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venerdì 31 agosto 2018

The Last Sharknado: It's About Time! (2018)

E' finita. Non so come ma è finita, grazie a tutti gli dei. O, almeno, spero. Il regista Anthony C. Ferrante ha sfornato anche quest'anno l'ennesimo capitolo della sua più fortunata creatura, The Last Sharknado: It's About Time! e stavolta pare non ci saranno altri sequel.  Ma perché ora sono così amareggiata quando l'anno scorso non vedevo l'ora di guardare il sesto episodio di Sharknado?


Trama: Fin e soci sono costretti a viaggiare nel tempo per combattere gli sharknado e impedire al terribile fenomeno atmosferico di distruggere il mondo.


L'anno scorso, alla fine del noiosissimo e discutibile quinto episodio, ero rimasta basita innanzi alla visione di Dolph Lundgren che, in guisa di figlio di Fin, invitava il padre ad imbarcarsi in un viaggio nel passato onde distruggere lo sharknado fonte di tutti i mali. Galvanizzata da tanta sfacciata ambizione tamarra, ho atteso col fiato sospeso The Last Sharknado: It's About Time!, confidando in un tripudio di trash e spacconate assortite ma dopo cinque minuti avevo già capito che Lundgren aveva mostrato a tutti il dito medio e abbandonato il progetto, lasciando il ruolo di Gil a comparse e signori nessuno e Ferrante e soci in preda alla deboscia più nera. A prescindere dalla sua infima qualità tecnica, che ormai è persino incapace di fare ridere, The Last Sharknado: It's About Time! è proprio noioso, ripetitivo, permeato da un autocompiacimento nostalgico che annulla persino le poche trovate buone e ammoscia quello che avrebbe dovuto essere l'obiettivo principale dell'ultimo episodio: sfogarsi, buttare tutto in ancor più caciara, rimanere negli annali come il trionfo dell'ignoranza, una roba da parlarne per anni. E invece. E invece abbiamo sempre lo stesso pattern di sceneggiatura: Fin e soci (i quali cambiano di volta in volta, per venire incontro a quei pochi attori che ancora credevano nel progetto o avevano bisogno di soldi contanti) saltano in un warp spaziotemporale, combattono lo sharknado di turno, cercano un mezzo abbastanza veloce da ricreare un altro passaggio per saltare nell'epoca successiva, ricominciano tutto da capo. Alla terza volta, il pattern diventa una palla cosmica. E voi direte, è come gli altri anni, cosa cambia? Sì, è vero, ma per l'ultimo capitolo speravo almeno in un colpo di coda, invece mi sono rimasti solo gli imbarazzanti siparietti di gente costretta a citare film della madonna (The Rocky Horror Show, Ritorno al futuro, La storia fantastica, di nuovo Guerre Stellari per la miseria...) o a darsi di gomito ammiccando (un'orripilante Tori Spelling che, vedendo Ian Ziering, gli chiede "Ma noi non andavamo al liceo assieme?") mentre passa dalla preistoria al medioevo inglese, dalla guerra d'indipendenza americana al Far West, dagli anni '60 ad un lontanissimo futuro, talmente apocalittico che penso nessuna distopia potrebbe reggere il confronto (SPOILER cloni di Tara Reid ovunque, che orrore!!!).


A parte la trama, se di trama si può parlare ché a un certo punto coi paradossi temporali gli sceneggiatori fanno un casino che scànsati, quello che mi offende è che, al SESTO episodio, non si sia riusciti a tirare su un minimo di effetto speciale decente. Secondo me qui non si può più parlare di budget scarso ma di incompetenza e di mancanza di rispetto per lo spettatore, della serie "tanto se li sono visti tutti così, cazzucene".  E non parlo solo dei dinosauri appiccicati sullo schermo in modo da non combaciare con gli attori costretti a interagire con loro, nemmeno degli squali che in sei anni non sono riusciti a rimanere di dimensione standard manco una volta, quanto proprio della poraccitudine dell'insieme, dei "props", chiamiamoli così: basterebbero anche solo l'enorme mazza da baseball brandita da Judah Friedlander, la corona posticcia posata in testa a Tara Reid e, in generale, tutti i "costumi" per far urlare allo scandalo, ché in una recita parrocchiale persino questi dettagli sarebbero più curati di quanto viene mostrato in The Last Sharknado. E vi dirò anche che, salvo alcuni attori che se la godono da morire come la favolosa drag queen Alaska Thunderfuck, vera punta di diamante del film con una Morgana esilarante, risulta palese come Ziering e soci si siano stufati e recitino col pilota automatico oppure caricando all'inverosimile la loro interpretazione, come il belinone che interpreta Billy the Kid, un guitto pescato nei peggiori bar di Caracas, probabilmente. Ovvio, Ziering e soprattutto la Reid non sono MAI stati due attori, per carità di ogni divinità, ma il vecchio Fin è ormai scoglionato, si vede, l'imbarazzo con cui i suoi comprimari si palleggiano battute da avanspettacolo è evidente e sono quasi certa che l'unica a crederci ancora fortissimamente sia solo Tara Reid, impegnata nel doppio ruolo di testa e moglie ma anche di Biancaneve, Jeeg Robot d'Acciaio, Regina Cersei, gatto di marmo, ecc. ecc. Insomma, il diludendo e non sto nemmeno a sprecare parole sulle guest star a meno di non sottolineare lo shock di vedere le due colonne portanti degli Offspring ridotte a umarell bolsi oppure quello di ritrovarmi davanti Tori Spelling ricoperta di cerone e col fisico sfondato. Prego Dio di non farmi invecchiare a 'sto modo o mi impicco. E credetemi, mi spiace vomitare tanto astio su una cretinata come The Last Sharknado, col quale speravo di congedarmi in goliardica amicizia ma quando è troppo è troppo. Speriamo sia davvero la Fin, stavolta!


Del regista Anthony C. Ferrante, che compare anche come membro della band che suona sulla spiaggia, ho già parlato QUI. Ian Ziering (Fin), Tara Reid (April), Vivica A. Fox (Skye), James Hong (Confucio), Bo Derek (Mary), Gary Busey (Wilford Wexler) e John Heard (George, in un filmato d'archivio) li trovate invece ai rispettivi link.

Judah Friedlander interpreta Bryan, ruolo ripreso da Sharknado 2: A volte ripiovono. Americano, ha partecipato a film come Ti presento i miei, Zoolander, ... E alla fine arriva Polly, Starsky & Hutch, Cabin Fever 2 - Il contagio, Star Wars - Il risveglio della forza e a serie come 30 Rock; come doppiatore, ha lavorato in American Dad!. Anche sceneggiatore, regista e produttore, ha 49 anni e un film in uscita.


Leslie Jordan interpreta Benjamin Franklin. Americano, ha partecipato a film come Jason va all'inferno, The Help, Fear, Inc. e a serie come Jarod il camaleonte, Dharma e Greg, Ellen, Più forte ragazzi, Sabrina vita da strega, Nash Bridges, Ally McBeal, Monk, Desperate Housewives, Supernatural, American Horror Story e Will & Grace; come doppiatore, ha lavorato in Mucche alla riscossa e American Dad!. Anche sceneggiatore, ha 63 anni e due film in uscita.


Tori Spelling interpreta Raye. Americana, la ricordo per film come Scream 2 e Scary Movie 2 , inoltre ha partecipato a serie quali Love Boat, Bayside School, Melrose Place, Beverly Hills 90210, Perfetti... ma non troppo, Smallville e 90210; come doppiatrice, ha lavorato in Biker Mice da Marte, American Dad!, I Griffin - La storia segreta di Stewie Griffin e I Griffin. Anche produttrice, sceneggiatrice e regista, ha 45 anni.


Tra le guest star presenti nel film segnalo la già citata drag queen Alaska Thunderfuck nei panni di Morgana, l'astrofisico Neil deGrasse Tyson in quelli di Merlino, la Troi di Star Trek, Marina Sirtis, come Winter, gli invecchiatissimi (gesù, che shock!) Dexter Holland e Noodles degli Offspring nei panni di due membri della marina britannica, il comico Darrell Hammond (George Washington), il cantante dei Twisted Sisters Dee Snider (lo sceriffo), Chris Owen (lo Sherman di American Pie, qui nei panni di Gil trentenne), Christopher Knight (nonno Clarke), Bernie Kopell (in quanto ex-membro del cast di Love Boat gli tocca la parte del capitano del battello), LaToya Jackson (Cleopatra), Kato Kaelin (era l'amichetto di O.J. Simpson, qui interpreta il Re vichingo) e l'immancabile Al Roker nei panni di se stesso; dai vecchi Sharknado tornano inoltre Charles Hitting, ovvero Matt il figlio maggiore di Fin, Ryan Newman (la figlia Claudia), i due malviventi che aprivano il primo Sharknado, Mark McGrath (Martin) e Masiela Lusha (Gemini). Troppa gente, porca miseria! Per finire, se volete conoscere tutti i passaggi della saga che ha rovinato l'estate ai cinefili e rallegrato, almeno per un po', quella dei trashofili, recuperate Sharknado, Sharknado 2: A volte ripiovono, Sharknado 3: Attacco alla casa bianca, Sharknado 4 e Sharknado 5: Global Swarming. ENJOY!

venerdì 11 agosto 2017

Sharknado 5: Global Swarming (2017)

Come ogni anno è arrivato lo scotto da pagare: Sharknado 5: Global Swarming, diretto dal regista Anthony C. Ferrante, è uscito negli USA il 6 agosto con un battage pubblicitario da fare invidia a Dunkirk... e potevo quindi forse non guardarlo?? Leggete tranquilli, NON CI SONO SPOILER!


Trama: dopo aver trafugato un antico manufatto da Stonehenge, Fin e Nova scatenano sharknado in tutto il mondo...


Quando dico che non mi fido molto delle iperboli e dei giudizi definitivi, lo dico con cognizione di causa: a 15 minuti dall'inizio e fino a tre dalla fine, il quinto capitolo della saga creata dalla Asylum per me era "già il peggior Sharknado di sempre". Il che è vero, per carità, perché se dovessi fare un elenco di tutte le cose sbagliate di Global Swarming (dove per sbagliate intendo ANCORA PIU' rispetto agli altri episodi, salvo forse quell'orrore del secondo) scriverei un post fiume... il problema è che davanti ad un finale sborone, trash, sfacciato, terrificante, epico e commovente come quello concertato dagli sceneggiatori sono stata costretta a timbrare già il cartellino per l'appuntamento dell'anno prossimo e vergognarmi pubblicamente di aver anche solo PENSATO che la saga di Sharknado fosse finita. Ma non pensiamo al futuro, guardiamo al presente. Avevamo lasciato Fin e famiglia (il cui numero di membri varia a seconda dei mesi, credo) felici, contenti e lontani dagli squali ma ovviamente con la famiglia Shepard la tranquillità non può durare: pargolo alla mano, il nostro eroe e la iron woman April volano in Inghilterra per, credo, aiutare gli 007 inglesi a creare una task force anti Sharknado e lì Fin viene contattato da Nova per rinvenire un manufatto strettamente collegato con i tornado squaluti. Da lì, il delirio, tra Shark God, booby traps, teletrasporto e soprattutto il Global Swarming del titolo, che arriva a toccare una decina di diverse capitali mondiali, con tutti gli stereotipi del caso e con la solita, infinita ridda di citazioni, che quest'anno passano sfacciatamente da Indiana Jones (con intere scene e dialoghi presi di peso da I predatori dell'arca perduta) a 007 fino ad arrivare a... no, non ve lo dico, l'omaggio finale è talmente commovente che posso solo lasciarvi il gusto di scoprirlo. Oddio, sto però mettendo troppo affetto in questo post e giustamente voi vorrete leggere il solito elenco di insulti perché, mi preme sottolinearlo ancora una volta, nonostante la sboronaggine Sharknado 5 non è disgustosamente bello come il capitolo che lo ha preceduto, bensì brutto forte come il secondo, nonché zeppo di guest star a me totalmente sconosciute: ad interpretare la regina, per esempio, c'è un puchiaccone rifatto di nome Charo, che a rigor di logica dovrebbe essere la Raffaella Carrà americana. Agghiacciante su più livelli, ma di alcune delle altre mille guest star parlerò nel solito trafiletto a fine post.


La regia, solo per iniziare con qualcosa di semplice, è tornata a livelli imbarazzanti (non che li abbia mai abbandonati ma...) e non avete idea di quanti primi piani vengano sprecati sulle facce inespressive di Ian Ziering e Tara Reid. Soffermiamoci un attimo su quest'ultima, prima di cominciare a parlare di effetti speciali (LOL), sebbene persino Ian Ziering, protagonista di una delle scene "strappalacrime" più esilaranti di sempre, meriterebbe altro che un Razzie Award. Tralasciando la mise inguardabile sintetizzata in ciocche di capelli fucsia, lilla e bionde combinata ad un corpetto striminzito e uno di quei pellicciotti fucsia in pelo di Uan che vendevano da H&M, sono proprio i primi piani e, mai come quest'anno, le urla della Reid (a un certo punto persino in versione Super Sayan) ad offendere occhi e orecchie dello spettatore, anche il più ben disposto: definirla cagna maledetta è un'offesa alle povere cagne maledette, aggiungo solo che nei momenti topici la fanciulla è indecisa tra una resting bitch face, l'espressione di chi sta per vomitare e quella di chi ha dimenticato gli occhiali da sole quando l'astro celeste picchia secco contro il parabrezza dell'auto. Gli effetti speciali sono ai livelli degli anni precedenti, con gli squali che cambiano dimensione a seconda che debbano colpire o venire colpiti dal personaggio (alcuni spiaccicano le vittime al suolo, altri arrivano ad un metro dal protagonista prima di rimpicciolirsi così da venire colpiti e uccisi con un pugno, persino dal figlio di Fin) ma quest'anno hanno deciso di superarsi creando il cosiddetto Blob of Sharks, praticamente la versione radioattiva del banco di pescetti che aiutavano Dory e Marlin a cercare Nemo combinandosi in varie forme e, dovendo ambientare delle scene a Tokyo, non poteva mancare lo Sharkzilla (o Pokémon Go, se per questo) e neppure lo SHARKSAFARINADO. Don't Ask. Avrei ben due pagine di appunti con le quali corredare questo post ma avevo promesso niente spoiler quindi le terrò per me, nonostante siano esilaranti. L'unica cosa che mi sento di aggiungere è un plauso a chi ha creato i titoli di testa a cartoni animati, con Lilli e il Vagabondo versione squalo e alcune sequenze realizzate in stile anime, un coppino a chi ha deciso di ricreare il video di Lord of the Board con gli Offspring in sottofondo manco fossimo negli anni '90 e uno sputo ai "dialoghisti": roba come "London Bridge is Falling Down", "Same Shark Different Day", "We'll Make The World Great Again", "Che cavolo! Mamma mia!" messo in bocca a degli italiani e soprattutto "Forgive Me Father For I Am Fin (detto al PAPA. Al Papa, santo Cielo!!! E non vi dico chi è il Papa...)" non si può sentire. E poi, soprattuttamente, MANCA DAVID HASSELHOFF, cosa molto MALE, nonostante la guest star finale che... no, di questo non posso proprio parlare! All'anno prossimo, squaletti!


Del regista Anthony C. Ferrante ho già parlato QUI. Ian Ziering (Fin Shepard), Tara Reid (April Shepard) e Dan Fogler (Se stesso) li trovate invece ai rispettivi link.

David Naughton interpreta l'ambasciatore Kesler. Americano, lo ricordo per film come Un lupo mannaro americano a Londra e I gusti del terrore, inoltre ha partecipato a serie come Love Boat, La signora in giallo, Ai confini della realtà, MacGyver, Melrose Place, E.R Medici in prima linea, Grey's Anatomy e American Horror Story. Ha 67 anni e quattro film in uscita.


Ora, parliamo un po' di guest star e qui OCCHIO AGLI SPOILER. Oltre a gente a me ben poco conosciuta come il cantante dei Poison Bret Michaels e lo skater Tony Hawk nei panni di loro stessi, c'è l'ex comico del Saturday Night Live Chris Kattan nel ruolo di primo ministro inglese, la trekkie Nichelle Nichols in quello del Segretario Generale Starr, l'attore di Z Nation Russell Hodgkinson in quello di Steven Beck (che è poi lo stesso personaggio del telefilm), il presentatore Geraldo Rivera in quello del Dr. Angels, la campionessa olimpica di pattinaggio artistico Sasha Cohen, Olivia Newton-John assieme alla figlia Chloe Lattanzi, entrambe nei panni delle due dottoresse che rimontano April, il wrestler un tempo conosciuto come Johnny Nitro nel ruolo di Rodolfo, il modello Fabio in quello del Papa (Gesù...) e soprattutto lui... Dolph Lundgren nel ruolo più inaspettato di sempre, che ovviamente non spoilero in caso non abbiate tenuto conto dell'avvertenza di cui sopra. Aggiungo solo che il film è dedicato alla memoria di John Heard, comparso come guest star nel primo Sharknado e, nell'attesa che esca il sesto capitolo l'anno prossimo, vi comando di rinfrescarvi la memoria guardando i primi cinque episodi della saga più trash di sempre. ENJOY!

venerdì 5 agosto 2016

Sharknado 4: The 4th Awakens (2016)

Errare è umano, perseverare diabolico. Talvolta però può essere anche la giusta strada da intraprendere e lo dimostra lo sfacciatissimo Sharknado 4: The 4th Awakens, sempre diretto dall'intrepido regista Anthony C. Ferrante e mandato in onda dall'iconico canale SyFy.


Trama: grazie alla ditta Astro-X, ormai da cinque anni l'America è libera dagli sharknado. Proprio quando Fin decide di prendersi una vacanza e andare a Las Vegas, però, gli sharknado ricominciano a manifestarsi in forme inaspettate...

Colpi di cippa sullo squalo
Quest'anno ho preso appunti, ve lo giuro. Fin dal titolo mortale, prodromo di un'introduzione con testo scorrevole identica a quella storica di Guerre Stellari, che racconta brevemente come sia possibile che dal terzo film siano passati cinque anni, per di più senza sharknado, il quarto capitolo di questa ormai irrinunciabile saga estiva è un profluvio di citazioni cinematografiche messe ad minchiam. Talmente ad minchiam, in effetti, che se gli altri anni la "sceneggiatura" di Sharknado mi era parsa sottomettersi all'esigenza di inserire più guest star possibile (non che stavolta manchino, per carità), stavolta è diventata un puzzle capace di accorpare il già citato Guerre Stellari, Iron Man,The Avengers, Terminator, Pinocchio, Christine - La macchina infernale, Non aprite quella porta e persino Il mago di Oz; se riuscite a trovare un minimo comun denominatore tra le trame di questi film avete già le carte in mano per candidarvi a sceneggiatori di Sharknado 5 ma se bastasse così poco potrei riuscirci anche io. Il fatto è che i realizzatori di Sharknado devono avere letto i miei vecchi post, quelli in cui lamentavo una generale mancanza di coraggio nell'osare l'inosabile (eh no, a me l'idea di uno sharknado non è mai bastata) e hanno capito che per soddisfarmi appieno non avrebbero dovuto limitarsi a mostrare gente che combatte gli squali con pugni e sciabole finte, ma avrebbero dovuto proprio SBRAGARE. Mandare al diavolo ogni limite, ogni briciola di senso del pudore. E quest'anno l'hanno fatto, santo cielo, al punto da costringermi a fissare lo schermo incredula per un'ora e mezza costellata di risate a non finire. Sapete, quelle risate da manicomio, che indicano il cedimento dei nervi o dei neuroni. Ovviamente non voglio fare spoiler perché so che tra i lettori ci sono almeno un paio di fan scatenati della saga ma qui parliamo di cliffhanger risolti nel modo più imbecille possibile, supereroi, bambini convinti di essere figli di una squalA, automobili utilizzate come tavole da surf, matrioske di squali, pernacchie alle più elementari leggi della fisica, epica ignoranza davanti agli effetti di oggetti radioattivi, tecniche di rianimazione che al confronto il Dr. House di Marcello Cesena era un luminare, Boozy David come se piovesse e, soprattuttamente, ogni variazione possibile ed immaginabile del termine Sharknado. Insomma, una merdaviglia.


Una simile esagerazione pretendeva il coinvolgimento della WETA, che però ha fatto una leva ai produttori per non ritardare gli effetti speciali di film più seri. Ma pensate che Ferrante abbia deciso di rinunciare? GIAMMAI! Se la fotografia è un pelino migliorata rispetto agli altri anni, gli effetti speciali di questo quarto episodio fanno schifo a livelli inenarrabili: non c'è UNO squalo che rispetti le proporzioni di quelli che lo affiancano e neppure degli attori che dovrebbero interagire con lui, ça va sans dire, e non so se è peggiore il distacco tra i protagonisti e il green screen sul quale sono costretti a recitare oppure la resa grafica dei vari X-nado. In compenso gli attori danno moltissima soddisfazione, nel senso che ormai fanno davvero il cavolo che vogliono e nessuno pretende nulla da loro. A dire il vero, Ian Ziering, quest'anno anche produttore, l'ho trovato un po' sottotono, forse perché perso nell'infinita quantità di comprimari che gli hanno appioppato onde creare una sorta di clan Shepardiano di cacciatori di squali, con Hasselhoff e la Reid in testa, sui quali sarebbe bene spendere due parole. Boozy David si permette di interpretare un Colonnello che pare appena uscito da un centro di riabilitazione per alcolisti (ops!) e persino di canticchiare a fior di labbra la Cavalcata delle Valchirie, Tara Reid è invece così cagna maledetta e rifatta che non si sono neppure sbattuti ad insegnarle come si tirano dei pugni ad un sacco, hanno preferito velocizzare l'intera sequenza a mo' di comiche, roba da causare la morte istantanea di Sylvester Stallone. E tra un tizio che si ritrova la moglie morta e se la dimentica dopo due secondi senza versare neppure una lacrima, Gary Busey che sembra lo scienziato pazzo di Avanti un altro, bambini che strillano palesemente scoglionati in quanto lo storyboard li prevede aggrappati ad una trave per un tempo praticamente infinito, orripilanti e fintissimi baci tra moglie e marito e marchette all'imminente (evviva!) 2 Lava 2 Lantula, il Cinema e financo il cinema ma pure il cinema si sono fatti probabilmente esplodere in un tripudio di miccette formando in cielo la scritta Zio Cantante dinnanzi a cotanto sfoggio di bulla ignoranza. Io posso solo flagellarmi urlando WES ANDERSON! espiando così la vergogna di esser costretta a mettere nero su bianco queste parole: Best. Sharknado. Ever. All'anno prossimo, squaletti!


Del regista Anthony C. Ferrante ho già parlato QUI. Ian Ziering (Fin Shepard), Tara Reid (April Shepard), David Hasselhoff (Colonnello Gilbert Shepard), Gary Busey (Wilford), Steve Guttenberg (Colton), Stacey Dash (il sindaco di Chicago) e Caroline Williams (Stretch) li trovate invece ai rispettivi link.


La saga di Sharknado quest'anno è diventata un affare di famiglia visto che tra le varie comparse ci sono Steffanie Busey (moglie di Gary) e Hayley e Taylor-Ann Hasselhoff (le figlie di Boozy David), mentre Gena Lee Nolin e Alexandra Paul, membri del cast di Baywatch, si riuniscono per qualche minuto a David Hasselhoff in un simpatico e nostalgico siparietto. Tra gli altri personaggi famosi (o meglio, tra quelli che ho riconosciuto io perché Sharknado conta almeno 40 guest star tirate fuori da sit-com, reality, persino YouTube), spuntano anche il creatore della Troma Lloyd Kaufman nei panni di un ingegnere spaziale e anche l'attore dietro la maschera di Leatherface in Non aprite quella porta 3D (Dan Yeager, che interpreta Gunnar, da Gunnar Hansen, ovvero il Leatherface originale). Detto questo, siamo sempre lì: se Sharknado: The 4th Awakens vi fosse piaciuto recuperate i precedenti Sharknado, Sharknado 2: The Second One, Sharknado 3: Oh Hell No! e ovviamente il tamarrissimo Lavalantula, nell'attesa di un probabile Sharknado 5 di cui, stranamente, non è ancora stato dato annuncio. Volete che muoro? ENJOY!

mercoledì 29 luglio 2015

Sharknado 3: Oh Hell No! (2015)

In una vecchia pubblicità si diceva "Il Natale quando arriva, arriva". Lo stesso vale per l'estate, che da qualche anno mena seco, almeno in America e sul canale SyFy, l'imprescindibile appuntamento con Sharknado, una delle saghe più sfacciatamente trash mai create da mente umana. Ed è per questo che mi appresto a parlarvi di Sharknado 3: Oh Hell No!, diretto dal regista Anthony C. Ferrante.


Trama: dopo essere stato premiato nientemeno che dal presidente degli Stati Uniti, Fin cerca di raggiungere la famiglia ad Orlando, prima che un MURO di tornado zeppi di squali si abbatta su tutta la Costa Est, cancellandola dalla faccia della Terra...


"Oh Hell No!". Un'esclamazione che viene pronunciata da uno dei personaggi del film, giustamente stufo di tutti gli squali che cadono dal cielo, ma anche un'anticipazione di quello che passerà più volte per il cervello allo spettatore durante la visione della pellicola. Se il primo Sharknado era una supercazzola priva di serietà, se il secondo capitolo era una becera scusa per inanellare un'infinita serie di autocitazioni e guest star, come si potrebbe infatti definire Sharknado 3 se non un "ecchecca**o, no! Ancora?" di dimensioni epiche? Fin dalla sigla iniziale che fa il verso ai film di James Bond viene chiarito allo spettatore che questa volta il terzo capitolo della saga creata da Ferrante e prodotta dalla Asylum sarà un esagerato trionfo di sboroneria al limite del supereroismo; Fin non è più l'ingenuo salvatore "per caso" di un tempo, bensì uno sharknadologo a tutti gli effetti che, oltre a portare una sfiga paurosa, riesce persino a "sentire l'odore degli squali nell'aria" e ha un rapporto privilegiato col Presidente degli Stati Uniti, la capacità di pilotare aerei e financo uno shuttle. Gli sharknado poi non si limitano più a spantegare squali a destra e manca ma distruggono direttamente intere città (e non città qualsiasi, attenzione!) e le bestiacce zannute, apparentemente, aspettano il tempo che corre tra un tornado e l'altro negli strati più gelidi dell'atmosfera terrestre, alla faccia del non poter respirare fuori dall'acqua (ma forse c'è il mare di nuvole come in One Piece?). Già questi di per sé sono dei bei WTF (come se non lo fosse già abbastanza l'idea stessa di uno sharknado) ma stavolta Ferrante e compagnia ci hanno dato giù pesante con sangue finto, guest star che muoiono male (non vi dico chi diventerà un uomo torso ma quello è stato l'unico momento in cui ho riso fino alle lacrime) esplosioni, botti, urla, devastazione, raggi della morte supersegretissimi e destini finali talmente tirati per i capelli che ho dovuto ripetere la visione di alcune sequenze un paio di volte per essere sicura che davvero davanti ai miei occhi si stessero palesando scene simili.


A differenza dei primi due capitoli c'è da dire che Sharknado 3 è MOLTO ambizioso. L'azione si snoda in parecchie città degli Stati Uniti e financo nello spazio, inoltre sono riusciti a tirare dentro persino un'icona trash come "Boozy" David Hasselhoff (l'unico motivo per cui mi sono decisa a dare l'ennesima chance alla saga ma, a dirla tutta, il suo personaggio è talmente insignificante e banale che non mi è scappato nemmeno da ridere...) ma il problema è che il film è anche MOLTO brutto. Intendo, più brutto dei suoi due predecessori, il che è tutto dire. Persino io che non ne capisco una fava di regia, fotografia, effetti speciali e montaggio ho intuito che forse stavolta i realizzatori avevano superato sé stessi in quanto ad inettitudine e, spulciando qui e là su internet, ho avuto la conferma che ormai, dopo millemila film, anche il mio "senso di Ragno" si è affinato: per realizzare Sharknado 3 erano infatti stati richiamati tutti quelli che avevano lavorato al primo, storico (e già graficamente orrendo, intendiamoci) capitolo ma siccome i poveracci avevano chiesto un diverso contratto e erano entrati in sciopero proprio durante le riprese, è stato deciso di rimpiazzarli con manovali privi di esperienza. Bravi!! Complimenti proprio! Avessero rimpiazzato anche Tara Reid, sempre più rifatta ed inespressiva, o quel mezzo pucchiaccone di Cassie Scerbo, costretta ad interpretare la parte della fatalona guerriera traumatizzata dalla visione ravvicinata dell'interno di uno squalo! Insomma, ormai (??) la saga Sharknado fa acqua da tutte le parti e non bastano il continuo avvicendarsi di guest star sempre meno blasonate (e che comunque la maggior parte dei teenager non riconoscerebbe: capisco Ciccio Martin ma quale ragazzino ricorda Jones di Scuola di polizia o la mocciosa de La macchina nera???), il carisma (!) di un Ian Ziering sempre più convinto del suo ruolo o la serrata interazione col pubblico a base di hashtag e sondaggi. E a proposito di quest'ultima questione, io getterei la spugna ma sono curiosa di sapere cos'hanno deciso i fan per Sharknado 4 dopo quel trionfo di WTF che hanno avuto il coraggio di chiamare "finale", quindi vi ridò sicuramente appuntamento all'anno prossimo, mannaggia ai pescetti!


Del regista Anthony C. Ferrante (che compare anche nei panni di un membro della NASA) ho già parlato QUI. Di Ian Ziering (Fin Shepard), Tara Reid (April Wexler) e David Hasselhoff (Gilbert Grayson Shepard) ho parlato invece ai rispettivi link.

L'ho trovata per caso sul web. Siccome sto ridendo da due ore non potevo non metterla!
Bo Derek (vero nome Mary Cathleen Collins) interpreta May Wexler. Americana, la ricordo per film come L'orca assassina, 10 e Tarzan l'uomo scimmia, inoltre ha partecipato a serie come Settimo cielo e CSI - Miami. Anche produttrice, ha 59 anni.


Michael Winslow interpreta Brian "Jonesy" Jones. Indimenticabile Jones della saga Scuola di polizia (personaggio che lui stesso ha doppiato nell'omonima serie animata e in un episodio di Robot Chicken), lo ricordo per altri film come Balle spaziali e inoltre è stato la "voce" di Mogway e Gremlins in Gremlins; ha partecipato anche a serie come Love Boat, Harry e gli Henderson, Detective Extralarge e, come doppiatore, a un episodio de I Griffin. Americano, è anche sceneggiatore e produttore, ha 57 anni.. e lo rivedremo in Lavalantula, che ho intenzione di guardare nei prossimi giorni.


Cassie Scerbo era già apparsa nel primo Sharknado sempre nel ruolo di Nova mentre l'attrice che interpreta la figlia di Fin, Claudia, è cambiata ed ecco spiegato il recurring joke del cambio di tinta (Aubrey Peeples era bionda mentre Ryan Newman è mora). Tra le altre guest star che sono riuscita a riconoscere segnalo la presenza dell'ex "Malcom in the Middle" Frankie Muniz, dell'imprenditore nonché proprietario dei Dallas Mavericks e della Magnolia Pictures Mark Cuban ("squalo", ovvero potenziale investitore, del reality americano Shark Tank, nel quale aspiranti imprenditori presentano le loro idee a questi abbienti ricconi) nei panni del presidente, del cantante Ne-Yo (l'agente Devoreaux), del wrestler Chris Jericho (l'addetto alle montagne russe), della scrittrice Jackie Collins (sorella minore di Joan Collins, interpreta sé stessa), dell'ex bambina prodigio (nonché protagonista di cult come Il cane infernale e La macchina nera) Kim Richards nei panni della svampita Babs Jensen, di Jerry Springer (l'incauto turista che vorrebbe posare davanti a uno squalo) e ovviamente del creatore delle Cronache del ghiaccio e del fuoco, George R.R. "Ciccio" Martin. Detto questo, nell'attesa che esca l'anno prossimo Sharknado 4, se Sharknado 3 vi fosse piaciuto recuperate Sharknado e Sharknado 2: The Second One. ENJOY!


venerdì 8 agosto 2014

Sharknado 2: The Second One (2014)

-Che pesci sono quelli?
-Squali.
-Squelli.

Mi ero ripromessa che non lo avrei fatto mai più. E invece, puntuale come il Natale, al grido di Shark Happens! ecco arrivare la supercazzola estiva targata SyFy/Asylum col ridondante titolo di Sharknado 2: The Second One, sempre diretto da Anthony C. Ferrante.


Trama: Fin ed April stanno cercando di lasciarsi alle spalle lo sharknado di Los Angeles e decidono di andare a New York per incontrare la sorella di lui con famigliola a seguito. Ad attenderli ci saranno stavolta ben DUE tornado con tanto di tempesta elettrica e, ovviamente, squali...


Il Ma perché??
Se l'anno scorso siete riusciti a superare indenni l'estate senza venire a conoscenza di Sharknado o se non vi interessa il genere evitate tranquillamente di leggere questo post, non ne avrò a male. Se, per contro, la scorsa estate ci siete cascati e volete sapere se esistono motivi validi per continuare a farvi del male la risposta è facile ed univoca: NO. Sharknado era zeppo di ca**ate? The Second One lo supera di brutta maniera ma lo fa con quell'arroganza che mancava al primo capitolo, con la sicumera di chi sa di aver creato una macchina per far soldi e ride in faccia allo spettatore bibino gettandogli in pasto "camei" (e poi vediamo quali nelle solite note a fine post, eh!!!), citazioni da horror famosi, continue strizzate d'occhio al primo Sharknado e un autoreferenzialismo francamente irritante da sostenere per un'ora e mezza. Ammetto che la lunghissima scena prima dei titoli di testa è talmente esagerata che guardarla è quasi un piacere: come un novello John Lithgow il povero Ian Ziering cerca di convincere i passeggeri di un aereo che fuori, in mezzo alla procella, ci sono squali volanti. Tutti a guardarlo, giustamente, come si guarderebbe un mentecatto se non fosse che, da lì a un secondo, la sciagura zannuta si abbatte sull'aereo, con tutto quel che ne consegue, ovvero i dieci minuti migliori del film, senza un attimo di respiro e senza un attimo di credibilità, ovviamente: come già dissi nel post dedicato al primo capitolo, la suspension of disbelief si è direttamente impiccata prima ancora che cominciasse Sharknado 2. Il problema è che dopo quest'inizio sublime e divertentissimo il film s'affossa e diventa la fiera della noia, più che del WTF, cosa che assolutamente non dovrebbe accadere nel corso di una pellicola come questa.

Il MaCCosa
Raddoppiando le minacce, spostando l'ambientazione da Los Angeles a New York e facendo miseramente fallire l'esplosivo trucchetto utilizzato da Fin in Sharknado la zuppa (di pesce) non cambia comunque e l'intero film è fondamentalmente una ripetizione pedissequa del primo capitolo (viene persino riproposta la scena cult per eccellenza), con l'aggravante che stavolta spuntano guest star più che squali e sembra che la trama sia stata scritta apposta per infilarne a forza quante più possibili invece di limare un po' i difetti di Sharknado, che tornano prepotenti in The Second One: gente che fa cose senza motivazioni plausibili (tipo LANCIARE DELLE MOTOSEGHE DENTRO UN TORNADO col rischio di colpire chiunque!!), personaggi che vengono sacrificati solo per mostrare quanto sia fico Fin con lui che non versa una lacrima né muove un dito per evitarne la morte, altri personaggi che all'improvviso si mettono a citare intere scene di film cult come per esempio La Casa 2 o L'armata delle tenebre ignorando completamente quella che è stata la loro personalità fino a quel momento e, last but not least, siccome Sharknado 2 è ambientato a New York ci tocca anche il pistolotto patriottico in perfetto stile 11 settembre, imbarazzante in qualunque film e totalmente inadeguato per lo spirito cazzaro di questo. Passando agli effetti speciali il livello è leggermente migliorato nella misura in cui la fotografia non è più virata in quegli orrendi toni di grigio che abbruttivano Sharknado ma gli squali sembrano comunque finti, sono passati quasi quarant'anni ma non c'è speranza per la Asylum di superare o anche solo eguagliare quello che ci aveva mostrato Spielberg negli anni '70. Quanto agli attori, l'unico che paradossalmente si salva è Ian Ziering, che ormai ha preso il ruolo di Fin dannatamente sul serio e si impegna con ogni fibra del suo essere per darci quel tamarro che è sempre in voga perché non è di moda mai. Tara Reid è meno in botta rispetto al primo capitolo, forse perché ci crede di più anche lei, ma resta fondamentalmente una cagnolina e la povera Vivica A. Fox... signorina, se penso che eri la Vernita Green di Kill Bill e ora sembri una di quelle afroamericane chiattone da sitcom mi verrebbe da lanciarti un coltello e beccarti in mezzo al petto. Questa presa di consapevolezza mi abbatte, quindi concludo il post con insolita mestizia e un'insana voglia del vero trash di una volta, quello che inorridisce e affascina allo stesso tempo!

Il WTF
Del regista Anthony C. Ferrante, che interpreta anche il chitarrista in metropolitana, ho già parlato qui. Ian Ziering (Fin) e Tara Reid (April) li trovate invece ai rispettivi link.

Vivica A. Fox (vero nome Vivica Anjanetta Fox) interpreta Skye. Americana, la ricordo per film come Nato il 4 luglio, Independence Day, Batman & Robin, Giovani diavoli e soprattutto Kill Bill - Volume 1 e Kill Bill - Volume 2. Ha partecipato anche a serie come Willy il principe di Bel Air, Beverly Hills 90210, Otto sotto un tetto, Tutto in famiglia e Alias. Anche produttrice, ha 50 anni e nove film in uscita.  


Incalcolabile il numero di guest star o presunte tali, almeno per quel che ho potuto riconoscerle io. Andiamo con ordine: la figlia di Ozzy Osborne, Kelly, è l'improbabile hostess dai capelli lilla, Judd Hirsh (ovviamente) il vecchio tassista, Mark McGrath, cantante dei Sugar Ray, è il cognato di Fin (il nipote, per la cronaca, è invece interpretato dal figlio di Chazz Palminteri, Dante), il wrestler Kurt Angle è il capo dei vigili del fuoco, Billy Ray Cyrus, padre di quella porcona di Miley, è il dottor Quint, Andy Dick è il poliziotto che accoglie Fin dopo lo scampato disastro aereo, il gossipparo Perez Hilton è uno dei passeggeri dell'aereo, Robert Hays è il pilota e non a caso era il protagonista de L'aereo più pazzo del mondo, la sua assistente invece è interpretata da Rachel True, che era una delle quattro Giovani Streghe. Per finire, potrei avere capito male ma tutti i meteorologi presenti nel film sono veri così come, credo, i presentatori dei vari talk show. Detto questo, mi dispiace ma aspettiamoci per l'anno prossimo uno Sharknado 3 , cito direttamente dal sito della SyFyLos Angeles and New York were not enough! Coming in Summer 2015, another city will be devoured by flying sharks when the new Original Movie Sharknado 3 premieres. But which city will it be... Guarda, non ci dormirò la notte!! Nel frattempo che aspettiamo con ansia il terzo capitolo, se Sharknado 2: The Second One vi fosse piaciuto recuperate Sharknado. ENJOY!



martedì 30 luglio 2013

Sharknado (2013)

Talvolta rimango senza parole. Non tanto per quel che guardo, ma per la deficienza che mi spinge a vedere queste robe immonde nonostante già Lucia e Beatrix (tra gli altri) mi avessero messa in guardia! E così mi sono imbarcata nella visione di Sharknado, diretto dal regista Anthony C. Ferrante, prodotto dalla Asylum e mandato in onda per direttissima, qualche settimana fa, sul canale televisivo americano SyFy.


Trama: tutt'a un tratto la California viene colpita da una tempesta apocalittica che prima allaga le strade riempendole di squali, quindi crea tornado che lanciano sui cittadini indifesi siffatte bestiacce pinnate...

Scena epica.
Cominciamo col dire che ci vuole del coraggio e della fantasia a girare e distribuire 'sta roba, che proietta di diritto ogni film andato in onda per il ciclo Alta Tensione nell'empireo dei capolavori. Ci vuole della fantasia perché sinceramente l'idea che degli squali potessero piovere dal cielo come le rane di Magnolia non mi era mai passata nemmeno per l'anticamera del cervello, figuriamoci poi la possibilità che un film si riesca a reggere per quasi due ore innanzitutto su questo assunto idiota, secondariamente sulle soluzioni trovate per reagire al pericolo e financo per creare un paio di storie romantiche da dare in pasto alle mogli/fidanzate allibite costrette a tenere compagnia agli uomini americani sicuramente in sollucchero davanti alla SyFy. Poi, ci vuole del coraggio, ovvio. Del coraggio a proporre ad una rete televisiva una simile stronzata (mi direte, noi abbiamo Amici, la D'Urso e quant'altro...), ad usare tanta di quella CG da far vomitare un graphic designer amatoriale, a riesumare Ian Ziering manco fosse il Luke Perry congelato di Suore Ninja, ad affiancargli una Tara Reid probabilmente drogata per riuscire ad affrontare l'impresa, a cominciare la pellicola con un inutile prologo "criminale" e a finirla con un salvataggio talmente cacato fuori dal vaso che al confronto le resurrezioni delle donne di Beautiful sono quasi plausibili.


Cosa diamine si può salvare, dunque, di un film talmente imbecille che non è riuscito a strapparmi nemmeno la solita, indulgente risata che riservo alle pellicole trash che tanto amo? All'inizio non riuscivo a capire una mazza di quello che dicesse il capitano, poi ho dovuto strapparmi gli occhi per sopportare quella cavolo di fotografia scura, grigiastra e finta che permea tutto il film; capisco inoltre la velocità con cui la natura può scatenarsi e scoglionarsi con un "frrrrr" nemmeno fossimo in E venga il giorno di Shyamalan, ma volete davvero farmi credere che un attimo prima il cielo è giusto nuvoloso e quello dopo la costa e le strade della California non esistono più? All'anima. E all'anima, nonché alla faccia, anche dei coccodrilli bianchi delle fogne di New York perché qui gli squali, come da titolo, volano è vero, ma riescono anche a passare nelle condutture, a distruggere case poste in cima alla collina, soprattutto a RESPIRARE volando leggiadri nell'aere. Suspension of disbelief, vattene a casa e non rompere. Soprattutto perché, nel mezzo di tutto 'sto casino, con gente che muore mangiata, mutilata, risucchiata, schiacciata, scherzata (scherzata, giuro. Certe morti sono talmente disonorevoli che ci sarebbe da vergognarsi sia alle porte dell'inferno che a quelle del paradiso...) e quant'altro... la figlia adolescente di Ziering riesce ancora a trovare tempo e forza di sparare al babbo il solito pistolotto su quanto "non te n'è mai fregato niente di me, preferisci mio fratello, la mamma piange e l'universo incombe". Mammagari se la fosse mangiata uno squalo!!!

COWABUNGA!!
In effetti però c'è una cosa che salvo di tutta 'sta rumenta. Quel povero cristo di Jaason Simmons (e chi razzo è, direte voi? Boh, ha partecipato a parecchi episodi di Baywatch ma è l'unico attore che mi rimarrà in mente per più di tre giorni dopo aver visto Sharknado...). Innanzitutto, perché assomiglia VAGAMENTE a quell'incredibile figo di Daniel Baldwin. Secondo, perché è l'unico mezzo attraverso cui Ian Ziering può fare il gallo sulla munnezza senza praticamente muovere un dito: lo Steve di Beverlyhillsiana memoria salva almeno 30 bambini e un ciccione sfatto bloccati su un pullman solo perché l'amico li tira su tutti DA SOLO distruggendosi mani, muscoli e probabilmente vertebre con una corda, mentre il rosso sta lì a rassicurare, inoltre la soluzione per salvare capra e cavoli la trova e la costruisce lui, mica lo stronzo surfista protagonista. Bell'amico dimmerda. Ma d'altronde, amico di mmerda per film di mmerda e se penso che, a seguire, c'era una roba chiamata 2-Headed Shark Attack, ovviamente sempre per gentile concessione della Asylum, mi sento male. Basta, chiudo qui la recensione avvolgendomi in un manto di Diludendo e chiedendo sentitamente scusa alle due ragazze che avevano cercato di dissuadermi. Vi lovvoH e ora capisco quanto teniate a me! Fin. (solo chi ha visto il film potrà comprendere la "finezza" della citazione... malimortacciloro!)

Anthony C. Ferrante è il regista della pellicola. Americano, ha diretto anche Boo – Morire di paura, tra gli altri. E’ anche addetto al make-up, sceneggiatore, attore, tecnico degli effetti speciali e produttore.


Ian Ziering interpreta Fin Shepard. Famoso negli anni ’90 per aver interpretato Steve in Beverly Hills 90210, ha partecipato anche ad altre serie come Sentieri, Melrose Place, CSI: NY e lavorato come doppiatore nelle serie Biker Mice From Mars e Drawn Together. Anche produttore, regista e sceneggiatore, ha 49 anni e due film in progetto tra cui, si spera, quello dedicato ai Biker Mice From Mars!


Tara Reid interpreta April Wexler. Americana, la ricordo per film come I vampiri di Salem’s Lot, Il grande Lebowski, Urban Legend, Cruel Intentions, American Pie, American Pie 2 e American Pie – Ancora insieme, inoltre ha partecipato alla serie Scrubs. Anche produttrice, ha 38 anni e un film in uscita.  


John Heard interpreta l'ubriacone George. Americano, lo ricordo per film come Il bacio della pantera, Fuori orario, La settima profezia, Big, Uccidete la colomba bianca, Mamma ho perso l'aereo, Risvegli, Mamma ho riperso l'aereo, Il rapporto Pelican Animal Factory, inoltre ha partecipato alle serie Alfred Hitchcock presenta, Miami Vice, Oltre i limiti, I Soprano, CSI: Miami, Numb3rs Prison Break. Anche produttore, ha 68 anni e cinque film in uscita.


Non riesco a pensare ad un solo motivo per cui Sharknado possa piacere a chicchessia ma, in caso, sappiate che l'anno prossimo dovrebbe uscire il seguito e poi... boh, buttatevi su The Bay nell'attesa o cercate tutti questi fantasiosissimi (e sicuramente "bellisssssssimi") titoli: 2-Headed Shark Attack, Piranhaconda, Supergator, Sharktopus, Camel Spiders, Dinoshark. Io stavolta evito, eh. ENJOY!! 

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