 2023
Insidious 3 - L'inizio (2015)
martedì 4 luglio 2023
Notte Horror 2023: Nightmare 6 - La fine (1991)
Si comincia!! Quest'anno cade il decimo anniversario della Notte Horror Blogger Edition, l'evento estivo nato per commemorare quei begli horror un po' camp ma tanto affascinanti che ci facevano compagnia nelle notti televisive dello scorso millennio, e l'onore di aprire le danze è toccato a Cassidy de la Bara Volante e me. Quello di oggi sarà un inedito #teamTalalay, in quanto Cassidy ha già parlato, alle 21, del film Killer Machine, mentre io affronterò Nightmare 6 - La fine (Freddy's Dead: The Final Nightmare), entrambi diretti dalla regista Rachel Talalay. A fine post troverete il ghiotto programma estivo che vi aspetta nelle prossime settimane ma intanto... ENJOY!
Trama: l'ultimo superstite della mattanza di Freddy Krueger cerca aiuto per sconfiggere definitivamente il temibile assassino, sempre cercando di non addormentarsi...
Probabilmente l'ho già scritto in qualche altro post ma sono passati anni prima che mi venisse il coraggio di guardare un film della serie Nightmare. Questo perché "Naitmer" (mai chiamato Freddy Krueger in vita mia, se non per darmi un tono coi cinèfili) era l'equivalente del babau, evocato dai ragazzi più grandi che, dopo avere visto i film, pensavano bene di raccontarli a noi bambini enfatizzando i dettagli più raccapriccianti ed aggiornandoli agli spauracchi dell'epoca. Quindi "Naitmer" era quello che andava in giro con le siringhe al posto delle dita ad attaccarti l'AIDS, che ti faceva mangiare fino a scoppiare, che usciva dalla pancia delle donne incarnato in un bambino mostruoso ma, soprattutto, era quello con la faccia sfigurata che ti avrebbe aspettato nel buio come un novello Manacerace e, nel caso fortuito non fosse riuscito ad acchiapparti nelle ombre del parco dopo una corsa forsennata per tornare a casa, poteva sempre comparirti in sogno e ucciderti lì. Terrorizzata com'ero, ho aspettato di affrontare "Naitmer" finché non è approdato in prima TV, durante una delle tante puntate di Notte Horror, proprio questo Nightmare 6 - La fine. Facendo due calcoli, il mio primo incontro con Freddy risale dunque a quando avevo 13 anni o giù di lì, quindi vi prego di non stupirvi se parlerò di Nightmare 6 - La fine con tutto l'affetto del caso; all'epoca la visione mi aveva spaventata parecchio e non ci avevo dormito per notti intere, soprattutto a colpirmi fu l'infausto destino del povero Carlos, costretto a vagare, sordo, nell'oscurità dell'iconica zona caldaie tipica della serie, prima che Freddy gli facesse esplodere la testa per mezzo di un supplizio ironicamente crudele.
A tal proposito, anche a 13 anni qualcosa non mi tornava, e avevo già capito che Nightmare 6 - La fine, per quanto spaventevole, era molto ironico... anche troppo! L'ho riguardato parecchie volte da allora e, nel tempo, sono arrivata a considerare il film della Talalay come una commedia horror zeppa di tocchi weird e allegramente a braccetto col camp ma, a differenza dei puristi, per uno strano cortocircuito mentale ritengo quello del sesto episodio "il mio" Freddy: un Freddy cazzone, loquace, spesso mostrato in forma umana (sì, ho sempre avuto un debole per Robert Englund, che considero un uomo molto affascinante) e, soprattutto, preso fisicamente a botte da due donne con le palle che fanno fare agli uomini una ben magra figura. Che poi Nightmare 6 - La fine sia anche un pasticciaccio brutto zeppo di problemi logici e di continuity è purtroppo vero, ma capita quando vengono scartate un paio di sceneggiature e si chiama Michael De Luca ad aggiustare in corsa l'ultima ritenuta più o meno valida. I problemi cominciano già dai titoli di testa, che collocano gli eventi del film "dieci anni nel futuro", qualunque cosa voglia dire, ed introducono il misterioso John Doe, un ragazzo che rimarrà senza nome fino alla fine del film e che dovrebbe essere l'unico sopravvissuto degli omicidi di Krueger. Il fanciullo, oltre ad avere grossi problemi di amnesia dovuti alla mancanza di sonno, non c'è molto con la testa visto che, per nessun motivo valido, si convince di essere nientemeno che il figlio di Freddy Krueger, e 'sta somma vaccata è l'elemento portante della trama per almeno metà film: John avrà al massimo 20 anni, siamo nel 1991, Freddy è morto nel 1968, anche dando per buono che si parli di Jacob (come doveva accadere in una delle sceneggiature scartate che avevano per protagonista il figlio di Alice) il bambino dovrebbe avere 10 anni, quindi "el calculo non torna". Oltre a questo, sembra che la Talalay e compagnia avessero un'idea assai fantasiosa dei poteri di Freddy e del destino delle sue vittime, tanto che a un certo punto Krueger ha addirittura la facoltà di cancellare il loro ricordo dalla mente delle persone e, per quanto venga detto più volte che fuori dal mondo dei sogni Freddy è solo un essere umano, ad oggi non mi è mai successo di riuscire a cambiare aspetto o arrampicarmi sui muri. My bad.
Certo, queste imperfezioni fanno parte del fascino perverso di Nightmare 6 - La fine. Se pensate che la cosa più trash che si potesse fare fosse introdurre gli occhialini 3D come mezzo per sconfiggere Krueger (al cinema, quando Maggie li indossava, dava una sorta di "segnale" agli spettatori che dovevano fare la stessa cosa e gli ultimi 10 minuti di film sono zeppi di effetti visivi realizzati apposta per enfatizzare l'effetto 3D che, ahimé, rendono ben poco nelle versioni televisive e home video) non avete idea di quanta roba tipicamente anni '90, e conseguentemente invecchiata abbastanza male, sia stata inserita: la passione per il kung fu, il solito ragazzino sballone interpretato dal sempre adorabile Breckin Meyer, gli spezzoni animati come un videogame, i riferimenti alla Nintendo, sono tutti elementi che fanno il paio col terrificante cameo di Johnny Depp, protagonista di uno spot contro la droga e, di conseguenza, una roba talmente ipocrita (non ironica) da fare il giro. Per contro, invece, le sequenze debitrici della follia grottesca di Twin Peaks sono ancora le migliori e dipingono Springwood come una città fantasma popolata da inquietantissimi vecchi ormai rincoglioniti dal dolore (per quanto mi riguarda la fiera semi-deserta è l'apice del film), oppure raccontano un passato oscuro fatto di violenze immotivate e bambini nati folli e crudeli, con un tasso di disagio talmente alto che, probabilmente, all'epoca è stato superato giusto da I gusti del terrore. E poi c'è questa scelta, geniale nella sua follia sconsiderata, di rendere Krueger il personaggio di un cartoon horror. In Nightmare 6 - La fine, Freddy esordisce come la strega cattiva de Il mago di Oz, percula le sue vittime saltellando e facendo le faccette, prepara trappole sfondando la quarta parete nemmeno fosse Wile E. Coyote, si mette in poltrona con joystick e videogame, diventa protagonista di un videoclip allucinogeno accompagnato da In-a-gadda-da-vida e, in due parole, si fa volere bene al punto che verrebbe quasi voglia di vedere soccombere tutte le sue vittime, interpretate da attori mai così poco carismatici (si salvano giusto Breckin Meyer per questioni di aMMore e Yaphet Kotto per rispetto, mentre persino la protagonista Lisa Zane, sorella dell'adorato Billy, è una cagna maledetta). Mi rendo conto di essere in minoranza e di passare anche per folle ma le Notti Horror hanno creato spesso mostri come me, innamorati senza vergogna alcuna delle trashate, quindi non posso fare altro che concludere il post invitandovi a dare una chance a tutti i film di cui parleremo. Probabilmente ci prenderete per matti ma non si sa mai... d'altronde giuravano che Nightmare 6 - La fine sarebbe stato l'ultimo film della saga, e sappiamo tutti com'è andata a finire!!
Di Robert Englund (Freddy Krueger), Breckin Meyer (Spencer), Yaphet Kotto (Doc), Tom Arnold (uomo senza figli), Johnny Depp (presentatore) e Alice Cooper (padre di Freddy) ho già parlato ai rispettivi link.
Rachel Talalay è la regista e co-sceneggiatrice del film. Americana, ha diretto film come Killer Machine, Tank Girl ed episodi di serie quali Ally McBeal, Senza traccia, Cold Case, Supernatural, La zona morta, Sherlock Iron Fist, Le terrificanti avventure di Sabrina, American Gods e Doctor Who. Anche produttrice e attrice, ha 65 anni.
Tra le mille guest star, nel ruolo di donna senza figli e segnata nei credits come Mrs. Tom Arnold, compare Roseanne Barr, mentre Robert Shaye, fratello di Lin Shaye e produttore del film, è l'inquietante bigliettaio delle sequenze iniziali (per la cronaca, compare in piccoli ruoli in tutti i film della saga tranne il terzo e il quinto). Come ho scritto nel post, la sceneggiatura è stata rimaneggiata e riscritta più volte e la prima bozza, scritta nientemeno che da Peter Jackson, prevedeva un Freddy costretto ad invecchiare e a diventare il debole punchball di ragazzini che si sballavano apposta per addormentarsi e andarlo a picchiare; un'altra versione, invece, si basava sul ritorno di Alice e del figlio sedicenne Jacob (con quest'ultimo destinato a diventare protagonista dopo la sorprendente dipartita della madre a metà film), oltre che dei Taryn, Joey e Kincaid di Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, insigniti del ruolo di "Polizia dei sogni" e del compito di inseguire un Freddy fuggito da Springwood dopo avere trascinato l'intera città e i suoi abitanti all'interno della dimensione onirica. A me un po' dispiace che queste idee siano state scartate ma, se di Freddy non ne avete abbastanza, recuperate Nightmare - Dal profondo della notte, Nightmare 2 - La rivincita, Nightmare 3 - I guerrieri del sogno, Nightmare 4 - Il non risveglio, Nightmare 5 - Il mito, Nightmare - Nuovo incubo e Freddy vs Jason.
Se volete continuare la Notte Horror nelle prossime settimane, di seguito trovate i link ai post di chi ha partecipato prima di me e il Bannerone col resto degli appuntamenti!
La Bara Volante - Killer Machine
lunedì 3 luglio 2023
Oltre i confini del male - Insidious 2 (2013)
Siccome tra qualche giorno uscirà l'ultimo capitolo della saga, ho deciso di recuperare tutti i film della serie Insidious partendo da Oltre i confini del male - Insidious 2 (Insidious: Chapter 2), diretto e co-sceneggiato nel 2013 dal regista James Wan.
Trama: nonostante la decisione di trasferirsi a casa della nonna paterna, i guai dei Lambert con gli spettri che perseguitano Josh e Dalton non sono ancora finiti...
Avevo visto il primo Insidious ormai 10 anni fa, proprio in occasione dell'uscita del secondo capitolo, e mi aveva impressionata talmente poco che non ero neppure andata al cinema per proseguire con la saga. Parlando con i miei compagni di visioni horror si è accennato all'uscita dell'ultimo episodio, Insidious - La porta rossa, e ho scoperto che praticamente nessuno di noi ha mai guardato la serie completa, quindi mi sono detta "Perché non provare?". Per motivi di tempo, ho lasciato perdere il primo Insidious, rinfrescandomi la memoria su Wikipedia, e ho ricominciato con Oltre i confini del male - Insidious 2, trovandolo una visione inaspettatamente gradevole. La solfa, di base, non cambia: ci sono sempre i Lambert, ci sono sempre i fantasmi dell'Altrove che cercano di ucciderli/possederli, c'è sempre qualcuno che cerca di aiutare questi poveri cristi a sopravvivere, c'è sempre il momento in cui qualcuno si farà una bella passeggiata nelle nebbie dell'Altrove. L'unica variazione, tra l'altro quella che ha fatto storcere il naso a fior di appassionati, è la volontà Wanina di fare di Insidious 2 un sequel ma anche un prequel, atto a spiegare ogni aspetto del suo predecessore, il che si traduce in una sceneggiatura fatta di continui salti temporali con incroci arzigogolati e parecchie sequenze riprese sì da Insidious MA da altre angolazioni. Chiamatemi ingenua e boccalona (in realtà sono solo appassionata di storie à la Rashomon, passatemi il paragone improprio, dove lo stesso argomento viene riproposto da più punti di vista), a me questi mezzucci piacciono sempre e contribuiscono ad un maggiore coinvolgimento rispetto a ciò che vedo sullo schermo, non a caso Insidious mi aveva fatta addormentare, questo invece no. Inoltre ho apprezzato la maggiore presenza della "vecchia" che perseguitava Josh nel primo film e l'esplorazione del background di questo inquietante personaggio.
Per il resto, la mano di Wan si sente, e tutto sta ad amare o odiare il regista e il suo approccio gotico a storie di fantasmi che più classiche non si può. La casa di nonna Lambert, così accogliente alla prima inquadratura, diventa in tempo zero un susseguirsi di stanze e corridoi inospitali dove i personaggi possono esplorare liberamente e dove si cela la qualsiasi, tanto che anche i giochi più innocenti diventano veicoli di orrore ed inquietudine, mentre le sequenze si alternano tra carrellate cinematografiche e immagini in presa diretta, affidate come sempre alle mani di Specs e Tucker. A proposito dei due personaggi, la mancanza del carisma di Lin Shaye si sarebbe avvertita troppo, quindi gli sceneggiatori hanno cercato un modo per inserire nuovamente Elise nel film dopo gli eventi del precedente e la decisione di affiancarle un altro, particolare sensitivo armato di dadi, è stata a mio avviso molto azzeccata. Interessante anche l'idea di complicare un po' le cose per il personaggio di Josh: nulla che non si sia visto in altri trecento horror, ma almeno Patrick Wilson regala momenti di genuina inquietudine e la sua interpretazione è una delle cose migliori di Insidious 2. Ero convinta che mi sarei di nuovo fermata nel recupero, invece credo proprio che continuerò con Insidious 3 - L'inizio, chissà che non mi appassioni e arrivi a rivalutare tutto il cucuzzaro. Per ora, continuo a preferire un'altra creatura di Wan, la serie dei The Conjuring!
Del regista e co-sceneggiatore James Wan ho già parlato QUI. Patrick Wilson (Josh Lambert), Rose Byrne (Renai Lambert), Barbara Hershey (Lorraine Lambert), Lin Shaye (Elise Rainer), Ty Simpkins (Dalton Lambert), Leigh Whannell (anche co-sceneggiatore, interpreta Specs), Angus Sampson (Tucker), Jocelin Donahue (Lorraine da giovane) e Jenna Ortega (Annie) li trovate ai rispettivi link.
Steve Coulter interpreta Carl. Americano ha partecipato a film come Hunger Games, L'evocazione - The Conjuring, Anchorman 2 - Fotti la notizia, Insidious 3 - L'inizio, The Conjuring - Il caso Enfield, Barry Seal - Una storia americana, First Man - Il primo uomo, Annabelle 3, The Hunt, The Conjuring - Per ordine del diavolo, Un fantasma in casa e a serie quali L'ispettore Tibbs, Dawson's Creek, Prison Break, The Walking Dead, The Purge e She-Hulk: Attorney at Law. Anche sceneggiatore, regista e produttore, ha 63 anni e due film in uscita.






































