Visualizzazione post con etichetta tod williams. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta tod williams. Mostra tutti i post

mercoledì 13 luglio 2016

Cell (2016)

"Fo-Fo-Me?
Fo-Fo-Te?"
Fo**iti.


Domani uscirà in tutta Italia Cell, tratto dall'omonimo romanzo di Stephen King, diretto dal regista Tod Williams e co-sceneggiato dal Re in persona. Il che, come sappiamo, non è MAI una bella cosa. Io l'ho già visto e vi consiglio di stare a casa ma l'avrete già capito dall'incipit immagino!


Trama: a causa di un impulso trasmesso dai cellulari, buona parte degli abitanti del pianeta si trasformano in pazzi assetati di sangue. Tra i pochi superstiti ci sono Clay, in cerca della moglie e del figlio, Tom e la giovane Alice, che tentano di sopravvivere in una società ormai allo sbando...



Cell, pubblicato in Italia nel 2006, non è una delle creature migliori di King. A dispetto di ciò è un romanzo al quale sono abbastanza affezionata visto che è volato con me in Australia e mi ha tenuto compagnia, causandomi anche qualche incubo che, di fatto, si è riproposto anche durante la seconda rilettura, fatta proprio qualche giorno fa in occasione della visione del film. Ciò significa che il nucleo di Cell contiene in sé qualcosa di altamente suggestivo, forse la natura pericolosa dei mostri che lo popolano, così potenti da riuscire ad alterare i sogni dei pochi superstiti all'impulso che ha trasformato quasi tutti gli abitanti della terra in "telepazzi", forse la naturale diffidenza per un oggetto ormai talmente comune e vincolante come il cellulare, forse una generale idea di "fine del mondo" che non raggiunge i livelli de L'ombra dello scorpione ma che è comunque molto rassegnata e fatalista. Insomma, non so cosa sia che mi scompendia il cervello leggendo Cell ma sicuramente quel qualcosa non è rimasto nel film di Tod Williams, un trionfo di banalità e piattume che, come succede per la maggior parte delle trasposizioni kinghiane, si divide in due parti distinte: la prima praticamente identica al romanzo e la seconda che se ne va allegramente per i cavoli suoi, gettando tutte le cose buone del libro nel cestino della rumenta per mantenere giusto delle vaghe, raffazzonate idee senza capo né coda. Siccome Cell è stato co-sceneggiato da Stephen King mi chiedo quanto di ciò che si vede nel film sia nato dallo sconsiderato desiderio dello scrittore di rimaneggiare un romanzo che magari lo ha lasciato insoddisfatto; di sicuro, i fan si sono lamentati del finale del romanzo e nel 2009 il Re si è impegnato a riscriverlo apposta per la sceneggiatura del film ma insomma, sticazzi, un po' di amor proprio. Sta di fatto che Cell, da metà in poi, mostra allegramente le terga all'ormai diffuso amore per gli zombi calando la carta del "contagio tramite rutto a 56K" (not kidding) e manda completamente in vacca non soltanto la figura fondamentale del Rettore di Harvard (praticamente il nucleo fondamentale degli stormi di telepazzi, qui ridotto a mero boogeyman sul conto del quale chi non dovesse aver letto il romanzo non capirà probabilmente un belino) ma anche il barbatrucco di uno dei superstiti il quale, per quanto paraculo, era comunque funzionale a concludere in qualche modo il romanzo pur senza lasciare che il lettore si abbandonasse alla speranza mentre qui non serve davvero a nulla.


Altro non dirò sulla trama per non incorrere nel solito, spiacevole rischio spoiler, se volete conoscere qualcosa di Cell recuperate il libro, è un po' logorroico e lento ma sicuramente è più piacevole del film che, ovviamente, ha un ulteriore, fatale difetto: gli attori. Anzi no, diciamo le cose come stanno. LO attore. Quasi tutti i coinvolti, tranne forse il terrificante ragazzino scelto per interpretare Jordan, bene o male arrivano alla fine di Cell senza gettare alle ortiche la propria dignità, magari un po' svogliati (come Samuel L.Jackson che pare chiedersi "Oh Felicia, dove cazzo ci troviamo?" ogni dieci minuti e che, diciamolo, nei panni del timido, ironico e diononvogliaomosessuale! Tom è calzante quanto me negli eventuali panni di Lady Gaga) o un po' scazzati (Isabelle Fuhrman te lo ricordi di non essere più Orphan, sì?) ma comunque in piedi. Chi non ci riesce, e io vorrei capire che cosa caspita gli sia successo, è John Cusack. John, ma Cristo santo, non ti si può guardare. Sembri Liberace con addosso il trucco di Apocalisse e il berretto di Jack Nicholson in Qualcuno volò sul nido del cuculo, hai le sopracciglia più ad ala di gabbiano di un modello di Dolce e Gabbana, per caratterizzare il personaggio metti e togli il berretto preda dei tic manco fossi autistico, PERCHE'? Perché lo fai, disperato ragazzo mio? Perché mi costringi a citare Masini? Cosa devo farti perché tu torni ai fasti di Essere John Malkovich, Alta fedeltà, Mezzanotte nel giardino del bene e del male, persino di CON AIR?? Non bastavano la regia piatta di Tod Williams, la mancanza di qualsivoglia tipo di tensione, un gusto per il gore che si asciuga nei primi cinque, concitati minuti e poi s'ammoscia in quel terrificante finale per il quale meriterebbero l'ergastolo sia il direttore della fotografia sia il supervisore degli effetti speciali! Ti ci dovevi mettere pure tu! Ma allora vai al diavolo tu, Kashwak No-Fo, i cellulari e la brillante idea di metterli in frigorifero per conservare la batteria quando sai benissimo che se dovessi utilizzarli ti partirebbe il cervello: preferisco bruciarmi la psiche con uno smartphone che riguardare 'sta robetta da due soldi!


Del regista Tod Williams ho già parlato QUI. John Cusack (Clay Riddell), Samuel L. Jackson (Tom McCourt) ed Isabelle Fuhrman (Alice Maxwell) li trovate invece ai rispettivi link.

A proposito di adattamenti kinghiani, il moscerello Owen Teague, che qui interpreta Jordan, è stato scritturato per il ruolo del viscido Patrick Hostetter nel nuovo adattamento di It; il fatto che il personaggio sia presente mi fa già stare male all'idea di un eventuale "momento sanguisuga" che, fortunatamente, mi era stato risparmiato nel film TV ma sento odore di miscasting ahimé. Chi ci ha visto lungo invece, almeno per quel che riguarda Cell, è stato Eli Roth che si è chiamato fuori dal progetto per divergenze creative. Vai, amorino peloso! Detto questo se il film vi fosse piaciuto (ma perché?) recuperate qualsiasi film sugli zombi diretto da Romero, che è meglio. ENJOY!

domenica 7 novembre 2010

Paranormal Activity 2 (2010)

Dalle mie parti, appena esce un horror ci si butta a capofitto, a prescindere o quasi. Non deve stupire, dunque, che io sia andata a vedere Paranormal Activity 2, del regista Tod Williams, seguito diretto (e sicuramente girato in fretta e furia, prima che il successo del capostipite si raffreddasse) del campione d’incassi Paranormal Activity, nonostante quest’ultimo mi fosse piaciuto ma non mi avesse entusiasmato troppo. Per la serie “squadra che vince non si cambia”, questo secondo episodio è una fotocopia del primo con pochissime varianti.

paranormal-activity-2-poster

Trama: un paio di mesi prima rispetto agli eventi accorsi nel primo film, un sistema di telecamere ci mostra la serie di inquietanti episodi, mano a mano sempre più invasivi e pericolosi, che si manifestano in casa della sorella di Katie, Kristi, da poco mamma di un pargoletto e con marito e figlia adolescente a carico.

Paranormal_Activity_2_hunter_locandina_poster

Paranormal Activity 2 aggiunge veramente poco a quanto già mostrato nel primo film. Sicuramente gli sceneggiatori ed il regista hanno avuto a disposizione più fondi e più mezzi per realizzarlo, inoltre molto probabilmente hanno fatto propria l’esperienza derivante dalle reazioni suscitate dal primo episodio, quindi sono riusciti a confezionare una pellicola leggermente più dinamica, un po’ più “elaborata” e anche a creare collegamenti più o meno sensati con il primo film. Il risultato, nonostante tutto, non è eccelso. Il punto di forza di Paranormal Activity era la (non)novità: una storia ridottissima, un mero canovaccio che fungeva da scheletro per una serie ininterrotta di episodi paranormali che diventavano sempre più evidenti ed inquietanti, fino a giungere ad un finale da salto sulla sedia. Ovvio quindi che lo spettatore scafato sappia già cosa aspettarsi dal secondo episodio e più o meno immagini quando e dove arriveranno gli spaventi e che il tutto risulti così meno efficace. Gli sceneggiatori quindi hanno deciso di sopperire alla mancanza di “suspence” stupendoci con effetti speciali (se prima dovevamo solo immaginare la gente presa per le gambe dal demone adesso la vediamo proprio volare via trascinata per tutta la casa) e telecamere ad infrarossi alla Rec, ed aggiungendo un paio dei più classici clichè horror: animali e bambini. Effettivamente è inquietante vedere il pastore tedesco abbaiare al nulla, uggiolare impaurito, oppure il piccoletto di un anno guardare fisso qualcosa che può vedere solo lui o mettersi a piangere terrorizzato mentre le porte sbattono però alla lunga anche questo diventa noioso ed alcune riprese, soprattutto quelle con la telecamera a mano, risultano palesemente forzate ed inverosimili.

paranormal_activity_movie_still1

Quello che ho apprezzato, invece, è stato il rendere Paranormal Activity 2 così coerentemente legato al primo. La storia di Kristi all’inizio sembrerebbe successiva a quella della sorella Katie, invece a poco a poco scopriamo come gli eventi del nuovo film siano precedenti, anche se di poco, a quelli del primo. Una punta di nostalgia ci coglie nel rivedere un redivivo Micah, imbecille come lo ricordavamo, segnato per sempre da un’impietosa didascalia che ci indica come, nel giro di 60 giorni, il poveraccio verrà ucciso. E qui lo spettatore si chiede se le due “infestazioni” avvengano in parallelo oppure se c’è dell’altro sotto: effettivamente quello che si viene a scoprire la fine mi è piaciuto parecchio, peccato per il modo idiota in cui il film arriva a collegarsi direttamente alle primissime immagini di Paranormal Activity. Infatti agli appassionati di horror tocca sorbirsi non solo una giustificazione a dir poco banale sulla presenza del demonio (ovviamente trovata su internet…) ma anche l’esorcismo più ridicolo dai tempi dell’Esorciccio: un bel crocefisso pucciato nell’olio extravergine d’oliva e passa la paura!! Ma scherziamo?! Ne L’esorcista ci vogliono DUE preti professionisti che riescono a malapena a liberare la ragazzina e qui basta il proprietario di un Burger King? Inconcepibile, per fortuna che il crudelissimo finale si vendica di tutto questo scempio e ci lascia, nuovamente, a bocca aperta come dei tacchini a chiederci se ci sarà un Paranormal Activity 3 e su cosa verterà, visto che carne al fuoco ne è stata messa molta.

Paranormal-Activity-2-trailer-2-1-10-10-kc

Per farla breve, nonostante qualche calo di credibilità e nonostante sia inferiore al primo, Paranormal Activity 2 merita la sufficienza sia per il raggiungimento dello scopo, che alla fine è quello di tenere gli spettatori in tensione fino alla fine, sia perché gli attori, anche questa volta, sono molto bravi e danno vita a personaggi meno stupidi rispetto a quelli del primo episodio (anche se gli uomini, bontà loro, sono sempre mostrati come dei dementi…). Personalmente ho una passione per la spessissima (in senso fisico) e scazzata Katie Featherston, che torna appunto nei panni di Katie, ma anche le attrici che interpretano Kristi e l’adolescente Ali non sono male. In definitiva, però, questo è un film che può piacere solo agli appassionati di horror o a chi è rimasto folgorato dall’incipit della serie. Gli altri, si astengano.

Tod Williams è il regista della pellicola. Newyorchese, è al suo quarto lavoro. Ha 42 anni e un film in uscita, il remake di un film islandese del 2006.

Premiere+Ten+Inside+Arrivals+-cl-nmfBDPrl

Katie Featherston interpreta Katie. Attrice texana al suo quarto film, già protagonista di Paranormal Activity, ha 28 anni.

Katie_Featherston

Sprague Grayden interpreta Kristi. Giovane veterana della tv USA ha partecipato a parecchi episodi di film come Six Feet Under, CSI: NY, Weeds, Senza traccia, CSI Miami, 24, Criminal Minds, Law & Order e Dr. House.

Cosmopolitan+Bebe+Celebrate+Eva+Longoria+New+peGI8zRh9nMl

Vi lascio con una curiosità e un paio di consigli. Come avranno capito gli spettatori più attenti, la casa utilizzata per le riprese è la stessa che compariva nel film precedente, ovvero quella del regista Oren Peli, che ovviamente dopo il successo del primo film ha modificato qualcosa. A quelli che, come me, rimangono a sorbirsi tutti i titoli di coda sperando che ci sia qualcosa dopo, dico di alzarsi pure tranquilli, non c’è niente dopo, solo un’ininterrotta di rumori e lamenti inquietanti. Se vi piace il genere, infine, non potete non guardare Paranormal Activity oppure gli assai più inquietanti Rec e Rec2. E ora vi lascio al trailer del film... ENJOY!!


Se vuoi condividere l'articolo

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...