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giovedì 9 marzo 2017

(Gio)WE, Bolla! del 9/3/2017

Buon giovedì a tutti! Anche questa settimana ci sarebbe parecchio da andare a vedere al cinema ma purtroppo a Savona siamo fossilizzati sulle solite menate. A rimetterci, due film belli ed interessanti come Il diritto di contare e l'horror Autopsy, di cui comunque parlerò lo stesso domani, e uno che potenzialmente potrebbe esserlo, Bleed - Più forte del destino (prodotto da Martin Scorsese, mica ca**i). Cosa resta quindi a noi poveri savonesi? ENJOY!

Kong: Skull Island
Reazione a caldo: Ugabuga!!
Bolla, rifletti!: La supercazzola da andare a vedere questa settimana, non tanto per il gorillone del titolo ma per capire come saranno riusciti a sprecare un cast di attori della Madonna. Magari poi è una meraviglia invece ma chi lo sa...

La luce sugli oceani
Reazione a caldo: Ossignur, l'orchite...
Bolla, rifletti!: Da una parte abbiamo la supercazzola, dall'altra un film che mi ammorba già dalla locandina, con i tenerissimi Fassbender e Vikander persi nella dolorosa contemplazione dell'aMMore. Per di più, il regista e sceneggiatore è lo stesso Cianfrance di Come un tuono e la storia mi ricorda vagamente l'inizio di Georgie, quindi non posso fare altro che evitare questo film come la peste.

Rosso Istanbul
Reazione a caldo: A proposito di ammorbo...
Bolla, rifletti!: E niente, io Ozpetek non lo merito mi sa. Il trailer mi ha fatto venire voglia di andare a Istanbul però l'idea di spararmi due ore di romanzo dedicato alla madre e trasposto in film non mi sorride. Lo lascio a chi è più profondo, aulico e cinefilo di me.

Questione di karma
Reazione a caldo: Quello negativo, probabilmente.
Bolla, rifletti!: E certo. Perché programmare Il diritto di contare oppure Autopsy quando si può scegliere l'ennesima commedia nescia con Fabio De Luigi? Per lo stesso motivo, perché dovrei dare dei soldi al multisala dopo queste scelte scellerate?

Al cinema d'élite arriva... lo Zingaro!

Il padre d'Italia
Reazione a caldo: Meh.
Bolla, rifletti!: La versione seria dello Zingaro. Scherzi a parte, Marinelli mi piace molto ma come al solito questi drammoni all'italiana, fatti di paura di crescere, maternità, paternità, futuro incerto, felicità a momenti et simili non fanno molto al caso mio. Lo lascio, come già detto per Ozpetek, a chi è molto più aulico di me.

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