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venerdì 2 marzo 2018

Lady Bird (2017)

Anche quest'anno è quasi finita. Manca solo The Big Sick (cartoni animati e film stranieri si recupereranno più avanti o il Bolluomo mi molla...) poi avrò finito i recuperi più importanti per la Notte degli Oscar. Oggi tocca a Lady Bird, uscito proprio ieri in tutta Italia, diretto e sceneggiato nel 2017 dalla regista Greta Gerwig e candidato a cinque Oscar (Miglior Film, Miglior Regia, Saoirse Ronan Miglior Attrice Protagonista, Laurie Metcalf Miglior Attrice Non Protagonista e Miglior Sceneggiatura Originale).


Trama: Christine "Lady Bird" McPherson vorrebbe abbandonare l'odiata Sacramento ed iscriversi a un college di New York ma purtroppo la sua famiglia è povera e i suoi voti sono bassi. L'ultimo anno di liceo diventa quindi un anno di speranze, prime esperienze amorose e sogni infranti...


Suona ipocrita detto da una che ha saltellato all'idea che Get Out finisse nella rosa di varie nomination ma sorge spontanea la domanda: che diamine ha visto l'Academy in Lady Bird per proporlo addirittura come Miglior Film e per la Miglior Regia? L'esordio dietro la macchina da presa della brava Greta Gerwig è l'ennesimo coming of age imperniato su una ragazza "strana" e dalle ambizioni enormi (benché quali, di preciso, non sia dato sapere...), intrappolata all'interno di una cittadina che le sta stretta (nella fattispecie, Sacramento, in California, come ben sottolineato dalla citazione che apre il film) e vessata da una madre che non la capisce e fa di tutto per osteggiarla nonostante le voglia tanto bene, un film dall'anima "indie" che nel 2018 è già diventata cliché perché la sceneggiatura, premiata a sua volta, è ampiamente prevedibile, fin dalle prime sequenze. Christine McPherson, autonominatasi Lady Bird al punto da costringere anche i genitori a chiamarla così, è una diciassettenne andante per i diciotto che spera di venire ammessa a un college di New York per abbandonare l'odiata Sacramento. Purtroppo, la fanciulla è sì molto carina (come sottolineato dal fatto che TUTTI i ragazzi che le interessano capitolino dopo un secondo) ma non è particolarmente intelligente né dotata di qualche talento quindi, vista anche la povertà dei genitori, riuscire nell'intento risulta arduo e l'intero film ruota proprio sulla frustrazione della protagonista e sui suoi costanti tentativi di elevarsi dalla massa oppure farsi notare. E' faticoso seguire le vicende di Lady Bird, più che altro è difficile empatizzare con lei o interessarsi al suo destino visto che non solo il desiderio di "scappare" della ragazza è fine a sé stesso ma il personaggio risulta quasi più insopportabile della Nadine del più riuscito 17 anni: e come uscirne vivi, che perlomeno di tanto in tanto sbroccava, risultando divertente e assurda; i toni di Lady Bird sono invece sussurrati, quasi la Gerwig volesse sottolineare come la protagonista sia una normale adolescente e come la sua situazione sia la medesima di tante altre sue coetanee sparse per l'America, eppure a me è sembrato che qualcosa si inceppasse proprio in questo meccanismo. Forse il problema risiede nel fatto che Lady Bird, già non particolarmente carismatica di suo, è circondata da comprimari appena abbozzati, salvo giusto per la madre, il fidanzatino Danny e forse il papà o l'amica del cuore? Il resto dei personaggi che gravitano attorno alla protagonista lascia il tempo che trova, alcune storie accennate rimangono lì sospese nell'aria e, in generale, nessuno riesce ad influire sulla protagonista in maniera così profonda da cambiarla e farla crescere, magari rendendola più consapevole dei suoi limiti (sì, sul finale c'è la nostalgia di Sacramento, dei genitori, persino della scuola cattolica ma sembra quasi qualcosa di posticcio, aggiunto giusto per necessità di "morale").


Lady Bird mi è sembrato così un lavoro "medio", non mediocre, carino e gradevole ma nulla più, e questa sufficienza si è ripercossa anche sulla mia percezione degli attori. Saoirse Ronan è sempre molto brava e dotata di una bellezza tutta particolare, eppure questa volta non mi è parso che bucasse lo schermo al punto da fissarsi nella mia memoria, ché di ragazzine ribelli dai capelli colorati e vestite in modo particolare è piena la cinematografia mondiale; lo stesso vale per Laurie Metcalf, probabilmente candidata all'Oscar in virtù delle inquadrature finali, durante le quali l'attrice piange in solitario instillando nello spettatore l'unica vera emozione di tutto il film, un'emozione adulta e malinconica che non ha nulla a che vedere con quelle artefatte suscitate dal personaggio principale. A risentire di una scrittura indecisa tra il coming of age indie e quello classico sono anche due attori che agli Oscar hanno fatto faville, uno l'anno scorso con Manchester by the Sea e uno quest'anno con Chiamami col tuo nome, entrambi ingaggiati come fidanzati della protagonista. Lucas Hedges è sicuramente quello caratterizzato meglio tra i due, anche se il colpo di scena che lo riguarda viene poi "sprecato" e utilizzato come l'ennesima botta di sfiga accorsa a Lady Bird, a Timothée Chalamet è andata peggio perché costretto nei panni del mocciosetto fintamente profondo, il tipico bello e tenebroso che alla fine si rivelerà una sòla così che la protagonista possa aprire gli occhi e tornare a prestare attenzione a ciò che conta davvero. Se a ciò aggiungete delle sequenze abbastanza didascaliche (Lady Bird che "cancella" con un colpo di rullo la sua vecchia vita oppure la sequenza in cui pare avere perso un braccio, solo per fare paio di esempi), i soliti omaggi al Rushmore di Wes Anderson accompagnati da autocitazioni che solo i fan della Gerwig possono cogliere e una colonna sonora ruffianetta ma non particolarmente memorabile, capirete perché Lady Bird è un film che mi ha lasciata un po' con l'amaro in bocca, quel gusto leggermente stantìo che sinceramente non mi aspettavo da una regista, sceneggiatrice e interprete che apprezzo da tempo.


Della regista e sceneggiatrice Greta Gerwig ho già parlato QUI. Saoirse Ronan (Lady Bird McPherson), Tracy Letts (Larry McPherson), Lucas Hedges (Danny O'Neill) e Timothée Chalamet (Kyle Scheible) li trovate invece ai rispettivi link.

Laurie Metcalf interpreta Marion McPherson. Americana, ha partecipato a film come Cercasi Susan disperatamente, Io e zio Buck, Affari sporchi, JFK - Un caso ancora aperto, Scream 2, Dick & Jane - Operazione furto e a serie quali Pappa e ciccia, Dharma & Greg, Una famiglia del terzo tipo, Malcom, Grey's Anatomy, Desperate Housewives e The Big Bang Theory; come doppiatrice, ha lavorato nei film Toy Story, Toy Story 2 e Toy Story 3. Ha 63 anni e un film in uscita, Toy Story 4.


Lois Smith interpreta Sorella Sarah Joan. Americana, ha partecipato a film come La valle dell'Eden, Cinque pezzi facili, La vedova nera, Attrazione fatale, Pomodori verdi fritti alla fermata del treno, Un giorno di ordinaria follia, Dead Man Walking - Condannato a morte, Twister, La promessa, Minority Report e a serie quali Cold Case, Grey's Anatomy, E.R. Medici in prima linea, Desperate Housewives e True Blood. Ha 88 anni e un film in uscita.


Stephen Henderson interpreta Padre Leviatch. Americano, ha partecipato a film come Molto forte, incredibilmente vicino, Lincoln, Il sangue di Cristo, Manchester by the Sea e Barriere. Ha 69 anni e un film in uscita.


John Karna, che interpreta Greg Anrue, era il Noah Foster della serie TV Scream. Detto questo, se Lady Bird vi fosse piaciuto potete recuperare 17 anni: e come uscirne vivi, 20th Century Women e Bella in rosa. ENJOY!

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