La notizia dell'uscita di Smetto quando voglio: Ad Honorem, diretto e co-sceneggiato da Sydney Sibilia, mi ha galvanizzata anche più del trailer di Avengers: Infinity War. Come sarà finita la trilogia più amata del cinema italiano recente?
Trama: richiusi ognuno in un carcere diverso, Pietro e i suoi compari devono trovare il modo di riunirsi e fermare Walter Mercurio, intenzionato a rilasciare il gas nervino sintetizzato per scopi ancora misteriosi...
Smetto quando voglio era spuntato tre/quattro anni fa con un trailer accattivante, riuscendo a conquistarmi con un mix di perizia registica, attori simpatici e una trama scoppiettante ma mai mi sarei aspettata che l'opera prima di Sydney Sibilia sarebbe diventata una trilogia. Né, sono sincera, che mi sarei congedata da Pietro, Alberto e compagnia con un una sensazione di malinconia così forte da farmi sudare un po' gli occhi. Tre anni, in quest'epoca di film mordi e fuggi, di "memoria del pesce rosso", non sono pochi e sarei una bugiarda se dicessi di ricordare alla perfezione Masterclass, uscito a febbraio e impossibile da rinfrescare in tempo per il debutto di Ad Honorem; probabilmente tra un mese non ricorderò nemmeno più la gioia di avere guardato l'ultimo capitolo della trilogia ma quello che spero rimarrà è la sensazione di aver perso qualcosa, di essermi dispiaciuta all'idea di non poter sbirciare nel futuro dei simpatici protagonisti del film e sapere cosa ne sarà di loro. Verranno schiacciati dalla burocrazia legale italiana fino a perdere tutte le loro facoltà intellettive oppure riusciranno a fare tesoro di tutti i casini successi in questo periodo e dare una svolta positiva alla loro esistenza? Non è dato sapere, purtroppo, e la sceneggiatura del film non offre spazio a riflessioni troppo allegre. Più distante dal piglio action del secondo capitolo, Ad Honorem torna a riflettere sul destino dei laureati precari in Italia, puntando il dito contro la vergognosa gestione delle risorse finanziare destinate all'istruzione, contro la burocrazia lenta e infame, lo schifo quasi tutto italiano di persone ignoranti che si riempiono la bocca di promesse senza mantenerle, il sistema di favoritismi che regola qualsiasi successo personale o accademico, leggi che tutelano i potenti e cavilli che inchiappettano i poveracci, persino (e qui è scattato l'applauso pensando a gente come Valentino Rossi, al suo omonimo Vasco, persino a Fabio Volo, santocielo!!!!) contro le cosiddette lauree Honoris Causa. "Ma qual è il voto di una laurea ad honorem?" si chiede uno dei personaggi sul finale e la risposta è "Non lo so ma dovrebbe equivalere ad una lode, no?" "Sì ma qual è il valore di una laurea ottenuta così?" EH. Bella domanda. Uno si fa un mazzo tanto per ottenerne una vera, spendendoci tempo, soldi e sanità mentale, e arriva il primo frescone ignorante e rigorosamente VIP che si becca una laurea "a gratis" per motivazioni imbecilli. Evviva il mondo accademico.
Il ritorno alle origini di Ad Honorem coincide con una trama molto più semplice rispetto ai due film precedenti, al punto che la pellicola sembra durare poco più di un quarto d'ora. Tolto un angosciante flashback iniziale, la storia si focalizza infatti su due soli avvenimenti, ovvero l'evasione dal carcere e il tentativo di fermare Mercurio, e questa semplicità è l'ideale per riannodare le fila del discorso facendo quadrare alla perfezione tutto ciò che è accaduto nei tre film, a partire dall'incidente di Alberto. Le gag questa volta sono state distribuite equamente a tutti i personaggi, ognuno dei quali ha la possibilità di profondersi per l'ultima volta nelle abilità a lui più congeniali, con risultati esilaranti; al solito, i riflettori sono puntati più su Edoardo Leo (vero e proprio comic relief, che non smette di fare ridere neppure quando gli puntano una pistola contro, anche se sul finale persino lui è riuscito a commuovermi) e Stefano Fresi, semplicemente meraviglioso durante la sequenza che ne mette in risalto le reali doti canore, ma anche gli altri si congedano dal pubblico con momenti e battute memorabili. Punte di diamante di un cast che potrebbe dare molto anche in una pellicola più "seria", mi si passi il termine, sono Luigi Lo Cascio e Neri Marcorè, interpreti di due figure tragiche e segnate da un fato impietoso, dotate di una profondità che impedisce a Ad Honorem di ridursi ad una semplice accozzaglia di gag ben riuscite; a tal proposito, complimenti a Sydney Sibilia, come sempre, per l'abilità con la quale riesce da quasi quattro anni a mescolare i generi, infilare delle citazioni sottili ma gradevoli (l'escamotage Lostiano del biglietto attraverso il vetro, unito a reminescenze Watchmeniane, merita tanto di cappello) e mantenere intatta una sorta di "italianità" che, per una volta, non fa vergognare lo spettatore. Si conclude qui, per me, una bella pagina di cinema "popolare" nostrano, con un occhio rivolto allo stile d'oltreoceano, pop e televisivo che spero si possa tradurre in una distribuzione della trilogia anche all'estero. E' quello che auguro a Sibilia e compagnia, sperando di rivederli presto al lavoro in qualche altra opera alla quale so già che darò tutta la mia fiducia. Una laurea a pieni voti, signori (con tanto di bacio accademico a Marcorè, che nei panni del Murena è stranamente affascinante, e a Marco Bonini, con quel fisico da bronzo di Riace sfoggiato in doccia)!
Del regista e co-sceneggiatore Sydney Sibilia ho già parlato QUI. Edoardo Leo (Pietro Zinni), Valerio Aprea (Mattia), Paolo Calabresi (Arturo), Libero De Rienzo (Bartolomeo), Stefano Fresi (Alberto), Lorenzo Lavia (Giorgio), Pietro Sermonti (Andrea), Giampaolo Morelli (Lucio Napoli), Greta Scarano (Paola Coletti), Luigi Lo Cascio (Walter Mercurio), Valeria Solarino (Giulia) e Neri Marcorè (Er Murena) li trovate invece ai rispettivi link.
Se Smetto quando voglio: Ad Honorem vi fosse piaciuto recuperate i precedenti Smetto quando voglio e Smetto quando voglio: Masterclass. ENJOY!
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martedì 5 dicembre 2017
giovedì 30 novembre 2017
(Gio) WE, Bolla! del 30/11/2017
Buon giovedì a tutti! Innanzitutto permettetemi di darmi una pacca sulla spalla da sola per la lungimiranza con la quale sono corsa a vedere Detroit prima che lo eliminassero dalla programmazione (l'uscita savonese è stata palesemente uno sbaglio a cui hanno rimediato in men che non si dica). Comunque. Natale si avvicina e cominciano blockbuster e camurrìe... ma qualcosa di salvabile, anzi, estremamente desiderabile, c'è eccome!! ENJOY!
Assassinio sull'Orient Express
Gli eroi del Natale
Daddy's Home 2
Smetto quando voglio - Ad Honorem
Anche il cinema d'élite tiene il passo delle uscite pregevoli questa settimana!
Happy End
Assassinio sull'Orient Express
Reazione a caldo: Immancabile!!
Bolla, rifletti!: Già sarei andata a vederlo per il cast all-star ma la cosa più bella è questa: sarò l'unica persona al mondo a godermi il film dall'inizio alla fine in quanto a) non ho mai letto il libro di Agata Christie e soprattutto b) ho visto il film originale da piccolissima e NON RICORDO UNA CIPPA!! Potrò divertirmi anche col whodunnit, yeaaah!! *__*Gli eroi del Natale
Reazione a caldo: Ma che è?
Bolla, rifletti!: Non chiedetemi perché al telegiornale lo abbiano spacciato per film Disney quando la produzione è Sony/Columbia. Giovani, si capisce dal disegno che non c'entra la Casa del Topo e che questa è una cretinata natalizia della peggior specie!Daddy's Home 2
Reazione a caldo: Eh?
Bolla, rifletti!: Non ho nemmeno visto il primo e, sinceramente, questo lo guarderei solo per la presenza di John Lithgow. Magari a casa, eh.Smetto quando voglio - Ad Honorem
Reazione a caldo: Finalmente!!!
Bolla, rifletti!: Lo aspetto con ansia dalla fine di Masterclass, ché io a Sibilia e ai suoi scappati di casa laureati voglio benissimo. Speriamo sia una conclusione degna!Anche il cinema d'élite tiene il passo delle uscite pregevoli questa settimana!
Reazione a caldo: Wow!
Bolla, rifletti!: Un film di Haneke va visto a prescindere, anche se non ho capito bene di cosa parli (dramma borghese ripreso da vari dispositivi moderni, proposto al pubblico i medias res?). Il problema sono i soliti orari maffissimi e limitati del Filmstudio, oltre alla presenza di mille altri film da vedere...
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