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martedì 4 agosto 2020

Notte Horror 2020: Dèmoni 2... l'incubo ritorna (1986)


E' arrivata l'ora del secondo film della Notte Horror Blogger Edition, iniziativa alla quale partecipo anche quest'anno e che vede, ogni martedì, una doppietta di filmacci horror come si faceva una volta nel bel palinsesto di Italia 1. Dovreste appena aver finito di leggere il post su Dèmoni nel blog Non c'è Paragone quindi sarete sicuramente pronti ad affrontare Dèmoni 2... l'incubo ritorna, diretto e co-sceneggiato nel 1986 del regista Lamberto Bava.


Trama: all'interno di un condominio gli abitanti vengono aggrediti da demoni usciti dagli schermi televisivi, i quali cominciano a contagiare chiunque...


L'anno dopo l'uscita di Dèmoni ecco arrivare nelle sale italiane Dèmoni 2... l'incubo continua, all'inizio del quale una voce avverte che persino gli scettici, dopo gli eventi del primo film, avevano dovuto ammettere l'esistenza dei demoni che avevano devastato il mondo partendo da un cinema. Quindi, direte voi, lo scenario di Dèmoni 2 parte dalla realtà post-apocalittica mostrata alla fine del primo film? No, ovviamente. Gli sceneggiatori Dario Argento, Lamberto Bava, Franco Ferrini e Dardano Sacchetti, gli stessi di Dèmoni, hanno deciso di trasformare la realtà precedente in un lavoro di finzione il cui sequel senza nome viene trasmesso nelle televisioni di un condominio ad Amburgo, con terribili conseguenze simili a quelle già accorse al cinema Metropol: i demoni del "film nel film" cominciano ad uscire dagli schermi e ad aggredire gli abitanti del condominio, trasformandoli a loro volta in mostri assetati di sangue umano. Cambiano quindi le ambientazioni, cambiano i protagonisti (non tutti) e cambiano gli effetti speciali, molto meno gore, per il resto molte caratteristiche di Dèmoni, colonna sonora metallozza in primis, e persino moltissime sequenze (la trasformazione iniziale col primo piano dei denti del demone, l'arrivo dei mostri immersi nella nebbia e con gli occhi brillanti, le derapate in macchina di quattro strepponi, le supercazzole di persone che sembrano normali e invece si indemoniano, il protagonista che all'inizio sembra sfigato poi diventa Ash) vengono mantenute, ripetute ed omaggiate, mentre nel mucchio di carne da macello vengono gettati anche animali e bambini e il finale, più felice di quanto avrebbe dovuto essere in origine, non lascia allo spettatore quella sensazione di ineluttabile orrore e perdita di ogni speranza in cui invece indulgeva il film originale.


Due cose, oltre a una deriva leggermente più "action" e fantasiosa, differenziano Dèmoni 2 dal predecessore, inserendo un fresco elemento di novità. Il primo è il goblin/boglin (che, per inciso, ha intenerito moltissimo me e il Bolluomo) che ciccia fuori dallo Scrondo e ingaggia battaglia con la povera Nancy Brilly, un animalino terrificante ma che, comunque, risiede nel filone americano di animaletti mordaci à la Critters o Gremlins che combinano il terrore a un minimo di divertimento; il secondo, invece, è la presenza della sempre convinta e convincente Coralina Cataldi Tassoni, che DOVETE ricordare come protagonista de Il Bosco 1 e che qui passa dall'essere la protagonista scassapalle della canzone Brutta a demone particolarmente sfortunato ed onnipresente nonostante arrivi a sciogliersi, diventare cieco e chi più ne ha più ne metta. A proposito di Coralina Cataldi Tassoni, vi ricordo che Dèmoni 2 è anche il film d'esordio di Asia Argento la quale, povera pargola, all'età di 11 anni era già cagna maledetta e non azzeccava un'espressione manco a morire (tanto che, a un certo punto, i demoni non se filano più di striscio e il destino del suo personaggio rimane incerto): la sua presenza è inutile tanto quanto quella dei già citati sgallettati in macchina, che oltre a richiamare Dèmoni ed ad allungare il metraggio non hanno altra funzione, un po' come il povero occhialuto sfigato che viene spedito fuori ad aspettare l'odioso ex fidanzato di Sally. A parte queste considerazioni derivate dai dialoghi divertiti tra me e Mirco nel corso della visione, Dèmoni 2... l'incubo continua riesce a risultare interessante, oltre che ben fatto, nonostante sia pesantemente debitore di Dèmoni al punto da poterlo definire derivativo, quindi come horroraccio estivo è perfetto. Lo trovate su Chili alla modica cifra di 2,99 se non avete voglia di sbattervi a cercarlo altrove o se non lo avete nella vostra collezione di horror italiani anni '80!


Del regista e co-sceneggiatore Lamberto Bava, che interpreta anche il padre di Sally, ho già parlato QUI. Coralina Cataldi Tassoni (Sally Day), Asia Argento (Ingrid Haller) e Michele Mirabella (il cliente della prostituta) li trovate invece ai rispettivi link.

Nancy Brilli (vero nome Nicoletta Brilli) interpreta Hannah. Nata a Roma, la ricordo per film come Compagni di scuola e Febbre da cavallo - La mandrakata, inoltre ha partecipato a serie quali Il bello delle donne e Caterina e le sue figlie. Ha 56 anni.


Bobby Rhodes, che interpreta Hank, era il pappone di Dèmoni mentre Lino Salemme, che qui interpreta il guardiano, era lo squartatore. Adesso mi mancherebbe solo Demoni 3 per completare la trilogia... ma anche no! Intanto, magari voi potreste trovare qualche ispirazione per i prossimi horror da guardare scorrendo l'elenco dei film già presentati dai miei colleghi e il bannerone con i prossimi appuntamenti! ENJOY!




venerdì 30 ottobre 2009

Ghost Son (2006)

E dopo tanto tempo torniamo un po’ all’horror italiano, che di recente non sta dando troppe soddisfazioni. Diciamo pure che è dagli anni ’80 che il genere si è affossato. Anni ’80 che vedevano il buon Lamberto Bava regalarci un pur imperfetto capolavoro come Demoni, mentre oggi dobbiamo accontentarci, ahimé, del mediocre Ghost Son, sempre dello stesso regista, girato nel 2006 e distribuito in Italia un anno dopo, ovviamente in sordina.



locandina

 

La trama: in Africa, Stacey e Mark conducono la loro felice vita di fidanzatini, finché lui non muore in un incidente con la jeep. Nella casa che i due dividevano comincia però a manifestarsi quello che parrebbe il fantasma dell’uomo che, dapprima, cerca di indurre Stacey al suicidio in nome di un amore eterno e poi, non riuscendo a sortire effetti, le regala un’ultima notte d’amore dalla quale nasce Martin. Un bambino troppo strano per non destare sospetti…



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Questa pellicola si divide in momenti pregevoli e momenti decisamente trash. Peccato che questi ultimi siano legati strettamente al bambino che, in teoria, dovrebbe essere la presenza più inquietante del film. Cominciamo col dire che quello che temevo di più, ovvero l’ambientazione africana, è in realtà il punto di forza del film, che affonda le radici nelle leggende legate agli spiriti, alla morte, e al loro rispetto. Emblematiche in questo senso le figure della vecchia che rifiuta di vendere una scultura di legno perché scrigno dell’anima del proprio figlio, e anche quella della la piccola Thandie, orfana di madre ma non dello spirito della stessa, che continua a darle saggi consigli anche dall’aldilà. E’ interessante la contrapposizione tra la concezione rituale della vita e della morte, tipica di una realtà diversa da quella occidentale, e la nostra, alterata da un costante senso di sicurezza ed arroganza, legato al volere tutto e subito: non a caso Stacey, che non vuole accettare la morte di Mark, si appropria di un rito Africano che nemmeno capisce, ed attira su di sé uno spirito troppo inquieto e maligno, incapace di stare solo nella morte.



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Peccato che ad un certo punto, dato il titolo del film, arriva il Ghost Son. Premesso che il concepimento di questa creatura è quanto meno ambiguo e a tratti ricorda quello di Mia Farrow in Rosemary’s Baby, il dilemma sta in questo: ma perché dopo la nascita di Martin il pargolo viene considerato “posseduto” dallo spirito di Mark, mentre all’atto del concepimento si capisce benissimo che il padre non è lui, visto che il suo fantasma osserva la fidanzata venire praticamente violentata da un mostro scaglioso con le sue ingannevoli sembianze? Però dopo questa scena inequivocabile, a quanto pare gli sceneggiatori hanno deciso di cambiare rotta, e qui arrivano le chicche trash. Come il Baby Herrman di Chi ha incastrato Roger Rabbit?, il pargolo posseduto ha le stesse voglie del papà. Quindi, in due scene magistrali, scapezzola la mamma a morsi fino a farle uscire il sangue (la mamma, all'infermiera: "Ma, signora, io ho sentito i denti!!" E l'infermiera: "Io no." Sì, non è che i dialoghi siano memorabili...) e in un altra le palpa sempre la tetta con la manima prensile, sotto la doccia, mentre lei sgrana tanto d'occhi, guardando inequivocabilmente le pudenda del pargolo che poi rimprovera con un: "Ma, MARTIN!!!". Ammazza, a 5 mesi già si eccita sessualmente? Sono indecisa se considerare la scena una trashata di rara fattura oppure un inno alla pedofilia. Le altre prodezze del bambino sono una svomitazzata degna dell'Esorcista e l'imitazione perfetta della voce del papà. Orrore. E non voglio nemmeno parlare dell'Elefante che scorazza per casa alla fine, o del coniglio che la stolta donna conserva nei sacchetti per freezer, ma con la testa intera e PELOSA!! Ma cosa te ne fai, sei scema?!



web-ghost-son


Appurato dunque che la trama è un pò una boiatazza, restano le musiche, assai carine, e ovviamente la bravura di Bava che, tanto per cambiare, non è un registucolo qualsiasi, ma azzarda virtuosismi e riprese da particolari angoli (oltre le ventole del soffitto, tra le travi, dal fondo della vasca, ecc. ecc.) che elevano il prodotto rispetto alla media. Anche la fotografia è buona, le riprese interne sono abbastanza claustrofobiche e quelle esterne rendono decisamente onore all'Africa che le ha ospitate. Gli attori invece sono dei cani. Dei veri cani. Soprattutto i due interpreti maschili (Laura Harring è deliziosa nel crescendo della sua inquietudine), ma anche quella femminile non scherza a tratti, l'ho visto in inglese (per evitarmi un sicuramente orrendo doppiaggio) e posso assicurare che un Texano con la bocca piena di patate crude non avrebbe fatto di peggio. Menzione d'onore però alla mia amica Coralina Cataldi - Tassoni (vedi la perla: Il Bosco 1) che fa una guest appearence. Insomma, non dico di evitarlo, ma di mettersi a guardarlo con occhio molto critico. Io gli do una media sufficienza.


Lamberto Bava è il regista della pellicola. Italiano e figlio d'arte, visto che il padre era il divino Mario Bava, che ci ha regalato perle di horror gotico, lo ricorderei per film come Demoni e il suo seguito, Una notte al cimitero, A cena col vampiro, prima che la sua carriera venisse segnata dallo storico e trashissimo fantasy Fininvestiano Fantaghirò (che firmerà per ben 5 volte) e dagli orrendi Sorellina e il principe del sogno e Desideria e l'anello del drago. Ha 65 anni.



LambertoBava


Laura Harring interpreta Stacey. L'attrice messicana ha recitato in film come Mulholland Drive, l'orrendo Derailed, l'inedito (in Italia, ma io l'ho visto ed è molto carino) All Souls Day: Dia de los muertos e Chiamata senza risposta. Per la TV ha partecipato a Baywatch, Flipper, Baywatch Night e The Shield. Ha 45 anni e tre film in uscita.


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John Hannah interpreta Mark. Per la serie "dove ho già visto sta faccetta?", la risposta è nei tre episodi de La Mummia, con Brendan Fraser, dove interpretava il fratello della protagonista. L'attore scozzese ha anche partecipato a Quattro matrimoni e un funeraleSliding Doors. Per la TV ha lavorato ad alcuni episodi di Alias e Frasier. Ha 47 anni, due film e una serie TV in uscita.



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Pete Postlethwaite interpreta Doc, l'amico dei due sfortunati sposini. Anche lui scozzese, anche lui faccia conosciuta, visto che nel Romeo e Giulietta di Baz Luhrmann interpretava il frate. Tra i suoi altri film ricordo Amleto, Aliens, il bellissimo Nel nome del padre, lo splendido I soliti sospetti, Dragonheart, Il mondo perduto: Jurassic Park, The Shipping News: ombre dal passato, Dark Water, The Omen. Ha 63 anni e quattro film in uscita.



pete_postlethwaite


E ora vi lascio con il trailer italiano del film, che pure avevo già messo in un altro post, se non rammento male... ENJOY E.... HAPPY HALLOWEEN!!!!!









giovedì 8 novembre 2007

La Terza Madre (2007)

Dopo mesi di assenza da questo blog, torno per parlare de La Terza Madre di Dario Argento, film temuto fin dai primi trailer e molto atteso. L’attesa è stata ripagata ampiamente, così come il buon Dario si è bellamente vendicato di chi, me compresa, lo dava per spacciato dopo gli ultimi due orrendi film, Non ho sonno e Il Cartaio.

 


 

Per i miscredenti che ancora non conoscessero la trama di una trilogia che iniziò nel lontano 1977 con Suspiria (30 anni giusti!) e continuò nel 1980 con Inferno, eccola qui: esistono tre potenti streghe, chiamate Madri, giunte fino ai giorni nostri e residenti in Germania (Mater Suspiriarum), New York (Mater Tenebrarum) e Roma (Mater Lachrimarum), il cui unico scopo è portare morte, caos e distruzione. Nel 2007, le prime due madri sono state distrutte (rispettivamente in Suspiria e Inferno), ma il ritrovamento di un'urna nel cimitero di Viterbo risveglia la Madre delle Lacrime, e Roma piomba in una seconda era di oscurità e morte. Trovatasi in mezzo agli strani eventi, Sarah Mandy (Asia Argento, brava ma inascoltabile) sarà costretta ad affrontare l’eredità della mamma, potente strega bianca, e cercare di eliminare la Madre, prima che la strega elimini lei..

 




Nonostante Argento venga acclamato come regista horror, in realtà gli excursus del regista nel fantastico e nel film d’orrore propriamente detto sono davvero pochi, e la trilogia delle Madri è forse il più fulgido esempio di questo breve ma intenso filone. La Terza Madre non delude le aspettative dei fans, a partire dai titoli di testa, molto evocativi, e scanditi dalle musiche del veterano Claudio Simonetti.



E’ un film “italiano”, e si vede, nonostante le ovvie influenze USA. C’è una sottile inquietudine “sporca”, “malata”, che da sempre pervade le pellicole dell’horror italiano, memorabili e meno, una certa rozzezza, rispetto a un horror USA più patinato, che entra sottopelle, e disturba anche durante le scene meno cruente. Questa Terza Madre è un mirabile esempio di questa mia teoria. Un film di atmosfera, di ambiente, più che di interpreti, risibili come in tutti i film di Dario Argento, maledizione del cinema italiano.

 

L’inizio, con le inquietanti musiche di Simonetti che sottolineano il ritrovamento dell’urna, l’immagine che si vede nell’obbiettivo della macchina fotografica, la solitudine del sacerdote che sigilla l’urna, insinuano già un senso di disturbo, prima ancora che il film colpisca con la scena cruentissima al museo, con l’efferato omicidio di una ricercatrice e che da poi il via a tutto il film.

 

Mano a mano che il potere della Madre si accresce, le immagini mostrano una Roma sull’orlo della catastrofe. Prima pochi episodi isolati, di una crudeltà spaventosa, poi la follia viene mostrata in tutta la sua forza, violenza in ogni angolo di strada mentre i pochi ancora sani camminano spaesati, inquieti. Fantasia, certo, ma non molto distante dalla realtà, dove crimini assurdi possono capitare persino sotto casa, soprattutto negli ultimi tempi, senza bisogno di streghe che camminano in branchi per la strada. Solo questo pensiero basta a rendere il film ancor più disturbante.

 

Gli interni, altro tasto dolente. Al di là della casa e delle catacombe dove si svolge l’ultima parte del film, gli altri ambienti sono oscuri, claustrofobici, squallidi, vecchi. Ogni casa è piena di porte, che danno su ambienti oscuri, come fossero delle bocche pronte ad inghiottire i protagonisti. Sembrano tanti labirinti, ambienti insicuri, così come la stazione, il treno: in una città impazzita non ci si può mimetizzare, neppure nella folla. Anzi, della folla bisogna avere paura, perché anche gli assassini si possono nascondere, come noi.






Passando alla parte più “tecnica”, tralasciando gli attori orrendi (tranne le vecchie glorie Udo Kier e Philippe LeRoy, che interpretano quei ridicoli “saggi”, tanto cari ai registi italiani, quelli che puntualmente aiutano la protagonista o almeno ci provano, prima di fare solitamente una morte orrenda), gli effetti speciali sono efferatissimi ed eccellenti (tranne quel palese bambolotto di plastica che cade dal ponte), opera del maestro Sergio Stivaletti. Argento ha finalmente mandato a quel paese il timore della censura televisiva e decisamente non si risparmia, creando un film che è degno del divieto che porta: donne sventrate e strangolate con le loro stesse interiora, una picca che si infila dove ASSOLUTAMENTE non dovrebbe, crudeltà verso i bambini e via dicendo, fino ad un finale disgustoso a base di liquami e cadaveri. Le già citate musiche sono molto evocative, richiamano quelle splendide di Suspiria e la canzone finale, cantata dai Daemonia, non fa rimpiangere i vecchi Goblin. Interessante la sequenza disegnata che racconta la genesi dell’urna, che ricorda tanto le strisce della Bonelli, ma di cui purtroppo non riesco a trovare informazioni.



 

Passiamo ora alle “pecche”: innanzitutto Asia Argento, ma anche il personaggio che interpreta. La cara Mandy è di una demenza rara, ai limiti del ridicolo, e pure parecchio infame. Lei corre, basta che corra. Scappa di qua, scappa di là, non sa nemmeno lei dove, invocando la madre, lasciando non una ma tre volte i suoi alleati a morir nelle mani dei mostri che la seguono, sempre con quell’aria da drogata in cerca di spicci. Mai una volta che capisse quello che le dicono. E la figura in sé della strega “buona” guidata da una Daria Nicolodi che svolazza per il film neppure fosse Yoda ( a un certo punto le dice addirittura “Usa la forza” o una cosa molto simile…) è ridicola, sia per i poteri, che le consentono di chiudere gli occhi e sparire, sia per il fatto che alla fine non sarà la magia a sconfiggere una Madre che poteva essere ammazzata anche da un bimbo di cinque anni. Il finale è un altro punto dolente.. l’aspettativa che si crea durante il film viene distrutta da una fine ridicola, velocissima e che non rende alcuna giustizia alle Tre Madri. Un’altra cosa assurda, a parer mio, è la scimmia che vaga per il film, tuttavia molto più carismatica della cara Asia e di cui non si capirà mai il ruolo.

 

In definitiva, nonostante tutto, Argento è riuscito a tirare le fila della sua trilogia, creando un film decisamente inquietante, per una volta comprensibile, con degni rimandi anche alle pellicole che lo hanno preceduto. Forse inadatto a chi cerca un Argento prima maniera, ma abbastanza vicino alle sue pellicole più gradevoli.

Dario Argento, il regista nonché sceneggiatore del film. Basta il nome per dire tutto, cineasta tra i più amati dell'horror/thriller nostrano. Degno padre delle due attrici Asia e Fiore Argento, meno famosa della sorella. Tra le opere del nostro, ricordo L'uccello dalle piume di cristallo, Il Gatto a nove code, 4 mosche di velluto grigio, Profondo Rosso, Suspiria, Inferno, Tenebre, Phenomena, Opera, Due occhi diabolici seguite dall'inevitabile declino con pellicole inguardabili come La sindrome di Stendhal, Il fantasma dell'Opera, Non ho sonno e Il cartaio. Ha collaborato alla serie Masters of Horror con l'episodio Jenifer e Pelts. Ha 67 anni.










Asia Argento interpreta Sarah Mandy, figlia di colei che indebolì Mater Suspiriarum. Ora, io DETESTO Asia, per me non sa recitare e soprattutto non si può sentire, ma passa per un'attriciona cool, soprattutto in America, dove tutti parlan con le patate in bocca quindi forse il suo difetto di pronuncia non viene notato, nel mucchio. Tra i suoi film, per la maggior parte diretti o prodotti dal papà, ricordo Demoni 2 - L'incubo ritorna, La Chiesa,  Trauma, La sindrome di Stendhal, New Rose Hotel di Abel Ferrara, Il Fantasma dell'Opera, I Miserabili (versione TV), XXX  (Asia Argento maledetta tatuaggio passera, come scrisse Stefano Disegni), La terra dei morti viventi, Maria Antonietta. E' anche regista e scenggiatrice. Ha 32 anni e due film in uscita.



Coralina Cataldi – Tassoni interpreta Giselle, la prima vittima della Madre. La signora Tassoni è già stata ospite del mio blog in quanto protagonista dell’orrido ed indimenticabile Il Bosco 1 inoltre è vecchia conoscenza anche dei fans di Dario. Infatti ha recitato in Demoni 2 - L'incubo ritorna, Opera e La sindrome di Stendhal. La signora ha 46 anni.


















Udo Kier interpreta uno degli ultimi esorcisti riconosciuti dal vaticano, Padre Johannes. L’attore tedesco è un volto noto per chi ama l’horror, il trash d’annata e non solo. Tra i suoi film ricordo i due capolavori trash italiani di Wharol, Il mostro è in tavola, Barone Frankenstein e Dracula cerca sangue di vergine.. e morì di sete, Histoire d’O, Spermula, Suspiria (dove non interpretava l’esorcista ma un dottore), Ace Ventura: l’acchiappa animali, Il Regno e Il Regno II di Lars von Trier, Johnny Mnemonic, Armageddon, Blade, L’ombra del vampiro, Dancer in the Dark, l’episodio diretto da Carpenter dei Masters of horror, e il trailer diretto da Rob Zombie per GrindHouse. Un mito, insomma. Ha 63 anni e cinque film in uscita.











Daria Nicolodi interpreta Elisa Mandy, la madre di Sarah, lo spirito di Yoda. La signora Nicolodi è la storica compagna del sor Dario, seppur non siano mai stati sposati. E’ la madre di Asia anche nella realtà e musa di parecchi film del nostro, tra cui ricordo: Profondo Rosso, Inferno (anche lei come Udo Kier interpreta non lo stesso personaggio di questo film, morta cronologicamente prima degli eventi di Suspiria, ma Anne), Phenomena, Opera, Paganini Horror (mostruosità trash di cui parlerò, persino sceneggiato dalla Nicolodi!) e La setta. Ha 57 anni.

 






E ora divertitevi con questa scena di Suspiria.... enjoy! ^___^











venerdì 19 gennaio 2007

Il Bosco 1

Inauguro questo blog parlando di un film che ho visto qualche giorno fa, spinta dalla mia insana passione per i film horror italiani....

Alla domanda "Qual è il peggior horror italiano di tutti i tempi?" la mia risposta sarebbe stata Le Porte dell'Inferno di Lenzi... ma un forumista illuminato mi ha detto eh no, ce ne son due peggiori. Uno di questi è appunto Il Bosco 1 di Andreas Marfori, datato 1988(notare l'arroganza del regista che ha cominciato a numerarlo sperando ne potesse fare un altro...)

Non mi dilungo nel raccontar la trama, elencherò un paio di elementi horror-trash poi spiegherò perchè ho odiato tanto questo film che normalmente avrei preso come un'esilarante idiozia...



All'interno di un casolare abbandonato nel Bosco del titolo vive una strega dotata di un artiglio retrattile nella vagina (l'Evil Clutch del titolo usato per la distribuzione internazionale) il cui massimo sollucchero è infilar le mani in una ciotola piena di vermi e castrare il suo unico amante trasformandolo in zombie... Due sposini, uno più scemo dell'altra, arrivano in Veneto per la luna di miele e, anche per fuggire ad uno scrittore di horror tracheotomizzato e motorizzato che predice loro un sanguinario futuro (ma chi glielo ha chiesto??), accettan l'aiuto della Strega e....

.... si perdono nell'uso improprio della Steadycam, tra vermi cocainomani, Cartoline da Venezia, mandolini, moda anni 80, zombies castrati con parrucchini talmente cementificati che farebbero invidia a Baudo, streghe sessuose come una scatola di fagioli, falci di gommapiuma, improbabili stunts, mani che si staccano al tocco di una pietra, morti viventi in fregola, finali a sorpresa (!) e chi più ne ha più ne metta fino ad arrivare alla minaccia di un sequel.... che miracolosamente non c'è stato.

La bruttezza di questo film non sta nell'idiozia della trama e nell'inesperessività degli interpreti ,quanto nella continua ed irritante scopiazzatura di cliché horror dell'epoca, soprattutto riguardanti La Casa e lo stile di Sam Raimi, talmente raffazzonata da essere più un'offesa che un omaggio. Molti film horror italiani, pur essendo deprecabilmente stupidi e realizzati sottocosto come Il Bosco, hanno quella vena di inventiva ed innocenza che rende alcuni delle piccole perle, soprattutto quelli di Fulci, mentre la pellicola di cui sto parlando è vile scopiazzatura senza anima.

Innanzitutto l'uso della Steadycam: l'originalità della Casa di Raimi stava proprio nel NON far vedere il demone, mostrando il suo punto di vista e la sua velocità e potenza tramite questi vorticosi movimenti di camera, che seguivano i poveri malcapitati dando l'impressione che fossero davero seguiti da un enorme essere immondo (aiutava in questo anche la bravura di un signor attore come Bruce Campbell). Insomma in poche parole il demone c'era, i protagonisti da quello scappavano. Ne Il Bosco 1 i protagonisti per tutto il film sembrano sempre seguiti da un Nulla alto come un Puffo... Ed infatti nulla vedono alle loro spalle perchè non c'è niente, solo una vaga sensazione di eser spiati (paranoia da cocaina? Sicuramente si, vista la trama del film). Non come Ash e company che scappavano per la paura della bestia immonda!

Altro "omaggio" alla Casa: la presenza del cucù impazzito e altri horror dettagli come gli alberi cannibali. Ora, nella Casa aveva un senso, essendo in primis un omaggio alla follia tipica dei Cartoons di Tex Avery, poi perchè è normale che in una casa indemoniata possa esserci un cucù infernale. Nel film la mente del protagonista è ormai in balia del Demone Calderiano e la casa si fa beffe di lui con tutti i mezzi.. c'è anche un velo d'ironia cosapevole in questo. Nel Bosco troviamo dettagli come il cucù messi assolutamente a caso, all'interno di un fienile abbandonato (!!)perchè fanno moda, fanno "film horror", ma sono scollegati da qualsiasi contesto.

Parlando degli attori, non se ne salva uno, anche se la protagonista Coralina Cataldi Tassoni ( ridoppiata con un accento alla Heather Parisi inascoltabile) è stata protagonista di vari horror di Dario Argento, Luciano Crovato (lo scrittore) ci ha deliziati per anni in film con Lino Banfi e Stefano Molinari (lo zombie castrato) è in attività ancora adesso in produzioni come Sospetti 2....

Insomma: se lo trovate guardatevelo,se non altro per farvi due risate!!

 www.imdb.com/title/tt0097307/ per la scheda tecnica completa e i link alle schede dei vari interpreti.....

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