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venerdì 25 novembre 2011

WE, Bolla! del 25/11/2011

Nuova rubrica, nuovo nome idiota: WE, Bolla! (pronunciato rigorosamente “uè, Bolla!”). La rubrica nasce dai commenti tra l’entusiasta e lo scazzato che accompagnano, nel WeekEnd appunto, ogni mia visita al sito del multisala della mia zona e dell’altro cinemino un po’ più d’élite. Commenti che, come avrete intuito, riporterò per darvi un’idea della sofferenza che una povera cinefila come me prova ogni volta nel vedere che parecchi film molto attesi non sono usciti, surclassati spesso e volentieri da indegne ciofeche che, però, tirano. Oh, se tirano. Ma siccome ho già detto troppo, cominciamo.

1/12/2011: A Day With Shakira
Reazione a caldo: Ma cos’è sta p*****ata?!?
Bolla, rifletti!: Ultimamente vanno di moda queste cose. Concerti, opere teatrali, balletti al cinema. Ma sono solo io a trovarla un’idea assurda? Qual è il bello di vedere un concerto su schermo gigante? E la sensazione di essere parte integrante dello spettacolo dove finisce? Ho capito che qui ti aggiungono anche dietro le quinte e intervista alla Loca loca, lì, però chissene. Bah. Evito

Happy Feet 2 – 3D
Di George Miller
Reazione a caldo: Ehmbufff……
Bolla, rifletti!: Eh, non ho visto il primo episodio. E il secondo è pure in 3D, cosa che mi spinge ad evitarlo. Però mi dicevano che il primo Happy Feet era carino, quindi forse recupererò entrambi con altri mezzi. Evito (per ora).

Anonymous
Già visto e recensito qui.

Il re leone – 3D
Di Roger Allers e Rob Minkoff
Reazione a caldo: ‘natravotta?!?
Bolla, rifletti!: Rifletti un par de zebre. Insomma, sono contenta che un capolavoro come Il re leone (che pure non è il mio cartone Disney preferito...) venga recuperato a beneficio dei pargoli dopo una ventina d’anni. Però perché farlo vedere in 3D? Magari sarebbe piaciuto anche a me tornare a vederlo, nonostante abbia anche il DVD, ma così no. E’ la solita fregatura commerciale. Evito (e mi guardo il DVD).

Scialla!
Di Francesco Bruni, con Fabrizio Bentivoglio, Barbara Bobulova, Vinicio Marchioni
Reazione a caldo: Bah.
Bolla, rifletti!: Onestamente, non so nemmeno di cosa parla ma già il titolo non mi ispira. Aspettate che leggo e torno (…). La trama sulla carta parrebbe anche interessante, sebbene mi sappia di già vista mille volte, ma so già che verrà rovinata dalla solita recitazione da fiction televisiva e da inutili sentimentalismi. Evito.

Tower Heist: colpo ad alto livello
Di Brett Ratner, con Ben Stiller, Eddie Murphy, Matthew Broderick, Casey Affleck
Reazione a caldo: No grazie.
Bolla, rifletti!: No, so di cosa parlo, ho visto il trailer. E non mi ha ispirata per nulla. Beninteso, Ben Stiller lo adoro, ma il trailer è davvero fiacco e poi c’è Eddie Murphy. Che mi piaceva un casino quando avevo otto anni ma poi non ne ha più azzeccata una! Evito.

Real Steel – Cuori d’acciaio
Di Shawn Levy, con Hugh Jackman, Evangeline Lily, Dakota Goyo
Reazione a caldo: sbavo copiosamente
Bolla, rifletti!: Intanto mi asciugo la bava. Eh beh, non si può dire che non mi piaccia Hugh Jackman. Quindi Real Steel, nonostante l’orrendo sottotitolo italiano, parte già avvantaggiato. E poi il trailer mi era sembrato carino, insomma, un po’ particolare questa storia di robot lottatori con bimbetto annesso. Le recensioni lo danno come non esageratamente bello ma neppure malaccio, mercoledì saprò farmi un’idea più chiara. Vado, vado.

Anche se è amore non si vede
Di Ficarra e Picone, con Ficarra e Picone, Ambra Angiolini
Reazione a caldo: un altro film coi comici della tv? Uff…
Bolla, rifletti!: ho visto il trailer e so cosa mi aspetta. I soliti Ficarra e Picone che, come tutti i comici, mi vanno bene per cinque, dieci minuti ma poi mi stufano. Non credo neppure che lo recupererò in DVD a meno che non legga qualche recensione più che positiva. Evito.

Breaking Dawn parte 1
Di Bill Condon, con Kristen Stewart, Robert Pattinson e Taylor Lautner
Reazione a caldo: mavafancoool! (con accento alla Tony Soprano)
Bolla, rifletti!: Ahah! Ma perché dovrei vedere un film brutto tratto da un brutto libro? E non lo dico “per sentito dire”, ma perché prima ancora che scoppiasse la mania Twilight io il primo romanzo lo avevo comprato e letto, da buona amante dei vampiri. Ed è uno dei pochi libri che ho posato schifata per poi regalarlo alla prima anima prava che volesse tentare l'impresa di leggerlo, anima che, tra risate a profusione, mi ha poi raccontato il geniale finale dell'intera saga. Se devo vedere un film comico e brutto preferisco a sti punti un cinepanettone. Evito come la peste.

E qui finiscono i film del multisala. Nel cinemino d'élite che fanno?


Pina 3D, fino a lunedì.
Di Wim Wenders, con Regina Advento, Malou Airaudo e Ruth Amarante
Reazione a caldo: ... sinceramente non saprei che dire. Parla di ballerine?
Bolla, rifletti! : Cavoli, dopo aver capito di che parla, mi rendo conto che deve essere bello. Bello da vedere al cinema, soprattutto, un po' come un The Tree of Life. Purtroppo l'argomento non è tra i miei preferiti (andrei lì davvero avvolta da una coltre d'ignoranza Crassa) e tra l'altro la sala in questione non ha il 3D, quindi... a che pro andarlo a vedere lì? Evito, con un po' di rimpianto.

E per questo WE that's all, folks! Voi cosa andrete a vedere?
A prescindere da quel che sarà... ENJOY!

giovedì 24 novembre 2011

Anonymous (2011)

Dopo qualche settimana di assenza dalle sale cinematografiche, ieri sera mi sono rimessa finalmente in poltrona per vedere Anonymous di Ronald Emmerich.



Trama: noi tutti siamo abituati a considerare William Shakespeare come il Bardo per eccellenza, simbolo dell’era Elisabettiana. Ma se non fosse stato proprio così…? E se il buon Will fosse stato solo un semplice strumento e dietro le sue opere ci fosse stata ben altra mano, come per esempio quella del Conte di Oxford?


Quando ho sentito le due parole Shakespeare ed Emmerich nominate in una stessa frase, lo ammetto, ho avuto un mancamento. Voglio dire, stiamo parlando di un regista che ha girato roba come Independence Day e Godzilla, come minimo mi aspettavo una rumenta dove il Bardo si sarebbe dovuto ad un certo punto confrontare con un duca proveniente da una lontana colonia inglese spaziale, ben deciso a far saltare in aria la gorgera di Sua Maestà la Regina. E invece, come al solito, aspettandosi nulla si ottiene comunque la possibilità di gustarsi di più un film onestamente carino, ben diretto e ben fatto. Eh sì, perché al di là della trama e dell’accuratezza storica, il bello di Anonymous sono proprio la regia e il fluidissimo alternarsi di momenti più statici e riflessivi (assai sontuosi, grazie ai bellissimi costumi e alle splendide scenografie), interessanti rappresentazioni delle opere di Shakespeare che cercano di ricostruire in maniera filologica quello che doveva essere il modo di sentire il Teatro all’epoca, qualche scena d’azione impressionante come l’incendio del teatro all’inizio e la soppressione della rivolta finale, e infine grandiose sequenze come quella del funerale di Elisabetta, con il corteo che sfila in una Londra ricoperta di neve con tanto di Tamigi ghiacciato. Molto azzeccata anche l’idea di girare il film come una “rappresentazione nella rappresentazione”: Anonymous infatti incomincia ai giorni nostri e la storia ci viene introdotta su un palco teatrale dal sempre bravo Derek Jacobi che, con un prologo, comincia a raccontare al suo pubblico quello che poi vedremo anche noi, mentre dietro di lui attori e macchinisti si danno da fare per preparare la rappresentazione. Un primo piano di Sebastian Armesto (alias Ben Jonson) ci consente di passare così, senza soluzione di continuità, dalla finzione del teatro alla realtà della storia narrata. E qui cominciano sia il film che qualche difetto ad esso legato.


La storia raccontata in Anonymous è molto interessante e mette in scena un dubbio che si erano già posti fior di narratori come Dickens: ma com’è possibile che non esistano manoscritti a provare che sia stato proprio Shakespeare a scrivere le sue opere? Inoltre, come diamine ha fatto quest’uomo anche solo a pensare delle trame così colte e complesse se la storia ce lo presenta praticamente analfabeta? Eh, questo è un bel mistero e Anonymous ci da una possibile (per quanto onestamente improbabile) soluzione, che include anche qualche bell’intrigo di corte che appassiona sempre il pubblico. Per chi ha studiato un po’ di storia e letteratura elisabettiana come me e quindi arriva al cinema con un minimo di infarinatura il film non presenta stonature evidenti e, anzi, parrebbe sfruttare al meglio delle verità storiche conosciute e comprovate ma mai ben specificate (per esempio, Marlowe, che pure non dovrebbe essere vivo all’epoca dei fatti narrati, si dice sia morto in una rissa di strada, ma ovviamente nessuno ha mai spiegato il motivo della rissa..), introducendo tanti personaggi realmente esistiti. Se cercate quindi una critica storico/culturale rimarrete delusi, mi manterrò molto più terra terra (ma se volete vi dico che il Globe viene bruciato dopo, che MacBeth è stato scritto durante il regno di Giacomo I e non di Elisabetta, che prima della ribellione di Essex hanno messo in scena Riccardo II e non Riccardo III. Secondo voi, però, queste cose me le sono ricordate al cinema? No.). Onestamente, devo dire che Anonymous si mantiene brillantemente lontano da castronerie varie almeno fin verso il finale: certo, la Regina Elisabetta che ci viene mostrata è ben diversa dalla figura forte e razionale a cui siamo stati abituati dai film a lei dedicati, in Anonymous è più una sorta di isterica Brooke di Beautiful ante litteram e, sinceramente, anche l’idea di mostrare uno Shakespeare cialtrone, ignorante e puttaniere mi ha un po’ spezzato il cuore. Ma il finale colpisce in faccia lo spettatore con un colpo di scena da telenovela talmente gratuito e improbabile che per un attimo ho dimenticato tutto quel che di buono avevo visto fino a quel momento e, lo ammetto, non sono più riuscita a stare seria fino alla conclusione definitiva.



La questione del colpo di scena ha purtroppo influenzato in parte anche il mio giudizio sugli attori. Se, infatti, Rhys Ifans riesce a tenere la testa alta fino alla fine e a mangiarsi tutti gli altri interpreti con un’interpretazione del Conte di Oxford a dir poco magistrale (anche se il già citato Sebastian Armesto nei panni di Jonson e il figlio di Timothy Spall, Rafe, nei panni di Shakespeare sono davvero bravissimi), chi ne fa maggiormente le spese è quella povera crista di Vanessa Redgrave. Per carità, grande attrice, ma in questo film sembra il monumento nazionale alla cartapecora e, soprattutto verso il finale, più che la regina Elisabetta ricorda un incrocio tra E.T. e la trashissima Mahaut interpretata da Jeanne Moreau ne La maledizione dei templari (per dire che la si vede anche urlante in mutande: holy crap!!). Per contro, nel vedere la pur bella figlia Joely Richardson (che interpreta Elisabetta da giovane) mi aspettavo sempre che da dietro al trono comparisse Julian McMahon per bombarsela in qualche strana ed inventiva posizione. Altro neo, gli anonimi, bellocci ed efebici giovinetti usati per interpretare il Conte di Oxford da giovane e il Conte di Southampton, abbastanza privi di personalità, ma voto dieci al mollissimo, scazzato, gobbo e viscido Robert Cecil di Edward Hogg. Altra cosa ottima, e per nulla scontata in un adattamento italiano, è il visibile sforzo portato avanti dai bravi doppiatori che, per una volta, si sono impegnati ad adottare una pronuncia decente dei nomi inglesi. In definitiva, Anonymous è un film che consiglio comunque di vedere, nonostante qualche difetto. Se vi interessa l’argomento e riuscite a sorvolare su qualche espediente da soap opera non rimarrete delusi.


Di Rhys Ifans, che interpreta il Conte di Oxford, ho già parlato qui. Rimanendo sempre in ambito Potteriano, David Thewlis, che interpreta William Cecil, lo trovate qua. Derek Jacobi, che interpreta invece il narratore, è già stato nominato qui.

Roland Emmerich è il regista della pellicola. Tedesco, ha diretto film come Stargate, Independence Day, Godzilla, Il patriota, L’alba del giorno dopo, 10000 AC e 2012. Anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 56 anni.
Vanessa Redgrave interpreta Elisabetta da anziana. Attrice inglese, la ricordo per film come Blow – Up, Assassinio sull’Orient Express, Casa Howard, La casa degli spiriti, Mission: Impossible, Wilde e Deep Impact. Ha inoltre doppiato Cars 2 e partecipato alla serie Nip/Tuck, ovviamente nei panni della madre del personaggio interpretato da Joely Richardson, che è la sua vera figlia. Anche produttrice, ha 74 anni e tre film in uscita. Ha avuto sei nomination all’Oscar ma ne ha vinto solo uno, quello come miglior attrice non protagonista per il film Giulia.


Joely Richardson interpreta Elisabetta da giovane. Inglese, figlia di Vanessa Redgrave, come attrice la ricorderò sempre nei panni dell’ammorbantissima Julia della serie Nip/Tuck, ma ha partecipato anche a film come Hotel New Hampshire, La carica dei 101 – questa volta la magia è vera, Il patriota e L’intrigo della collana. Ha 46 anni e tre film in uscita, tra cui l’imminente Millenium: uomini che odiano le donne, dove interpreterà Anita Vanger.


Rafe Spall interpreta Shakespeare. Inglese, degno figlio di tanto padre (ovvero Timothy Spall), ha partecipato a film come Shaun of the Dead, Un’ottima annata, Hot Fuzz e Grindhouse (uno dei pezzi non visti in Italia, ovvero il fake trailer Don’t, diretto da Edgar Wright). Ha 28 anni e due film in uscita.


Jamie Campbell Bower (vero nome James Campbell M Bower) interpreta il Conte di Oxford da giovane. Inglese, ha partecipato a Sweeney Todd: il diabolico barbiere di Fleet Street (nei panni di Anthony), Harry Potter e i doni della morte – parte I e parte II (nei panni del giovane Grindelwald), New Moon e Breaking Dawn – parte I. Ha 23 anni e due film in uscita.


Sebastian Armesto interpreta Ben Jonson. Inglese, ha partecipato a film come Marie Antoniette, Pirati dei Caraibi – Oltre i confini del mare e al telefilm Doctor Who. Ha 29 anni e un film in uscita.

Con questo si conclude la recensione. Sappiate che domani e dopo potrebbero cominciare due nuove rubriche sul Bollalmanacco! Nell'attesa di ciò... ENJOY!!

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