Trama: il dottor Gogol, follemente innamorato della bella attrice Yvonne Orlac, rimane inorridito alla scoperta che la donna è già sposata con un famoso pianista. Di ritorno da un concerto, proprio Monsieur Orlac rimane coinvolto in un incidente e, per evitare che gli vengano amputate le mani, Yvonne chiede aiuto a Gogol che trapianta all'uomo le mani dell'assassino Rollo, giustiziato poco prima...
C'è qualcosa di incredibilmente affascinante in un horror in bianco e nero. Innanzitutto, un film come Amore folle costringe noi spettatori "moderni" a metterci nei panni di quelli dell'epoca, i quali sicuramente non erano abituati alle mattanze cinematografiche che sarebbero venute nei decenni a venire e i quali, di conseguenza, saranno rimasti sconvolti anche solo all'idea di una decapitazione suggerita, di torture su un palco, di un trapianto di mani, addirittura di un esperimento rivoltante come il trapiantare la testa di un assassino su un altro corpo. Poi, c'è l'innegabile fascino di un modo di recitare e di parlare "antico", ancora di stampo assai teatrale, così come teatrale è il make-up utilizzato per gli attori principali, che diventano o splendide dee ultraterrene oppure terrificanti mostri dagli occhi penetranti. Sono caratteristiche come queste che riescono a prendermi mentre guardo film come Amore folle, dotati di una storia semplicissima per l'epoca in cui siamo, come anche di pochissimi twist, eppure in qualche modo lo stesso intrigante. Amore folle contiene, come da titolo, la rappresentazione di un amore talmente disperato ed impossibile da portare alla follia il "povero" dottor Gogol, dotato di un aspetto abbastanza inquietante eppure fissato con la splendida attrice Yvonne Orlac al punto da decidere di portarsi a casa la sua statua di cera; quando il marito di Yvonne, pianista di incredibile bravura, perde le mani in un incidente, Gogol non si fa scrupolo ad accettare di guarirlo e, allo stesso tempo, di assecondare la sua follia di scienziato, intraprendendo un'operazione a dir poco spregiudicata, all'insaputa dei due. Le mani dell'assassino Rollo vanno a sostituire quelle di Orlac e l'uomo, dopo una lunga convalescenza e cure costosissime, si ritrova incapace di suonare il piano ma abilissimo nell'uso di coltelli da lancio, cosa che lo rende psicologicamente instabile, dando così a Gogol l'occasione di corteggiare Yvonne, cercando di convincerla a lasciare il marito. Gli sceneggiatori del film non specificano se le mani di Rollo siano effettivamente dotate di "volontà propria" ma lo spettatore è portato a pensare di sì e lo stesso vale per tutti coloro che entrano in contatto con Gogol e gli Orlac, polizia compresa.
Karl Freund è il regista della pellicola. Nato nell'allora Boemia, ha diretto film come La mummia. Anche direttore della fotografia (arte che gli ha fruttato un Oscar per il film La buona terra), produttore, attore e sceneggiatore, è morto nel 1969 all'età di 79 anni.
Peter Lorre (vero nome László Löwenstein) interpreta il Dottor Gogol. Nato nell'ex impero Austro-Ungarico, lo ricordo per film come M - Il mostro di Dusseldorf, L'uomo che sapeva troppo, Lo sconosciuto del terzo piano, Il mistero del falco, Casablanca, I racconti del terrore, I maghi del terrore e Il clan del terrore, inoltre ha partecipato a serie come Alfred Hitchcock presenta. Anche sceneggiatore e regista, è morto nel 1964 all'età di 59 anni.
Colin Clive, che interpreta Stephen Orlac, è stato Henry Frankenstein sia nel Frankenstein di James Whale che in La moglie di Frankenstein. Del racconto di Maurice Renard esisteva già una versione del 1924, Orlacs Hände di Robert Wiene, e in seguito sono usciti Le mani dell'altro con Christopher Lee e, due anni dopo, Hands of a Stranger; se Amore folle vi fosse piaciuto recuperateli e magari aggiungete La jena: L'uomo di mezzanotte, Il mistero delle 5 dita e La mano. ENJOY!




