martedì 21 gennaio 2014

Grabbers (2012)

Qualche giorno fa ho cominciato a visionare i film cortesemente regalati a Natale dal gentilissimo Roberto. Il primo è stato Grabbers, diretto nel 2012 dal regista Jon Wright.


Trama: in una sperduta isoletta irlandese avvengono strane, inspiegabili sparizioni. Due poliziotti cominciano a indagare e presto si troveranno davanti un'orrenda minaccia aliena con uno strano punto debole...


Grabbers è un divertente horror fantascientifico che mi è piaciuto parecchio per un paio di motivi. Innanzitutto perché è ambientato in Irlanda e questo significa, guardandolo in lingua originale, poter godere dell'idioma locale e del meraviglioso accento di quelle parti, nonché rifarsi gli occhi con lo spettacolare verde delle colline e l'azzurro del mare. Seconda cosa, perché a tratti mi ha ricordato la trilogia del Cornetto e il suo geniale miscuglio di seri momenti horror girati e sceneggiati alla perfezione (un paio di salti sono garantiti!) e supercazzole da commedia demenziale condite da litri e litri di birra e wiskey, elementi fondamentali per la trama (altro non dico per non fare spoiler ovviamente!); alle suggestioni "Cornettiane" aggiungete anche un pizzico di Gremlins, Tremors e Attack the Block e avrete una vaga idea dell'atmosfera che si respira in Grabbers. Last but not least, inoltre, i personaggi sono caratterizzati benissimo e sono molto credibili in ogni loro azione o reazione, a partire dai due "garda" Ciáran e Lisa per arrivare a tutti gli altri abitanti dell'ameno paesino tra i quali, ovviamente, spiccano il vecchio ubriacone Paddy e il rassegnato padrone del pub, Brian. Purtroppo, non si può parlare di capolavoro perché tutti questi elementi non raggiungono l'equilibrio miracoloso dei film dell'altro Wright, soprattutto perché spesso la sceneggiatura dimentica la presenza degli alieni per concentrarsi più sull'aspetto "ridicolo" della trama, ma il ritmo si mantiene sostenuto per tutta la durata della pellicola.


Quanto ai Grabbers del titolo originale, non sono affatto male. Per fortuna non accade, come in altri film, che alla vista del mostro subentri il diludendo (causato magari da orrendi effetti CG) dopo un paio di misteriose sequenze in cui la gente viene letteralmente presa e trascinata fuori dall'inquadratura, anzi: come direbbe lo sfortunato Adam, il mostrone clou è bellissimo, un'imponente creaturona tentacolata dotata di un'inquietante bocca risucchiante, ma anche le sue versioni più piccole (e in quanto tali seviziate con prepotenza e alcoolica baldanza!) sono sufficientemente impressionanti e schifosette. Uno dei difetti di Grabbers è che forse il finale viene liquidato un po' più velocemente e banalmente di quanto avrebbe meritato, nonostante quella zampata finale che non deve mai mancare ai veri horror, ma nel complesso non c'è stata nemmeno una sequenza che mi abbia lasciata con l'amaro in bocca... e soprattutto non ci sono falsi moralismi per quel che riguarda l'alcoolismo (la rivelazione di O'Shea in merito è geniale). Se vi piace questo genere di contaminazione tra commedia e horror e amate l'atmosfera casereccia e compagnona che si respira in molte pellicole indipendenti britanniche o irlandesi direi proprio che Grabbers farà al caso vostro e vi garantirà un'ebbra serata all'insegna della spensieratezza!

Jon Wright è il regista della pellicola. Irlandese, prima di Grabbers ha diretto un paio di corti e l'horror Tormented. Anche sceneggiatore, ha 42 anni e un film in uscita.


Richard Coyle interpreta Ciarán O'Shea. Inglese, ha partecipato a film come The Libertine, Un'ottima annata e W.E. - Edward e Wallis. Ha 41 anni e due film in uscita.


Chiudiamo con i soliti consigli: se Grabbers vi fosse piaciuto non perdetevi film come Tremors, Aracnofobia e Slither. ENJOY!


lunedì 20 gennaio 2014

Get Babol! special Armadillo edition

Buon lunedì a tutti! Oggi il sito GetGlue non ha consigliato nulla per quel che riguarda le uscite USA: certo, questa settimana faranno il suo debutto I, Frankenstein, che sembrerebbe una porcata epica (e uscirà giovedì anche in Italia), e Knights of Badassdom, commedia fantasy-nerd con Peter Dinklage, sicuramente più simpatica dell'ennesima rivisitazione del mostro di Mary Shelley, almeno sulla carta, ma pare che non rientrino nei miei gusti.
Quindi, perché non parlare invece della notizia del giorno, il mio regalo di Natale e compleanno anzitempo, partita dal sito di Zerocalcare?


Il meraviglioso volume La profezia dell'Armadillo (il mio preferito tra quelli finora pubblicati, per inciso) diventerà un film, scritto a quattro mani da Zerocalcare, Valerio Mastandrea, Oscar Glioti e Johnny Palomba, un bel gruppetto, non c'è che dire!
Il resto, come si dice, ha da venì, non si sanno ancora né il nome dell'eventuale regista né quello degli attori e qui, trattandosi di cinema italiano, possiamo solo incrociare le dita e sperare che non venga fuori una porcata.

Zerocalcare stesso ha già affermato sul blog che il film sarà sì basato sul libro ma conterrà molte cose nuove, tuttavia spero che lo spirito dell'opera, divertente, nostalgica, malinconica e dolorosa, rimanga inalterato: alla fine, sinceramente, chi vorrebbe vedere un orrendo Armadillo in CG? Chi vorrebbe la riproduzione pedissequa di un fumetto palesemente scritto e disegnato col cuore? Mi farebbe impressione forse anche vedere Zero, il Secco, Camille o Lady Cocca vagare per lo schermo, così diversi dai personaggi che bucano la pagina ad ogni comparsa.
Ma se, come ho detto, lo spirito della Profezia verrà mantenuto e sostenuto da una bella regia e da bravi attori ci sarà indubbiamente ancora speranza per il cinema e il fumetto italiani.
Intanto, andrò a vederlo sulla fiducia, oh.
D'altronde "Si chiama Profezia dell'Armadillo qualsiasi previsione ottimistica fondata su elementi soggettivi e irrazionali spacciati per logici e oggettivi, destinata ad alimentare delusione, frustrazione e rimpianti, nei secoli dei secoli. Amen".
Quindi, parto coi migliori auspici. Se poi non rimarrò soddisfatta, era destino, sticazzi.

domenica 19 gennaio 2014

Bollalmanacco On Demand: L'inventore di favole (2003)

Sono sempre più contenta di aver creato il Bollalmanacco On Demand perché, grazie a voi, sto scoprendo film meravigliosi che magari da sola non avrei mai guardato. Oggi devo ringraziare di cuore il gentilissimo Rosario per aver richiesto L'inventore di favole (Shattered Glass), diretto nel 2003 dal regista Billy Ray e tratto dall'articolo Shattered Glass del giornalista Buzz Bissinger, pubblicato nel 1998 su Vanity Fair. Per la cronaca, il prossimo film On Demand sarà (ossignoresalvami!) Le notti proibite del Marchese De Sade. ENJOY!


Trama: Stephen Glass è un giovane giornalista pieno di stile ed umorismo che lavora per la prestigiosa rivista The New Republic. Il suo ultimo articolo, tuttavia, fa sorgere dei dubbi ai collaboratori di una rivista on line, che cominciano ad indagare... 


L'inventore di favole è dotato di un titolo italiano a dir poco ingannevole che, tuttavia, avvalla l'impressione iniziale che si ha di Stephen Glass, protagonista della pellicola. Fin dall'inizio, infatti, il film viene impostato come il racconto edificante (ovviamente fatto in prima persona) di un giornalista che non cerca lo scoop facile o il sensazionalismo a tutti i costi ma che invece, osservando la gente, carpendo quasi magicamente la personalità di chi gli sta davanti, riesce a confezionare per l'appunto favole, brillanti pezzi colmi di intelligenza ed umorismo, in grado di far ridere e riflettere allo stesso tempo. La magia e lo charme di Glass, uniti alla modestia che quasi sfocia nella ritrosia, non si riversano solo negli articoli che scrive ma lo rendono amato ed ammirato da amici, colleghi, insegnanti e, più in generale, tutti quelli che hanno a che fare con lui. Un'illusione perfetta non tanto diversa da quelle create dai protagonisti di American Hustle, un altro esempio di come la gente creda in quello che VUOLE credere, scartando tutto quello che potrebbe essere spiacevole anche davanti a prove grandi e pesanti come macigni. Mano a mano che il film prosegue, infatti, si assiste ad un lento ma inesorabile passaggio di testimone accompagnato da un cambio di prospettiva; il protagonista Stephen diventa uno squallido e triste truffatore mentre quello che all'inizio viene presentato come possibile nemesi si trasforma in un uomo giusto e tormentato, da macchia sullo sfondo a protagonista assoluto che, come un novello Don Chisciotte, cerca di combattere i mulini a vento incarnati dalla cecità di chi ancora crede nella purezza di Glass e non lo vede ancora shattered come nel titolo originale.


L'inventore di favole è un film ragionato, lento ma intrigante, sorretto da una trama da scoprire a poco a poco e interpretato da bravissimi attori. Il giovane Hayden Christensen subisce nel corso della pellicola una trasformazione quasi impercettibile ma perfetta, da brillante e timido giornalista a nerd disturbato e quasi inquietante, mentre tutti gli altri interpreti, soprattutto Peter Sarsgaard, Hank Azaria e Chloë Sevigny sono talmente perfetti per i loro ruoli da risultare credibili come se fossero persone vere. A proposito di "persone vere", se L'inventore di favole non fosse tratto da una storia realmente accaduta ci sarebbero da fare mille appunti sulla plausibilità della trama, perché la truffa di Stephen Glass è talmente plateale da sembrare il frutto delle idee di uno sceneggiatore facilone, invece questa volta la realtà ha superato la fantasia. Forse perché all'interno di un ufficio, all'interno del mondo del giornalismo, tutti devono essere un po' attori e un po' ruffiani ed è  molto facile parteggiare per l'ultimo arrivato, disponibile, col sorriso sulle labbra, carino e sempre pronto ad aiutare i colleghi, e cercare di favorirlo ignorando il normale protocollo. Così come è facile per uno studente prendere a modello il genio che "ce l'ha fatta" piuttosto che i "banali" artigiani del mestiere, che alla fine portano a casa la pagnotta riempiendo il giornale con i loro semplici articoli "di servizio". Eppure il mondo per fortuna va avanti grazie a persone oneste che, senza clamore e senza riconoscimento, fanno il loro mestiere anche a costo di risultare antipatici. E questo potrebbe essere un semplice fatto della vita su cui tutti dovremmo riflettere ogni tanto, prima di ricevere una tranvata in piena faccia come i protagonisti di questo intelligentissimo L'inventore di favole.



Di Peter Sarsgaard (Charles “Chuck” Lane), Rosario Dawson (Andy Fox), Hank Azaria (Michael Kelly) e Steve Zahn (Adam Penemberg) ho già parlato ai rispettivi link.

Billy Ray (vero nome William Ray) è il regista e sceneggiatore della pellicola, al suo primo film dietro la macchina da presa (il secondo e ultimo, per ora, è stato Breach – L’infiltrato). Americano, ha lavorato anche come produttore e attore.


Hayden Christensen interpreta Stephen Glass. Canadese, ha partecipato a film come Il seme della follia, Il giardino delle vergini suicide, Star Wars: Episodio II - L'attacco dei cloni, Star Wars: Episodio III - La vendetta dei Sith e alla serie Piccoli brividi. Anche produttore, ha 32 anni (condividiamo la data di nascita!) e tre film in uscita.


Chloë Sevigny (vero nome Chloë Stevens Sevigny) interpreta Caitlin Avey. Americana, la ricordo per film come Mosche da bar, Boys Don’t Cry, American Psycho, Broken Flowers e Zodiac, inoltre ha partecipato a serie come Will & Grace e American Horror Story. Anche produttrice e costumista, ha 39 anni e cinque film in uscita.


Melanie Lynskey interpreta Amy Brand. Neo zelandese, indimenticabile Pauline del meraviglioso Creature del cielo, ha partecipato ad altri film come Sospesi nel tempo, La leggenda di un amore: Cinderella, Le ragazze del Coyote Ugly, Rose Red, Cercasi amore per la fine del mondo, Noi siamo infinito e a serie come The L World, Dr. House e Due uomini e mezzo. Ha 36 anni e sei film in uscita.


La realizzazione del film è stata seguita anche dai veri Charles Lane e Michael Kelly (quest'ultimo in maniera assai riluttante in quanto la maggior parte degli articoli di Glass erano stati pubblicati quando lui era ancora direttore), mentre il vero Stephen Glass ha rifiutato qualsiasi coinvolgimento. Tra gli attori che invece, per un motivo o per l'altro, hanno rinunciato a partecipare al film segnalo Greg Kinnear, convocato per il ruolo di Charles Lane, e Maggie Gyllenhaal, alla quale era stata offerta la parte di Amy Brand. Per concludere, se L'inventore di favole vi fosse piaciuto, recuperate anche Prova a prendermi, Dentro la notizia e Tutti gli uomini del presidente.

venerdì 17 gennaio 2014

Bad Milo! (2013)

I più vecchi lettori del Bollalmanacco ricorderanno la mia insana passione per film dalle trame assurde, allegramente a braccetto col trash, come One Eyed Monster, The Human Centipede, Brain Damage - La maledizione di Elmer e altre simili amenità. Non potevo quindi evitare di guardare Bad Milo!, diretto e co-sceneggiato nel 2013 dal regista Jacob Vaughan.


Trama: Duncan soffre di pesanti problemi intestinali acuiti da nervosismo e stress. Un giorno, tuttavia, scopre che i suoi problemi non sono propriamente "normali", ma sono causati da un mostrino mordace che risiede nel suo intestino...


Bad Milo! è una divertente belinata a sfondo horror che, per fortuna, non si prende mai troppo sul serio ma prosegue fino in fondo consapevole della sua fondamentale idiozia. La sceneggiatura mescola con incredibile faccia tosta suggestioni Cronenberghiane, umorismo di grana grossa, schifezzuole in perfetto stile Troma, le situazioni tipiche di una qualsiasi commedia demenziale americana alla Come ammazzare il capo... e vivere felici! e persino qualche suggestione anni '80 alla Gremlins o E.T.. Va bene, l'aspetto cronenberghiano è a livello di parodia ma, se ci pensate, il concetto alla base di Bad Milo! non è molto dissimile da quello di Brood - La covata malefica; lì c'era una donna che partoriva le sue pulsioni negative, mentre qui c'è l'incarnazione demenziale dell'idea freudiana di Es, con un povero imbelle che somatizza talmente tanto lo stress causato da capi, genitori e moglie, da farsi nascere un mostrillo all'interno del chiulo. A dire il vero la cosa farebbe più schifo che ridere viste le innumerevoli scene in cui Duncan, seduto sul cesso, tira fuori dalle terga il mostrillo Milo e lo fa tornare "a casa", ma la cosa davvero esilarante è il personaggio dello psicologo scoppiato che, in assoluta serietà, consiglia al protagonista di "legare" con questa disgustosa (e immagino puzzolente) aberrazione.


Fin qui, tutto bene, il film è una cacata in tutti i sensi. La cosa però che, ad un certo punto, mi ha portata a dubitare della mia sanità mentale è che, nonostante Milo sia un mostro mordace e sanguinario, un "rabid raccoon" che stacca a morsi peni e giugulari con dovizia di momenti splatter, nonostante questo mini-mostro venga letteralmente cacato dal protagonista ogni due per tre... beh, il piccolo Milo fa anche tanta tenerezza. Nel paragrafo precedente parlavo di Gremlins ed E.T. e il nesso me l'ha offerto la povera MMadree quando, entrando in camera mia durante la visione, prima di uscire precipitevolissimevolmente e maledirmi ha detto "quella schifezza ha la stessa vocetta di Gizmo". MMadree ha ragionissima, in effetti buona parte della pellicola è basata sui tentativi di Duncan di superare il disgusto e la diffidenza iniziali nei confronti del mostro anale e cercare di farci amicizia, come accadeva tra Billy e Gizmo o tra Elliot ed E.T, tanto che è difficile resistere agli occhioni dolci di Milo e alla sua vocetta querula, nonostante la sua natura di demone omicida. Bad Milo! procede così tranquillamente tra una macellata e un momento esilarante, un lancio di cacca e un momento tenero (verso il finale questi ultimi aumentano, infatti il ritmo cala e l'atmosfera diventa, paradossalmente, anche troppo edificante e buonista), offrendo allo spettatore disposto ad accettare determinate schifezze un paio d'ore di incredulo divertimento.


Per quel che riguarda l'aspetto tecnico, è apprezzabile innanzitutto la mancanza di effetti speciali digitali, l'aspetto artigianale delle macellate di Milo e l'aspetto "vero" e pupazzoso di quest'ultimo. Gli attori fanno del loro meglio per non soccombere al ridicolo della trama e per rendere dignitosi momenti che, sulla carta, non lo sarebbero affatto: a rimetterci maggiormente, poveraccio, è ovviamente Ken Marino, costretto per buona parte della pellicola a mostrarsi o sul cesso o piegato a novanta nell'attesa che Milo ritorni da dov'è uscito, ma anche Peter Stormare ha le sue belle gatte da pelare a rimanere serio mentre nello studio dello psichiatra da lui interpretato un padre e un figlio risolvono i problemi espellendo mostri dal chiulo. Se devo essere sincera, però, l'attore più esilarante è il bastardissimo Patrick Warburton che, da bravo "socio" della factory di Seth MacFarlane, interpreta un capo talmente infame, carogna, fasullo e perfido da risultare praticamente perfetto ed è un peccato che il suo personaggio non sia stato utilizzato di più. Insomma, come avrete capito Bad Milo! è una belinata fuori da ogni grazia di Dio ma, se ne accetterete i presupposti scatologici, potreste anche divertirvi. Io l'ho fatto e ora, se volete scusarmi, vado dallo psicologo, ché ho un leggero mal di pancia e non vorrei che...

Cu-cu! Tenerino :)
Di Peter Stormare, che interpreta Highsmith, ho già parlato qui.

Jacob Vaughan è il regista e co- sceneggiatore della pellicola. Americano, anche produttore e attore, è al suo secondo lungometraggio.


Ken Marino interpreta Duncan. Americano, ha partecipato a film come Gattaca - La porta dell'universo, Come ti spaccio la famiglia e alle serie Nash Bridges, Angel, Will & Grace, Dawson's Creek, Streghe, Monk, NYPD, Grey's Anatomy, Veronica Mars, CSI: Miami; come doppiatore, inoltre, ha lavorato nel film Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 44 anni e un film in uscita, Veronica Mars.


Gillian Jacobs interpreta Sarah. Americana, ha partecipato a film come The Box, Cercasi amore per la fine del mondo e The Incredible Burt Wonderstone, inoltre ha lavorato come doppiatrice nell'imminente serie Monsters vs. Aliens, tratta dall'omonimo film. Ha 31 anni e sei film in uscita.


Patrick Warburton interpreta Phil. Americano, doppiatore originale del Joe Swanson de I Griffin, ha partecipato a film come Ted, Scream 3, Men in Black II, Comic Movie e alle serie Innamorati pazzi, Ellen, Malcom, Perfetti... ma non troppo; come doppiatore, inoltre, ha lavorato nei film Le follie dell'imperatore, Mucche alla riscossa, Cappuccetto rosso e gli insoliti sospetti e nelle serie Hercules, Biker Mice da Marte, Kim Possible, Robot Chicken, A scuola con l'imperatore, Due fantagenitori, The Cleveland Show e I pinguini di Madagascar. Anche produttore, ha 49 anni e tre film in uscita.


Se Bad Milo! vi fosse piaciuto consiglio la visione di Brood - La covata malefica, Brain Damage - La maledizione di Elmer e Basket Case ma occhio: il primo di ironico non ha assolutamente nulla e gli altri due potrebbero risultare particolarmente sgradevoli, rozzi e disgustosi. Beware quindi e... ENJOY!

giovedì 16 gennaio 2014

(Gio)WE, Bolla! del 16/1/2014

Buon giovedì a tutti! Questa settimana con le nuove uscite c'è di che divertirsi, in positivo e in negativo, il multisala mi sta dando delle gioie. Quali? Continuate a leggere... ENJOY!

The Counselor – Il procuratore
Reazione a caldo: evvai!
Bolla, rifletti: Del film in questione ho già parlato brevemente QUI. Siccome adoro questo genere di storie e la maggior parte degli attori coinvolti, oltre ad essere curiosa di sapere se Ridley Scott è riuscito a tornare agli antichi splendori, andrò sicuramente a vederlo.

Lo sguardo di Satana – Carrie
Reazione a caldo: bava alla bocca
Bolla, rifletti: non fraintendete, mi raccomando. Con “bava alla bocca” intendo dire che, dopo le geniali recensioni di Lucia, I 400 calci e tutti gli altri poveri blogger che hanno avuto la sfiga di vederlo, non vedo l’ora di stroncarlo anch’io!

Angry Games – La ragazza con l’uccello di fuoco
Reazione a caldo: seriously. Why?
Bolla, rifletti: ennesimo film parodia, con i titolisti italiani che stavolta hanno proprio dato il bianco per quel che riguarda il cattivo gusto e le interpretazioni ad mentula canis. No comment.

Nebraska
Reazione a caldo: altro gran pezzaccio!
Bolla, rifletti: Altro film di cui ho parlato QUI. Conoscendo i miei polli non troverò nessuno che mi accompagni a vederlo, quindi spero di riuscire a recuperarlo in altro modo perché questo dev’essere davvero grande cinema.

Al cinema d’élite si respira invece aria di India…

Lunchbox
Reazione a caldo: sembra carino…
Bolla, rifletti: L’amore nato tra i fornelli in India, una commedia lontana dallo sfarzo (e dal trash) bollywoodiano che assume a tratti le caratteristiche di una favola. Rischia di essere melenso ma potrebbe essere interessante per l’ambientazione indiana, quindi potrei anche recuperarlo prima o poi…

mercoledì 15 gennaio 2014

Disconnect (2012)

Qualche sera fa sono riuscita a recuperare Disconnect, diretto dal regista Henry Alex Rubin nel 2012 e uscito proprio in questi giorni nelle sale italiane.


Trama: il film è incentrato su tre storie, vagamente intrecciate tra loro. Una racconta lo scherzo crudele di due ragazzini ai danni di un loro coetaneo, l’altra mostra una coppia in crisi che deve fare i conti con il furto di tutti i loro dati bancari e infine l’ultima parla dello squallido mondo delle chat erotiche.


Arrivata al punto clou di Disconnect, focalizzato da un ralenti in cui TUTTO va, letteralmente, nel peggiore dei modi possibili, mi chiedevo in lacrime perché diamine i protagonisti della pellicola non avessero semplicemente PARLATO tra loro prima di arrivare a questi estremi. Soffiandomi il naso e continuando a singhiozzare come se non avessi un domani mi sono detta “Eh, è proprio questo il punto”. Come avrete capito, Disconnect è un film angosciante e bastardo. Lo è in primis perché scava nelle magagne della nostra società, in quei bozzoli di solitudine autoimposta che siamo arrivati a crearci tutti (ovviamente a livelli diversi), nell’incapacità ormai cronica di comunicare con amici e famiglia, preferendo confidare tutti i nostri problemi ad una rete di sconosciuti, nel bruciante desiderio di ottenere la fama o una vita facile a tutti i costi, nella cieca fiducia con cui abbocchiamo come pesci tonni ad ogni inganno di Internet, usandolo senza conoscerne i rischi. Non è un film perfetto e anzi, come ho accennato, è anche un po' infingardo perché utilizza troppi mezzucci per entrare nel cervello di chi ha la lacrima facile come la sottoscritta (soprattutto durante le storie dedicate alla coppietta o al ragazzino) ma lascia comunque spazio ad interessanti considerazioni anche all'interno degli episodi più banali.


La vicenda più interessante e "spiazzante" è sicuramente quella ambientata nel mondo delle chat erotiche perché racconta in maniera particolare il rapporto di apparente fiducia che si viene a creare tra una giornalista senza scrupoli e un ragazzo preso nelle maglie di un'organizzazione che sfrutta i giovani per spillare soldi ai pornomani sparsi in tutto il mondo. E' spiazzante perché è l'unica delle tre vicende a non offrire una facile soluzione né un lieto fine, per quanto triste, e nemmeno un'interpretazione univoca dei protagonisti, difficili da classificare come "buoni" o "cattivi" in quanto le loro scelte sono contemporaneamente tutte discutibili e accettabili (la giornalista è presa tra le smanie di successo e il sincero desiderio di aiutare Kyle, il ragazzo sarebbe pronto a rinunciare al proprio "lavoro" se avesse la certezza di un futuro, in caso contrario lascerebbe che il suo cyberpappone continuasse ad attirare nella rete altri minorenni disperati). Le altre due storie sono più toccanti, come ho detto, ma anche più banali e facili da processare e popolate, purtroppo, da personaggi che andrebbero presi a ceffoni dal mattino alla sera. Tra le due, ho comunque preferito la storia che ha per tema il cyberbullismo perché a tratti riesce a mostrare non solo l'ovvia solitudine della vittima e la stoltezza di familiari e compagni di classe ma anche il profondo disagio di almeno uno dei carnefici, che paradossalmente impara a conoscere il bersaglio del suo disgusto e a provare empatia proprio attraverso lo scherzo, cosa che rende il tutto ancora più tragico. Da applausi, inoltre, l'impietosa rappresentazione del vuoto che imperversa nelle menti degli adolescenti americani (e non solo americani ahimé), incarnato in uno sputo in piena faccia idealmente rivolto a tutti gli esponenti della generazione Bling Ring.


Per quanto riguarda la realizzazione, ho trovato geniale l'idea di lasciare priva di colonna sonora buona parte del film, cosa in grado di enfatizzare il senso di solitudine emanato dai personaggi e dalle situazioni presenti nella pellicola molto più della presenza degli stralci di chat riportati in tempo reale sullo schermo; inutile dire, però, che ho amato alla follia anche il tema portante On the Nature of Daylight di Max Richter, responsabile del 90% delle mie lacrime e semplicemente struggente. Tra gli attori, spiccano un Jason Bateman stranamente serio e intenso, l'ambigua Andrea Riseborough e il bravo Max Thieriot che, tolti (letteralmente o quasi) i panni del fratello di Norman Bates, dimostra di saperci fare anche con ruoli un po' più "importanti". In sostanza, Disconnect soffre qua e là di un lieve eccesso di moralismo e melodrammaticità ma è un film che mi è piaciuto molto e che forse avrebbe meritato di uscire in un periodo dell'anno in cui le nostre sale non fossero già invase dai meravigliosi pezzi grossi in odore di Oscar. Secondo me vale la pena recuperarlo, magari con un occhio di riguardo verso il proprio stato d'animo: se siete già depressi o avete avuto una giornata difficile esistono delle ottime commedie, affrontare Disconnect non è proprio il caso!


Di Jason Bateman (Rich Boyd), Hope Davis (Lydia Boyd), Michael Nyqvist (Stephen Schumacher) e Paula Patton (Cindy Hull) ho già parlato ai rispettivi link.

Henry Alex Rubin è il regista della pellicola. Americano, prima di Disconnect ha diretto due documentari, Who is Henry Jaglom? e Murderball. E’ stato anche attore, sceneggiatore e produttore.


Frank Grillo (vero nome Frank Anthony Grillo) interpreta Mike Dixon. Americano, ha partecipato a film come Minority Report, Mother’s Day, My Soul to Take – Il cacciatore di anime, Zero Dark Thirty, Gangster Squad e a serie come Sentieri, The Shield, Prison Break, CSI – Scena del crimine, Senza traccia e CSI: NY. Ha 50 anni e quattro film in uscita tra cui Capitan America: The Winter Soldier, Demonic e The Purge 2.


Andrea Riseborough interpreta Nina Dunham. Inglese, ha partecipato a film come Non lasciarmi, W.E. - Edward e Wallis e Oblivion. Ha 32 anni e quattro film in uscita.


Alexander Skarsgård (vero nome Alexander Johan Hjalmar Skarsgård) interpreta Derek Hull. Svedese, ha partecipato a film come Zoolander, Melancholia, Straw Dogs, Battleship e a serie come True Blood. Anche regista e sceneggiatore, ha 37 anni e tre film in uscita tra cui The Giver.


Max Thieriot (vero nome Maximillion Drake Thieriot) interpreta Kyle. Americano, lo ricordo per il ruolo di Dylan nella serie Bates Motel, inoltre ha partecipato a film come My Soul to Take – Il cacciatore di anime e Hates - House at the End of the Street. Ha 25 anni.

Il giovane Colin Ford, che interpreta l'odioso Jason, ha partecipato all'orrendo Under the Dome nei panni (più positivi) di Joe McAlister, mentre Haley Ramm, che interpreta la sorella di Ben, è stata una giovanissima Jean Grey in X-Men - Conflitto finale. Se Disconnect vi è piaciuto, potreste recuperare anche Crash: Contatto fisico e due film diretti da due ex star di Friends: Talhotblond di Courteney Cox e Trust, diretto da David Schwimmer. Nonostante non li abbia mai visti, dovrebbero trattare temi molto simili; fatemi sapere se sono validi, in caso contrario li toglierò dai consigli! ENJOY!

martedì 14 gennaio 2014

Get Babol! #92

L'appuntamento del lunedì con le uscite USA consigliate dal sito Get Glue è slittato, causa Golden Globe, a oggi, martedì. Poco danno come vedrete, visto che le novità sono poche e per nulla entusiasmanti... salvo forse una piccola chicca! ENJOY!

The Nut Job
Di Peter Lepeniotis
Con le voci di Will Arnett, Brendan Fraser, Liam Neeson 
Trama (da Imdb): Surly, uno scoiattolo indipendente e dal carattere difficile, viene bandito dal parco e costretto a sopravvivere in città. Per sua fortuna, riesce a trovare per caso l'unica cosa che, con l'avvicinarsi dell'inverno, potrebbe salvare la sua vita e la comunità del parco: il Negozio di Noci di Maury.

Il sito lo consiglia perché mi è piaciuto Kung Fu Panda. Questo film mi sa tanto di Ratatouille versione discount e mi annoia anche solo guardarne il trailer. Peccato per i genitori che dovranno portare i pargoli a vedere l'ennesimo cartone animato imperniato su roditori parlanti e con un sacco di giochi di parole sul termine "nut" che andranno inevitabilmente persi nella versione italiana. Che, stranamente, non ha ancora una data di uscita!

G.B.F.
Di Darren Stein
Con Michael J. Willett, Paul Iacono, Sasha Pieterse
Trama (da Imdb): Cosa succede quando Tanner viene smascherato dai suoi compagni di classe e ottiene il titolo di "migliore amico gay" con le tre reginette del liceo?

Il sito lo consiglia perché mi è piaciuto Ragazze a Beverly Hills. Il ritorno del regista dell'adorabile Amiche cattive potrebbe promettere molto bene, considerato che ADORO questo genere di film con tema "bastardate tra liceali". Questo, rispetto ad altri, mi sembra meno "cattivo" e ancora più caricaturale e assurdo, quindi non so se potrebbe entrare a far parte dell'olimpo dei miei guilty pleasure adolescenziali ma lo guarderò sicuramente. Uscita italiana, ovviamente, non pervenuta!

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