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martedì 21 maggio 2019

John Wick 3 - Parabellum (2019)

Per uscire da una settimana a dir poco devastante, non c'è nulla di meglio dello staccare il cervello e, per ottenere il migliore dei risultati, John Wick 3 - Parabellum (John Wick: Chapter 3 - Parabellum), diretto dal regista Chad Stahelski, è semplicemente perfetto.


Trama: dopo essere stato scomunicato, John Wick deve cercare di sopravvivere mentre tutti i killer del mondo gli danno la caccia.


Avevamo lasciato John Wick con una taglia di 14 milioni di dollari sulla testa, il bisogno di portare via le suole da New York il prima possibile, la perdita di tutti i privilegi legati al rispetto delle regole de La Tavola e con un cagnusso nuovo. Lo ritroviamo più o meno nelle stesse condizioni nel terzo capitolo di quella che si preannuncia una quadrilogia, nonché una delle zamarrate più sfacciate dopo Sharknado, a differenza del quale, per lo meno, John Wick mantiene un minimo di dignità a livello di regia, coreografie marziali ed interpreti. Non a livello di sceneggiatura, ci mancherebbe: in cinque non sono riusciti a tirare fuori qualcosa di sensato, ché se già i primi John Wick erano scritti sulla lista della spesa, questo sta direttamente su uno scontrino e ogni twist della trama (che a un certo punto, detto proprio onestamente, fa fare "cose" a John Wick senza un motivo plausibile, leggasi la parentesi nel deserto) è finalizzato a raggiungere un obiettivo e uno soltanto: che il protagonista dia e prenda quante più mazzate possibili, stavolta anche troppe. Qui e là, furbamente, vengono gettati i semi per un altro capitolo della saga e probabilmente anche di un prequel, perché l'unica cosa davvero furba, per quanto scorretta, del franchise, è quello di mostrare allo spettatore dei rapidissimi flash di personaggi o organizzazioni che sarebbero molto più interessanti del protagonista, se solo venissero approfonditi: è il caso della benedetta Tavola, della miriade di Hotel Continental sparsi per il mondo, dell'organizzazione gestita da Anjelica Huston, persino di Halle Berry, che compare in una delle sequenze più divertenti dell'intero film. Insomma, John Wick "affama" in particolari e, così facendo, spinge il pubblico idiota, io per prima, a volerne di più.


Ciò che non viene lesinato, come ho scritto sopra, sono le botte. Lamentavo nel capitolo secondo una certa qual ripetitività nello schema di lotta del nostro, sintetizzabile in "atterro l'avversario e poi headshot"; anche in Parabellum i nemici muoiono malissimo, vittime al 90% di headshot doppi (si fa pour parler, ovvio, ché aspettarsi la coerenza in questo genere di film non ha senso, ma a che pro finire perennemente gli avversari con colpi alla testa sparati a bruciapelo quando già il colpo al cuore/stomaco precedente dovrebbe decretarne la morte certa?), ma perlomeno ci sono interessanti scambi all'arma bianca, vengono utilizzati mordaci e velocissimi cagnolini e persino un tomo antico, veicolo della morte più esilarante dell'intero film, e nonostante alcuni combattimenti vengano tirati anche troppo per le lunghe diventando un mero sfoggio di tecnica coreografica (vedi quello con Yayan Ruhian), di sicuro la sete di sana, vecchia ultraviolenza viene soddisfatta persino a fronte di una stranissima mancanza di sangue. Certo, bisogna rendersi conto che Parabellum, forse ancor più dei suoi predecessori, è soltanto un insieme di scontri portati avanti all'interno di splendide e dettagliatissime scenografie create ad hoc per non annoiare l'occhio dello spettatore, attaccati tra loro con uno sputo di "trama" (o si parla di pretesti narrativi?), tuttavia è palese che gli attori coinvolti si siano tutti divertiti e non vedano l'ora di passare una quarta volta a battere cassa. Io, neanche a dirlo, aspetto il quarto capitolo con trepidazione, sperando che torni, anche stavolta, l'elegantissimo Ian McShane... e che venga affiancato dalla ottima Asia Kate Dillon, vera rivelazione del film!!


Del regista Chad Stahelski ho già parlato QUI. Keanu Reeves (John Wick), Halle Berry (Sofia), Ian McShane (Winston), Laurence Fishburne (Bowery King),  Mark Dacascos (Zero),  Lance Reddick (Charon), Anjelica Huston (Il direttore) e Yayan Ruhian (Shinobi 2) li trovate invece ai rispettivi link.

Said Taghmaoui interpreta l'Anziano. Francese, ha partecipato a film come L'odio, Three Kings, American Hustle - L'apparenza inganna, Wonder Woman e a serie come Lost. Ha 45 anni e un film in uscita.


Jerome Flynn, il Bronn de Il trono di spade, interpreta Berrada. Nell'attesa che StarZ dia il via alle riprese della serie Continental che, ahinoi, non vedrà la presenza di Ian McShane e di sapere se davvero nel 2021 uscirà John Wick 4, se John Wick 3 - Parabellum vi fosse piaciuto recuperate John Wick e John Wick 2. ENJOY!

venerdì 9 giugno 2017

Yakuza Apocalypse (2015)

Le uscite di maggio della Midnight Factory sono state due: Scare Campaign, di cui parlerò nei prossimi giorni, e questo Yakuza Apocalypse (極道大戦争 - Gokudou Dai Sensou), diretto nel 2015 dal regista Takashi Miike.


Trama: Kamiura è un vampiro nonché boss della yakuza e mantiene la pace nelle strade usando il bastone con gli altri yakuza e la carota con i cosiddetti "civili". Un giorno Kamiura viene ucciso ma prima di morire morde il sottoposto Kageyama, trasformandolo a sua volta in vampiro e chiedendogli di vendicarlo...


Riuscire a rendere in un post lo squisito nonsense di Yakuza Apocalypse è praticamente impossibile: come si diceva nel più grande successo del Piotta "Io nun t'ho visto, t'ho vissuto". Ergo, il mio consiglio è quello di procurarvi immantinente il DVD/Blu Ray di Yakuza Apocalypse e immergervi in un universo che mescola senza soluzione di continuità (e senza vergogna, aggiungo) i più disparati generi cinematografici in un florilegio di trovate, trashate, momenti epici, botte e botti che probabilmente solo Miike di questi tempi può permettersi di portare sullo schermo uscendone non solo invitto, ma direttamente Gran Maestro. In Yakuza Apocalypse non è tanto importante la trama, dalla quale vi sconsiglio di provare a trarre un senso se non nella prima mezz'ora di film, bensì la palese gioia di riempire il metraggio con qualsiasi cosa assurda potesse venire in mente ai realizzatori. Di base, c'è un vampiro yakuza che muore e passa il testimone, sia della maledizione che della guida del clan, ad un suo giovane sottoposto costretto non solo a vendicare il boss ma anche a venire a patti con la sua nuova condizione di succhiasangue: preso dalla fregola, il nostro comincia a cibarsi anche di civili ma le sue vittime, invece di morire, diventano a loro volta dei vampiri yakuza. E' importante sottolineare la cosa, in quanto a questo punto i "civili" smettono di essere deboli pecorelle indifese e, oltre a venire mossi dalla sete di sangue, assumono gli stessi atteggiamenti di indolenza e strafottenza mostrati dai sottoposti di Kamiura all'inizio, cosa che da il la ad una serie di siparietti a dir poco esilaranti (oltre alla folle idea di cominciare a coltivare civili indifesi nelle serre. Ma questa è un'altra chicca da scoprire). Qui finisce la parte più o meno comprensibile della trama, alla quale Yoshitaka Yamaguchi, sceneggiatore discepolo di Miike, comincia fin dall'inizio ad aggiungere la qualunque, senza un motivo preciso e senza logica alcuna: Yayan Ruhian nei panni dello Steve Urkel picchiatore, vecchi che lavorano a maglia per tenere sotto controllo le emozioni negative, cervelli liquefatti, kappa puzzolenti, rane terrificanti e incazzose, kaiju, tatuaggi semoventi, inquisitori con la gorgiera, storie d'amore vissute nelle discariche, mille altre assurdità capaci di lasciare, alternativamente, esilarati e annichiliti di fronte a cotanta sfacciataggine.


La cosa interessante di Yakuza Apocalypse è che con tutto questo bailamme di roba anche lo stile di regia cambia spesso e volentieri. Da approcci più "classici" e legati a film d'argomento criminale si passa all'evoluzione "fumettosa" di Takashi Miike, che dirige la pellicola nemmeno fosse un cartone animato, per poi aggiungere un pizzico di western e uno stile che richiama ora un episodio dei Power Rangers, ora un ipercinetico film "di menare" orientale, ora uno di quegli esagerati horror alla Tokyo Gore Police e, ovviamente, la recitazione dei coinvolti (sulla quale sarebbe meglio sorvolare, suvvia), il make up, gli effetti speciali e persino i costumi (nonché la colonna sonora) cambiano ogni volta di conseguenza. Insomma, come già accadeva ai tempi di quel delirio di The Happiness of the Katakuris, è difficile inserire Yakuza Apocalypse dentro un genere ben definito, al punto che forse l'etichetta che meglio gli si adatta (se proprio vogliamo dargliene una) potrebbe essere "Varietà". Voi ora penserete: "E che schifo! Non lo guarderò mai nemmeno per sbaglio!". Male per voi, perché non potete capire. Io mi sono innamorata di questo film e soprattutto dell'incredibile bellezza del "più pericoloso terrorista del mondo". Se eviterete di guardare Yakuza Apocalypse non potrete comprendere la sua agilità in combattimento combinata all'incapacità di salire/scendere le scale, la musichetta che accompagna i suoi ingressi in scena, il suo sembiante morbidoso, lo scazzo atavico con cui non solo pesta la gente ma butta persino tutto all'aria, come i bambini col broncio. Ecco, a mio avviso questa figura in particolare (che per me è giù assurta a mito totale, ormai l'avrete capito) racchiude l'essenza del cinema di Miike, quel sottile confine tra anarchia e rincoglionimento che porta lo spettatore a sentirsi fondamentalmente preso per il chiulo e a ritrovarsi contemporaneamente impossibilitato ad odiare il buon Takashi sensei. E se non ci credete, chiedetelo al Bolluomo. Lui non è pazzo quanto me e non ha osato definire Yakuza Apocalypse bello ma sicuramente si è divertito un sacco guardandolo e, soprattutto, gli rimarrà impresso per un bel po' come una delle cose più assurde mai viste in vita sua. E se dopo questo non mi ha ancora mollata vuol dire proprio che that's aMMore, un po' come quello che mi lega da anni a Takashi Miike.


Del regista Takashi Miike ho già parlato QUI.

Yayan Ruhian interpreta Kyoken. Indonesiano, ha partecipato a film come The Raid - Redenzione, The Raid 2: Berandal e Star Wars - Il risveglio della forza. Anche stuntman, ha 49 anni e due film in uscita.


L'edizione home video della Midnight Factory conta tra gli extra un imperdibile making of ed è corredata da un libretto introduttivo (non esplicativo, nel caso ve lo stiate chiedendo!). Se Yakuza Apocalypse vi fosse piaciuto "tentate" Sukiyaki Western Django, The Happiness of the Katakuris, Getting Any? e magari anche Vampire Girl vs Frankenstein Girl. ENJOY!

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