Prima di partire per Praga sono riuscita ad andare a vedere anche L'inganno (The Beguiled), diretto e sceneggiato da Sofia Coppola a partire dal romanzo omonimo di Thomas P. Cullinan. Purtroppo, Valerian e la città dei mille pianeti è rimasto al palo, ché io tre giorni di fila per andare al cinema non li ho, quindi speriamo lo tengano anche la settimana prossima!
Trama: durante la guerra di secessione un soldato nordista ferito viene salvato e curato da un gruppo di donne del sud, isolate all'interno di una scuola. La presenza dell'uomo creerà ovviamente scompiglio...
L'enorme errore che ho fatto è stato guardare La notte brava del soldato Jonathan prima di L'inganno. Sofia Coppola ha giustamente dichiarato di essersi ispirata non già al film di Siegel bensì al romanzo di Cullinan per realizzare la sua ultima pellicola ma, non avendolo letto, non posso fare confronti e, davanti ad una simile dichiarazione, sarebbe antipatico da parte mia paragonare le due pellicole, eppure non riesco a farne a meno, quindi perdonate se questo post sarà viziato da inevitabili riferimenti al film del 1971. Quello che colpisce essenzialmente de L'inganno è la sua incredibile bellezza formale, cosa che ha giustamente portato Sofia Coppola a vincere la Palma d'oro a Cannes. Ogni singola inquadratura de L'inganno sembra infatti un dipinto riportato su grande schermo, sia che le scene si svolgano in interni che in esterni; al di là di alcune citazioni che omaggiano film come Via col vento, la composizione dell'immagine ha delle simmetrie e delle geometrie riscontrabili solo all'interno di una galleria d'arte colma di paesaggi e persino le pose degli attori all'interno degli ambienti richiamano alla mente i quadri a tema religioso e conviviale di fine settecento (Colin Farrell quando viene lavato dalla Kidman pare deposto come Cristo ai piedi della Croce), come se le protagoniste del film fossero rimaste prigioniere di un limbo senza tempo. A rendere il tutto ancora più "artistico" e meraviglioso ci pensa la fotografia di Philippe Le Sourd, capace di affascinare persino l'occhio inesperto di una profana come me; la luce naturale che penetra dalle enormi vetrate della magione di Miss Martha, così come quella artificiale di candelabri e lampade, creano dei giochi d'ombra che rende l'atmosfera del film in qualche modo fiabesca ma anche sottilmente inquietante e in molti casi rafforza l'illusione di trovarsi davanti a un quadro semovente, come quando la luce cade dall'alto ad illuminare la Kidman inginocchiata in preghiera o quando si palesano davanti agli occhi dello spettatore le solenni inquadrature nelle quali tre personaggi sostano baciati dalla luce del sole all'interno di una stanza, giustamente finite su più di un manifesto. La "dimensione artistica" de L'inganno è completata infine dai meravigliosi costumi di Stacey Battat, che ha regalato alle fanciulle presenti nel film degli abiti in grado di rivelare la loro personalità al primo sguardo, basti pensare alle mise vezzose di Elle Fanning (molto brava ma Jo Ann Harris all'epoca era su un altro pianeta in quanto a sensualità), quelle castigate di una favolosa Nicole Kidman e quelle più romantiche di Kirsten Dunst, con le sue spalle impudicamente scoperte. Insomma, un capolavoro d'incredibile bellezza, eppure il mio animo rustico non ha reagito bene come mi sarei aspettata.
A mio avviso, L'inganno offre molto in bellezza ma è assai avaro di emozioni, positive o negative che siano. Sotto questo aspetto, Sofia Coppola gioca di sottrazione arrivando ad esagerare, lasciando sospesi snodi narrativi che forse sarebbe stato meglio approfondire, a meno che non fosse richiesto allo spettatore di mettersi nei panni del Caporale e tenersi per sé tutta la curiosità, osservando da distante queste donne peculiari con una sensazione di straniamento inquieto. Nel film di Siegel, per esempio, i rapporti tra Miss Martha ed Edwina erano ben definiti, in quello della Coppola si percepisce "qualcosa" che le tiene distanti e che è difficile imputare solo ad una differenza generazionale; allo stesso modo, l'affetto che McBurney arriva a provare per Edwina sembra ancora più campato in aria rispetto a quarant'anni fa, e anche le deboli reazioni di lei non convincono, soprattutto sul finale o durante il momento clou, dove sembra che la Dunst non sia mai uscita dal pianeta condannato di Melancholia (forse qui parliamo di limite attoriale di una Dunst un po' sottotono?). L'inganno difetta anche dell'ambiguità che imperava ne La notte brava del soldato Jonathan, all'interno del quale le azioni di Miss Martha, Edwina e McBurney non avevano una connotazione chiaramente negativa o positiva e la scelta disperata delle donne nel pre-finale aveva un sapore di vendetta assai più marcato, così com'era più marcata la natura di "satiro" infingardo, di serpente nell'Eden dello splendido John di Clint Eastwood, mentre Colin Farrell nel momento clou mi è sembrato più mosso dall'alcool che da altro (le minacciose parole di John nel 1971 erano chiare: "Andrò a letto con chi vorrò". E il gioco di seduzione portato avanti dal personaggio era palese fin dal bacio iniziale alla sua piccola salvatrice, cosa che oggi probabilmente sarebbe infilmabile). La delicatezza della Coppola qui sta nello sviare l'attenzione dello spettatore dall'exploitation maschilista di Siegel e nel concentrarsi su una storia di donne sole ed isolate, mosse da carità cristiana prima, da desiderio poi ed infine da spirito di autoconservazione, senza caratterizzarle sfruttando un passato traumatico fatto di violenze, incesti o tradimenti e con la guerra che difficilmente riesce a raggiungere l'austera ma elegante magione di Miss Martha, quasi la stessa si trovasse in un mondo altro; eppure, lo stesso si ha la sensazione che manchi "qualcosa" e non mi riferisco al tanto vituperato white washing che ha fatto sparire persino la schiava di colore (d'altronde, la Coppola non era interessata a dipingere superficialmente la schiavitù quindi la scelta è assai condivisibile). Al southern gothic si è sostituito dunque un bellissimo southern suicide garden, il che non è una cosa negativa ma lo stesso non mi ha convinta quanto avrei voluto e come era riuscita a fare in passato la Coppola, persino col tanto detestato Bling Ring.
Della regista e sceneggiatrice Sofia Coppola ho già parlato QUI. Colin Farrell (Caporale McBurney), Nicole Kidman (Miss Martha), Kirsten Dunst (Edwina) e Elle Fanning (Alicia) li trovate invece ai rispettivi link.
Angourie Rice interpreta Jane. Australiana, la ricordo per film come These Final Hours, The Nice Guys e Spiderman: Homecoming. Ha 16 anni e un film in uscita.
Se L'inganno vi fosse piaciuto recuperate La notte brava del soldato Jonathan e Il giardino delle vergini suicide. ENJOY!
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mercoledì 27 settembre 2017
giovedì 21 settembre 2017
(Gio)WE, Bolla! 21/09/2017
Buon giovedì a tutti! Questa è la settimana che più aspettavo/temevo, poiché le uscite sono ottime e abbondanti e non c'è tempo per vederle tutte! Quindi bando alle ciance e... ENJOY!
L'inganno
Noi siamo tutto
Valerian e la città dei mille pianeti
Kingsman - Il cerchio d'oro
Al cinema d'élite un road movie tutto italiano...
Easy - Un viaggio facile facile
L'inganno
Reazione a caldo: Evvai!!
Bolla, rifletti!: Non speravo che uscisse anche qui, sono sincera. Remake Coppoliano di un film inquietante e bellissimo, spero possa dare alla storia originale quel twist malinconico che solo questa grande regista sa imporre. La settimana prossima andrò a vederlo, stay tuned!Noi siamo tutto
Reazione a caldo: Ecco, allora rimanete così.
Bolla, rifletti!: No, vi prego, lo young adult deprimente a base di amore e persone malate non lo merito. Lo lascio tutto, ma proprio tutto, a voi!Valerian e la città dei mille pianeti
Reazione a caldo: Evviva!
Bolla, rifletti!: Accolto da sputi e pernacchie, arriva anche in Italia l'ultimo lavoro di Luc Besson, tratto da una psichedelica bande dessinée franzosa. Sospendo il giudizio fino alla visione ma secondo me, complice anche un trailer molto serioso, gli spettatori lo hanno schifato perché si aspettavano tutt'altro rispetto alle atmosfere particolari del fumetto. Vedremo.Kingsman - Il cerchio d'oro
Reazione a caldo: Non vedo l'ora.
Bolla, rifletti!: Avevo adorato quella supercazzola del primo Kingsman e riguardandolo qualche sera fa la voglia di scoprire cosa ne sia stato di Eggsy, Lancillotto e compagnia è aumentata sempre di più. Mi aspetto tamarreide e assurdità a palate!Al cinema d'élite un road movie tutto italiano...
Easy - Un viaggio facile facile
Reazione a caldo: Sembra valido!
Bolla, rifletti!: Commedia grottesca a base di paesaggi lontani e personaggi peculiari, questo "road movie con cadavere" sembra uno di quei film da recuperare appena sarà disponibile in home video!
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