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venerdì 4 aprile 2025

2025 Horror Challenge: Bit (2019)

La challenge horror  oggi chiedeva di guardare un Bubblegum Horror, ovvero un sottogenere di horror che si concentra più su una generale idea di bellezza, sia a livello di immagini che di palette visuale, e conferisce alla trama una nota di dolcezza tipicamente "girlie", una vivacità e spensieratezza che evocano, appunto, la frizzantezza delle gomme da masticare. L'utente di Letterboxd che ha creato la challenge ha lasciato un elenco di film tra i quali scegliere o prendere spunto, e io mi sono buttata su Bit, diretto e sceneggiato nel 2019 dal regista Brad Michael Elmore.


Trama: Laurel, ragazza transessuale, si trasferisce a Los Angeles dopo aver finito le superiori. Lì, incontra una cricca di vampire il cui obiettivo è liberare la società dagli uomini malvagi, che la trasformano in una di loro...


Se volete leggere una bella recensione di Bit dovete andare QUI, da Lucia, cosa che sicuramente avevo fatto io prima di inserire il film all'interno della mia Wishlist di Letterboxd. Lo dico perché, onestamente, mi ritengo troppo superficiale per riuscire a superare lo shock del momento scult che ha ridefinito completamente la visione di Bit, portandomi a trovargli tutti i difetti del mondo. A un certo punto, la capa-vampira Duke racconta a Laurel la sua triste esperienza con il Maestro vampiro Vlad, e io non ero pronta a trovarmi davanti un tamarro inguardabile con la blue steel e il fisico bolso di Marinelli in M - L'uomo del secolo, che compare muovendosi sinuoso sulle note di Rasputin dei Boney M. Ringrazio le divinità oscure di non aver avuto una tisana in mano o, probabilmente, sarei morta soffocata o con le narici sbollentate, perché ho soffiato così forte dal naso da aver spostato la ciccionissima gatta Macchia. Ma come cazzo si fa? Ma altro che "generale idea di bellezza, sia a livello di immagini che di palette"! Comunque, fosse solo il Maestro borzo, il problema di Bit. Il film di Brad Michael Elmore nasce con un'ottima, originalissima idea di fondo: quella di dare spazio ad una minoranza ben poco rappresentata al cinema, ovvero le persone trans. Laurel è una ragazza transessuale, interpretata da un'attrice transessuale e, come giustamente fa notare Lucia, è ben raro che la transessualità abbia connotazioni positive, anche e soprattutto nei film di genere. In Bit, invece, Laurel è una ragazza come tutte le altre, né buona né cattiva, una persona che cerca di rifarsi una vita dopo un percorso di transizione che, da alcuni dialoghi, si evince non facile. Nel verbo che ho usato, "evincere", risiede proprio uno dei moltissimi problemi di Bit, ovvero la reticenza con cui viene affrontata la presenza di una protagonista transessuale. Onestamente, non conoscevo l'attrice Nicole Maines e, dalle prime scene di Bit, non avrei mai detto si trattasse di una persona transessuale e ho paura che, se non avessi letto il post di Lucia, non avrei capito quale fosse il "trauma" di Laurel, perché non viene mai detto chiaramente, né dalla protagonista né da altri, che il personaggio è trans. Sì, quando Duke le fa tutta la tirata sugli uomini che non possono, categoricamente, venire trasformati in vampiri perché storicamente stronzi ed assetati di potere, Laurel le chiede "What about me?" e Duke le risponde "Never crossed my mind", o una cosa del genere, ma è tutto talmente lasciato in superficie che mi chiedo se lo spettatore medio, o mediamente ignorante come la sottoscritta, possa cogliere l'importanza di un simile dialogo o anche solo il significato letterale. 


In generale, comunque, a me è sembrato che l'intero discorso di "girl power" sia stato affrontato con molta superficialità. Lungi da me criticare un gruppo di vampire che fanno sommaria giustizia di stupratori, misogini, incel e gaslighters provetti (allo stesso tempo condannando a morte alcune donne "perché sì", destino che, per inciso, sarebbe toccato alla protagonista e che colpisce una povera crista rea di essere ubriaca e di passare per caso nei pressi delle vampire), ma la visione manichea secondo la quale tutti gli uomini, se dotati di un briciolo di potere, diventano delle merde, mentre le donne sono tutte eque, belle e buone non si può sentire. Anche perché, con un colpo cerchiobottista da primato, il finale sconfessa questa rivoluzionaria idea, offrendo allo spettatore la moraletta "non tutti gli uomini sono così cattivi, basta dare loro l'occasione. E comunque, anche le donne un po' stronze lo sono, eh". Non che pretendessi un ragionamento etico-sociale di alto livello da un film simile, però insomma. E non pretendevo neppure interpretazioni da Oscar o chissà quali virtuosismi di regia, ma più in basso di così c'è solo da scavare, per citare il bardo. La gang di vampire, protagonista compresa, sono quanto di più sciapo si possa immaginare, lo stereotipo del succhiasangue "stiloso" da teen romance (sui titoli di coda la protagonista ironizza su Twilight e la stessa scena iniziale percula tutte le storie d'amore tra umani e vampiri, ci vuole una bella faccia tosta!), e gli interpreti vanno dal livello "esordiente che perlomeno ci prova", come Nicole Maines, a "ma non ti vergogni??". In particolare, nella seconda categoria rientra non solo il bove vestito da vampiro di cui ho già ampiamente parlato sopra, ma persino James Paxton che, sul finale, omaggia il sexissimo, carismatico Severen interpretato da papà Bill, indossando occhiali da sole e t-shirt macchiata di sangue senza esserne degno. Del Brad Michael Elmore regista non mi sento di dire più di tanto; probabilmente, il film è costato quanto una dozzina di uova comprate attualmente in un supermercato americano, e il soldi saranno andati nei pochi, mediocri effetti speciali, condannando il resto ad atmosfere televisive debitrici degli anni '90 brutti. Altro che Bubblegum Horror, qui parliamo di occasione sprecata, ed è un vero peccato, viste le premesse.     


Di M.C Gainey, che interpreta Enoch, ho già parlato QUI

Brad Michael Elmore è il regista e sceneggiatore della pellicola. Anche produttore, ha diretto altri due film, The Wolfman's Hammer Boogeyman Pop. Ha un film in uscita.



venerdì 28 febbraio 2014

Rapunzel - L'intreccio della torre (2010)

Dopo aver visto ed apprezzato Frozen - Il regno di ghiaccio, era inevitabile il recupero, per quanto molto tardivo, di Rapunzel - L'intreccio della torre (Tangled), diretto nel 2010 dai registi Nathan Greno e Byron Howard.


Trama: Rapunzel è una ragazza dai lunghissimi e magici capelli biondi che ha sempre vissuto rinchiusa in un'altissima torre a causa della "madre". Il suo desiderio di uscire diventa realtà allorché il ladruncolo Flynn Rider si rifugia casualmente nella prigione della fanciulla...


Ma quanto è terapeutico, ogni tanto, abbandonarsi alla semplicità di una favola targata Disney? Soprattutto se la favola in questione è un carosello di momenti esilaranti, avventurosi e commoventi popolata da personaggi adorabili e per nulla melensi che imboccano una gag dietro l'altra. La storia di Rapunzel è quanto di più tradizionale ci possa essere, ci sono una principessa maledetta e costretta ad una vita da reclusa, la matrigna cattiva, il cavaliere pronto al salvataggio, i soliti animaletti graziosi che fungono da spalla e l'edificante messaggio positivo per cui chiunque deve poter seguire il proprio cuore e avere un desiderio da realizzare; quello che non è ortodosso però è il modo in cui tutti questi cliché vengono rappresentati, a partire dai due protagonisti. Rapunzel è un'ingenua, deliziosa piccola selvaggia dai capelli prensili, che scorazza per il bosco a piedi nudi comportandosi come una teenager, il suo principe è un guasconetto piacione che ha parecchi guai con la legge e persino gli animaletti (un camaleonte e un combattivo cavallo di nome Maximus) sono inusuali e rubano spesso e volentieri la scena ai loro padroni. Prefigurando quello che sarebbe stato il rapporto tra Anna e Kristoff (che è poi quello sdoganato dal mio amatissimo La bella e la bestia), non c'è nessun colpo di fulmine tra i due protagonisti, anzi! All'inizio volano anche parecchie botte ma le esperienze comuni e le avventure riusciranno poi ad avvicinarli, seppur in tempo brevissimo; alla modernità della coppia fa eco inoltre un modo tutto particolare ed esilarante di intendere il gruppetto di malviventi che hanno come base l'osteria, mentre purtroppo anche Rapunzel, come Frozen, è carente dal punto di vista dei villain. La "madre" di Rapunzel si profonde in una paio di numeri canori a dir poco epici ed è favolosa nella sua immensa stronzaggine ma non è temibile e crudele quanto gli altri suoi illustrissimi predecessori, sembra più una casalinga frustrata con ambizioni da strega, mentre i fratelli Stabbington sono poco più di due scimmioni dagli antenati irlandesi.


La realizzazione del cartone animato invece è davvero splendida. Adoro il character design di Glen Keane e, soprattutto, ho adorato la versatilità dei biondi capelli di Rapunzel, che credo siano stati difficilissimi da animare senza farli risultare ridicoli. I colori pastello che predominano nella maggior parte delle scene danno quasi l'illusione di avere davanti un quadro in movimento e ripropongono fedelmente il mondo da sogno con cui la protagonista decora le pareti della torre, inoltre la sequenza dove le lanterne vengono liberate nel cielo notturno che sovrasta il regno mi ha mozzato il fiato sullo schermo piccolo, non oso immaginare quale meraviglia debba essere stata al cinema! Altro elemento imprescindibile di Rapunzel sono le splendide musiche di Alan Menken; per quanto sia trascurabile il solito duetto amoroso rivelatorio, le melodie dal sapore folk e medievaleggiante che accompagnano l'arrivo della protagonista in città e le già citate Mother Knows Best (cantata perlappuntamente da Gothel) e I've Got a Dream (delirante canzone corale dei grettissimi tavernieri) sono dei capolavori che verrebbe voglia di ascoltare in loop continuo e che impreziosicono ancora di più questo vivace gioiellino. In due parole, Rapunzel - L'intreccio della torre è un film semplice, carino e delizioso, adattissimo per i piccoli (forse più per le piccole?) spettatori perché l'umorismo non è troppo pesante né troppo al di fuori della loro portata... ma è adattissimo anche per i grandi che, sicuramente, non avranno di che annoiarsi, anzi!


Di Zachary Levi (voce originale di Flynn Rider), Ron Perlman (voce originale dei Fratelli Stabbington) e Jeffrey Tambor (il malvivente col naso grosso) ho già parlato ai rispettivi link.

Nathan Greno è uno dei due registi della pellicola. Americano, è al suo primo e finora unico lungometraggio, inoltre ha co-diretto il corto Rapunzel – Le incredibili nozze. Anche doppiatore, sceneggiatore e animatore, dovrebbe avere sui 40 anni e ha un film in uscita.


Byron Howard è uno dei due registi della pellicola. Americano, ha diretto Bolt – Un eroe a quattro zampe e co-diretto il corto Rapunzel – Le incredibili nozze. Anche animatore, doppiatore, sceneggiatore e produttore, ha 45 anni un film in uscita.


Mandy Moore è la voce originale di Rapunzel. Attrice e cantante americana, ha partecipato a film come Il dottor Dolittle 2, Romance & Cigarettes e a serie come Scrubs, How I Met Your Mother e Grey’s Anatomy, inoltre ha doppiato un episodio de I Simpson. Ha 30 anni.


M.C. Gainey (vero nome Mike Connor Gainey) doppia il Capitano delle guardie. Americano, lo ricordo per film come The Fan - Il mito, Con Air, Haunting - Presenze, Terminator 3 - Le macchine ribelli, Wake Up Ron Burgundy: The Lost Movie, Hazzard e Django Unchained, inoltre ha partecipato a serie come Dinasty, Happy Days, Hazzard, A-Team, Supercar, Hunter, Willy il principe di Bel Air, Nash Bridges, Jarod il camaleonte, Walker Texas Ranger, X-Files, CSI - Scena del crimine, Criminal Minds, Desperate Housewives, Lost, Bones, Cold Case, E.R. -Medici in prima linea e Glee. Ha 65 anni e un film in uscita.


Natalie Portman era stata presa in considerazione per il ruolo di Rapunzel (infatti la registrazione della sua audizione è stata usata come modello per una prova d'animazione a matita) mentre David Schwimmer e Burt Reynolds erano stati ingaggiati per doppiare un paio di personaggi che, alla fine, non sono stati inclusi nella versione finale del film. Detto questo, sappiate che esiste un "seguito" del film, ovvero Rapunzel - Le incredibili nozze (Tangled Ever After), uscito nel 2012 assieme alla versione 3D de La bella e la bestia. Se Rapunzel - L'intreccio della torre vi fosse piaciuto recuperatelo assieme a La principessa e il ranocchio, Shrek, La bella e la bestia e Frozen - Il regno di ghiaccio. ENJOY!

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