Visualizzazione post con etichetta john lasseter. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta john lasseter. Mostra tutti i post

giovedì 22 luglio 2010

Toy Story 2 (1999)

Prosegue la visione dei Toy Story, in previsione della spedizione cinematografica della settimana prossima, quando finalmente andrò a vedere il terzo capitolo. Toy Story 2, diretto nel 1999 sempre da John Lasseter, non è assolutamente inferiore al primo film, anzi.


Toy Story 2


La trama: l’arrivo di Buzz è stato ormai “metabolizzato” da Woody e gli altri giocattoli, e la vita nella cameretta di Andy pare scorrere in armonia. Woody non vede l’ora di accompagnare il padroncino al campo dei Cowboy, ma una giocata dell’ultimo minuto gli danneggia il braccio e lo costringe a stare a casa; peggio ancora, per salvare un vecchio giocattolo che sta per essere venduto al mercatino, finisce nelle mani di un collezionista senza scrupoli che ha in mente di venderlo al proprietario di un museo giapponese assieme ad altri giocattoli, protagonisti assieme al cowboy di un vecchia serie tv. Ovviamente, Buzz e gli altri partono decisi a liberare l’amico…


161f30k


Dopo il successo di Toy Story è accaduto che, come per mille altri film Disney o Pixar, si decidesse di crearne un seguito da distribuire direttamente nel circuito dell’home video. Per fortuna, le prime prove del film sono venute così bene che il progetto è stato ampliato e Toy Story 2 è diventato un film da cinema in grado di sfatare il mito dei seguiti inferiori agli originali. A dire il vero non riesco ancora a decidere se mi è piaciuto più il primo o il secondo, perché sono entrambi bellissimi, ma forse Toy Story 2 è un po’ più “adulto” ed ironico, quindi più vicino ai miei gusti attuali.


toy-story-2


La cosa bella del film è che i personaggi vengono ripresi con una coerenza assoluta; l’effetto è quello che si avrebbe andando a trovare dei vecchi amici dopo qualche tempo, con la curiosità di capire cosa è accaduto loro mentre non li abbiamo visti. Buzz è finalmente venuto a patti con la sua natura di giocattolo, ed è diventato molto più simpatico di Woody che, paradossalmente, pur essendo il protagonista è l’unico a non essersi evoluto, continuando a rimanere bloccato nella sua fobia di venire abbandonato dal padroncino Andy per qualche giocattolo migliore o, peggio, a causa del tempo che passa. Toy Story 2 è incentrato proprio su questa domanda: siccome i bambini non rimangono tali per sempre, cosa accade ai giocattoli quando i loro padroni crescono e si stancano di giocare con loro? La risposta la danno i nuovi personaggi: il laido proprietario del negozio di giocattoli, interessato solo ai soldi che può fare con gli oggetti da collezionismo, la cowgirl Jessie, abbandonata dalla padroncina e terrorizzata all’idea di tornare nel buio di uno scatolone, e il minatore Stinky Pete. E’ un punto di vista più adulto e malinconico, che ci mostra la perdita dell’infanzia, lo snaturamento della natura delle cose, l’accettazione finale di un inevitabile destino e l’idea di vivere comunque con ottimismo il tempo che ci viene concesso, assieme agli amici e alla famiglia.


Toy-Story-2-movie-03


Ovviamente, siccome gli argomenti trattati diventano più maturi, anche l’animazione e le gag evolvono di pari passo. Il personaggio di Andy rimane sempre statico e spigoloso, ma gli animali e i due adulti presenti sono molto più realistici, soprattutto il laido ciccione che si becca dei favolosi e dettagliatissimi primi piani quando Woody cerca di rubargli la chiave mentre dorme. Inoltre ora i personaggi riescono a chiudere tutti e due gli occhi contemporaneamente, il che non è poco! Carinissimi gli intermezzi con il cartone animato di Buzz Lightyear a inizio film e soprattutto lo show stile anni ‘50 di Woody & company, fatto con delle marionette (non vere, purtroppo, ma ricreate con la CG) e virato in seppia, ogni puntata conclusa con il tipico “cliffhanger” che andava tanto di moda all’epoca. Azzeccatissima l’introduzione di Mrs. Potato nel cast e, soprattutto, di Barbie, sogno “erotico” di ogni giocattolo, deliziosamente oca e assolutamente professionale nella sua versione Guida Turistica, mentre l’omaggio a Linux, con l’arrivo di un pinguinetto di gomma sfiatato, è abbastanza fiacco, così come i compagni di Woody; Jessie è fin troppo stordita e inutilmente chiassosa (anche se la canzone in cui ricorda l'amicizia con la sua padroncina mette il magone da tanto è triste...), mentre Stinky Pete viene sfruttato troppo poco. Assolutamente da Oscar invece le citazioni cinematografiche: il dinosauro che insegue la Jeep come in Jurassic Park, Buzz che salta su mattonelle sospese ricavando le note del Così parlò Zarathustra, colonna sonora di 2001 Odissea nello spazio; ma la mia preferita è quella, tratta da Guerre Stellari, in cui Zorg, arcinemico di Buzz Lightyear, prima di venire sconfitto gli confessa:”Io sono tuo padre!” con conseguente, esilarante gag finale. Altra cosa pregevolissima, durante i titoli di coda, sono le finte “papere” dal set, con la partecipazione speciale dei carinissimi personaggi di A Bug’s Life. Insomma, un altro film da vedere assolutamente… aspetto con ansia di gustarmi il 3!   


toy_story_movie-4958


Di Tom Hanks, che in originale doppia Woody, ho già parlato qui, mentre Tim Allen lo trovate qua assieme a John Lasseter, regista.


Ash Brannon è co – regista del film. Americano, in seguito ha girato da solo Surf’s Up, e ha in progetto un altro cartone animato, Turkeys, che dovrebbe venire doppiato dai fratelli Wilson e Woody Harrelson, incentrato sulla storia di due tacchini che viaggiano indietro nel tempo fino al primo giorno del ringraziamento per evitare che lo storico menu preveda il tacchino come piatto forte. Innegabilmente trash!


471112_h_ba 


Lee Unkrich è il terzo co – regista del film. Americano, ha proseguito la carriera di regista “ombra” con Monsters & Co. e Alla ricerca di Nemo, prima di venire promosso proprio con Toy Story 3, il primo film ad avere diretto da solo. Ha 43 anni.


791


Joan Cusack presta la voce, in originale, alla cowgirl Jessie. Sorella del più famoso John Cusak (con il quale recita spesso in coppia), è una delle mie attrici preferite, in particolare la adoro ne La famiglia Addams 2, dove interpreta la moglie di zio Fester, la folle Debbie. Tra gli altri suoi film ricordo Una donna in carriera, Toys – Giocattoli, Una moglie per papà, Nine Months – Imprevisti d’amore, In & Out, lo splendido ed inquietante Arlington Road – L’inganno, Alta fedeltà, Looney Tunes: Back in Action e ovviamente Toy Story 3. Americana, ha 48 anni e tre film in uscita.


joan-cusack


Wayne Knight presta la voce, in originale, al laido collezionista Al. Per la serie: “Carneade, chi era costui?”, il ciccionissimo caratterista americano interpretava lo sbirro innamorato dell’aliena nel (almeno per me) meraviglioso telefilm Una famiglia del terzo tipo e l’infame ladro di DNA giurassico in Jurassic Park. Tra gli altri suoi film ricordo Dirty Dancing, Nato il quattro luglio, Detective coi tacchi a spillo, JFK – Un caso ancora aperto, Basic Instinct, Space Jam e Rat Race, mentre per la TV lo troviamo in episodi di That’s 70s Show, CSI: NY, CSI e Nip/Tuck. Come doppiatore ha lavorato in Tarzan e Kung Fu Panda. Ha 55 anni e un film in uscita, senza contare che farà parte del cast di doppiatori della serie animata tratta da Kung Fu Panda.  


tn-500_gypsywm028139052


E ora un paio di curiosità: l’attore Kelsey Grammer, che presta la voce al vecchio Stinky Pete, è lo storico doppiatore originale di Telespalla Bob de I Simpson. Fate inoltre attenzione ad un piccolo, “insignificante” particolare che differenzia la versione USA da quella passata in Italia e nel resto del mondo: durante il discorsetto che Buzz propina agli altri giocattoli, motivandoli ad andare a salvare Woody, alle spalle dell’astronauta compare un’animazione con il mondo e dei fuochi d’artificio, ma in America alle sue spalle c’era la bandiera a stelle e strisce. Ringraziamo la Pixar che ci ha intelligentemente evitato un simile stucchevole e trashissimo patriottismo. E ora vi lascio con le già citate "papere" del film... ENJOY!


venerdì 16 luglio 2010

Toy Story (1995)

Sto per parlare di un film che ho snobbato per anni, un po’ perché all’epoca, nel 1995, la computer graphic mi faceva semplicemente inorridire, un po’ perché Fabrizio Frizzi mi stava (e mi sta ancora..) sulle balle. Tutti motivi più che validi per evitare di vedere Toy Story di John Lasseter, ma adesso devo rimediare alla mancanza, e tutto per colpa dell’esilarante trailer e delle recensioni molto positive di Toy Story 3, che vorrei andare a vedere (se solo riuscissi a trovare una sala che non lo fa in 3D…).


1995_Toy_Story


La trama: una settimana prima del trasloco il piccolo Andy riceve in regalo un giocattolone di ultima generazione, Buzz Lightyear. Questo semina il panico tra i “vecchi” giocattoli e comincia a creare problemi soprattutto al cowboy Woody, che si vede usurpare il titolo di giocattolo prediletto. Il maldestro tentativo di tornare ai bei vecchi tempi provocherà un bel po’ di guai sia a Buzz che a Woody…


toy-story-movie-12


Un bel pezzo di antiquariato ormai questo Toy Story, non c’è che dire. Eppure, quanto mi sto pentendo di non averlo guardato prima, perché è davvero un gioiellino. Partiamo dal presupposto che la pellicola in questione è stato il primo lungometraggio ad essere stato interamente animato al computer, quindi ignoriamo le (poche) imperfezioni, come il fatto che i personaggi non riescano a chiudere entrambi gli occhi contemporaneamente, o le fattezze quasi grottesche dei pochi esseri umani e animali mostrati, e ricordiamoci che prima di allora erano stati realizzati solo dei cortometraggi a fronte di un’animazione artigianale Disney che ancora imperava. Eppure si è visto subito che, a differenza di questo nuovo 3D che rende fredda ogni pellicola che tocca, l’animazione al computer non appiattiva i film ma riusciva a regalarci personaggi espressivi e graziosi come quelli che ci hanno cresciuti da piccoli, con l’aggiunta di un maggiore realismo e colori ed effetti spettacolari.


ToyStory


Ovviamente senza una trama solida e simpatica (non a caso ci hanno messo mano Joss Whedon, creatore di Buffy e Dollhouse, e uno dei fratelli Coen, Joel) non ci sarebbe stata storia. Un’idiozia come Cappuccetto Rosso e i soliti sospetti non ci fa chiudere gli occhi davanti ai difetti di animazione ma anzi li intensifica. Toy Story invece è il classico film Disney che mescola divertimento e buoni sentimenti, ed è una sorta di intelligente metafora di quello che sarebbe avvenuto da lì a poco tempo; il bambino Andy, dopo avere giocato per anni con il Cowboy Woody lo mette da parte (senza smettere di amarlo) per il tecnologico Buzz Lightyear e lo stesso hanno fatto gli animatori che hanno messo da parte l’animazione classica, pur senza smettere di prendere esempio ed amarla, per fare il salto verso l’animazione al computer. Assieme a questa metafora c’è il classico racconto di formazione. A dire il vero, prima di vedere il film pensavo che Woody fosse il solito personaggio “alla Topolino”, odioso nella sua pedante perfezione; il cowboy invece è uno sfigato ipocrita, che vive nella gloria di essere il giocattolo preferito di Andy e agisce da leader buono e giusto solo a fronte di questa sicurezza. Quando arriva Buzz Lightyear a prendere il suo posto tutti gli altri giocattoli cominciano a deriderlo proprio perché si sono sempre sentiti adombrati e Woody si dimostra geloso, imperfetto e anche goffo come tutti gli altri. Da parte sua anche Buzz non è assolutamente come vorrebbe mostrare. Sicuro di sé, eroico, perfetto, ma con un piccolo problemino: non accetta il suo essere giocattolo, convinto com’è di essere un vero ranger spaziale. Questo da vita a un sacco di gag divertentissime, soprattutto quando Buzz si troverà a dover affrontare la triste realtà, reagendo come una donnicciola. Ma per fortuna esistono gli amici, questo è il messaggio straripetuto per tutto il film, che ci apprezzano per quello che siamo anche se non lo dimostrano con gesti eclatanti. Voto 10 ovviamente ai personaggi di contorno, soprattutto per Mr. Potato Head, bastardo come pochi e per i piccoli alieni verdi che venerano il braccio meccanico della macchinetta in cui sono rinchiusi come se fosse un dio. E ovviamente ho molto apprezzato anche l’ambientazione horror con i giocattoli “freak” del ragazzino pestifero.


toy-story-by-pixar-thumb


Spendo qualche parola per l’adattamento italiano del film. Non potendo confrontarlo con la versione originale, il doppiaggio mi sembra però molto buono; tra l’altro, se non sbaglio, dev’essere la prima volta che in Italia veniva introdotta la (spesso) dubbia abitudine di utilizzare personaggi famosi dello spettacolo per doppiare i cartoni animati. Nella fattispecie, Fabrizio Frizzi, che all’epoca te lo mettevano persino nella minestra, doppia Woody, mentre Massimo D’Apporto, altro attore che al tempo furoreggiava nelle fiction televisive, da la voce a Buzz. Le poche canzoni che fanno da colonna sonora al film, ancora retaggio dell’animazione precedente, sono cantate da Riccardo Cocciante (ed effettivamente non riescono ad essere troppo allegre, ma hanno quel sottofondo malinconico, chissà perché…). Guardate quindi con sicurezza qualsiasi versione vi capiti se non lo avete ancora fatto: se siete come me non vedrete l’ora di continuare con il secondo episodio.


toy-story-movie-still-16


Di Tom Hanks, che da la voce al cowboy Woody, ho già parlato qui.


John Lasseter è il regista della pellicola. Tra i suoi altri film ricordo A Bug’s Life – Megaminimondo, Toy Story 2 – Woody e Buzz alla riscossa e Cars – Motori ruggenti. Americano, ha 53 anni.


john_lasseter


Tim Allen presta la voce, in originale, a Buzz Lightyear, ruolo che riprenderà anche in Toy Story 2 e 3. Comico statunitense, lo ricordo soprattutto per la sit-com Quell’uragano di papà (che a me piaceva un sacco!). Tra i film in cui compare cito Santa Clause ( e i suoi due seguiti), Da giungla a giungla e Svalvolati on the road, inoltre compare anche nel telefilm Soul Man – Casa & chiesa. Ha anche doppiato un altro cartone della Pixar, Cars – Motori ruggenti. Ha 57 anni.


Tim-Allen


Wallace Shawn in originale presta la voce al tirannosauro timido Rex (anche nei sequel). Caratterista della vecchissima scuola, questo attore americano vivrà nel mio imperituro ricordo per il ruolo di Vizzini ne La storia fantastica e ovviamente come professore bastardello in Ragazze a Beverly Hills. Tra gli altri suoi film ci sono Manhattan, Hotel New Hampshire, Radio Days, Giù le mani da mia figlia, La maledizione dello scorpione di giada e La casa dei fantasmi; come doppiatore ha lavorato in In viaggio con Pippo, Monsters & Co, Gli incredibili, Chicken Little e I Griffin, senza contare che ha partecipato a telefilm come I Robinson, La tata, Clueless, Ally McBeal, Sex & The City, Desperate Housewives, ER e Gossip Girl. Americano, ha 67 anni.


wallace_shawn


R. Lee Ermey in originale presta la voce al capo dei soldatini giocattolo (anche nei sequel). “Chi ha parlato?? Chi cazzo ha parlato..???” l’incipit di uno dei più famosi, cazzuti e volgari dialoghi della storia del cinema è il suo. Lui è l’uomo che tutti vorremmo uccidere dopo appena 10 minuti di Full Metal Jacket, facendogli ingoiare branda, fucile e tutta la retorica militare: il fottutissimo Sergente Hartman. E, sebbene il nostro fosse già comparso in una pietra miliare come Apocalypse Now, ci ha marciato parecchio sul ruolo che lo ha consacrato, tanto da meritarsi ruoli, omaggi e cameo in più di un film: Mississippi Burning – le radici dell’odio, Ultracorpi – l’invasione continua, Una pallottola spuntata 33 ¾ - l’insulto finale, Se7en, Dead Man Walking – condannato a morte, Sospesi nel tempo (dove riprende proprio il ruolo di Hartman), Non aprite quella porta, X – Men – Conflitto finale, Non aprite quella porta – l’inizio, ha partecipato anche a telefilm come Miami Vice, Racconti di mezzanotte, X – Files, Scrubs, Dr. House e inoltre ha doppiato episodi de I Simpson, I Griffin, Kim Possibile e Spongebob. Americano, ha 66 anni e un film in uscita.


chainsawprem27


E ora qualche curiosità. Il ruolo di Buzz Lightyear era stato offerto, oltre che a Bill Murray (cribbio!!) e Chevy Chase, ad un altro grande comico americano, Billy Crystal, che dopo avere declinato se n’è pentito tanto da pregare poi per un’altra occasione, che è arrivata con Mosters & Co. e il personaggio di Mike. Per lo stesso ruolo si era anche pensato a Jim Carrey, con Paul Newman nel ruolo di Woody, ma pare che entrambi costassero un po’ troppo. Un piccolo embrione della storia si trova nel corto Tin Toy, sempre diretto da Lasseter: inizialmente infatti i protagonisti dovevano essere il personaggio principale del corto (diventato poi Buzz Lightyear), perduto durante un viaggio, e un pupazzo ventriloquo (diventato poi Woody), che univano le forze per tornare a casa. Un’altra stesura dello script prevedeva anche la presenza di Barbie, vista come la tosta eroina che alla fine avrebbe salvato Buzz e Woody dal cane del moccioso pestifero, ma la Mattel pensava che il film non avrebbe avuto successo e quindi ha rifiutato il permesso di utilizzare la bambola; permesso che ovviamente è stato subito concesso per Toy Story 2 e anche 3. Se vi piace il genere, ovviamente, guardatevi tutta la trilogia e aggiungeteci anche The Incredibles, Monsters & Co., Alla ricerca di Nemo e Ratatouille, che sono i film Pixar che più ho amato. E ora vi lascio con il video del corto che ha ispirato il film, ovvero Tin Toy. ENJOY!!




Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...