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mercoledì 17 dicembre 2014

[REC] 4: Apocalypse (2014)

Come si dice, tutte le cose belle devono finire. La saga di [REC] non è stata sempre bellissima, ma si è comunque conclusa degnamente qualche mese fa con [REC] 4: Apocalypse ([REC] 4: Apocalipsis), diretto e co-sceneggiato da Jaume Balagueró.


Trama: la reporter Angela viene salvata dall'edificio barcellonese ormai assediato dagli infetti e trasferita, assieme ad altri sopravvissuti, su una nave dove alcuni medici stanno cercando un vaccino per l'orribile virus demoniaco...



Dopo aver lasciato il timone al solo Paco Plaza per il terzo capitolo, Balagueró torna alla saga che lo aveva consacrato alla memoria dei posteri horroromani e lo fa tirando tutte le fila del discorso, mettendo in scena un'apocalisse ancor più claustrofobica delle precedenti, un'apocalisse che, tra l'altro, volendo potrebbe dare il La a prossime incursioni nel mondo malato della Niña Medeiros. Il regista catalano decide, per l'occasione, di rinunciare quasi completamente alle riprese dal vero che hanno fatto la fortuna della saga (sempre sia lodato Balagueró, ché ormai i mockumentary hanno rotto!) e ci catapulta in un nostalgico omaggio agli anni '80, dove le catastrofi contenute all'interno di navi o sottomarini erano all'ordine del giorno e dove assai poco simpatici animaletti si avventavano sui "poveri" esseri umani proprio a causa dei loro esperimenti insensati. Se pensate infatti che una nave in mezzo all'oceano e con mille protocolli terminali possa dispensare l'umanità dall'estinzione state freschi visto che è nell'animo umano sperimentare, tirare la corda fino a farla strappare e, soprattutto, venire coglionati da un demonio infido che, come ben ricorderete, alla fine di REC si era nascosto in un punto ben preciso. Questo è ovviamente il particolare più importante da ricordare per poter godere al meglio di [REC] 4: Apocalypse ma non mancano i rimandi simpatici anche agli altri due film della saga, in particolare al terzo, con una povera abuelita che è stata prelevata dritta dalla boda de sangre messa in scena da Plaza e che, ovviamente, non capisce nulla della situazione che è venuta a crearsi.


Per il resto, [REC] 4: Apocalypse è un film tranquillamente fruibile anche da chi non ha mai guardato le altre pellicole della saga, dalle quali fondamentalmente differisce assai poco. C'è una buona dose di tensione in grado di mettere alla prova gli spettatori più scafati, gli infetti velocissimi, violenti ed urlanti sono sempre da infarto, il gore non manca e neppure le armi improvvisate che consentono di fare carneficine ancor peggiori (la scena cult dell'anno ha solo una parola: "Monoooooooooos!!!!"), i twist non sono sempre prevedibilissimi, nemmeno quando lo spettatore è ben consapevole della regola "tutto quello che potrebbe andare male ci andrà", e in tutto questo mal di vivere viene anche inserita una componente ironica in grado di alleggerire il tutto. Gli effetti speciali sono ottimi e alcune riprese grandiose, anche perché non dev'essere stato facile per Balagueró trasportare l'apocalisse dalla "limitatezza" di un edificio alla vastità del mare aperto, in più, per finire, gli attori sono sempre molto bravi; i caratteristi e i protagonisti creano una varietà di volti e stili difficilmente ravvisabili in un horror canonico e la bellissima Manuela Velasco si conferma una delle migliori scream queen ed eroine moderne, è un piacere sentirla recitare in spagnolo! Per quel che mi riguarda, dunque, la saga di [REC] non poteva finire in modo migliore, soprattutto ho assai apprezzato il carattere "definitivo" del progetto di Balagueró e Plaza. Certo, come ho detto all'inizio il finale di [REC] 4 è una sorta di testimone lasciato cadere e messo alla mercé di chiunque vorrà impadronirsene ma personalmente spero che nessuno sia tanto scriteriato da mettersi alla prova con un franchise che non ha più nulla da dire e che rischia, se reiterato, di perdere ogni valore. Beware!


Del regista e co-sceneggiatore Jaume Balagueró ho già parlato QUI. Manuela Velasco, che interpreta Angela Vidal, la trovate invece QUI.

[REC] 4: Apocalypse è, come ho già detto, il seguito di [REC], [REC] 2, e [REC]3 - La genesi; quindi, se il film vi fosse piaciuto recuperateli tutti! ENJOY!


Ah, oggi pare che abbiamo pubblicato in 3D con Il giorno degli zombi e Le maratone di un bradipo cinefilo. Le grandi menti agiscono all'unisono senza volerlo.

giovedì 31 ottobre 2013

Bolla's Top 5 - La paura fa 90

Buon Halloween! Lo so che oggi avrei dovuto parlare delle uscite italiane settimanali, ma che festa sarebbe se non ci si soffermasse invece un po' sull'horror? La classifica odierna verterà sulle scene più spaventose dei film "de paura" e sarà molto soggettiva perché il criterio di scelta è stato la risposta a questa semplice domanda: quando rimango chiusa in un posto buio, o arrivo a casa di sera, o le luci si spengono mentre scendo le scale di qualche condominio, quali sono le scene che mi tornano alla mente bloccandomi come un cervo abbagliato dai fari dell'auto? Se avete cercato di dimenticare questi terribili momenti cinematografici mi scuso per averli riportati in auge ma insomma, questa è la festa più spaventosa dell'anno, quindi occhio agli inevitabili SPOILER e.... ENJOY!

5. L'appartamento della niña Medeiros (REC, 2007)
Angela, la reporter di Mientras usted duerme, è riuscita a sopravvivere per tutto il film alle orde di indemoniati/zombie famelici ed urlanti che infestavano il condominio barcellonese. Alla fine arriva nell'appartamento dove è cominciato tutto, un luogo pericolosissimo e completamente buio, dove l'unico a poter vedere qualcosa è il suo fido cameraman (e, di conseguenza, lo spettatore), grazie alla telecamera configurata per le riprese in notturna. Momenti di panico agghiaccianti mentre una figura mostruosa, deforme, comincia a vagare nelle tenebre brandendo un martello...



4. Pennywise il Clown Ballerino (IT, 1990) 
Come si fa a scegliere una sola scena? IT mi ha devastata in più di un momento ma, se chiudo gli occhi, sono due le sequenze topiche che ricorderò finché campo: quella iniziale, preceduta da quel Fur Elise che ora non posso più sentire nemmeno per sbaglio, in cui Pennywise compare tra le lenzuola stese e la bimbetta fiduciosa e deliziata gli corre incontro e, ovviamente, quella in cui il piccolo Georgie viene attirato dal clown vicino alla grata del marciapiede. Nel corso degli anni al terrore visivo si è aggiunto anche quello uditivo perché la voce di Tim Curry è semplicemente agghiacciante: "You'll FLOAT too!!".



3. Toshio e Ayako compaiono nei luoghi più impensabili (Ju-On: Rancore, 2002 - Ju-On: Rancore 2, 2003 The Grudge, 2004)
Che abbiate visto The Grudge o Ju-On non importa, molto probabilmente capirete comunque di cosa sto parlando visto che le scene in questione sono state comprese in entrambe le versioni. Dal giorno in cui mi è capitato di vedere uno di questi due film, assieme a Ju-On 2, non sono più riuscita a salire tranquillamente né su un ascensore con il vetro esterno (il timore di vedere Toshio avvicinarsi piano dopo piano mi provoca subitanea tachicardia), né a tornare a casa in macchina da sola senza buttare almeno un paio di volte l'occhio nel vano dove dovrebbero trovarsi i piedi di un eventuale passeggero, convinta di trovarci Toshio rannicchiato a fissarmi coi suoi occhi da panda... E ovviamente, ogni volta che vado a letto faccio gli scongiuri sperando di non trovarci dentro Ayako, pronta a trascinarmi nel mondo degli spiriti. Maledetto Takashi Shimizu e le sue idee balzane.



2. Sadako o Samara escono dalla TV (Ringu, 1998 -  The Ring, 2002)
Tornata a casa dopo la visione di The Ring misi uno strofinaccio sullo schermo della TV e ancora oggi, la sera, guardo con sospetto il punto da dove potrebbero uscire Sadako o Samara. Sarà un'eresia ma preferisco l'"uscita" americana (tutta fatta a scatti, terribile!!!) a quella originale giapponese (che però ha un soundtrack migliore) ma potrebbe semplicemente essere una questione di imprinting o trauma cinematografico.



1. Gage torna in vita (Cimitero vivente, 1989)
Gage Creed, interpretato dall'incredibile (e poi scomparso nel solito limbo dove spariscono tutti gli attori bambini una volta cresciuti) Miko Hugues è un mostro che farebbe scappare a gambe levate Pinhead, Freddy Krueger e compagnia brutta. Credo non esista nulla di più sconvolgente di un bimbetto a malapena in grado di parlare o camminare che torna dalla morte posseduto da un'entità maligna: sicuramente io non ho mai visto nulla di più terrificante. Con tutte le volte che ho guardato Cimitero vivente (per inciso, Gage a parte, uno degli horror più paurosi e commoventi mai girati) ormai so a memoria ogni dettaglio dell'agguato al vecchio Judd, del regalo a mammina e dell'ultimo confronto col "papà cattivo" ma la risatina e la faccetta malvagia di Gage ogni volta mi tormentano per un bel po' di notti.


Fuori classifica: Bob (I segreti di Twin Peaks)
Fuori classifica per un paio di motivi. Innanzitutto, perché il personaggio compare in una serie televisiva (sì, lo so che esiste anche il film Fuoco cammina con me ma non l'ho mai visto) e poi perché farebbe scappare dalla paura anche Reagan de L'esorcista. Avevo nove anni quando l'ho visto spuntare dietro il letto di Laura Palmer, qualche mese dopo mi si è riproposto scavalcando il divano del salotto dei Palmer: sono quasi scoppiata a piangere per il terrore ed è stato quello il momento in cui mia madre ha capito che forse, nonostante i miei capricci, era meglio non lasciarmi guardare la serie TV del momento (secondo me aveva rischiato l'infarto anche lei). Ancora oggi diffido di letti e divani che non siano saldamente attaccati al muro e, scusate la finesse, mi cago in mano a rivedere queste due scene. Godetevele, prima che le tolgano dal Tubo!

domenica 20 gennaio 2013

[Rec] La Genesi (2012)

Dopo essermi assicurata l'infarto con [Rec] e [Rec]2, venerdì sera ho deciso di guardare [Rec] La Genesi ([REC]³ Génesis), diretto nel 2012 dal regista Paco Plaza.


Trama: durante un ricevimento nuziale uno degli ospiti infetta gli altri finché l'intera festa non si trasforma in un delirio di sangue ed indemoniati. I pochi superstiti devono cercare così di fuggire e, soprattutto, i due sposini tentano disperatamente di riunirsi...


E' inutile. Passa il tempo e passano i film, ma se c'è una serie ancora capace di farmi paura e di mettermi ansia è quella di [Rec]. Anche il terzo capitolo non fa eccezione, quindi sono arrivata ad intuire che un'altra delle cose che mi terrorizzano, oltre ai burattini, ai pagliacci e ai fantasmi giapponesi che si muovono a scatti, sono gli zombie indemoniati, quelli per cui la possessione si diffonde attraverso i morsi, come un virus. Che poi, come hanno fatto a mettere lo diavolo in provetta è qualcosa che mi devono ancora spiegare, ma per ora lasciamo perdere. Sta di fatto che in questo [Rec] La Genesi ritroviamo tutti gli elementi horror e gore che hanno fatto la fortuna dei primi due episodi, tuttavia gli autori hanno deciso di optare per una sorta di "regressione" e gettare alle ortiche la formula del mockumentary dopo una ventina di minuti scarsi, confezionando un film dall'impianto più classico e conseguentemente meno verosimile. Personalmente, ho apprezzato molto questa decisione, anche perché dopo la perfezione della prima pellicola non avrei retto gli escamotage che hanno affossato la qualità del secondo episodio; inoltre, se vogliamo proprio essere pignoli, il cambio di registro è assai sensato visto che l'infezione, circoscritta all'interno del palazzo nei primi due film (vissuta quindi da pochi "eletti" e attraverso i loro punto di vista soggettivo), in La Genesi si diffonde, diventando universale come il linguaggio cinematografico ed uscendo quindi dal ristretto ambito del ricevimento nuziale e dei convenuti.


Le riprese soggettive iniziali consentono comunque al fan più scafato di scoprire il collegamento con i primi film e capire come collocare cronologicamente gli eventi di La Genesi, inoltre permettono allo spettatore di affezionarsi maggiormente ai personaggi principali ed essere così più coinvolto emotivamente. Clara e Koldo, i due sposini, non sono infatti bellissimi (anche se lei ha un fascino che mozza il fiato, maledetta!), vuoti e stupidi come ci si aspetterebbe dai protagonisti di un horror ma, complice la presenza di un codazzo di familiari e amici assai realistici, superano le barriere dello schermo e diventano quasi vivi, tridimensionali, tanto che non possiamo esimerci dal fare il tifo per loro fino alla fine e, ovviamente, provare un'ansia palpabile ogni volta che le loro vite sono in pericolo. Detto questo, bisogna anche aggiungere che Paco Plaza lascia spesso da parte il realismo per calcare molto la mano sull'ironia e sul trash, altra cosa che ho apprezzato: emblematica la sequenza in cui la bellissima sposa diventa un incrocio tra la Milla Jovovich di Resident Evil e l'Ash de La casa, per non parlare poi della presenza di un finto Spongebob (John Esponja), del nonno convenientemente sordo, della quasi trasfigurazione di Koldo e di uno dei camerieri in novelli Don Chisciotte e Sancho Panza, del beffardo bacio finale o dell'esilarante dialogo tra Clara e Natalie: "- Io al tuo matrimonio non ci volevo nemmeno venire, d'altronde non ci vedevamo da un casino di tempo, ma ho trovato un volo economico ed eccomi qua! - -Porca menta, io ti avevo invitato solo per gentilezza perché tanto ero convinta che non saresti venuta, scusa!!!- ".


Sul fronte dell'horror tout-court ovviamente La Genesi non delude. Gli effetti speciali sono molto ben fatti, così come il make-up degli zombindemoniati, le sequenze tesissime sono parecchie e tutte ottimamente girate e fotografate, il sangue viene sparso a secchiate, come se non ci fosse un domani e il finale è qualcosa di epico e devastante. Se posso osare un paragone, direi che Plaza è riuscito a trovare un miracoloso equilibrio tra la crudele e angosciante iperviolenza dell'horror francese e la divertente cazzoneria di quello americano, tirando fuori un ibrido che, personalmente, trovo più nelle mie corde rispetto ai suoi cuginetti. Poi, ovviamente io l'ho guardato in lingua originale e per quanto lo spagnolo sia una lingua con dei vocaboli stranamente divertenti, la saga di [Rec] a mio avviso andrebbe sempre vista così com'è stata girata perché il doppiaggio fa perdere in qualche modo la spontaneità e il sentimento degli attori, inoltre mi è piaciuta molto anche la colonna sonora, che comprende dei pezzi spagnoli davvero ballabili e adatti all'atmosfera casinara dell'inizio... quindi, nonostante le recensioni che ho letto affossassero un po' La genesi, da parte mia il voto è più che positivo!


Del regista e co-sceneggiatore Paco Plaza ho già parlato qui.

Il film, come ho già accennato, è il seguito di [Rec] e [Rec]2; a quanto dice lo scarnissimo sito ufficiale, l'ultimo capitolo della quadrilogia, [Rec]4 Apocalipsis, verrà ufficialmente diretto dal solo Jaume Balaguerò, ma il furbissimo teaser (che riassume i primi due film) non mostra ancora nulla di nuovo e si conclude con un inquietante "Adesso è arrivato il momento di uscire". Chi vivrà vedrà. Nel frattempo, per sedare la vostra sete di horror, vi consiglio la visione de La casa e della classica trilogia romeriana comprendente La notte dei morti viventi, Zombi e Il giorno degli zombi. ENJOY!

lunedì 19 luglio 2010

[Rec] (2007)

E’ proprio il caso di dirlo: minchia che paura. E’ il pensiero ricorrente e molto semplice che mi viene in mente ogni volta che finisco a vedere [Rec] della premiata ditta Jaume Balaguerò e Paco Plaza, film che entra di diritto nella mia top 10 di horror più terrificanti in assoluto. Ho già parlato del secondo episodio, ora mi ritrovo a recensire il primo, del 2007.


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Trama: la giornalista Angela Vidal conduce un programma televisivo notturno, che mostra cosa accade “mentre gli spettatori dormono” . Il reportage che apre il film dovrebbe mostrare al pubblico un tipico turno di notte all’interno del quartier generale di una squadra di pompieri. Quando arriva la prima chiamata, Angela e il fido assistente Pablo, telecamera alla mano, seguono due pompieri fino ad un palazzo dove un’anziana signora pare essersi sentita male. Quando la vecchietta aggredisce a morsi i suoi soccorritori questi ultimi vengono a trovarsi soltanto all’inizio di un incubo senza fine…


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E io che pensavo: vederlo in DVD con discontinuità non mi farà nulla. Certo, non ha avuto l’effetto devastante della prima visione al cinema, quando ho rischiato di vomitare anche l’anima con tanto di effetto cura Lodovico, per cui la nausea e il malessere mi hanno fatta immedesimare anche di più, tanto che alla fine non riuscivo quasi più a guardare lo schermo per l’ansia, però diciamo che il salto sul divano alle sette del mattino con il gatto che soffiava accanto a me rende l’idea della paura che può fare [Rec] anche preso a piccole dosi. Questo film è senza dubbio il migliore figlio di The Blair Witch Project, superiore a qualunque altro “mockumentary” sia seguito, il deludente Paranormal Activiy in primis. Vediamo però perché questo film fa così tanta paura (a me almeno).


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Il confronto col secondo capitolo non regge, assolutamente. [Rec]2 se confrontato con il primo risulta palesemente finto, proprio a causa della tecnologia più “avanzata” che utilizza (il punto di vista multiplo delle telecamere, quella amatoriale dei ragazzini, ecc.). [Rec] vive invece della semplicità di una singola telecamera a mano e anche della splendida e realistica introduzione. Immaginate una reporter, carina e palesemente desiderosa di fare carriera con notizie succulente, ritrovarsi a spaccarsi i marroni con un programma che probabilmente guarderanno solo i vecchietti o gli appassionati. Immaginatevi ora che agli spettatori venga mostrato il girato senza montaggio, quindi con prove, errori, sbuffi, momenti di noia, anche risate. Una notte normalissima, noiosa nella sua banalità, con i pompieri che partono assieme a reporter e cameraman dopo 10 minuti di film per andare a risolvere quello che pensano sia un problema di routine. Lo shock di trovarsi davanti una vecchia mordace e urlante è solo la punta dell’iceberg: il bello del film è vedere le reazioni assolutamente genuine dei bravissimi attori coinvolti, in primis Manuela Velasco, semplicemente meravigliosa. Man mano che la pellicola prosegue si testimoniano dapprima l’incredulità degli abitanti del palazzo, poi il nervosismo e l’indignazione per essere stati sigillati lì dentro dalla polizia (prontamente testimoniati dalle geniali interviste di Angela che, lì per lì, pensa di trovarsi davanti lo scoop della sua vita), la paura ancora a stento controllata quando cominciano a cadere come sacchi di patate persone dalla tromba delle scale (scelta da maestro quella del regista, che ha girato la scena in questione senza avvertire gli attori di quello che stava per accadere e che ha ottenuto delle reazioni assolutamente vere) e si cominciano a vedere gli effetti del virus, e infine il terrore cieco e irrazionale che manda alle ortiche ogni aplomb professionale: da giornalista in carriera Angela si ritrova ad urlare come una pazza e implorare il cameraman di aiutarla davanti ad una telecamera che diventa l’unico mezzo di sopravvivenza in un appartamento senza più luce e palesemente abitato da “qualcosa”. Gli ultimi 10 minuti del film sono semplicemente agghiaccianti, alla faccia di quella imbecille in The Blair Witch Project che, persa in mezzo al bosco, aveva pure il coraggio di mettersi a salutare in lacrime mamma e papà lasciando le sue ultime volontà davanti alla telecamera. Ma per favore!! In una situazione così ci si squarciano le corde vocali a forza di urlare e bestemmiare, e si corre finché si hanno le gambe: paradossalmente la cosa più inverosimile di tutto [Rec], oltre al virus demoniaco, è l’idea che il cameraman in tutto quel casino non molli la macchina da presa se non quando gliela fanno cadere. Per il resto, posso dare tranquillamente voto 10 a questo horror, claustrofobico, sanguinolento e terrificante come pochi.


REC


Di Jaume Balaguerò e Paco Plaza ho già parlato qui. Il secondo sta per girare [Rec] Genesis, mentre il primo si occuperà di [Rec] Apocalypse, che dovrebbero uscire rispettivamente nel 2011 e 2012. Genesis dovrebbe occuparsi, come si evince dal titolo, della genesi del virus “demoniaco”, mentre la trama di Apocalypse è ancora top secret, ma visto il finale del secondo film è facile immaginare di cosa potrebbe trattare.


Manuela Velasco interpreta la reporter Angela Vidal. Madrilena, ha recitato a 12 anni in un film di Almodovar, La legge del desiderio, oltre ad aver partecipato anche a [Rec] 2. Ha 35 anni.


Celebrities+Attend+Premio+Revelacion+del+Cine+jVLl-TFDTyZl


Qualche curiosità: oltre ad aver generato un seguito, come tutti i film di successo anche Rec ha dato origine ad un remake americano (giusto perché gli americani non sono assolutamente capaci di apprezzare quello che viene dall’estero…) che come tutti i remake USA appiattisce e banalizza l’originale. Tra gli interpreti ci sono Jennifer Carpenter (la sorella del Dexter televisivo) nel ruolo della reporter e Jay Hernandez (il Paxton di Hostel e Hostel II) in quello del pompiere Manu (in americano Jake), mentre la regia è stata affidata ad un certo John Erick Dowdle che, guarda un po’, è uno dei registi di un film di prossima uscita che vorrei vedere, Devil. In [Rec] gli “zombie” corrono, ma se vi piace il genere date un’occhiata al capolavoro di Romero, La notte dei morti viventi, con tutti i suoi “seguiti” e aggiungete un po’ di trash con il fulciano (ma pregevolissimo!) Zombie 2. E ora vi lascio col trailer della pellicola. ENJOY!




lunedì 11 gennaio 2010

[Rec] 2 (2010)

Come si vede che il periodo natalizio è finito! Al diavolo i buoni sentimenti, adesso è il momento di sfondarsi di horror, più beceri sono meglio è. E cosa c’è di più becero del sequel di un film che, all’epoca, mi rimandò a casa con nausea, brividi, un mal di testa da primato e tanta di quella fifa da non dormire la notte? Sto parlando ovviamente di [Rec] 2, nuovissimo film del duo Jaume Balaguerò e Paco Plaza. Almeno questa volta non sono stata male, è già qualcosa.

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Trama: il film inizia dove il precedente finiva. Mentre il destino della giornalista Angela si compie nell’attico, entrano all’interno dell’edificio ancora in quarantena quattro membri delle forze armate e un ambiguo funzionario del ministero della salute. Nel condominio si troveranno ad affrontare gli infetti superstiti del primo film ed un’infinita serie di ulteriori, orribili imprevisti…

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Con il secondo capitolo della saga, Balaguerò e Plaza introducono una svolta nella trama ed un paio di innovazioni a livello registico. Non vorrei rovinare lo spettacolo a quelli che non hanno ancora visto il film, dico solo che viene data una spiegazione più o meno plausibile e (almeno per me) inaspettata sulla natura del contagio che ha trasformato gli inquilini del palazzo in mostri assetati di sangue. Una spiegazione che non mette proprio in buona luce la Chiesa cattolica, a dimostrazione di come la Spagna sia cambiata negli ultimi decenni. Per quanto riguarda la regia, invece, alla solita ripresa soggettiva (questa volta fatta da uno delle forze speciali) si aggiungono gli escamotage di videocamere personali collegate in rete con quelle dei compagni, che ci consentono di vedere più punti di vista diversi nello stesso momento e una seconda telecamera, questa volta amatoriale, che da un certo punto del film ci mostra quello che è successo fuori dal palazzo prima dell’inizio di [Rec] 2 e perché ad un tratto spuntano altri personaggi non infetti nell’androne delle scale.

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A dirla tutta, molto poco cambia rispetto al primo [Rec]. Non a caso, chi ha visto quello può tranquillamente “proteggersi” dagli effetti della soggettiva e anche dai vari infarti provocati dalla comparsa degli infetti. Diciamo che una volta esaurito l’effetto sorpresa anche questo film sa un po’ di già visto, ma nonostante tutto, e nonostante alcune imprecisioni e svarioni nella trama, è molto ben fatto e regala momenti di assoluto terrore. Gli attori sono molto bravi anche se quasi tutti i personaggi che interpretano sono talmente odiosi da spingere lo spettatore a  sperare che crepino nel modo più violento possibile, inoltre da amante dell’horror ho apprezzato la citazione Cronemberghiana sul finale, anche se è leggermente disgustosa. Pollice verso invece per quanto riguarda il doppiaggio del “funzionario”, dotato di un improbabile accento British che mi ricordava troppo Mal, in grado però di regalare agli spettatori picchi di trash impensati per un film simile. E qui finisce la recensione per chi ha voglia di vederselo e non vuole rovinarsi lo spettacolo. Non leggete oltre, anche se ora verrà la parte probabilmente più divertente, ovvero l’angolo: “Ma come si permette?? Cos’è sta c***ata?”


SPOILER

Le storie demoniache, con esorcismi e affini mi fanno davvero paura. Però qui gli sceneggiatori l’hanno fatta un po’ fuori dal vaso e alcune idee sfiorano il ridicolo involontario. Pensare che si possa isolare dal sangue di un’indemoniata un virus così da poter poi al limite cercare un vaccino supera ogni mia più folle idea. Però, una volta fatto il casino, o stupidi esorcisti, date fuoco al palazzino, così che non rimanga più nemmeno un infetto: no, bisogna mandare dentro un branco di sfigati a recuperare il sangue della bambina dalla quale è partita l’infezione e POI bruciare l’edificio, come viene detto alla fine. Ma perché? E perché un prete che potrebbe esorcizzare gli infetti sceglie a sproposito di far saltare loro la testa? Certo che i tempi sono proprio cambiati…

A proposito di bastardaggine congenita: ma in quale mondo tre ragazzini dementi, un pompiere e un padre di famiglia, scoperti a violare l’edificio passando per le fogne, dovrebbero venire condannati a rimanere bloccati in un posto infetto da poliziotti che, dopo averli sgamati, sigillano anche il tombino da dove sono entrati con la fiamma ossidrica? Ma allora sei veramente una merda! E un cretino è anche il capo della squadra che per ben due volte manda avanti, singolarmente, i suoi uomini: ora, passi il primo, ma quando quello ti viene masticato perché mai tu decidi di mandarne un altro in avanscoperta in un tunnel zeppo di mostri? Mah.

Last but not least. Alla fine si scopre che, per vedere Medeiros, ovvero la prima infetta, bisogna spegnere tutte le luci e passare alla visione notturna della telecamera. Mi sta bene, i demoni rifuggono la luce, quindi vivranno in una dimensione a parte, quella dell’ombra. Utile, visto che l’unico che riesce ad utilizzare la visione notturna e quindi a vedere la mostriciattola è anche l’unico, nonostante faccia parte dei corpi speciali, ad essere privo di armi. Io mi domando come sia possibile, in tempi di microtecnologia, che una specie di soldato vaghi con una telecamera probabilmente grossa come un bazooka visto che gli impedisce di fare alcunché. Ma anche fosse, e di ai tuoi amichetti armati dove sparare, no? Altro che “stiamo zitti sennò ci vede”… e cosa fai, stai lì a girarti i pollici finché non ti viene da starnutire sperando che non ti trovi mai? Contento te…

FINE SPOILER



Jaume Balaguerò e Paco Plaza sono i registi e sceneggiatori della pellicola. Balaguerò è universalmente conosciuto come uno dei migliori autori del genere horror spagnolo, grazie a film come Nameless – Entità nascoste, Darkness, Fragile e ovviamente [Rec], unico film per cui è famoso anche Plaza, che pure ha all’attivo una decina di pellicole. Il primo ha 42 anni, il secondo ne ha 37.

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Degli attori non posso parlare per due motivi: uno per non rovinare la visione del film, due perché non conoscendo il cinema spagnolo, non saprei neppure quale dei loro film sia degno o meno di nota. E ora vi lascio con il bellissimo teaser spagnolo della pellicola: ENJOY!



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