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venerdì 10 maggio 2024

Humane (2024)

Un uccellino mi ha detto che era già disponibile il film Humane, l'opera prima della regista Caitlin Cronenberg. Potevo forse perderlo?


Trama: in un futuro imminente dove i disastri ecologici hanno portato la terra al collasso, l'ONU ha imposto un termine ultimo per ridurre la popolazione. In questo clima di terrore, il giornalista in pensione Charles York convoca a cena la sua famiglia disfunzionale per un annuncio...


Il nome Cronenberg pesa quanto un macigno, quindi Caitlin l'aspettavamo tutti al varco, pronti a giudicare la legittimità della sua appartenenza alla stirpe. Forse la fanciulla lo sapeva e ha deciso, per il suo esordio, di non seguire ciecamente le orme di padre e fratello, e di non approcciare le tematiche del body horror, pur conservando inalterato "l'ottimismo" che serpeggia in famiglia. Come fa da anni papà David, seguito a ruota dal fratello Brandon, Caitlin ci offre lo spaccato di un'umanità perduta, e comincia partendo dal titolo, Humane. All'inizio del film si dice che le catastrofi naturali e i conseguenti problemi da esse derivate sono un problema squisitamente umano: abbiamo ridotto noi il pianeta uno schifo e, da un punto di vista egoisticamente antropocentrico, siamo noi quelli che avranno più da soffrirne. E' giusto dunque che l'uomo diventi anche la soluzione al problema, attraverso un mezzo che non vi spoilero se avrete piacere di guardare il film. Attenzione, lo dico perché lo penso davvero. Il mezzo di salvezza concertato dallo sceneggiatore Michael Sparaga, benché spesso sfruttato nelle opere horror e fantascientifiche, sarebbe incredibilmente giusto se fosse amministrato con equità imparziale. Il problema è, come sempre, l'essere umano. Una creatura profondamente ingiusta, elitaria ed egoista, in grado di creare centri di potere che esasperano queste caratteristiche e mettono in piedi società basate sull'ipocrisia, l'opportunismo e lo sfruttamento. Ciò vale in primis per i privilegiati coi soldi, come i membri della famiglia York, ma vale anche per chi, nelle disgrazie, cerca una rivalsa per un destino ingiusto o magari, chissà, per qualche psicosi latente. E così, Caitlin Cronenberg ricrea in piccolo tutto lo schifo dell'umanità, portando sullo schermo protagonisti odiosi e grotteschi, con pochissimi sprazzi di positività che ci mettono davvero poco a venire inghiottiti ed annullati per sempre. Lo fa con un senso dell'umorismo nerissimo e una messa in scena classica ma efficace, che sfrutta cliché sempre graditi (cene eleganti all'interno di magioni lussuose che diventano, in un attimo, teatro di indicibili atti di violenza e codardia) con l'aggiunta di "pubblicità progresso" confezionate ad hoc, trasudanti ipocrisia e un pietismo agghiaccianti.


Si ride parecchio in questo Humane, anche se si tratta di un riso molto amaro. Il film della Cronenberg rientra di diritto nella categoria di film che amo di più, quelle commedie bastarde, al confine col thriller e l'horror, in cui l'affetto diventa odio in quattro e quattr'otto e la sete di potere e denaro trasforma il sangue in acqua, e gli attori sono stati scelti di conseguenza. Infatti, in mezzo a performance serie e quasi dolorose come quella di Sebastian Chacon nei panni di Noah o quella di Alanna Bale in quella di Ashley, spiccano quelle caricatissime di Emily Hampshire (una donna la cui resting bitch face fa il paio con un animo nero come la pece), quella di Jay Baruchel (il belino mollo per eccellenza, talmente odioso che il personaggio sarebbe calzato a pennello a Justin Long, ultimamente abbonato a questo genere di ruoli) e, soprattutto, quella di Enrico Colantoni nei panni di Bob. Ecco, quest'ultimo è, al momento, candidato come mio personaggio dell'anno. Bob è un essere abietto, l'emblema della banalità (stronza) del male, e mi spiace mi abbia ricordato tanto, almeno per l'aspetto, la bonanima di Bob Hoskins (anche se penso che si sarebbe divertito ad interpretarlo); ogni apparizione di Bob gela il sangue nelle vene e spinge a volersi alzare dalla poltrona per per tirare una ciabattata sul televisore, solo per non vedere più la sua sorridente, cortese faccia di merda. Anche solo per questo, spero che Humane ottenga vasta distribuzione in Italia, ché mi piacerebbe vedere un film simile al cinema, anche solo per essere testimoni delle reazioni dei miei storici compagni di horror. Se non dovesse succedere, date in qualche modo una chance a Caitlin Cronenberg. Magari il suo esordio non è stato eclatante come quello del fratello, ma la ragazza ha il cuore nel posto giusto, e rischia di dare delle soddisfazioni agli appassionati!


Di Jay Baruchel (Jared York) e Peter Gallagher (Charles York) ho parlato ai rispettivi link.

Caitlin Cronenberg è la regista del film. Canadese, figlia di David Cronenberg e sorella di Brandon Cronenberg, è al suo primo lungometraggio. Lavora principalmente come fotografa di scena ma è anche attrice e produttrice. Ha 40 anni.


Sia Emily Hampshire, che interpreta Rachel York, che Sirena Gulamgaus, che interpreta sua figlia Mia, hanno partecipato alla serie Chapelwaite. Se Humane vi fosse piaciuto recuperate Silent Night e The Feast. ENJOY!

venerdì 28 agosto 2020

Random Acts of Violence (2019)

Spinta dai sempre validissimi consigli di Lucia (e vi consiglio di leggere la sua recensione, meno banale e più interessante di quanto sarà la mia) ho recuperato anche Random Acts of Violence, diretto e co-sceneggiato nel 2019 dal regista Jay Baruchel e tratto dal fumetto omonimo di Jimmy Palmiotti e Justin Gray.


Trama: il creatore e l'editore del fumetto Slasherman si imbarcano in un tour promozionale in occasione dell'imminente chiusura della serie, assieme alla fidanzata del primo e a un'assistente. Sulla scia del loro tour cominciano tuttavia ad accadere delitti sanguinosissimi...


Siccome lo tirano abbastanza dietro se si è dotati di un Kindle (solo in inglese, sorry), prima di guardare Random Acts of Violence ho letto il fumetto omonimo, roba che prenderà al massimo un'oretta del vostro tempo nel caso voleste cimentarvi nell'impresa, e onestamente ci sono rimasta un po' maluccio. L'opera originale è infatti un fumettino abbastanza superficiale, più interessato a gettare uno sguardo su una parte dell'industria dei comics, quella dei successi istantanei con marketing sfacciato annesso e del fandom estremo, che sulle responsabilità di creare personaggi scomodi; nel fumetto, lo sceneggiatore è "più deprecabile" del disegnatore in quanto le idee derivano da una sua misoginia latente e da una generale incapacità di vivere nella società, ma alla fine ci rimette anche il disegnatore che diventa comunque l'unico capace di riportare su carta l'arte, alimentando la follia dello psicopatico fomentato da Slasherman, ma tutto (non sto scherzando) finisce comunque a tarallucci e vino, come se la violenza "random" del titolo fosse davvero una cretinata da scrollarsi di dosso come fosse acqua e magari anche monetizzare con un sorriso e qualche ferita. Ringraziando gli dèi, nonostante verso il finale perda un po' le redini del discorso, Jay Baruchel cerca invece di imbarcarsi in un'analisi un po' più profonda sul creare opere di fiction "di genere" basandosi su delitti realmente accaduti, sbilanciandosi a tratti verso la valenza catartica di dette opere e altre volte sposando invece il punto di vista di chi si mette nei panni delle vittime e non tollera definizioni come quella di "eroe" per un personaggio palesemente negativo, folle, misogino e sanguinario. Todd non è solo un fumettista che scrive opere splatter per insensibilità o bisogno di sfondare e il suo personaggio è un po' più approfondito di così; accanto a lui, la fidanzata Kathy raccoglie le testimonianze delle vittime del vero Slasherman e incarna la voce della coscienza di chi comunque riesce a cogliere le vere responsabilità anche di chi opera con le migliori (o più innocenti) intenzioni. Il punto di vista del Random Acts of Violence cinematografico diventa così un po' più vario di quello della sua controparte cartacea, più critico e passabile anche di suscitare qualche riflessione, sebbene ci vorrebbe ben più dello spazio risicato di un blog per sviscerarle tutte.


Tali riflessioni però si diluiscono nel desiderio che Baruchel ha di dimostrarsi anche un buon regista, o meglio, un regista con idee particolari, accattivanti, che possono piacere o meno allo spettatore, ovviamente. Personalmente, i flashback legati al personaggio di Todd li ho apprezzati parecchio; certo, incarnano un "mistero" che tale non è, però l'utilizzo di colori saturissimi, le riprese del volto del bambino, il sangue scuro e l'atmosfera natalizia hanno fatto abbastanza colpo su di me e, in generale, Random Acts of Violence mette in scena per l'appunto una violenza talmente casuale e feroce da avermi spesso lasciata scossa, soprattutto perché da uno come Baruchel, consacrato alla commedia, è raro aspettarsi qualcosa di simile. Al di là, infatti, del gusto "arty" del personaggio di Slasherman, sono le sequenze che precedono la sua cosiddetta "arte" a colpire, quei momenti bui in cui le vite delle vittime vengono spezzate tra urla disperate e la consapevolezza di stare per morire nel modo peggiore; le parole di Kathy, sul finale, e il suo "non voglio passare gli ultimi istanti che mi restano in preda al terrore" mettono i brividi tanto quanto lo sfogo con cui, giustamente, accusa Todd di avere condannato a morte lei e gli altri senza nemmeno capire di averlo fatto, per semplice noncuranza, per il gusto di portare su carta qualcosa di vendibile, per l'amore di un successo capace di creare se non mostri, comunque creature inquietanti. Random Acts of Violence non è un film perfetto ma non è nemmeno il film scemo che ci si aspetterebbe da Jay Baruchel e per affrontarlo serve un po' di pelo sullo stomaco. Al momento, ovviamente, non è disponibile in Italia ma chissà che qualche piattaforma illuminata non decida di metterlo in catalogo prima o poi.


Del regista e co-sceneggiatore Jay Baruchel, che interpreta anche Ezra, ho già parlato QUI mentre Niamh Wilson, che interpreta Aurora, la trovate QUA.

Jesse Williams interpreta Todd. Americano, ha partecipato a film come Quella casa nel bosco, The Butler - Un maggiordomo alla Casa Bianca e a serie quali Grey's Anatomy. Anche produttore e regista, ha 39 anni.


Jordana Brewster interpreta Kathy. Americana, ha partecipato a film come Fast and Furious, Non aprite quella porta: L'inizio, Fast & Furious - Solo parti originali, Fast & Furious 5, Fast & Furious 6, Fast & Furious 7 e a serie quali American Crime Story. Come doppiatrice, ha lavorato in Robot Chicken. Ha 40 anni e un film in uscita, il nono capitolo della saga Fast & Furious.


martedì 10 marzo 2020

Dragon Trainer - Il mondo nascosto (2019)

In occasione degli Oscar avevo recuperato anche Dragon Trainer - Il mondo nascosto (How to Train Your Dragon: The Hidden World), diretto nel 2019 dal regista Dean DeBlois.


Trama: mentre il villaggio di Berk affronta il sovrappopolamento dei draghi, Sdentato incontra una Furia bianca, dietro la quale si nasconde tuttavia la minaccia di un terribile cacciatore.


Come se avessi avuto un vago presagio di sventura, non ero andata a vedere il terzo (e, pare, ultimo) episodio della saga Dragon Trainer al cinema, nonostante i primi mi fossero piaciuti molto. Ho fatto bene, perché Il mondo nascosto è un film che si trascina stancamente come fosse un lungo filler per raggiungere il commovente, benché prevedibile, finale, durante il quale le avventure di Hiccup, Sdentato e tutta l'allegra banda vichinga trovano un degno compimento e una chiusura definitiva. "Amore si accompagna sempre al dolore, ma vale comunque la pena di viverlo" e chi lo sa meglio del padre di Hiccup, rimasto solo con un figlio a carico per tanti anni? Peccato che questo concetto meraviglioso, che conosciamo bene tutti e che è giusto insegnare anche ai più piccoli, si perda per buona parte del film in gag stantie (i due gemelli sono particolarmente insopportabili), malvagi da operetta e corteggiamenti disastrosi tra Sdentato e la nuova arrivata, una Furia bianca che non ci mette molto ad attirarsi l'odio dello spettatore per i suoi modi da figa di legno. Quanto al mondo nascosto che compare nel titolo, è un peccato che venga sfruttato così poco, una piccola, affascinante parentesi sulla quale ci sarebbe da raccontare molto e che invece viene semplicemente utilizzata come escamotage narrativo per far spostare i protagonisti da punto A a punto B e come miccia scatenante l'inevitabile conclusione del film (SPOILER Inevitabile, virgola. Capisco che Sdentato abbia desiderio di stare con la compagna e i suoi simili, ma che dopo un giorno scelga di abbandonare Hiccup senza nemmeno voltarsi indietro, tra l'altro senza portarsi dietro gli amici draghi di Berk, è perplimente. Tutto ciò che accade prima del finale avviene perché Hiccup lo va a riprendere, altrimenti il film sarebbe finito senza l'ultima mezz'ora FINE SPOILER).


La delusione causata dall'essermi aspettata un film all'altezza dei primi due capitoli della saga, che ho adorato, probabilmente mi sta spingendo ad essere un po' più dura di quanto Il mondo nascosto meriterebbe, e non vorrei che qualcuno si tenesse erroneamente lontano dalla pellicola. A livello di animazioni, infatti, Il mondo nascosto non ha nulla da invidiare ai suoi predecessori, omaggiati peraltro, per quanto riguarda alcune situazioni fondamentali, in maniera assai tenera, e il character design dei nuovi personaggi introdotti è assai carino; il villain è identico a Chris Sanders, co-regista del primo Dragon Trainer, mentre la Furia bianca è sicuramente una creatura poco simpatica, tuttavia è di un'eleganza incredibile e la sua bellezza felina compensa il fatto che questa volta Sdentato più che un gattone sembra un cagnolino scemo, con tutto quello che ne consegue. Molto bello, come ho scritto più sopra, anche il mondo nascosto, un trionfo di colori, ambienti lussureggianti e draghi di ogni genere e dimensione che, probabilmente, sarà stato un delirio da animare e forse anche questo ha influito sulla durata della sua presenza sullo schermo. Per il resto non ho molto altro di cui essere entusiasta e mi spiace davvero: la saga Dragon Trainer ha saputo emozionarmi per le sue soluzioni non convenzionali e i suoi colpi al cuore per due film, quindi speravo che nel capitolo conclusivo ci sarebbero state le stesse emozioni moltiplicate per tre. Purtroppo, rimane solo un bellissimo quarto d'ora finale e la dolorosa consapevolezza che la storia di Hiccup e Sdentato, per come l'abbiamo conosciuta, è finita. Chissà, che nel futuro non vengano raccontate altre storie di amicizia tra uomini e draghi, in maniera altrettanto poetica.


Del regista e co-sceneggiatore Dean DeBlois ho già parlato QUIJay Baruchel (Hiccup),America Ferrera (Astrid), F. Murray Abraham (Grimmel), Cate Blanchett (Valka), Gerard Butler (Stoick), Craig Ferguson (Skaracchio), Jonah Hill (Moccicoso), Christopher Mintz-Plasse (Gambedipesce), Kristen Wiig (Testabruta), Kit Harington (Eret), e David Tennant (Spitelout / Ivar the Witless) li trovate invece ai rispettivi link.


Dragon Trainer - Il mondo nascosto è l'ultimo film di una trilogia cominciata con Dragon Trainer e proseguita con Dragon Trainer 2; recuperateli tutti, perché sono davvero belli, e se vi ritroverete con un'insana passione per i draghi aggiungete la serie Dragons: I paladini di Berk. ENJOY!

venerdì 11 dicembre 2015

Il Bollalmanacco On Demand: L'apprendista stregone (2010)

Non poteva durare, lo sapevo. Dopo un paio di cult ecco che qualcuno, nella fattispecie la brava Sabrina (QUI c'è il suo canale Youtube), mi chiede una roba come L'apprendista stregone (The Sorcerer's Apprentice), diretto nel 2010 dal regista Jon Turtletaub. Il prossimo film On Demand sarà invece The Divide. ENJOY!



Trama: dopo la morte di Merlino per mano di Morgana e dei sui adepti, il mago Balthazar si mette alla ricerca di un possibile successore del grande stregone e un giorno trova dopo secoli il piccolo Dave. Per una serie di circostanze, Balthazar rimane imprigionato per dieci anni in un vaso assieme al malvagio morganiano Horvath e Dave nel frattempo cresce, diventando un complessato e sfigatissimo aspirante fisico...


Secondo me ci sono due modi di affrontare un film come L'apprendista stregone, quello serio e quello meritatamente imbecille. Nel primo caso, L'apprendista stregone diventa automaticamente il film più brutto di sempre, un'accozzaglia di effetti speciali senz'anima e attori pessimi, un affronto alla Settima Arte le cui bobine meriterebbero di bruciare da qui all'eternità; nel secondo caso ci si può fare del gran ridere e fortunatamente il mio animo era ben disposto e propenso all'imbecillità quando ho deciso di guardare il film di Turtletaub. "Tratto" dall'omonima ballata di Goethe ma, detto più onestamente, basato sul più famoso ed infantile episodio del primo Fantasia, L'apprendista stregone è la weirdissima storia di un ragazzo che cresce per affrontare il proprio destino nonostante la vita e l'infanzia gli siano state rovinate da un mago con le sembianze di Nicolas Cage, portandolo a perseguire studi scientifici. Ma, indovinate un po', nell'universo de L'apprendista stregone la magia è fondamentalmente un'estensione della fisica, governata dalle stesse regole, quindi il buon Nicolas è a cavallo, alla faccia di quell'irresponsabile di Harry Potter e dei suoi Giratempo, e riesce comunque a fare del giovane Dave il proprio "studente" nonché successore di Merlino! A questo canovaccio "formativo", la sceneggiatura aggiunge inoltre un paio di storie d'aMMore per venire incontro anche ad un pubblico di ragazzine, alcuni villain "terribili" ai quali fa capo nientemeno che fata Morgana e qualche riferimento a streghe/stregoni realmente vissuti e reputati tali per accontentare i palati più esigenti (quali??), cercando di affascinare gli spettatori con mirabolanti manifestazioni di potere condite da un pizzico di umorismo ma, in definitiva, imbroccando una strada troppo zamarra per poter conquistare davvero.


Turteltaub, con la sua solita finezza tutta aMMeregana, crea un film a misura di Cage ove non esistono sottigliezze magiche, bensì devastanti incantesimi a base di lampi, fuoco, uccelli giganti, specchi pronti a portare i malcapitati in un'altra dimensione, lupi famelici e prigioni in guisa di orrende matriosche oppure vasi. Gli abbondanti effetti speciali, spettacolari quanto volete ma fin troppo invasivi, sopperiscono sia alla trama banalotta e superficiale sia ad un cast non proprio di prima scelta: che Alfred Molina e Nicolas Cage si siano divertiti come dei pazzi a gigioneggiare nei panni di stregoni scafati è palese ma le mise del secondo (che, peraltro, ha prestato anche la sua Rolls Royce per le scene in cui Balthazar è al volante) sono al limite dell'imbarazzante e non parlo solo di quel parrucchino in stile "Modello abbronzatissimo anni '90 un po' svuncio e un po' zamarro" ripreso paro paro dal ben più riuscito Con Air. Jay Baruchel è simpatico e se la cavicchia, lo stesso vale per la bellina Teresa Palmer, mentre Toby Kebbell nei panni del mago corrotto dal successo è più improbabile del Mago Forrest e la nostrana Monica Bellucci è sempre una gnocca da paura ma, ahilei, si ostina a volersi doppiare con risultati miserrimi (la riunione finale tra lei Cage vorrebbe essere commovente ma lei è inascoltabile, ogni minima parvenza di sentimento o magia viene spazzata via dalla sua orrida dizione). Incredibile, infine, la dose di product placement presente nella pellicola, che va dal palese "omaggio" a Magic the Gathering al marchio di gelati Ben & Jerry messo talmente in primo piano da eclissare i protagonisti presenti nella scena, senza contare le marchette destinate a Mc Donald's, Pepsi, Nokia ecc. ecc. Insomma, L'apprendista stregone è un'infima operazione commerciale Disneyana e dovete prenderla come tale, un prodotto senza cervello progettato a tavolino per un pubblico di adolescenti senza pretese. Se non rientrate in questa categoria stategli lontani!


Di Nicolas Cage (Balthazar), Jay Baruchel (Dave), Alfred Molina (Horvath), Teresa Palmer (Becky), Monica Bellucci (Veronica) e Alice Krige (Morgana) ho già parlato ai rispettivi link.

Jon Turteltaub (vero nome Jonathan Charles Turteltaub) è il regista della pellicola. Americano, ha diretto film come Phenomenon, Instinct - Istinto primordiale, Faccia a faccia, Il mistero dei templari e Il mistero delle pagine perdute. Anche produttore e sceneggiatore, ha 52 anni e tre film in uscita.


Toby Kebbell interpreta Drake Stone. Inglese, ha partecipato a film come Alexander, Match Point, War Horse, The Counselor - Il procuratore, Apes Revolution - Il pianeta delle scimmie, Fantastic 4 - Fantastici 4 e a serie come Black Mirror. Ha 33 anni e cinque film in uscita.


Se L'apprendista stregone vi fosse piaciuto recuperate la saga di Harry Potter e magari anche Eragon. ENJOY!

martedì 17 febbraio 2015

Dragon Trainer 2 (2014)

Dopo aver visto e amato Dragon Trainer pensavate mi sarei lasciata scappare Dragon Trainer 2 (How to Train Your Dragon 2), diretto e co-sceneggiato nel 2014 da Dean DeBlois nonché candidato all'Oscar come miglior film d'animazione?


Trama: durante uno dei loro voli esplorativi, Hiccup e Sdentato trovano un paese devastato dal ghiaccio e base di cacciatori di draghi al soldo del terribile Drago Bludvist; nel tentativo di scovare il malvagio e farlo ragionare, nonostante il padre tenti di dissuaderlo in ogni modo, Hiccup incontrerà un altro misterioso Cavaliere dei Draghi...


Dopo gli eventi del primo film, Dragon Trainer 2 si apre con un bello scorcio della rinata Berk, cittadina dove i vichinghi e i draghi convivono in armonia e dove la sete di competizione del popolo viene tenuta a bada da tornei volanti nel corso dei quali chi lancia più pecore in un cesto vince. Nonostante sia ormai considerato un eroe da tutti gli abitanti del villaggio (e nonostante si sia ormai fidanzato con la bella Astrid) Hiccup ha sempre qualche problema che lo affligge e il suo rapporto col padre è migliorato fino a un certo punto; se nel primo film il protagonista era considerato uno sfigato della peggior specie nonché la spina nel fianco del potente genitore, nel secondo si assiste ad uno scontro generazionale/psicologico tra i più classici, con Stoick che vorrebbe Hiccup capovillaggio mentre il ragazzo, ancora incerto su quale sia la sua vera natura e desideroso di libertà, non ne vuole proprio sapere. Le tensioni tra i due esplodono con l'arrivo di un vecchio e minaccioso nemico, Drago Bludvist, che l'ingenuo Hiccup vorrebbe "sedare" con discorsi di pace e convivenza mentre giustamente Stoick, scampato già una volta alla sua furia assassina, vorrebbe solo che il figlio lo lasciasse stare e pensasse piuttosto a proteggere il villaggio da un suo eventuale attacco; nel corso del film accadrà davvero di tutto, tra eventi allegri e commoventi ma anche altri incredibilmente tristi, che porteranno Hiccup e Sdentato a scoprire qualcosa di più su sé stessi, sul loro legame e, soprattutto, a raggiungere una consapevolezza assai simile a quella dell'età adulta, lasciandosi alle spalle non già una coda o un arto ma buona parte della loro ingenuità ed innocenza.


In Dragon Trainer 2 si ride (la gag ricorrente delle pecore è favolosa!), ci si emoziona e ci si commuove (diciamo pure che si piange come delle fontane) e come sequel l'ho trovato assolutamente all'altezza del primo capitolo. Alcuni personaggi si sono evoluti, altri, come la bionda e grezzissima Testabruta o come la meravigliosa "Vecchietta dei Draghi", vedono aumentare il loro tempo sullo schermo mentre altri vengono un po' sacrificati a favore dei nuovi ingressi: Drago Bludvist è la nemesi perfetta per Hiccup, tanto malvagio ed irrispettoso nei confronti dei draghi quanto l'altro è buono ed affezionato alle creature alate mentre il secondo personaggio nuovo (di cui non vi svelerò affatto l'identità!) viene tratteggiato fin dall'inizio con una delicatezza incredibile e la volontà di non rispondere immediatamente a tutte le domande che potrebbero sorgere sul suo passato. Inoltre, il personaggio in questione permette agli animatori di sbrigliare abilità e fantasia, deliziando lo spettatore con una favolosa "caverna dei draghi" zeppa di colori, elementi naturali e draghi volanti di ogni specie. Certo, il character design dei draghetti lascia sempre un po' a desiderare (non posso farci nulla, a me piace solo il gattesco e tenerissimo Sdentato) ma i molti scontri all'ultimo sangue, le epiche scene di volo o i "Giochi senza frontiere con pecora" di cui ho parlato all'inizio sono animati benissimo e molto probabilmente faranno la gioia di qualsiasi spettatore, piccolo o grande che sia. La franchise di Dragon Trainer si conferma indubbiamente una delle migliori e più emozionanti mai realizzate e sono contenta di averla recuperata... adesso aspetto con trepidazione il terzo capitolo, sperando che la qualità continui a mantenersi alta!


Del regista e co-sceneggiatore Dean DeBlois ho già parlato QUI. Jay Baruchel (Hiccup), Cate Blanchett (Valka), Gerard Butler (Stoick), Craig Ferguson (Skaracchio), America Ferrera (Astrid), Jonah Hill (Moccicoso), Christopher Mintz-Plasse (Gambedipesce), Kristen Wiig (Testabruta) e Djimon Hounsou (Drago) li trovate invece ai rispettivi link.

Kit Harington, che presta la voce alla new entry Eret, interpreta Jon Snow nella serie Il trono di spade. A Dragon Trainer 2 dovrebbe aggiungersi un terzo seguito nel 2017; nel frattempo, se il film vi fosse piaciuto potete leggere la serie di libri How to Train Your Dragon (tradotto in italiano con Le eroiche disavventure di Topicco Terribilis Totanus III) di Cressida Cowell oppure recuperate Dragon Trainer, lo spin-off  Dreamworks Dragons: I cavalieri di Berg, serie tuttora in corso e mandata in onda su Cartoon Network e Boing e i corti La leggenda del drago Rubaossa, Dragons: il dono del drago e Book of Dragons. ENJOY!


domenica 15 febbraio 2015

Dragon Trainer (2010)

Il tempo passa eh, ma alla fine anche io riesco a vedere i film sulla bocca di tutti. Magari con cinque comodissimi anni di distanza. E’ quello che è successo con Dragon Trainer (How to Train Your Dragon), diretto e co-sceneggiato nel 2010 dai registi Dean DeBlois e Chris Sanders e tratto dalla serie di libri How to Train Your Dragon (tradotto in italiano con Le eroiche disavventure di Topicco Terribilis Totanus III) di Cressida Cowell.



Trama: in un villaggio di vichinghi vittima di continui attacchi di draghi, il giovane Hiccup è l’unico incapace di combattere. Un giorno, per pura fortuna, riesce ad abbattere il drago Furia Buia ma gli risparmia la vita; da quel momento, tra Hiccup e il ribattezzato Sdentato nasce una profonda amicizia..



Avete presente da bambini, quando guardavate un cartone animato, quella sensazione mista di meraviglia e perdita? Mi spiego. Guardando Roger Rabbit non vi era venuta una voglia mostruosa di prendere un aereo e andare a Cartoonia? La pietra azzurra di Nadia, ma quanto era bella da uno a mille? Ma quanto sarebbe stato figo avere un castello pieno di personaggi parlanti come quello de La bella e la bestia? E vogliamo parlare del Paese delle Meraviglie di Alice? Tutto molto bello, sì, ma queste cose non si possono fare né avere perché, di fatto, non esistono; da bambini ci si rimane male, poi si cresce e simili insani desideri non dovrebbero più insorgere. Invece, dopo aver visto Dragon Trainer, mi sono sentita letteralmente tradita dalla realtà e schiacciata dall'impossibilità di avere un drago puccio e meraviglioso come Sdentato, per tenerlo in casa, giocarci, volare nonostante il mio atavico terrore delle altezze, coccolarlo fino a non poterne più. Potenza di uno dei film animati più belli che abbia visto da qualche anno a questa parte, un trionfo di umorismo, azione, avventura, tenerume e meraviglia, adatto ai grandi e perfetto per i piccini, con quel tocco di inaspettato realismo che è riuscito a stupirmi e catturarmi tanto quanto i grandi occhioni di Sdentato. Il protagonista, Hiccup, è un "normalissimo" disadattato all'interno di un paese di giganteschi e coraggiosi eroi: è mingherlino, pasticcione e pauroso, dolorosamente consapevole del fatto che nessuno ha un minimo di fiducia in lui, suo padre in primis. Per dimostrare di potercela fare decide di andare contro la sua natura e catturare l'imprendibile Furia Buia, impresa in cui riesce con l'ingegno, non con la forza bruta; al momento di uccidere il drago, tuttavia, il ragazzo rifiuta mosso da pietà e da quel momento riuscirà a creare un nuovo percorso di vita, per sé stesso, per l'avversario ferito (con cui instaurerà un rapporto di amicizia e reciproca dipendenza) e per l'intero paese. Dragon Trainer diventa così un invito ad uscire dagli schemi e trovare la propria strada al di là delle aspettative altrui, nonché un necessario inno al dialogo e alla conoscenza reciproca come uniche fonti di civiltà e arricchimento personale, in contrasto con errati pregiudizi che portano soltanto guerra, dolore ed incomprensione.



Oltre al necessario messaggio positivo, poi, c'è Sdentato. Uno dei bestiolini più belli mai creati per il grande schermo, un incrocio tra un rettile, Stitch e un gatto, praticamente un trionfo di pucciosità cattivella. Ogni interazione tra lui e Hiccup è deliziosa, divertente e commovente, sopratutto per quel che riguarda i primi, timidi tentativi di conoscenza reciproca. Le scene di volo poi sono strepitose, mozzafiato ed animate benissimo; i rocamboleschi allenenamenti di Hiccup e Sdentato non hanno nulla da invidiare alle riprese aeree di blockbuster zeppi di effetti speciali mentre la sequenza, più lenta ma non meno emozionante, del romantico viaggio tra le nuvole è di una bellezza incredibile e fa davvero venire voglia di salire a toccare quelle spumose masse dai colori tenui. I singoli personaggi sono stati realizzati benissimo e chiunque, anche quelli secondari che magari hanno giusto una, due battute di dialogo, hanno comunque una caratteristica che li fa saltare all'occhio dello spettatore, rendendoli di conseguenza indimenticabili; in questo, l'unica nota negativa di Dragon Trainer è il fatto che, Sdentato e dragone finale a parte, gli altri draghi presenti nella pellicola sono di una bruttezza rara e sembrano dei mostrilli fasulli fatti di pixel mentre gli esseri umani sono nell'insieme piuttosto gradevoli e per nulla spigolosi. Ho molto apprezzato, inoltre, l'idea di strutturare buona parte del film come una serie di lezioni sui draghi, con tanto di esercizi, manuali da leggere, diari da riempire con annotazioni personali e quant'altro, tanto che mi sembrava di essere tornata ai bei tempi di Harry Potter, quando potevo imparare assieme a Harry e compagnia un sacco di nozioni che non mi serviranno mai ma che sicuramente mi hanno permesso di immedesimarmi maggiormente nei personaggi; ora, visto che la mia personale Furia Buia non è ancora arrivata, sono curiosissima di sapere come se la caveranno Hiccup e Sdentato in Dragon Trainer 2 e non vedo l'ora vivere una nuova avventura assieme a loro!



Di Jay Baruchel (Hiccup), Gerard Butler (Stoick), Craig Ferguson (Skaracchio), Jonah Hill (Moccicoso), Christopher Mintz-Plasse (Gambedipesce), Kristen Wiig (Testabruta) e David Tennant (Spitelout) ho già parlato ai rispettivi link.

Dean DeBlois è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, ha diretto film come Lilo & Stitch e Dragon Trainer 2. Anche animatore e produttore, ha 44 anni e un film in uscita, Dragon Trainer 3, che dovrebbe essere pronto per il 2017.


Chris Sanders (vero nome Christopher Michael Sanders) è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Americano, ha diretto film come Lilo & Stitch e I Croods. Anche doppiatore, animatore e produttore, ha 54 anni e un film in uscita, I Croods 2.


America Ferrera doppia in originale Astrid. Americana, famosissima protagonista della serie Ugly Betty, ha doppiato anche Dragon Trainer 2 e partecipato ad altre serie come CSI - Scena del crimine. Anche produttrice, ha 30 anni.


Occhio, qui ci sono SPOILER. Il finale originale prevedeva che Hiccup uscisse dallo scontro col dragone praticamente illeso ma i realizzatori hanno pensato che la cosa fosse, giustamente, poco realistica e, con l'approvazione di Cressida Cowell, hanno deciso di fargli perdere parte della gamba, così come succede all'inizio a Sdentato con la coda; a tal proposito, la scena in cui Hiccup si rende conto di essere ormai monco e viene aiutato sia psicologicamente che fisicamente da Sdentato è stata suggerita nientemeno che da Steven Spielberg perché lo script originale prevedeva che il ragazzo prendesse coscienza dell'accaduto da solo, riducendo così il ruolo del draghetto a quello di mera "cavalcatura". Quindi, grande Spilby sempre e comunque! Dragon Trainer ha generato, oltre al seguito Dragon Trainer 2 (a cui dovrebbe aggiungersene un terzo nel 2017), anche parecchi spin-off, come la serie Dreamworks Dragons: I cavalieri di Berg, tuttora in corso e mandata in onda su Cartoon Network e Boing, e i corti La leggenda del drago Rubaossa, Dragons: il dono del drago e Book of Dragons. Se Dragon Trainer vi fosse piaciuto recuperateli tutti assieme magari a Mulan, Ribelle - The Brave e Le 5 leggende. ENJOY!

martedì 14 ottobre 2014

Facciamola finita (2013)

Ho lasciato passare un anno ma anch'io sono riuscita a guardare Facciamola finita (This is the End), diretto e sceneggiato nel 2013 da Seth Rogen ed Evan Goldberg!


Trama: mentre a casa di James Franco è in corso un megafestone zeppo di vip, Los Angeles viene praticamente rasa al suolo da terremoti, incendi e altri misteriosi e mortali avvenimenti. I pochi sopravvissuti, barricati a casa di Franco, dovranno cercare di capire come uscire vivi da quella che sembrerebbe proprio la fine del mondo...


Ultimamente trovo sempre più difficile trovare delle commedie che mi facciano ridere. Facciamola finita, per fortuna, mi ha lasciata a terra dalle risate in più di un'occasione perché è talmente assurdo e gli attori coinvolti sono così genuinamente e palesemente divertiti che è davvero difficile non farsi contagiare dall'amichevole atmosfera che si respira in ogni fotogramma e in ogni dialogo della pellicola. Seth Rogen, Jay Baruchel e compagnia mettono in scena esattamente quello che lo spettatore si aspetta quando immagina le feste vip: dei "personaggi" (non persone reali, assolutamente!) che si sbronzano, si devastano, copulano a destra e a manca e, in generale, si danno ad ogni stupido stravizio ed eccentricità solo "perché sì" e, a seconda dell'attore, assecondano i cliché dei vari film e gossip, come nel caso di James Franco, oppure costruiscono un personaggio diametralmente opposto, come nel caso di Jonah Hill, falso come Giuda e fintamente tenero e carino. Eliminata la marea di guest star iniziali, la sceneggiatura si concentra su un manipolo individui e, da quel momento, le poche apparizioni speciali sono mirate e funzionali alla trama, oltre che esilaranti, mentre la storia, nonostante non manchino diversivi per allungare un po' come per esempio il finto trailer di Pineapple Express 2, si mantiene interessante e coerente fino alla fine. Rogen e soci inanellano una gag dopo l'altra, danzando allegramente a braccetto col cattivo gusto senza mai farla fuori dal vaso, accontentano gli spettatori più esigenti piazzando qua e là un paio di citazioni esilaranti (una su tutte, quella de L'esorcista, che mi porta a consigliarvi ovviamente di guardare Facciamola finita in lingua originale perché lo scambio di battute tra Baruchel e Hill, per non parlare di quello volgarissimo tra Franco e McBride, mi ha annientata: "The power of Christ compels you!" "Oh does it? Does it compel me? Does it Jay? The power of Christ compelling me, is that what's happening?.. GUESS WHAT?....It's not that compelling!) e concludendo l'intera operazione con un finale talmente supercazzola che sono stata praticamente costretta a rivederlo almeno tre volte di fila, con annesso balletto finale ovviamente!


Tolto l'aspetto esilarante che, visti i coinvolti, già immaginavo sopraffino, quello che stupisce di Facciamola finita è tuttavia l'estrema professionalità della realizzazione. Gli effetti speciali impiegati non sono affatto dozzinali, anzi, le scene di morte e distruzione sono davvero catastrofiche, quella iniziale su tutte, e i demoni realizzati in CG non sembrano fasulli né risultano fastidiosi (al limite, l'unica cosa un po' bruttarella è il trucco del povero Jonah Hill sul finale). Altra cosa molto gradevole sono la regia ed il montaggio, soprattutto quello alternato che vede il gruppetto diviso ed impegnato ad affrontare due minacce differenti, inoltre ho trovato incredibilmente azzeccati anche gli inserti in stile confessionale del Grande Fratello, le sequenze "strafumate" accompagnate da una colonna sonora grandiosa e, ovviamente, i pochi ma efficaci momenti gore, mirabili esempi di nerissimo umorismo. Anche gli attori sono tutti grandiosi, tanto che non saprei dire chi ho preferito. Tra i protagonisti, James Franco potrebbe tranquillamente vincere la palma del migliore per il già citato scambio di battute con Danny McBride e, soprattutto, per il suo momento di "gloria" nel pre-finale, ma anche Jonah Hill con quel suo fare da criptogay e Danny McBride per la sua natura bastarda danno davvero il bianco e riescono persino ad eclissare il mio adoratissimo Seth Rogen; tra le guest star, spiccano invece un Michael Cera particolarmente laido, un indimenticabile e scioccante Channing Tatum, una Emma Watson armata di accetta spaccaculi come non mai e, soprattutto... LORO. Sì, loro. I responsabili di quel finale meravigliosamente trash e anni '90, così esilarante che non saprei dire se è meglio questo di Facciamola finita o The Age of Aquarius in 40 anni vergine. Intanto che io ci penso, voi recuperate assolutamente Facciamola finita e guardatelo sgranocchiando un ottimo, scioglievolissimo Milky Way, se ancora lo distribuiscono in Italia!


Del co-regista e co-sceneggiatore Seth Rogen (che interpreta sé stesso come tutti gli altri coinvolti nel film) ho già parlato qui. James Franco, Jonah Hill, Michael Cera, Emma Watson, David Krumholtz, Christopher Mintz-Plasse, Paul Rudd e Jason Segel li trovate invece ai rispettivi link.

Evan Goldberg è il co-regista e co-sceneggiatore della pellicola. Canadese, è al suo primo film come regista. Anche produttore e attore, ha 32 anni e un film in uscita, The Interview, sempre con Seth Rogen e James Franco.


Jay Baruchel (vero nome Jonathan Adam Saunders Baruchel) interpreta sé stesso. Canadese, ha partecipato a film come Quasi famosi, Le regole dell'attrazione, Million Dollar Baby, Tropic Thunder, Una notte al museo 2 - La fuga, RoboCop e a serie come Hai paura del buio? e Numb3rs, inoltre ha lavorato come doppiatore in Dragon Trainer e Dragon Trainer 2. Anche sceneggiatore, produttore e regista, ha 32 anni e quattro film in uscita tra cui 10 O'Clock People, tratto dall'omonimo racconto di Stephen King, e Dragon Trainer 3, previsto per il 2017.


Danny McBride (vero nome Daniel Richard McBride) interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Suxbad: Tre menti sopra il pelo, Tropic Thunder, Parto col folle, Sua maestà e ha lavorato come doppiatore in Cattivissimo me e Kung Fu Panda 2. Anche sceneggiatore e produttore, ha anni e sette film in uscita.


Craig Robinson interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come Zack & Miri - Amore a primo... sesso, Una notte al museo 2 - La fuga e a serie come The Bernie Mac Show e Friends, inoltre ha lavorato come doppiatore in Shrek - E vissero felici e contenti e nella serie The Cleveland Show. Anche sceneggiatore e produttore, ha 43 anni e tre film in uscita.


Channing Tatum interpreta sé stesso. Americano, ha partecipato a film come La guerra dei mondi, G.I. Joe - La nascita dei cobra, 21 Jump Street, Magic Mike, Don Jon, G.I.Joe- La vendetta, 22 Jump Street e a serie come CSI: Miami, inoltre ha lavorato come doppiatore nel film The Lego Movie e nella serie I Simpson. Anche sceneggiatore e produttore, ha 34 anni e sei film in uscita tra cui X-Men: Apocalypse e Gambit, dove interpreterà appunto il bel Remy LeBeau.


Tra le varie guest star segnalo anche Rihanna e lo stesso co-regista Evan Goldberg. Il ruolo di Emma Watson era in origine stato scritto per Mila Kunis ma l'attrice ha dovuto rinunciare per impegni pregressi come anche Cameron Diaz, Edward Norton ed Elizabeth Banks, mentre quel pusillanime di Daniel Radcliffe ha direttamente rifiutato di partecipare. Ovviamente, Rogen e Goldberg hanno avuto alcuni problemi anche con un paio di scene definite "di cattivo gusto" e che, di conseguenza, sono state tagliate in fase di montaggio, come quella in cui Franco e McBride fumano marijuana insieme a Hitler o quella in cui Tatum si da palesemente al cannibalismo; inoltre, sul finale è stata usata I Will Always Love You di Whitney Huston come omaggio alla cantante, morta da poco, al posto di Purple Rain di Prince, scelta iniziale dei due registi. Detto questo, aggiungo solo che Facciamola finita è l'estensione del corto Jay and Seth Versus the Apocalypse (che potete trovare QUI); se il film vi è piaciuto dateci un'occhiata e recuperate anche Shaun of the Dead e The World's End. ENJOY!





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