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venerdì 7 aprile 2017

Lupin III: L'ultimo colpo (2010)

Cifra doppia del nuovo millennio! Arriviamo al 2010, quando la TV giapponese trasmetteva Lupin III: L'ultimo colpo (ルパン三世 the Last Job) del regista Tetsurou Amino (meanwhile, in Japan è uscito il 4 febbraio Rupan Sansei: Chikemuri no Ishikawa Goemon e io ho una scimmia colossale che urla "vedilo!!!").


Trama: Lupin cerca di rubare una statua del Buddha contenente un misterioso segreto. Sulle tracce della statuetta e del suo contenuto ci sono anche il malvagio Morgana e Asuka, un'agente dell'Interpol discendente dal clan dei Fuma.



Messo da parte il crossover con Detective Conan, Lupin torna su terreni a lui più congeniali con questa storia che, apparentemente, riesuma il clan dei Fuma; in realtà, questi ninja e quelli de La cospirazione dei Fuma non hanno nulla a che spartire e di sicuro nel film TV diretto da Amino non torna la piccola Murasaki, magari cresciuta per far pentire Goemon di averla mollata sull'altare. In compenso, c'è la damsel in distress di turno che tanto in distress non è e si avvale non solo di spettacolari tecniche ninja ma persino di un badge dell'Interpol e di un cagnusso ninja protagonista di ricorrenti gag a base di mozzichi sulle chiappe di Lupin. Detta così, pare che la trama di L'ultimo colpo sia una cretinata senza capo né coda e diciamo che, effettivamente, tra momenti di fantastoria (antichi romani che vanno in Giappone, fondano clan, tornano in Italia e nascondono statuette ai piedi del Vesuvio, poi basta?), oggetti che ne custodiscono altri che ne custodiscono altri ancora, gente che muore "per sbaglio" e Fujiko che fa un casino indicibile per due spiccioli, c'è da mettersi le mani nei capelli ma è anche vero che in questo film TV non c'è un secondo di noia che sia uno. I cattivi sono abbastanza ben caratterizzati, soprattutto per quel che riguarda Morgana (un uomo, chissà perché dotato di un nome da fata) e i due killer al suo soldo, il tizio nerboruto con lo yo yo assassino (vecchia conoscenza di Jigen) e il buliccio con gli artigli in primis, e in generale a ciascun membro della banda di Lupin viene dato il giusto spazio, così da non scontentare nessun fan, tranne forse chi per la seconda volta è costretto a vedere Jigen col braccio al collo (succedeva anche ne La lampada di Aladino, lo special che ha preceduto il crossover con Detective Conan. Chissà se la cosa ha qualche significato...). Gli unici che ci rimarranno sicuramente male saranno gli aficionados di Zenigata visto che il povero Ispettore compare davvero poco, pur essendo nominato spesso.

Cosa diavolo ti sei messa, tipa?
Dal punto di vista del character design c'è una strana discrepanza soprattutto tra i personaggi secondari. Per esempio, Asuka è disegnata con uno stile completamente diverso rispetto a quello di Maya, la ninja al soldo di Morgana, mentre per quel che riguarda la scelta degli abiti si va dall'esagerato al trash, al punto che qualcuno, vedendo Asuka conciata da ninja smutandata, si chiede "ma perché è vestita così?" (contestualizziamo: i suoi colleghi si pongono la domanda in quanto non sanno che Asuka è anche ninja oltre che agente dell'Interpol ma lo stesso un ninja con 'sti due straccetti porno addosso è ridicolo!). Molto belle invece le abbondanti scene d'azione, con inseguimenti particolarmente spericolati che toccano la Germania e i monumenti più famosi di Roma, con un occhio di riguardo al Colosseo, a Piazza di Spagna e ai ponti zeppi di gatteenee da salvare, mentre vorrei capire quale sia il museo che viene distrutto a metà speciale lasciando intera giusto una statua equestre. Non ci si può lamentare neppure per la resa grafica dei combattimenti, con Jigen che è costretto ad evitare di venire ucciso da uno yo yo gigante ed ad armarsi di spettacolare stampella/bazooka, mentre grazie a ninja e affini gli amanti di spade, lame, artigli e in generale di armi bianche avranno di che essere parecchio contenti. Insomma, in generale L'ultimo colpo non sarà un prodotto memorabile ma è meno malvagio di altri e in definitiva gli si può persino perdonare quel finale un po' floscio, tara simile a quella di molti altri special TV dedicati al ladro gentiluomo.

E poi lui è sempre badassissimo!
Del regista Tetsurou Amino ho già parlato QUI.

La pagina italiana di Wikipedia ha davvero pochissime informazioni su L'ultimo colpo, tranne che purtroppo è stato l'ultimo film TV di Lupin in cui Sandro Pellegrini, morto nel 2011, ha prestato la voce a Jigen. Anche la pagina giapponese, ben più dettagliata, parla di molte defezioni tra i doppiatori originali, come Makio Inoue per Goemon, Eiko Masuyama per Fujiko e Goro Naya per Zenigata, tutti al loro ultimo lavoro; inoltre, racconta di come Lupin III: L'ultimo colpo sia un mix tra personaggi e trame utilizzate all'interno di un pachinko dedicato a Lupin (video al riguardo si trovano QUI) e almeno tre manga contenuti in diverse uscite del Rupan Sansei Official Magazine dove i personaggi cambiano un po' indole e scopo e dove si racconta del primo scontro tra il mercenario Andre Maxim e Jigen. Detto questo, se Lupin III: L'ultimo colpo vi fosse piaciuto recuperate tutta questa bella roba QUI.

domenica 11 dicembre 2016

Lupin III: La lampada di Aladino (2008)

L'anno sta quasi per finire ma c'è ancora tempo per parlare degli speciali TV di Lupin III e nella fattispecie di Lupin III: La lampada di Aladino ( ルパン三世 sweet lost night 〜魔法のランプは悪夢の予感 - Lupin Sansei "sweet lost night" - mahou no ranpu akumu no yokan), diretto nel 2008 dal regista Tetsurou Amino.


Trama: Lupin trova la lampada di Aladino e il genio in essa contenuto ma dopo aver chiesto un bacio a quest'ultimo, palesatosi come una bellissima ragazza, il ladro si risveglia senza memoria della notte passata. L'unica che sembra saperne qualcosa è Drew, identica al genio della lampada...



La lampada di Aladino è il classico special TV caratterizzato da molti elementi positivi ma anche dai soliti difetti che caratterizzano questo genere di produzioni. L'anime in questione è interessante per una parte della sua struttura che, per necessità di trama, ad un certo punto diventa un puzzle da ricomporre attraverso dei flashback, in quanto Lupin ha perso dei pezzi di memoria ed è costretto ad interrogare Jigen e altri personaggi per riuscire a ricostruire ciò che gli è accaduto. Interessante è anche l'idea di dotare Lupin di una memoria "a tempo" e di un limite temporale massimo per recuperare i ricordi perduti, prima di perderli nuovamente e ritrovarsi al punto di partenza, cosa che rende ancora più ironica la parte inglese del titolo originale: la cosiddetta "sweet lost night" è infatti la notte che Lupin non ricorda di avere passato con Drew pur essendosi risvegliato nel letto di un love hotel in mutande e con la fanciulla coperta solo da un asciugamano. Sarebbe stata una delle prime volte in cui il povero ladro, che nel manga originale di Monkey Punch se ne porta a letto una ad episodio, era riuscito a concludere qualcosa all'interno di una concezione di anime sempre più vicina ai bisogni dei più piccoli (nel 2008 La donna chiamata Fujiko Mine doveva ancora arrivare mentre il crossover con Detective Conan era MOLTO più vicino) e in effetti non ricordarsi nulla è un vero peccato, poveraccio! Ma in uno Special TV interamente giocato sugli inganni e le apparenze sarà pur vero che Lupin ha finalmente combinato? Mah, non ci metterei troppo la mano sul fuoco però consolo i maschietti dicendo che, almeno fisicamente parlando, qui Fujiko da il meglio di sé.

Il meglio di sé in videochat
Come al solito, ho dovuto specificare "fisicamente parlando" perché Fujiko fa davvero poco nella pellicola e viene eclissata dalla new entry Drew, dotata sì di un bellissimo character design ma fondamentalmente inutile come quasi tutte le damsel in distress che vengono sistematicamente affibbiate a Lupin. Come Fujiko, ridotta a fare il solito doppio, triplo e talvolta persino quadruplo gioco, anche Zenigata viene sfruttato ai minimi storici delle sue possibilità, nonostante un inizio molto promettente, tanto che sembra proprio che il difetto principale di questi speciali sia l'incapacità degli sceneggiatori di gestire al meglio i personaggi titolari. Jigen e Goemon vengono trattati meglio, fortunatamente: il primo viene investito del ruolo di fratello maggiore e deus ex machina mentre per quel che riguarda il samurai viene mostrato come a renderlo "Goemon" siano i pensieri impuri di cui cerca disperatamente di liberarsi attraverso la via dell'illuminazione. A parte queste considerazioni, La lampada di Aladino rientra nella media delle produzioni televisive di cui ho parlato finora e presenta animazioni non particolarmente esaltanti e un paio di orride sperimentazioni in computer graphic, pur avendo il vantaggio di una colonna sonora (sempre dello storico Yuji Ohno, che compare anche in un brevissimo cameo) particolarmente ispirata. Insomma, non mi stupirei se domani mi fossi già dimenticata del TV special... e in tal caso, non ci sarà lampada di Aladino che tenga!

Tetsurou Amino è il regista della pellicola. Giapponese, ha diretto film come Lupin III: L'ultimo colpo ed episodi di serie quali Nanà Supergirl, Superlamù, City Hunter, Ciao Sabrina e Forza campioni. Anche sceneggiatore e storyboarder, ha 61 anni.


Se Lupin III: La lampada di Aladino vi fosse piaciuto, QUI avete l'imbarazzo della scelta per tutto quello che concerne il ladro gentiluomo. ENJOY!

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