Altro film disponibile su Netflix (recuperato sempre in vista dei Golden Globe dove è candidato sia come film sia per Eddie Murphy) altro regalo: oggi parlerò di Dolemite Is My Name, diretto dal regista Craig Brewer.
Trama: dopo anni di difficoltà, il comico Rudy Ray Moore riesce ad azzeccare il personaggio giusto, lo sboccato Dolemite, e progetta di portarlo anche sul grande schermo...
Ho un grosso, enorme limite: non capisco e non amo la comicità americana, soprattutto quando si tratta dei cosiddetti stand-up comedian. Probabilmente c'è di mezzo una qualche barriera linguistica, perché pur conoscendo l'inglese molto bene mi ritrovo inevitabilmente a non godere dell'immediatezza, che so, di un monologo di Crozza, ma c'è anche la mancanza assoluta di divertimento davanti a un pirla che parla a mitraglietta infilando un fuck ogni due parole, che è poi quello che accade nella prima parte di Dolemite Is My Name, film che per un'ora buona mi ha fatto venire il latte alle ginocchia. Con tutto il rispetto per il "Padrino del Rap", come sarebbe poi stato definito Rudy Ray Moore, ma da "culo bianco" preferisco mille volte l'umorismo dei citati Lemmon e Matthau e probabilmente, mi fossi trovata all'epoca davanti a questo pimp di mezza età pronto a sciorinare monologhi nonsense conditi da volgarità che potrebbero giusto far ridere un bambino, avrei pregato il Signore di strapparmi occhi e orecchie. Fortunatamente, a un certo punto il film prende una via diversa, nel momento esatto in cui Moore decide di dover portare il suo Dolemite al cinema, così che i neri possano avere la possibilità di vedere un film che li faccia davvero ridere, e lì è scattato il mio interesse per tutto ciò che riguarda i retroscena delle pellicole, da quelle più famose a quelle più trash, come nel caso di quel trionfo di camp e ridicolo involontario (o volontario?) che sarebbe diventato Dolemite, realmente realizzato negli anni '70 e distribuito nel 1975. Quello è anche il momento in cui, onestamente, ho cominciato a provare molta simpatia per Rudy Ray Moore.
Dolemite Is My Name si concentra infatti molto sul concetto di Moore come "intrattenitore", come artista pieno di limiti ma mai privo di entusiasmo, che desidera sì sfondare e diventare famoso ma soprattutto creare un senso di comunità attraverso le sue opere. Ora, io non so se Rudy Ray Moore fosse davvero il santo che viene mostrato nell'ultima sequenza del film, disposto ad intrattenere le persone in fila per vedere il suo esordio sul grande schermo, tuttavia la realizzazione di un Dolemite e quella di un The Room (equiparabili in quanto a qualità artistica, probabilmente, ché il primo devo ancora vederlo) si differenziano essenzialmente nel modo in cui la "primadonna" dell'opera, il motore che ha generato l'intera pellicola, decide di creare un prodotto per tutti oppure semplicemente celebrare il proprio ego. Se in The Disaster Artist veniva mostrato un Wiseau che riteneva di avere ogni diritto di realizzare un film e diventare famoso, in Dolemite Is My Name abbiamo gente che ci prova e ci spera, che alla fine non riesce a credere di esserci riuscita e che si ritrova a gioire anche solo per quello, per aver dato uno scopo e una svolta a vite altrimenti banali e destinate alla mediocrità; è la gioia della "zingarata", di un progetto portato a termine a prescindere dal successo, della creazione stessa, e non c'è nulla di più bello da vedere messo in pellicola, almeno per me. Poi, che Dolemite Is My Name sia l'imbarazzante quota black dei Golden Globe per dare il contentino e che Eddie Murphy non sia nemmeno candidabile accanto a Di Caprio e Taron Egerton sono dati di fatto, ma io a Eddie voglio bene dagli anni '80, posso dire che anche lui e Accolla mi hanno cresciuta, quindi vederlo sullo schermo a trascinare tutti, ancora una volta, col suo sorriso da mariuolo, è sempre una gioia. Se Dolemite is My Name l'avessero distribuito al cinema probabilmente vi avrei consigliato di lasciare perdere, anche perché doppiato non si può sentire, ma lo trovate comodamente su Netflix e in lingua originale, quindi recuperatelo e divertitevi!
Di Eddie Murphy (Rudy Ray Moore), Keegan-Michael Key (Jerry), Craig Robinson (Ben), Kodi Smit-McPhee (Nick), Wesley Snipes (D'Urville Martin) e Chris Rock (Bobby Vale) ho già parlato ai rispettivi link.
Craig Brewer è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Footlose ed episodi di serie come The Shield. Anche produttore, sceneggiatore e attore, ha 48 anni e un film in uscita, Coming 2 America, il sequel de Il principe cerca moglie.
Mike Epps interpreta Jimmy. Americano, ha partecipato a film come Resident Evil: Apocalypse, Resident Evil: Extinction, Una notte da leoni, Una notte da leoni 3, Il giustiziere della notte - Death Wish e a serie quali I Soprano; come doppiatore, ha lavorato in Doctor Dolittle 2. Anche produttore e sceneggiatore, ha 49 anni.
Snoop Dogg compare nei panni del deejay Roj. Dolemite è il primo film interpretato da Rudy Ray Moore ma non è stato l'ultimo: i sequel diretti sono The Human Tornado, citato nel film di Brewer assieme a Disco Godfather e, in un dialogo, a Petey Wheatstraw, e The Return of Dolemite del 2002 ma la filmografia di Rudy Ray Moore è bella nutrita, quindi se foste interessati esploratela senza timore. ENJOY!
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mercoledì 18 dicembre 2019
mercoledì 28 marzo 2018
Tragedy Girls (2017)
Tra un film e l'altro c'è sempre tempo per dedicarmi alla prima, grande passione cinefila: l'horror! Ecco perché, su consiglio di Lucia, ho guardato Tragedy Girls, diretto e co-sceneggiato nel 2017 dal regista Tyler MacIntyre.
Trama: Sadie e McKayla, studentesse di liceo, arrivano a compiere i gesti più efferati per assicurare followers al loro blog Tragedy Girls.
Arriva un momento, nella vita di ogni blogger, in cui si passano i giorni a dare i numeri, ovvero a controllare gli strumenti di statistica per capire quante persone vengono a leggere i nostri sproloqui ogni giorno, quanti nuovi followers hanno cominciato a seguirci, quanti utenti hanno messo like sulla nostra pagina Facebook, a pensare se Twitter, Linkedin, Tumblr, Telegram ecc. potrebbero funzionare per aumentare ancora di più le visite... insomma, un delirio. Fortunatamente questa fase passa (almeno, con me è passata) e si torna a vivere tranquilli e trattare il blog per quello che dovrebbe essere, un diario dove mettere nero su bianco i propri pensieri oppure fissare i film visti in una memoria sempre più labile. Purtroppo, Sadie e McKayla sono due adolescenti e il loro blog verte su un argomento molto meno banale di semplici recensioni cinematografiche. Nella fattispecie, il blog Tragedy Girls parla di omicidi. E come si può fare a rimanere sempre sul pezzo e attirare consensi quando si vive in una delle cittadine più tranquille d'America? Che domande, ci si ingegna! Se il serial killer di turno non ha voglia di darci una mano è giusto portare il bodycount a livelli accettabili, così che tutti, dai compagni di scuola ai giornalisti "veri", arrivino a considerare Tragedy Girls la fonte più aggiornata per procurarsi la dose quotidiana di brutture, sangue e violenza. E' così che McKayla e Sadie diventano, letteralmente, le fonti di sostentamento della loro stessa sete di fama e potere, self made women se mai ne sono esistite, vuote adolescenti che portano la gara di popolarità a livelli massimi mentre gli sceneggiatori mettono alla berlina sia loro che la generazione "webete" senza essere pedanti, anzi, facendo divertire parecchio lo spettatore. Tragedy Girls vive infatti della stessa cattiveria "sociale" di cult come Schegge di follia, Amiche cattive, Mean Girls o Ragazze a Beverly Hills e inserisce questa cattiveria in una cornice slasher dove le persone muoiono come mosche nell'indifferenza dei loro carnefici, diventando materiale da hashtag e indignazione lampo, che dura il tempo di un click per poi esaurirsi lasciando a bocca asciutta chi ne vuole sempre di più.
Ininterrotta fucina di citazioni, dialoghi cool e cliché horror e adolescenziali, Tragedy Girls è un prodottino scoppiettante che non cala mai di tono e non si limita a strappare la risata grassa (anche se la gag con le scarpe di McKayla mi ha uccisa) rimanendo relegato nella nicchia della parodia. Verso il finale la storia si evolve, muta, scava nel passato e nella personalità delle protagoniste arrivando a risoluzioni inaspettate che si accompagnano ad immagini molto belle, spiazzando così lo spettatore, anche il più scafato (io sono rimasta anche un po' magonata, in effetti). Tyler MacIntyre fa il suo sia come regista che come co-sceneggiatore, conferendo alla sua creatura un gradevole aspetto pop e psichedelico, sicuramente perfetto per accattivare un pubblico giovane, ma il vero punto di forza di Tragedy Girls sono le due protagoniste, Alexandra Shipp e Brianna Hildebrand. La prima sembra uscita dritta dalla serie Scream Queens e non avrebbe sfigurato accanto a una delle Chanel (non fosse per il colore della sua pelle...) ma la seconda è semplicemente meravigliosa ed è il personaggio che rimane più impresso non solo per la zazzera di capelli biondi con le ciocche blu ma per quel "qualcosa" di oscuro che la rende ben più di un'adolescente scioccherella e assetata di sangue, quegli sguardi profondi che rivelano un abisso di disagio molto tangibile. Non a caso, la giovane Brianna si era già impressa nella mia memoria con Deadpool e con la seconda serie di The Exorcist ed è un'attrice che sinceramente non vedo l'ora di rivedere all'opera! Quindi, Tragedy Girls è un film assai carino e meno sciocco di quello che appare a una prima occhiata, lo consiglio senza remore anche a chi mastica poco l'horror... stando sempre comunque all'occhio a qualche splatterata che potrebbe scoraggiare eventuali stomaci deboli.
Di Kevin Durand (Lowell), Craig Robinson (Big Al) e Josh Hutcherson (che interpreta non accreditato Toby Mitchell) ho già parlato ai rispettivi link.
Tyler MacIntyre è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Patchwork. Anche produttore, ha 34 anni.
Brianna Hildebrand interpreta Sadie Cunningham. Americana, la ricordo per film come Deadpool, inoltre ha partecipato a serie quali The Exorcist. Anche produttrice, ha 22 anni e un film in uscita, Deadpool 2.
Alexandra Shipp, che interpreta McKayla Hooper, è stata Tempesta nell'ultimo X-Men: Apocalisse e tornerà nei panni della mutante Ororo Munroe anche nell'imminente X-Men: Dark Phoenix mentre l'attrice Elise Neal, che interpreta la madre di McKayla, era la Hallie di Scream 2. Detto questo, se Tragedy Girls vi fosse piaciuto recuperate Detention, Schegge di follia e la saga di Scream. ENJOY!
Trama: Sadie e McKayla, studentesse di liceo, arrivano a compiere i gesti più efferati per assicurare followers al loro blog Tragedy Girls.
Arriva un momento, nella vita di ogni blogger, in cui si passano i giorni a dare i numeri, ovvero a controllare gli strumenti di statistica per capire quante persone vengono a leggere i nostri sproloqui ogni giorno, quanti nuovi followers hanno cominciato a seguirci, quanti utenti hanno messo like sulla nostra pagina Facebook, a pensare se Twitter, Linkedin, Tumblr, Telegram ecc. potrebbero funzionare per aumentare ancora di più le visite... insomma, un delirio. Fortunatamente questa fase passa (almeno, con me è passata) e si torna a vivere tranquilli e trattare il blog per quello che dovrebbe essere, un diario dove mettere nero su bianco i propri pensieri oppure fissare i film visti in una memoria sempre più labile. Purtroppo, Sadie e McKayla sono due adolescenti e il loro blog verte su un argomento molto meno banale di semplici recensioni cinematografiche. Nella fattispecie, il blog Tragedy Girls parla di omicidi. E come si può fare a rimanere sempre sul pezzo e attirare consensi quando si vive in una delle cittadine più tranquille d'America? Che domande, ci si ingegna! Se il serial killer di turno non ha voglia di darci una mano è giusto portare il bodycount a livelli accettabili, così che tutti, dai compagni di scuola ai giornalisti "veri", arrivino a considerare Tragedy Girls la fonte più aggiornata per procurarsi la dose quotidiana di brutture, sangue e violenza. E' così che McKayla e Sadie diventano, letteralmente, le fonti di sostentamento della loro stessa sete di fama e potere, self made women se mai ne sono esistite, vuote adolescenti che portano la gara di popolarità a livelli massimi mentre gli sceneggiatori mettono alla berlina sia loro che la generazione "webete" senza essere pedanti, anzi, facendo divertire parecchio lo spettatore. Tragedy Girls vive infatti della stessa cattiveria "sociale" di cult come Schegge di follia, Amiche cattive, Mean Girls o Ragazze a Beverly Hills e inserisce questa cattiveria in una cornice slasher dove le persone muoiono come mosche nell'indifferenza dei loro carnefici, diventando materiale da hashtag e indignazione lampo, che dura il tempo di un click per poi esaurirsi lasciando a bocca asciutta chi ne vuole sempre di più.
Ininterrotta fucina di citazioni, dialoghi cool e cliché horror e adolescenziali, Tragedy Girls è un prodottino scoppiettante che non cala mai di tono e non si limita a strappare la risata grassa (anche se la gag con le scarpe di McKayla mi ha uccisa) rimanendo relegato nella nicchia della parodia. Verso il finale la storia si evolve, muta, scava nel passato e nella personalità delle protagoniste arrivando a risoluzioni inaspettate che si accompagnano ad immagini molto belle, spiazzando così lo spettatore, anche il più scafato (io sono rimasta anche un po' magonata, in effetti). Tyler MacIntyre fa il suo sia come regista che come co-sceneggiatore, conferendo alla sua creatura un gradevole aspetto pop e psichedelico, sicuramente perfetto per accattivare un pubblico giovane, ma il vero punto di forza di Tragedy Girls sono le due protagoniste, Alexandra Shipp e Brianna Hildebrand. La prima sembra uscita dritta dalla serie Scream Queens e non avrebbe sfigurato accanto a una delle Chanel (non fosse per il colore della sua pelle...) ma la seconda è semplicemente meravigliosa ed è il personaggio che rimane più impresso non solo per la zazzera di capelli biondi con le ciocche blu ma per quel "qualcosa" di oscuro che la rende ben più di un'adolescente scioccherella e assetata di sangue, quegli sguardi profondi che rivelano un abisso di disagio molto tangibile. Non a caso, la giovane Brianna si era già impressa nella mia memoria con Deadpool e con la seconda serie di The Exorcist ed è un'attrice che sinceramente non vedo l'ora di rivedere all'opera! Quindi, Tragedy Girls è un film assai carino e meno sciocco di quello che appare a una prima occhiata, lo consiglio senza remore anche a chi mastica poco l'horror... stando sempre comunque all'occhio a qualche splatterata che potrebbe scoraggiare eventuali stomaci deboli.
Di Kevin Durand (Lowell), Craig Robinson (Big Al) e Josh Hutcherson (che interpreta non accreditato Toby Mitchell) ho già parlato ai rispettivi link.
Tyler MacIntyre è il regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Patchwork. Anche produttore, ha 34 anni.
Brianna Hildebrand interpreta Sadie Cunningham. Americana, la ricordo per film come Deadpool, inoltre ha partecipato a serie quali The Exorcist. Anche produttrice, ha 22 anni e un film in uscita, Deadpool 2.
Alexandra Shipp, che interpreta McKayla Hooper, è stata Tempesta nell'ultimo X-Men: Apocalisse e tornerà nei panni della mutante Ororo Munroe anche nell'imminente X-Men: Dark Phoenix mentre l'attrice Elise Neal, che interpreta la madre di McKayla, era la Hallie di Scream 2. Detto questo, se Tragedy Girls vi fosse piaciuto recuperate Detention, Schegge di follia e la saga di Scream. ENJOY!
martedì 14 ottobre 2014
Facciamola finita (2013)
Ho lasciato passare un anno ma anch'io sono riuscita a guardare Facciamola finita (This is the End), diretto e sceneggiato nel 2013 da Seth Rogen ed Evan Goldberg!
Trama: mentre a casa di James Franco è in corso un megafestone zeppo di vip, Los Angeles viene praticamente rasa al suolo da terremoti, incendi e altri misteriosi e mortali avvenimenti. I pochi sopravvissuti, barricati a casa di Franco, dovranno cercare di capire come uscire vivi da quella che sembrerebbe proprio la fine del mondo...
Ultimamente trovo sempre più difficile trovare delle commedie che mi facciano ridere. Facciamola finita, per fortuna, mi ha lasciata a terra dalle risate in più di un'occasione perché è talmente assurdo e gli attori coinvolti sono così genuinamente e palesemente divertiti che è davvero difficile non farsi contagiare dall'amichevole atmosfera che si respira in ogni fotogramma e in ogni dialogo della pellicola. Seth Rogen, Jay Baruchel e compagnia mettono in scena esattamente quello che lo spettatore si aspetta quando immagina le feste vip: dei "personaggi" (non persone reali, assolutamente!) che si sbronzano, si devastano, copulano a destra e a manca e, in generale, si danno ad ogni stupido stravizio ed eccentricità solo "perché sì" e, a seconda dell'attore, assecondano i cliché dei vari film e gossip, come nel caso di James Franco, oppure costruiscono un personaggio diametralmente opposto, come nel caso di Jonah Hill, falso come Giuda e fintamente tenero e carino. Eliminata la marea di guest star iniziali, la sceneggiatura si concentra su un manipolo individui e, da quel momento, le poche apparizioni speciali sono mirate e funzionali alla trama, oltre che esilaranti, mentre la storia, nonostante non manchino diversivi per allungare un po' come per esempio il finto trailer di Pineapple Express 2, si mantiene interessante e coerente fino alla fine. Rogen e soci inanellano una gag dopo l'altra, danzando allegramente a braccetto col cattivo gusto senza mai farla fuori dal vaso, accontentano gli spettatori più esigenti piazzando qua e là un paio di citazioni esilaranti (una su tutte, quella de L'esorcista, che mi porta a consigliarvi ovviamente di guardare Facciamola finita in lingua originale perché lo scambio di battute tra Baruchel e Hill, per non parlare di quello volgarissimo tra Franco e McBride, mi ha annientata: "The power of Christ compels you!" "Oh does it? Does it compel me? Does it Jay? The power of Christ compelling me, is that what's happening?.. GUESS WHAT?....It's not that compelling!) e concludendo l'intera operazione con un finale talmente supercazzola che sono stata praticamente costretta a rivederlo almeno tre volte di fila, con annesso balletto finale ovviamente!
Tolto l'aspetto esilarante che, visti i coinvolti, già immaginavo sopraffino, quello che stupisce di Facciamola finita è tuttavia l'estrema professionalità della realizzazione. Gli effetti speciali impiegati non sono affatto dozzinali, anzi, le scene di morte e distruzione sono davvero catastrofiche, quella iniziale su tutte, e i demoni realizzati in CG non sembrano fasulli né risultano fastidiosi (al limite, l'unica cosa un po' bruttarella è il trucco del povero Jonah Hill sul finale). Altra cosa molto gradevole sono la regia ed il montaggio, soprattutto quello alternato che vede il gruppetto diviso ed impegnato ad affrontare due minacce differenti, inoltre ho trovato incredibilmente azzeccati anche gli inserti in stile confessionale del Grande Fratello, le sequenze "strafumate" accompagnate da una colonna sonora grandiosa e, ovviamente, i pochi ma efficaci momenti gore, mirabili esempi di nerissimo umorismo. Anche gli attori sono tutti grandiosi, tanto che non saprei dire chi ho preferito. Tra i protagonisti, James Franco potrebbe tranquillamente vincere la palma del migliore per il già citato scambio di battute con Danny McBride e, soprattutto, per il suo momento di "gloria" nel pre-finale, ma anche Jonah Hill con quel suo fare da criptogay e Danny McBride per la sua natura bastarda danno davvero il bianco e riescono persino ad eclissare il mio adoratissimo Seth Rogen; tra le guest star, spiccano invece un Michael Cera particolarmente laido, un indimenticabile e scioccante Channing Tatum, una Emma Watson armata di accetta spaccaculi come non mai e, soprattutto... LORO. Sì, loro. I responsabili di quel finale meravigliosamente trash e anni '90, così esilarante che non saprei dire se è meglio questo di Facciamola finita o The Age of Aquarius in 40 anni vergine. Intanto che io ci penso, voi recuperate assolutamente Facciamola finita e guardatelo sgranocchiando un ottimo, scioglievolissimo Milky Way, se ancora lo distribuiscono in Italia!
Del co-regista e co-sceneggiatore Seth Rogen (che interpreta sé stesso come tutti gli altri coinvolti nel film) ho già parlato qui. James Franco, Jonah Hill, Michael Cera, Emma Watson, David Krumholtz, Christopher Mintz-Plasse, Paul Rudd e Jason Segel li trovate invece ai rispettivi link.
Evan Goldberg è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, è al suo primo film come regista. Anche produttore e attore, ha 32 anni e un film in uscita, The Interview, sempre con Seth Rogen e James Franco.
Jay Baruchel (vero nome Jonathan Adam Saunders Baruchel) interpreta sé stesso. Canadese, ha partecipato a film come Quasi famosi, Le regole dell'attrazione, Million Dollar Baby, Tropic Thunder, Una notte al museo 2 - La fuga, RoboCop e a serie come Hai paura del buio? e Numb3rs, inoltre ha lavorato come doppiatore in Dragon Trainer e Dragon Trainer 2. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 32 anni e quattro film in uscita tra cui 10 O'Clock People, tratto dall'omonimo racconto di Stephen King, e Dragon Trainer 3, previsto per il 2017.
Danny McBride (vero nome Daniel Richard McBride) interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Suxbad: Tre menti sopra il pelo, Tropic Thunder, Parto col folle, Sua maestà e ha lavorato come doppiatore in Cattivissimo me e Kung Fu Panda 2. Anche sceneggiatore e produttore, ha anni e sette film in uscita.
Craig Robinson interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Zack & Miri - Amore a primo... sesso, Una notte al museo 2 - La fuga e a serie come The Bernie Mac Show e Friends, inoltre ha lavorato come doppiatore in Shrek - E vissero felici e contenti e nella serie The Cleveland Show. Anche sceneggiatore e produttore, ha 43 anni e tre film in uscita.
Channing Tatum interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come La guerra dei mondi, G.I. Joe - La nascita dei cobra, 21 Jump Street, Magic Mike, Don Jon, G.I.Joe- La vendetta, 22 Jump Street e a serie come CSI: Miami, inoltre ha lavorato come doppiatore nel film The Lego Movie e nella serie I Simpson. Anche sceneggiatore e produttore, ha 34 anni e sei film in uscita tra cui X-Men: Apocalypse e Gambit, dove interpreterà appunto il bel Remy LeBeau.
Tra le varie guest star segnalo anche Rihanna e lo stesso co-regista Evan Goldberg. Il ruolo di Emma Watson era in origine stato scritto per Mila Kunis ma l'attrice ha dovuto rinunciare per impegni pregressi come anche Cameron Diaz, Edward Norton ed Elizabeth Banks, mentre quel pusillanime di Daniel Radcliffe ha direttamente rifiutato di partecipare. Ovviamente, Rogen e Goldberg hanno avuto alcuni problemi anche con un paio di scene definite "di cattivo gusto" e che, di conseguenza, sono state tagliate in fase di montaggio, come quella in cui Franco e McBride fumano marijuana insieme a Hitler o quella in cui Tatum si da palesemente al cannibalismo; inoltre, sul finale è stata usata I Will Always Love You di Whitney Huston come omaggio alla cantante, morta da poco, al posto di Purple Rain di Prince, scelta iniziale dei due registi. Detto questo, aggiungo solo che Facciamola finita è l'estensione del corto Jay and Seth Versus the Apocalypse (che potete trovare QUI); se il film vi è piaciuto dateci un'occhiata e recuperate anche Shaun of the Dead e The World's End. ENJOY!
Trama: mentre a casa di James Franco è in corso un megafestone zeppo di vip, Los Angeles viene praticamente rasa al suolo da terremoti, incendi e altri misteriosi e mortali avvenimenti. I pochi sopravvissuti, barricati a casa di Franco, dovranno cercare di capire come uscire vivi da quella che sembrerebbe proprio la fine del mondo...
Ultimamente trovo sempre più difficile trovare delle commedie che mi facciano ridere. Facciamola finita, per fortuna, mi ha lasciata a terra dalle risate in più di un'occasione perché è talmente assurdo e gli attori coinvolti sono così genuinamente e palesemente divertiti che è davvero difficile non farsi contagiare dall'amichevole atmosfera che si respira in ogni fotogramma e in ogni dialogo della pellicola. Seth Rogen, Jay Baruchel e compagnia mettono in scena esattamente quello che lo spettatore si aspetta quando immagina le feste vip: dei "personaggi" (non persone reali, assolutamente!) che si sbronzano, si devastano, copulano a destra e a manca e, in generale, si danno ad ogni stupido stravizio ed eccentricità solo "perché sì" e, a seconda dell'attore, assecondano i cliché dei vari film e gossip, come nel caso di James Franco, oppure costruiscono un personaggio diametralmente opposto, come nel caso di Jonah Hill, falso come Giuda e fintamente tenero e carino. Eliminata la marea di guest star iniziali, la sceneggiatura si concentra su un manipolo individui e, da quel momento, le poche apparizioni speciali sono mirate e funzionali alla trama, oltre che esilaranti, mentre la storia, nonostante non manchino diversivi per allungare un po' come per esempio il finto trailer di Pineapple Express 2, si mantiene interessante e coerente fino alla fine. Rogen e soci inanellano una gag dopo l'altra, danzando allegramente a braccetto col cattivo gusto senza mai farla fuori dal vaso, accontentano gli spettatori più esigenti piazzando qua e là un paio di citazioni esilaranti (una su tutte, quella de L'esorcista, che mi porta a consigliarvi ovviamente di guardare Facciamola finita in lingua originale perché lo scambio di battute tra Baruchel e Hill, per non parlare di quello volgarissimo tra Franco e McBride, mi ha annientata: "The power of Christ compels you!" "Oh does it? Does it compel me? Does it Jay? The power of Christ compelling me, is that what's happening?.. GUESS WHAT?....It's not that compelling!) e concludendo l'intera operazione con un finale talmente supercazzola che sono stata praticamente costretta a rivederlo almeno tre volte di fila, con annesso balletto finale ovviamente!
Tolto l'aspetto esilarante che, visti i coinvolti, già immaginavo sopraffino, quello che stupisce di Facciamola finita è tuttavia l'estrema professionalità della realizzazione. Gli effetti speciali impiegati non sono affatto dozzinali, anzi, le scene di morte e distruzione sono davvero catastrofiche, quella iniziale su tutte, e i demoni realizzati in CG non sembrano fasulli né risultano fastidiosi (al limite, l'unica cosa un po' bruttarella è il trucco del povero Jonah Hill sul finale). Altra cosa molto gradevole sono la regia ed il montaggio, soprattutto quello alternato che vede il gruppetto diviso ed impegnato ad affrontare due minacce differenti, inoltre ho trovato incredibilmente azzeccati anche gli inserti in stile confessionale del Grande Fratello, le sequenze "strafumate" accompagnate da una colonna sonora grandiosa e, ovviamente, i pochi ma efficaci momenti gore, mirabili esempi di nerissimo umorismo. Anche gli attori sono tutti grandiosi, tanto che non saprei dire chi ho preferito. Tra i protagonisti, James Franco potrebbe tranquillamente vincere la palma del migliore per il già citato scambio di battute con Danny McBride e, soprattutto, per il suo momento di "gloria" nel pre-finale, ma anche Jonah Hill con quel suo fare da criptogay e Danny McBride per la sua natura bastarda danno davvero il bianco e riescono persino ad eclissare il mio adoratissimo Seth Rogen; tra le guest star, spiccano invece un Michael Cera particolarmente laido, un indimenticabile e scioccante Channing Tatum, una Emma Watson armata di accetta spaccaculi come non mai e, soprattutto... LORO. Sì, loro. I responsabili di quel finale meravigliosamente trash e anni '90, così esilarante che non saprei dire se è meglio questo di Facciamola finita o The Age of Aquarius in 40 anni vergine. Intanto che io ci penso, voi recuperate assolutamente Facciamola finita e guardatelo sgranocchiando un ottimo, scioglievolissimo Milky Way, se ancora lo distribuiscono in Italia!
Del co-regista e co-sceneggiatore Seth Rogen (che interpreta sé stesso come tutti gli altri coinvolti nel film) ho già parlato qui. James Franco, Jonah Hill, Michael Cera, Emma Watson, David Krumholtz, Christopher Mintz-Plasse, Paul Rudd e Jason Segel li trovate invece ai rispettivi link.
Jay Baruchel (vero nome Jonathan Adam Saunders Baruchel) interpreta sé stesso. Canadese, ha partecipato a film come Quasi famosi, Le regole dell'attrazione, Million Dollar Baby, Tropic Thunder, Una notte al museo 2 - La fuga, RoboCop e a serie come Hai paura del buio? e Numb3rs, inoltre ha lavorato come doppiatore in Dragon Trainer e Dragon Trainer 2. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 32 anni e quattro film in uscita tra cui 10 O'Clock People, tratto dall'omonimo racconto di Stephen King, e Dragon Trainer 3, previsto per il 2017.
Danny McBride (vero nome Daniel Richard McBride) interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Suxbad: Tre menti sopra il pelo, Tropic Thunder, Parto col folle, Sua maestà e ha lavorato come doppiatore in Cattivissimo me e Kung Fu Panda 2. Anche sceneggiatore e produttore, ha anni e sette film in uscita.
Craig Robinson interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Zack & Miri - Amore a primo... sesso, Una notte al museo 2 - La fuga e a serie come The Bernie Mac Show e Friends, inoltre ha lavorato come doppiatore in Shrek - E vissero felici e contenti e nella serie The Cleveland Show. Anche sceneggiatore e produttore, ha 43 anni e tre film in uscita.
Channing Tatum interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come La guerra dei mondi, G.I. Joe - La nascita dei cobra, 21 Jump Street, Magic Mike, Don Jon, G.I.Joe- La vendetta, 22 Jump Street e a serie come CSI: Miami, inoltre ha lavorato come doppiatore nel film The Lego Movie e nella serie I Simpson. Anche sceneggiatore e produttore, ha 34 anni e sei film in uscita tra cui X-Men: Apocalypse e Gambit, dove interpreterà appunto il bel Remy LeBeau.
Tra le varie guest star segnalo anche Rihanna e lo stesso co-regista Evan Goldberg. Il ruolo di Emma Watson era in origine stato scritto per Mila Kunis ma l'attrice ha dovuto rinunciare per impegni pregressi come anche Cameron Diaz, Edward Norton ed Elizabeth Banks, mentre quel pusillanime di Daniel Radcliffe ha direttamente rifiutato di partecipare. Ovviamente, Rogen e Goldberg hanno avuto alcuni problemi anche con un paio di scene definite "di cattivo gusto" e che, di conseguenza, sono state tagliate in fase di montaggio, come quella in cui Franco e McBride fumano marijuana insieme a Hitler o quella in cui Tatum si da palesemente al cannibalismo; inoltre, sul finale è stata usata I Will Always Love You di Whitney Huston come omaggio alla cantante, morta da poco, al posto di Purple Rain di Prince, scelta iniziale dei due registi. Detto questo, aggiungo solo che Facciamola finita è l'estensione del corto Jay and Seth Versus the Apocalypse (che potete trovare QUI); se il film vi è piaciuto dateci un'occhiata e recuperate anche Shaun of the Dead e The World's End. ENJOY!
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