Trama: Jessie e Mark hanno visto morire il loro figlioletto e non possono averne altri. Per lenire il dolore della perdita decidono di prendere in affidamento il piccolo Cody, già passato attraverso diverse famiglie adottive, e presto scoprono che il bambino è dotato di un incredibile potere legato ai sogni...
Si può girare un film capace di trascendere i limiti delle ormai sdoganatissime ghost story e di diventare una favola nera adatta ad una vastissima fetta di pubblico? Certo, se ti chiami Mike Flanagan e non ne sbagli una, confermandoti un decorosissimo regista di genere, per quanto commerciale. Se vi siete stufati di quegli horror dove il mostro compare sempre per colpa di una maledizione, dove i personaggi non abbandonano le case infestate neppure quando i fantasmi li prendono a calci nei denti, dove nessuno pare avere una motivazione per compiere determinate azioni e men che meno suscitare qualsivoglia emozione nel pubblico, allora Somnia è il film che fa per voi. Somnia, a dire il vero, ha moltissimi punti in comune con La madre, una pellicola che, come quella di Mike Flanagan, parla agli spettatori partendo da una situazione dolorosa ed estremamente condivisibile, che coinvolge dei bambini sfortunati e degli adulti dal cuore buono ma ferito, cosa che li porta a compiere azioni egoiste e, in questo genere di film, pericolose. L'aspetto più bello di Somnia infatti è che Cody non è uno di quei pargoli inquietanti, veicolo di forze demoniache e compiaciuto di esserlo, bensì un bimbo tenerissimo ed intelligente, maledetto tuttavia da un dono impossibile da gestire; allo stesso modo, Jessie e Mark capiscono quasi subito qual è il problema di Cody ma scelgono consapevolmente di conviverci e non risolverlo (anzi, di sfruttarlo) per alleviare il proprio dolore e riottenere qualcosa che è stato loro crudelmente strappato. Ciò che accomuna tutti i protagonisti è l'impossibilità di integrarsi nella vita reale e di affrontarla e se Cody, povero patato, è giustificabile in quanto piccolino ed incapace di processare un terribile trauma infantile, è altrettanto vero che la debolezza di Jessie, la quale arriva ad ignorare sia i saggi consigli di Mark sia il terrore del bambino per tenere tra le mani un briciolo di illusoria felicità, non è possibile da condannare in toto.
Ovviamente, Somnia non è solo un film di sentimenti, la componente horror/fantastica c'è ed è necessaria. Per fortuna, a differenza de La madre gli autori non si sono focalizzati sulla figura del mostro, conseguentemente il film non si basa soltanto sull'attesa delle apparizioni di un orrido pupazzone fatto al computer (che pure c'è e non è tutta 'sta bellezza neppure qui); Somnia mette inquietudine perché gioca soprattutto sull'attesa del momento in cui i sogni di Cody si trasformeranno in incubi, tanto che persino gli elementi più gioiosi delle fantasie del piccolo, come per esempio le bellissime farfalle che popolano molte scene della pellicola, rischiano di provocare diffidenza, a prescindere dalla presenza o meno del babau tanto temuto dal pargolo. Bisogna dire inoltre che buona parte della riuscita di Somnia risiede nella presenza di Jacob Tremblay, un piccolo attore che con la sua voce e i suoi grandi occhioni riuscirebbe a fare "vincere facile" persino i Vanzina. E' raro che io mi metta a piangere per un film horror ma ormai, dopo Room, sono diventata come le ochette di Lorenz e ho l'imprinting su Jacob Tremblay, l'unico bambino del grande schermo capace di risvegliare il mio selvaticissimo istinto materno; vederlo soffrire spaventato, oppure ascoltarlo porre delle tristissime domande ai genitori adottivi è causa per me di magone istantaneo e l'unico desiderio che ho è che Tremblay non faccia la fine di tutti gli altri suoi colleghi "prodigio", affossandosi in produzioni terrificanti o diventando un orrido e brufoloso ciccione (ogni riferimento a Haley Joel Osment è puramente casuale, ovviamente). Detto questo, mi pare che Flanagan abbia fatto centro ancora una volta, quindi mi sento di consigliare Somnia anche a chi solitamente non bazzica l'horror e magari gradisce provare comunque qualche brivido in questa estate che tarda ad arrivare.
Del regista e co-sceneggiatore Mike Flanagan ho già parlato QUI. Kate Bosworth (Jessie), Thomas Jane (Mark) e Annabeth Gish (Natalie) li trovate invece ai rispettivi link.
Jacob Tremblay interpreta Cody. Canadese, ha partecipato a film come I Puffi 2 e soprattutto Room. Ha 10 anni e tre film in uscita.
Per una volta la distribuzione italiana ha azzeccato il titolo, che in effetti era quello originariamente scelto prima di diventare Before I Wake. Detto questo, se il film vi fosse piaciuto recuperate il pluricitato La madre e Nightmare - Dal profondo della notte. ENJOY!






