mercoledì 28 luglio 2021

All My Friends Are Dead (2020)

Qualche sera fa cercavo qualcosa di simpatico su Netflix e sono incappata in All My Friends Are Dead (Wszyscy moi przyjaciele nie zyja), diretto e sceneggiato nel 2020 dal regista Jan Belcl.


Trama: una festa di capodanno finisce in tragedia. Allo spettatore resta solo da scoprire cos'è successo prima dell'arrivo della polizia!


Netflix
si è appassionata ai film polacchi. Dopo Non dormire nel bosco stanotte, ispirato pesantemente ad Hatchet, arriva All My Friends Are Dead, che ricorda un po' le commedie nere anni '90 come Piccoli omicidi tra amici, Cose molto cattive e compagnia cantante, con l'aggiunta di un gradevolissimo tocco weird che mi ha più volte portata a ridere a crepapelle. La trama, di base, è molto semplice: abbiamo una festa di capodanno finita malissimo e la pellicola è un lungo flashback che ci consente di capire cosa sia successo e come mai i poliziotti si siano trovati davanti parecchie situazioni assurde. Come in ogni commedia nera che si rispetti, la situazione iniziale è quanto di più normale ci sia al mondo, anzi, direi quasi che i personaggi coinvolti sono la quintessenza della banalità, delle macchiette tirate fuori da decenni di commedie americane più o meno scollacciate. In realtà, molti personaggi tra quelli introdotti come stereotipi nascondono interessanti segreti capaci di rendere ancora più spinosa la situazione che si viene a creare a un certo punto e non c'è assolutamente modo di prevedere come queste schegge impazzite andranno a complicare un quadro già abbastanza caotico. Se vi sembro più imprecisa e lacunosa del solito, ovviamente, è per non sciupare il divertimento di scoprire a poco a poco tutto il delirio che può scaturire da un mix mortale di alcool, droghe leggere, voja de scopà, frustrazione, depravazione e tanta, tantissima sfiga. 


Oltre ad avere una trama simpatica, All My Friends Are Dead è anche realizzato molto bene. Se dovessi trovare un prodotto non USA né inglese recente che gli assomigli in quanto a "frizzantezza" di regia e montaggio penserei subito al bellissimo Why don't you just die?; la cinepresa è instancabile, offre attenzione a un personaggio e lo segue con lunghi piani sequenza per poi staccare improvvisamente e dedicarsi a un'altra storia, altri personaggi, tutti inestricabilmente legati l'uno all'altro e destinati a deflagrare in un finale delirante eppure chiarissimo dove ogni dettaglio (soprattutto i più gore) è nitido e comprensibile. A proposito della sequenza "risolutrice", bisogna necessariamente parlare della colonna sonora, vivace e calzante come poche (abbiamo i Mötley Crüe e i The Anima, roba danzereccia come Gloria in versione Laura Branigan, Donna Summer, ma anche stralci de La Carmen di Bizet, quindi ce n'è davvero per tutti i gusti e tutte le situazioni), e non bisogna dimenticare poi la bravura degli attori, a prescindere dal tempo passato sullo schermo, perché è se è vero che l'attenzione viene inevitabilmente calamitata da Julia Wieniawa-Narkiewicz e da tutti quelli che, nel bene o nel male, ruotano attorno a lei, il mio cuore è stato catturato soprattutto dai personaggi "minori", cito in primis i fattoni sulla panchina, il povero fattorino delle pizze e persino Gesù. All My Friends Are Dead è reperibilissimo su Netflix ed è perfetto per una serata estiva passata ad uccidersi di incredule risate, cercate di non snobbarlo solo perché è polacco e magari vi ha fatto (giustamente) schifo Non dormire nel bosco stanotte!

Jan Belcl è il regista e sceneggiatore della pellicola, al suo primo lungometraggio. Sloveno, anche produttore e attore, ha 29 anni.


Julia Wieniawa-Narkiewicz
, che interpreta Anastazja, era la protagonista di Non dormire nel bosco stanotte, sempre su Netflix, e dovrebbe tornare proprio nell'imminente sequel. 

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