Siccome ho adorato La vendetta del diavolo di Joe Hill e non me la sentivo di aspettare, in questi giorni di malanni ho deciso di guardare Horns, diretto nel 2013 da Alexandre Aja e tratto proprio dal romanzo del figliolo di Stephen King.
Trama: Ig Perrish viene accusato del terribile omicidio della fidanzata Merrin e nessuno sembra disposto a credere alla sua innocenza. Disperato, il ragazzo affoga il suo dolore nell'alcool e un mattino si risveglia con un doposbornia e un paio di corna dotate di strani poteri...
Horns è il classico film che poteva essere un capolavoro e invece è diventato una pellicola buona giusto per passare una serata, da dimenticare il giorno dopo. Ed effettivamente sono già passati tre o quattro giorni da quando l'ho guardato, tanto che non ricordo più cos'avrei voluto scrivere, a dimostrazione che Horns è un prodotto senza infamia né lode. A dir la verità il film non comincia male, anzi. La trama rispetta molto le atmosfere del romanzo di Joe Hill e dipinge la storia d'amore di Ig e Merrin con pochi tocchi delicati racchiusi nella sequenza più bella di tutto il film, accompagnata dalle note di Heroes di David Bowie; dopodiché la nuova, terribile situazione di Ig ci viene raccontata facendo uso abbondante di humour nero e scene grottesche, un'escalation di assurde ed orribili confessioni di persone costrette a tirare fuori i loro segreti più oscuri davanti al potere delle corna del ragazzo. Fin lì, tutto bene. Il problema, come al solito, sta nel far quadrare i conti dal momento in cui le corna conducono Ig a scoprire chi abbia ucciso Merrin e perché. In casi come questi, ahimé, succede sempre che gli sceneggiatori lascino perdere tutto il resto e si concentrino solo sul fornire allo spettatore la spiegazione più rapida ed immediata, possibilmente concludendola con qualche risoluzione di sborona vendetta, senza stare tanto a ricamare sui personaggi, sulle loro motivazioni e su tutti i retroscena, ricercando costantemente la soluzione più facile e banale. Horns non fa eccezione e il tortuoso percorso di Ig, emblema di irritante bontà costretto a "reinventare" la sua innocenza tingendola di rosso, diventa così una strada diritta, lastricata di facilonerie e teatrali vendette, che rifiuta completamente il poetico, vitalissimo finale del romanzo e ricorre ad una banale scenetta da romanzo per adolescenti.
L'altro problemuccio di Horns è che dove c'è Aja non c'è più gioia. Il regista francese infatti, dopo avere esordito col botto e con uno dei film più angoscianti degli ultimi anni, ha deciso di afflosciarsi e rinunciare a qualsiasi briciolo di autorialità. Effettivamente, Horns avrebbe potuto girarlo chiunque: non c'è orrore, non ci sono soluzioni visive particolari, il gusto per l'eccesso è totalmente assente. Anzi, peggio, perché Aja si è affidato completamente alla computer graphic, che in questo caso ha partorito un paio di sequenze al limite dell'abominevole, come l'incubo ad occhi aperti di Terry (correva l'anno 2001 e l'episodio Wrecked di Buffy the Vampire Slayer mostrava una scena praticamente identica, quella in cui una Willow drogata di magia si perdeva in un mondo fatto di liane e demoni. Parliamo di TREDICI anni fa e quella sequenza è girata molto meglio!), l'attacco dei serpenti più finti mai visti in un film (nemmeno quelli di Snakes on a Plane erano così raffazzonati) e, orrore degli orrori, il finale che vede Ig trasformarsi, sul quale non entro nello specifico per evitare spoiler ma sappiate solo che è inguardabile. Peccato, perché Daniel Radcliffe e, soprattutto, Juno Temple sono davvero bravi. Avevo qualche dubbio sull'ex Harry Potter ma il suo accento americano è convincente quanto il suo aspetto malaticcio e dimesso, mentre la Temple è bellissima e perfetta ed è riuscita anche a magonarmi in un paio di scene, come il confronto con Ig o quella in cui invoca l'aiuto di suo padre mentre l'aguzzino la sta violentando (poi se il padre ha la facciotta dolce di David Morse non posso fare a meno di mettermi a piangere). Il resto del cast, purtroppo, è insignificante e dimenticabile, a cominciare da una Heather Graham sprecata. Con questo concludo, dicendo che Horns non è, nonostante quello che ho scritto, un brutto film: è semplicemente (e purtroppo) un'occasione sprecata ma probabilmente se non avete letto La vendetta del diavolo potreste anche non trovarlo così fiacco.
Del regista Alexandre Aja ho già parlato QUI. Daniel Radcliffe (Ig Perrish), Juno Temple (Merrin Williams), Heather Graham (Veronica) e David Morse (Dave Williams) li trovate invece ai rispettivi link.
James Remar interpreta Derrick Perrish. Americano, ha partecipato a film come I guerrieri della notte, 4 pazzi in libertà, I delitti del gatto nero, Mezzo professore tra i marines, Miracolo sulla 34a strada, Dredd - La legge sono io, Psycho, Le verità nascoste, Blade: Trinity, Il mai nato, RED, X-Men - L'inizio, Django Unchained e a serie come Miami Vice, Walker Texas Ranger, Nash Bridges, Settimo cielo, X-Files, Senza traccia, Sex and the City, CSI: Miami, Criminal Minds, Numb3rs, Dexter, Grey's Anatomy e From Dusk Till Dawn, inoltre ha lavorato come doppiatore nel film Ratatouille. Ha 61 anni e cinque film in uscita, tra cui The Hateful Eight di Tarantino!
Joe Anderson interpreta Terry Perrish. Inglese, ha partecipato a film come Creep - Il chirurgo e La città verrà distrutta all'alba. Ha 34 anni e un film in uscita.
Max Minghella (vero nome Max Giorgio Choa Minghella) interpreta Lee Tourneau. Inglese, figlio del regista Anthony Minghella, ha partecipato a film come Syriana, Agora, The Social Network, Le idi di marzo e Gli stagisti. Anche produttore e sceneggiatore, ha 29 anni e un film in uscita.
Shia LaBeouf era stato scelto per interpretare Ig ma alla fine lo ha sostituito Daniel Radcliffe e aggiungerei meno male perché LaBeouf è il trionfo dell'inespressività. Detto questo, se Horns vi fosse piaciuto leggete La vendetta del diavolo di Joe Hill! ENJOY!
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domenica 12 ottobre 2014
domenica 28 settembre 2014
Il Bollodromo #2 - Letture estive
Torna il Bollodromo per un secondo appuntamento di sproloqui non cinematografici! Dato l'argomento ormai penserete che il Bollodromo si focalizzerà esclusivamente sui libri ma è solo un caso, effettivamente: ancora non so bene come gestire questo spazio (lo avrete capito!) ma mi piacerebbe anche parlare di serie TV, anime, manga, fumetti, viaggi, "esperienze", piccole manie, amori effimeri... insomma, di tutto quello che fa parte della mia vita. Per esempio, a fine ottobre sarò sicuramente a Lucca Comics in solitaria per tre giorni di immersione totale nel mondo nerd e mi piacerebbe scrivere un report dell'esperienza visto che non ho mai fatto un viaggio da sola, per quanto breve, né ho avuto modo di stare al Lucca Comics per più di mezza giornata risicata quindi probabilmente avrò un sacco di cose di cui parlare... vedremo! Nel frattempo vi lascio alle poche ma interessanti letture che hanno accompagnato la mia estete... ENJOY!
La vendetta del diavolo
Autore: Joe Hill
Titolo originale: Horns
L'ho letto perché: a breve uscirà il film omonimo di Alexandre Aja, avente Daniel Radcliffe come protagonista. Non volevo arrivare all'appuntamento impreparata.
Di cosa parla? Il libro racconta la storia di Ig, ingiustamente sospettato da tutti di avere violentato e ucciso l'amore della sua vita. Dopo un anno e una sbronza particolarmente pesante Ig si sveglia con un paio di corna dotate di un incredibile potere...
Mi è piaciuto? Moltissimo. Joe ha ereditato l'abilità paterna di evocare mostri "della porta accanto" paurosamente credibili e in più riesce ad aggiungere quel tocco nerd-pop che lo rende ancora più accattivante. Preparatevi a ridere e a inorridire davanti agli imprevedibili effetti del potere di Ig e anche a commuovervi per una storia d'amore che, nonostante alcune esagerazioni tipicamente letterarie, non potrà che coinvolgervi e farvi sognare anche in mezzo agli incubi!
Ideale per: gli irriducibili King-addicted che cercano qualcosa di nuovo ma altrettanto valido.
L'incubo di Hill House
Autore: Shirley Jackson
Titolo originale: The Haunting of Hill House
L'ho letto perché: ne sento parlare da anni, soprattutto da Stephen King. E il mio amico Ale aveva appena finito di leggerlo.
Di cosa parla? Hill House è una casa maledetta, una delle più terribili. Un gruppo di persone si reca in loco per studiarne gli strani fenomeni e ne subiscono gli effetti...
Mi è piaciuto? L'ho trovato ipnotico e molto particolare. Più che un romanzo horror è la descrizione perfetta di una mente fragile e allo sbando, il triste epilogo di un'esistenza abituata alla sconfitta e di una donna in cerca di un posto da chiamare "suo". "Ti arrise la vittoria, ti arriderà l'amor" è un ritornello che vi si insinuerà nel cervello a lungo, lasciandovi preda della malinconia.
Ideale per: chi non cerca brividi a buon mercato ma preferisce immergersi in atmosfere più riflessive.
Friend (anche ripubblicato come Deadly Friend)
Autore: Diana Henstell
L'ho letto perché: ne ha parlato Lucia QUI e mi è salita la scimmia cosmica.
Di cosa parla? Piggy è un ragazzino geniale ma introverso che ha un solo amico, il robot Bee Bee, costruito con le sue mani. Costretto a trasferirsi in una piccola città a causa del divorzio dei suoi genitori e di un "errore" da lui commesso, Piggy riesce a fare amicizia solo con Samantha, la vicina di casa, di cui si innamora. Nel giro di brevissimo tempo il ragazzino perde però sia Bee Bee che Samantha e decide di resuscitare quest'ultima impiantandole nel cervello il software del robot...
Mi è piaciuto? Da morire. Dimenticate quella belinata trash di Dovevi essere morta perché Friend fa molta più paura e non si limita semplicemente a questo. Il romanzo della Henstell scava innanzitutto nella terribile solitudine del protagonista, nell'ancor più orribile (e taciuta, ovviamente) consapevolezza che non tutti i genitori, nemmeno quelli "equilibrati", possono riuscire ad amare incondizionatamente i propri figli e offre un triste spaccato di adolescenza inquieta e difficile. Dimenticate ovviamente il teen horror che invoglia le ragazzine a limonare con dei morti perché qui lo zombie è veramente raccapricciante, quanto di più anatomicamente realistico ci possa essere; detto questo, la storia d'amore tra Piggy e Sam è una delle più commoventi che abbia mai letto.
Ideale per: chiunque abbia guardato Dovevi essere morta. Purtroppo, anche se meriterebbe di venire pubblicato in Italia al posto di quell'immonda rumenta che troppo spesso insozza le librerie, Friend si trova solo in inglese: editori, mi offro volontaria per tradurlo ovviamente!
Il seme inquieto
Autore: Anthony Burgess
L'ho letto perché: mette assieme distopia, cannibalismo, un regime che costringe all'omosessualità e altre simili amenità. Non potevo perderlo.
Di cosa parla? Il libro racconta le (dis)avventure dello sfigatissimo antieroe Tristram, i cui tentativi di "maturazione" prima e quelli di ricongiungersi alla moglie fedifraga poi vengono costantemente frustrati dagli imprevedibili cambiamenti sociali di un'Inghilterra da incubo.
Mi è piaciuto? Nonostante una traduzione a mio avviso un po' "ridondante" è sempre piacevole perdersi nel delirio linguistico e narrativo di Burgess, che qui è davvero sfrenato. Le risate che provoca inevitabilmente Il seme inquieto sono sempre seguite da un brivido lungo la schiena e un incombente presagio di sventura perché l'universo immaginato dallo scrittore sarà anche grottesco ed esagerato ma le basi fondanti della società sono pericolosamente simili alle nostre...
Ideale per: chi non ha paura di sperimentare!
La vendetta del diavolo
Autore: Joe Hill
Titolo originale: Horns
L'ho letto perché: a breve uscirà il film omonimo di Alexandre Aja, avente Daniel Radcliffe come protagonista. Non volevo arrivare all'appuntamento impreparata.
Di cosa parla? Il libro racconta la storia di Ig, ingiustamente sospettato da tutti di avere violentato e ucciso l'amore della sua vita. Dopo un anno e una sbronza particolarmente pesante Ig si sveglia con un paio di corna dotate di un incredibile potere...
Mi è piaciuto? Moltissimo. Joe ha ereditato l'abilità paterna di evocare mostri "della porta accanto" paurosamente credibili e in più riesce ad aggiungere quel tocco nerd-pop che lo rende ancora più accattivante. Preparatevi a ridere e a inorridire davanti agli imprevedibili effetti del potere di Ig e anche a commuovervi per una storia d'amore che, nonostante alcune esagerazioni tipicamente letterarie, non potrà che coinvolgervi e farvi sognare anche in mezzo agli incubi!
Ideale per: gli irriducibili King-addicted che cercano qualcosa di nuovo ma altrettanto valido.
L'incubo di Hill House
Autore: Shirley Jackson
Titolo originale: The Haunting of Hill House
L'ho letto perché: ne sento parlare da anni, soprattutto da Stephen King. E il mio amico Ale aveva appena finito di leggerlo.
Di cosa parla? Hill House è una casa maledetta, una delle più terribili. Un gruppo di persone si reca in loco per studiarne gli strani fenomeni e ne subiscono gli effetti...
Mi è piaciuto? L'ho trovato ipnotico e molto particolare. Più che un romanzo horror è la descrizione perfetta di una mente fragile e allo sbando, il triste epilogo di un'esistenza abituata alla sconfitta e di una donna in cerca di un posto da chiamare "suo". "Ti arrise la vittoria, ti arriderà l'amor" è un ritornello che vi si insinuerà nel cervello a lungo, lasciandovi preda della malinconia.
Ideale per: chi non cerca brividi a buon mercato ma preferisce immergersi in atmosfere più riflessive.
Friend (anche ripubblicato come Deadly Friend)
Autore: Diana Henstell
L'ho letto perché: ne ha parlato Lucia QUI e mi è salita la scimmia cosmica.
Di cosa parla? Piggy è un ragazzino geniale ma introverso che ha un solo amico, il robot Bee Bee, costruito con le sue mani. Costretto a trasferirsi in una piccola città a causa del divorzio dei suoi genitori e di un "errore" da lui commesso, Piggy riesce a fare amicizia solo con Samantha, la vicina di casa, di cui si innamora. Nel giro di brevissimo tempo il ragazzino perde però sia Bee Bee che Samantha e decide di resuscitare quest'ultima impiantandole nel cervello il software del robot...
Mi è piaciuto? Da morire. Dimenticate quella belinata trash di Dovevi essere morta perché Friend fa molta più paura e non si limita semplicemente a questo. Il romanzo della Henstell scava innanzitutto nella terribile solitudine del protagonista, nell'ancor più orribile (e taciuta, ovviamente) consapevolezza che non tutti i genitori, nemmeno quelli "equilibrati", possono riuscire ad amare incondizionatamente i propri figli e offre un triste spaccato di adolescenza inquieta e difficile. Dimenticate ovviamente il teen horror che invoglia le ragazzine a limonare con dei morti perché qui lo zombie è veramente raccapricciante, quanto di più anatomicamente realistico ci possa essere; detto questo, la storia d'amore tra Piggy e Sam è una delle più commoventi che abbia mai letto.
Ideale per: chiunque abbia guardato Dovevi essere morta. Purtroppo, anche se meriterebbe di venire pubblicato in Italia al posto di quell'immonda rumenta che troppo spesso insozza le librerie, Friend si trova solo in inglese: editori, mi offro volontaria per tradurlo ovviamente!
Il seme inquieto
Autore: Anthony Burgess
L'ho letto perché: mette assieme distopia, cannibalismo, un regime che costringe all'omosessualità e altre simili amenità. Non potevo perderlo.
Di cosa parla? Il libro racconta le (dis)avventure dello sfigatissimo antieroe Tristram, i cui tentativi di "maturazione" prima e quelli di ricongiungersi alla moglie fedifraga poi vengono costantemente frustrati dagli imprevedibili cambiamenti sociali di un'Inghilterra da incubo.
Mi è piaciuto? Nonostante una traduzione a mio avviso un po' "ridondante" è sempre piacevole perdersi nel delirio linguistico e narrativo di Burgess, che qui è davvero sfrenato. Le risate che provoca inevitabilmente Il seme inquieto sono sempre seguite da un brivido lungo la schiena e un incombente presagio di sventura perché l'universo immaginato dallo scrittore sarà anche grottesco ed esagerato ma le basi fondanti della società sono pericolosamente simili alle nostre...
Ideale per: chi non ha paura di sperimentare!
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