Torna il Bollalmanacco On Demand e, per l'occasione, torna anche Gregg Araki con Mysterious Skin, da lui diretto e sceneggiato nel 2004 a partire dal romanzo omonimo di Scott Heim. Il prossimo film On Demand sarà Requiem for a Dream. ENJOY!
Trama: Brian è un ragazzo convinto di essere stato rapito dagli alieni quando era bambino, Neil alla stessa età aveva scoperto di essere gay e ora passa le giornate prostituendosi. Questi due ragazzi così diversi scopriranno di avere un devastante evento passato in comune...
L'idea migliore che ho avuto da quando ho aperto il Bollalmanacco è senza dubbio quella di aver creato l'On Demand. Senza di esso probabilmente non avrei mai dato una seconda chance a Gregg Araki, che col suo Doom Generation non mi aveva entusiasmata moltissimo, e di conseguenza mi sarei persa una meraviglia come Mysterious Skin, film che invece mi ha lasciata in lacrime, a frignare come una mocciosa sui titoli di coda. E' difficile, infatti, restare indifferenti davanti alle storie parallele di Brian e Neil, due ragazzi rovinati dal marciume della provincia americana e dall'indifferenza dei genitori, al punto da diventare due creature allo stesso tempo sgradevoli eppure degne di ogni goccia di umana pietà; cosa accomuni i due sarebbe peccato mortale rivelarlo, sebbene purtroppo divenga dolorosamente palese mano a mano che il film prosegue e gli indizi aumentano, vi basti sapere che sia Brian che Neil affrontano a modo loro un evento particolarmente scioccante legato alla loro infanzia in base alla forza d'animo con la quale sono nati e in base all'ambiente in cui sono cresciuti. Brian, che da bambino era un timido frugoletto occhialuto e malaticcio, è diventato col tempo un adolescente timido ed impacciato, isolato dai suoi coetanei a causa della convinzione di essere stato rapito dagli UFO, e l'evento terribile che gli ha segnato l'infanzia è diventato col tempo un incubo dalle sfumature fantastiche, troppo grande per poterne sopportare la dolorosa realtà. Tra i due è lui il personaggio più "debole", proprio perché colpito dall'orrore nella fase più delicata della sua vita, coincidente tra l'altro con lo sfascio della famiglia. Neil invece, omosessuale fin dalla comparsa delle prime pulsioni sessuali, ha vissuto l'estate degli otto anni come il coronamento di un suo grandissimo desiderio, senza capirne le implicazioni, e ha scelto di sprecare l'adolescenza ricercando l'illusoria sensazione di essere amato, di essere speciale, nelle squallide camere di qualche albergo a ore; bellissimo ed affascinante, spalleggiato da due amici e una madre che lo adorano, Neil ha tuttavia avvolto il suo cuore in un involucro di fredda indifferenza, che lo rende incapace di avvicinarsi agli altri e men che meno di amare sé stesso.
Questa terribile storia di solitudine, traumi ed autodistruzione viene affrontata da Gregg Araki con un gusto per la provocazione e l'eccesso che tuttavia non è privo di grazia. La maggior parte delle scene è molto esplicita e a tratti incredibilmente fastidiosa, tuttavia non ho avuto quella sensazione di provocazione vuota ed inutile che mi aveva colta guardando Doom Generation, perché ogni colpo nello stomaco che viene inferto allo spettatore durante la visione di Mysterious Skin è purtroppo necessario e funzionale alla trama. Inoltre, queste sequenze fortemente realistiche, segno inequivocabile di un'innocenza strappata troppo presto e di una realtà che non perdona i deboli o gli incauti, vengono talvolta bilanciate da alcune scene oniriche (bellissima quella in cui Neil e Wendy, davanti ad uno schermo bianco, chiamano Dio mentre le loro figure cominciano a venire avvolte dalla neve) che sembrano quasi degli afflati di speranza, in netto contrasto con gli incubi che infestano le notti di Brian. Dal punto di vista degli attori, se i tre protagonisti di Doom Generation erano semplicemente tre bei manzetti inespressivi, qui abbiamo un Joseph Gordon-Levitt che non si risparmia e mette tutta la sua fisicità al servizio di una trama scomoda, capace probabilmente di scoraggiare attori molto più esperti di lui; il bel Neil, di fatto considerato dalla maggior parte dei personaggi solo un bel corpo e un bel visetto, nasconde nelle espressioni e nello sguardo un mare di dolore e di vergogna, che si riversano come vomito sullo spettatore impossibilitato a distogliere l'attenzione da quello che accade sullo schermo, silenzioso testimone di qualcosa che dovrebbe, di regola, essere troppo terribile per poterlo raccontare o vedere. Si può solo sperare che dopo i titoli di coda, dopo gli abbracci e le lacrime, qualche pia divinità si sia premurata di cancellare dalla mente di Brian e Neil tutte le brutture, facendoli rinascere come persone nuove e pronte a sperare di poter innamorarsi e vivere ancora, ma quel magone che ancora mi stringe la gola mentre scrivo e ripenso a Mysterious Skin mi fa capire che sarebbe più probabile vedere un UFO solcare il cielo.
Del regista e co-sceneggiatore Gregg Araki ho già parlato QUI. Elisabeth Shue (Mrs. McCormick), Bill Sage (Coach), Joseph Gordon-Levitt (Neil) e Billy Drago (Zeke) li trovate invece ai rispettivi link.
Chris Mulkey interpreta Mr. Lackey. Americano, lo ricordo per film come Rambo, 48 ore, L'alieno, The Fan - Il mito, North Country, Cloverfield, La notte del giudizio e Whiplash, inoltre ha partecipato a serie come MASH, Charlie's Angels, Chips, Hazzard, Magnum P.I., Ai confini della realtà, I segreti di Twin Peaks, La signora in giallo, Blossom, Walker Texas Ranger, CSI: Miami, Lost, Cold Case, Criminal Minds, CSI: NY, 24 e CSI - Scena del crimine. Anche produttore, sceneggiatore, regista e compositore, ha 68 anni e otto film in uscita.
Michelle Trachtenberg interpreta Wendy. Ovviamente la ricordo per il ruolo di Dawn nella serie Buffy l'ammazzavampiri ma l'attrice americana ha partecipato anche a film come Inspector Gadget, Black Christmas - Un Natale rosso sangue e ad altre serie come Six Feet Under, Dr. House, Weeds e Criminal Minds; come doppiatrice, ha lavorato per la serie Robot Chicken. Anche produttrice, ha 31 anni e un film in uscita.
Brady Corbet (vero nome Brady James Monson Corbet) interpreta Brian. Americano, ha partecipato a film come Funny Games, Melancholia, Forza maggiore, Sils Maria e a serie come 24. Anche sceneggiatore, regista e produttore, ha 28 anni.
Nel film compare anche un mocciosetto dai capelli rossi al quale Neil offre delle caramelle in premio: se vi siete chiesti dove l'avete già visto, come di fatto è successo a me, sappiate che lo stesso anno è finito nel cast di Desperate Housewives per interpretare Parker, uno dei figli di Lynette. Se vi siete invece chiesti dove avete già visto la casa addobbata per Halloween, sappiate che Tarantino l'ha riutilizzata come abitazione di Vernita Green in Kill Bill. Se, infine, Mysterious Skin vi fosse piaciuto recuperate Sleepers, Mystic River e American Beauty. ENJOY!
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venerdì 3 giugno 2016
mercoledì 23 marzo 2016
Bollalmanacco On Demand: Doom Generation (1995)
Oggi avrei dovuto parlare di L'inquilino del terzo piano ma siccome nell'ultimo On Demand ho mancato di rispetto a Milo Ventimiglia e soprattutto a Una mamma per amica sono stata "punita" dalla cara Kara Lafayette la quale, simpatikerrima, mi ha chiesto di guardare Doom Generation (The Doom Generation), scritto e sceneggiato nel 1995 dal regista Gregg Araki. Per la cronaca, il prossimo film On Demand sarà DAVVERO L'inquilino del terzo piano. ENJOY!
Trama: i fidanzati Amy e Jordan incontrano il misterioso Xavier e si imbarcano assieme a lui in un folle viaggio per le strade dei disagiati USA anni '90...
Se dovessi individuare un periodo storico col quale non sono proprio in sintonia penserei quasi subito agli anni '90. Io sono figlia degli '80, ancora un po' legata a quei nostalgici '70 mai passati di moda, preferisco la stupidera un po' tamarra all'angosciosa ribellione della cosiddetta MTV Generation, la generazione del whatever al quadrato in cui non c'è nessuna certezza tranne quella che il mondo fa schifo ma l'anonimato e la sobrietà anche di più. Forse per questo quando vedo una pellicola profondamente e seriamente radicata nel disagio di quegli anni (roba meravigliosa come Ragazze a Beverly Hills non fa testo, quelle sono supercazzole allegre!) vengo presa alla gola da un'angoscia terribile durante la quale, vai a saper perché, comincio a pensare a The Head e non la smetto più. Ve lo ricordate The Head? O, ancora peggio, MTV Oddities? Andate a cercare su uìchipìdia che a me s'accappona la pelle al sol pensiero. Tutto questo viaggio intorno al mondo l'ho fatto per dire che Doom Generation è stata una visione tosta e perplimente, un tuffo nella melma anni '90 dal quale sono uscita sporca e depressa nonostante buona parte del film sia poco più di un grottesco road trip a base di sesso, droga, ancora sesso e ultraviolenza. Dimenticate però l'eleganza Kubrickiana, ché Doom Generation è la sagra dell'acido per quel che riguarda la regia e quella del cane per quel che concerne gli attori e a un occhio disattento potrebbe anche risultare una roba talmente raffazzonata e senza capo né coda da non volerla mai più rivedere. Io sicuramente non lo riguarderò ma sono arrivata anche a riconoscergli un senso, il suo essere bandiera di una gioventù americana allo sbando resa ancora più confusa e svogliata dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarla, Stato e Chiesa in primis.
Persi in una giungla infernale fatta di junk food, droga, sesso facile, violenza e talmente tanta omologazione che la protagonista viene riconosciuta da chiunque come una vecchia fiamma, i tre colori della bandiera americana (Amy BLUE, Jordan WHITE e Xavier RED) cercano un senso alla loro esistenza o, meglio ancora, cercano di sopravvivere al caos che minaccia di inghiottirli e annullarli per sempre, trovando forza nell'assurdo e fragilissimo legame che li unisce. Si ride a denti stretti ad ogni guizzo di grottesco umorismo che Araki inserisce nella sceneggiatura, davanti alla goffaggine dell'innamoratissimo James Duval e al bestiario di comprimari uno più sballone dell'altro ma il finale, che rischiate di trovare tagliatissimo, è un colpo allo stomaco pesantissimo e zeppo di simbolismi che condannano sia lo spettatore che i protagonisti alla perdita di ogni speranza e voglia di vivere. Quello che non manca a Doom Generation è sicuramente lo stile (finalmente ho capito dove diavolo ha tirato fuori Ai Yazawa l'orrida giacchetta trasparente indossata da Miwako in parecchi capitoli di Cortili del cuore) oltre ovviamente ad una voglia di osare e di scioccare lo spettatore che riverbera nella regia, nel montaggio audace ed esplicito delle scene di sesso e violenza (se ripenso al finale mi sento male e io non ho lo stomaco delicato, lo sapete) e anche nella fisicità degli attori. Parlo di fisicità perché, davvero, alla McGowan e ai due quarti di manzo che l'accompagnano non si chiede altro che essere bellocci ed incarnare il vuoto cosmico di una "gioventù bruciata" e pazienza se James Duval parrebbe quasi ritardato e Johnathon Schaech pronto per girare il cosiddetto "film muto" citato da Elio, tutti e tre sono obiettivamente perfetti per il ruolo. Quindi, in sostanza, Doom Generation mi è piaciuto o no? Potrei rispondere con un bel whatever, come farebbe Amy, prima di mandarvi tutti quanti a fan**lo, ma sono figlia degli anni '80 e vi rispondo che sicuramente è un film MOLTO interessante ma purtroppo non fa per me. Però sicuramente una visione la merita e ringrazio Miss Lafayette per avermi consigliato una pellicola così particolare!
Di Rose McGowan, che intepreta Amy Blue, ho già parlato QUI.
Gregg Araki è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Ecstasy Generation e Mysterious Skin. Anche produttore, ha 57 anni.
James Duval interpreta Jordan White. Americano, ha partecipato a film come Independence Day, Ecstasy Generation, Donnie Darko e Tales of Halloween. Anche produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 44 anni e ben quindici film in uscita.
Johnathon Schaech interpreta Xavier Red. Americano, ha partecipato a film come La mia peggior nemica, Che la fine abbia inizio, Quarantena e a serie come Cold Case, CSI: Miami e Masters of Horror. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 47 anni e quattro film in uscita.
Jordan Ladd avrebbe dovuto interpretare Amy ma la madre Cheryl, ex Charlie's Angel, ha messo il veto proprio all'ultimo minuto e per questa sua prodezza è stata inserita nei NON-Ringraziamenti finali tra quelli che "non hanno avuto fede". Doom Generation fa parte della cosiddetta "Teenage Apocalypse Trilogy" del regista, di cui fanno parte anche Totally F***ed Up ed Ecstasy Generation; se il film vi fosse piaciuto recuperateli tutti, ovviamente e magari aggiungete anche Amiche cattive. ENJOY!
Trama: i fidanzati Amy e Jordan incontrano il misterioso Xavier e si imbarcano assieme a lui in un folle viaggio per le strade dei disagiati USA anni '90...
Se dovessi individuare un periodo storico col quale non sono proprio in sintonia penserei quasi subito agli anni '90. Io sono figlia degli '80, ancora un po' legata a quei nostalgici '70 mai passati di moda, preferisco la stupidera un po' tamarra all'angosciosa ribellione della cosiddetta MTV Generation, la generazione del whatever al quadrato in cui non c'è nessuna certezza tranne quella che il mondo fa schifo ma l'anonimato e la sobrietà anche di più. Forse per questo quando vedo una pellicola profondamente e seriamente radicata nel disagio di quegli anni (roba meravigliosa come Ragazze a Beverly Hills non fa testo, quelle sono supercazzole allegre!) vengo presa alla gola da un'angoscia terribile durante la quale, vai a saper perché, comincio a pensare a The Head e non la smetto più. Ve lo ricordate The Head? O, ancora peggio, MTV Oddities? Andate a cercare su uìchipìdia che a me s'accappona la pelle al sol pensiero. Tutto questo viaggio intorno al mondo l'ho fatto per dire che Doom Generation è stata una visione tosta e perplimente, un tuffo nella melma anni '90 dal quale sono uscita sporca e depressa nonostante buona parte del film sia poco più di un grottesco road trip a base di sesso, droga, ancora sesso e ultraviolenza. Dimenticate però l'eleganza Kubrickiana, ché Doom Generation è la sagra dell'acido per quel che riguarda la regia e quella del cane per quel che concerne gli attori e a un occhio disattento potrebbe anche risultare una roba talmente raffazzonata e senza capo né coda da non volerla mai più rivedere. Io sicuramente non lo riguarderò ma sono arrivata anche a riconoscergli un senso, il suo essere bandiera di una gioventù americana allo sbando resa ancora più confusa e svogliata dalle stesse istituzioni che dovrebbero tutelarla, Stato e Chiesa in primis.
Persi in una giungla infernale fatta di junk food, droga, sesso facile, violenza e talmente tanta omologazione che la protagonista viene riconosciuta da chiunque come una vecchia fiamma, i tre colori della bandiera americana (Amy BLUE, Jordan WHITE e Xavier RED) cercano un senso alla loro esistenza o, meglio ancora, cercano di sopravvivere al caos che minaccia di inghiottirli e annullarli per sempre, trovando forza nell'assurdo e fragilissimo legame che li unisce. Si ride a denti stretti ad ogni guizzo di grottesco umorismo che Araki inserisce nella sceneggiatura, davanti alla goffaggine dell'innamoratissimo James Duval e al bestiario di comprimari uno più sballone dell'altro ma il finale, che rischiate di trovare tagliatissimo, è un colpo allo stomaco pesantissimo e zeppo di simbolismi che condannano sia lo spettatore che i protagonisti alla perdita di ogni speranza e voglia di vivere. Quello che non manca a Doom Generation è sicuramente lo stile (finalmente ho capito dove diavolo ha tirato fuori Ai Yazawa l'orrida giacchetta trasparente indossata da Miwako in parecchi capitoli di Cortili del cuore) oltre ovviamente ad una voglia di osare e di scioccare lo spettatore che riverbera nella regia, nel montaggio audace ed esplicito delle scene di sesso e violenza (se ripenso al finale mi sento male e io non ho lo stomaco delicato, lo sapete) e anche nella fisicità degli attori. Parlo di fisicità perché, davvero, alla McGowan e ai due quarti di manzo che l'accompagnano non si chiede altro che essere bellocci ed incarnare il vuoto cosmico di una "gioventù bruciata" e pazienza se James Duval parrebbe quasi ritardato e Johnathon Schaech pronto per girare il cosiddetto "film muto" citato da Elio, tutti e tre sono obiettivamente perfetti per il ruolo. Quindi, in sostanza, Doom Generation mi è piaciuto o no? Potrei rispondere con un bel whatever, come farebbe Amy, prima di mandarvi tutti quanti a fan**lo, ma sono figlia degli anni '80 e vi rispondo che sicuramente è un film MOLTO interessante ma purtroppo non fa per me. Però sicuramente una visione la merita e ringrazio Miss Lafayette per avermi consigliato una pellicola così particolare!
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L'orrida giacchetta trasparente. |
Gregg Araki è il regista e sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Ecstasy Generation e Mysterious Skin. Anche produttore, ha 57 anni.
James Duval interpreta Jordan White. Americano, ha partecipato a film come Independence Day, Ecstasy Generation, Donnie Darko e Tales of Halloween. Anche produttore, sceneggiatore e stuntman, ha 44 anni e ben quindici film in uscita.
Johnathon Schaech interpreta Xavier Red. Americano, ha partecipato a film come La mia peggior nemica, Che la fine abbia inizio, Quarantena e a serie come Cold Case, CSI: Miami e Masters of Horror. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 47 anni e quattro film in uscita.
Jordan Ladd avrebbe dovuto interpretare Amy ma la madre Cheryl, ex Charlie's Angel, ha messo il veto proprio all'ultimo minuto e per questa sua prodezza è stata inserita nei NON-Ringraziamenti finali tra quelli che "non hanno avuto fede". Doom Generation fa parte della cosiddetta "Teenage Apocalypse Trilogy" del regista, di cui fanno parte anche Totally F***ed Up ed Ecstasy Generation; se il film vi fosse piaciuto recuperateli tutti, ovviamente e magari aggiungete anche Amiche cattive. ENJOY!
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