Il blog di Lucia offre, come sempre, moltissime gioie. La più recente è stata Relic, diretto e co-sceneggiato dalla regista Natalie Erika James.
Trama: dopo la sparizione prolungata della madre, Kay e la figlia Sam decidono di trasferirsi a casa sua per starle vicino ma cominciano ad accadere inquietanti fenomeni...
Uno dei film che più mi aveva angosciata, qualche tempo fa, era stato Still Alice, la storia di una donna ancora abbastanza giovane che vedeva la sua vita divorata dall'Alzheimer. Che sia Alzheimer o demenza senile, l'idea di non ricordare più nulla, di vedere gli affetti e la coscienza di se stessi e del mondo scorrere via dalle dita è qualcosa di orribile e se a questo si aggiungono gli acciacchi della vecchiaia, la consapevolezza di un corpo che non risponde più ai nostri desideri, costringendoci ad umiliarci, anche, davanti alle persone a cui vogliamo bene, mi rendo conto che forse non vorrei arrivare ad essere troppo vecchia e che mi piacerebbe molto lasciare questo mondo prima di diventare un peso per gli altri. La condizione fisica di mia nonna, che pure fortunatamente (o sfortunatamente per lei, temo) ha la testa ancora lucidissima, ce l'ho sotto gli occhi ogni giorno e guardando questo Relic ho inevitabilmente trasferito la sua condizione su quella di Edna, anziana ed indipendente signora che comincia a cambiare. La casa in cui ha vissuto per anni le sembra un luogo minaccioso, i volti si confondono, cominciano a spuntare dei post-it per ricordarsi le cose basilari, sul corpo compaiono inquietanti lividi neri e, cosa forse peggiore, la figlia e la nipote, ognuna pronta ad aiutare nonostante la prima sia stata distante per anni, decidono di assistere Edna trasferendosi nella sua casa, facendola involontariamente sentire ancora più invalida, incapace e colma di vergogna. Cosa si celi nella casa di Edna non è dato sapere di preciso, ma non è importante: Natalie Erika James e Christian White hanno dato una "forma" a qualcosa che può annidarsi nel corpo e nell'anima di tutti e trasformare la realtà in un incubo, e lo hanno fatto con una raffinatezza inusuale per un'opera prima, senza ricorrere a jump scare faciloni.
Relic è innanzitutto un horror di atmosfera, e fa un po' effetto che venga dall'Australia, quando parrebbe girato in qualche tristissimo marsh o brughiera inglese, dove non smette di piovere nemmeno per un secondo e la nebbia divora le caviglie nemmeno ci si trovasse a Vinden. Quasi interamente girato all'interno di una casa vecchia, disordinata e piena di luoghi nascosti (il che si rivelerà fondamentale a un certo punto del film), e nell'uggioso bosco che la circonda il film è una cupa riflessione su qualcosa che potrebbe colpire chiunque, sia direttamente che indirettamente, e ha la furbizia di mantenersi abbastanza vago da far sì che sia il singolo spettatore a caricarlo di significati e aspettative derivanti dalla sua esperienza personale. Oggettivamente, ci sono delle sequenze parecchio inquietanti in Relic, assai legate a un certo tipo di iconografia legata al body horror o a quelle opere che parlano di possessioni demoniache, ma la cosa bella del film è che tutti questi elementi vengono riutilizzati, mescolati e rinfrescati per offrire qualcosa di nuovo, claustrofobico e anche in grado di emozionare lo spettatore, di coinvolgerlo grazie anche alla bella prova offerta dalle tre attrici principali, Robyn Nevin in primis. Oserei dire che, guardando Relic, ognuno potrebbe vedere e vivere un film diverso; probabilmente qualcuno di voi si annoierà preferendo qualcosa di più dinamico, altri, come Lucia, lo eleveranno a film del cuore. Io non sono arrivata a definirlo l'horror dell'anno ma mi ha coinvolta parecchio e sul finale mi sono anche commossa, quindi non posso fare altro che consigliarlo spassionatamente.
Di Emily Mortimer, che interpreta Kay, e Bella Heathcote, che interpreta Sam, ho già parlato ai rispettivi link.
Natalie Erika James è la regista e co-sceneggiatrice della pellicola. Nata in America, anche produttrice, è al suo primo lungometraggio.