giovedì 31 maggio 2007

Pirates of the Caribbean (2003-2007)

E' finita, purtroppo, una delle più belle saghe cinematografiche degli ultimi anni. Ieri sera ho visto Pirati dei Caraibi - Ai Confini del Mondo e devo dire che il livello qualitativo dell'intera Saga si è mantenuto alto fino alla fine, almeno per chi come me ha sempre adorato i film d'avventura, i pirati, le storie di cappa e spada e, ovviamente, Johnny Depp.

E pensare che è nato tutto da un'attrazione di Eurodisney che nessuno si filava, la versione francese dei nostri Cosari a Gardaland. Un film affidato a Gore Verbinski, quello del Topolino sotto sfratto, e di altri film non proprio memorabili fino al 2003. A farci ben caso, il primo Pirates of the Caribbean doveva essere a sé stante, tanto che potrebbe venir benissimo slegato dagli altri due, grazie anche all'ottusa distribuzione italiana che ha titolato il primo La maledizione della prima luna e solo dal secondo in poi ha cominciato ad usare il Pirati dei Caraibi.


Non saprei onestamente cos'ha garantito il successo mondiale di queste tre pellicole, posso solo dire cosa ne penso io:



Il primo film, La maledizione della Prima Luna, presenta già tutti gli elementi che caratterizzeranno la saga, ovvero avventura a palate, effetti speciali spettacolari, una regia di ferro, ironia, personaggi ben caratterizzati e soprattutto il Jack Sparrow di Johnny Depp, un cialtrone con le movenze da Fabius, influenzato dal look rock di Keith Richards, che in originale fa ancor più sbellicare. Ovviamente il primo film getta solo le basi della saga, e a riguardalo è ingenuo e fresco nella sua semplicità, e i personaggi riflettono bene questo. C'è la principessa innamorata dell'ingenuo garzone, il pirata svanito e buffone, privo di qualsiasi onore, e un villain perfetto, privo di qualsivoglia pietà. Il film d'avventura per eccellenza, con un eccellente happy ending. 



Il secondo film, La maledizione del forziere fantasma, segna la svolta della trilogia, ed è molto più adulto e cupo del primo,continuando tuttavia a mantenere quell'ironia e quelle gag che sono tipiche del capostipite.
Nonostante solitamente le trilogie peggiorino invece di migliorare, il secondo film non si limita a scopiazzare il primo. Innanzitutto montaggio e regia, così come gli effetti speciali, progrediscono in maniera impressionante, inoltre i protagonisti maturano. Elisabeth, la principessa ingenua, cresce e conosce il dolore, l'amore non è più puro e semplice ma i sentimenti che prova per Will vengono messi in discussione, anche dalla palese attrazione che la ragazza prova per Jack Sparrow. Inoltre, il cattivo di turno, Davy Jones (un incrocio tra una seppia, un granchio e il Fantasma dell'Opera) e' molto piu' complesso e romantico di quanto non appaia in realta'. Vecchi personaggi tornano e vengono usati in modo completamente nuovo, e i nuovi personaggi aggiungono freschezza al tutto e serviranno per porre le basi della terza pellicola, oltre ad aggiungere interessanti elementi alla trama ( Tia Dalma è un personaggio splendidamente affascinante e sentirla parlare in originale con quell'assurdo
patois è da urlo).


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Quest'ultimo (forse) capitolo della Trilogia, Ai confini del mondo, mantiene la complessità e le atmosfere cupe del secondo film, aggiungendo una vena di misticismo e sequenze che definire oniriche è dir poco, visto che sono veri e propri deliri psichici. Vengono riprese e risolte tutte le questioni lasciate in sospeso nel secondo film, i personaggi incontrano il destino che si erano preparati e vengono mostrati altri nuovi ed interessanti pirati. La scena iniziale è un capolavoro di ironia e azione (in alcuni punti sembra un omaggio tuttavia a La città incantata di Hayao Miyazaki), Jack Sparrow se possibile è anche più assurdo e incomprensibile del solito, gli intrighi a base di inganni, macchinazioni nascoste e vendette più o meno palesi sono portati all'ennesima potenza e la sequenza del matrimonio in battaglia e del Maelstrom entreranno sicuramente negli annali, perché sono un capolavoro. Il tutto viene scandito dalle note della ballata piratesca, e si sente aleggiare quella tipica malinconia di un'epoca alla conclusione; il fil rouge del film è libertà e ritorno all'innocente avventura. Certo, ci sono alcuni buchi nella trama e potenzialità sprecate (la Dea Calypso per esempio serve solo a faci vedere Davy Jones al naturale: sarebbe stato molto più interessante un flashback) ma si perdono nella grandiosità di un film che finalmente, per la gioia dei fans tutti, ci regala la vista di Keith Richards nei panni del papà di Jack.


Il regista della trilogia è lo stesso per tutti i film, Gore Verbinski. La sua filmografia è tutta recentissima, non proprio eccelsa. Ha esordito nel 1997 con il divertente Topolino sotto sfratto, proseguito con il deprimente (nonostante uno splendido James Gandolfini) The Mexican e girato il dignitoso remake americano di The Ring. Ha 43 anni, per ora nessun film in uscita.



Johnny Depp è Capitan Jack Sparrow, il cuore della pellicola e probabilmente uno degli ingredienti principali del suo successo, nonché uno degli attori più versatili ed abili degli ultimi decenni, se non il migliore.



Il buon vecchio Johnny ha esordito nel lontano 1984 con un film ormai cult, Nightmare dal profondo della notte, ove interpretava il ragazzo della protagonista Nancy e veniva ucciso in un modo talmente spettacolare che se non avete il DVD non riuscirete MAI a vederlo a causa della censura (peraltro tornerà in un cameo nell'orrido Nightmare 6 - La fine come Oprah Noodlemantra). Da allora, il ruolo in 21Jump Street e una marea di film splendidi, soprattutto come musa di Tim Burton con il quale ha girato Edward mani di forbice, Ed Wood, Il mistero di Sleepy Hollow e Charlie e la fabbrica di cioccolato, oltre ad aver dato voce e fattezze a Victor ne La sposa cadavere. Tra le sue pellicole più belle ricordo Donnie Brasco, Paura e delirio a Las Vegas, Chocolat, From Hell, C'era una volta in Messico. Ha 44 anni e cinque film in progetto, tra cui il nuovo musical di Burton, Sweeney Todd e, pare, i due seguiti di Sin City.



Geoffrey Rush è Capitan Barbossa, il nemico per eccellenza di Capitan Jack Sparrow, nonché villain della prima pellicola.


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L' attore australiano, ha vinto  un oscar come miglior protagonista per Shine,  che gli ha donato fama internazionale. Tra i suoi film Elisabeth, Shakespeare in Love, Il mistero della casa sulla collina: inoltre ha prestato la voce a Nigel in Alla ricerca di Nemo. Ha 56 anni e un film in uscita.


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Orlando Bloom interpreta Will Turner, il bel garzone innamorato di Elisabeth. Non sto a mettere foto del prima e dopo perché essenzialmente il ragazzone non cambia. Il successo internazionale dell'Orlando deriva da un'altra trilogia, quel Signore degli Anelli dove ha fatto sbavare milioni di ragazzette allupate nei panni dell'elfo Legolas, anche se aveva già avuto una particina in Wilde. Dopodiché ha partecipato ad altre innominabili superproduzioni in costume, e l'unico film che vale la pena di citare per me è Elizabethtown. Ha un film in uscita e 30 anni.



Keira Knightley interpreta la contesissima Elisabeth Swann, destinata a diventare pirata e combattente. L'attrice inglese è stata coprotagonista dell'inquietantissimo The Hole, e del successo inaspettato Sognando Beckam. Ha 22 anni e 3 film in uscita.



Chow Yun-Fat interpreta Sao Feng, uno dei nuovi pirati introdotti nella pellicola, quello dove si recano all'inizio i protagonisti. L'attore di Hong Kong, dopo miriadi di film mai arrivati sul mercato italiano, ha recitato anche in produzioni internazionali come Anna e il Re e La Tigre e il dragone. Ha 42 anni e due film in uscita.


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Citare tutti gli altri bravissimi attori coinvolti mi prenderebbe un post lungo kilometri, quindi, finisco in breve con due attori che stimo per vari motivi.Jonathan Pryce interpreta il Governatore Swann (per una biografia di costui si veda il post su Qualcosa di Sinistro sta per Accadere). Bill Nighy, che interpreta Davy Jones, è stato il patrigno PHILIP in Shaun of the Dead.


 


Ed ora ecco l'attrazione di Eurodisney che ha ispirato il film.... con un ospite d'eccezione!!


 



Ah, ricordate: rimanete fino alla fine dei titoli di coda in tutti e tre i film. C'è sempre una bella sorpresa in agguato!

sabato 12 maggio 2007

2000 Maniacs! (1964)

Ieri sera ho avuto l'occasione di vedere questo 2000 Maniacs di Herschell Gordon Lewis, l'ufficioso papà del cinema Splatter. Questo film, sforbiciato dalla censura USA, non è in verità il primo splatter della storia del cinema. Il primato spetta a Blood Feast (1963) dello stesso regista.



La trama è semplice nella sua assurdità: sei Yankee finiscono, vuoi per la sfortuna, vuoi perché cartelli stradali fasulli fanno miracoli, in una città del Sud chiamata Pleasant Valley, ove vengono accolti come ospiti d'onore dai cittadini, intenti a festeggiare un fantomatico Centenario. Purtroppo i pittoreschi abitanti sono dei fanatici la cui unica intenzione è vendicarsi del massacro compiuto cento anni prima dagli unionisti in quella stessa città. Il finale, ovviamente, è a sorpresa (?)


Nonostante questa pellicola risenta ovviamente del peso degli anni, è abbastanza godibile, anche se a guardarla oggi, provoca risate più che brividi.


Lo spettatore d'oggi, soprattutto se figlio degli anni ottanta come la sottoscritta, apprezzerà la sottile vena trash che percorre tutto il film, a cominciare dall'inizio. Parrebbe infatti il prologo ad una puntata di Hazzard, con tanto di banjo scatenato e due grezzissimi e bruttissimi "Bo e Luke" che giocano un tiro ai malcapitati Yankees, facendo loro sbagliar strada. Purtroppo non sono riuscita a trovare il testo della stereotipatissima ballata iniziale, scritta dallo stesso regista e intitolata Rebel Yell (The South's Gonna Rise Again) ma posso citare il refrain che recita: Yeeeeeeee-haw!! And the South's gonna rise again! per una ventina di volte. Molto molto bifolco.


La recitazione di tutti gli attori coinvolti è al di sopra della media, soprattutto per quanto riguarda i protagonisti (ovviamente tutti stereotipati, purtroppo: l'eroe, l'eroina, la coppietta felice, il bullo e la pupa, circondati dai duemila festanti bifolchi) e la trama per quanto assurda è lineare e ben costruita, senza particolari buchi o salti logici. La macchina da presa permane fissa per la maggior parte del film, in generale la pellicola presente immagine statiche, raramente si avverte qualche movimento di macchina, e ciò accade soprattutto nelle scene gore.


Per quanto riguarda queste ultime, il tasso di gore ovviamente è sotto la media, e gli effetti speciali caserecci o quasi. Tuttavia la vena di sadico divertimento che percorre la pellicola ha una concezione piuttosto moderna, e non ha nulla da invidiare ad un Hostel, per esempio. C'è da dire che le malcapitate vittime soffrono una morte rapida e dolorosissima, senza venir troppo torturate psicologicamente come avverrà invece nella decade seguente, prima dell'arrivo dello Slasher Movie anni '80, che trova il suo noiosissimo apice in Venerdì 13.


In generale 2000 Maniacs è un prodottino godibile, se si prende in considerazione l'epoca, i mezzi e l'indubbio entusiasmo con il quale è stato realizzato. Innocente, si può dire. Nessuna innocenza invece nel remake del 2005 2001 Maniacs di Tim Sullivan con  Robert Englund. Purtroppo non ho avuto occasione di vederlo, ma se devo dare retta a ciò che ho letto è Gore oltre il limite del cattivo gusto e vagamente ispirato ai film di Eli Roth, quindi privo di qualsivoglia ironia. Vorrei vederlo, comunque, in modo da fare un confonto diretto.



Herschell Gordon Lewis può essere definito il papà del cinema Splatter. Inizialmente impegnato in film nudies, diede una svolta alla sua cariera girando il primo film propriamente splatter della storia del cinema Blood Feast (1963). La sua carriera ovviamente è proseguita nella nicchia dei Bmovie splatter, amato da molti estimatori, con titoli come Color Me Blood Red, The Twosome Gruesome, She-Devils on Wheels e The Gore Gore Girls, tutte pellicole rare da trovare nel mercato italiano. Personalmente ho avuto più fortuna in Australia, però i lettori DVD non supportano il formato. Il regista è anche sceneggiatore, attore, compositore e produttore. Oggi ha 71 anni.



Gli attori coinvolti, per quanto bravini, hanno recitato per la maggior parte solamente in questa pellicola, tranne i due protagonisti, William Kerwin e Connie Mason i quali hanno partecipato come caratteristi in molti telefilm, noti e meno noti.


Purtroppo non ho trovato nulla su questo film, ma gustatevi il trailer di The Wizard of Gore, sempre dello stesso regista. Il titolo già è un programma!


venerdì 27 aprile 2007

The Number 23 (2006)

Ogni tanto capita anche di riuscire ad andare al cinema a vedere un bel film che lascia uscire dalla sala MOLTO soddisfatti, ed è il caso di questo The Number 23 diretto da Joel Schumacher.

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La trama è questa: il 3 febbraio, giorno del suo 32esimo compleanno, Walter Sparrow, un accalappiacani padre di famiglia, si vede regalare dalla moglie un libro scritto sotto pseudonimo, dal titolo The Number 23. Inizialmente poco convinto del regalo, Walter s'immerge nella lettura di quella che sembrerebbe una sorta di biografia della sua vita, e comincia ad essere ossessionato dal numero 23 e dal fatto che un assassino ad esso legato potrebbe essere ancora in libertà...

Questa pellicola è un manuale sull'ossessione che porta lentamente ma inesorabilmente alla follia. All'inizio sembra quasi di assistere ad una commedia "alla Jim Carrey", magari un pò più malinconica: protagonista sfigato, circondato da persone se non cattive comunque irritanti, perfetto marito e padre di famiglia. Fin dal principio, tuttavia, vengono messi in moto quei meccanismi per cui un assommarsi di eventi apparentemente casuali e scollegati influenzano la vita di una persona fino a farla incontrare col suo destino, che è poi l'inquietante fil rouge di tutta la storia, piccole scelte, nomi, eventi, che riconducono inevitabilmente al numero 23.

In parallelo alla storia di Walter ci viene raccontata quella di Fingerling, il protagonista ed autore del libro, un detective hard boiled che potrebbe venire direttamente dalla Sin City di Miller, anche lui preso nel vortice della follia che accompagna l'osessione per il numero 23; nella storia di Fingerling, Walter trova mille similitudini con la propria infanzia, la propria vita, e nella mente immagina il personaggio con le sue fattezze, e la perversa amante di lui identica alla propria moglie.

La tecnica regista usata per le due "vite" è molto diversa. Appena Walter comincia a leggere ed immergersi nel libro, una sequenza a scatole cinesi ci trascina a forza nel mondo di Fingerling, ripreso con tecnica digitale, dai colori vivissimi durante la sua infanzia, e dai toni chiaroscurati del luminosissimo bianco e del tetro nero durante la progressiva immersione nella follia. La trasformazione del magnifico Carrey è ovviamente impressionante. Il suo Fingerling, magrissimo, luciferino, tatuato, debitore del Max Cady di Robert De Niro, è un monumento all'ossessione e alla follia, e tratti del personaggio vengono a poco a poco trasmessi anche al "normale" e sfigato Walter.

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Somiglianza inquietante , nevvero? Bene, mai quanto il fatto che il 3 febbraio, data di nascita di Walter, è anche il giorno del compleanno dell'amica che era seduta accanto a me al cinema. E sapete quanto fa 19 più 4 ovvero la mia data di nascita? Ecco, appunto...

In definitiva The Number 23 è un film ben diretto, interpretato magnificamente (oltre allo strepitoso Jim Carrey anche Virginia Madsen e gli altri attori coinvolti sono bravissimi), riesce a tenere alta la tensione e l'inquietudine fino al finale, banale se vogliamo, ma l'unico veramente sensato. Lo consiglio vivamente.

Joel Schumacher, che nonostante il cognome è americanissimo, ha cominciato a lavorare per il cinema come regista negli anni 70, ma ha raggiunto il successo con l'horror sui vampiri punk Ragazzi Perduti. Prediletti da questo regista sono film con una sottile vena tamarra, che si fa più evidente in alcuni, in generale è portato per film prettamente commerciali, finanziati da grandi major e accompagnati da gran battage pubblicitario, seppur non sempre buoni. Ha diretto tra gli altri Linea mortale, Un giorno di ordinaria follia, Il cliente, gli orripilanti Batman Forever e Batman e Robin (per il quale verrà maledetto dalla sottoscritta a vita) 8MM, Bad Company, e lo splendido The Phantom of The Opera, vera e propria scoperta Australiana. Ha 58 anni e tre film in uscita.



Jim Carrey interpreta William Sparrow e l'oscuro fingerling. Ora, non posso nascondere la mia passione per l'uomo dalla faccia di gomma: io ADORO Carrey, nelle commedie demenziali, nelle commedie malinconiche, nei film seri. Mi piego in due dalle risate per ogni sua smorfia e battuta e piango come una fontana nei suoi film più impegnati. Sono una Regular Carrey Fan, signori, e quanto vorrei vederlo con un Oscar in mano... Tra i suoi film, demenziali e meno, cito: Le ragazze della terra sono facili (dove recita coperto di piume), Ace Ventura, The Mask, Scemo & Più scemo, Batman Forever (l'unico motivo per cui valeva la pena vedere l'orrido film) Il rompiscatole, Bugiardo bugiardo, The Truman Show, Il Grinch, Una settimana da Dio, Se mi lasci ti cancello (assieme a The Truman Show il film che assolutamente i detrattori di Jim dovrebbero vedere per poi andare a vergognarsi) Lemony Snicket - Una serie di sfortunati eventi, Dick e Jane operazione furto. Quest'uomo, che è anche un bell'uomo secondo me, ha 44 anni e un film in uscita.



Virginia Madsen, sorella del bellissimo Michael tanto amato da Quentin, interpreta Agatha Sparrow e la perversa Fabrizia. Molto attiva negli anni 80 quest'attrice talentuosa ha recitato in Dune, Candyman, L'ultima profezia, L'uomo della pioggia, Haunting - Presenze, e Radio America. Ha 46 anni e tre film in uscita tra cui Being Michael Madsen, ove reciterà assieme al fratellino, Dennis Hopper, Darryl Hannah e David Carradine... I can't wait!!!



E per ultima citerei Rhona Mitra, che gli aficionados di Nip/Tuck ben conoscono in quanto interprete della detective inglese Kit. Nel film ha un ruolo importante, anche se non posso rovinare la sorpresa. L'attrice inglese ha recitato ne L'uomo senza ombra, e parecchi telefilm tra cui Boston Legal e Party of Five. Ha 30 anni e un film in uscita.



Ed ora un video per rimembrare il vecchio Jim... enjoy ^___^

giovedì 26 aprile 2007

Battle Royale (2000)

Nel blog di una cinefila mangadipendente non poteva mancare un'incursione nel cinema nipponico, meglio se apocalittico e malato, come questo Batoru Rowaiaru di Kinji Fukasaku.



La trama è questa: in un futuro prossimo, il Giappone è in balia della violenza studentesca. Onde fermare questa ondata di teppismo giovanile il governo emana una legge chiamata Battle Royale, per la quale, ogni anno, ad estrazione, viene selezionata una classe di studenti che verranno portati su un isola deserta e costretti ad eliminarsi l'un con l'altro finché non resterà un solo vincitore, pena la morte di tutti i coinvolti.

Già dalla trama allucinante, si capisce come lo spettatore si trovi davanti un film non per tutti i gusti, decisamente crudele, un colpo allo stomaco. Le atmosfere sono debitrici di un certo tipo di manga underground e violento, come Fortified School di Takeshi Narumi e Shinichi Hiromoto del 1995, nel quale gli studenti problematici venivano rinchiusi in un istituto correttivo e sottoposti alle più brutali violenze, financo la morte, per mano di insegnanti ed orridi mostri.

 

La pellicola è decisamente ben diretta, intervallata da flashback poetici e momenti di nera ironia che alleggeriscono i momenti di tensione. Viene ben rappresentata la struttura tipica della scuola Giapponese, con studenti frustrati da mille incombenze associate all'incertezza riguardante futuro, amore, se stessi. Mille storie d'amore adolescente s'intrecciano nella trama, da quelle tra studenti più smaliziati che sfociano in passione e perversione, quindi in odio, a quelle timide e sussurrate, più vicine all'idea che mille shojo manga hanno instillato al pubblico occidentale. E' interessante poi la divisione non proprio nettissima tra coloro che mai ucciderebbero i compagni se non costretti, e quelli che si adattano al ruolo di killer con noncuranza, approfittandone per sfogare rancori maturati all'interno della scuola.

La narrazione del film, preceduta da un prologo scritto e parlato in cui si narra la genesi della legge, è scandita dal countdown delle vittime rimaste (ad ogni morte sullo scermo compaiono nomi e numero degli studenti defunti), dalle parole del protagonista, dai flashback che ricordano momenti felici della vita studentesca (che poi verranno ripresi nel Requiem finale) e da scritte che riprendono i pensieri dei protagonisti, quasi come fossero vari titoli delle diverse parti in cui è composto il film. Ci sono anche due sogni che intervallano la pellicola, uno del protagonista maschile che rievoca il miglior amico morto, e quello della protagonista, sogno o ricordo in comune col sadico ex professore; un sogno muto, le cui importanti parole si potranno sentire solo alla fine del film, durante il requiem.

La colonna sonora del film è splendida, il film è percorso dalle opere di Verdi, Bach, Strauss e Schubert. Esilarante l'inizio, dove agli sconvolti studenti viene presentato uno stupidissimo video ove si vede la più burikko (oca) delle Idol a presentare come verranno uccisi i partecipanti di Battle Royal e in cosa consiste la gara... allucinante nella sua stupida crudeltà. Ovviamente, il quadro che si vede alla fine, che ritrae gli studenti morti, è di Takeshi Kitano, il cui stile particolarissimo è molto difficile da dimenticare.

In definitiva, un film spiazzante e particolare, ma da vedere.

Il regista, Shinji Fukazaku, è un veterano della macchina da presa, attivo fin dagli anni 60, morto di cancro alla prostata nel 2003. Tra i mille film da lui diretti, moltissimi mai arrivati in Italia, ricordo il seguito di Battle Royale, Battle Royale II: Requiem



Tatsuya Fujiwara interpreta Shuya Nanahara, ovvero il ragazzo numero 15 (tutti hanno un numero in Battle Royale). La sua filmografia è molto breve e comprende Battle Royale II: Requiem, ove ha lo stesso ruolo. Ha 27 anni.



Aki Maeda interpreta Noriko Nakagawa, la Ragazza numero 15. Anche la sua filmografia è molto breve e composta da titoli che difficilmente hanno raggiunto la penisola, e come il suo collega di cui sopra ha partecipato a Battle Royale II: Requiem con lo stesso ruolo che aveva nel primo film. Ha 22 anni.



Chiaki Kuriyama interpreta Takako Chigusa, la ragazza numero 13. E voi direte, perché con tutti i ragazzi presenti nel film tu proprio questa vai a tirar fuori, tanto i giapponesi son tutti uguali? Eeeh ma perché costei è stata baciata dal mitico Quentin, che l'ha voluta nei panni della splendida Go Go Yubari in Kill Bill. Doveva anche interpretare la gemellina di Go Go, sopravvissuta per vendicare la sorella, ma ahimé hanno deciso di tagliare la sequenza. La Chiaki è anche legata al mondo di Ai Yazawa. Infatti ha avuto la fortuna di partecipare, nel ruolo della protagonista Mizuki Mochizuki nello splendido Kagen No Tzuki (Ultimi raggi di luna) tratto dall'omonimo manga.  Ha partecipato anche al primo Ju-On ed MPD Psycho. Ha 22 anni.

 Eccola in Kill Bill....

Ed ecco come si presenta il personaggio da lei interpretato in Kagen No Tsuki disegnato dalla divina Ai Yazawa..



Ed ultimo ma non per questo meno importante colui che ha creato il mito di Mai Dire Banzai col suo Takeshi's Castle... "Beat" Takeshi Kitano, prolifico produttore, attore, regista, pittore e chi più ne ha più ne metta. Nel film interpreta il prof Kitano appunto, e la sua filmografia è piena di pellicole divertenti, surreali, poetiche, violente. Violent Cop, Getting Any?, Sonatine, Boiling Point, lo splendido Hana-Bi, e in ultimo Brother e Zatoichi, per non parlare di produzioni internazionali come Johnny Mnemonic. Un genio, signori. Ha 60 anni e un film in uscita.

 

E per i nostalgici, in onore di Takeshi... Una parte di puntata di Mai dire Banzai! Memorabile!

mercoledì 25 aprile 2007

Qualcosa di sinistro sta per accadere (1983)

Nella vastissima produzione Disney, capita di trovare questo piccolo tentativo di creare una favola horror dai toni luciferini, Qualcosa di sinistro sta per accadere (Something Wicked This Way Comes, citazione del MacBeth di William Shakesperare) scritto nienetemeno che da Ray Bradbury e diretto da Jack Clayton. Vidi per la prima ed ultima volta questo film all'età di sette anni, neppure tutto perché agli occhi di una bimba sembrava davvero inquietante, e così, a mò di operazione nostalgia, ho deciso di riguardarlo.



La trama è questa: In una notte di fine autunno giunge in una piccola cittadina una fiera, gestita dal misterioso mr.Dark. Tutti vengono attratti dalla novità e decidono di provare le varie attrazioni, soprattutto coloro che hanno desideri inconfessabili da far avverare. Due bambini, Jim e Will, scoprono tuttavia che esaudire i propri desideri richiede un prezzo molto alto..

La pellicola, che probabilmente sarà risultata piacevole e sottilmente inquietante nel 1983 purtroppo risente oggi del peso degli anni. Indubbiamente l'ambientazione è adatta ed affascinante ma lo stile registico, quasi da TV movie, gli effetti speciali decisamente obsoleti, e i personaggi poco convinti delle loro motivazioni e abbastanza privi di un reale spessore psicologico, rendono il film pesantuccio e risibile.

Ovviamente, in una produzione Disney il tasso di "paura" e violenza devono essere ridotti ai minimi termini, quindi si ha l'impressione di un film lasciato a metà. La trama stessa presenta alcuni buchi: il personaggio del venditore i parafulmini sembrerebbe una sorta di divinità temuta da mr.Dark e i suoi accoliti, ma la questione rimane irrisolta. Così come le fisime del padre di Will, e lo stesso rapporto tra i bambini protagonisti rimangono un pò campati in aria. Purtroppo, non avendo letto il libro, non so se l'opera cartacea possa essere migliore di quella filmica.

Sono convinta che questo film meriterebbe un remake, meno legato alla tipica, banale morale Disneyana e più concentrato sull'oscurità che si cela nell'animo umano. In definitiva, una pellicola adatta solo a bambini senza molte pretese, o a cultori di rarità Disneyane, visto che i piccoli mostriciattoli del giorno d'oggi disdegneranno quanto un'adulto la mancanza di effetti speciali.

La regia della pellicola è affidata all'inglese  Jack Clayton, attivo produttore dagli anni 40 agli anni 60 e regista della trasposizione cinematografica de Il Grande Gatsby. E' morto nel 1995.



Jason Robards interpreta Charles Halloway, il padre del protagonista. Questo grande vecchio del cinema, scomparso nel 2000 a causa di un cancro ai polmoni, ha all'attivo una lunga filmografia e ha vinto due Oscar, uno per il film Julia e l'altro per Tutti gli uomini del presidente. Tra i suoi film ricordo C'Era una volta il West, Tora! Tora! Tora!, Philadelphia, Nemico Pubblico e Magnolia, ove interpretava il padre malato di Tom Cruise.



L'inglese Jonathan Pryce, uno dei miei attori preferiti, interpreta Mr.Dark. Anche la sua filmografia è sterminata, seppur non del tutto irreprensibile ed indimenticabile. Tra i film migliori segnalo l'allucinante Brazil di Terry Gilliam, L'Età dell'Innocenza, Ronin, Stigmate, la trilogia di Pirates of the Caribbean. Altri film meno riusciti il già citato L'Intrigo della collana e The Brothers Grimm (mi rifiuto di citare l'orrido titolo italiota) Dovete sentire inoltre la meravigliosa voce di quest'uomo: Evita, pur se disprezzato dalla critica, è uno dei miei film preferiti, nonché l'unico, assieme al Rocky Horror Picture Show, capace di farmi cantare ininterrottamente dall'inizio alla fine come un'invasata. Nel fim interpreta Juan Peron: sfido chiunque a non commuoversi sentendogli cantare She's A Diamond. Ha 50 anni e due film in uscita.



La musa della Blaxpoitation Pam Grier interpreta la Strega. Questo splendido donnone è stata un'icona Black degli anni 70, ed è stata riesumata dal mistico Quentin per il suo Jackie Brown, dove le è stato offerto il ruolo che dà il nome al titolo. Tra i suoi film si ricorda Foxy Brown, Fuga da Los Angeles, Mars Attaks!, Amiche Cattive. Ha 48 anni e un film in uscita.



sabato 21 aprile 2007

Street Trash (1987)

Dopo molto ponderare ecco che finalmente sono riuscita a vedere anche questa perla trash... Street Trash appunto di Jim Muro, conosciuto in Italia col titolo Horror in Bowery Street.



La trama è questa: il gestore di un'enoteca trova in uno scantinato alcune casse di un liquore chiamato Viper e decide di venderle a prezzo stracciato ai barboni che infestano il quartiere e soprattutto uno sfasciacarrozze. Peccato che questo Viper col tempo sia diventato un pò... corrosivo... e i barboni cominciano a morire in modi molto molto disgustosi...

Il film è di uno squallore raro, davvero fastidioso, se non fosse per alcuni momenti altamente trash ed ironici che lo alleggeriscono. Dico questo non perché sia confezionato male: gli "scioglimenti" dei barboni sono molto artistici, merito di Jennifer Aspinall, sembrano dei quadri astratti fatti con tempere variopinte. Però ciò che mostra il film in sé è a tratti insopportabile. Il folle barbone Bronson, reduce dal Vietnam con le sue visioni di atroci morti nei campi di battaglia, il degrado e lo squallore di coloro che vivono nello sfasciacarrozze, il laidissimo proprietario dello stesso, un ciccione che si scopa persino un cadavere, le scene di violenza carnale ai danni di una sgualdrina ubriaca.. Quello disturba più di qualsiasi scena splatter, dal mio punto di vista.



Per fortuna il film è alleggerito da inserti trash/comici come la partita di rugby improvvisata dai barboni utilizzando il membro di un loro compagno appena evirato (e questo lo metterei sotto definizione: TRASH), e i ridicoli siparietti  che hanno per protagonisti da una parte uno sbirro più duro di Charles Bronson, dall'altra un piccolo mafiosetto che ha il suo bel da fare con un suo giovane tirapiedi che non vedrebbe l'ora di farlo sbattere in galera..

In definitiva, un caposaldo del cinema horror di serie Z, girato con pochissimi soldi e tanta tanta fantasia, così come un' invidiabile noncuranza riguardo al cadere nel ridicolo. Sicuramente non un film per stomaci deboli, e neppure per palati raffinati. C'è solo estremo disgusto e risate a denti stretti, nessuna inquietudine e nessuna paura. A dirla tutta la genialata del film si ha durante i titoli di coda... lì si ride davvero...

Degli attori si sono perse le tracce, per fortuna, mentre Jim Muro è stato il secondo cameramen in molti film, anche recenti, come Abyss, Balla coi lupi, Predator 2, Terminator 2, JFK, Codice d'onore, Un giorno di ordinaria follia, Ragazze a Beverly Hills (mi vergogno ad ammetterlo ma adoro questo film!), True Lies, Casino (!!!!!), Heat, L.A. Confidential, Titanic, Il negoziatore, Red Dragon, X-Men 2 e 3.

Ed ecco un bell'estratto dal DVD di Street Trash... solo per darvi un idea di cosa aspettarsi.... e non lasciatevi ingannare dalla musichetta faceta...

mercoledì 18 aprile 2007

Aggiornamento GrindHouse

Aspettando Grindhouse di Tarantino & Rodriguez ho trovato on line i

FALSI TRAILER

che intervallano i due film... Ora, io li trovo geniali. Uno spettacolo trash. Partiamo da quello di

ROB ZOMBIE ovvero Women Werewolves of the S.S. <Holy moly!!!>

Attori: Udo Kier (!!!) Sheri Moon Zombie e una guest star esilarante!! Meglio di Maccio Capatonda...



Ecco quello di ELI ROTH ovvero Thanksgiving <esilarante a livelli inauditi...>





E per ultimo... EDGHAR WRIGHT ovvero il regista di Shaun Of The Dead con Don't





Questo farebbe onore a Lucio Fulci...

Ragazzi, non vedo l'oraaaaaaaaaaaaaa *___________*

E spero che sti film vengano effettevamente diretti e prodotti un giorno...

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