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venerdì 8 luglio 2022

Studio 666 (2022)

A fine giugno è uscito per pochi giorni al cinema Studio 666, diretto dal regista BJ McDonnell e interamente interpretato dai Foo Fighters.


Trama: i Foo Fighters vanno a registrare l'ultimo album in una villa in cui, anni addietro, si era consumata una serie di omicidi rituali, e il frontman Dave Grohl viene posseduto da un demone...


Breve storia triste: il mio regalo per il compleanno del Bolluomo, nel 2020, era stato un biglietto per il concerto dei Foo Fighters che avrebbe dovuto tenersi nel giugno di quell'anno. Causa Covid il concerto è stato rimandato per due anni di fila e questo sarebbe stato l'anno giusto, non fosse che la sfiga ci vede benissimo e ha colpito il povero Taylor Hawkins, il batterista del gruppo, che è morto troppo giovane, con conseguente, ovvia e giusta cancellazione definitiva del tour. Tutto questo per dire che al Bolluomo i Foo Fighters sono sempre piaciuti molto ed è per questo che, nonostante il dolore ancora fresco per la scomparsa di un talentuoso musicista, gli ho proposto di guardare Studio 666, horror nato da un soggetto del cantante Dave Grohl e messo in scena con tutto il gruppo al completo, con l'aggiunta di qualche attore più o meno famoso e un paio di guest star di tutto rispetto, tra spiriti guida e tecnici del suono. La trama è quanto di più "tipico" per il genere e segue il cliché dell'artista maledetto che decide di (o viene costretto a) fare un patto col demonio, con i Foo Fighters che si trovano bloccati in una casa infestata e alle prese con un Dave Grohl posseduto da un'entità che lo spinge a realizzare un brano dalla durata spropositata. Nulla di nuovo o di eclatante sotto il sole, dunque, ma il risultato è comunque simpatico e divertente nella misura in cui Studio 666 ironizza sull'immagine di "buono" che da anni accompagna Grohl e trasforma un paio di membri del gruppo in personaggioni nel senso ironico del termine, soprattutto il tastierista Rami Jaffee, protagonista di alcune delle gag più riuscite e trash del film.


Come horror, Studio 666 non si tira indietro nel mostrare sangue a litri e splatterate assortite, con gli effetti speciali "pratici" molto più goderecci ed interessanti della CGI che ammorba un po' a causa di alcuni dei demoni/spettro più brutti mai realizzati (d'altronde, il regista ha cominciato a gamba tesa con Hatchet 3, quindi non parliamo proprio di un omino raffinato!), e c'è da dire che anche le scenografie, con tanto di scantinato inquietante, fanno il loro sporco lavoro. Ma se uno guarda un horror coi Foo Fighters, ovviamente, lo fa in primis per il gruppo, mi verrebbe da dire. Ebbene, sul talento da attore di Dave Grohl non avevo dubbi, basta vedere i video dei singoli tratti da There Is Nothing Left to Lose, quelli che hanno reso famoso il gruppo anche tra chi non aveva idea di chi fosse l'ex batterista dei Nirvana (tra l'altro il suo trucco zannuto mi ha ricordato tantissimo quella trashata di Evil Toons, che potrebbe non essere un complimento ma tanto è l'affetto per quella schifezza che lo diventa automaticamente), mentre i suoi compari vanno dall'imbalsamato (il bassista Nate Mendel su tutti) all'entusiasta ma scarso (il chitarrista Pat Smear) e la bonanima di Taylor ha ammesso candidamente di non essersi neppure sbattuto ad imparare il copione e di avere improvvisato tutto. Che la terra ti sia levissima, biondo! Ciò detto, Studio 666 è un gradevolissimo horror la cui leggerezza è perfetta per il periodo estivo, quindi vi consiglierei di dare un'occhiata anche se non siete fan, anche solo per godere dei frutti dell'atmosfera rilassata che sicuramente si sarà respirata sul set!


Del regista BJ McDonnell ho già parlato QUI. Jenna Ortega (Skye Willow) e John Carpenter (che interpreta il tecnico del suono e firma anche la colonna sonora) li trovate invece ai rispettivi link.


Leslie Grossman, che interpreta Barb Weems, è ormai habitué della serie American Horror Story e dovrebbe tornare anche nell'undicesima stagione. Ciò detto, se Studio 666 vi fosse piaciuto recuperate Tenacious D e il destino del rock e Deathgasm. ENJOY!

mercoledì 10 luglio 2013

Hatchet III (2013)

Estate, tempo di indulgere nell'attività casalinga più adatta alla stagione: la visione di horror cazzoni. E cosa c'è di più cazzone di Hatchet III, diretto da BJ McDonnell? Beh, Hatchet II, ovvio, ma di quello abbiamo già parlato.


Trama: Marybeth, sopravvissuta alla strage del film precedente e con lo scalpo di Victor Crowley in mano, si costituisce alla stazione di polizia e viene accusata di essere l'autrice di tutti gli omicidi. Gli sbirri, purtroppo per loro, si accorgeranno del madornale errore solo quando sarà troppo tardi... 


Cosa si può dire di un film dall'assunto talmente scemo che persino Adam Green, regista dei primi due capitoli e sceneggiatore di questo Hatchet III, arriva a prendersi per il chiulo da solo? Niente, appunto, gli si può solo voler bene, magari dopo aver perdonato gli svarioni e la noia del secondo capitolo, pronti a ridere nuovamente dell'esagerata brutalità di Victor Crowley, il babau più brutto e ignorante (con rispetto parlando) della storia del cinema. E se pensate che il deforme spettro non possa diventare ancor più brutto, ignorante e brutale... vi sbagliate di grosso! Basta solo aumentare la carne da macello, spingere una squadra di sbirri e una di SWAT all'interno dell'ormai famigerata palude del boogeyman e sedersi comodamente in poltrona a guardare Crowley smembrarli a mani nude o quasi, nonostante tutte le loro spacconerie e, soprattutto, grazie alla loro incredibile dabbenaggine. Poi, ovviamente, c'è la questione "come liberarsi definitivamente del mostro", che sembra avere più vite dei gatti e che non muore nemmeno centrifugandolo e poi mettendolo nel forno, aspetto della trama che ci permette di vedere una Danielle Harris decisamente in forma e più scazzata del solito (come darle torto?), compresa nel ruolo di esorcista riluttante.


La recensione potrebbe finire qui perché c'è poco altro da dire, in effetti. BJ McDonnell sostituisce Adam Green alla regia e lo fa in modo dignitoso, gli effetti speciali sono pregevoli in virtù della loro artigianalità e l'appassionato horror può continuare a divertirsi col gioco delle citazioni: in questo caso, troviamo la bella Rileah Vanderbilt, già comparsa in Frozen e anche nei primi due capitoli di Hatchet sotto il pesante trucco di un giovane Victor, il solito Sid Haig ormai a suo agio nell'esilarante ruolo di redneck rincoglionito, l'enorme Derek Mears, la cui presenza risponde al quesito "tra Crowley e Jason Voorhes/Predator chi vincerebbe?", un irriconoscibile Zach Galligan nei panni dello sceriffo, il Roach de La casa nera e l'immancabile Parry Shen, che porta a casa la tripletta di presenze e, di conseguenza, anche l'esperienza dei due personaggi precedenti. Tirando le somme, dunque, direi che la saga di Hatchet (sempre che sia finita!!) si sia conclusa degnamente, con un film che chiude tutti i discorsi lasciati in sospeso e che, apparentemente, esaurisce tutti gli escamotage necessari al genere per continuare a cannibalizzarsi e propinare allo spettatore sempre la stessa solfa. Umorismo a grana grossa e sangue a fiumi non mancano, così come una gran bella dose di autoironia, e forse è quest'ultima caratteristica che rende Hatchet più simpatico di altri prodotti simili e mi porta a consigliare anche quest'ultimo capitolo come "tranquilla" visione estiva per rivangare i bei tempi di Notte Horror.



Di Danielle Harris (Marybeth), Kane Hodder (Victor Crowley), Derek Mears (Hawes), Sean Whalen (Randy), Adam Green (l'uomo ubriaco in carcere) e Sid Haig (Abbott McCullen) ho già parlato ai rispettivi link.

BJ McDonnell è il regista della pellicola, alla sua prima esperienza “solitaria”. Anche attore, produttore e, soprattutto, assistente di regia, ha 38 anni.


Zach Galligan (vero nome Zachary W. Galligan) interpreta lo sceriffo Fowler. Americano, lo ricordo per film come Gremlins, Waxwork - Il museo delle cere è arrivato in città, Gremlins 2 - La nuova stirpe e Waxwork 2 - Bentornati al museo delle cere, inoltre ha partecipato alla serie Melrose Place. Ha 49 anni.


Caroline Williams interpreta Amanda. Americana, ha partecipato a film come Non aprite quella porta - Parte 2, Il patrigno II, Non aprite quella porta - Parte 3, Giorni di tuono, Leprechaun 3, Il Grinch, Halloween II e alle serie Hunter, La signora in giallo, E.R. - Medici in prima linea, Sabrina vita da strega Nip/Tuck. Ha 56 anni e tre film in uscita.


Se Hatchet III vi fosse piaciuto, non perdetevi Hatchet e, nonostante sia meno bello, Hatchet II... è l'unico consiglio che posso darvi! ENJOY!

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