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domenica 8 gennaio 2012

J. Edgar (2011)

Ieri sera ho inaugurato l'anno nuovo cinematografico con J. Edgar, l'ultima pellicola del regista Clint Eastwood. Ammetto che tutto (o quasi) mi sarei aspettata meno quel che ho visto e di essere rimasta positivamente spiazzata dal film.


Trama: il film racconta la storia dell'FBI dal parzialissimo punto di vista del suo fondatore, J. Edgar Hoover. Veniamo così a conoscenza anche di alcuni particolari della sua vita, indissolubilmente legata al lavoro e al potere...


Come ho detto, sono rimasta spiazzata. Adoro la storia americana, soprattutto quella moderna, quindi il film mi ha intrigata e mi è piaciuto, ma tutto mi sarei aspettata tranne una rivisitazione "rosa" (si può dire rosa o è meglio dire arcobaleno?) della vita di quello che immaginavo essere uno degli uomini più duri e tutti d'un pezzo della storia USA. E invece, per citare la meravigliosa Judi Dench, Eastwood mi viene a dire che il buon J.Edgar era nientemeno che.. gerbera. Un povero ometto vessato da mmadree, pieno di insicurezze e fisime, impossibilitato a trovare una moglie o una fidanzata in quanto inesorabilmente gay. A. Giuro che un simile twist nella trama non lo avrei mai previsto nemmeno in cent'anni, ma se dicessi che il film, dopo tale rivelazione, diventa una baracconata, direi il falso. Il bravo Clint, invece, riesce a mescolare fatti storici e "arricchimenti" della trama senza scadere nel trash o nel patetico.


Ovvio, J. Edgar non è un film facile. Innanzitutto per la scelta del protagonista, sicuramente non un uomo simpatico o dalle scelte condivisibili. Hoover è riuscito a creare quella che è diventata universalmente conosciuta come l'istituzione più rappresentativa della giustizia USA e anche la più controversa ed Eastwood ce lo presenta come un uomo dalle idee fondamentalmente giuste che però, per metterle in pratica, ha scelto metodi assai discutibili e slegati dalle leggi, arrivando ad agire più per il proprio interesse personale che per quello della tanto amata nazione. Assistiamo così alle "scene", è proprio il caso di dirlo, di un ometto insicuro, assetato di successo e di potere per colpa di una madre fredda che per lui, fin dall'infanzia, non ha mai voluto altro che un futuro di grandezza assoluta senza mai apprezzarlo fino in fondo (e che molto probabilmente ha ridotto il marito al vegetale che vediamo all'inizio); un uomo talmente assorbito dal suo lavoro da essere incapace di distinguere gli amici dai nemici (o meglio i collaboratori fidati da quelli che gli rovinerebbero la carriera, visto che amici non ne ha mai avuti...), costretto quindi ad affidarsi a due singole persone che, nel film, costituiscono gli altri due punti di vista attraverso i quali leggere la vicenda; un uomo che, in definitiva, era partito col piede giusto ed è stato seppellito dai suoi stessi errori, diventando quello che aveva sempre cercato di debellare: un criminale inconsapevole di esserlo, volutamente o meno.


I due "poli" positivi della vicenda, che fungono in qualche modo da coscienza per il protagonista, sono la storica segretaria Miss Gandy e il braccio destro (nonché amante) Clyde Tolson. La prima incarna il rifiuto di una femminilità "classica" ed è colei che, consacrandosi interamente al lavoro, diventerà la collaboratrice più stretta di Hoover, pur rimanendo nell'ombra come segretaria. Come si dice, "dietro un grande uomo c'è una grande donna" e Miss Gandy nel film diventa l'impassibile esecutrice degli ordini del suo capo, colei senza la quale l'organizzazione perfetta dell'FBI crollerebbe e colei che riesce a salvare la reputazione di Edgar anche dopo la morte, quando il viscido Nixon crede di avere via libera per impossessarsi dei "fascicoli" con i quali Hoover era riuscito a tenere in pugno tutti i presidenti USA per 40 anni. Clyde, invece, è la parte "femminile" del film, un compagno silenzioso che con mano gentile guiderebbe ed accetterebbe le scelte di Hoover. E' colui che, nel corso della pellicola, lo mette di fronte alle conseguenze delle sue scelte, lo porta a vergognarsi del suo carattere e della sua gretta sete di potere, lo sopporta e lo sostiene come la madre non ha mai fatto... e lo porta ad ammettere, almeno in privato, la sua omosessualità. Le scene tra i due sono le più forti ed emotivamente spiazzanti del film ma, come ho detto, il regista e gli interpreti riescono a renderle delicate, verosimili e per nulla trash.


La messinscena e gli attori sono quindi elementi essenziali per la bellezza del film. Eastwood ci accompagna nella Storia Americana intrecciando un presente in cui Hoover, ormai vecchio, racconta a diversi giovani incaricati di batterla a macchina la SUA versione dei fatti, ad un passato fatto di flashback privi di continuità, che mostrano come tanti pezzi di un complesso puzzle la vita del protagonista ed i momenti chiave della sua carriera. Il regista unisce ricostruzioni certosine di arresti, indagini ed eventi realmente accaduti a sequenze emblematiche che ne palesano anche l'amore per il cinema, come l'incontro di Hoover con Shirley Temple, il dialogo assai rivelatorio con Ginger Rogers e la madre (nel quale il protagonista rifiuta di ballare con le due donne in presenza di Clyde, con conseguente crollo psicologico una volta arrivato a casa) o i due momenti in cui vengono mostrati i film con James Cagney al cinema, prima inneggianti ai malviventi e poi all'FBI. Personalmente, ho trovato deliziosa ed essenziale alla comprensione dell'intero film la scena finale, dove Clyde trova il flaccido corpo di Hoover ormai senza vita e, come prima cosa, lo copre con una coperta, proprio per impedire che i soccorsi testimonino la debolezza di un uomo ormai vecchio e malato.


Quanto agli interpreti, Di Caprio meriterebbe l'Oscar. Leo, finalmente la nostra faida personale è finita, ti riconosco come attore degno di stima davanti a tutto il web. Certo, vorrei capire perché il tuo trucco "da vecchio" è praticamente perfetto mentre quello del povero Armie Hammer è talmente brutto da richiamare quello di Ruggero ne I soliti idioti, ma il momento in cui, come un novello Bateman, ti inginocchi affranto dal dolore col vestito di mmadree addosso mi ha messo i brividi, lo ammetto. Bravissimi anche tutti i comprimari: da Judi Dench, qui fredda come il ghiaccio e stronza come poche, me lo aspettavo, e anche l'irriconoscibile Naomi Watts è praticamente perfetta, ma ogni altro attore interpreta con maestria il proprio personaggio, anche quelli che compaiono solo per poche sequenze. Insomma, dopo il deludente (a costo di beccarmi una bastonata da Mr Ford!) Hereafter, Eastwood è tornato a regalarci grande cinema. Non ai livelli di Mystic River, quello è insuperabile come il tonno, ma comunque un bellissimo film, degno di cominciare il 2012!


Del regista Clint Eastwood ho già parlato qui. Leonardo di Caprio, ovviamente nei panni di J. Edgar Hoover, lo trovate invece qua.

Judi Dench (vero nome Judith Olivia Dench) interpreta Anna Marie Hoover. Sicuramente una delle migliori attrici inglesi, la ricordo per film come Hamlet, Shakespeare in Love (con il quale ha vinto l'Oscar come migliore attrice non protagonista), Un té con Mussolini, Chocolat, The Shipping News - Ombre dal passato e Pirati dei Caraibi - Oltre i confini del mare. Ha inoltre partecipato al doppiaggio di Mucche alla riscossa. Anche regista, ha 77 anni e tre film in uscita.


Naomi Watts interpreta Miss Gandy. Anche lei inglese, anche lei una delle mie attrici preferite, la ricordo per film come Mulholland Drive, The Ring, The Ring 2, King Kong e Funny Games U.S. Anche lei è stata condannata a recitare nella soap australiana Home and Away. Anche produttrice, ha 43 anni e cinque film in uscita.


Armie Hammer interpreta Clyde. Americano, ha partecipato a film come The Social Network e a serie come Veronica Mars e Desperate Housewives. Ha 25 anni e cinque film in uscita, tra cui il Biancaneve di Tarsem, dove interpreterà il Principe.


Dermot Mulroney interpreta il Colonnello Schwarzkopf. Americano, lo ricordo per film come Il matrimonio del mio migliore amico, A proposito di Schmidt, Zodiac e Burn After Reading, inoltre ha partecipato alle serie Saranno famosi e Friends. Anche produttore, regista e stuntman, ha 48 anni e tre film in uscita.


Josh Lucas (vero nome Joshua Lucas Easy Dent Maurer) interpreta Charles Lindbergh. Americano, ha partecipato a film come Alive - Sopravvissuti, L'occhio del male, American Psycho, Il mistero dell'acqua, Hulk e ad un episodio della serie L'ispettore Tibbs. Anche produttore, ha 40 anni e tre film in uscita.


L'attore Jeoff Pierson, che interpreta all'inizio Mitchell Palmer, era il disastratissimo padre che parlava nello scantinato col coniglio nella esilarante serie ... e vissero infelici per sempre. I miei complimenti vanno poi alla "saggezza" di Charlize Theron, che ha declinato il ruolo di Miss Gandy per poter fare la strega nell'imminente Biancaneve con Kristen Stewart (ughh!!). Al di là di queste scelte non condivisibili, tenete d'occhio J. Edgar perché l'interpretazione di Di Caprio è già candidata ad un Golden Globe. Chissà cosa succederà la notte degli Oscar. Nell'attesa di saperlo, andate a vedere il film al cinema e... ENJOY!!!

mercoledì 4 gennaio 2012

WE, Bolla! del 4/01/2012

Questa settimana la rubrica sui film in uscita gioca d’anticipo inaspettatamente, visto che il multisala ha rinnovato la sua programmazione alla traditora (mercoledì invece che venerdì, scandalo!). Solo due film, uno dei quali promette di essere splendido. ENJOY!!


Immaturi – Il viaggio
Reazione a caldo: Dio me ne scampi
Bolla, rifletti!: Non sono andata a vedere il primo film e non andrò certo a vedere il secondo. Già l’idea che un gruppo di quasi quarantenni dovesse ridare l’esame di maturità la trovavo ridicola e pretestuosa, figuriamoci ora che questi “vecchi” hanno deciso di festeggiare l’evento con un viaggio. Persino Peter Pan si sparerebbe, alla faccia della sua sindrome. Mi dispiace per Luca e Paolo che adoro, ma li preferisco come comici, non come attori in questi filmucoli. E poi Raoul Bova non mi è mai piaciuto.


J. Edgar
Reazione a caldo: Clint, ti do fiducia anche questa volta, sto già organizzando per la settimana prossima, non deludermi!!
Bolla, rifletti!: inutile dire che lo aspetto da quando ho saputo della sua uscita in America. Spero solo non sia una mezza delusione come Hereafter, nel qual caso giuro che non andrò mai più a vedere un film di Eastwood (che peraltro come regista adoro!) al cinema. Per ulteriori considerazioni si prega di leggere qui.


Il cinemino d’élite rilancia invece con due prime visioni: la prima la conosco giusto per un paio di locandine viste qua e là su qualche blog e per il trailer beccato per caso in TV durante le vacanze di Natale, della seconda invece non so davvero nulla.


Emotivi anonimi
Reazione a caldo: Mah, sembrerebbe carino ma forse non è il caso di andarlo a vedere al cinema…
Bolla, rifletti!: La storia non mi dispiace e le immagini sembrano molto belle, così come lo stile un po’ particolare, ma non vorrei fosse l’ennesimo tentativo di realizzare un film “alla Amélie”. Credo proprio che lo recupererò in DVD.


Almanya – La mia famiglia va in Germania
Reazione a caldo: BOH??!!!
Bolla, rifletti!: Dopo essermi documentata un minimo, credo che anche questo film potrebbe piacermi. Una commedia leggera ma non demenziale, che mostra le differenze tra due culture assai distanti, quella tedesca e quella turca, raccontando la storia di una famiglia di immigrati. L’unica cosa, non vorrei che alcune gag fossero incomprensibili per un pubblico italiano e che il doppiaggio nostrano appiattisse l’opera. Anche questo è un candidato al “recupero”.

sabato 26 novembre 2011

Il Bollalmanacco in Trailer #1

Piattaforma nuova, vita nuova! Inauguro oggi un'altra rubrica dal solito titolo idiota, Il Bollalmanacco in Trailer, ovvero: chiose e pensieri personali sui trailer visti al cinema in settimana, nell’attesa del film principale. Ovviamente trattasi di rubrica assai discontinua e dipendente sia dalla frequenza con cui vado al cinema sia dalla possibilità di vedere trailer prima dello spettacolo. Ovviamente, ove possibile, metterò trailer in lingua, non mi piacciono molto doppiati. Ma non tituBBiamo e proseguitiamo.

#1. J. Edgar

Io adoro la storia moderna americana. Starei ore a leggere di Kennedy, Nixon, Roosevelt e compagnia cantante. Quindi l’idea che il buon Clint Eastwood (che pure mi ha deluso con il moscissimo Hereafter)abbia deciso di dirigere un film su J. Edgar Hoover, ambiguo fondatore dell'FBI, non può che farmi friggere d'aspettativa. A rovinare un po' il tutto c'è Leonardo di Caprio, che come attore non mi fa impazzire, ma la presenza di Judy Dench mi pare un ulteriore, ottimo incentivo. In Italia dovrebbe uscire a gennaio.





#2. Capodanno a New York

Eh no, non è l'ennesimo film con Boldi e De Sica, ma qualcosa di comunque altrettanto ammorbante. Un cast all star (tra i mille che passano rapidissimi nel trailer si riconoscono Robert De Niro - perché, Bob????!!! -, Ashton Kutcher, Halle Berry, Michelle Pfeiffer - perché, Michelle???!!!! -, Sarah Jessica Parker, Zac Efron, Hilary Swank, Alyssa Milano e persino Jon Bon Jovi) per quella che si preannuncia essere una rottura di palle epica. Da quel che si capisce nel trailer tutto ruota su un'infinità di personaggi e varie microstorie ambientate nella stessa notte di capodanno e, ovviamente, a New York. Che è una città meravigliosa, ma passare capodanno a Time Square, checché se ne pensi, non è la cosa più fiQua del mondo, eh. E lo dico per esperienza. Lo eviterò senza ripensamento alcuno.




#3. Sherlock Holmes - Gioco di ombre

Last ma, ovviamente, NOT least! Innanzitutto è il film dicembrino che voglio più vedere a prescindere, perché il primo Sherlock Holmes mi era piaciuto molto e perché, diciaaaamocelo, Robert Downey Jr. mi fa sbavare. Copiosamente. Sì, anche quando in questo trailer fa il travestito, anzi, soprattutto quando è così (d'altronde anche Tim Curry nel Rocky Horror Picture Show mi piaceva. Sarò forse deviata? Sì.). Seconda cosa il trailer in sé è davvero una figata, c'è di tutto e di più, anzi... pure troppo. Mi va bene darmi un assaggio anche del buon Moriarty che finalmente compare, ma non vorrei che il trailer fosse costruito su TUTTE le scene migliori. Speriamo di no, sicuramente a dicembre andrò al cinema fiduciosa come avevo fatto la prima volta.

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