"Incontro sempre qualcosa di duro nella mia vita..."
... Vabbé.
Gesù, basta. Getto la spugna.
Obsidian ha vinto la strenua battaglia a colpi di titoli trash. Dopo
Riti, magie nere e segrete orge nel trecento... diretto e sceneggiato da
Renato Polselli (o
Ralph Brown, fate voi) la cosa peggiore che potrebbe chiedermi di guardare è il filmino delle vacanze sulla neve di
Brunetta quindi
Obsidian spara pure le tue cartucce peggiori, NUN TE TEMO! (Disse, prima di venire internata).
Per la cronaca, il prossimo film On Demand sarà Un sapore di ruggine e ossa.
Trama (ri-vabbé...):
per riportare in vita la strega Isabel, un gruppo di vampiri le sacrifica periodicamente delle giovani fanciulle. La situazione precipita quando nel castello del villaggio arriva la reincarnazione di Isabel, accompagnata da un gruppo di amiche...
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Con la sola imposizione delle mani... |
Urge una premessa prima di cominciare a parlare di
Riti, magie nere e segrete orge nel trecento... . Ho spulciato i pochissimi blog italiani che ne hanno parlato, giusto per curiosità, e la cosa più assurda che ho scoperto durante questa ricerchina è che se mai passasse per caso qualche fan di
Renato Polselli e leggesse ciò che sto per scrivere, i commenti diventerebbero una fucina di insulti rivolti alla mia persona. Cito testualmente da uichipìdia: "
Negli ultimi anni, l'opera di Polselli è stata oggetto di rivisitazione da parte della critica, che si è soffermata soprattutto sulla sua produzione horror e su quella barocca ed eccessiva degli anni settanta, tanto da assegnargli la fama di "autore maledetto"". Ma che sia maledetto non lo discuto, però per tredici generazioni come diceva
Depardieu ne
La maledizione dei Templari! Quindi, volete dirmi che c'è gente che riesce ad apprezzare questo regista di cui fino ad oggi non conoscevo neppure il nome e di cui giusto ieri ho giurato di non guardare mai più un solo film? C'è gente capace di riconoscere valore a una roba come
Riti, magie nere e segrete orge nel trecento...? Va bene, d'accordo, avete vinto, cari fan di
Renato Polselli. Prese singolarmente le immagini di questo abominio POTREBBERO anche avere un qualche tipo di fascino psichedelico e riconosco al regista visionarietà e fantasia da vendere, allo stesso modo in cui posso riconoscere a
Klaus Kinski un fascino particolare derivante da un mix di follia e carisma. Poi però basta, se mi costringete a riconoscere valore ad una pellicola diretta ignorando le più elementari regole del buonsenso, montata alla caz2o (nella stessa sequenza a volte è notte altre è giorno, oppure gli attori cambiano colore di capelli o abito, non scherzo), scritta col chiulo e recitata in maniera a dir poco atroce allora mi metto a fare cinema anche io, lo giuro: tanto, basta avere un mucchio di fantasia, giusto? Più che fantasia, "per fare questo viaggio ci vuol tanto coraggio", e lo dico per gli spettatori incauti. Ma andiamo con ordine.
Riti, magie nere ecc. avrebbe potuto essere un banalissimo horror gotico a base di sangue, sacrifici umani, vampirismo e reincarnazioni se solo questi elementi non fossero stati mescolati senza logica alcuna e con un senso della
consecutio temporum discutibile. Già le storie che coinvolgono reincarnazioni e flashback passati sono un casino da gestire normalmente, in questo caso abbiamo una novella
Barbara Steele (seh, te piacerebbe) che nel presente è una frigida fidanzatina con la stessa verve di una protagonista della
Telenovela piemontese (il livello recitativo dei coinvolti è quello) mentre nel passato era l'"amante di Dracula", una strega vampira la cui unica colpa probabilmente era quella di far invaghire tutti gli uomini del villaggio senza darla a nessuno di loro; ovviamente, TUTTI gli uomini che l'hanno vista impalettata prima e bruciata al rogo poi, si sono reincarnati nel presente come vampiri/stregoni/servi gobbi dal nome e dalla personalità intercambiabile. Giuro, non si capisce una cippa: il padre di oggi era l'amante di ieri e si chiama come il gobbo, un po' sfregiato un po' no, il padrone di mezzo castello (solo mezzo, ché il resto l'ha venduto appunto al padre della protagonista) passa per essere cattivo invece alla fine diventa buono, il 90% degli uomini del film sono vampiri ma se ne ricordano solo quando arrivano al castello, per il resto hanno vissuto fino a quel momento lavorando, pregando e mettendo al mondo reincarnazioni delle loro ex fidanzate. Vomito, non ce la faccio. In tutto 'sto casino, bisognava giustificare il bieco titolo distributivo. Le segrete orge nel trecento, che saranno mai? Innanzitutto, non sono orge e non sono nel trecento: se il film si ambienta nel 1973 (e dagli orrendi abiti che comprendono gilet di muflone, tutine rosse per i diavoli/vampiri e ciglia talmente finte da fare orrore alla compianta
Moira Orfei, non vedo perché dubitarne) e gli eventi passati sono accorsi 500 anni prima, il calcolo è presto fatto e, come diceva Pedro in
Excel Saga, "non torna". Passando alle orge, vero è che buona parte delle protagoniste dormono truccatissime e parruccate ma nude (non si sa mai nella vita...) e che le torture dei vampiri prevedono almeno dieci minuti di palpate con conseguente urletto orgasmico della malcapitata e una sorta di musichetta zozzerella in sottofondo, ma il massimo dell'orgia è un disgustoso
threesome a ritmo di musica jazz tra una bionda, un uomo al cui confronto
Ron Jeremy è Apollo e il mio idolo incontrastato Steffy.
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Steffy. Grazie di esistere! |
Steffy, per inciso, è l'unico motivo che mi spingerebbe a consigliare la visione di
Riti, magie nere ecc. perché un personaggio così nescio, caricaturale e
weird non l'ho mai visto neppure in una pellicola di
John Waters. Mi pare quindi giusto che sia lei ad inaugurare la parte scema del post, quella in cui vi delizierò con dialoghi riportati paro paro dal film e con alcune chicche genuinamente trash. All'inizio della pellicola schiatta tale Rachel (pronunciato come si scrive:
['rakel] Altre perle di pronuncia sono Lauren
['lauren] e Viveca
[vi'vɛka]) e la
wannabe lesbica se ne esce con "Io non credo ai demòni -
con l'accento sulla O, n.d.B. -, ma un piacere pazzo che uccide, uccide in una follia d'amore, che da l'ebbrezza del sangue!" mentre giustamente la garrula e saltellante Steffy esclama "Hanno ucciso Rachel? Ma no, non mi dire! Che bello, andiamo a vedere!!". Sempre lei, dopo essere caduta per la sesta volta su qualcosa di DURO (!) da la colpa ad un "Mostro mostruoso da impazzire, coi capelli verdi... perché TUTTI i mostri hanno i capelli verdi!" mostro, per inciso, che vede solo lei e, alla morte di Christa, esclama "Christa è defunta! E' defuntissima! Correte!!" prima di lamentarsi con un laconico "Proprio di vampiri...? Sono di uno sconvolgente!". Insomma, tra lei e le cretine di
Paganini Horror è una bella sfida a chi dice la str**zata più grossa. Altre sciccherie sono i paesani che, invece di lapidare la strega, le lanciano palle di cacca come farebbero le scimmie, il cosiddetto "Cunicolo delle serpi" popolato da un verme e un pipistrello di gomma che fa GNI!, vampiri che dovrebbero cercare donne giovani e pure ma, come direbbe Vivèca, "nasciamo tutte vergini" quindi alla fine si accontentano di una manica di bagasse, bastoni biforcuti che scrivono sulla pelle come pennarelli rossi, impalettamenti che durano ore e lasciano i malcapitati con un bubbone al centro del petto, gente che dovrebbe essere morta ma respira, ecc. ecc. Insomma, un capolavoro, ve lo consiglio proprio. E ora scusate ma vado al Castello di Balsorano per buttarmi dalla torre più alta sperando di non vedere mai più nulla di simile!
Renato Polselli è regista (col nome
Ralph Brown) e sceneggiatore del film. Nato ad Arce, ha diretto film come
Delitto al luna park, L'amante del vampiro, Ultimatum alla vita, Il mostro dell'Opera, La verità secondo Satana, Rivelazioni di uno psichiatra sul mondo perverso del sesso, Oscenità e
Marina e la sua bestia. Anche produttore e attore, è morto nel 2006, all'età di 84 anni.
Se vi fosse piaciuto questo film... no, niente, come non detto, chi diamine lo avrà guardato a parte me (vi interessasse mai, lo trovate
QUA. Vi sfido. Coraggio, vi sfido, ca**o!!!!)? Ma se DAVVERO vi fosse piaciuto
Riti, magie nere e segrete orge nel trecento... innanzitutto vergogna, poi recuperate l'opera omnia di
Renato Polselli perché non saprei davvero cos'altro consigliarvi di guardare! ENJOY!