venerdì 7 agosto 2026

2026 Horror Challenge: Dead End - Quella strada nel bosco (2003)


La challenge horror, per questa settimana, chiedeva di guardare un film ambientato durante una festività. Ho così scelto Dead End - Quella strada nel bosco (Dead End), diretto e co-sceneggiato nel 2003 dai registi Jean-Baptiste Andrea Fabrice Canepa.

Trama

Diretta ad una festa di Natale, una famiglia si ritrova bloccata su una strada che si allunga apparentemente all'infinito, e braccata da strane entità...

Dead End è uno di quei film che non avevo mai neppure sentito nominare, e alla fine della visione me ne sono abbastanza dispiaciuta, perché avrebbe avuto tutte le potenzialità per diventare un cult, qualora l'avessi visto 20 anni fa. Guardato oggi, ovviamente, perde l'effetto sorpresa di una soluzione narrativa forse originale all'epoca, ma ormai già vista mille e una volta, però si mantiene molto godibile per il taglio grottesco che è stato dato ai personaggi e alle interazioni tra gli stessi. Il film racconta l'angosciante viaggio della famiglia Harrington (con annesso fidanzato della figlia maggiore) verso la cena di Natale organizzata dai parenti da parte di madre. Durante il tragitto, papà Frank decide, per la prima volta, di prendere una scorciatoia che, purtroppo per tutti, si rivela un'"allungatoia" fatta di boschi e strade interminabili, popolati soltanto da una misteriosa donna in bianco e un'inquietante macchina nera. La famiglia Harrington, lo capiamo fin da subito, è una famiglia disfunzionale con parecchi problemi malamente tenuti a bada, ai quali la madre, Laura, spererebbe di mettere un freno grazie allo spirito natalizio. La situazione sempre più stressante, e il crescente accumularsi di cadaveri, manda in frantumi tutti i buoni propositi di Laura ed esacerba i conflitti già esistenti, rivelando, sotto l'apparente normalità borghese degli Harrington, una manica di nevrotici da primato. Lasciando da parte l'insopportabile figlio adolescente, interessato solo alla droga e alle pippe, e la figlia maggiore alla quale tutti si rivolgono in quanto studiosa di psicologia (!), i pezzi forti del film sono Frank e Laura, i quali si liberano a poco a poco dell'irreprensibile maschera genitoriale per dare sfogo a quanto di imbarazzante e squallido si agita dentro di loro. I risultati della progressiva perdita di controllo di Frank e Laura, incapaci di tenere a bada la situazione e vittime di shock sempre più grandi, sono dialoghi esilaranti che vi lascio il piacere di scoprire e comportamenti estremi che li riducono al rango di bambini spaventati e sciocchi. Questo aspetto di Dead End è assai più interessante di quello horror, che è poca cosa anche in virtù del fatto che Jean-Baptiste Andrea e Fabrice Canepa, pur essendo francesi, mostrano ben poco.

Dead End vive dunque, essenzialmente, delle strepitose interpretazioni di due caratteristi come Ray Wise e Lin Shaye. Il primo si porta dietro l'esperienza twinpeaksiana di uomo sull'orlo di una crisi di nervi, un attimo prima padre amorevole, un attimo dopo pronto a mangiare la faccia di moglie e figli, non solo in senso metaforico. La seconda è perfettamente a suo agio quando il personaggio di Laura abbraccia in toto la follia, senza sottrarsi a situazioni anche scatologiche, o comunque di cattivo gusto, e portandole a casa dignitosamente. Il resto del cast, purtroppo, è formato da cagnacci o poco più, con menzione speciale per lo stupidissimo Richard di Mick Cain, giustamente finito, in seguito, ad ingrossare le fila degli attori di Beautiful. Per quanto riguarda l'horror, Dead End sfrutta al meglio le sue scarne ambientazioni, creando un incubo senza via d'uscita proprio grazie a paesaggi ed elementi ripetuti in loop, con l'aggiunta di qualche dettaglio perturbante come, appunto, la macchina nera, la fantasmatica presenza della donna in bianco, o le carrozzine inopportune che si piazzano in mezzo alla strada. Anche l'idea di ambientare buona parte del film all'interno dell'abitacolo di un'auto non è malvagia, perché Dead End, fin dall'inizio, punta a rendere la cabin fever di un viaggio interminabile una delle cause scatenanti di molte delle scelte sbagliate che condannano i personaggi a una fine pessima. Se l'estetica Y2K ancora legata alla sciatteria degli anni '90 non vi disturba, e cercate un horror con cui farsi anche un paio di risate, Dead End potrebbe non essere una cattiva scelta se, come me, non l'avete mai visto prima. Per quelli che invece lo conoscevano, sarei curiosa di sapere se guardano a questo film con affetto o con disgusto!

 Di Ray Wise (Frank Harrington) e Lin Shaye (Laura Harrington) ho già parlato ai rispettivi link.

  • Jean-Baptiste Andrea è il co-regista e co-sceneggiatore del film. Francese, ha diretto altri due film, Big Nothing e Brotherhood of Tears. Anche produttore, ha 55 anni.
  • Fabrice Canepa è il co-regista e co-sceneggiatore del film, finora al suo primo ed unico lungometraggio. Francese, ha 51 anni.

SE VI è PIACIUTO...

Se Dead End vi è piaciuto, recuperate Southbound - Autostrada per l'inferno e Identità. ENJOY!

1 commento:

  1. Adoro questo che chiamo 'un film cialtrone', ma mi colpi' talmente tanto il lato grottesco e demenziale che ho anche acquistato un libro del regista 'Mia regina', delizioso...lui ha scritto piu' di un libro. Questo e' un film di cui non avevo mai letto prima una recensione, brava!

    RispondiElimina

Se vuoi condividere l'articolo