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giovedì 30 luglio 2009

Dark Floors (2008)

Correva l’anno 2006, e in quel di Mildura alla TV passavano un programma, un festival europeo, che io assolutamente, pur vivendo nel vecchio continente, non conoscevo. Detto festival musicale, dall’evocativo nome di Eurovision o Eurocontest che dir si voglia, pur essendo un evento a quanto pare impedibile e famosissimo, era a mio avviso l’apoteosi del trash europeo, un’arena nella quale si sfidavano a colpi di canzoni per lo più inascoltabili strepponi provenienti da ogni paese (noi abbiamo Gigi d’Alessio e Giusy Ferreri ma gli altri paesi europei se la passano 300 volte peggio, e posso garantirlo). Quell’anno in particolare vinse un gruppo norvegese il cui nome era una sorta di presagio, i Lordi, con la canzone Hard Rock Halleluja che, come si può evincere dal nome, era una canzonaccia metallozza che glorificava il genere. Un evento facilmente rimuovibile da una memoria come la mia, se non fosse che i membri del gruppo, da sempre, si esibiscono truccati da mostri, troll e morti viventi. E non un trucco malfatto, blando, alla Marilyn Manson per dire, ma un trucco cinematografico fatto con tutti i crismi, tanto che a vederli sono terrificanti e assolutamente realistici. Insomma, tutto questo giro attorno al mondo per dire che, qualche giorno fa, ho scoperto che i Lordi hanno girato anche un horror, Dark Floors, diretto nel 2008 dal regista Pete Riski. Per curiosità l’ho visto ovviamente: un aborto, ma andiamo con ordine.

 


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La trama: il padre di una bimba autistica decide di portarla via dall’ospedale dove la stanno curando, e per farlo si infila in un ascensore assieme ad un’infermiera che cerca di dissuaderlo e ad altri ameni personaggi. Peccato che quando l’ascensore si apre per farli uscire, i nostri si trovano davanti un ospedale vuoto, quasi in rovina e popolato da mostri mordaci e non certo amichevoli.


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E questo è quanto. Regista e sceneggiatori cercheranno di intortarvi con paradossi spazio/temporali, simbologie di lotta tra bene e male, fenomenali poteri cosmici in minuscoli spazi vitali (ovvero block notes e pastelli a cera), ma non cascateci, non è vero nulla: c’è un ospedale vuoto, ci sono i mostri. Vogliamo uscire dall’ospedale, i mostri ci mangiano e non ci lasciano uscire. Aiuto. In breve, raramente ho visto un film più curato dal punto di vista formale e più raffazzonato da quello narrativo. In teoria la trama dovrebbe concentrarsi sulla ragazzina che, pur essendo autistica, o forse proprio per quello, chi lo sa, dovrebbe essere in grado di comunicare in qualche modo con i demoni che popolano questa sorta di limbo spazio-temporale in cui sembrano essere finiti tutti quanti, ospedale compreso. Dico in teoria, perché all’inizio il regista inquadra spesso i cupi e orrendi disegni che la bambina, incavolata nera per la mancanza del pastello rosso, continua imperterrita a fare sul suo block notes. Ma, sarà perché i disegni non si capiscono, sarà perché in effetti non ci azzeccano nulla, piano piano il film si sposta su un altro binario, per cui forse la ragazzina è una sorta di Gandalf che i demoni vogliono eliminare/mangiare/rapire (in realtà non si capisce cosa ci vogliano fare o se a loro freghi qualcosa..) o forse semplicemente è successo che i Lordi non sapevano più che pesci pigliare e avran pensato che tanto lo spettatore a quel punto era già bello e annichilito, assolutamente disinteressato alla questione. L’unica cosa certa è che lo sfasamento temporale c’è, ma il perché sia stato causato e perché all’interno di un limbo temporale si debba tenere un concerto dei Lordi è qualcosa che mi sfugge. Mah.


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E voi direte “beh, però ci sono i Lordi che fan davvero paura”. Assolutamente no. Lo spettatore che guarda il film consapevole del fatto che i Lordi così conciati ci fanno i concerti, non può sperare di prendere sul serio ogni loro apparizione, con la fantasma Banshee troppo simile alla signora della biblioteca in Ghostbusters, l’uomo di sabbia che è praticamente identico all’Imothep de La Mummia con Brendan Fraser, e Mr. Lordi in persona che sfoggia nientemeno che due gigantesche ali di tenebra alla fine, gigioneggiando e ruggendo in maniera quasi imbarazzante mentre la bambina lo guarda con un misto di scazzo e pietà. Diciamo quindi che, nonostante gli effetti speciali si concentrino quasi esclusivamente sui membri del gruppo, i pezzi più inquietanti del film sono quelli in cui loro non compaiono, il che è tutto dire. Anche a tasso di gore stiamo davvero male per essere il film d’esordio di un gruppo di metallozzi così “cattivi”: una gamba smozzicata, qualche morto vivente e poco altro, e sottolineo che il tutto avviene fuori campo, non sia mai che gli spettatori si spaventino davvero. Spezziamo una lancia in favore degli attori? Assolutamente no. Tutti senza arte né parte, i personaggi potrebbero anche venire sterminati in massa, tanto nessuno ne sentirebbe la mancanza. Io sconsiglierei quello che alla fine è solo e semplicemente un interminabile video dei Lordi persino ai loro fan. Ma se volete farvi del male, accomodatevi.




Pete Riski è il regista di quest’immondizia, e ne è anche lo sceneggiatore. Prima dell’esperienza con i Lordi costui lavorava nel montaggio. Finlandese, ha 35 anni e ci auguriamo tutti che la sua carriera finisca qui.




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Skye Bennet interpreta la ragazzina autistica, Sarah. Costei, pur essendo inglese, è una dei pochi giovani attori anglosassoni a non aver fatto almeno una comparsata nei film di Harry Potter. Tra i suoi film ricordo il carinissimo Ballet Shoes con Emma Watson e il remake di un caposaldo del trash, che prima o poi recensirò: It’s Alive, ovvero Baby Killer. La fanciullina ha 14 anni.




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Noah Huntley interpreta il padre di Sarah, Ben. L’attore inglese, attivo principalmente in serie televisive, ha partecipato a film come 28 giorni dopo e Le cronache di Narnia: il leone, la strega e l’armadio. Ha 35 anni e un film in uscita.


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Ronald Pickup interpreta l’inutile e pseudomisterioso vecchiaccio Tobias. L’attore inglese è un veterano del piccolo e del grande schermo, e tra le sue pellicole rammento Il giorno dello sciacallo, Mai dire mai, Mission, Lolita (quello del 1997), Evilenko. Ha recitato nelle serie televisive Doctor Who e Matlock, ha 69 anni e un film in uscita.


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William Hope interpreta il “simpaticissimo” Jon. A differenza della maggior parte del cast, formato da inglesi, questo attore è canadese, e tra i suoi film ricordo Aliens – Scontro finale, Hell Bound – Hellraiser II, prigionieri dell’inferno, Il santo, XXX. Ha 54 anni e due film in uscita tra cui un film che aspetto con bava alla bocca: lo Sherlock Holmes di Guy Ritchie con Robert Downey Jr. e Jude Law!!


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E ora non posso fare altro che lasciarvi con la canzone che ha iniziato tutto questo scempio.. Hard Rock Hallelujah direttamente dall’Eurocontest 2006!! ENJOY e fateve due risate!


 


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