Anche questa è finita, ce l'abbiamo fatta. Mercoledì sera, blandita da una scorpacciata di sushi e mezza bottiglia di bianco, sono andata vedere Una notte da leoni 3 (The Hangover Part III), ultimo capitolo della saga diretta da Todd Phillips.
Trama: dopo la morte del padre, Alan è più fuori controllo che mai. Gli amici decidono di portarlo in una clinica, ma sulla strada Doug viene rapito da un criminale che vuole solo una cosa: mettere le mani su Mr. Chow e sul malloppo rubato dal cinese poco dopo il primo soggiorno del "Branco" a Las Vegas...
Permettetemi di cominciare la recensione con un consiglio, nel caso non aveste voglia di leggerla tutta: NON rimanete durante i titoli di coda o chiederete al buon Dio di estirparvi i bulbi oculari e lobotomizzarvi per non dover più ricordare un'immagine aberrante come quella che ho avuto la sventura di vedere. Dico solo "che schifo!!!" e vado avanti. Stranamente, Una notte da leoni 3 non mi ha disgustata come avrei creduto. Su una scala tra il "mi ha fatto ridere" del primo capitolo e "ma dovrebbe farmi ridere?" del secondo, questo si colloca esattamente nel mezzo. Le scene più esilaranti, OVVIAMENTE, sono tutte quelle mostrate nel trailer, con un paio di aggiunte che ai piccoli spettatori "casuali" era meglio effettivamente non mostrare; a questo tris di sequenze, interamente dedicate ad Alan, si aggiunge una comicissima violazione di domicilio guidata da Mr. Chow, che ho particolarmente apprezzato perché, forse per una sinapsi che ogni tanto salta, ad ogni apparizione dello sboccato cinese perdo ogni freno inibitore e rido come un'idiota. Basta solo che mugoli il suo "fangooolo" con quella moscissima vocetta che gli hanno appioppato in Italia e non capisco più nulla. D'altronde, ho riso, letteralmente, tre ore buone alla vista di Spongebob che si fracassava le chiappe, quindi dentro di me ci dev'essere un piccolo Vanzina pronto ad emergere quando meno me lo aspetto.
Mr. Chow quindi, e per fortuna, assurge a ruolo di co-protagonista, non semplice comprimario, e viene contrapposto ad Alan, una sorta di caos maligno contro caos benigno, due schegge impazzite in grado di creare casini a non finire, un binomio che porterà all'ovvio percorso di redenzione del ciccione barbuto. Che, per inciso, se nel primo film era divertente e nel secondo lasciava senza parole (in senso negativo) per la sua idiozia, in questo terzo capitolo sarebbe da prendere a martellate nelle gengive, costantemente. Anzi, non avete idea di quanto vorrei vedere Galifianakis nei panni di un Alan finito casualmente in un horror di Spasojevich, Eli Roth o Tom Six. Uuuuh, che goduria. A parte questo, gli sceneggiatori mettono appunto in scena questo scontro tra titani e riescono, in qualche modo, a collegarsi dignitosamente a tutti i film precedenti, mettendo su anche una trama interessante e per fortuna lontana dall'"oggesù abbiamo perso Doug/Teddy e non ricordiamo una mazza di quello che è successo" dei primi due capitoli, riuscendo ad imbroccare persino un paio di sequenze visivamente interessanti come il volo di Chow su Las Vegas, l'evasione del muso giallo (spudorato ma simpatico omaggio a Le ali della libertà) e l'assalto alla suite del Ceasar Palace. Anche l'uso di una colonna sonora pregevolissima, il simpatico ritorno di un paio di vecchi personaggi e l'introduzione della grezzissima Cassie concorrono a rendere l'operazione più gradevole e a far quasi dimenticare che il patetico gangster ciccione è il povero John Goodman in probabile crisi finanziaria. Infine, Bradley Cooper (relegato assieme a Ed Helms a mero ruolo di spalla) è sempre incredibilmente fico e tutto questo mi porta ad assegnare la sufficienza ad un film su cui non avrei puntato un euro. O forse il mio giudizio è condizionato dall'alcool, chissà. Per redimermi, concluderò con una finissima citazione: "Chow, hai rotto il cazzo". Sipario.
Del regista e co-sceneggiatore Todd Phillips ho già parlato qui. Bradley Cooper (Phil), Ed Helms (Stu), Zach Galifianakis (Alan), Justin Bartha (Doug), John Goodman (Marshall), Jeffrey Tambor (Sid), Heather Graham (Jade), Sasha Barrese (Tracy) e Jamie Chung (Lauren) li trovate invece ai rispettivi link.
Ken Jeong (vero nome Kendrick Kang-Joh Jeong) interpreta Mr. Chow. Americano, ha partecipato a film come Una notte da leoni, Una notte da leoni 2, Mordimi, Transformers 3, I Muppet e a serie come Two and a Half Men; ha lavorato anche come doppiatore per episodi di American Dad! e per il film Cattivissimo me. Anche sceneggiatore e produttore, ha 44 anni e quattro film in uscita tra cui Cattivissimo me 2.
Melissa McCarthy interpreta Cassie. Americana, cugina della ben più conosciuta Jenny McCarthy, ha partecipato a film come Charlie’s Angels, Le amiche della sposa, Io sono tu e alle serie The Jenny McCarthy Show e Una mamma per amica, inoltre ha doppiato alcuni episodi di Kim Possible. Anche produttrice e sceneggiatrice, ha 43 anni e quattro film in uscita.
Per il ruolo di Marshall si era persino pensato a Sean Penn e Robert Downey Jr. ma, se Dio vuole, i due sono stati risparmiati dall’ignominia. E dopo aver brindato allo scampato pericolo, se Una notte da leoni 3 vi fosse piaciuto recuperate i primi due capitoli della saga. ENJOY!!
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venerdì 7 giugno 2013
venerdì 24 maggio 2013
Una notte da leoni 2 (2011)
Siccome sono stata precettata per vedere l’imminente terzo episodio, il buon Simone si è premurato di procurarmi Una notte da leoni 2 (The Hangover Part II), diretto nel 2011 dal regista Todd Phillips e séguito di Una notte da leoni.
Trama: dopo gli eventi di Las Vegas, Stu è ben deciso a non lasciarsi trascinare in un addio al celibato per il suo matrimonio con la thailandese Lauren. Ovviamente Alan non sarà della stessa idea e il “branco dei lupi” finirà nei casini a Bangkok…
Mai come in questo caso vale il detto "squadra che vince non si cambia". Una notte da leoni 2 è praticamente la fotocopia del primo episodio con un paio di variazioni atte a "fregare" gli spettatori che già sanno cosa aspettarsi, ma praticamente alla base di tutto ci sono sempre le stesse dinamiche: alcool, droghe, conseguente perdita di memoria (e di almeno uno dei partecipanti all'addio al celibato), tentativo di ripercorrere le tappe della notte brava, volgarità a non finire e, ovviamente, l'unico elemento del Branco veramente incontrollabile, un Alan sempre più imbecille e assurdo. Gli sceneggiatori stavolta cercano di inserire alcuni elementi da crime story, consacrando il sempre geniale Mr. Chow a membro della malavita internazionale, così che questa volta la tragedia sembrerebbe davvero inevitabile, ma il risultato finale è che le risate sono anche meno rispetto alla volta precedente e tutte legate al personaggio di Alan e ad un paio di momenti "clou" dove l'umorismo, per parafrasare una pagina di Facebook, è sottile come un baobab.
Una notte da leoni 2 si differenzia anche per il tentativo, e chiamiamolo così, di dare una sorta di morale alle esperienze vissute dai protagonisti (tentativo che viene abbattuto a colpi d'accetta con le solite, devastanti foto compromettenti che accompagnano i titoli di coda, censurate in alcune versioni della pellicola), ovvera una specie di accettazione della propria diversità e dei propri difetti che porta a trasformarli nella forza per superare anche le situazioni più difficili. Difficile infatti prendere la pellicola come un inno all'amicizia, quando i membri del gruppo sono uno più deficiente, egoista e paraculo dell'altro, nonostante ogni serata organizzata da loro diventi praticamente un trionfo. Inesistenti, ovviamente, mogli e compagne, che se nel primo film si vedevano poco qui si limitano a scuotere la testa e ad accettare l'ingrato destino che le vede costrette a convivere con siffatti personaggi. Immancabili, infine, gli ammiccamenti a Una notte da leoni, con Stu che si rimette a cantare e il ritorno di Mike Tyson, omaggiato anche dal tatuaggio inflitto al povero sposo, mentre tra le altre guest star spicca un Paul Giamatti in versione malavitoso. Insomma, c'è poco altro da dire: io l'ho trovato senza infamia né lode, con uno sbilanciamento verso il positivo dato dalla bellezza incredibile di Bradley Cooper: se vi è piaciuto il primo capitolo della saga recuperate anche questo film, gli altri si astengano o finiranno addormentati com'è successo a mia madre.
Del regista e co-sceneggiatore Todd Phillips ho già parlato qui. Bradley Cooper (Phil), Ed Helms (Stu), Zach Galifianakis (Alan), Justin Bartha (Doug), Paul Giamatti (Kingsley), Jeffrey Tambor (Sid Garner), Jamie Chung (Lauren) e Sasha Barrese (Tracy) li trovate invece ai rispettivi link.
Mason Lee, che interpreta Teddy, è nientemeno che il figlio del regista Ang Lee. Mel Gibson era stato scelto per il ruolo del tatuatore ma dopo le proteste di mezzo cast è subentrato Liam Neeson. Quando poi Phillips ha deciso di rigirarne le scene l’attore non era però disponibile e il ruolo è stato preso da Nick Cassavetes. Ovviamente, se vi fosse piaciuto Una notte da leoni 2 cercatevi il primo episodio e andate a vedere il terzo, poi buttatevi su Ted o Come ammazzare il capo… e vivere felici. ENJOY!!
Trama: dopo gli eventi di Las Vegas, Stu è ben deciso a non lasciarsi trascinare in un addio al celibato per il suo matrimonio con la thailandese Lauren. Ovviamente Alan non sarà della stessa idea e il “branco dei lupi” finirà nei casini a Bangkok…
Mai come in questo caso vale il detto "squadra che vince non si cambia". Una notte da leoni 2 è praticamente la fotocopia del primo episodio con un paio di variazioni atte a "fregare" gli spettatori che già sanno cosa aspettarsi, ma praticamente alla base di tutto ci sono sempre le stesse dinamiche: alcool, droghe, conseguente perdita di memoria (e di almeno uno dei partecipanti all'addio al celibato), tentativo di ripercorrere le tappe della notte brava, volgarità a non finire e, ovviamente, l'unico elemento del Branco veramente incontrollabile, un Alan sempre più imbecille e assurdo. Gli sceneggiatori stavolta cercano di inserire alcuni elementi da crime story, consacrando il sempre geniale Mr. Chow a membro della malavita internazionale, così che questa volta la tragedia sembrerebbe davvero inevitabile, ma il risultato finale è che le risate sono anche meno rispetto alla volta precedente e tutte legate al personaggio di Alan e ad un paio di momenti "clou" dove l'umorismo, per parafrasare una pagina di Facebook, è sottile come un baobab.
Una notte da leoni 2 si differenzia anche per il tentativo, e chiamiamolo così, di dare una sorta di morale alle esperienze vissute dai protagonisti (tentativo che viene abbattuto a colpi d'accetta con le solite, devastanti foto compromettenti che accompagnano i titoli di coda, censurate in alcune versioni della pellicola), ovvera una specie di accettazione della propria diversità e dei propri difetti che porta a trasformarli nella forza per superare anche le situazioni più difficili. Difficile infatti prendere la pellicola come un inno all'amicizia, quando i membri del gruppo sono uno più deficiente, egoista e paraculo dell'altro, nonostante ogni serata organizzata da loro diventi praticamente un trionfo. Inesistenti, ovviamente, mogli e compagne, che se nel primo film si vedevano poco qui si limitano a scuotere la testa e ad accettare l'ingrato destino che le vede costrette a convivere con siffatti personaggi. Immancabili, infine, gli ammiccamenti a Una notte da leoni, con Stu che si rimette a cantare e il ritorno di Mike Tyson, omaggiato anche dal tatuaggio inflitto al povero sposo, mentre tra le altre guest star spicca un Paul Giamatti in versione malavitoso. Insomma, c'è poco altro da dire: io l'ho trovato senza infamia né lode, con uno sbilanciamento verso il positivo dato dalla bellezza incredibile di Bradley Cooper: se vi è piaciuto il primo capitolo della saga recuperate anche questo film, gli altri si astengano o finiranno addormentati com'è successo a mia madre.
Del regista e co-sceneggiatore Todd Phillips ho già parlato qui. Bradley Cooper (Phil), Ed Helms (Stu), Zach Galifianakis (Alan), Justin Bartha (Doug), Paul Giamatti (Kingsley), Jeffrey Tambor (Sid Garner), Jamie Chung (Lauren) e Sasha Barrese (Tracy) li trovate invece ai rispettivi link.
Mason Lee, che interpreta Teddy, è nientemeno che il figlio del regista Ang Lee. Mel Gibson era stato scelto per il ruolo del tatuatore ma dopo le proteste di mezzo cast è subentrato Liam Neeson. Quando poi Phillips ha deciso di rigirarne le scene l’attore non era però disponibile e il ruolo è stato preso da Nick Cassavetes. Ovviamente, se vi fosse piaciuto Una notte da leoni 2 cercatevi il primo episodio e andate a vedere il terzo, poi buttatevi su Ted o Come ammazzare il capo… e vivere felici. ENJOY!!
giovedì 14 luglio 2011
Una notte da leoni (2009)
Folgorata dal trailer del secondo capitolo, ho deciso di guardare Una notte da leoni (The Hangover), commedia diretta nel 2009 dal regista Todd Phillips.

Trama: quattro amici, di cui uno in procinto di sposarsi, decidono di festeggiarne l’addio al celibato a Las Vegas. Dopo la serata tre di loro si risvegliano in una suite d’albergo semi- distrutta, senza ricordarsi nulla di ciò che è successo… e senza lo sposo.

Una notte da leoni è stato, indubbiamente, l’exploit comico che nessuno si aspettava. Molto probabilmente diventerà il film cult della generazione successiva a quella di American Pie, l’ultima grande commedia americana (il che è tutto dire…) degli anni ’90. Merito dell’alchimia assolutamente perfetta tra gli attori e gli standard che incarnano (il “fico” della situazione, il perfettino che nasconde un carattere completamente diverso, il folle fuori da ogni schema) e delle situazioni tragicomiche in cui incappano i protagonisti, che sono poi degli “aggiornamenti” di cliché comici vecchi come il mondo: la macchina che non si potrebbe né usare né toccare che, lo sappiamo già, finirà distrutta alla fine del film; boss malavitosi che diventano delle macchiette, insospettabili guest star infilate nella pellicola più o meno opportunamente, schiaffi alle istituzioni, scambi di persona, qualche virata nello scatologico o nel “sexy”, ecc. ecc. Nulla di troppo nuovo, insomma, e forse Una notte da leoni funziona proprio per questo, per il suo essere un ritorno al classico (che non passa mai di moda, come sappiamo).

Consapevoli di questo, non si può urlare ovviamente al miracolo e, lo ammetto, pensavo davvero di divertirmi di più guardando il film. Innanzitutto è un po’ lento ad ingranare e la presenza della “rivelazione” comica Zack Galifianakis è quasi fastidiosa da tanto il suo personaggio è irrimediabilmente scemo. Però mi è piaciuto per parecchi motivi (e non c’entra la presenza di Bradley Cooper, che comunque è sempre un bel vedere!), innanzitutto per il suo inizio in medias res con la telefonata ad una sposa ormai in ansia e per la splendida scena che segue dopo, quella della suite d’albergo irriconoscibile e piena di indizi che i nostri dovranno mettere assieme per capire che diamine è successo durante la fatidica notte. E l’idea stessa del film, appunto, quella di creare una sorta di “giallo” comico che regala nuovi, esilaranti colpi di scena ad ogni rivelazione è geniale e fa sì che lo spettatore non abbia mai un momento di noia o distrazione, nemmeno durante i titoli di coda dove, con un simpatico escamotage, ci vengono rivelati altri particolari piccanti della Notte da leoni. A parte gli sproloqui pseudointellettuali, comunque, di Una notte da leoni ho amato l’assurdo doppiaggio di Mr. Chow e le stupide canzoncine di Stu e Alan (quella che suona al piano Stu mi ha fatta ridere per un’ora…); solo queste valgono da sole la visione del film. Per quanto riguarda il seguito, non sono andata a vederlo al cinema, ma una serata casalinga in compagnia di amici a guardarselo sbellicandosi dalle risate prima o poi me la farò!

Di Bradley Cooper, che interpreta Phil, ho già parlato in questi post.
Todd Phillips (vero nome Todd Bunzl) è il regista della pellicola, nella quale fa anche un brevissimo cameo. Americano, ha diretto film come Road Trip, Starsky e Hutch, Parto col folle e Una notte da leoni 2, da poco uscito. Anche produttore e sceneggiatore (è stato nominato all’Oscar per la miglior sceneggiatura con Borat), ha 41 anni.

Ed Helms (vero nome Edward Paul Helms) interpreta Stu. Americano, lo ricordo per film come Un’impresa da Dio, Una notte al museo 2 e Una notte da leoni 2. Ha inoltre prestato la voce per film come Mostri contro alieni e serie animate come American Dad! e I Griffin. Anche sceneggiatore e produttore, ha 37 anni e tre film in uscita, tra cui The Muppets.

Zach Galifianakis (vero nome Zacharius Knight Galifianakis) interpreta Alan. Americano, ha raggiunto il successo internazionale praticamente in questi ultimi due o tre anni, ma effettivamente io già lo conoscevo, solo che non lo avevo mai collegato al bel telefilm Tru Calling, dove interpretava uno dei personaggi principali. Lo ricordo anche per film come Heartbreakers – Vizio di famiglia, Parto col folle e Una notte da leoni 2, oltre che per aver doppiato un episodio di American Dad!. Anche sceneggiatore e produttore, ha 42 anni e tre film in uscita, tra cui The Muppets.

Heather Graham interpreta la spogliarellista Jade. Americana, la ricordo per film come I gemelli, Fuoco cammina con me, il bel Boogie Nights – L’altra Hollywood, Scream 2, Austin Powers la spia che ci provava, La vera storia di Jack lo squartatore e Terapia d’urto, oltre a serie televisive come Genitori in blue jeans, I segreti di Twin Peaks, Oltre i limiti e Scrubs. Anche produttrice, ha 41 anni e cinque film in uscita.

Justin Bartha interpreta Doug. Americano, lo ricordo per film come Studio 54, Il mistero dei templari, Il mistero delle pagine perdute e Una notte da leoni 2. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 33 anni e un film in uscita.

Jeffrey Tambor interpreta Sid, il padre di Alan. Caratterista americano dalla faccia familiarissima, lo ricordo per film come Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, Il dottor Dolittle, Tutti pazzi per Mary, Vi presento Joe Black, Il Grinch, Hellboy , il recente Paul e Una notte da leoni 2, oltre a serie come Il tenente Kojak, Starsky e Hutch, MASH, Love Boat, Ai confini della realtà, La signora in giallo, CSI, Medium. Abile doppiatore, ha prestato la sua voce per Spongebob il film, Mostri contro alieni e le serie Batman, Dinosauri, Pinky and The Brain e Johnny Bravo. Ha 67 anni e quattro film in uscita.

Tra le guest star della pellicola, oltre a Mike Tyson (che nella realtà possiede SETTE tigri, non una…), segnalo Ken Jeong, qui nei panni di Mr. Chow e già villain in Mordimi, mentre la favolosa band che suona al matrimonio è la stessa che, in Starsky & Hutch, vediamo suonare al bat mizvah della figlia di Vince Vaughn. La parte di Jade sarebbe dovuta andare a Lindsay Lohan, che ha rifiutato convinta che il film sarebbe stato un flop. Brava stupida, continua ad entrare e uscire dalle cliniche, che è meglio. E su questa nota allegra, vi lascio al trailer del film... ENJOY!!
Trama: quattro amici, di cui uno in procinto di sposarsi, decidono di festeggiarne l’addio al celibato a Las Vegas. Dopo la serata tre di loro si risvegliano in una suite d’albergo semi- distrutta, senza ricordarsi nulla di ciò che è successo… e senza lo sposo.
Una notte da leoni è stato, indubbiamente, l’exploit comico che nessuno si aspettava. Molto probabilmente diventerà il film cult della generazione successiva a quella di American Pie, l’ultima grande commedia americana (il che è tutto dire…) degli anni ’90. Merito dell’alchimia assolutamente perfetta tra gli attori e gli standard che incarnano (il “fico” della situazione, il perfettino che nasconde un carattere completamente diverso, il folle fuori da ogni schema) e delle situazioni tragicomiche in cui incappano i protagonisti, che sono poi degli “aggiornamenti” di cliché comici vecchi come il mondo: la macchina che non si potrebbe né usare né toccare che, lo sappiamo già, finirà distrutta alla fine del film; boss malavitosi che diventano delle macchiette, insospettabili guest star infilate nella pellicola più o meno opportunamente, schiaffi alle istituzioni, scambi di persona, qualche virata nello scatologico o nel “sexy”, ecc. ecc. Nulla di troppo nuovo, insomma, e forse Una notte da leoni funziona proprio per questo, per il suo essere un ritorno al classico (che non passa mai di moda, come sappiamo).
Consapevoli di questo, non si può urlare ovviamente al miracolo e, lo ammetto, pensavo davvero di divertirmi di più guardando il film. Innanzitutto è un po’ lento ad ingranare e la presenza della “rivelazione” comica Zack Galifianakis è quasi fastidiosa da tanto il suo personaggio è irrimediabilmente scemo. Però mi è piaciuto per parecchi motivi (e non c’entra la presenza di Bradley Cooper, che comunque è sempre un bel vedere!), innanzitutto per il suo inizio in medias res con la telefonata ad una sposa ormai in ansia e per la splendida scena che segue dopo, quella della suite d’albergo irriconoscibile e piena di indizi che i nostri dovranno mettere assieme per capire che diamine è successo durante la fatidica notte. E l’idea stessa del film, appunto, quella di creare una sorta di “giallo” comico che regala nuovi, esilaranti colpi di scena ad ogni rivelazione è geniale e fa sì che lo spettatore non abbia mai un momento di noia o distrazione, nemmeno durante i titoli di coda dove, con un simpatico escamotage, ci vengono rivelati altri particolari piccanti della Notte da leoni. A parte gli sproloqui pseudointellettuali, comunque, di Una notte da leoni ho amato l’assurdo doppiaggio di Mr. Chow e le stupide canzoncine di Stu e Alan (quella che suona al piano Stu mi ha fatta ridere per un’ora…); solo queste valgono da sole la visione del film. Per quanto riguarda il seguito, non sono andata a vederlo al cinema, ma una serata casalinga in compagnia di amici a guardarselo sbellicandosi dalle risate prima o poi me la farò!
Di Bradley Cooper, che interpreta Phil, ho già parlato in questi post.
Todd Phillips (vero nome Todd Bunzl) è il regista della pellicola, nella quale fa anche un brevissimo cameo. Americano, ha diretto film come Road Trip, Starsky e Hutch, Parto col folle e Una notte da leoni 2, da poco uscito. Anche produttore e sceneggiatore (è stato nominato all’Oscar per la miglior sceneggiatura con Borat), ha 41 anni.
Ed Helms (vero nome Edward Paul Helms) interpreta Stu. Americano, lo ricordo per film come Un’impresa da Dio, Una notte al museo 2 e Una notte da leoni 2. Ha inoltre prestato la voce per film come Mostri contro alieni e serie animate come American Dad! e I Griffin. Anche sceneggiatore e produttore, ha 37 anni e tre film in uscita, tra cui The Muppets.
Zach Galifianakis (vero nome Zacharius Knight Galifianakis) interpreta Alan. Americano, ha raggiunto il successo internazionale praticamente in questi ultimi due o tre anni, ma effettivamente io già lo conoscevo, solo che non lo avevo mai collegato al bel telefilm Tru Calling, dove interpretava uno dei personaggi principali. Lo ricordo anche per film come Heartbreakers – Vizio di famiglia, Parto col folle e Una notte da leoni 2, oltre che per aver doppiato un episodio di American Dad!. Anche sceneggiatore e produttore, ha 42 anni e tre film in uscita, tra cui The Muppets.
Heather Graham interpreta la spogliarellista Jade. Americana, la ricordo per film come I gemelli, Fuoco cammina con me, il bel Boogie Nights – L’altra Hollywood, Scream 2, Austin Powers la spia che ci provava, La vera storia di Jack lo squartatore e Terapia d’urto, oltre a serie televisive come Genitori in blue jeans, I segreti di Twin Peaks, Oltre i limiti e Scrubs. Anche produttrice, ha 41 anni e cinque film in uscita.
Justin Bartha interpreta Doug. Americano, lo ricordo per film come Studio 54, Il mistero dei templari, Il mistero delle pagine perdute e Una notte da leoni 2. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 33 anni e un film in uscita.
Jeffrey Tambor interpreta Sid, il padre di Alan. Caratterista americano dalla faccia familiarissima, lo ricordo per film come Scappo dalla città – La vita, l’amore e le vacche, Il dottor Dolittle, Tutti pazzi per Mary, Vi presento Joe Black, Il Grinch, Hellboy , il recente Paul e Una notte da leoni 2, oltre a serie come Il tenente Kojak, Starsky e Hutch, MASH, Love Boat, Ai confini della realtà, La signora in giallo, CSI, Medium. Abile doppiatore, ha prestato la sua voce per Spongebob il film, Mostri contro alieni e le serie Batman, Dinosauri, Pinky and The Brain e Johnny Bravo. Ha 67 anni e quattro film in uscita.
Tra le guest star della pellicola, oltre a Mike Tyson (che nella realtà possiede SETTE tigri, non una…), segnalo Ken Jeong, qui nei panni di Mr. Chow e già villain in Mordimi, mentre la favolosa band che suona al matrimonio è la stessa che, in Starsky & Hutch, vediamo suonare al bat mizvah della figlia di Vince Vaughn. La parte di Jade sarebbe dovuta andare a Lindsay Lohan, che ha rifiutato convinta che il film sarebbe stato un flop. Brava stupida, continua ad entrare e uscire dalle cliniche, che è meglio. E su questa nota allegra, vi lascio al trailer del film... ENJOY!!
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