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domenica 11 dicembre 2011

Il Bollalmanacco in Trailer #3

Terzo appuntamento con la rubrica dedicata ai trailer visti in settimana al cinema. Questa volta abbiamo davvero poca roba interessante, ma almeno un film degno di nota c'è. Vediamo un po'.

#1. Il principe del deserto

Visto al cinema quando era praticamente già iniziato. Il titolo originale è Black Gold, oro nero. Parrebbe quindi incentrato su ribellioni e battaglie nell'Arabia dove tutti vorrebbero accaparrarsi un po' di petrolio. Dal trailer sembrerebbe pesantissimo, il buon Antonio Banderas non è neppure affascinante come al solito e compare anche Mark Strong, che al momento, vista la mole di film a cui partecipa, deve essere uno degli attori più sulla cresta dell'onda. Diciamo che non mi ispira per nulla, tra l'altro ce l'ho ancora un po' con Jean - Jacques Annaud per avermi fatto venire gli incubi da piccola con quel devastante L'orso.



#2. La talpa
Bellissimo. QUESTO lo voglio vedere assolutamente, anche se non conosco nulla di Le Carré. Certo, vedere Gary Oldman conciato come suo nonno mi ha spezzato il cuore, ma poi spuntano ad un certo punto anche Colin Firth e John Hurt, che non mi stanco mai di vedere al cinema. Inoltre la costruzione del trailer e la trama sembrano interessanti, i thriller di stampo politico, un po' cupi, mi piacciono da morire. In Italia esce il 20 gennaio, credo proprio che La Talpa sarà uno dei film con cui inizierò la stagione 2012.



#3. Finalmente la felicità
Che Pieraccioni continui a fare successo ed attirare gente al cinema rimane per me uno dei più grandi misteri dell'universo. Il trailer del suo nuovo film (che è già in cartellone nel mio multisala per la prossima settimana, ovviamente, non sia mai!!!) è identico a quello di tutte le altre sue pellicole. Io di Pieraccioni ho visto solo Il ciclone, mi pare, e la storia sembrerebbe identica: toscanaccio sfigato viene inspiegabilmente concupito da donna bellissima e straniera, quasi sempre mora. Il toscanaccio viene reso meno sfigato dalla presenza di un amico impossibile da catalogare come essere umano, che di solito incarna la parte comica del film. Poi, su questo canovaccio ci si può ricamare quel che si vuole, ma il senso è sempre quello. Quindi, mi chiedo, per l'ennesima volta: perché? E aggiungo: perché Pieraccioni viene criticato meno rispetto al cinepanettone dei Vanzina? Sarà meno volgare, ma sicuramente non innovativo.

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