
La trama (vabbé…): il giorno del matrimonio di Gianluca, suo padre Ruggero decide di “rapirlo” e portarlo a Roma con l’intento di farlo andare a letto con una super top model, ovviamente per scommessa. Nel frattempo, il gay Fabio si convince di aspettare un figlio dal compagno Fabio, che per tutta risposta scappa di casa. Sempre nel frattempo, una coppia di ricconi cerca di raggiungere il luogo del matrimonio, perdendo il biondo figlioletto dentro a uno scuolabus pieno di piccoli immigrati. Infine, un povero fattorino sfigato si scontra con lo strapotere di un’onnipresente impiegata fancazzista.

Rileggete la trama, prego. Fatto? Bene. Potete anche evitare di guardare il “film” che ha portato al cinema milioni di italiani, perché se dicessi che oltre a quel che ho scritto c’è dell’altro sarebbe una bugia. Tanto, tanto tempo fa, quando facevo le superiori mi sembra, c’era sulla MTV italiana un programma chiamato MTV Mad, se non erro, la cui sigla faceva più o meno “Questo è il peggior programma di MTV, fa schifo anche alla nonna di Gip. Ci sono il Nongio e il Biggio…” ecc., ma quello che a voi interessa sta tutto in questo paio di strofe. C’erano già il Nongiovane, nome d’arte di Francesco Mandelli, e il suo degno compare Fabrizio Biggio, ovvero i due protagonisti principali de I soliti idioti. Fate due più due. La povera nonnina non deve più aver avuto voce in capitolo perché, anche se quella roba le faceva schifo, i due hanno continuato ad evolversi come due assurdi Pokémon fino a creare questa presa in giro italiana di un capolavoro comico come Little Britain. Non discuto il valore della serie I soliti idioti perché devo essere l’unica italiana a non averla mai guardata, ma il film è veramente pietoso e manca completamente l’obiettivo, che dovrebbe (in teoria) essere quello di far ridere.

In un’ora e mezza di durata, infatti, mi è capitato di (sor)ridere solo due volte: quando il ciclista si schianta contro la portiera aperta da Ruggero (alla prima, poi basta, visto che la cosa si ripete in tre posti diversi…) e quando lui e il figlio fanno grugnire il porcello di peluche all’autogrill (perché l’ho fatto anche io e più di una volta). Per il resto una tristezza che nemmeno avessi visto un noiosissimo filmato delle vacanze di qualche zio, a dimostrazione che le gag che funzionano come sketch di pochi minuti, diluite in un intero film diventano mortali, ma in senso negativo. Non c’era riuscito nemmeno Albanese con Qualunquemente, per dire, perché avrebbero dovuto riuscirci il Nongio e il Biggio? Ma almeno l’Antonio nazionale aveva dalla sua una divertentissima colonna sonora, quella de I soliti idioti: il film è a dir poco obbrobriosa e forse la cosa peggiore dell’intera pellicola sono i tristi siparietti musicali dei due Fabii, anche perché il Nongio a torso nudo o conciato come San Sebastiano (giuro) non si può guardare!! No, rettifico: la cosa peggiore è il terremoto finale, messo lì senza una motivazione plausibile, solo perché forse non sapevano come concludere degnamente il film. Effettivamente, Ruggero fino a quel momento aveva detto “arivaffanculo” solo poche volte, almeno un centinaio. Mi duole dirlo, ma credo sia meglio il solito, orribile cinepanettone. E il fatto che l'anno scorso abbia fatto fiasco mentre I Soliti idioti: il film è stato campione di incassi la dice lunga sulla strada che sta prendendo questo paese.

Di Gianmarco Tognazzi, che compare nei panni dell'avvocato Peverelli, ho già parlato qui.
Enrico Lando è il regista della “pellicola”. Padovano, ha diretto anche gli episodi televisivi della serie. Ha 46 anni.

Francesco Mandelli interpreta Ruggero, Sebastiano il fattorino, Fabio e Marialuce. Originario di Erba, ha partecipato a film come Tutti gli uomini del deficiente, Manuale d’amore, Natale a Miami e Natale a New York. Anche sceneggiatore e compositore, ha 33 anni.

Fabrizio Biggio interpreta Gianluca, Gisella, Fabio e Giampietro. Come attore, ha partecipato solo a questo film e alla serie da cui è tratto. Originario di Firenze, anche sceneggiatore e compositore, ha 38 anni.
